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G.A. 331

331a - Consigli degli operai e socializzazione nel senso della triarticolazione dell'organismo sociale


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1°Introduzione (Alexander Löscher)

ZUR EINFÜHRUNG

«Tenere sedute in alto non farà che portarci alla continuazione dei vecchi mali, poiché ciò che oggi vuole realizzarsi deve scaturire direttamente dal popolo, e il sintomo del fatto che la storia lo vuole è il sistema dei consigli.» (Rudolf Steiner durante una conferenza pubblica del 16 maggio 1919 a Stoccarda)

Grandi speranze — grandi prospettive per l’umanità

Il 29 gennaio 1919 il socialista e giornalista tedesco Ernst Däumig (1866-1922) si rivolse ai proletari con queste parole: «Il secolo socialista è aperto. Al secolo nazionalistico è seguita l’epoca del socialismo. Il nazionalismo è stato rivoluzionariamente superato; al capitalismo spetta il colpo di grazia economico. Dalle rovine dello Stato di violenza crollato deve sbocciare una nuova vita giuridica. Sulle macerie dei fortilizi capitalisti deve ergersi la comunità libera. Diventiamo consapevoli di questa trasformazione gigantesca!»

Si poteva leggere questo appello nella rivista settimanale edita da Däumig «Der Arbeiter-Rat. Wochenschrift für praktischen Sozialismus» (vol. 1, n. 1, 5ª settimana) — dalla caduta della monarchia tedesca il 9 novembre 1918 e dalla proclamazione della Repubblica erano trascorsi quasi tre mesi. La rivoluzione in Germania era giunta completamente inaspettata per molti e aveva spazzato via anche le monarchie dei singoli stati tedeschi, come per esempio il Regno del Württemberg. Si formarono governi provvisori, i cui membri nella loro maggioranza aspiravano all’istituzione di una repubblica parlamentare. Contemporaneamente, in tutta la Germania si erano spontaneamente costituiti dappertutto consigli di operai e soldati, nei quali persone del popolo — che nella maggior parte erano vicine alle idee socialiste — facevano valere il diritto di codecisione sulla futura configurazione della società. Dal 16 al 21 dicembre 1918 si tenne a Berlino il primo Congresso del Reich dei consigli di operai e soldati come rappresentanza centrale di tutti i consigli dei lavoratori tedeschi. Sembrava che stesse iniziando una nuova era; il futuro della società doveva essere negoziato secondo criteri umanitari e non secondo visioni unilaterali della lotta partitica. Lo storico Peter von Oertzen scrive nel suo libro «Betriebsräte in der Novemberrevolution» (Düsseldorf 1963, capitolo 7, «Sulla compatibilità tra il sistema dei consigli e la democrazia parlamentare») riguardo allo stato d’animo diffuso all’epoca in una parte della popolazione tedesca: «Il nuovo ordine economico e sociale non poteva essere eretto con i vecchi metodi e istituzioni; dovevano nascere nuovi organi che dessero espressione allo sviluppo verso il socialismo. In particolare, occorreva tener conto del mutamento fondamentale della posizione della classe operaia nella nuova società. Nei consigli essa doveva operare come forza consapevole di sé, partecipe di diritti eguali o addirittura guida; vi doveva promuovere la socializzazione e nello stesso tempo acquisire le capacità tecniche ed economiche che ancora le mancavano.»

Ma questo sforzo verso la democrazia diretta non doveva portare al conflitto con tutti gli sforzi rivolti all’istituzione di un sistema parlamentare come obiettivo di una ricostruzione dello Stato tedesco? Nelle prime settimane e nei primi mesi, tuttavia, niente era ancora deciso: la frammentazione spontanea del potere dello Stato rimase, come dimostra lo schema seguente dei centri decisionali politici in Germania e nel Württemberg nei primi mesi dopo la rivoluzione, anche se senza considerare i consigli di soldati e contadini, che condussero un’esistenza più o meno indipendente accanto ai consigli degli operai.

La coesistenza di questi due sistemi decisionali rimase infine irrisolta. Anche se per esempio nel Württemberg le competenze dei consigli degli operai furono legalmente definite il 14 dicembre 1918, attribuendo loro il diritto di controllare l’attività del governo, quando si riunì l’assemblea costituente il 23 gennaio 1919 si pose la questione se questo compito non dovesse toccare all’assemblea costituente. Con ciò l’attività dei consigli dei lavoratori tornò nuovamente alla discussione. Nel lungo termine una tale situazione non poteva essere mantenuta.

Ciò si manifestò chiaramente anche a livello dello Stato nel suo insieme. I negoziati del primo Congresso del Reich nel dicembre 1918 resero evidente che persino lì la maggior parte dei delegati non vedeva il sistema dei consigli come qualcosa di permanente. In quel momento i consigli erano già finiti nel fuoco incrociato dei conflitti politici di trincea, poiché i diversi orientamenti politici cercavano di distruggerli o di appropriarsene. I fautori di sinistra di una dittatura del proletariato vi vedevano strumenti opportuni per una presa di potere comunista; i partigiani di destra di una forma di governo autoritaria credevano di scoprirvi focolai di ideologie comuniste. Ma proprio anche i circoli moderati, i fautori di una democrazia parlamentare, avvertivano questi consigli come una fastidiosa duplicazione nel processo decisionale politico, tanto più che il 6 febbraio 1919 a Weimar si era riunita un’Assemblea Nazionale il cui incarico era elaborare una nuova costituzione — come nello stesso modo poco più di due settimane prima a Stoccarda si era costituita un’assemblea costituente provinciale.

Già quattro giorni dopo l’Assemblea Nazionale emanò una «Legge sul potere del Reich provvisorio», nella quale ai consigli non era riconosciuto alcun ruolo politico. Dovevano essi allora avere competenza decisionale soltanto in campo economico, o doveva valere anche per l’ambito politico? Quali compiti e quale ambito di competenza dovessero loro toccare era dunque estremamente controverso.

Già quando Ernst Däumig pubblicò il primo numero della sua rivista a sostegno dei consigli degli operai, cioè alla fine di gennaio 1919, vedeva la loro esistenza come minacciata. Con la sua rivista voleva dar loro una voce pubblica efficace e fornire così un aiuto politico. Così scriveva già nel primo numero sopra menzionato, sotto il titolo «L’ora fatale dei consigli di operai e soldati»: «I consigli di operai e soldati si trovano oggi davvero di fronte a un’ora fatale. Non possiamo credere che le forze che hanno messo fine alla vecchia Germania monarchica e scosso lo Stato militare-poliziesco nei suoi fondamenti ora semplicemente scompaiano in silenzio dalla scena rivoluzionaria.» E aggiungeva: «Ora siamo entrati in una fase in cui si tratta di essere o non essere dei consigli di operai e soldati. Dipenderà dalla vigilanza e dall’energia della popolazione lavoratrice e dei consigli di operai e soldati se questi possano continuare a vivere e ad agire oppure spariranno completamente dallo schermo pubblico nel prevedibile futuro, per essere iscritti nella storia della Germania come un episodio passeggero di tempesta e passione rivoluzionaria.»

Poco più di due mesi dopo il vento era definitivamente cambiato. Dall’8 al 14 aprile 1919 si tenne il secondo Congresso del Reich dei consigli di operai e soldati, che si svolse completamente all’ombra della rivoluzione dei consigli in Baviera. La maggior parte dei delegati si decise contro la mozione dei Socialdemocratici Indipendenti per l’istituzione di un sistema politico-economico dei consigli; si pronunciò per il postulato dei Socialdemocratici di maggioranza per la realizzazione di una democrazia socialista con parlamento e contemporanea creazione di camere del lavoro. I rappresentanti della cosiddetta idea pura dei consigli vi si opposero; nel loro appello «Al popolo lavoratore della Germania!» del 15 aprile 1919 la frazione dei Socialisti Indipendenti, tra cui anche Ernst Däumig (nella rivista settimanale «Der Arbeiter-Rat» del 23 aprile 1919, vol. 1, n. 12, 17ª settimana), dichiarò: «Noi, in quanto fautori dell’idea pura dei consigli, abbiamo dovuto respingere questa mozione. Chiediamo un’organizzazione dei consigli che garantisca ai lavoratori manuali e intellettuali il pieno diritto di autodeterminazione nella vita dello Stato e dell’economia. Solo in questo modo, secondo la nostra ferma convinzione, il socialismo può realizzarsi nel modo più veloce.»

L’improvviso comparire dei «consigli degli uomini» — uno sviluppo sorprendente

Solo poco dopo il secondo Congresso del Reich dei consigli iniziò l’attività di Rudolf Steiner per la triarticolazione in Germania. Il 20 aprile 1919 egli arrivò a Stoccarda — a lungo desiderato da molti antroposofi — pochi giorni dopo la fine di uno sciopero generale. Nelle settimane precedenti aveva svolto in Svizzera numerose conferenze sulla idea della triarticolazione sociale e allo stesso tempo aveva elaborato il suo scritto «I punti cardine della questione sociale nelle necessità vitali del presente e del futuro». In queste conferenze svizzere non si trova alcun riferimento all’idea di uno stato dei consigli, poiché per i suoi ascoltatori svizzeri questa non rappresentava nemmeno un’opzione.

Dopo lo sciopero generale fallito nel novembre 1918 la costruzione di una società socialista si era allontanata molto nel futuro.

Quando ora Rudolf Steiner giunse a Stoccarda, trovò condizioni politiche completamente diverse, del tutto differenti da quelle della Svizzera. Accanto agli organi parlamentari esistevano questi organi dei consigli, che disponevano di potere decisionale politico ed economico. Rudolf Steiner valutò il fatto che semplici persone del popolo, in virtù della loro umanità, elevassero la pretesa di codecisione, in realtà come uno sviluppo gratificante. Nella conferenza pubblica del 16 maggio 1919 su «Particolari sulla riforma dell’organismo sociale» (in O.O. 330), partendo dalla catastrofe della guerra mondiale, egli confessò: «Si è riversata da un lato sul capitalismo che spinge se stesso verso la propria distruzione; ma si è anche riversata sugli sforzi autenticamente giustificati dalla natura umana, che si chiamano il movimento sociale. Che cosa è dunque veramente sorto da questo movimento sociale? Uomini si sono elevati — uomini che in vario modo come consigli, come (consigli degli uomini), vogliono prendere in mano l’ulteriore sviluppo, che dalla loro volontà umana, dalla loro consapevolezza umana, dalla loro volontà umana vogliono intervenire nello sviluppo. Se oggi si avesse una capacità di discernimento sufficientemente grande per i fatti della realtà, si sentirebbe quello che è stato accennato come una sorpresa gigantesca.» E nello stesso discorso traeva la conclusione: «Non è necessario discutere se i consigli sono una realtà oppure no. Lo sono in parte, lo diventeranno sempre più, nessuno potrà farli tornare indietro, risorgeranno in forme ancora molto diverse da quelle in cui già esistono. Il pensiero conforme alla realtà richiede da noi di creare il terreno su cui si possa lavorare con questi consigli.»

In base a questo fatto umanitario era per Rudolf Steiner cosa ovvia continuare a lavorare sul fondamento dell’essenza dei consigli e configurare la sua idea della triarticolazione nel senso del sistema dei consigli. E l’intendeva molto seriamente — così seriamente che probabilmente apparteneva a quei rarissimi spiriti direttivi del tempo che davano a questo impulso un’importanza tale da voler aiutare anche la sua realizzazione. Questo non toccava nel merito l’idea della triarticolazione sociale da lui sostenuta, in quanto poteva ben immaginare che essa si articolasse istituzionalmente in varie forme. In una serata di discussione sulla configurazione della vita spirituale libera — che si tenne il 21 giugno 1919 (in O.O. 331b) — egli sostenne: «L’idea della triarticolazione dell’organismo sociale può davvero essere compresa soltanto nel modo che ci si renda chiari: Siamo in un tempo in cui, in primo luogo, molto si rovescia da sé e in cui, in secondo luogo, devono assolutamente sorgere nuove formazioni.»

Così Rudolf Steiner poteva ben immaginare per esempio che l’ambito della vita giuridica venisse regolato dai consigli degli operai e non solo dai parlamenti.

Collegamento ai centri di azione politica — Conversazioni con i consigli degli operai

Quando Rudolf Steiner arrivò a Stoccarda il 20 aprile 1919, gli fu inizialmente richiesto di parlare agli operai nelle fabbriche di imprenditori antroposofi. Data la grande impressione che i suoi discorsi produssero, gli fu chiesto di tenere una conferenza anche davanti ai dipendenti di altri grandi imprese. La classe operaia nell’area metropolitana di Stoccarda, in molti aspetti delusa dall’andamento finora della rivoluzione, il che si era manifestato nelle azioni di sciopero di gennaio e aprile, era inizialmente sorprendentemente aperta a nuove idee. Rudolf Steiner trovò grande approvazione, e alla fine di molte assemblee una risoluzione (in questo volume) era approvata con grande maggioranza, che chiedeva al governo del Württemberg di assumere Rudolf Steiner come consulente per l’attuazione dell’idea della triarticolazione.

E così non ci volle molto perché si stabilisse un collegamento con il consiglio degli operai di Stoccarda e i membri della sua commissione provinciale, e Rudolf Steiner fosse invitato a presentare le sue idee su una socializzazione consona della società.

Il 29 aprile 1919 fu espresso il desiderio di invitare Rudolf Steiner all’assemblea plenaria del consiglio degli operai di Stoccarda; il 7 maggio tenne il suo primo discorso, e l’8 maggio 1919 iniziarono discussioni in piccoli gruppi con singoli consigli degli operai. Sembra che Rudolf Steiner avrebbe addirittura tenuto un piccolo corso di economia politica ai lavoratori; in ogni caso, varie annotazioni nei suoi quaderni puntano in questa direzione (per esempio la presumibile discussione del 27 maggio 1919, in questo volume). Questa relazione di Rudolf Steiner con i consigli degli operai durò poco più di un mese; furono i capi dei partiti che temevano per la loro influenza e seguivano con crescente sospetto le attività di Rudolf Steiner. In particolare nelle file del Partito Socialdemocratico Indipendente sorse resistenza contro tutti quei membri del partito che come membri del comitato dei lavoratori della Lega per la Triarticolazione si erano pubblicamente pronunciati a favore dell’idea della triarticolazione sociale. Il 16 giugno 1919 dovettero giustificarsi in un’assemblea del partito a Stoccarda. Benché non fossero espulsi dal partito, il loro impegno per la causa ricevette un duro colpo. Questo divenne evidente nella discussione del 17 giugno (in questo volume), quando divenne chiaro che un’ulteriore attività di Rudolf Steiner nel quadro del consiglio degli operai era sgradita. Il terreno per questa decisione era stato preparato da un compagno che nutriva un odio personale verso Emil Molt e la Waldorf-Astoria — la sua fidanzata vi aveva lavorato ed era stata licenziata per il suo comportamento.

Con ciò il dialogo con il consiglio degli operai giunse al termine, senza che a livello politico nel senso della triarticolazione si fosse realizzata un’effettiva organizzazione dei consigli, nemmeno per quanto riguarda gli inizi. Tuttavia, già in quel momento i segni indicavano l’abolizione dei consigli degli operai. Il 13 giugno 1919 l’assemblea costituente provinciale nel Württemberg aveva deciso lo scioglimento dei consigli degli operai entro il 15 luglio. Anche se questa decisione fu revocata il 16 luglio 1919, i consigli degli operai non ebbero più alcun ruolo essenziale nelle settimane e nei mesi seguenti. Il loro scioglimento definitivo il 31 marzo 1920 ricevette allora pochissima attenzione nel pubblico politico.

Alexander Löscher

2°La distinzione tra consigli di operai e consigli di fabbrica — Documenti

LA DISTINZIONE TRA CONSIGLI DI OPERAI E CONSIGLI DI FABBRICA

Documenti per la spiegazione del concetto

16 maggio 1919

Rudolf Steiner in una conferenza pubblica a Stoccarda O.O. 330

Tenere sedute in alto non farà che portarci alla continuazione dei vecchi mali, poiché ciò che oggi vuole realizzarsi deve scaturire direttamente dal popolo, e il sintomo del fatto che la storia lo vuole è il sistema dei consigli. E a questo si aggiunge ancora qualcosa di significativo: questo sistema dei consigli è in fondo già nato ora in duplice forma, e così come il cammino della sofferenza del proletariato ha condotto necessariamente alla triarticolazione dell’organismo sociale, perché il proletariato ha provato la sua miseria su tre ambiti della vita corporea e spirituale, così anche questo fenomeno straordinario del sistema dei consigli rimanda alla triarticolazione dell’organismo sociale. Inizialmente questo sistema dei consigli si presenta nel modo che da un lato nascono i cosiddetti consigli di operai, dall’altro lato si manifesta però già un’altra forma di consiglio, quella forma di consiglio che ora si presenta come richiesta di consigli di fabbrica.

Chi ha istinto per ciò che si forma dal tempo può oggi già sapere che il sistema dei consigli generali di operai rimanda al lato politico, al lato dello Stato, al lato giuridico, e questo può svilupparsi solo se possiamo muovere incontro a una vita giuridica separata dalla vita economica e spirituale. Queste cose vengono, in quanto si staccano dall’umanità, per così dire da un’oscurità storica inevitabile. Ma si deve chiedere: come può essere configurato, in un terreno sano che renda possibile una reale organizzazione della società umana, ciò che si afferma in questo modo? Così come il sistema dei consigli di operai rimanda al terreno indipendente della vita giuridica, così l’istituto dei consigli di fabbrica rimanda al terreno indipendente della vita economica, poiché in ciò deve essere ricercata la pratica degli impulsi per l’organismo sociale tripartito, poiché qui non si costruisce nel vuoto con un programma, bensì su base solida e terreno, fondandosi su quella realtà storica che si deve solo osservare correttamente.

15 giugno 1919

Emil Molt nell’articolo «Consigli di fabbrica! Dalla pratica per la pratica» Waldorf-Nachrichten vol. 1, n. 9/10

Accanto al tema della socializzazione, probabilmente è l’istituzione dei consigli di fabbrica a richiamare principalmente l’interesse di imprenditori e lavoratori. Se della socializzazione prima del 9 novembre si era sentito parlare molto poco, il concetto dei consigli di fabbrica è addirittura sorto solo dopo quel momento ed è stato generato dal pensiero della socializzazione.

Il concetto dei consigli di operai non lo si conosceva neppure in Germania prima; proviene dall’epoca della rivoluzione russa ed è stato importato da lì insieme alle altre idee rivoluzionarie. Questi «consigli» non sono affatto adatti alle condizioni tedesche. Sono pensati politicamente e allestiti di conseguenza, e ora, dato il fatto che a causa di tutta la riforma della vita economica non esiste affatto un campo di attività per loro, conducono un’esistenza d’ombra.

Siamo chiari su questo: i consigli di operai politici non hanno posto in paesi con governo e dieta, manca loro una costruzione organica e sono perciò la quinta ruota del carro.

La situazione è diversa nel caso dei consigli di fabbrica. Essi sono un bisogno del tempo, e senza di loro una vera socializzazione non è affatto realizzabile.

29 luglio 1919

Hans Kühn alle sezioni locali della Lega per la Triarticolazione dell’Organismo Sociale Circolare n. 12 della Lega per la Triarticolazione dell’Organismo Sociale del 29 luglio 1919

Una rappresentanza di consigli di fabbrica che non poggia sul fondamento della triarticolazione è il contrario di ciò che perseguiamo, e potrebbe condurre a condizioni pericolose, specialmente quando i consigli di fabbrica, come avviene in molti luoghi dell’Italia settentrionale, continuassero a essere mescolati con gli interessi politici dei consigli di operai. Vi chiediamo di insistere principalmente affinché si effettui una netta separazione di questi due organi.

3°Il collegamento di Rudolf Steiner con i consigli degli operai del Württemberg (1) — Documenti iniziali

IL COLLEGAMENTO DI RUDOLF STEINER CON I CONSIGLI DEGLI OPERAI DEL WÜRTTEMBERG (1)

Documenti del periodo iniziale Febbraio-maggio 1919

25 febbraio 1919

Hans Kühn al consiglio degli operai di Stoccarda

Documento Hauptstaatsarchiv Stuttgart, E 135a, Bü 212

Al consiglio degli operai di Stoccarda!

Una sana socializzazione può oggi essere attuata immediatamente senza danneggiare la capacità concorrenziale nei confronti dell’estero, se non vuole essere raggiunta attraverso la strada indiretta della statalizzazione.

Lo statosocialismo ostacola la vita economica e allontana la socialdemocrazia tedesca dall’intesa con l’Internazionale.

Nella vera socializzazione dell’economia il capitalismo scompare per l’individuo, e le differenze di classe vengono abolite.

Il plusvalore realizzato va esclusivamente a beneficio della comunità.

Tutte le altre questioni come la politica fiscale, la merce, la forza lavoro e così via trovano la loro soluzione naturale, relativamente semplice, e il proletariato giunge al suo diritto, all’esistenza consona all’uomo nel circolo della restante società umana.

Ulteriori sviluppi di questo sistema, che è stato proposto da socialisti svizzeri e tedeschi, fornirò al consiglio degli operai oppure a un pubblico più ampio in una conferenza, se lo desiderato.

Ritengo questo metodo l’unica possibilità di affermarsi all’estero e di colmare internamente le divergenze senza violenza.

Stoccarda, 25 febbraio 1919

[fir.] H. Kühn

29 aprile 1919

Mozione all’assemblea plenaria del consiglio degli operai di Stoccarda

Documento Hauptstaatsarchiv Stuttgart, E 135a, Bü 212

Feuerbach, 29 aprile 1919

Mozione all’assemblea plenaria del consiglio degli operai di Stoccarda

I sottoscritti presentano la seguente mozione:

L’assemblea plenaria che si riunisce il 29 aprile 1919 nella sala cupola [del Kunstgebäude, Neuer Schloßplatz n. 2] decide di invitare il Sig. Dr. Steiner, il quale nella scorsa settimana ha parlato in varie assemblee di fronte a operai e anche ad altri strati della popolazione sui «punti cardine della questione sociale» e sul suo problema della tripartizione della socializzazione, a parlare in un’assemblea plenaria sulla questione della socializzazione. La medesima dovrebbe aver luogo al più presto possibile vista l’importanza di questa questione.

[fir.] Georg Lohrmann

29 aprile 1919

Deliberazione per l’invito di Rudolf Steiner

Stuttgarter Neues Tagblatt vol. 76, n. 214 (30 aprile 1919)

Consiglio degli operai di Stoccarda

Nel salone cupola del Kunstgebäude ieri pomeriggio si è riunito il consiglio degli operai di Stoccarda. Il compagno Gehring ha aperto la seduta, che era scarsamente affollata. Su sua proposta viene rinviato il rapporto sul Congresso dei consigli di Berlino. Il Dr. Steiner ha assicurato una conferenza al consiglio degli operai, che coinciderà con il rapporto sul Congresso dei consigli. Dall’ultima seduta si sono verificati cambiamenti nel consiglio direttivo: al posto del compagno Zernicke, che si era ritirato, è subentrato il compagno Gehring come presidente della commissione esecutiva; al posto dei membri della commissione Engelhardt e Unfried sono subentrati i compagni Ziegler e Wirsching.

30 aprile 1919

Hans Kühn in una lettera a Rudolf Gehring

Documento Hauptstaatsarchiv Stuttgart, E 135a, Bü 212

Hans Kühn

Stoccarda, 30 aprile 1919 Werfmershalde 10

Al Sig. Gehring Presidente della commissione esecutiva del consiglio degli operai di Stoccarda Stoccarda Neues Schloß

Egregio Signor Gehring!

Con questa lettera le confermo che il Sig. Dr. Steiner è ben disposto a tenere una conferenza davanti ai delegati del consiglio degli operai di Stoccarda sulla triarticolazione dell’organismo sociale da lui sostenuta, che appare come l’unica salvezza dalle attuali condizioni.

Il Sig. Dr. Steiner, secondo l’accordo, comparirà mercoledì 7 maggio, alle ore 2, nella sala festiva della casa sindacale e conta che lei abbia già prenotato fermamente questa sala.

Il sottoscritto spera che i delegati si presenteranno così numerosi da riempire la sala; diversamente lo prega di invitare possibilmente ancora ospiti, affinché la sala sia davvero piena, poiché l’occasione in cui il Dr. Steiner parla qui è rara e quindi dovrebbe essere utilizzata nel modo più ampio possibile. Si sottolinea ancora che i pensieri del Dr. Steiner non hanno nulla a che fare con alcun orientamento di partito, ma si sono invece dimostrati estremamente efficaci nel corso delle conferenze tenute finora in particolare in ambienti proletari.

Per la commissione del lavoro della Lega per la Triarticolazione dell’Organismo Sociale

[fir.] Kühn

[fir.] Kühn

4°Vie per la realizzazione del socialismo — Primo discorso al Consiglio degli operai

Stoccarda, 7 Maggio 1919

PERCORSI VERSO LA REALIZZAZIONE DEL SOCIALISMO

Prima conferenza per i membri del consiglio degli operai di Stoccarda Stoccarda, 7 maggio 1919

SULLA SITUAZIONE DELLE FONTI: Data la diversità delle fonti, vengono presentate affiancate due versioni. La prima versione si basa su un verbale della seduta del consiglio degli operai di Stoccarda. La seconda versione consiste da un lato in un riassunto degli sviluppi di Rudolf Steiner di mano sconosciuta, e dall’altro in una ricostruzione dei vari interventi di discussione sulla base di appunti di Rudolf Steiner. La formulazione della seconda versione, per quanto riguarda la parte di discussione, è pertanto una proposta interpretativa orientata ai relitti di testo disponibili ed è quindi da considerarsi lacunosa e autentica solo con riserva. Gli appunti di Rudolf Steiner utilizzati sono stampati nell’Appendice I. Le parti di testo prese da esse sono in corsivo.

PRIMA VERSIONE

Il compagno Gehring apre alle 14:30 la seduta con un breve cenno al rinvio e dà la parola al Dr. Steiner.

SECONDA VERSIONE

Come di recente in molte assemblee di lavoratori, il Sig. Dr. Steiner ha tenuto anche per il consiglio degli operai di Stoccarda una conferenza mercoledì scorso nella sala festiva della casa sindacale sui suoi suggerimenti per la realizzazione del socialismo. I suoi sviluppi, presentati con grande forza di pensiero e calore, mostravano profonda comprensione dell’anelito del proletariato a raggiungere un’altra posizione sociale, e provavano che il Dr. Steiner sa pensare non solo sul proletariato bensì con il proletariato. Dalla ricchezza dei pensieri siano qui evidenziati solo quelli direttivi.

PRIMA VERSIONE

Rudolf Steiner ricorda all’appello da lui emanato da poco «Al popolo tedesco e al mondo della cultura»,

SECONDA VERSIONE

Rudolf Steiner: La prima richiesta del proletariato è spesso considerata dai tali che non comprendono nulla come una mera richiesta di pancia.

PRIMA VERSIONE (continua)

che sottostava a questa conferenza. Egli non era un giovane tra i proletari, bensì stava già da quasi cinque decenni nella lotta politica. Nella primavera del 1914 aveva dichiarato in un’assemblea a Vienna: chi ha colto la vita sociale e ha seguito attentamente lo sviluppo, deve nutrire cattive preoccupazioni per il futuro, poiché l’intera situazione assomiglia a un ascesso che presto arriverà a scoppiare. — Jagow dichiarò allora che la distensione stava aumentando, che le relazioni con la Russia erano buone e così via. Poco dopo scoppiò la terribile guerra.

La questione sociale si presenta chiaramente in una triarticolazione: spirituale, politica ed economica.

Molti confrontano sempre il socialismo soltanto con una suddivisione [dei beni] e si è calcolato che a questo modo toccherebbero alla testa soltanto 50 pfennig.

Questo è naturalmente assurdità. Deve prendere piede un’economia completamente diversa. Non solo alla tecnica economica, bensì anche alla forza economica deve essere prestata un’attenzione molto maggiore.

SECONDA VERSIONE (continua)

Non è una richiesta di pancia, ed è giusta. Ma dietro c’è qualcosa di molto più profondo: il desiderio appassionante di un’esistenza veramente consona all’uomo. Non solo lo stomaco ha fame, ancor più la realtà spirituale nell’uomo brama vera sostentazione. La vita spirituale borghese puramente dei secoli passati è diventata inerte, non riesce a comprendere l’essenza viva della realtà e non sa guidarla. Neppure ciò che la scienza borghese ha ereditato al proletariato come scienza. I corsi dell’università popolare, gli eventi della formazione popolare, le case del popolo sono una menzogna sulla vita. La vita spirituale e i suoi portatori sono, con poche eccezioni, diventati dipendenti dallo Stato. Vengono allevati dallo Stato per gli scopi dello Stato, dalla scuola popolare fino all’università. Così la vita spirituale non poteva stare al passo con l’industria che si sviluppava potentemente. Non avevamo una scienza industriale che avrebbe potuto guidare l’ordine proficuo, la distribuzione e l’utilizzo della produzione.

Questa mancanza ci ha spinto verso la miseria. La vita spirituale deve diventare libera dallo Stato, deve svilupparsi dalle proprie necessità. Dall’educazione unitaria fino all’università deve fare giustizia a tutta la realtà, essere accessibile a tutti. Allora nascerà una vita spirituale capace di guidare la vita economica.

La seconda richiesta proletaria riguarda la vita dello Stato. Che cosa trovò il proletario finora, quando considerava lo Stato di diritto? Trovò la lotta di classe, i vantaggi di classe e lo svantaggio di classe. Il nuovo organismo politico dello Stato deve essere costruito sui diritti umani generali e uguali, che sono innati a ogni anima consona alla salute nella medesima misura. Solo questi diritti ricadono nella sua sfera; deve liberare la vita spirituale e deve liberare la vita economica.

La terza richiesta illumina come un lampo una parola di Karl Marx: la forza lavoro umana è diventata merce. — C’è un residuo della vecchia schiavitù, poiché il proletario è costretto a vendere la sua forza lavoro sul mercato del lavoro secondo la congiuntura economica e la concorrenza, e la vita economica attuale deve mirare a consumare completamente la merce forza lavoro.

La forza lavoro deve essere strappata dalla vita economica. Il proletario richiede un [nuovo] diritto del lavoro: lo Stato indipendente di diritto deve stabilire il tipo e la misura del lavoro e la misura del riposo dal lavoro. Con i suoi diritti il lavoratore si rivolge al direttore della fabbrica e conclude con lui un contratto legale, non un contratto economico. La vita economica è naturalmente dipendente da un lato dalla base naturale; allo stesso modo deve essere limitata dall’altro lato dalla base giuridica.

Le tre richieste possono essere soddisfatte soltanto se l’organismo sociale non rimane come Stato unitario, ma è veramente diviso nei tre membri indipendenti: nell’organismo dello Stato e del diritto, nell’organismo economico e nell’organismo culturale. Sulla libertà deve essere costruito l’organismo culturale e sull’eguaglianza l’organismo dello Stato, sulla fraternità nel senso più ampio deve essere costruito l’organismo economico.

PRIMA VERSIONE (continua)

Un’economia ragionevole deve prendere piede. Prima della guerra è stato sciupato un’immensità di materie prime economiche, che in un corretto processo economico potrebbero essere risparmiate. Ciò fu tenuto nascosto ai proletari, invece sono state loro mostrate altre cose, musei, teatri e così via.

Quest’ultimo, sorto da tutt’altro, dalla vita spirituale borghese, non aveva alcuna relazione con il proletario.

Non solo la forza lavoro viene venduta all’imprenditore, bensì anche l’anima del lavoratore.

Proprio da questo risulta che qui deve avvenire un cambiamento.

La vita spirituale deve essere costruita sulla fiducia di tutta l’umanità.

Deve diventare indipendente dallo Stato, e un professore non deve più dichiarare che la scienza è la truppa di protezione degli Hohenzollern. Quelli che operano nella vita spirituale devono stare in stretto contatto con il lavoro [= economia], per cui un andirivieni continuo possa aver luogo.

Inoltre la vita economica deve essere completamente separata dalla politica e dallo Stato, solo allora può essere intrapresa una socializzazione. Anche i consigli di fabbrica possono solo operare correttamente se non sono messi sotto tutela dallo Stato.

Solo nella vita spirituale è attualmente presente una concezione della proprietà in qualche modo equa, in quanto dopo 30 anni la proprietà passa alla comunità. Così deve diventare anche nel capitalismo, attraverso una continua circolazione del denaro.

Attraverso la triarticolazione si realizzeranno: la libertà nello spirito, l’uguaglianza nello Stato e la fraternità nell’economia.

SECONDA VERSIONE (continua)

Solo con grandi e ampi mezzi, per così dire a cinque minuti da mezzanotte, si può ancora aiutare. [L’idea della triarticolazione sociale non è un’utopia astratta, impratica], poiché fino nei dettagli si può indicare la strada per l’attuazione pratica di queste idee portanti.

La conferenza è stata accolta con grande applauso, perché i presenti avevano la sensazione che il Dr. Steiner davvero sappia indicare i cammini che conducono fuori dall’attuale miseria sociale, e che non voglia solo rovesciare qualcosa, bensì che possa davvero fare suggerimenti da tenere in considerazione, come la riorganizzazione della vita sociale deve configurarsi.

PRIMA VERSIONE (continua) — Discussione

Engelhardt: Steiner porta con il suo idealismo poco di nuovo; il punto cruciale per il risanamento è l’eliminazione del capitalismo. Ci piacerebbe sentire dal Dr. Steiner il cammino pratico per l’eliminazione del capitalismo. Soprattutto si pone la questione se Steiner voglia la medesima strada della USPD Solo il conseguimento della potenza può condurre il proletariato al fine.

SECONDA VERSIONE (continua) — Discussione

Compagno Engelhardt: La relazione idealmente costruita del Sig. Dr. Steiner non ha portato nulla di nuovo a noi della classe operaia. Fondamentalmente i suoi sviluppi non erano nulla di più che le vecchie raccomandazioni da noi già a lungo conosciute in forma di conferenza, forse rivestite di una forma alquanto nuova. Avrei voluto che la questione sociale non fosse stata da lui trattata semplicemente in parole idealmente costruite, bensì che avesse mostrato come ciò che ha trattato in modo così ideale si trasformi nella realtà. Mi sarei augurato che ci mostrasse un cammino pratico come possiamo giungere all’eliminazione del capitalismo. La presentazione di un tale cammino pratico mi è mancata.

Ma proprio questo sarebbe il punto cruciale della questione sociale.

Così ora vorrei porre una domanda: come si rappresenta il Dr. Steiner l’attuazione della triarticolazione? Se fosse così facile, allora il tutto dovrebbe potersi realizzare già domani. Come se l’è rappresentato? Già da lungo tempo il capitalismo sarebbe stato superato se fosse stato così semplice con l’aiuto di relazioni. La grande questione è dopotutto: come può essere eliminato il potere dei capitalisti? Vorrei volentieri sapere se gli aderenti all’idea della triarticolazione aspirano realmente allo stesso cammino per il superamento delle differenze di classe come noi. Sotto l’«appello» stanno molti nomi, per esempio anche quello del professor von Blume, che rappresenta gli insegnanti universitari. È lo stesso uomo che insieme ad altri ha elaborato l’attuale nuova costituzione del Württemberg.

Ma che cosa ci giova una nuova costituzione se lo sfruttamento del proletariato non è eliminato in linea di principio? Qualche giorno fa abbiamo celebrato dalla classe proletaria in una potente manifestazione l’1º maggio. È così: grandi relazioni ben costruite non servono a nulla e non possono migliorare la situazione delle classi operaie. Servono cambiamenti legali, e solo sulla base di necessità legali il capitalismo può essere sconfitto. La liberazione dai vincoli capitalistici può essere soltanto opera del proletariato stesso. Il ceppo capitalistico deve essere eliminato — lì non giova tutto il discutere — e può già essere raggiunto domani — a differenza della triarticolazione.

Il socialismo — questo è il nostro fine!

Se è stata raggiunta l’eguaglianza economica, allora non abbiamo più bisogno di uno Stato. Questa è la vera soluzione della questione sociale.

Non si può risolvere attraverso relazioni idealmente costruite, poiché le ascoltiamo già da decenni.

PRIMA VERSIONE (continua)

Römer: Il proletariato deve conseguire la potenza per domare il capitalismo, allora il socialismo è risolto.

SECONDA VERSIONE (continua)

Compagno Römer: Dopo gli sviluppi del compagno Engelhardt rimane poco di quello che come integrazione sarebbe ancora da dire. È fondamentalmente gratificante che singole persone dell’intellighenzia si vogliano praticamente impegnare per le esigenze del proletariato — diversamente di solito lo fanno solo feuilletonisticamente. Ma anche io devo dire: la miseria sociale può essere eliminata solo se il proletariato prende il potere. Infine tutto è comunque una questione di potenza e non di teoria. Risulterà dalle condizioni concrete se arriverà un giorno alla tripartizione proposta dal Sig. Steiner. Il discutere su questo è ozioso e rimane una mera lotta ideologica di specchi.

L’unica questione che realmente si pone è la questione della potenza. Noi della classe proletaria abbiamo bisogno della potenza, e se l’abbiamo, allora tutte le altre questioni si risolvono da sé. Il conseguimento della potenza — questo deve essere il nostro unico interesse. Non abbiamo però bisogno di interminabili discussioni intellettuali per conoscere questo interesse. Beninteso, non ho nulla contro i cervelli intelligenti, poiché non sono uno di quei tipi che si irrita per l’intelligenza.

PRIMA VERSIONE (continua)

Bihl: Non solo gli ideali devono essere coltivati, bensì deve essere svolta pratica attività. Ma a questo devono esserci anche uomini che portino lo spirito nella massa. I consigli di fabbrica non saranno nient’altro che le commissioni dei dipendenti.

SECONDA VERSIONE (continua)

Compagno Bihl: Vorrei esprimere il mio assenso agli sviluppi del compagno Engelhardt per quanto riguarda il fatto che non si devono semplicemente sviluppare ideali, bensì deve essere svolta pratica attività. E per la pratica attività ci abbisognano uomini di solida tempra. Quando si entra nella pratica vita politica, gli ideali non hanno valore di corso; tutto là riguarda il potere e l’aspirazione al potere è l’unica questione.

Gli sviluppi di Steiner e il suo libro li ho avvertiti come un commento al Nuovo Testamento.

Quello che propone è un intervento operatorio sulla società.

Se oggi si parla di consigli di fabbrica, allora è solo un’altra denominazione, un’altra ditta per le commissioni di operai esistenti. Agli operai deve toccare la possibilità di un’influenza sulla vendita del prodotto,

diversamente gli imprenditori, dopo aver pagato il salario per i cosiddetti operai cari, pensano di farsi pagare il prodotto ancora più caro. È veramente necessario che gli uomini abbiano riflettuto spiritualmente fino in fondo i cambiamenti proposti.

È una verità che matura gradualmente: lo scudo precedente deve essere eliminato. I migliori devono poter giungere alla loro posizione che spetta loro; al principio «via libera al capace» deve finalmente essere reso giustizia.

PRIMA VERSIONE (continua)

Mittwoch: Se i socialisti al governo fossero animati dalla volontà di Steiner, saremmo già più avanti. Una separazione tra politica ed economia non è bene possibile; la politica dominerà l’economia e viceversa.

SECONDA VERSIONE (continua)

Compagno Mittwych: Nella discussione se ne sente dire molte cose. Ma tuttavia mi voglio segnalare e condividere la mia opinione in forma di una breve esposizione. Innanzitutto qualcosa di fondamentale. È così: se alcuni uomini che oggi sono al governo e vogliono governare avessero accanto a sé Steiner, sarebbe molto meglio. Riguardo al procedimento concreto, dal mio punto di vista tutto il modo di operare su tutte le questioni economiche non è ancora completamente chiarito, poiché è evidente: le questioni politiche non possono essere separate dalle questioni economiche. È infatti incontestabile: un parlamento che sia sorto da elezioni generali e uguali si compone di coloro che ancora tagliano cedole e di coloro che devono vivere semplicemente dalla resa della loro attività manuale. Questa è la realtà della democrazia borghese generale. E qui salta agli occhi: i nostri 100000 minatori per esempio costituiscono una potenza economica forte, da cui dipende tutto in tempi in cui tutta la Germania è in rovina.

Una vita spirituale indipendente me la posso ben rappresentare; può essere realizzata facilmente al giorno d’oggi. Ma con la vita economica e la vita giuridica è diverso. Finora è ancora così, come ho già detto, che gli uni devono svolgere il lavoro mentre gli altri, i capitalisti, possono vivere dal loro profitto. Questo è ingiusto, qui occorre un nuovo diritto che intervenga. Ma ciò si può raggiungere solo attraverso un’universale rivoluzione politica. La questione principale è come si lascia sciogliere lo Stato attuale, come è pensata la liquidazione, a chi sarà assegnata la polizia e l’esercito.

PRIMA VERSIONE (continua)

Krämer: Se la proprietà privata sui mezzi di produzione sarà abolita, come si presenterà allora il denaro?

SECONDA VERSIONE (continua)

Compagno Krämer: Come proletario non sono riuscito a stare dietro a tutti i dibattiti. Mi è rimasta come grande questione: non abbiamo forse una società socialista quando la proprietà privata dei mezzi di produzione sia stata abolita? L’unica cosa che allora ancora si deve decidere è la questione come si deve procedere con il denaro. Deve essere deciso se il denaro è allora una merce o un mezzo di scambio.

PRIMA VERSIONE (continua)

Müller: Attraverso i consigli di fabbrica si può proseguire sulla giusta strada se solo i proletari sono uniti. Attraverso l’incompetenza della grande massa sono state create le nostre presenti condizioni.

SECONDA VERSIONE (continua)

Compagno Müller: Mi meraviglia come a qualcuno possa ancora essere poco chiaro come iniziare con la socializzazione. Credo di aver capito su quale strada ciò debba accadere: attraverso i consigli di fabbrica. E questa è una faccenda puramente pacifica. Solo attraverso l’irragionevolezza delle grandi masse è stato necessario ricorrere alla violenza. Domani si può iniziare, ciò che è stato dato come fine non è ancora stato compiuto.

PRIMA VERSIONE (continua)

Gehring: Anche io non ho percepito dal discorso alcun cammino pratico che potesse condurci fuori dalle difficili condizioni.

Una separazione dei tre membri non è a mio avviso bene possibile.

Non sarà solo la potenza a condurci al fine, ma è anche necessaria una consapevolezza spirituale dei proletari. Il proletariato si estende a tutti coloro che operano per il mantenimento della vita economica.

SECONDA VERSIONE (continua)

Compagno Gehring: Con interesse ho seguito gli sviluppi di Rudolf Steiner, perché ho creduto di sentire qualcosa di nuovo, in particolare la presentazione del cammino per uscire dalle miserie sociali.

E ora, dopo che ho ascoltato la conferenza, dico il seguente: mi aspettavo che nella conferenza del Sig. Steiner fosse offerto qualcosa che mostrasse in quale modo noi usciamo dal caos sociale. Riguardo alla questione della triarticolazione sociale: non posso rispondervi nel modo in cui il Sig. Steiner la risponde.

Non riesco a immaginarmi come questa triarticolazione possa essere praticamente attuata. Il politico e l’economico non si lasciano semplicemente separare; tutto va insieme, è intrecciato l’uno nell’altro. Tutte le questioni giuridiche nella società classista borghese sono sempre anche questioni di potenza politica, e in quanto a questo esiste solo un diritto relativo. Si tratta dunque innanzitutto di eliminare le classi. E solo allora, quando questa premessa è soddisfatta, le questioni giuridiche non sono più questioni di potenza e diventa possibile superare le classi. Se questo fine sia raggiungibile attraverso la triarticolazione, se noi veramente arriviamo lì con questo cammino, non oso affermarlo. Che ci arriveremo è certo, ma dobbiamo pur dire chiaramente che il proletariato ha bisogno della potenza per questo.

Si tratta veramente di qualcosa di straordinariamente grande, dell’edificazione del socialismo. E per questo mi sembra giusto se uno agisce dal lato della potenza e l’altro da un punto di vista ideale in questa direzione.

Non ha bisogno solo dell’uno che viene solo da un lato, ma è necessario entrambi. E questo la classe operaia deve mostrare, presupposto naturalmente che possa mostrarlo. La guerra ha portato a noi Tedeschi non solo una grande perdita materiale, ma anche una corrispondente perdita morale. E lo vediamo dal fatto che in molti ambiti sperimentiamo un fiasco personale con le persone. Ci si pone davvero oggi la questione: dove inizia il proletariato che si distingue per una mentalità solida e affidabile e dove finisce, dove inizia l’inaffidabilità. Se noi proletari siamo animati da una volontà comune e potente, allora otterremo anche il socialismo. Di questo possiamo essere certi!

PRIMA VERSIONE (continua)

Schulz: Conta solo l’attuazione pratica.

SECONDA VERSIONE (continua)

Compagno Schulz: Oggi ho sentito il Sig. Steiner per la prima volta. E devo dire che già prima della guerra c’erano stati simili sviluppi di pensiero. Questo vale proprio anche per la teoria presentata da Steiner — questa teoria non è nuova. Le teorie non sono importanti; piuttosto conta il conoscere il cammino pratico. Lì si tratta di una mera questione di potenza, e così si tratta di sapere come possiamo iniziare domani con la presa di potenza.

PRIMA VERSIONE (continua)

Römer: Non riesco a capire che si asserisce che per potenza s’intende solo potenza bruta. Un potere spirituale il proletariato possiede già.

Schlipf: Le idee fondamentali sono dal mio punto di vista quelle giuste. Il cammino va attraverso l’eliminazione della proprietà. Nel sistema giuridico il proletariato finora non ha ancora nulla da dire.

SECONDA VERSIONE (continua)

Compagno Römer: Gli sviluppi del compagno Gehring mi hanno davvero molto meravigliato, non ha capito quello che intende Rudolf Steiner.

Tuttavia vale: solo se si mantiene la parola si può discutere.

Ma oggi non è così; il capitalismo è ancora troppo forte. Ma il proletariato infine deve passare all’azione. Da Marx noi operai sappiamo e abbiamo a lungo previsto che il socialismo deve arrivare. L’intellighenzia borghese è incapace di capire le cose come si svolgeranno. L’hanno dimostrato gli ultimi 4½ anni di guerra.

Compagno Schlipf: Riguardo alla relazione del Dr. Steiner, so che ritengo le idee fondamentali che ha presentato del tutto accettabili. Tuttavia devo constatare riguardo ai cammini che non sono ancora sufficientemente caratterizzati.

È importante che i lavoratori intellettuali camminino fianco a fianco con il proletariato. Noi consigli degli operai siamo stati messi nei posti dove possiamo fare in modo che il socialismo si realizzi nel prossimo futuro.

PRIMA VERSIONE (continua)

Blumer: Come usciamo dalla situazione in cui il capitalismo e la guerra ci hanno spinto? La compagna Zetkin ha anche dichiarato che sarà un lungo cammino finché il fine del socialismo sia raggiunto — un’opinione che anche io condivido.

Senza abolire il capitalismo negli altri paesi, un socialismo puro non è possibile da nessuna parte.

SECONDA VERSIONE (continua)

Compagno Blumer: Se si tratta della realizzazione del vero socialismo, allora non è solo una questione che riguarda la Germania, bensì anche gli altri paesi. Anche negli Stati dell’Intesa ci sono proletari che hanno gli stessi interessi della classe operaia della Germania.

PRIMA VERSIONE (continua)

Steiner: [nessun appunto]

SECONDA VERSIONE (continua)

Rudolf Steiner è della convinzione che la sua triarticolazione è la sola base per una socializzazione profonda e che nessun migliore [suggerimento per la] soluzione della questione sociale proviene da nessuna parte.

Questi suggerimenti possono naturalmente essere messi subito da parte se da altra parte vengono fatti migliori suggerimenti.

Ma se così non è, allora egli crede di poter aspettarsi che i suggerimenti presentati non vengano semplicemente lasciati inosservati, bensì che ci si affronti seriamente con essi.

Riguardo ai futuri consigli di fabbrica Rudolf Steiner è dell’opinione che questi devono essere fondati completamente indipendentemente dallo Stato, perché altrimenti sarebbero [solo] di nuovo [soltanto] la quinta ruota del «carro economico». I consigli di fabbrica devono addestrarsi così rapidamente nel corso dei lavori della loro fabbrica che in breve tempo possono avere voce nella direzione di essa, soprattutto che capiscano qualcosa quando presto si tratterà di promuovere il corso della fabbrica [rafforzato]. Egli suggerisce di fondare il maggior numero possibile di consigli di fabbrica, ma sottolinea ripetutamente che dallo Stato non deve essere compiuto nessun intervento, poiché i consigli di fabbrica sono una questione puramente economica, che devono essere costruiti sulla fiducia e sul contratto e che da leggi non devono essere messi sotto tutela oppure rallentati.

PRIMA VERSIONE (continua)

Mozione per la chiamata di Steiner viene accettata.

SECONDA VERSIONE (continua)

La risoluzione, accettata in quasi ogni caso con unanimità nelle altre assemblee di lavoratori, che richiede la chiamata del Dr. Steiner nel governo allo scopo di attuare la tripartizione dell’organismo sociale, è stata accettata anche dal consiglio degli operai di Stoccarda con pochi voti contrari.

5°Il collegamento (2) — Documenti dall'apice dell'attività

IL COLLEGAMENTO DI RUDOLF STEINER CON I CONSIGLI DEGLI OPERAI DEL WÜRTTEMBERG (2)

Documenti al culmine della sua attività Maggio 1919

9 maggio 1919

La commissione esecutiva del consiglio degli operai di Stoccarda al comitato di lavoro della Lega per la Triarticolazione dell’Organismo Sociale

Documento Hauptstaatsarchiv Stuttgart, E 135a, Bü 212

B. Sch.

[Stoccarda], 9 maggio 1919

Al comitato di lavoro della Lega per la Triarticolazione dell’Organismo Sociale

Qui

In oggetto: Dr. Steiner

La risoluzione accettata nella seduta del consiglio degli operai di Stoccarda tenutasi il 7 maggio abbiamo trasmesso al governo nel seguente modo:

«Dal governo del Württemberg si richiede che il Dr. Steiner venga immediatamente chiamato per poter intraprendere la triarticolazione dell’organismo sociale, che appare come l’unica salvezza dalla minaccia di rovina.»

La commissione esecutiva vi consegna quanto sopra per vostra cortese conoscenza.

Commissione esecutiva del Consiglio degli operai Stoccarda

Presidente: Segretario:

[Rudolf Gehring] [fir.] B. [= Emil Barthelmes]

10 maggio 1919

Hans Kühn alla commissione esecutiva del consiglio degli operai di Stoccarda

Documento Hauptstaatsarchiv Stuttgart, E 135a, Bü 212

Hans Kühn

Stoccarda, 10 maggio 1919

Stoccarda Werfmershalde 10

Alla commissione esecutiva del consiglio degli operai Stoccarda

Stoccarda

Residenzschloß

In oggetto: Dr. Steiner

Dalla vostra lettera del 9 maggio emerge che avete successivamente modificato la risoluzione accettata nella seduta del consiglio degli operai di Stoccarda il 7 maggio e l’avete trasmessa al governo.

Vorremmo farvi presente che il testo presentato è stato accettato e che fondamentalmente non siete autorizzati a effettuare una modifica successiva. Sarete certamente d’accordo con noi nel fatto che una risoluzione che è stata raccolta con molte migliaia di firme da tutte le parti del paese nel nostro ufficio e poi presentata al governo, deve fare un’impressione diversa da quella che le risoluzioni pervengono al governo direttamente dai vari luoghi.

Questo unicamente per constatare i fatti.

La Lega per la Triarticolazione dell’Organismo Sociale

Per il comitato di lavoro:

[fir.] Kühn

La commissione esecutiva sperava di avere più successo dalla trasmissione al governo che al vostro indirizzo. Abbiamo però già comunicato al governo di non intraprendere nulla in base alla nostra risoluzione, e vi abbiamo lasciato l’accettazione di una risoluzione con 150 voti su 320 con a [favore] grande maggioranza.

13 maggio 1919

Seduta della commissione provinciale dei consigli di operai e contadini del Württemberg (estratto del verbale)

Documento Hauptstaatsarchiv Stuttgart, E 135a, Bü 19/20

3.) Varie

Dalla Lega per la Triarticolazione è pervenuto un reclamo perché la commissione esecutiva ha trasmesso al governo la risoluzione accettata nel consiglio degli operai e non a essa.

Della lettera si prende atto.

14 maggio 1919

Seduta del consiglio degli operai di Stoccarda (estratto del verbale)

Documento Hauptstaatsarchiv Stuttgart, E 135a, Bü 19

Compagno Römer: Riguardo al Congresso dei consigli [2º Congresso del Reich dei consigli dall’8 al 14 aprile 1919 a Berlino] non ha molto da dire, dovrebbe però constatare che neppure l’USPD avrebbe dovuto partecipare al Congresso dei consigli (contraddizione). Gli attuali consigli non hanno scopo così come neppure i parlamenti. È dubbio se la KPD comparirà ancora alla prossima seduta del consiglio degli operai. Neppure il sistema di Steiner ci porterà fuori.

12 maggio 1919

L’atteggiamento dei Socialdemocratici di Maggioranza

Schwäbische Tagwacht vol. 39, n. 108

Triarticolazione dell’organismo sociale

Attualmente negli stabilimenti si stanno raccogliendo firme per far sì che il Sig. Dr. Steiner sia nominato nel governo del Württemberg. Il suo compito dovrebbe essere di attuare la triarticolazione dell’organismo sociale. Tali suggerimenti trovano al giorno d’oggi un buon terreno, perché tutto anela a uscire dalla miseria sociale.

Che queste speranze sarebbero esaudite dal Dr. Steiner e dalle sue idee, questo non possono ammetterlo coloro per i quali la vita economica non è un’illusione, bensì realtà concreta. Notevole è che la propaganda nei circoli operai è in parte condotta da persone che prima della rivoluzione non si sono interessate di nient’altro che della classe operaia e che dopo la rivoluzione vedevano il loro compito nel portare la classe operaia nel campo degli Spartachisti. Il tentativo con la commissione di azione è fallito perché la classe operaia è giunta alla consapevolezza che non l’unità, bensì lo Spartachismo era l’obiettivo di questo movimento. Dunque devono essere trovati altri mezzi. Gli stessi nomi che all’epoca stavano sotto l’appello del cosiddetto «Comitato di azione» li troviamo anche sotto l’«Appello per la triarticolazione sociale». Si vuole avere la classe operaia solo sotto la propria direzione, forse allora riesce ancora a farla diventare uno strumento per il bolscevismo.

Così stanno le cose e perciò la firma di una tale richiesta non può essere consigliata.

Se il governo chiama il Dr. Steiner è una questione a parte. Per questo non servono firme. Il governo ha il maggiore interesse a mettere al suo servizio tutte le forze che possono veramente contribuire alla ricostruzione della nostra vita economica. Il Sig. Dr. Steiner però dovrebbe prima fare veramente suggerimenti pratici, affinché possano essere verificati nella loro attuabilità. Se il governo volesse nominare tutti coloro che oggi sono convinti di poter mostrare il giusto cammino per l’eliminazione della miseria sociale, allora avremmo presto un intero esercito di nominati nel Württemberg. Per fare da coniglio da esperimento il Württemberg con i suoi scarsi mezzi di aiuto non è adatto.

Per noi rimane ancora valido come base per il conseguimento di una migliore vita economica il socialismo come si rispecchia nel nostro programma. Noi respingiamo perciò tali firme.

6°Come deve essere socializzata? (1) — Prima discussione con i rappresentanti del Consiglio degli operai

Stoccarda, 8 Maggio 1919

COME DEVE ESSERE SOCIALIZZATA? (1)

Prima riunione con rappresentanti del Consiglio degli operai di Stoccarda Stoccarda, 8 maggio 1919

ZUR QUELLENLAGE: Non esiste alcun verbale di questa assemblea, ma soltanto alcuni appunti annotati da Rudolf Steiner nel suo quaderno. Il presente testo è un tentativo di ricostruzione orientato a questi appunti e deve quindi essere considerato lacunoso e soltanto con riserva come autentico. I materiali utilizzati sono pubblicati in Appendice I. Le parti di testo tratte da questi materiali sono presentate nel presente testo in corsivo.

Il compagno Dorfner invita i presenti a esprimersi sulla questione di come il percorso della socializzazione potrebbe essere intrapreso concretamente. Li prega inoltre di esprimersi contemporaneamente sui pensieri esposti da Rudolf Steiner nella conferenza di ieri.

Compagno Mössel: Nell’assemblea di ieri è emerso chiaramente: il momento per il rovesciamento dell’ordine capitalista deve essere descritto ancora più chiaramente. Se riassumiamo l’essenza di ieri, è emerso da tutto inequivocabilmente: il problema è l’economia monetaria. Dalla volontà dei consigli aziendali deve venire la determinazione di avviare il passaggio alla socializzazione.

Compagno Lohrmann: Vi è molta confusione su cosa si possa fare dei capitalisti attuali. Non sappiamo se si atterranno agli accordi conclusi. Le conferenze del Dottor Steiner non devono servire a soffocare lo spirito combattivo nel proletariato.

Compagno Dorfner: Non si tratta di questo, e lo vediamo quando pensiamo ai vari modelli di azienda gestiti da antroposofi.

Compagno Benzinger: Prendiamo l’esempio della fabbrica di sigarette Waldorf-Astoria. Certamente molte cose vi sono ben disposte, ma la sfiducia nei confronti dei fabbricanti è rimasta. Vi sono addirittura persone che sostengono che le aziende degli antroposofi, dal punto di vista sociale, siano tra le peggiori di tutta Stoccarda. Purtroppo potrei citarvi diversi esempi, ma desidero scegliere un caso. Nella seconda conferenza fu menzionata l’azienda Unger. Il problema presso Unger è il maestro. Là si è molto conservatori, l’azienda è organizzata in modo militare, e chi non è d’accordo…! In ogni caso, poco tempo fa l’azienda Unger ha semplicemente licenziato tre, quattro o addirittura cinque uomini.

Compagno Mössel: È vero che presso la Waldorf-Astoria si pagano salari piuttosto bassi. Ma ho visto qualcosa in questa azienda che è veramente buono. Lì le sigarette sono ancora fabbricate a mano. Ed è così: bisogna occupare la gente, altrimenti l’idealista in loro va perduto. Gli impianti della Waldorf-Astoria sono in molti aspetti esemplari. Per quanto riguarda la fabbrica Unger, gli operai a volte meritano veramente percosse. Quando scoppiano controversie, la colpa per lo più ricade su entrambi i lati. Molte cose sono una questione di mancanza di educazione. In questa azienda perciò sorgono sempre di nuovo litigi. Il maestro fatica spesso nel comandare chiaramente.

Un primo compagno: Se si deve venire a cambiamenti fondamentali, allora il lavoro preparatorio deve essere svolto nelle commissioni degli operai. Questo non può solo condurre a baracche, se a imprenditori capaci come Unger si intessa a torcere una corda. Presso la Waldorf-Astoria la classe operaia è fondamentalmente soddisfatta, e così è anche in fondo presso Unger. Ora ancora una cosa riguardante l’ultimo aumento di carestia: a causa dello sciopero esso non è stato pagato al momento giusto. Questo è male, perché l’aumento avrebbe dovuto essere pagato assolutamente già il 24 febbraio, a causa della sempre più cara situazione della vita.

Un altro compagno: In mezzo a tutti questi particolari non dobbiamo dimenticare la questione attuale dei consigli aziendali. Presso Bosch vi sono già consigli aziendali, ma si è visto che il sistema dei consigli aziendali viene realmente attuato solo attraverso una socializzazione. E riguardando la socializzazione stessa: bisogna decidere se viene in questione un’indennità per gli imprenditori oppure soltanto un semplice trasferimento senza compenso, così come l’azienda oggi si presenta. Bisogna sviluppare concezioni concrete su come il socialismo debba essere realizzato. Una cosa è chiara riguardante la trasformazione perseguita: essa può essere raggiunta soltanto attraverso un atto di forza.

Compagno Lohrmann: Per questo è però necessario che il programma socialista sia portato alle masse.

Un altro compagno ancora: Ho letto una lettera di un uomo che sostiene la tripartizione. Per me una persona siffatta è un entusiasta che non ha compreso assolutamente nulla. Anche dopo la conferenza di Rudolf Steiner non mi era ancora realmente chiaro cosa intendesse esattamente con la sua tripartizione. Nella discussione però allora mi è divenuto consapevole qualcosa. Ieri nel consiglio degli operai mi è divenuto consapevole solo allora quello che la gente vuole sapere: vuole sapere quali mezzi sono necessari per rovesciare lo stato. Per quanto riguarda la mia persona, io ritengo: se vogliamo qualcosa di veramente nuovo, allora dobbiamo sapere come costruirlo.

La mia domanda in questo contesto è ora la seguente: lo stato attuale è tutto ciò che vi è di mezzi di potere in una società. Se allora avviene un collasso, non tutti sono immediatamente uguali economicamente. Certamente vi sarà un parlamento politico dove tutti sono uguali, ma economicamente gli uomini per niente non sono ancora uguali. Per raggiungere anche questa uguaglianza al più presto, dovrebbero già oggi essere introdotti consigli aziendali.

Compagno Lohrmann si alza di nuovo per parlare.

Compagno Hüttelmeyer: Desidero menzionare l’esempio della fabbrica di macchine a Esslingen. Molti abitanti lì non hanno ancora sentito parlare di consigli aziendali. La metà di loro sono borghesi, vale a dire almeno orientati borghesemente. Questo era vero ieri; oggi però non si trovano più tante persone di mentalità borghese. Vivono lì in questa località comunque ancora circa 50 funzionari di stato.

Ora il direttore generale ha convocato un’assemblea aziendale perché per motivi economici era necessaria la chiusura immediata dell’azienda. La domanda è ora cosa ne sarà degli operai. Non potrebbe il loro lavoro semplicemente continuare, specialmente poiché lo stato possiede azioni del capitale azionario. Non si può semplicemente cancellare queste azioni statali. L’azienda se la prende comoda quando semplicemente dice che non vi è denaro in cassa. Dovrebbero esservi concezioni chiare su come un’azienda siffatta potrebbe essere assunta dai consigli aziendali e continuare a funzionare.

Compagno Lohrmann: Dobbiamo seguire gli eventi con grande attenzione, e non diventare semplicemente negligenti dopo la rivoluzione. Dipende dalla nostra determinazione se un trasferimento dei capitali può essere raggiunto. La classe operaia deve resistere alle macchinazioni dei capitalisti; deve scioperare e per questo il denaro viene dalla cassa centrale.

Compagno Mössel: Ma non dobbiamo dimenticare una cosa: un’azienda che lavora impraticabilmente e quindi improduttivamente non potrà continuare a esistere nemmeno in futuro in un ordine socialista. Dobbiamo essere chiari su questo: il denaro in sé non è dannoso. Il lavoro a cottimo non è veramente dannoso, non più di quanto il denaro semplicemente sia dannoso. Per quanto riguarda il suo potere d’acquisto, oggi il valore metallico non entra più in considerazione.

Compagno Beine: Mi sembra che riguardando l’attuazione della socializzazione fino a ora non vi fosse sufficiente chiarezza. La domanda che fino a questo momento stava in primo piano era: come arriviamo al potere politico? La questione della socializzazione finora è sempre stata considerata da questo punto di vista partitico. Se la classe operaia però continua a porsi sul terreno della lotta di classe, i circoli capitalisti non si presteranno a una socializzazione delle aziende e delle imprese.

Il primo compagno: L’essenziale è la futura costruzione della società, e qui entra in considerazione l’idea della tripartizione sociale. La necessità di un’idea per la ristrutturazione della società — questo è il fattore che deve assolutamente essere considerato.

Un altro compagno ancora: Vi sono diverse questioni che si pongono in questo momento. Ora è importante che arriviamo a un ordine veramente sociale in Germania. Dobbiamo domandarci quanto gli influssi di tali idee, come lo è la tripartizione, siano giunti, quanto abbiano agito finora nella gente. Guardiamo agli ultimi avvenimenti, per esempio ai negoziati di pace in corso — cosa vi è di veramente nuovo? Se si pensa soltanto all’istituzione di una dittatura del proletariato — cosa ne sarà della Germania? La Russia è pur sempre un esempio spaventoso!

Compagno Roser: È la questione della formazione del capitale, della proprietà del capitale, quella che assolutamente dobbiamo considerare, perché questo è il punto centrale quando si tratta di socializzazione.

[Rudolf Steiner prende posizione rispetto alle domande sollevate nella discussione.]

Si decide di continuare la discussione al più presto data l’urgenza delle questioni sollevate.

7°Come deve essere socializzata? (2) — Seconda discussione

Stoccarda, 12 Maggio 1919

COME DEVE ESSERE SOCIALIZZATA? (2)

Seconda riunione con rappresentanti del Consiglio degli operai di Stoccarda Stoccarda, 12 maggio 1919

ZUR QUELLENLAGE: Non esiste alcun verbale di questa assemblea, ma soltanto alcuni appunti annotati da Rudolf Steiner nel suo quaderno sulla discussione. Il presente testo è un tentativo di ricostruzione orientato a questi appunti e deve quindi essere considerato lacunoso e soltanto con riserva come autentico. I materiali utilizzati sono pubblicati in Appendice I. Le parti di testo tratte da questi materiali sono presentate nel presente testo in corsivo.

[Rudolf Steiner rimarca la situazione deplorevole in cui si trova il Reich tedesco a causa dell’incapacità totale della politica precedente. Tanto più necessario è pertanto affrontare la ricostruzione della Germania con pensieri rispondenti alla realtà.]

In primo luogo si parla delle condizioni di pace trasmesse dall’Intesa per la Germania. Il progetto di trattato presentato rappresenta una grande ingiustizia nei confronti del popolo tedesco, e una firma di questo trattato costituirebbe un riconoscimento di questa ingiustizia. Oggi è un giorno storico: nell’Università di Berlino si riunisce l’assemblea nazionale tedesca per protestare contro il progetto di trattato di Versailles. Il cancelliere del Reich Filippo Scheidemann, un socialista della maggioranza, prenderà posizione al parlamento. Si sa che non è disposto a firmare il trattato nella forma presentata. Il progetto di trattato presentato a Versailles con i suoi 440 paragrafi è una pace dittatoriale che contrasta esattamente con gli interessi del proletariato tedesco.

La conversazione continua riguardo alla situazione nel Württemberg e specialmente anche a Stoccarda.

Compagno Mössel: Per le strade di Stoccarda regna la soldataglia, e ogni cittadino sgradito viene semplicemente abbattuto con le mitragliatrici. Dall’esercito tedesco nel Württemberg rimangono solo le compagnie di sicurezza e le truppe di frontiera. Il 6 marzo 1919 fu emanata la legge sulla formazione di una Reichswehr provvisoria; entro il 15 aprile le parti delle truppe dovevano essere smobilitate oppure incorporate nella Reichswehr. I costi della guerra nel frattempo hanno superato la soglia dei 7 miliardi, e tuttavia: un capitano riceve appena 1000 marchi al congedo e un tenente miseramente 720 marchi. Tra un anno e mezzo non vi sarà certamente più né borghesia né aristocrazia, solo il proletariato. Già oggi i due terzi della borghesia non sono altro che «feccia borghese».

Qui a Stoccarda regna l’irrequietezza. Armi sono state distribuite fra i seguaci della reazione. La «Tagwacht» socialdemocratica si rivela più stupida del previsto; non ha notato cosa realmente accade. Il governo provvisorio qui a Stoccarda non si fida più della propria gente.

Nell’economia non accade più nulla. Vi è un urgente bisogno di mezzi finanziari: 28 milioni di marchi sono necessari per l’importazione di grasso e cotone. I consigli degli operai devono imparare a orientarsi in questa materia economica.

Nella discussione si decide che le commissioni degli operai si riuniscano regolarmente una volta alla settimana. In reciproca discussione si deve tentare di creare chiarezza riguardo all’ambito economico. Come argomento principale si deve trattare la questione: che cosa è la socializzazione? Rudolf Steiner è pregato di esporre giovedì in una conferenza al consiglio degli operai i suoi punti di vista su questo tema. Sabato deve continuare con la sua presentazione. Si tratta in particolare dei primi passi verso la socializzazione.

8°Sulla questione della socializzazione — Discussione con i tranvieri di Stoccarda

Stoccarda (tranvieri), 14 Maggio 1919

SULLA QUESTIONE DELLA SOCIALIZZAZIONE

Riunione con i membri della commissione degli operai dei conducenti di tram di Stoccarda Stoccarda, 14 maggio 1919

ZUR QUELLENLAGE: Della riunione non esistono registrazioni.

[Rudolf Steiner espone come la socializzazione desiderata dal proletariato potrebbe ricevere un’attuazione conforme alla realtà attraverso la tripartizione dell’organismo sociale.]

Si decide che Rudolf Steiner esponga ai conducenti di tram riuniti i suoi suggerimenti per una socializzazione complessiva.

9°Organizzazione dei consigli nel senso della tripartizione (1) — Secondo discorso

Stoccarda, 15 Maggio 1919

ORGANIZZAZIONE DEI CONSIGLI NEL SENSO

DELLA TRIPARTIZIONE DELL’ORGANISMO SOCIALE (1) Secondo discorso per i membri del Consiglio degli operai di Stoccarda Stoccarda, 15 maggio 1919

ZUR QUELLENLAGE: Non esiste alcuna stenografia di questo discorso, ma soltanto alcuni appunti annotati da Rudolf Steiner nel suo quaderno sul concetto della conferenza. Il presente testo è un tentativo di ricostruzione orientato a questi appunti e deve quindi essere considerato lacunoso e soltanto con riserva come autentico. I materiali utilizzati sono pubblicati in Appendice I. Le parti di testo tratte da questi materiali sono presentate nel presente testo in corsivo.

Rudolf Steiner: Nei tempi attuali il pensiero consiliare ha trovato qui in Germania una larga diffusione. Per questo motivo sembra necessario riflettere su un’organizzazione appropriata di questa struttura consiliare. In primo luogo, attraverso la descrizione di singoli processi nella vita economica, si vuole mostrare come i passi necessari per la creazione di una struttura consiliare rispondente alla realtà e non meramente astratta possano apparire.

Una questione cruciale per l’attuale vita economica è ad esempio quella di come l’amministrazione e la gestione delle materie prime — non solo di quelle nazionali, ma anche delle materie prime importate dall’estero — debbano essere regolate. Questo include anche il problema della gestione dell’energia. L’assegnazione degli incarichi da parte della pubblica amministrazione, l’intera economia pubblica, la costruzione di locomotive, di tram, la rete ferroviaria, il sistema telegrafico e telefonico — come tutto questo deve essere organizzato in modo appropriato? Un’altra questione urgente per la Germania è: come può l’importazione dall’estero essere pagata? Infatti, come conseguenza degli eventi bellici vale la disposizione obbligatoria: una parte dei nostri prodotti finiti deve essere utilizzata per il pagamento dei risarcimenti di guerra. E l’eccedenza, il resto della vendita dei prodotti finiti rimanenti, serve all’acquisizione di materie prime come potassio, caffè, azoto e anche alluminio. Abbiamo quindi a che fare con esigenze diverse.

Per l’accertamento di queste esigenze è necessario il collegamento associativo dei consumatori interessati tra loro. Qui abbiamo come primo — diciamo — l’area A, cioè l’area dei trasporti, le cui esigenze devono prima essere chiarite. Per questo è necessario un consiglio che si procuri una visione d’insieme sulle esigenze esistenti di locomotive, tram, binari, telegrafia ecc. In connessione con questo arriviamo ora a una seconda area, l’area B, che raccoglie tutto ciò che ha a che fare con l’energia. E questo sarebbe il secondo compito di questo consiglio, l’amministrazione dell’energia, l’approvvigionamento dell’economia con energia. E con questo è connessa la terza area, l’approvvigionamento di materie prime. Il coordinamento di quest’area C con le due altre aree economiche sarebbe anche un compito di questo consiglio, che deve osservare una legge chiara: l’offerta per l’area A può essere soltanto così grande come quello che le aree C e B possono fornire in materie prime e energie e che per loro produce infine il reddito normale — in contrasto con le spese normali dell’area A. Questo consiglio, cioè questi consigli economici, sono in realtà associazioni di consumatori, e così il loro compito è altresì di chiarire il fabbisogno per i semilavorati, accertando il fabbisogno di diversi beni di consumo. Questo è il percorso conforme alla vita, non già la razionamento. Tali associazioni sono anche le migliori garanzie contro una produzione dannosa, ad esempio la non necessaria produzione di lusso.

Per l’azienda e la distribuzione sono responsabili i consigli aziendali e i consigli dei trasporti. I consigli dei trasporti, come associazioni di produzione, hanno a che fare con l’uso appropriato del capitale; i consigli aziendali hanno a che fare con il corso della produzione. Devono confrontarsi con questioni come ad esempio il diverso ritmo di produzione di diverse aziende e coordinare la produzione tra loro. Attraverso l’azione di questi consigli non sarà più possibile la formazione di sindacati e trusts. I consigli aziendali delle singole aziende forniranno una documentazione del lavoro necessario per la produzione, in modo che un collocamento di coloro che possono svolgere il lavoro nell’azienda corrispondente sia possibile.

Oggi, dopo la guerra, si tratta di convertire la produzione — durante la guerra si trattava di fabbricare materiali bellici, il che significava che attraverso le forze distruttive della guerra questi prodotti venivano rapidamente distrutti e annientati. Questa conversione alla produzione di pace può comportare il raggruppamento e la chiusura di aziende. Un incremento unilaterale della produzione non è la soluzione per riportare l’economia in equilibrio; deve vigere un equilibrio tra produzione e consumo. Visto così, la gestione aziendale deve diventare veramente scientifica, ed è compito del consiglio aziendale, in collaborazione con le cooperative dei consumatori, trovare la giusta dimensione per le aziende. Se oggi si richiede l’introduzione del sistema di Taylor, che è stato sviluppato da Taylor, un «avvocato dell’organizzazione» americano, nella presente struttura economica può solo causare danni. In un altro sistema, applicate altre condizioni, potrebbe certo produrre qualcosa di positivo.

Nel primo piano della discussione attuale sta oggi però più la questione della socializzazione della proprietà dei mezzi di produzione. La maggior parte delle persone vede questo obiettivo realizzato nel trasferimento delle fabbriche allo stato. Per il passaggio dalla proprietà privata allo stato — se si evita la confisca violenta — vi sono oggi tre proposte diverse: primo, l’acquisto da fondi pubblici mediante il pagamento di una rendita perpetua ai precedenti proprietari; secondo, l’acquisto mediante il pagamento di rendite a termine; terzo, la partecipazione dello stato, e cioè in modo tale che le tasse dovute allo stato dell’imprenditore siano pagate in forma di quote di proprietà. Dal fatto che lo stato entra in possesso del capitale si crede di aver risolto il problema della socializzazione. Ma è un’illusione credere che in questo modo avvenga una vera socializzazione delle funzioni del capitale.

Si deve distinguere nella relazione sociale che emerge dalla cooperazione del capitale e della forza lavoro umana tre elementi: l’attività imprenditoriale, che deve basarsi sulle capacità individuali di una persona o di un gruppo di persone; la relazione dell’imprenditore con l’operaio, che deve essere una relazione legale; la produzione di una cosa che, nel ciclo della vita economica, acquisisce un valore di merce. Se la tripartizione viene realizzata, il dipendente non può più essere un mercenario del capitale; egli sta in una relazione legale con l’imprenditore, che diventa un direttore del lavoro. Attraverso lo sviluppo delle sue capacità individuali come imprenditore diventa per così dire un «organizzatore del lavoro». La relazione tra il direttore del lavoro e il prestatore di lavoro, che cooperano nella realizzazione di un prodotto, si baserà sulla fissazione della quota di ciascuno. L’imprenditore, il direttore dell’azienda, riceve in questo modo la posizione di un fiduciario per il capitale affidatogli nel mandato della collettività. Ma il direttore dell’azienda non deve essere limitato nella sua libera iniziativa; deve però orientarsi verso il mercato e l’interesse dei consumatori. Tra la sua azienda e gli organi dal lato dei consumatori deve emergere una cooperazione vivente.

Quello che ci serve non è un capitalismo statale e comunale — questo non è una vera socializzazione. I mali sociali prevalenti non possono essere eliminati con questo. Il parlamentarismo e il burocratismo, così come si presenta ad esempio nei comuni, può solo distruggere la vita economica. Solo l’organizzazione dell’organismo sociale secondo il principio della tripartizione porta nella direzione di una vera socializzazione. Le differenze rispetto alle concezioni di socializzazione tradizionali possono essere caratterizzate così:

Primo, la tripartizione non interviene nella struttura economica, ma mira solo alla partecipazione delle persone in quello che è stato acquisito. Ciò significa ad esempio: non rovinerà industrie che lavorano per l’esportazione, perché — inteso correttamente — l’esportazione consuma; esso si trova in realtà dal lato del consumo.

Gli operai che lavorano per l’esportazione devono ricevere come compenso per i loro prodotti tanto dei prodotti di altre aziende quanto è necessario per il loro sostentamento. E così la produzione corrispondente all’esportazione, che soddisfa i bisogni di consumo degli operai attivi in questo settore economico, è giustificata.

Secondo, dalla tripartizione su tre livelli risulta una trasformazione completa delle condizioni precedenti: innanzitutto come primo aspetto in quella area che riguarda la fondazione e l’origine di un’azienda. Il direttore adatto alla costruzione di una particolare azienda di produzione può procurarsi i mezzi di produzione necessari con l’aiuto dei consigli dei trasporti e allo stesso modo gli operai. Il capitale necessario per una fondazione di azienda può essere accumulato in anticipo. Come secondo aspetto viene in considerazione il trasferimento di un’impresa. Un’azienda non viene ereditata, ma trasferita a un altro direttore di azienda adatto. Questi è collegato all’azienda attraverso la sua capacità. Per il terzo aspetto: il valore delle merci. Una merce riceve il suo valore da colui che la consuma. Dal controvalore delle merci prodotte il direttore dell’azienda riceve — sulla base della relazione legale vigente — la sua quota, l’operaio l’altra. Non si può più parlare oggi nello stesso modo di prima del plusvalore; gli operai l’hanno già in parte assorbito come aumento dei salari. Il plusvalore oggi non esiste per lo più più realmente. Ma fondamentalmente non dovrebbe servire all’aumento dei consumi da parte dei singoli, bensì al sostegno di ciò che può fornire all’organismo sociale beni spirituali e materiali. E questo è la vita spirituale. Una vera socializzazione presuppone un ripensamento fondamentale.

E soprattutto: la socializzazione non deve essere confusa con la fiscalizzazione. Quello che la maggior parte della gente immagina della socializzazione è nel migliore dei casi una sorta di fiscalizzazione. E se lo stato mette infine le mani sul frutto del lavoro, questa è una socializzazione che però non porta nulla. Se la questione del capitale viene risolta nel senso della tripartizione sociale, significa che il lavoratore spirituale è legato all’impresa — esso è infatti l’iniziatore, l’anima dell’impresa —, mentre il lavoratore manuale è invece libero, mobile; egli può andare da un’azienda all’altra e lì entrare in una nuova relazione legale con il direttore del lavoro. Un tale ordinamento è la garanzia per uno sviluppo continuo della vita economica.

Le misure di statalizzazione intraprese in Russia avranno in questo senso conseguenze gravi. Significano che questo paese in futuro deve rinunciare a un’industria propria, perché mancheranno l’educazione popolare necessaria e la tecnica scientifica. In una vita economica strutturata nel senso della tripartizione non ci sarà lotta salariale nelle singole aziende. E questo significa innanzitutto che la distribuzione delle merci acquisite avverrà così: la quota di merce creata dal singolo operaio non viene riacquistata, ma trasformata in banconote che gli danno il diritto, sul mercato, di acquisire le merci necessarie per la soddisfazione dei suoi bisogni. Solo se viene intrapreso il percorso della tripartizione dell’organismo sociale si può sperare che la socializzazione intraprenda una direzione appropriata e non distruttiva.

10°Organizzazione dei consigli nel senso della tripartizione (2) — Terzo discorso

Stoccarda, 17 Maggio 1919

ORGANIZZAZIONE DEI CONSIGLI NEL SENSO

DELLA TRIPARTIZIONE DELL’ORGANISMO SOCIALE (2) Terzo discorso per i membri del Consiglio degli operai di Stoccarda Stoccarda, 17 maggio 1919

ZUR QUELLENLAGE: Non esiste alcuna stenografia di questo discorso, ma soltanto alcuni appunti annotati da Rudolf Steiner nel suo quaderno sul concetto della conferenza. Il presente testo è un tentativo di ricostruzione orientato a questi appunti e deve quindi essere considerato lacunoso e soltanto con riserva come autentico. I materiali utilizzati sono pubblicati in Appendice I. Le parti di testo tratte da questi materiali sono presentate nel presente testo in corsivo.

Rudolf Steiner: Come ho mostrato l’altro ieri, dalla idea della tripartizione sociale si può sviluppare la comprensione necessaria per una ristrutturazione dell’organismo sociale. Ciò vale in particolar modo anche per la costruzione di una struttura consiliare complessiva. Se nel senso della tripartizione distinguiamo le tre aree vita statale, vita economica e vita spirituale, allora avremo a che fare anche con tre consigli diversi: con consigli degli operai, consigli professionali e consigli culturali.

I consigli degli operai devono svilupparsi in direzione della vita legale. Qui non varrà dapprima la maggioranza relativa, bensì la maggioranza assoluta. I consigli professionali devono svilupparsi in direzione della vita economica. Lì si decide dapprima secondo il principio della maggioranza relativa. Per la regolamentazione degli affari della vita spirituale saranno responsabili i consigli culturali; lì non può esservi una maggioranza. Se si intraprende il percorso verso la realizzazione della tripartizione, ci si deve rendere fondamentalmente conto: non può venire nulla di salutare fino a quando la massa larga nella sua maggioranza non comprenda cosa risiede nella tripartizione. Deve solo essere superato il pregiudizio che la massa larga debba prima essere resa «matura».

Se ora guardiamo alla vita economica, abbiamo come gli organi della vita economica le assemblee professionali. Queste si compongono di tre tipi diversi di consigli: i consigli aziendali, i consigli dei trasporti e i consigli economici. Nella singola azienda il consiglio aziendale sta tra l’operaio e il direttore del lavoro. Verso l’esterno, in pubblico, si oppone — insieme ai consigli dei trasporti — al consiglio economico. Il consiglio economico da parte sua ha a che fare nella singola azienda con l’acquisizione di materie prime e così via. E nella vita esterna si oppone — insieme ai consigli dei trasporti — al consiglio aziendale. Qui è necessario un equilibrio di interessi. Nessun settore di produzione deve attraverso la sua esistenza contribuire al fatto che la somma delle sue materie prime possa svalutarsi. È necessaria una gestione economica appropriata, in modo che i giacimenti di materie prime non si deteriorino, e non devono nemmeno essere formate riserve nascoste attraverso ammortamenti sulle materie prime.

L’intera questione delle materie prime ci indica che abbiamo qui a che fare con un contrasto tra industria e agricoltura. Un’azienda agricola non deve avere ipoteca, poiché il terreno non può essere vendibile. Allo stesso modo una fabbrica non deve essere un oggetto di acquisto, poiché il capitale non può avere il carattere di una merce.

L’equilibrio tra i diversi interessi di industria e agricoltura incombe ai consigli professionali. Da un lato si tratta dell’acquisto di materie prime e semilavorati, dall’altro della vendita di questi prodotti. Il consiglio economico deve agire in modo che mantenga i prezzi dei prodotti agricoli e industriali al loro livello, in modo che non scendano troppo. Il consiglio dei trasporti è lì per regolamentare la distribuzione dei prodotti agricoli e industriali. Il consiglio aziendale è lì per chiarire dalle esigenze di coloro che non producono prodotti agricoli la possibilità di affrontare i prezzi per i prodotti agricoli e industriali, cioè provvedere a che non siano troppo alti. Il consiglio economico sta dalla parte degli interessi di produzione dell’agricoltura. Determinerà i prezzi massimi per la vendita delle materie prime e dei semilavorati. Il consiglio aziendale sta dalla parte degli interessi di consumo dell’industria. Per l’acquisizione di materie prime e semilavorati determinerà i prezzi minimi. Dai punti di vista dei due consigli insieme si arriverà a un prezzo medio, con il quale emergerà qualcosa di salutare e corretto.

Considerato dal lato puramente economico — cosa ha portato al fatto che il denaro si sia invilito? È il valore crescente dei mezzi di produzione, in quanto questi sono capaci di produrre più beni. Questo per così dire si inserisce tra le merci, ma questi non possono darsi i loro valori, espressi in denaro, se non reciprocamente, perché cos’è allora il denaro? Può rappresentare solo il controvalore ai beni di consumo. Non può essere il controvalore per i mezzi di produzione, ma solo per l’usura dei mezzi di produzione dovrebbe esservi un controvalore monetario.

Tutto il plusvalore acquisito dovrebbe fluire dapprima solo nel miglioramento dei mezzi di produzione e non nei mezzi di produzione come tali. È però anche concepibile che una parte di questo plusvalore fluisse nel sistema educativo, ad esempio nel finanziamento dell’insegnamento. Ma: tutte le relazioni finanziarie dovrebbero giacere apertamente, cioè non si dovrebbe parlare di sciocchezze come la gratuità dell’insegnamento. Tutti dovrebbero sapere che l’insegnamento costa qualcosa. E dovrebbe sapere quanto, ad esempio, deve spendere per l’insegnamento dei suoi figli e poi effettivamente spende. Questa presentazione aperta dei flussi finanziari è una questione della vita legale. E altrimenti, se questo non accade, il terreno legale è una mera fabbrica di bugie. Ognuno deve essere in grado di conoscere i prelievi che deve pagare. E allora, ad esempio, la persona senza figli può essere coinvolta per contribuire all’abbassamento del costo dell’insegnamento o a produrre qualcosa di altro.

Nella vita economica il boicottaggio dovrebbe essere il mezzo coercitivo per imporsi contro coloro che si oppongono all’equilibrio degli interessi. Questo boicottaggio però in realtà emerge da se stesso; nessuno può produrre diversamente se non come membro di una cooperativa economica. E poiché attraverso la cooperazione di questa cooperativa con altre si fissa il prezzo normale, uno non affiliato non potrebbe vendere a questo prezzo, ma solo a un prezzo più alto. Così non potrebbe vendere nulla e dovrebbe morire di fame. E se un membro di una cooperativa troppo grande — una cooperativa con troppi operai — cercasse di poter vendere i suoi prodotti al di sotto del costo, questo significherebbe che dovrebbe forzare i suoi stessi operai a vendergli i loro prodotti troppo a buon mercato, cioè dovrebbero morire di fame. Vale quindi precisamente la legge: chi deve vendere troppo caro si condanna alla fame. Chi vuole vendere troppo a buon mercato condanna altri alla fame.

Affinché il valore vero dei beni di consumo possa apparire, deve essere soddisfatta una determinata condizione: i mezzi di produzione non devono costare nulla, perché solo allora i valori non vengono falsati. E questo significa: non appena un prodotto fabbricato è diventato un mezzo di produzione, cessa di essere vendibile; non è più vendibile, ma può solo essere trasmesso liberamente. Se i mezzi di produzione sono iscritti nel bilancio del patrimonio e quindi si deve partire da un valore di merce dei mezzi di produzione, questo rincara i beni di consumo e naturalmente anche le condizioni di vita degli uomini. Valori troppo alti e quindi prezzi troppo alti dei beni di consumo impoveriscono il popolo, valori troppo bassi rispettivamente prezzi troppo bassi dei beni di consumo impoveriscono la cultura. Nel primo caso è necessario denaro a buon mercato, nel secondo caso denaro caro. Un equilibrio degli interessi contrapposti però può essere raggiunto solo attraverso la cooperazione delle cooperative direttamente coinvolte nella vita economica.

11°Percorsi verso una socializzazione appropriata — Discorso per i tranvieri

Stoccarda (tranvieri), 21 Maggio 1919

PERCORSI VERSO UNA SOCIALIZZAZIONE APPROPRIATA

Discorso per i conducenti di tram di Stoccarda Stoccarda, 21 maggio 1919

ZUR QUELLENLAGE: Non esiste alcuna stenografia di questo discorso, nemmeno alcun verbale dell’assemblea, ma solo alcuni appunti annotati da Rudolf Steiner nel suo quaderno sul concetto della conferenza e sulla discussione successiva. Il presente testo è un tentativo di ricostruzione orientato a questi appunti e deve quindi essere considerato lacunoso e soltanto con riserva come autentico. I materiali utilizzati sono pubblicati in Appendice I. Le parti di testo tratte da questi materiali sono presentate nel presente testo in corsivo.

Rudolf Steiner: Siamo oggi riuniti per discutere della questione della socializzazione. Nel sociale vi è una legge fondamentale, dalla quale emerge che ciò che uno stesso produce ha valore soltanto per gli altri; non è mai così che qualcosa abbia un valore di lavoro per se stesso, che si lavori cioè solo per sé. Bisogna considerare la società umana senza pregiudizi, con una comprensione delle sue leggi interiori. E questo sguardo comprensivo porta al fatto che si riconoscono nella vita economica due attività nella loro contrapposizione:

È necessario che vi sia l’uomo che concepisce la macchina e dirige il lavoro su di essa.

È ugualmente necessario che vi sia l’uomo che gestisce la macchina, che cioè lavora con essa.

L’interesse per entrambe le attività, questa comunanza che è necessaria per produrre un prodotto, però non può sussistere che se nel mestiere stesso dimora qualcosa di unificante, e questo non può essere che l’arte — l’abilità artistica con la quale ognuno dimora nella sua attività.

Se confrontiamo la società attuale con la società perseguita dal proletariato, si differenziano in tre aree. Prendiamo anzitutto la nostra società attuale. In essa possiamo riconoscere come caratteri tipici: il capitale rappresenta il potere economico dell’imprenditore, per l’uso della forza di lavoro umana è decisiva la coercizione economica, e il prezzo della merce è il risultato della concorrenza economica. Prendiamo ora come secondo la situazione nella società da noi perseguita. La direzione spirituale è fondata sulla fiducia, l’uso della forza di lavoro sul diritto umano e il prezzo della merce sul bisogno umano. Per la ricostruzione così urgentemente necessaria della società deve valere il principio: in ogni luogo devono essere costruiti ponti di fiducia. Ma questo è possibile solo se l’idea della tripartizione dell’organismo sociale è compresa come orientamento per la pratica sociale.

Compagno Benzinger: Purtroppo è un fatto che contro l’idea della tripartizione sociale avvengono attacchi violenti. Tra i semplici proletari si può constare una certa comprensione, ma nei loro leader essa manca completamente. Sì, non vogliono nemmeno occuparsi di questa idea. E perché non vogliono occuparsi? Sono troppo legati ai loro abituali schemi di pensiero. E così vorrei porre la domanda: non possiamo noi stessi — senza i leader — sviluppare un sistema consiliare?

Compagno Minder: In questo contesto desidero richiamare un proverbio ben noto: non sono i frutti più cattivi quelli su cui i vermi rodono. — Non ci si deve lasciar impressionare da questi attacchi, perché proprio la resistenza avrà effetto positivo! Poiché a tutti noi è data la possibilità di realizzare le nostre idee in atto, nulla ce l’impedisce. Sono dell’opinione che non vi sia alcun operaio che in realtà non possa comprendere questi pensieri della tripartizione. Essi capiscono di che cosa si tratta praticamente. Ma se sentiamo gli agitatori, raramente dicono quello che l’operaio nel suo lavoro realmente vuole. Non hanno fondamentalmente alcuna idea delle questioni dell’operaio ordinario. Agli operai dobbiamo però rendere ancora più comprensibili le idee della tripartizione! Ho letto i «Punti cardine» quattro, cinque, sei volte — e sempre se ne trovano ancora di nuovi!

Compagno Dreher: Sono venuto a questa assemblea con un’opinione preconcetta, perché ho letto gli articoli nel «Sozialdemokrat» su Steiner e la tripartizione. Vi si sostiene che la classe operaia verrebbe attirata verso sfere spirituali dalla teoria di Steiner e per questo avrebbe troppo poco senso per la lotta necessaria. Ma devo confessare: dopo aver sentito Steiner, non riesco più a mantenere questa opinione preconcetta. Questa abbondanza di pensieri che alcuni di noi abbiamo potuto sperimentare nel corso di questa serata e che nei giorni seguenti dobbiamo elaborare del tutto, contiene realmente straordinariamente molto di nuovo. Quello che Rudolf Steiner ha detto questa sera, tutti lo sentono da anni, e sono infelici perché tutto ciò non è ancora realizzato. Si incontra sempre di nuovo l’opinione: Steiner dice come dovrebbe essere, ma non mostra alcuna strada. — Ho seguito attentamente il suo discorso e ho cercato se questo è vero. Mi sono chiesto se potrebbe essere che non dicesse nulla sui mezzi e sulla strada per la realizzazione della tripartizione. E devo dire che ha indicato e anche enunciato molto su come secondo la sua opinione la teoria possa divenire atto. I consigli aziendali giocano un ruolo centrale. Non devono funzionare secondo modelli, non devono diventare un semplice pezzo decorativo. I consigli aziendali sono rappresentanze della classe operaia attraverso cui essa può far valere il suo diritto di partecipazione. Naturalmente noi operai dobbiamo ancora imparare molto, molto davvero. Ci manca l’educazione appropriata per la direzione di un’impresa. Ma questo non è colpa nostra, perché a noi operai è stata negata un’educazione reale.

In connessione con i consigli aziendali si è parlato diversamente anche di consigli economici. Secondo la mia concezione si tratta di una raccolta organizzativa dei consigli aziendali di diverse imprese a livello regionale e statale, che infine culminerà in un consiglio economico centrale.

Non sono d’accordo con il precedente oratore che crede che Marx abbia una stretta parentela con Rudolf Steiner. I problemi sociali non possono essere risolti con Marx, perché egli aderisce alla concezione materialistica della storia. Il baricentro della trasformazione sociale a mio avviso risiede nel fatto che le decisioni su questioni economiche vengono poste nel corpo economico e che così la classe operaia stessa viene coinvolta nella collaborazione. La rivoluzione ha appena inizio e è tutt’altro che conclusa. Già oggi il nostro comitato operaio della ferrovia tramviaria possiede diritti considerevoli. Ma nella direzione del socialismo pratico devono essere compiuti ancora più progressi. Così i consigli aziendali devono essere equiparati all’imprenditore. Gli imprenditori divengono direttori di aziende, e il loro compito sarà indicare dove nell’azienda preme la scarpa.

Compagno Maier: Mi rallegra che ora anche le federazioni sindacali si rivolgono alla questione della socializzazione e riflettono su come possa essere praticatamente attuata. Riguardando la nostra assemblea di oggi: noi proletari vogliamo sapere come questa questione della socializzazione dovrebbe finire. Sostanzialmente non sono soddisfatto dalle argomentazioni di Rudolf Steiner. Non ho visto la strada sulla quale si dovrebbe pervenire alla socializzazione. Una trasformazione della società in senso socialista è solo praticabile se la classe operaia è unita. Ma la borghesia non cederà un millimetro, nemmeno un dito. Farà tutto per trovare qualcosa che divida la classe operaia. I consigli aziendali, così come oggi esistono, devono sparire, perché non sono altro che una mera decorazione. Questi consigli aziendali hanno senso solo se una vera socializzazione è stata precedente. Cosa significa? Un tale sistema consiliare come quello della Russia non lo vogliamo. Un sistema consiliare che veramente rappresenta gli interessi del proletariato deve ancora essere conquistato. Il lavoro spirituale deve essere anche libero. Il più grande ostacolo a una vera socializzazione sono le difficili condizioni economiche create dalla guerra. Siamo in mezzo a una grande crisi economica. Come si può vedere questo? Dal fatto che intere famiglie devono vivere in un’abitazione di soli otto metri quadri. Solo quando non vi saranno più tali condizioni ingiuste la socializzazione sarà portata a termine con successo.

Rudolf Steiner prende posizione nel suo discorso conclusivo rispetto alle questioni sollevate. Rimarca in particolare come la richiesta di statalizzazione dei mezzi di produzione contrasta notevolmente con lo sviluppo di una struttura consiliare appropriata della realtà e così rende anche impossibile una vera socializzazione.

12°Come deve essere socializzata? (3) — Terza discussione

Stoccarda, 27 Maggio 1919

COME DEVE ESSERE SOCIALIZZATA? (3)

Terza riunione con rappresentanti del Consiglio degli operai di Stoccarda Stoccarda, [27 maggio] 1919

ZUR QUELLENLAGE: Non esiste alcun verbale di questa assemblea, ma soltanto alcuni appunti annotati da Rudolf Steiner nel suo quaderno sui suoi previsti esposti. Che una riunione nel consiglio degli operai a questa data è davvero avvenuta si basa su una conclusione per analogia e quindi non può essere considerato come definitivamente assicurato. Ma poiché si tratta di pensieri centrali di Rudolf Steiner su questioni di economia nazionale, questi devono comunque essere presentati sotto questa assunzione. Il presente testo è un tentativo di ricostruzione orientato agli appunti di Rudolf Steiner ed è quindi solo con riserva da considerare come autentico. I materiali utilizzati sono pubblicati in Appendice I. Le parti di testo tratte da questi materiali sono presentate nel presente testo in corsivo.

Rudolf Steiner: Se il percorso della socializzazione deve essere intrapreso in modo appropriato alla realtà, è necessario porsi di fronte agli occhi alcuni fatti fondamentali, così come contrassegnano la nostra attuale vita economica. Iniziamo dal carattere di merce del lavoro. Questo è dato in quanto attraverso la relazione salariale il lavoro viene scambiato contro merci, cioè contro valori materiali. Nello scambio di cose contro una determinata quantità di lavoro — cosa c’è allora? Tale scambio porta il lavoro in assenza di libertà, e precisamente allora quando una parte delle parti coinvolte nello scambio ha in mano i mezzi di coercizione sociale. E questo significa disporre di tali mezzi quando ci si può posizionare sul terreno politico o economico del potere.

Il potere può avere uno sfondo economico o politico. Tale sfondo politico è presente quando diritti sono in gioco, cioè nello scambio di una cosa contro un diritto. Così la rendita fondiaria ha uno sfondo politico e non uno economico; la rendita fondiaria rappresenta in realtà un pagamento per una garanzia legale: la sicurezza legale di possedere indisturbato un pezzo di terra e godere dei suoi frutti. Così chi riscuote la rendita fondiaria se l’è procurata dal fatto che il diritto di disporre di un determinato pezzo di terra ha effetto come potere su determinate persone che vivono sul suo terreno. Era così nei tempi del feudalesimo, dove il signore terriero era responsabile per la sua gente. Ma cosa vi è oggi? Ora, la cura della vita e della proprietà, della sicurezza territoriale, dell’amministrazione della giustizia, dell’assistenza ai poveri e agli ammalati è passata alla collettività, tuttavia i proprietari terrieri continuano a riscuotere la rendita fondiaria.

Nell’attuale era delle fabbriche viene una nuova dipendenza, e cioè quella dal capitale. Il capitale materiale, cioè i mezzi di produzione prodotti rappresentano una nuova fase nello sviluppo economico: oltre la produzione di beni agricoli la possibilità è data di estendere la produzione e produrre industrialmente. I mezzi di produzione prodotti portano i non-proprietari nel potere dei loro proprietari, e non è possibile pensare a un cambiamento fintanto che rimane la proprietà privata. Con la proprietà comune dei mezzi di produzione sorgerebbe invece qualcosa d’altro di svantaggioso: dominerebbe l’arbitrio del potere centrale. Altrimenti, se i mezzi di produzione non sono statalizzati, nasce il contrario: domina l’arbitrio dei singoli proprietari.

Cosa si può dire in generale sull’effetto della rendita del capitale e della rendita fondiaria? Entrambi i tipi di reddito hanno un effetto socialmente distruttivo, cioè rendono l’economia nazionale antisociale e portano al fatto che essa deve cancellarsi nel corso del tempo, ad esempio attraverso le guerre. Ora come origina una rendita di capitale? Origina dal fatto che il capitale è in grado di aumentare il frutto dell’attività umana oltre il suo stesso deprezzamento, così come è dato attraverso l’usura delle macchine, degli edifici e l’invecchiamento del bestiame. La rendita del capitale non è uguale all’interesse del capitale: questo è una parte della rendita del capitale ed è pagato dalla rendita.

L’offerta di capitale è determinata in primo luogo dalla prosperità del popolo, in secondo luogo dal numero di persone che possiedono capitale e in terzo luogo dalla quota di quei proprietari di capitale che non l’applicano loro stessi come imprenditori e sono quindi pronti a prestarlo. L’offerta di capitale può però essere compromessa, e cioè principalmente attraverso il deflusso di capitale all’estero, ma anche quando viene accumulato. La domanda di capitale è determinata in primo luogo dalla grandezza di una zona economica, in secondo luogo dal numero di forze di lavoro disponibili, in terzo luogo dalla forza dello spirito imprenditoriale e inventivo, e in quarto luogo dalla natura della base naturale — le forze naturali in generale, la fertilità dei terreni coltivabili, i tesori di metalli sotterranei disponibili e così via.

Al capitale appartengono anche la questione degli interessi e l’altezza del tasso di interesse. Fondamentalmente si può stabilire la seguente regolarità: un tasso di interesse basso è economicamente vantaggioso. E a questo appartiene il riconoscimento: quanto più basso è il livello di cultura, tanto più alto è l’interesse. Così in Inghilterra nei secoli XIII/XIV l’interesse ammontava a circa il 20%, nel XVI secolo a circa il 10% e all’inizio del XVIII secolo al 5%. Nella metà del XVIII secolo il tasso di interesse era addirittura sceso al 3%, all’inizio del XIX secolo era risalito e alla fine del secolo era nuovamente sceso. Lo scoppio della guerra mondiale — e questo non sorprende visti i barbari rapporti culturali — ha portato a un aumento dell’interesse. In aggiunta alla legge nominata vale un’ulteriore legge: quanto più capitale è disponibile a una determinata domanda immutata, tanto più basso è l’interesse. Quanto meno capitale è disponibile a una domanda invariata, tanto più alto è l’interesse. Naturalmente ci imbattiamo verso il basso e verso l’alto in limiti: in caso di un’accumulazione dell’intero capitale in una mano, ad esempio il potere centrale della società, non vi sarebbe più interesse. E questo significherebbe secondo la legge già menzionata del livello di cultura: il più alto livello di cultura sarebbe raggiunto, ma ci sarebbe solo una cultura in meno. Con alcun capitale nell’offerta sarebbe sì il più alto interesse disponibile, ma sarebbe raggiunto il più basso livello di cultura, in cui dominerebbe una cultura primitiva di tutti.

Nel caso di un’accumulazione totale di capitale tutto ciò che viene prodotto defluisce, a eccezione di quello che i singoli richiedono come minimo necessario per la sopravvivenza. Se non avviene affatto accumulazione di capitale, tutto ciò che viene prodotto rimane presso i singoli produttori, e la collettività cessa di esistere. Il singolo dovrebbe allora solo lavorare per se stesso, dovrebbe dedicare più tempo al suo sostentamento, dovrebbe lavorare di più, se non venissero altri a lui e l’aiutassero. La divisione del lavoro significa benessere. Così è opportuno per un’economia di successo se il lavoro necessario per la produzione di un bene viene ripartito tra più persone. Senza divisione del lavoro la grande maggioranza sarebbe tra quelli che perdono. Ma se abbiamo una specializzazione, allora deve essere soddisfatta una condizione perché questo unilateralismo nel lavoro possa essere compensato: dal lavoratore deve potersi agire contro il consumo della forza di lavoro; deve essere creato un equilibrio. Oggi, quando si parla di socializzazione, ci si dedica provvisoriamente alla diffamazione della divisione del lavoro; si vede troppo poco quanto siano raffinate le odierne procedure economiche.

Nell’economia moderna abbiamo a che fare con una polarità nella formazione dei valori: da un lato abbiamo un sovravalore, dall’altro un sottovalore. La vera produzione, la produzione diretta alla produzione di beni di consumo, apporta sovravalore al bilancio generale, e cioè nella misura in cui i beni di consumo immediati valgono più dei loro costi di produzione. La produzione industriale invece, la produzione diretta alla produzione di mezzi di produzione, apporta sottovalore al bilancio generale, cioè i prodotti industriali valgono meno dei loro costi di produzione, perché in un certo senso devono nutrirsi dei beni di consumo immediati. Ciò significa — e questa è un’importante conoscenza in connessione con i mezzi di produzione prodotti: essi svalutano la loro base economica — ogni area economica è esposta all’impoverimento che nei riguardi dei suoi beni di consumo immediati è troppo industrializzata.

Questa polarità deve essere considerata quando ci occupiamo di questioni del mercato mondiale e dei salari. Questi stanno al centro dei presenti sforzi rivoluzionari. Con che cosa abbiamo a che fare in questi sforzi rivoluzionari? La rivoluzione politica ha a che fare con realtà, con diritti; la rivoluzione economica solo con illusioni; e la rivoluzione spirituale con i fondamenti per le realtà, perché nello spirituale riposa quello che come potenziale ideale è rimasto inutilizzato e che può diventare efficace sotto forma di nuova strutturazione legale nell’organismo sociale.

Nell’economico le illusioni non hanno luogo, perché là valgono ben determinate regolarità che hanno come contenuto uno stato di equilibrio. Prendiamo ad esempio il valore d’acquisto del denaro. Se l’apparenza, cioè il denaro, prende il sopravvento per il fatto che diminuisce di valore attraverso l’accumulo, allora toglie alla vita la base reale. Il suo valore deve avere un’altezza media, e cioè: il valore di merce dei beni non direttamente da consumarsi, i mezzi di produzione, deve essere equilibrato con il valore di merce dei beni direttamente da consumarsi. Il valore di merce di un mezzo di produzione prodotto è determinato dal suo valore di materia prima. Per tutti i prodotti che richiedono lavoro per la loro fabbricazione vale una ben determinata legge fondamentale. Se ad esempio deve essere fabbricata una locomotiva, allora deve esservi per essa tanta materia prima quanta ne abbisognano le persone che fabbricano la locomotiva fino al suo completamento.

Nel momento del completamento il capitale utilizzato per la sua fabbricazione è esaurito, e con ciò il valore della locomotiva dovrebbe essere zero. Se essa per il ciclo economico effettivamente in questo senso si svaluta, allora questo è il segno che l’organismo sociale è sano. Ciò significa, quando la locomotiva è finita, essa deve essere già riacquistata dalla collettività: essa è — dal punto di vista economico — per così dire pagata, il fornitore di capitale è liquidato, cosicché non deve più avere alcuna pretesa di capitale attraverso di essa. Chi per questo, cioè per la produzione di una locomotiva ha fornito capitale, può pretendere solo il rendimento legalmente fondato; il suo capitale è trasformato e quindi consumato. Si può osservarlo, ed è una legge fondamentale della formazione dei valori: il capitale consuma, la natura conserva — da un lato abbiamo un processo di smantellamento, dall’altro un processo di costruzione.

Se consideriamo le condizioni attuali, allora il capitale significa potere; con il capitale può essere esercitata coercizione economica. E il salario che riceve un operaio? Esso è un’espressione della sua assenza di diritti economici. E come stanno le cose rispetto al valore di merce di un prodotto? Qui abbiamo da distinguere tra un prodotto industriale e un prodotto agricolo. Il prodotto industriale diventa più caro con l’aumento della produzione agricola, mentre il prodotto agricolo diventa più economico con l’aumento della produzione industriale, e questo ha conseguenze di vasta portata, perché con ciò diminuisce la possibilità della produzione agricola di nutrire l’industria. E così può venire a carestie.

13°Il collegamento (3) — Documenti sulla rottura della collaborazione

LA CONNESSIONE DI RUDOLF STEINER

AI CONSIGLI DEGLI OPERAI DEL WÜRTTEMBERG (3) Documenti sulla rottura della collaborazione Giugno 1919

18 giugno 1919

Ludwig von Polzer-Hoditz in una lettera a [Walter Johannes Stein] Documento Archivio al Goetheanum Hotel Marquardt

Mercoledì, 18 giugno 1919

Stoccarda

Caro amico! Purtroppo non posso darti notizie buone; si può dire che la cosa sta più che dubbia. La borghesia ha di nuovo fallito, cosicché la necessaria formazione di un consiglio culturale incontra le maggiori difficoltà. Senza il completamento dei consigli aziendali mediante un’enfasi sulla separazione spirituale si scivolerebbe in una bipartizione, che significherebbe bolscevismo, il che in nessun caso deve venire da parte nostra.

L’altro ieri [16 giugno = 15 giugno] sono andato in auto a Tubinga; alcuni professori erano stati invitati a discussione presso il pastore Häusler [= Heisler]. Era desolante. Blume sempre più delude.

Ma c’è ancora qualcosa da aggiungere. L’altro ieri [16 giugno] i nostri operai, quelli della commissione dei lavoratori, sono stati convocati davanti a un tribunale del loro partito, cioè dell’USPD. Molto dipendeva da questo: si temeva la loro espulsione dal partito, ma si sperava ancora nella loro vittoria nei confronti del partito.

Ora ieri sera [17 giugno] vi è stata una seduta della commissione verso le 6 e mezzo pomeridiano che è durata fino dopo le 9. Le persone hanno riferito, si sentivano come vincitori poiché l’altro ieri non sono stati cacciati dal partito, ma è risultato comunque che siamo di fronte a una sconfitta, poiché effettivamente hanno capitolato davanti al partito, invece di sostenere fermamente il loro punto di vista, cioè quello della tripartizione. È emerso chiaramente ieri che il partito per loro è più importante della tripartizione, che vogliono fare della cosa più una questione partitica, vogliono escludere gli altri, persino il Dottor Steiner non dovrebbe più parlare con gli altri. Tutto questo risuonava così sullo sfondo.

Più tardi siamo rimasti seduti a quattro con il Dottor Steiner, e lì ha detto che questo era l’inizio della diserzione.

Poi sono rimasto a cena da [Alice] Kinkel, e lì ho sperimentato un orribile pessimismo da parte del Signor Dottor. Ha detto: «Lei non ha avuto ancora belle impressioni finora; quelle che avrà in seguito non saranno nemmeno migliori. Con i leader, specialmente dei partiti socialisti, non si può fare nulla; si sarebbe dovuti essere più rapidi e continui nel conquistare le masse, prima che i leader intervenissero, allora i nostri operai della commissione avrebbero continuato a seguirci, ma ora hanno davvero troppa paura dei loro leader, e questi solo inclusi i giornalisti.» Intende dire che anche i nostri [operai] ci deridono.

Non mi è chiaro bene in questo momento cosa debba accadere, nemmeno cosa effettivamente debba fare. Lui, Rudolf Steiner, mi dice sempre: «Rimanga comunque ancora alcuni giorni qui!» e simili. Credo che voglia condurmi gradualmente a qualcosa, in ogni caso vuole che rimanga ancora qui.Rudolf Steiner

Nella conferenza pubblica l’altro ieri [16 giugno] ha parlato della diretta grande contesa spirituale tra Oriente e Occidente, degli impulsi che verranno da un’India semiaffamata, come se non fosse più in questione l’Europa centrale, un tal popolo che si lascia tutto questo, ha detto, non merita nulla di meglio.

Il lavoro esteriore comunque continua tranquillo per il momento.

Queste righe sono solo per i nostri amici più stretti, [Emil] Hamburger, [Eugen] Kolisko, [Franz] Thomastik, [Josef] van Leer.

Cordiali saluti a tutti voi Tuo

[sign.] Ludwig P. A Monaco non va per nulla.

19 giugno 1919

La commissione di lavoro della Lega per la tripartizione dell’organismo sociale al Comitato regionale del Consiglio degli operai del Württemberg Documento Archivio di Stato principale di Stoccarda, E 135a, Bü 212 Lega per la tripartizione

Stoccarda, 19 giugno 1919

dell’organismo sociale Via Champigny 17 Al Comitato regionale del Consiglio degli operai Stoccarda Nuovo Castello

Vi informiamo che martedì prossimo, 24 giugno, alle 7 di sera, nella sala di festa della Casa dei sindacati si terrà un’assemblea delle commissioni degli operai e dei colletti bianchi nonché dei consigli aziendali esistenti della Grande Stoccarda e dintorni, a cui desideriamo invitare voi rispettivamente i vostri fiduciari.

L’argomento della serata sarà la questione dei consigli aziendali e l’atteggiamento dei partiti verso questi consigli aziendali, e ve lo chiediamo molto, di rendere possibile la vostra partecipazione in questa importante questione.

Il relatore della serata sarà il Signor Dottor Steiner, che però parlerà relativamente brevemente per lasciare il tempo necessario alla discussione. Sarà qui un’occasione per chiarire eventuali fraintendimenti

sui propositi della Lega per la tripartizione sociale.

La Lega per la tripartizione dell’organismo sociale Per la commissione di lavoro:

[sign.] Kühn

20 giugno 1919

Hans Kühn alle organizzazioni locali della Lega per la tripartizione Circolare nr. 7 della Lega per la tripartizione dell’organismo sociale ai membri

Per corrispondere a più desideri, desidero qui menzionare qualcosa su come abbiamo ottenuto il contatto con la classe operaia e come manteniamo questo contatto. Per quanto noi stessi abbiamo intrapreso presso consigli degli operai e partiti, così spesso siamo stati respinti, e cioè nei circoli proletari semplicemente perché noi stessi non eravamo membri del partito o del consiglio degli operai. Dopo che però uno dei nostri amici ha potuto interessare uno o due dei suoi colleghi, abbiamo provveduto che intorno a questi due si formasse al più presto un circolo e noi stessi non siamo comparsi per un po’ di tempo, cosicché la fiducia si formasse solo fino a quando ci siamo mostrati di nuovo di fronte a un piccolo circolo di operai. Questo piccolo circolo certo si è ben presto allargato, in quanto sempre più persone ragionevoli venivano portate, mentre alcuni meno fortemente interessati si allontanavano di nuovo. Così si è però formato un nucleo piuttosto solido che, si può ben dire, è composto dai migliori cervelli della classe operaia di Stoccarda.

Con questi vengono ora continuamente tenute riunioni alla presenza del Signor Dottor Steiner, per le quali i nostri amici operai hanno un forte interesse. Attraverso inviti che erano forniti di firme dei nostri amici operai, sorsero anche le riunioni regolari con le commissioni degli operai e dei colletti bianchi, e nel frattempo si sono formati circa una dozzina di consigli aziendali, mentre lo stesso numero è attualmente in via di formazione. Noi abbiamo sempre proceduto in modo tale che alle conferenze pubbliche, che erano frequentate prevalentemente da borghesi, tutti i membri della commissione prendessero posto sul podio, mentre alle conferenze di soli proletari o assemblee ci sedevamo noi nel pubblico e lasciavamo che il tavolo della commissione fosse occupato solo dai nostri amici operai. L’esperienza ha insegnato che è assolutamente necessario considerare tali piccole usanze, perché il sospetto edulcorato per decenni della classe operaia non è facile da superare e attraverso un passo falso potrebbe essere facilmente risvegliato. Alle riunioni dei proletari partecipano solo pochi amici esterni, ma nessun membro della società antroposofica locale, perché questo è stato esplicitamente desiderato dagli operai. In generale affidiamo ai nostri amici operai il più possibile in loro mani.

In ciò vi è un pericolo da considerare, vale a dire che sulle basi della tripartizione si insista troppo poco e dal nostro movimento ad esempio riguardante i consigli aziendali potrebbe facilmente emergere una questione partitica. D’altra parte è purtroppo esperienza che i nostri amici operai mostrino relativamente poco interesse agli sforzi contemporaneamente assolutamente necessari per la fondazione di un consiglio culturale o di un’organizzazione spirituale indipendente, che deve offrire il contrappeso alla vita economica indipendente, cosicché dobbiamo stare molto attenti a non finire con un risultato unilaterale. La separazione della vita economica dallo stato senza contemporaneamente la separazione del culturale, cioè una bipartizione invece di una tripartizione, come viene perseguita da altre parti, significherebbe il contrario di ciò che è necessario, e dal nostro punto di vista sarebbe un fallimento assoluto. Da questo vedete quanto sia necessario che anche in altri luoghi sia posta enfasi sulla separazione della vita spirituale, vorremmo però a questo riguardo pregare ancora di attendere il prossimo comunicato, che riporterà l’importante assemblea del consiglio culturale che si terrà nei prossimi giorni e la strada successiva verso la formazione di un consiglio culturale.

Hans Kühn nei suoi ricordi Hans Kühn, Dreigliederungs-Zeit, Dornach 1978, p. 77

Doveva essere in questi giorni [fine luglio/inizio agosto 1919] che Rudolf Steiner concedesse un’udienza a uno Spartachista importante, Gert [= Felix] Haupt, su sua richiesta, che si svolse in via Landhaus 70 a mezzanotte. Come sempre il Dottor sedeva nella Stanza Rossa, dove dava il suo consiglio a chiunque lo desiderasse. Dovette convincersi che l’influenza dei consigli degli operai era in declino. Tuttavia colui che chiedeva ne fu profondamente impressionato da questo incontro.

14°Sulla collaborazione con i partiti operai — Discussione finale

Stoccarda, 17 Giugno 1919

SULLA COLLABORAZIONE

CON I PARTITI DEGLI OPERAI Riunione con rappresentanti dei partiti della classe operaia di Stoccarda Stoccarda, 17 giugno 1919

ZUR QUELLENLAGE: Non esiste alcun verbale di questa assemblea, ma soltanto alcuni appunti annotati da Rudolf Steiner nel suo quaderno sulla discussione. Il presente testo è un tentativo di ricostruzione orientato a questi appunti e deve quindi essere considerato lacunoso e soltanto con riserva come autentico. I materiali utilizzati sono pubblicati in Appendice I. Le parti di testo tratte da questi materiali sono presentate nel presente testo in corsivo.

Il presidente menziona che oggi devono essere riferiti i risultati della seduta partitica di ieri. Si trattava soprattutto della questione se un’attività nella commissione operaia della Lega per la tripartizione potesse essere conciliabile con l’appartenenza all’USPD e soprattutto se si potesse ricoprire una carica partitica come sostenitore della tripartizione. Inoltre è stata discussa la questione se l’idea della tripartizione sociale sia affatto compatibile con il pensiero marxista.

Compagno WörnerCompagno Wörner riferisce che è stato presente quella sera. Si è parlato dapprima di Heuser e del suo saggio, che tre giorni prima è stato menzionato dal Signor Dottor Steiner all’ultima serata di discussione con le commissioni degli operai. Questo autore aveva rivendicato: «Tutto il potere politico ai consigli degli operai, tutto il potere economico ai consigli aziendali e tutto il potere spirituale ai consigli dei lavoratori spirituali!» Con ciò si era schierato dalla parte della gente della tripartizione.

Compagno Stetter: Quello che vale per Heuser si applica almeno altrettanto a Steiner. Il suo movimento per la tripartizione non è semplicemente un’azione canaglia, bensì una manovra ben mirata dei capitalisti borghesi. È una pura commedia che si rappresenta agli operai. Non dobbiamo semplicemente trascurare la differenza di classe; Steiner non è un proletario, ma fondamentalmente un rappresentante della borghesia e quindi della classe capitalista. E a cosa mira? Al proletariato deve essere tolto il coraggio di combattere. Si vuole rendere il proletariato incapace di agire. E non dobbiamo dimenticare: Rudolf Steiner non è marxista. Pertanto consiglio: bisogna studiare il «Capitale» di Karl Marx, non i «Punti cardine» di Steiner. Questa era l’opinione unanime che è emersa quella sera. E questa opinione è condivisa anche con grande maggioranza nel consiglio degli operai.

Compagno Gönnenwein: Quello che viene sostenuto in questi «Punti cardine» non è mica una questione privata di Rudolf Steiner. Vengono ivi fornite le necessarie immagini per una guarigione dell’organismo sociale. E questo non è affatto una commedia. Avere la vita economica per sé, porla su se stessa è per me veramente ben concepibile.

Riguardante l’accusa di corruzione di Wörner: se già parliamo di corruzione — dove abbiamo veramente a che fare con corruzione? Sono i leader che corrompono gli operai, li abusano per costruirsi una posizione di potere personale. È l’avidità di gloria di tutti coloro che si comportano come leader, e questo possono solo farlo perché è un fatto che la gente semplicemente vuole un’appartenenza.

Questo è in generale caratteristico della progressione delle precedenti assemblee: gli operai non conoscono i «Punti cardine», non hanno alcuna idea della necessità della vita sociale. Vivono nel puro pregiudizio: qui c’è il sistema di Marx — questo è buono —, e lì c’è l’altro — questo non è buono.

Compagno Wörner: Come accademico Rudolf Steiner ha certamente più capacità nello studio dei libri che l’operaio. Ma a Berlino non riesce a fare assolutamente nulla con le sue idee; lì c’è ostilità verso le sue idee. Per i consigli degli operai là Marx è l’uomo più spirituale che sia mai esistito, e pensano che non si possa scrivere un libro così confuso contro, come ha fatto Steiner. Ogni operaio ragionevole, anche se è membro dell’USPD, deve giungere a questa conclusione.

Viene riferito inoltre che nei confronti dei membri della commissione d’azione è stata sollevata la richiesta che dovessero restituire i loro mandati al partito. Contro questo i membri della commissione operaia hanno obiettato che una cosa come la tripartizione potesse essere attuata solo sulla strada di una dittatura del proletariato, al che ci si dichiarò dapprima soddisfatti e si rinunziò a un’esclusione dal partito dei membri della commissione operaia. Questo sembrò ai presenti tanto più giusto, perché uno dei compagni argomentò che il sistema Steiner comunque era già di nuovo in declino.

Alla domanda se non fosse bene parlare direttamente con Rudolf Steiner, una tale conversazione fu rifiutata con la motivazione che non era più necessaria. Si aveva tutto il necessario nel marxismo e si doveva solo agire secondo Marx. Per il resto Rudolf Steiner non ha assunto una chiara posizione di classe.

Compagno Benzinger: Rimprovero questa decisione, che soltanto da ciò che si dice che il Dottor Steiner parla anche ai borghesi e non solo agli operai. Perciò questa sfiducia in lui, il che è del tutto ingiustificato.

Si è concordi che gli sforzi per la tripartizione devono essere perseguiti senza il supporto immediato dai partiti socialisti.

L’elezione di consigli aziendali nel senso della tripartizione sociale deve essere perseguita esternamente, in chiara distinzione da tutti gli sforzi politici. In questo senso un’ulteriore collaborazione con il consiglio degli operai difficilmente sembra più opportuna.

15°Appendice I: Appunti manoscritti dai quaderni di Rudolf Steiner

APPENDICE I

APPUNTI MANOSCRITTI

Note di Rudolf Steiner sui singoli incontri

PER LA CONFERENZA DEL 7 MAGGIO 1919

Quaderno 102

Engelhardt: relazione idealmente concepita nulla / di nuovo — soltanto nient’altro che forma di discorso / in forma nuova rivestita. / avrebbe atteso, che non in / parole idealmente concepi- / te — come / cosa ha trattato avrebbe desiderato — / mostrato avrebbe — cammino pratico, / come / per l’eliminazione del capitalismo — / mancato — punto cruciale — Domanda porre: Come si pone / Dr. Steiner = domani realizzare / come rappresentato = / già da lungo, / se con relazioni si fosse proceduto / sarebbe = potenza di dominio eliminata / se lo stesso cammino

91

Quaderno 102

Sotto invocazione: molti nomi

Prof. von Blume: quello per gli / insegnanti = lo stesso, che con la / odierna costituzione fatto: / 1. maggio celebrato = / Relazioni ampiamente concepite non giovano nulla / necessità legale = / Opera del proletariato stesso. / Ostacolo deve essere eliminato / non giova nulla: può domani / conseguito essere —

92

Quaderno 102

Il socialismo = se / eguaglianza economica[le] allora / non abbiamo bisogno di stato. da decenni idealmente / concepite relazioni. R. [= Römer]: poco rimasto ancora a dire = / consolante — che singoli / dall’intelligenza — altrimenti / soltanto feuilletonisticamente = / anche lui deve dire: miseria / soltanto perché proletariato / impadronisce il potere = questione potere

93

Quaderno 102

non teoria = dalle circostanze — / se a tripartizione = ideologico: / = / ? unica questione: abbiamo bisogno di potere. / poi tutte le altre questioni / da sé — unico interesse, / che l’intelligenza eccita. — Biel [= Bihl]: assenso a Engelhardt — / non soltanto ideali — bensì / lavoro pratico = per / lavoro pratico uomini

94

Quaderno 102

se nella pratica polit[ica] / vita entra. — / Ideali nessun valore di corso = Potere / è unica questione. —

95

Quaderno 102

Esposizioni St[einer] e suo / libro — Commentario al / nuovo Testamento. — / intervento operativo. — oggi: consigli di fabbrica altra / azienda per / comitati di operai. — / Operai influenza su / vendita del prodotto / altrimenti imprenditore pensa — / dopo che salario caro pagato / prodotto più caro pagare. necessario, che / uomini spiritualmente / riflettuto / abbiano.

96

Quaderno 102

Verità che matura: / barriera —: / Migliore posizione / via libera al / capace. = Mittwich: esposizioni Discuss[ione] / esposizione = / Se molti uomini, / che oggi reg[nare] vogliono / avessero St[einer] = sarebbe / migliore Modo alle questioni economiche? / domande polit[iche] / si lasciano dalle / questioni economiche / non separare.

97

Quaderno 102

elezioni generali uguali si compongono / da coloro, che ancora / cedole tagliano — / democrazia borghese[le] generale. / 100.000 minatori di carbone potenza economica / intera Germania in rovina / vita spirituale può lui si / pensare — / vita economica[le] / e vita legale / dove gli uni il lavoro, altri / diritto

98

Quaderno 102

99

Quaderno 102

come odierno stato / sciogliere come liquidazione pensato — / polizia — militare. Craemer [= Krämer]: proletar[iato] non seguiti / questione? / socialista / società – se / proprietà privata / mezzi di prod[uzione] / abolita. / Come con denaro

100

Quaderno 102

? / Georg Müller: Come iniziare? / Lui crede: avrebbe / compreso = / Consigli di fabbrica = / Per irragionevolezza dei / grandi popoli era / necessario violenza impiega- / re = — / domani iniziato / non completato se merce o mezzo di scambio. —

101

Quaderno 102

Il presidente [= Rudolf Gehring]: / con interesse — creduto, qualcosa / di nuovo — cammino, per / uscirne / da qui dico = ho nel / discorso = cosa mostrato / avesse = in quale / modo uscirne / questione della tripartizione: Può lui / non così rispondere / come St[einer] rispondere / non immaginare — come / economica[le] / non separare — / polit[ica] e va tutto insieme / l’uno con l’altro

102

Quaderno 102

103

Quaderno 102

Questioni legali — questioni di potenza / C’è soltanto / diritto relat[ivo]. Eliminare classi = allora / questione legale non più / questione di potenza — / Classi da superare. Se cammino per tripartizione / se oggi introdurre — / se a esso arriviamo 6 — oso / non afferm[are]

104

Quaderno 102

che arriviamo — / ma dire: proletar[iato] / ha bisogno di potere Instaurazione del socialismo — se uno di potenza — / l’altro dal punto di vista / ideale / non soltanto uno / Entrambi / questo mostrare, presupposto / che si / mostrare possa.

105

Quaderno 102

Guerra — perdita morale / portato — / che noi catastrofe / viviamo con / gli uomini — / dove inizia proletar[iato], dove / finisce = se da volontà animato — allora / otteniamo / socialismo. —

106

Quaderno 102

Schulz: Prima volta St[einer] ascoltato. — / prima della guerra — simil[i] / linee di pensiero — teoria = teoria non è / nuova. / non essenziale: / cammino prat[ico]. / sola / questione di potenza / come domani iniziare. — Remer [= Römer]: Gehring stupito. — / se parola mantiene — si può / discutere — / capitalismo / ancora troppo / forte.

107

Quaderno 102

Proletariato, / ad azione procedere / noi da lungo preveduto, / che socialismo / venire deve. / intelligenza borghese[le] incapace / le cose comprendere. / 4’/2 anni

Schlipf: / Relazione: idee fondamentali — accett[are] / cammini non contrassegnati / operaio spirituale spalla su / spalla con / proletariato. —

108

Quaderno 102

a posto / collocato

Oratore in discussione [= Blumer]: / altri paesi. / Intesa = proletari.

109

PER LA DISCUSSIONE DEL 8 MAGGIO 1919

Quaderno 102

Giovedì Moessel [= Mössel] / Ieri mostrato = tempo più chiaramente circoscritto — / Ieri riepilogato economia monetaria /Dall’economia di fabbrica il / passaggio alla socializzazione. = Lohrmann: Molta oscurità con attuali capitalisti — / se accordo — / I discorsi non servono = per contenere / nel proletariato il sentimento di combattimento —

110

Quaderno 102

Dorfner [= Dorfner]: Fabbriche modello — / Benzinger: Astoria — bene attrezzata — / Sfiducia verso fabbricanti / peggiori fabbriche in tutto / Stoccarda = / 1.) 2. discorso. Maestro presso Unger / rigorosamente conservatore / militare / 3-4-5 uomini / da Unger licenziati / Moessel [= Mössel]: Astoria salari scarsi — qualcosa /visto nella fabbrica — / Sigarette / a mano = si deve gente / occupare = idealista finisce per nulla = / impianti esemplari = / presso Unger: agli operai tocca botte

111

Quaderno 102

Colpa da entrambi i lati = / Educazione — / noie nella fabbrica — / Maestro difficile a comandare = x oratore: Nei comitati di operai — lavoro preliminare = / [rovina = se tali imprenditori / (Unger) corda attorcigliata — / Astoria soddisfatto / così anche Unger. / ultimo [supplemento di caro = non giusto / a causa di sciopero — perché supplemento già / 24. febbraio per caro / della condizione di vita.]

112

Quaderno 102

y oratore: questioni attuali: consigli di fabbrica — / presso Bosch — / consigli di fabbrica soltanto / per socializzazione. — / Circa la socializzazione stessa: indennizzo = se / viene in considerazione. — / Trasferimento come oggi sta. — / come socializzazione — / riguardante] rivolgimento = soltanto per / atto di violenza. — Lohrmann: Programma di socializzazione nella / massa portato =

113

Quaderno 102

z oratore: Lettera letta. Entusiasti. / dopo discorso ancora non ben chiaro — / poi discussione — / ieri in consiglio dei lavoratori: gente vuole / sapere = quali mezzi, / per stato / rovesciare. / per sua persona: veramente nuovo — / come costruire. = Questione: odierno stato: ciò che / mezzi di potenza — / se crollo: / allora non tutti economicamente / uguali — parlamento polit[ico]. / I consigli di fabbrica avrebbero / già oggi essere introdotti

114

Quaderno 102

come rovesciare /

ancora non uguale. — /

Lohrmann: / Hüttelmeyer [= Hüttelmeyer]: Fabbrica di macchine / Esslingen: /molti ancora non ascoltato. /’h borghesi. — / ieri: ’h borghesi. / non così molti borghes[i] / gente — / 50 impiegati. / direttore generale / assemblea di fabbrica / allora immediatamente: / della loro fabbrica: azioni di stato [?]. — / azienda dice: senza denaro / ammortizzare

115

Quaderno 102

Lohrmann / non negligente / divenire / se rilocazione / della classe lavoratrice / resistenza / cassa centrale Moessel [= Mössel]: Fabbrica che in modo impratico lavora, / non esisterà. — / denaro: in sé non nocivo. — / accordo non nocivo — così poco denaro. / valore metallico non più in considerazione. — Beiner [= Beine]: Socializzazione: finora non chiarezza. / questione: fino a questo scopo: come / al potere politico? / questione dal punto di vista di partito — / se classe lavoratrice sul / terreno della lotta di classe.

116

Quaderno 102

i circoli capitalistici = non / si presteranno a ciò. — x oratore: più importante costruzione = / soc[iale] 3 articolazione — il fattore. K[?]: diverse questioni: / adesso si tratta di / quanto influenze agirono / ultimi accadimenti — / negoziazioni di pace = / soltanto dittatura = cosa allora / divenire? / Russia. — Rose [= Roser]: Formazione di capitale. =

117

PER LA DISCUSSIONE DEL 12 MAGGIO 1919

Quaderno 106

Lunedì 12 maggio 1919: / Firma Moessel [= Mössel]: Truppa massacrata. / S[icurezza-K[ompagnie] protezione di confine: fino al 15. apr[ile] / 7 miliardi superati. / 1000 marchi capitano — / 720 tenente. — / In ’h anno nessuna borghesia — aristocrazia = proletariato / 2/3 della piccola roba borghese. — / armi distribuite. Risveglio più stupido di quanto pensato. = / il gov[erno] non si fida più della sua gente. — 28 mil. — / grasso. cotone. / Nella materia venire a crescere:

118

Quaderno 106

comitati di operai: 1 volta settimana. Scambio di idee: chiarezza. Cos’è la socializzazione? come tema.

119

PER LA CONFERENZA DEL 15 MAGGIO 1919

Quaderno 106

Amministrazione e gestione delle materie prime / (materie prime importate dall’estero) / gestione dell’energia / assegnazione degli incarichi dell’economia pubbl[ica] / (locomotive, tramvie, rotaie, / telegrafi, telefoni) Come viene pagato l’importa dall’estero? Prodotti finiti per risarcimento di guerra. / eccedenza = materie prime / potassa, caffè, azoto. / alluminio.

120

Quaderno 106

A. per questo un consiglio, che si occupa del / bisogno di locomotive, tramvie, / rotaie, telegrafi ecc. — — B. in connessione a ciò amministrazione delle / energie C. e approvvigionamento di materia prima — A così grande, che C e[d] B possono produrre, ciò che / il reddito normale produce.

121

Quaderno 106

Associazioni di consumatori per semilavorati / non razionamento — / contro dannosa produzione — / produzione di lusso — / azienda e sistema di distribuzione. / Ritmo di produzione diverso / aziende sindacati trust — / segnalazione di lavoro — / mediazione di lavoro = dopo la guerra: materiale di guerra / produrre /prodotto di nuovo / demolire.

122

Quaderno 106

Riunione e sospensione di / aziende = Aumento di produzione: / gestione scientifica[le] di azienda. consiglio di fabbrica / sistema Taylor. / americano[r] avvocato della organizzazione. /

123

Quaderno 106

Socializzazione della proprietà: 1.)acquisizione da fondi pubblici (rendita eterna) / 2.) acquisizione di rendite per un periodo. / 3.) partecipazione dello stato così, che imposte dell’ imprenditore in forma di / quote di proprietà pagate vengono. Socializzazione delle funzioni di capitale.

124

Quaderno 106

Dipendente non più soldato del / capitale — il conduttore del lavoro / organizzatore del lavoro / Il conduttore dell’azienda — fiduciario della totalità

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bl _ _ ll / interessi di mercato e di consumo —

Non capitalismo di stato e di comune — / parlamentarismo e burocrat[ismo] / nei comuni —

125

Quaderno 106

Differenze: / 1.) la tripartizione non interviene nel / corpo economico, bensì essa va soltanto / sulla partecipazione degli uomini al / quanto guadagnato da loro — : essa sarà a es. / non rovinerà industrie, che per l’ esportazione lavorano, perché l’esportazione consuma / e così è la loro corrispondente / produzione giustificata — / 1.) insorgenza di un’azienda: il conduttore idoneo / può procurarsi mezzi di produzione / e operai — il capitale può accumu- / larsi. / 2. l’azienda viene consegnata a un / altro idoneo. questi attraverso / il suo potere vi è collegato.

126

Quaderno 106

3.) il valore delle merci

127

Quaderno 106

oggi non si può più nello stesso / modo come prima di plusvalore parlare: gli / operai l’hanno come aumento di salario — fiscalizzazione. / infine reddito del lavoro, che però / nulla porta — / l’operaio spirituale all’azienda / legato / l’operaio libero Russia rinunciare a: / propria industria / educazione popolare / tecnica scient[ifica]

128

Quaderno 106

1.) nelle singole aziende: / non lotta salaria. Distribuzione di / merci. — viene la quota di merce / riscattata — in buoni trasformata.

129

PER LA CONFERENZA DEL 17 MAGGIO 1919

Quaderno 106

i consigli di operai si dovranno verso la / vita legale sviluppare. / (inizialmente: relat[iva] magg[ioranza]) / i consigli specializzati si dovranno verso la / vita economica sviluppare. / inizialmente: maggioranza relativa. / consigli di cultura: cammino: non può venire qualcosa di utile prima / che la massa larga nella / sua maggioranza sia così avanzata che essa / comprenda ciò che nella tripartizione risiede. è richiesto / soltanto che il pregiudizio sia superato, che / la massa larga come primo «spunto, fosse / fatta / debba.

130

Quaderno 106

nella singola azienda: il consiglio di fabbrica sta tra lo / operaio e il conduttore del lavoro. nella pubblicità: esso si oppone al / consiglio economico. — con / i consigli di traffico. nella singola azienda: il consiglio economico ha a che fare / con l’acquisizione delle materie prime ecc. nella vita esterna: esso si oppone al consiglio di fabbrica. / con i consigli di traffico.

131

Quaderno 106

nessun ramo di produzione può col suo esistere la / somma della sua materia prima deprezzare —: / contrasto tra industria e agricoltura — / un terreno agricolo / non può avere ipoteca. / una fabbrica non può essere oggetto di acquisto. / il consiglio economico riceve i prodotti agricoli e ind[ustriali] E, pertanto, al loro / livello di prezzo / il consiglio di traffico è lì, per regolare la distribuzione / distribuire. / il consiglio di fabbrica è lì, per dalle esigenze / di coloro che non producono prodotti agricoli / la possibilità dedurre, con / i prodotti agricoli e ind[ustriali] / riuscire a cavarsela. / il consiglio economico sta sul lato dell’interesse di produ- / zione — / il consiglio di fabbrica sta sul lato dell’interesse di / consumo.

132

Quaderno 106

esso dedurrà i prezzi massimi. entrambi insieme danno il giusto. esso dedurrà i prezzi minimi.

133

Quaderno 106

che cosa ha — dal puro lato economico[le] — il denaro / reso più economico? il / crescente valore dei mezzi di produzione. / questo si infila dentro le merci — / queste / possono darsi i loro valori soltanto mutuamente — / denaro può essere soltanto controvalore di beni di / consumo: / soltanto per l’usura dei mezzi di produzione dovrebbe / esserci un controvalore in denaro — / tutto il plusvalore dovrebbe soltanto nel miglioramento / dei mezzi di produzione fluire. / tutti i rapporti dovrebbero stare aperti: cioè / non si dovrebbe di siffatta / sciocchezza parlare / come dell’onerosità dell’istruzione. / chiunque dovrebbe / sapere quanto lui per l’istruzione / spende. — altrimenti il terreno legale è una / fabbrica di menzogne. deve proprio chiunque nella condizione / essere, i contributi di conoscere. allora / può a es. il

134

Quaderno 106

senza figli ad altro essere convocato — o al ribasso / dell’istruzione operare. / nella vita economica[le] dovrebbe il boicottaggio il / il mezzo di coercizione essere — questo / però si produce da / sé — nessuno può altrimenti produrre / che come membro di una cooperativa — perché / attraverso questa il prezzo normale si fissa — / un non aderente non potrebbe vendere — / un membro di una cooperativa troppo / grande potrebbe / sottocosto vendere e però dovrebbe / esigere, che lui gli operai le loro creazioni / troppo a buon mercato vendessero cioè / morissero di fame. / chi troppo caro vendere deve, si condanna / alla fame. / chi troppo a buon mercato vendere vuole, condanna altri / alla fame.

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Quaderno 106

il mezzo di produzione deve nulla costare, / allora può soltanto il vero valore dei / beni di consumo venire alla luce; cioè / non appena un prodotto mezzo di / produzione / diviene, cessa di essere vendibile — / può soltanto liberamente trasferito venire. / un valore di merce dei mezzi di produzione / rincara i beni di consumo e / così la condizione di vita degli uomini. troppo / alti valori (denaro economico) dei beni di consumo rende il / popolo povero; troppo bassi valori (denaro caro) dei beni di consumo / rendono la cultura povera.

136

137

PER LA CONFERENZA DEL 21 MAGGIO 1919

Quaderno 45

si deve la società umana / con senso di comprensione considerare: 1.)è necessario, che l’uomo / ci sia, che la macchina immagina e / il lavoro su di essa dirige. / 2.) è necessario, che l’uomo / ci sia, che la macchina serve, / che lavora.

138

Quaderno 45

valore per altri; mai valore di lavoro / per se. l’interesse in entrambi può però soltanto / esistere, se nell’arte stessa mestiere / risiede.

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140

Quaderno 45

1.)nella società attuale = / capitale: la potenza economica[le] — / forza di lavoro: il vincolo economico[le] / prezzo di merce: il risultato della / concorrenza economica[le]. 2.)nella società a cui si aspira: / direzione spirituale: posta sulla fiducia / forza di lavoro: posta sul diritto / umano. / prezzo di merce: posto sul / bisogno umano. — sono dappertutto ponti di fiducia / da costruirsi —

141

Quaderno 45

discussione mercoledì 21 maggio 1919: Benzinger: attira l’attenzione a attacchi. / perché non vogliono i capi / occuparsene? / non possiamo noi stessi un sistema di consigli / sviluppare? Minding [= Minder]: non sono i frutti peggiori, / quelli su cui i vermi / rodono. — / resistenza farà bene agire! — / possibilità data, in atto / trasformare! — / operaio, che in realtà / questi pensieri comprende / può. / gli agitatori dicono / raramente ciò che operaio / in fabbrica vuole. —

142

Quaderno 45

Statalizzazione —

143

Quaderno 45

all’operaio più comprensibile rendere! — / 4-5-6 volte lette. — sempre viene / di nuovo! — Dreher: con opinione preconcetta venuto! / socialdemocratico letto. classe lavoratrice / mediante teoria di Steiner in sfere spirituali / tratta e / poco senso per battaglia / avrà — / ammette: dopo aver Steiner ascoltato — / questa / opinione preconcetta non più / sovrabbondanza di pensieri, che molti / di noi nel corso di questo sera / e giorni seguenti tutto insieme veramente / elaborare — straordinariamente / molto nuovo — / ciò che detto è stato, tutti / da anni sentono — e infelicemente — / perché ancora non realizzato.

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Quaderno 45

Steiner dice: come dovrebbe essere, ma nessun cammino. / ho ascoltato attentamente e cercato, / se corrisponde — che così potrebbe essere, non / mezzi e cammino. devo / dire: che egli indicato, / espresso, come secondo sua opinione / teoria / atto divenire può: consigli di fabbrica / ruolo giocare = non secondo schema — / non elemento decorativo — consigli di / fabbrica della classe lavoratrice diritto di comodo decisione. — / preparazione: non nostra colpa — / educazione negata. — / imparare! / consigli economici: riunione organizzativa / dei / consigli di fabbrica. / con relatore precedente non d’accordo: / con Marx non si risolverà. / egli ritiene, / che Marx parentela / con Steiner ha. / legittima la / storia di concezione materialis[tica]. —

145

Quaderno 45

punto di gravità della trasformazione — che nel / corpo economico infisso — / classe lavoratrice stessa alla collaborazione / convocata. — / Rivol[uzione] inizia soltanto — / oggi già comitato di operai (tramvia) / diritti ampi — / socialismo pratico[le] / deve attuato divenire — equiparato / imprenditore — conduttore di fabbrica dire: dove / il problema preme. — / Maier: si rallegra, che federazioni sindacali alla / questione della socializzazione / si accingono. / oggi: vogliamo sapere, come / risultare deve. — / nell’essenziale / non soddisfatto: / cammino non veduto. soltanto attuabile, / se classe lavoratrice / unita è.

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Quaderno 45

ma borghesia nessun / dito largo darà = — / divide classe lavoratrice. / consigli di fabbrica via — elemento decorativo. / questi consigli di fabbrica soltanto senso, / se socializzazione / preceduta / è — sistema di consigli della Russia / vogliamo noi non — / deve combattuto divenire. — lavoro spirituale deve essere libero. — / ostacolo maggiore, circostanze, / che la guerra / creato. / crisi — / 8 [metro quadrato] abitazione —

147

148

PER LA DISCUSSIONE DEL 27 MAGGIO 1919

Quaderno 226

nello scambio di cosa contro lavoro porta / il lavoro in mancanza di libertà, se l’una parte / i mezzi di coercizione in mano ha — cioè se / egli su terreno politico o economico[le] / si può porre. nello scambio di una cosa contro un diritto, - / la rendita fondiaria ha sfondo politico, non / economico[le] — la rendita fondiaria presenta in / realtà una remunerazione per / la sicurezza legale, un pezzo di terra indisturbato / possedere e i suoi frutti godere = quindi chi la rendita fondiaria percepisce, si procura / così diritto come potenza sul suo terreno. adesso va sulla cura per la vita e / proprietà, sicurezza territoriale, amministrazione legale, poveri = / assistenza ai malati alla totalità, / eppure i proprietari fondiari percepiscono ancora / la rendita fondiaria.

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Quaderno 226

i mezzi di produzione prodotti presentano / la possibilità industrialmente ancora / produrre: essi portano i non / proprietari nella potenza dei loro proprietari, se / la proprietà rimane — con proprietà / generale sorgerebbe: l’arbitrio della / potenza centrale — altrimenti sorge l’arbitrio / dei singoli proprietari: / cioè / rendita di capitale e rendita fondiaria / rendono l’economia popolare asociale / e devono / nel corso del tempo / estinguersi. / il capitale è in grado di aumentare il reddito della / azione umana oltre la propria / diminuzione di valore (usura / di macchine, edifici, / animali utili) — / la rendita di capitale sorge da questo (non interesse — / questo viene dalla rendita pagato.)

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Quaderno 226

offerta di capitale: / 1. prosperità del popolo / 2.) numero dei persone che capitale / possiedo[n]o / + che non l’usano da se. / pregiudicato: 1.) per fuga / all’estero. / domanda di capitale: / 1.) grandezza / 2.) forza di lavoro / 3.) spirito di impresa= e / invenzione / 4.) forze della natura, territori / metallici sotto terra tesoretti ecc…. / interesse basso: economicamente favorevole[le]. / quanto più bassa la cultura, così / più alto l’interesse. 13. 14. secolo[lo] in Inghilterra interesse: 20% / 16. secolo[lo]: 10% / inizio 18. secolo[lo] della guerra mondiale per l’aumento / 5% / metà 18. secolo 3% / inizio / dell’interesse portato. 19. secolo[lo] salito / fine sceso.

151

Quaderno 226

quanto più capitale tanto più basso l’interesse. / quanto meno [capitale] così più / [alto interesse]. confini: / in caso di accum[ulazione] del cap[itale] nella potenza centrale: / nessun interesse —: sarebbe la / più alta / grado di cultura —: ma cultura di pochi / in caso di nessun capitale l’interesse più alto: sarebbe / il più basso grado di cultura — / ma cultura di tutti

152

Quaderno 226

tutto fluisce via eccetto che / da singoli come minima esigenza richiesto / sia. = tutto rimane, la totalità cessa di / esistere. — il singolo dovrebbe mettere: se non / a lui venissero altri — / i più, / molti perdono, / deve da chi lavora contro il / consumo della forza di lavoro agito / potere =

153

Quaderno 226

si dedicano per ora alla diffamazione: / ben escogitato. —

154

Quaderno 226

la vera produzione porta plusvalore. / i beni di consumo immediato / sono di più valore delle loro spese di produzione — / la produzione industriale[le] / porta sottovalore. / i prodotti dell’industria sono di meno valore delle / loro spese di produzione — devono se / nutrire dai beni di / consumo immediati — / cioè / svalutano la loro base: è ogni / sfera economica[le] della impoverimento esposta, / che rispetto ai suoi beni di consumo immediato / molto industrializzata.

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Quaderno 226

mercato mondiale e salario — / la rivoluzione polit[ica] ha a che fare con realtà / diritti. / quella economica[le] con illusioni. / quella spirituale[le] con i fondamenti per le / realtà. = perché lì riposa, / ciò che inutilizzato rimasto è. = / guadagna l’apparenza (il denaro) il sopravvento così, / che essa scende per / accumulo, allora toglie essa / alla vita la base reale; deve una / media altezza avere = cioè deve il valore di / merce del / beni non direttamente a consumarsi destinati pareggiati / essere con gli immediatamente a consumarsi destinati — / valore di materia prima = prodotti, che lavoro richiedono. / si deve per una locomotiva così / tanti materiali ricevere, come / coloro che la locomotiva / fabbricano hanno bisogno fino al / suo compimento — se essa è allora / svalutata, così / è l’organismo sociale sano =

156

Quaderno 226

il capitale consuma — / la natura — sostiene — capitale: vincolo economico[le]. — potenza. / salario: / diritti economici[ci]. — / valore di merce: il prodotto industriale[le] / diviene con crescente / produzione agricola / più caro — il prodotto agricolo / diviene con crescente / produzione industriale / più economico: così scende la sua / possibilità, l’industria / nutrire. cioè diviene, quando la locomotiva c’è, / essa già dalla totalità / riscattata / sia: essa è ripagata = non si deve attraverso essa / ulteriormente nessun capitale / pretesa avere —: chi a ciò / capitale dato ha, può soltanto il reddito legal[e] / pretendere — il suo capitale è lavorato. =

157

PER LA DISCUSSIONE DEL 17 GIUGNO 1919

Quaderno 48

17 giugno 1919: Stoccarda: Heuser: questo non è / un comunista, che così / scrivere può. — / Stetter [= Stetter]: non subdolo — differenza di classe[i] — ardore di lotta / tolta = proletariato incapace di azione / divenire — non marxista — si deve / «capitale», / non punti cruciali studiare. = / Gönnenwerth [= Gönnenwein]: faccenda privata. immagini. nessun / commedia. conoscono / i capitalisti — / vita economica[le] per sé porre è / bene concepibile. — rimprovero di / corruzione di Woerner [= Wörner]. = parola. accusa di [corruzione] / ricerca di prestigio / inteso, che gente / direzione desiderare — / attacco a Molt; poi cessato. =

158

[NOTE: Le seguenti righe contengono caratteri illeggibili dal manoscritto originale]

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Quaderno 48

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corso della riunione: non conoscono / le «questioni cruciali» — pregiudizio: c’è / Marx — — c’è quello: — / Woerner [= Wörner]: come accademico per lo studio di libri / più capacità che l’ operaio. / a Berlino inimicamente disposto: Marx l’uomo più spiritualmente dotato / che mai esistito . non così confuso un libro / ha, così potrebbe adesso / contro scrivere. — / comitato di azione mandati di partito restituiti.] / obiettato, che così qualcosa come tripartizione / soltanto realizzare si può / per / dittatura del proletariat = / uno espose: sistema Steiner fosse in declino

159

Quaderno 48

discussione rifiutata: Benzinger: si dice: Dr. Steiner parla davanti ai borghesi. esternamente i consigli di fabbrica. —

160

16°Appendice II: Cronaca

APPENDICE II

CRONACA

Sulla storia degli sforzi per la formazione di un’organizzazione tripartita di consigli

i dati posti in corsivo rappresentano gli avvenimenti in Germania e nel württemberg al tempo del movimento di consigli. in questi dati sono incorporati tutti i discorsi e discussioni in connessione con gli sforzi della federazione tripartizione per la fondazione di consigli di fabbrica e di cultura, come pure i contatti con i consigli di operai. tra parentesi è indicato in quali volumi dell’O.O. le esposizioni di Rudolf Steiner si trovano rispettivamente.

4 novembre 1918 (Stoccarda): Formazione di un consiglio di operai e di soldati di Grande-Stoccarda

9 novembre 1918 (Berlino): Annuncio dell’abdicazione dell’Imperatore Guglielmo II da parte del Cancelliere del Reich Principe Max di Baden. Proclamazione della «Repubblica Tedesca» da parte del socialdemocratico Philipp Scheidemann. Trasferimento degli affari del Cancelliere a Friedrich Ebert socialdemocratico

9 novembre 1918 (Stoccarda): Proclamazione della Repubblica — dello «stato popolare libero del württemberg» — e insediamento di un governo provvisorio sotto la presidenza del socialdemocratico Wilhelm Blos e dello Stesso Indipendente Socialdemocratico Arthur Crispien da parte del consiglio di operai e di soldati di Grande-Stoccarda

10 novembre 1918 (Berlino): Formazione di un consiglio di operai e soldati di Grande-Berlino e insediamento di un consiglio dei rappresentanti del popolo sotto la presidenza del socialdemocratico Friedrich Ebert e dello Stesso Indipendente Socialdemocratico Hugo Haase

11 novembre 1918 (Compiègne): Firma dell’armistizio con le potenze alleate dell’Intesa

28 novembre 1918 (Amerongen): Abdicazione dell’imperatore e del re Guglielmo II di Prussia

30 novembre 1918 (Bebenhausen): Abdicazione del re Guglielmo II del württemberg

16 dicembre 1918 (Berlino): Inizio del primo congresso del Reich dei consigli di operai e soldati, decisione per l’introduzione di una democrazia parlamentare (conclusione dei negoziati: 21 dicembre 1918)

14 dicembre 1918 (Stoccarda): Proclamazione degli statuti dei consigli di operai, contadini e soldati

29 dicembre 1918 (Berlino): Uscita di Hugo Haase come secondo presidente del consiglio dei rappresentanti del popolo

10 gennaio 1919 (Stoccarda): Uscita di Arthur Crispien come secondo presidente del governo provvisorio

12 gennaio 1919 (Stoccarda): elezione dell’assemblea costituente del territorio

19 gennaio 1919 (Berlino): elezione dell’assemblea nazionale costituente

23 gennaio 1919 (Stoccarda): convocazione dell’assemblea costituente del württemberg

4 febbraio 1919 (Berlino): rinuncia del consiglio centrale di operai alle sue competenze a favore dell’assemblea nazionale

162

6 febbraio 1919 (Weimar): convocazione dell’assemblea nazionale costituente

10 febbraio 1919 (Weimar): approvazione di una legge sulla gestione provvisoria del Reich da parte dell’assemblea nazionale

11 febbraio 1919 (Weimar): elezione del socialdemocratico Friedrich Ebert a primo presidente del Reich

13 febbraio 1919 (Weimar): formazione di un governo del Reich sotto il socialdemocratico Philipp Scheidemann, consegna del potere governativo al nuovo governo del Reich da parte del consiglio dei rappresentanti del popolo

6 marzo 1919 (Weimar): approvazione della legge sulla reich provvisoria da parte dell’assemblea nazionale

7 marzo 1919 (Stoccarda): elezione del socialdemocratico Wilhelm Blos a presidente dello stato württemberg

13 marzo 1919 (Weimar): approvazione della legge sulla socializzazione

31 marzo 1919 (Stoccarda): inizio dello sciopero generale

6 aprile 1919 (Monaco di Baviera): proclamazione della repubblica dei consigli in Baviera

7 aprile 1919 (Stoccarda): fine dello sciopero generale

8 aprile 1919 (Berlino): inizio del secondo congresso del Reich dei consigli di operai e soldati, definitiva rinuncia all’introduzione di un ordinamento di consigli in Germania (conclusione dei negoziati: 14 aprile 1919)

Attività tripartizione: domenica, 20 aprile 1919 (Stoccarda): Rudolf Steiner arriva a Stoccarda e inizia a propagandare l’idea tripartita

26 aprile 1919 (Ludwigsburgo): accettazione della nuova costituzione del württemberg da parte dell’assemblea costituente: decisione per l’introduzione di una democrazia parlamentare

3 maggio 1919 (Monaco di Baviera): capitolazione del governo bavaretico dei consigli

7 maggio 1919 (Versailles): consegna dei termini di pace alla delegazione tedesca

consigli di operai: mercoledì, 7 maggio 1919 (Stoccarda): primo discorso per i membri del consiglio di operai di Grande-Stoccarda su «vie per la realizzazione del socialismo (in O.O. 331a)

giovedì, 8 maggio 1919 (Stoccarda): prima discussione con rappresentanti del consiglio di operai di Grande-Stoccarda «come deve avvenire la socializzazione? (1)» (in O.O. 331a)

consigli di fabbrica: giovedì, 8 maggio 1919 (Stoccarda): discussione preliminare con rappresentanti della classe lavoratrice di Stoccarda «sullo stato della questione dei consigli di fabbrica» (previsto per O.O. 331)

163

giovedì, 8 maggio 1919 (Stoccarda): discorso per l’assemblea dei / comitati di operai delle grandi fabbriche di Stoccarda «per la costruzione di consigli di fabbrica secondo le regole» (in O.O. 331)

consigli di cultura: domenica, 11 maggio 1919 (Stoccarda): discorso per i membri dell’associazione per l’educazione popolare «sulla riorganizzazione dell’insegnamento nel significato / dell’appello» (in O.O. 330)

domenica, 11 maggio 1919 (Stoccarda): discorso per i membri della società antroposofica «sulla pedagogia popolare (1)» (in O.O. 192)

12 maggio 1919 (Berlino): l’assemblea nazionale tedesca dichiara in una manifestazione nell’aula dell’università di Berlino i termini di pace inaccettabili

consigli di operai: lunedì, 12 maggio 1919 (Stoccarda): seconda discussione con rappresentanti del consiglio di operai di Grande-Stoccarda «come deve avvenire la socializzazione? (2)» (in O.O. 331a)

mercoledì, 14 maggio 1919 (Stoccarda): discussione con membri del comitato di operai dei tramvieri di Stoccarda «sulla questione della socializzazione» (in O.O. 331a)

giovedì, 15 maggio 1919 (Stoccarda): secondo discorso per i membri del consiglio di operai di Grande-Stoccarda su «organizzazione di consigli nel significato della tripartizione dell’organismo sociale (1)» (in O.O. 331a)

sabato, 17 maggio 1919 (Stoccarda): terzo discorso per i membri del consiglio di operai di Grande-Stoccarda su «organizzazione di consigli nel significato della tripartizione dell’organismo sociale (2)» (in O.O. 331a)

consigli di cultura: domenica, 18 maggio 1919 (Stoccarda): discorso per i membri della società antroposofica «sulla pedagogia popolare (2)» (in O.O. 192)

20 maggio 1919 (Stoccarda): entrata in vigore della nuova costituzione del württemberg

consigli di operai: mercoledì, 21 maggio 1919 (Stoccarda): discorso per i tramvieri di Stoccarda su «vie per una socializzazione secondo le regole» (in O.O. 331a)

consigli di fabbrica: giovedì, 22 maggio 1919 (Stoccarda): prima serata di discussione con i / comitati di operai delle grandi fabbriche di Stoccarda «per la fondazione di consigli di fabbrica (1)» (in O.O. 331)

martedì, 23 maggio 1919 (Stoccarda-Feuerbach): discorso per operai «sulla questione dei consigli di fabbrica» (nessun verbale, documentazione in O.O. 330)

164

consigli di fabbrica: martedì, 27 maggio 1919 (?) (Stoccarda): terza discussione con rappresentanti del consiglio di operai di Grande-Stoccarda «come deve avvenire la socializzazione (3)» (in O.O. 331a)

consigli di fabbrica: mercoledì, 28 maggio 1919 (Stoccarda): seconda serata di discussione con i comitati di operai delle grandi fabbriche di Stoccarda «per la fondazione di consigli di fabbrica (2)» (in O.O. 331)

29 maggio 1919 (Versailles): risposta della delegazione tedesca ai termini di pace presentati

consigli di cultura: giovedì, 29 maggio 1919 (Stoccarda): prima assemblea degli interessati alla fondazione di un consiglio di cultura «per la fondazione di un consiglio di cultura (1)» (in O.O. 331b)

domenica, 1 giugno 1919 (Stoccarda): discorso per i membri della società antroposofica «sulla pedagogia popolare (3)» (in O.O. 192b)

consigli di fabbrica: giovedì, 5 giugno 1919 (Stoccarda): terza serata di discussione con i comitati di operai delle grandi fabbriche di Stoccarda «per la fondazione di consigli di fabbrica (3)» (in O.O. 330a)

consigli di cultura: sabato, 7 giugno 1919 (Stoccarda): seconda assemblea degli interessati alla fondazione di un consiglio di cultura «per la fondazione di un consiglio di cultura (2)» (in O.O. 331b)

domenica, 8 giugno 1919 (Stoccarda): terza assemblea degli interessati alla fondazione di un consiglio di cultura «per la fondazione di un consiglio di cultura (3)» (in O.O. 331b)

lunedì, 9 giugno 1919 (Stoccarda): quarta assemblea degli interessati alla fondazione di un consiglio di cultura «per la fondazione di un consiglio di cultura (4)» (in O.O. 331b)

consigli di fabbrica: venerdì, 13 giugno 1919 (Esslingen): discorso su «consigli di fabbrica e le loro relazioni ai consigli di traffico e economici» (nessun verbale, documentazione prevista per O.O. 333)

sabato, 14 giugno 1919 (Stoccarda): quarta serata di discussione con i comitati di operai delle grandi fabbriche di Stoccarda «per la fondazione di consigli di fabbrica (4)» (in O.O. 330a)

16 giugno 1919 (Versailles): consegna dei termini di pace definitivi alla delegazione tedesca da parte delle potenze vincitrici

consigli di cultura: domenica, 15 giugno 1919 (Tubinga): conversazione con prof. Robert Wilbrandt «gli sforzi per la fondazione di un consiglio di cultura» (in O.O. 331b)

165

consigli di operai: martedì, 17 giugno 1919 (Stoccarda): discussione con rappresentanti di partito della classe lavoratrice di Stoccarda «sulla collaborazione con i partiti di operai» (in O.O. 331a)

consigli di cultura: giovedì, 19 giugno 1919 (Stoccarda): discorso su «i compiti della scuola e l’organismo sociale tripartito» (in O.O. 330)

20 giugno 1919 (Weimar): dimissioni del governo del Reich sotto il socialdemocratico Philipp Scheidemann

consigli di fabbrica: venerdì, 20 giugno 1919 (Stoccarda): prima discussione con rappresentanti della classe lavoratrice di Stoccarda «per la costruzione di consigli di fabbrica utili (1)» (previsto per O.O. 331)

21 giugno 1919 (Weimar): formazione di un nuovo governo di coalizione sotto il socialdemocratico Gustav Bauer

consigli di cultura: sabato, 21 giugno 1919 (Stoccarda): quinta assemblea degli interessati alla fondazione di un consiglio di cultura, insieme serata di discussione sulla ristrutturazione della vita spirituale «la riconstruzione della vita spirituale nel significato della tripartizione dell’organismo sociale. per la fondazione di un consiglio di cultura (5)» (in O.O. 331b)

23 giugno 1919 (Weimar): autorizzazione del nuovo governo del Reich da parte dell’assemblea nazionale alla firma del trattato di pace di Versailles anche senza riserva riguardante la responsabilità della guerra tedesca

consigli di fabbrica: martedì, 24 giugno 1919 (Stoccarda): quinta serata di discussione con i comitati di operai delle grandi fabbriche di Stoccarda «per la fondazione di consigli di fabbrica (5)» (in O.O. 331)

28 giugno 1919 (Versailles): firma del trattato di pace dettato dalle potenze vincitrici da parte del ministro degli affari esteri tedesco Hermann Müller

consigli di fabbrica: lunedì, 30 giugno 1919 (Heilbronn): discorso su «socializzazione e consigli di fabbrica» (nessun verbale, documentazione prevista per O.O. 333)

camere professionali: martedì, 1 luglio 1919 (Stoccarda): discorso nella commissione dell’associazione delle società tecniche württemberg «socializzazione per tripartizione dell’organismo sociale» (in O.O. 331b)

consigli di fabbrica: mercoledì, 2 luglio 1919 (Stoccarda): sesta serata di discussione con i comitati di operai delle grandi fabbriche di Stoccarda «per la fondazione di consigli di fabbrica (6)» (in O.O. 331)

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venerdì, 4 luglio 1919 (Stoccarda): assemblea di interessati per l’elezione di consigli di fabbrica sulla base della tripartizione sociale «la necessità dell’elezione di consigli di fabbrica utili» (previsto per O.O. 331)

martedì, 8 luglio 1919 (Stoccarda): serata di discussione non conteggiata nella numerazione con i comitati di operai delle grandi fabbriche di Stoccarda «per la fondazione di consigli di fabbrica» (in O.O. 331). la serata di discussione era stata originariamente fissata per il 10 luglio 1919.

consigli di cultura: giovedì, 10 luglio 1919 (Stoccarda): sesta assemblea degli interessati alla fondazione di un consiglio di cultura, insieme assemblea dei collaboratori della federazione per tripartizione «lo stato del movimento tripartito. per la fondazione di un consiglio di cultura (6)» (in O.O. 331 e 331b)

sabato, 12 luglio 1919 (Stoccarda): assemblea per il rinnovamento dell’istruzione «realizzazione della scuola unitaria sulla base della conoscenza antroposofica» (in O.O. 331b)

consigli di fabbrica: mercoledì, 16 luglio 1919 (Stoccarda): seconda discussione con rappresentanti della classe lavoratrice di Stoccarda «per la costruzione di consigli di fabbrica utili (2)» (previsto per O.O. 331)

giovedì, 17 luglio 1919 (Stoccarda): settima serata di discussione con i comitati di operai delle grandi fabbriche di Stoccarda «per la fondazione di consigli di fabbrica (7)» (in O.O. 331)

camere professionali: martedì, 22 luglio 1919 (Stoccarda): discussione preparatoria con la commissione dell’associazione delle società tecniche württemberg «la posizione dei tecnici nell’organismo sociale» (nessuna partecipazione di Rudolf Steiner, nessun verbale, documentazione in O.O. 331b)

consigli di fabbrica: mercoledì, 23 luglio 1919 (Stoccarda): prima assemblea della classe consigliare preparatoria württemberg «al compito della classe consigliare (1)» (in O.O. 331)

consigli di cultura: venerdì, 25 luglio 1919 (Stoccarda): settima assemblea degli interessati alla fondazione di un consiglio di cultura «per la fondazione di un consiglio di cultura (7)» (in O.O. 331b)

camere professionali: martedì, 29 luglio 1919 (Stoccarda): prima discussione con i membri della commissione dell’associazione delle società tecniche württemberg «i compiti dei tecnici nell’organismo sociale (1)» (nessun verbale, documentazione in O.O. 331b)

31 luglio 1919 (Weimar): l’assemblea nazionale tedesca approva la nuova costituzione del Reich

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consigli di fabbrica: giovedì, 31 luglio 1919 (Schwenningen): discorso su «la questione sociale. socializzazione e consigli di fabbrica» (nessun verbale, documentazione prevista per O.O. 330a)

camere professionali: sabato, 2 agosto 1919 (Stoccarda): seconda discussione con i membri della commissione dell’associazione delle società tecniche württemberg «i compiti dei tecnici nell’organismo sociale (2)» (nessun verbale, documentazione in O.O. 331b)

7 agosto 1919 (Weimar): inizio della consultazione parlamentare della legge sui consigli di fabbrica nella camera territoriale («casato dello stato» rispettivamente «consiglio del Reich»)

9 agosto 1919 (Berlino): pubblicazione del disegno di legge «sulla legge dei consigli di fabbrica» nel «bollettino ufficiale del Reich tedesco»

11 agosto 1919 (Weimar): firma della nuova costituzione del Reich tedesco da parte del presidente del Reich Friedrich Ebert

14 agosto 1919 (Weimar): la nuova costituzione entra in vigore; la Germania diviene definitivamente una repubblica parlamentare.

consigli di fabbrica: sabato, 15 agosto 1919 (Stoccarda): terza discussione con rappresentanti della classe lavoratrice di Stoccarda «per la costruzione di consigli di fabbrica utili (3)» (nessuna partecipazione di Rudolf Steiner, nessun verbale, documentazione prevista per O.O. 331)

16 agosto 1919 (Weimar): approvazione della legge sui consigli di fabbrica da parte della camera territoriale

camere professionali: sabato, 16 agosto 1919 (Stoccarda): prima assemblea dei tecnici e degli ingegneri «al compito dei tecnici nel consiglio di cultura (1)» (nessuna partecipazione di Rudolf Steiner, nessun verbale, documentazione in O.O. 331b)

21 agosto 1919 (Weimar): inizio della consultazione parlamentare della legge sui consigli di fabbrica da parte dell’assemblea nazionale in prima lettura

21 agosto 1919 (Weimar): giuramento del presidente tedesco del Reich Friedrich Ebert sulla costituzione del Reich tedesco

consigli di fabbrica: mercoledì, 3 settembre 1919 (Stoccarda): assemblea della classe consigliare preparatoria württemberg «al compito della classe consigliare» (nessuna partecipazione di Rudolf Steiner, nessun verbale, documentazione prevista per O.O. 331). non è chiaro di quale assemblea si tratta.

attività tripartizione: domenica, 7 settembre 1919 (Stoccarda): solenne inaugurazione della scuola Waldorf libera a Stoccarda

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mercoledì, 10 settembre 1919 (Stoccarda): Rudolf Steiner lascia Stoccarda; con ciò conclude per il momento il suo impegno quadrimestrale per la tripartizione

camere professionali: sabato, 20 settembre 1919 (Stoccarda): prima assemblea dei commercianti «al compito dei commercianti nel consiglio di cultura (1)» (nessuna partecipazione di Rudolf Steiner, in O.O. 331b)

25 settembre 1919 (Stoccarda): modifica della costituzione württemberg mediante adeguamento alla costituzione del Reich.

consigli di cultura: giovedì, 25 settembre 1919 (Stoccarda): ottava assemblea degli interessati alla fondazione di un consiglio di cultura «per la fondazione di un consiglio di cultura (8)» (in O.O. 331b)

camere professionali: venerdì, 26 settembre 1919 (Stoccarda): seconda assemblea dei tecnici e degli ingegneri «al compito dei tecnici nel consiglio di cultura (2)» (in O.O. 331b)

consigli di cultura: sabato, 27 settembre 1919 (Stoccarda): prima assemblea dei membri del consiglio di cultura provvisorio «al compito del consiglio di cultura (1)» (in O.O. 331b)

sabato, 4 ottobre 1919 (Stoccarda): seconda assemblea dei membri del consiglio di cultura provvisorio «al compito del consiglio di cultura (2)» (nessuna partecipazione di Rudolf Steiner, nessun verbale, documentazione in O.O. 331b)

sabato, 11 ottobre 1919 (Stoccarda): terza assemblea dei membri del consiglio di cultura provvisorio «al compito del consiglio di cultura (3)» (nessuna partecipazione di Rudolf Steiner, nessun verbale, documentazione in O.O. 331b)

sabato, 18 ottobre 1919 (Stoccarda): quarta assemblea dei membri del consiglio di cultura provvisorio «al compito del consiglio di cultura (4)» (nessuna partecipazione di Rudolf Steiner, nessun verbale, documentazione in O.O. 331b)

camere professionali: venerdì, 7 novembre 1919 (Stoccarda): terza assemblea dei tecnici «al compito dei tecnici nel consiglio di cultura (3)» (nessuna partecipazione di Rudolf Steiner, nessun verbale, documentazione in O.O. 331b)

venerdì, 21 novembre 1919 (Stoccarda): seconda assemblea dei commercianti «al compito dei commercianti nel consiglio di cultura (2)» (nessuna partecipazione di Rudolf Steiner, nessun verbale, documentazione in O.O. 331b)

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10 gennaio 1920 (Berlino): entrata in vigore del trattato di Versailles

16 gennaio 1920 (Weimar): approvazione della legge sui consigli di fabbrica in seconda lettura da parte dell’assemblea nazionale

18 gennaio 1920 (Weimar): approvazione della legge sui consigli di fabbrica in terza lettura da parte dell’assemblea nazionale.

4 febbraio 1920 (Weimar): esecuzione della legge sui consigli di fabbrica mediante firma del presidente del Reich

9 febbraio 1920 (Weimar): la legge sui consigli di fabbrica entra in vigore.

21 maggio 1920 (Weimar): scioglimento dell’assemblea nazionale

6 giugno 1920 (Berlino): elezione del primo reichstag

6 giugno 1920 (Stoccarda): elezione del primo landtag

23 giugno 1920 (Stoccarda): convocazione del primo landtag

24 giugno 1920 (Berlino): convocazione del primo reichstag

camere professionali: giovedì, 15 luglio 1920 (Stoccarda): quarta assemblea dei tecnici «al compito dei tecnici nel consiglio di cultura (4)» (nessuna partecipazione di Rudolf Steiner, nessun verbale, documentazione in O.O. 331b)

gruppi specializzati: giovedì, 14 ottobre 1920 (Dornach): prima discussione specializzata dei tecnici «il trattamento della tecnica da punto di vista antroposofico (1)» (nessun verbale, documentazione in O.O. 331b)

martedì, 22 marzo 1921 (Stoccarda): seconda discussione specializzata dei tecnici «il trattamento della tecnica da punto di vista antroposofico (2)» (in O.O. 331b)

giovedì, 1 settembre 1921 (Stoccarda): terza discussione specializzata dei tecnici «il trattamento della tecnica da punto di vista antroposofico (3)» (nessun verbale, documentazione in O.O. 331b)

venerdì, 2 settembre 1921 (Stoccarda): quarta discussione specializzata dei tecnici «il trattamento della tecnica da punto di vista antroposofico (4)» (nessuna partecipazione di Rudolf Steiner, nessun verbale, documentazione in O.O. 331b)

lunedì, 5 settembre 1921 (Stoccarda): quinta discussione specializzata dei tecnici «il trattamento della tecnica da punto di vista antroposofico (4)» (nessuna partecipazione di Rudolf Steiner, nessun verbale, documentazione in O.O. 331b)

170

17°Appendice III: Documenti

APPENDICE III

DOCUMENTI

Dalla collaborazione con i consigli di operai

«Idee guida della federazione del lavoro spirituale» volantino di gennaio 1919 / annuncio nel «Stuttgarter Neues Tagblatt» del 16 gennaio 1919 (76. anno nr. 26)

172

«al consiglio dei lavoratori di Stoccarda» lettera di Hans Kühn del 25 febbraio 1919

173

«mozione all’assemblea generale del consiglio di operai di Grande-Stoccarda» lettera di Georg Lohrmann del 29 aprile 1919

174

«al signor Gehring, presidente della commissione esecutiva del consiglio di operai di Grande-Stoccarda» lettera di Hans Kühn nel nome della commissione di lavoro della federazione per tripartizione dell’organismo sociale del 30 aprile 1919

175

«consiglio di operai Grande-Stoccarda» relazione del discorso di Rudolf Steiner del 7 maggio 1919 nel «Württemberger Zeitung» dell’8 maggio 1919 (13. anno nr. 106)

176

date discorso/discussione nel consiglio di operai del 7 maggio (ore 14.00) / 8 maggio (ore 10.00) 1919; vedasi «cronaca», p. 163f. annotazione di Rudolf Steiner nel quaderno (NB 102)

177

data discussione con tramvieri del 14 maggio 1919; vedasi «cronaca», p. 164. annotazione di Rudolf Steiner nel quaderno (NB 102)

178

Riguardo a questa edizione

Origine

Si tratta di una raccolta, realizzata per la prima volta, dei vari frammenti di testo tramandati che provengono dai tempi del movimento tripartito, in particolare dai tentativi di quel tempo di stabilire contatti con i consigli di operai e dagli sforzi per la fondazione di un consiglio di cultura. Questi andavano di pari passo con il tentativo di fondare consigli di fabbrica nel significato della tripartizione dell’organismo sociale. Questo tentativo è documentato nel volume O.O. 331.

Forma testuale

fondamenti testuali: i fondamenti testuali sono spesso molto frammentari. dalle riunioni e discussioni non esistono stenogrammi, bensì nel migliore dei casi rapporti più o meno dettagliati oppure altri resoconti riassuntivi. la maggior parte di questi sono però incompleti e riportano spesso solo le esposizioni di Rudolf Steiner. solo in rari casi è noto chi ha redatto i rapporti o i riassunti. ma accanto a questo esistono anche in parte appunti dettagliati di Rudolf Steiner sul corso delle riunioni. a causa della diversità dei fondamenti testuali questi sono indicati separatamente per ogni evento.

datazione: l’esatta collocazione temporale di singole discussioni e incontri poteva essere ricavata solamente da iscrizioni di Rudolf Steiner nei suoi quaderni. solo in un unico caso, la terza discussione con rappresentanti del consiglio di operai di Grande-Stoccarda, era possibile solo una datazione approssimativa.

discorso del 7 maggio 1919:

nessun verbale stenografico, ma vari altri materiali: 1. versione: rapporto della seduta del 7 maggio 1919 del consiglio di operai Grande-Stoccarda (documento archivio di stato principale Stoccarda, E 135a, Bü 19) / resoconto abbreviato in: «Württemberger Zeitung» 13. anno nr. 106 (8 maggio 1919), «il socialdemocratico. organo dei socialdemocratici indipendenti württemberg» anno 1919 nr. 85 (13 maggio 1919)

versione: ricostruzione sulla base del riassunto del discorso di mano sconosciuta (documento archivio di stato principale Stoccarda, E 135a, Bü 19) e sulla base di note di Rudolf Steiner (nel quaderno NB 102).

discussione dell’8 maggio 1919 (mattina):

nessun verbale stenografico e nessun rapporto; ricostruzione sulla base di note di Rudolf Steiner (nel quaderno NB 102).

discussione del 12 maggio 1919:

nessun verbale stenografico e nessun rapporto; ricostruzione sulla base di note di Rudolf Steiner (nel quaderno NB 106).

discorso del 15 maggio 1919:

nessun verbale stenografico; ricostruzione sulla base di note di Rudolf Steiner (nel quaderno NB 106).

discorso del 17 maggio 1919:

nessun verbale stenografico; ricostruzione sulla base di note di Rudolf Steiner (nel quaderno NB 106).

discorso del 21 maggio 1919:

nessun verbale stenografico; ricostruzione sulla base di note di Rudolf Steiner (nel quaderno NB 45).

discussione del 27 maggio 1919:

nessun verbale stenografico; ricostruzione sulla base di note di Rudolf Steiner (nel quaderno NB 226).

discussione del 17 giugno 1919:

nessun verbale stenografico; ricostruzione sulla base di note di Rudolf Steiner (nel quaderno NB 48).

titoli: il titolo generale per il volume così come i titoli dei singoli discorsi o discussioni provengono dai curatori.

correzioni testuali e varianti testuali: tutte le integrazioni fornite dai curatori sono contrassegnate con parentesi quadre […]. Nel caso di più varianti di testo che si discostano fortemente l’una dall’altra, queste vengono riportate in forma sinottica. Inoltre si è tentato, sulla base dei punti nodali tramandati di Rudolf Steiner, di ricostruire il corso di varie riunioni. Le parti di parole dai testi utilizzati nel testo di ricostruzione sono poste in corsivo; i materiali utilizzati in totale sono riportati nell’appendice II. Naturalmente il testo non può aspirare a un’assoluta autenticità, ma è solo da intendersi come orientativo. Il lettore può formarsi un giudizio proprio in qualsiasi momento ricorrendo alle fonti originali. In tutti i dibattiti intorno alla fondazione di un consiglio di cultura, i titoli accademici dei votanti vengono riportati per ragioni informative — con eccezione di quello di Rudolf Steiner —; nei dibattiti con i membri del consiglio di operai viene continuamente usato il termine «compagno». I nomi di battesimo di questi votanti si trovano — per quanto conosciuti — indicati nell’indice delle persone.

scrittura: l’ortografia e la punteggiatura nei documenti sono rappresentate in forma modernizzata unificata, nella misura in cui ciò non causa un mutamento di significato. Le abbreviazioni vengono in genere scritte per intero. I nomi di istituzioni vengono scritti nella forma di ortografia allora utilizzata, così come le sottoscrizioni personali. Un certo problema è posto dalla rappresentazione dei dittonghi nei nomi di persone: dovrebbe scriversi «Woerner» o «Wörner»? L’uso di allora era spesso incoerente, e per questo non è sempre facile decidere quale sia la forma corretta. Particolarmente difficili sono tutti quei casi in cui un nome è noto solamente come nota di Rudolf Steiner. Spesso i nomi delle persone sono rappresentati da Rudolf Steiner in forma fonetica, così che possono differire sostanzialmente dalla corretta ortografia.

annotazioni sul testo: le annotazioni devono permettere una comprensione approfondita del contesto storico dei processi descritti.

18°Annotazioni redazionali, bibliografia e panoramica dell'Opera Omnia

Annotazioni

Annotazioni al testo

Hinweise zum Text Le opere di Rudolf Steiner sono indicate nelle annotazioni con il numero di catalogazione della Gesamtausgabe (GA).

Documenti Differenza fra consigli degli operai e consigli aziendali: Questi documenti intendono dimostrare che nell’ambito del movimento per la tripartizione sociale c’era piena consapevolezza della differenza fra i consigli degli operai orientati politicamente e i consigli aziendali orientati economicamente. Essi devono inoltre mettere in evidenza come Rudolf Steiner, nei diversi ambiti della vita sociale, abbia considerato un’ulteriore differenziazione dell’organizzazione consiliare. Così pensava nel settore economico a una divisione dei compiti fra consigli aziendali, consigli dei trasporti e consigli economici.

22 Emil Molt: come membro di lunga data — era membro dal 1907 — Emil Molt (1876-1936) apparteneva agli stretti collaboratori di Rudolf Steiner, benché svolgesse un ruolo attivo meno nell’ambito della Società Antroposofica che piuttosto nel campo sociale, dove si sforzava di creare nuove forme di organizzazione. Al centro del suo interesse stava inizialmente la questione di un sostegno finanziario alla costruzione del Goetheanum a Dornach. A tal fine, all’inizio del 1918 sviluppò il piano di fondare una società fiduciaria. Nella società fiduciaria fondata infine nell’ottobre 1918 assunse l’incarico di presidente del consiglio di sorveglianza, posizione che mantenne fino a marzo 1931, data dello scioglimento della società. La questione del finanziamento del Goetheanum e in generale del movimento antroposofico lo indusse nell’ottobre 1919, durante un’assemblea a Dornach, a proporre la fondazione di imprese economiche, al fine di impiegare i profitti conseguiti per mettere a disposizione i mezzi finanziari necessari al proseguimento del movimento antroposofico. Così partecipò in un primo momento alla fondazione della «Der Kommende Tag A.G.» nel marzo 1920, dove immediatamente entrò nel consiglio di sorveglianza, al quale appartenne fino a luglio 1924, fino a maggio 1922 come vicepresidente. Come comproprietario e amministratore delegato della «Waldorf-Astoria Company m.b.H.», dal 1918 della «Waldorf-Astoria Zigarettenfabrik A.G.», era impegnato a incorporare la sua azienda nel Kommende Tag — un’impresa che si sarebbe rivelata poco fruttuosa (vedi annotazione a p. 51). Quando la seconda associazione imprenditoriale, la «Futurum A.G.», iniziò a vacillare, cercò come delegato incaricato del consiglio di amministrazione, dal novembre 1921 al marzo 1922, di risanare l’impresa, ma senza successo.

Un grande proposito di Emil Molt era l’attuazione dell’idea della tripartizione sociale. Così apparteneva anche alla delegazione che ricercò Rudolf Steiner a Dornach per i cosiddetti «Colloqui di gennaio» del 1919 (vedi annotazione a p. 28), al fine di discutere strade praticabili per una socializzazione consona all’uomo. Estremamente attivo nella diffusione di questa idea, nel febbraio 1919 apparteneva ai membri del «Comitato per la ricostruzione per gli affari tedeschi» e — da esso derivando — nell’aprile 1919 ai fondatori della «Federazione per la tripartizione dell’organismo sociale». Fin dall’inizio era membro della commissione di lavoro della Federazione e dall’agosto 1920 anche suo curatore. Partecipò inoltre alla trasformazione della federazione per la tripartizione in una «Federazione per la libera vita spirituale» nel luglio 1922. Un proposito particolare gli era anche la fondazione di una scuola per i figli dei suoi operai; nel settembre 1919 poté realizzare il suo proposito attraverso la fondazione della «Libera Scuola Waldorf» sotto la direzione pedagogica di Rudolf Steiner. Dei ricordi di Emil Molt, elaborati da Johannes Tautz, pubblicati sotto il titolo «Entwurf meiner Lebensbeschreibung» (Stoccarda 1972) in forma abbreviata.

22 prima del 9 novembre: In questo giorno — nell’anno 1918 — la monarchia fu abbattuta e l’Impero Tedesco fu dichiarato repubblica.

23 Hans Kühn: il commerciante e ufficiale Hans Kühn (1889-1977) rivestì un ruolo particolarmente importante all’inizio del movimento per la tripartizione sociale, riuscendo a prendere contatti con i più vari ambienti — fossero essi la famiglia granducale del Baden, fossero gruppi di operai radicali di sinistra a Stoccarda — e a far loro conoscere l’idea della tripartizione sociale. Hans Kühn, in annotazioni manoscritte ai margini del suo esemplare «Studienmaterial zu den Sitzungen des Dreißiger Kreises»: «Ho messo il Dr. Steiner in contatto con molti personaggi eminenti, ad esempio con il Principe Max di Baden, Robert Bosch, con il pacifista Friedrich Wilhelm Förster, che era allora ministro plenipotenziario prussiano a Berna, oppure con Kurt Eisner, ministro-presidente bavarese del periodo dei consigli — per la maggior parte su suggerimento del Dr. Steiner stesso.» Insieme a Emil Molt (vedi annotazione a p. 22) e Carl Unger (vedi annotazione a p. 52), nel 1919 partecipò a Dornach ai cosiddetti «Colloqui di gennaio» con Rudolf Steiner (vedi annotazione a p. 28).

Apparteneva anche al «Comitato per la ricostruzione per gli affari tedeschi» per la diffusione dell’appello di Rudolf Steiner (vedi annotazione a p. 28), e assunse come membro della «Commissione di lavoro» la gestione della «Federazione per la tripartizione dell’organismo sociale» fondata nell’aprile 1919. In questa qualità redasse numerose circolari.

Per Kühn divenne tuttavia sempre più difficile affermarsi contro le molte circostanze avverse e conferire alla Federazione un peso indipendente. Così Rudolf Steiner mostrò insoddisfazione con le prestazioni di Hans Kühn. Dichiarò il 28 febbraio 1923 nell’assemblea dei delegati della Società Antroposofica in retrospettiva (in GA 259): «La Federazione per la tripartizione ha avuto tre capi uno dopo l’altro [Hans Kühn, Walter Kühne, Ernst Uehli]. Il primo capo rimase finché io stesso non dichiarai: Non posso più parteciparvi.» Alla fine di luglio 1920 Hans Kühn si ritirò dalla carica di gestore. In questa occasione, in una circolare inviata nell’agosto 1920 e sottoscritta dalla commissione di lavoro, cioè da Emil Molt, Walter Kühne, Emil Leinhas, Ernst Uehli e Carl Unger, della Federazione per la tripartizione si legge: «L’ex gestore della nostra Federazione, sig. Hans Kühn, che si è tanto meritato per la sua costituzione, si ritira dalla sua posizione e passa completamente alla direzione del Kommende Tag. Il nostro più caloroso ringraziamento e i nostri più affettuosi auguri l’accompagnano.»

Effettivamente Hans Kühn si dedicò ora alla costruzione del Kommende Tag. Già nell’ottobre 1918 era stato coinvolto nella fondazione della «Treuhandgesellschaft für das Goetheanum Dornach G.m.b.H.»; partecipò anche attivamente alla fondazione del Kommende Tag. Subito dopo la fondazione fu nominato nel marzo 1920 direttore e quindi membro del consiglio di amministrazione. Così, insieme a Konradin Haußer e Wilhelm Trommsdorff, formò la direzione operativa di questa impresa. Tuttavia sorsero difficoltà, soprattutto fra Kühn e Haußer, che portarono a una certa distensione con l’istituzione della direzione generale nel novembre 1920. In connessione con la trasformazione del Kommende Tag in una società immobiliare, Hans Kühn si ritirò dal consiglio di amministrazione di questa impresa nel febbraio 1925. Dopo tentativi poco felici con proprie ditte commerciali, si occupò come editore e scrittore.

Documenti Consigli degli operai (1): febbraio-maggio 1919 Se Hans Kühn, il primo capo della Federazione per la tripartizione, aveva già coltivato i contatti con i consigli degli operai württemberghesi allora esistenti, il contatto personale con Rudolf Steiner avvenne attraverso Georg Lohrmann, un operaio e membro del consiglio aziendale della ditta Bosch a Stoccarda-Feuerbach. All’iniziativa di Lohrmann si deve il fatto che Rudolf Steiner fosse invitato a tenere una conferenza nell’assemblea plenaria del consiglio degli operai della Grande Stoccarda.

27 Commissione di lavoro della Federazione per la tripartizione: Nell’assemblea dei sottoscrittori dell’«Appello» del 22 aprile 1919 fu fondata una commissione di lavoro, che come organo di direzione era responsabile della Federazione per la tripartizione da poco fondata. Alla commissione di lavoro appartenevano: i membri originari del comitato, Wilhelm von Blume, Emil Molt, Carl Unger, nonché come ulteriori membri Theodor Binder, Hans Kühn, Emil Leinhas e Max Benzinger come rappresentante della classe operaia. Per ancorare più saldamente le preoccupazioni dell’idea di tripartizione nella classe operaia, alla fine di aprile 1919, come integrazione alla «Commissione di lavoro» della Federazione, si costituì un «Comitato degli operai», composto dai compagni Max Benzinger, Siegfried Dorfner, Gottlieb Gönnenwein, Karl Hammer, Philipp Hüttelmeyer, Georg Lohrmann, Hans Mössel. Alla fine di maggio i membri del comitato degli operai furono ammessi nella commissione di lavoro. Sotto la crescente pressione dei partiti operai, la maggior parte dei membri operai rinunciò nel corso dei mesi da giugno ad agosto a un’ulteriore partecipazione nella commissione di lavoro.

Gli affari della Federazione furono inizialmente gestiti per incarico della commissione di lavoro da Hans Kühn (vedi annotazione a p. 23), finché dall’agosto 1920 fu sostituito da Walter Kühne. La sua sede era nella Federazione per la tripartizione in Champignystraße 17 (oggi Heinrich-Baumann-Straße).

Sulla conferenza del 7 maggio 1919: 28 Prima conferenza: La conferenza ebbe luogo nella sala solenne della casa sindacale in Eßlingerstraße 19. L’inizio era fissato per le 14.00; l’assemblea fu diretta dal compagno Rudolf Gehring. Nel giornale «Stuttgarter Neues Tagblatt» del 5 maggio 1919 (anno 76, nr. 223) fu inserito il seguente annuncio:

Mercoledì 7 maggio 1919, ore 14, nella sala della casa sindacale di Stoccarda, Eßlingerstraße avrà luogo una seduta plenaria. Data l’importanza dell’ordine del giorno, vi preghiamo di partecipare completamente.

Il comitato esecutivo dei consigli degli operai di Stoccarda

Appello «Al popolo tedesco e al mondo della cultura»: Alla luce della confusione che regnava riguardo al rinnovamento sociale della Germania, Roman Boos, Emil Molt e Hans Kühn nel gennaio 1919 cercarono il contatto con Rudolf Steiner, che si trovava allora a Dornach. Partendo da un memorandum che Roman Boos aveva redatto, gli chiedevano consigli per offrire, a partire dall’idea della tripartizione sociale, un contributo al rinnovamento della Germania. Nel corso di questi colloqui — i cosiddetti «Colloqui di gennaio» — Rudolf Steiner disse il 27 gennaio 1919 (in futuro in GA 255a):

«Sarebbe necessario avere una serie di personalità da tutto il territorio tedesco. Questi dovrebbero provocare una manifestazione del popolo tedesco, attraverso la quale l’estero apprenda che si vuole la tripartizione sociale.» E promise ai tre signori: «Potrei farvi un tipo di bozza entro la fine della settimana.»

E infatti il 2 febbraio 1919 consegnò loro un «Appello al popolo tedesco e al mondo della cultura» (in GA 23 e GA 24, in futuro anche in GA 255c).

Questo appello era pensato per il grande pubblico del popolo tedesco, e si voleva rafforzarne l’effetto facendo sì che personalità note al pubblico dichiarassero il loro accordo con l’idea di tripartizione attraverso la loro firma. In una lettera datata 7 febbraio 1919 e allegata all’appello in dattilografia, furono rivolte richieste a singole personalità e il proposito fu così motivato: «La percezione della sfortunata situazione del popolo tedesco ci spinge a rendere pubblico il seguente documento nel territorio tedesco. Contiene informazioni su ciò che, secondo la nostra convinzione, può portare la costruzione interna e il rapporto con il mondo al di fuori della Germania in una direzione salutare. Desideriamo inoltre che quanto detto nell’appello sia portato a conoscenza dell’estero nella misura più ampia possibile. Siamo dell’opinione che solo una voce di questo genere possa indurre il mondo al di fuori della Germania a riflettere.» La lettera era sottoscritta dal «Comitato per la ricostruzione degli affari tedeschi», al quale appartenevano Wilhelm von Blume (vedi annotazione a p. 34), Emil Molt (vedi annotazione a p. 22) e Carl Unger (vedi annotazione a p. 52).

Nell’appello allegato Rudolf Steiner affermò (in GA 23 e GA 24, in futuro anche in GA 255c): «La fondazione dell’Impero Tedesco cadde in un’epoca in cui queste necessità si presentavano all’umanità più recente. La sua amministrazione non ha compreso di assegnare all’Impero un compito guardando a queste necessità. Questo sguardo non solo gli avrebbe dato la giusta struttura interna; avrebbe anche dato alla sua politica estera una direzione legittima. Con una tale politica il popolo tedesco avrebbe potuto convivere con i popoli al di fuori della Germania. Ora dalla sventura deve maturare la consapevolezza. Occorre sviluppare la volontà verso un possibile organismo sociale. Non una Germania che non esiste più avrebbe dovuto affrontare il mondo esterno, ma un sistema spirituale, politico ed economico nei suoi rappresentanti avrebbe dovuto negoziare come delegazioni indipendenti con coloro dai quali la Germania che si era resa un’entità sociale impossibile attraverso la confusione dei tre sistemi era stata abbattuta.» E di fronte alle obiezioni da attendersi, scriveva (nello stesso luogo): «Nello spirito si odono i pratici che si dilungano sulla complicatezza di ciò che è stato detto, che trovano scomodo pensare anche solo alla cooperazione di tre corpi, perché non vogliono conoscere le vere esigenze della vita, ma vogliono plasmare tutto secondo le comode esigenze del loro pensiero. A loro deve divenire chiaro: O ci si abitua a far sì che il proprio pensiero si conformi alle esigenze della realtà, oppure non si sarà imparato nulla dalla sventura, ma si continuerà a moltiplicare in modo illimitato ciò che ha provocato la sventura con ciò che ne nasce ulteriormente.»

Mentre l’intera questione fu inizialmente trattata riservatamente con l’appello, Rudolf Steiner il 12 febbraio 1919 nel suo discorso pubblico a Zurigo per la prima volta attirò l’attenzione sull’appello e sull’intera azione in corso. Dal 5 marzo 1919 l’«Appello» apparve nei giornali quotidiani e pubblicamente anche come volantino, già con le prime firme apposte. L’appello fu assunto da una commissione chiamata «La Commissione». Poco dopo fu messa in circolazione un’ulteriore versione dell’appello destinata alla classe operaia, senza firme e sottoscritta dal «Comitato degli operai per la tripartizione dell’organismo sociale». Anche nello scritto di Rudolf Steiner sui «Punti cardine della questione sociale» (vedi annotazione a p. 62), pubblicato per la prima volta il 28 aprile 1919, l’appello fu ristampato — con e senza firme nelle varie edizioni. Furono raccolte fino a 202 firme per la Germania, 82 firme per l’Austria e 21 firme per la Svizzera.

29 Nella primavera del 1914 egli ha mostrato in un’assemblea: Si tratta della conferenza del 14 aprile 1914 (in GA 153) davanti agli antroposofi viennesi, in cui Rudolf Steiner attirò l’attenzione sullo sviluppo pericoloso della vita economica: «Si produce sempre di più, si fondano fabbriche, non si chiede: Quanto sarà necessario? — come accadeva una volta, quando c’erano sarti nel villaggio che facevano un abito solo se fosse stato ordinato. Allora era il consumatore che indicava quanto produrre; ora si produce per il mercato, le merci si accumulano, il più possibile.» E cosa significa esattamente: «Così oggi si produce per il mercato senza riguardo al consumo, […] si accumula nei magazzini e attraverso i mercati monetari tutto ciò che viene prodotto, e poi si aspetta quanto verrà acquistato. Questa tendenza crescerà sempre di più, finché non si […] distruggerà in se stessa. Da questo fatto, che questo tipo di produzione entra nella vita sociale, sorge nel contesto sociale degli uomini sulla terra esattamente ciò che sorge nell’organismo quando si forma un carcinoma. Esattamente lo stesso: una formazione cancerosa, una formazione carcinomatosa — cancro della cultura, carcinoma della cultura! Una tale formazione cancerosa vede colui che penetra spiritualmente la vita sociale; vede come dappertutto sorgono terribili disposizioni a formazioni di ulcere sociali. Questa è la grande preoccupazione culturale che sorge per colui che comprende l’esistenza.»

Jagow dichiarò allora: Il 14 maggio 1914 l’allora sottosegretario del ministero degli affari esteri, Gottlieb von Jagow (1863-1935), presentò nel Reichstag tedesco in un’esposizione i fondamenti della politica estera tedesca. Dichiarò (citato da: «Basler Nachrichten» del 15 maggio 1914, anno 70, nr. 223): «Secondo l’ultimo discorso del cancelliere del Reich [Theobald Bethmann Hollweg] sulla politica estera, il generale distensione ha fatto progressi. Nei Balcani sembra possibile un compromesso pacifico, al quale cerchiamo di contribuire. Anche in Albania dovrebbe essere possibile ripristinare la pace. Possiamo constatare con soddisfazione che alla presentazione compatta del Triplice Alleanza è riuscito finora, in pacifico accordo con l’Inghilterra, la Russia e la Francia, di proteggere completamente gli interessi legittimi delle monarchie alleate. (Applausi).»

Tuttavia Jagow riconobbe comunque certi problemi: «Non è dunque sorprendente che dalla Germania si gridi come si grida dentro. Ogni manifestazione patriottica di una delle nostre associazioni attive di ufficiali è registrata all’estero con sguardo preoccupato. Se invece noi, come periodicamente accade, siamo colpiti da attacchi o minacce simultaneamente da Est e da Ovest, nessuno al di fuori [della] Germania presta attenzione. (Assentimento vivace). Posso solo ripetere ciò che il cancelliere del Reich ha detto qui un anno fa:
Gottlieb von Jagow (1863-1935), un diplomatico tedesco di antica famiglia nobile, dal gennaio 1913 era «Sottosegretario del ministero degli affari esteri. Di fronte all’accerchiamento della Germania dal sistema di alleanze dell’Intesa, riteneva una guerra prima o poi inevitabile. Tuttavia si adoperava per una limitazione del conflitto e dichiarò quindi il suo ritiro nel novembre 1916, perché si oppose alla dichiarazione della guerra sottomarina illimitata richiesta dall’esercito.

Rudolf Steiner aveva ripetutamente indicato questo discorso e la mancanza di senso della realtà dell’elite politica di allora prima della guerra. Così anche nel discorso ai soci di Dornach del 15 marzo 1919 (in GA 189): «Si potrebbe formare una bella collezione di discorsi di uomini di stato europei della primavera e dell’inizio dell’estate del 1914, e si troverebbe in questi sviluppi pressappoco lo stesso di quanto era stato detto allora, ad esempio, in un discorso del sottosegretario Jagow nel Reichstag tedesco. Diceva grosso modo così: Attraverso gli sforzi dei gabinetti europei è stato possibile regolare i rapporti tra le grandi potenze europee in modo così soddisfacente che la pace in Europa è assicurata per lungo tempo. — In varie variazioni si poteva trovare più e più volte presso questi pratici di vita — così si chiamavano questi uomini — questo discorso. Era allora. E poche settimane dopo ebbe inizio quell’incendio mondiale che ora è entrato solo in una crisi.»

29 I corsi di educazione popolare, manifestazioni di formazione popolare: Dopo la rivoluzione di novembre 1918 cominciò in Germania un ampio movimento per la fondazione di scuole di educazione popolare, sostenuto soprattutto dai comuni urbani. Gli anni 1918-1920 segnarono l’apice di questo movimento. Così ad esempio dal 10 al 12 maggio 1919 a Stoccarda ebbe luogo una giornata di educazione popolare. Le scuole di educazione popolare erano concepite come istituzioni educative che dovevano avvicinare persone comuni senza istruzione accademica alle conoscenze scientifiche, senza tuttavia impegnarsi in una particolare direzione politica o religio-filosofica, come nel caso della Berliner Arbeiterbildungsschule, dove Rudolf Steiner stesso aveva insegnato (vedi: «Wissen ist Macht — Macht ist Wissen». Rudolf Steiner als Lehrer an der Arbeiterbildungsschule in Berlin und Spandau 1899-1904, Contributi alla Gesamtausgabe di Rudolf Steiner nr. 111, Michelemide 1993). In questo modo si voleva raggiungere il vasto pubblico — oltre la precedente classe colta borghese. Così ad esempio in un commento editoriale sulla giornata di educazione popolare württemberghese (citato da: Stuttgarter Neues Tagblatt, anno 76, nr. 233, 10 maggio 1919): «Stato popolare ed educazione popolare sono inseparabilmente legati. Tutti coloro che partecipano alla costruzione dell’opera della nostra vita popolare ripetono sempre di nuovo con serietà e insistenza. Senza educazione popolare lo stato popolare democratico diventerà anarchia e l’economia socializzata diventerà tirannia dello schiavo. Perciò onore agli uomini e alle donne che si sono proposto questo obiettivo di compiere questo lavoro necessario, e grande successo al loro operato e a un numero sempre crescente di compagni che con loro lottano per la liberazione e l’elevazione del nostro popolo tedesco! Il futuro spetta a loro!» Tuttavia questi sforzi non portarono a un rinnovamento penetrante della vita della conoscenza, ma significarono soltanto la popularizzazione di una conoscenza del mondo più o meno materialistica.

30 e un professore non può più dichiarare: il 3 agosto 1870 all’Università di Berlino, fondata nel 1810 (oggi Humboldt-Università), fu celebrato il centesimo compleanno del suo fondatore. Si tratta del re Federico Guglielmo III di Prussia (1770-1840) della casa degli Hohenzollern, che regnò da novembre 1797 a giugno 1840. In questa occasione il rettore allora in carica, Emil Du Bois-Reymond, tenne un discorso in cui si collegava alla guerra appena scoppiata — il 19 luglio 1870 — con la Francia. E vide nel sostegno almeno spirituale della causa della casa regnante prussiana un compito dell’Università di Berlino.

Chiese (citato da: Reden von Emil Du Bois-Reymond, volume I, Lipsia 1912, capitolo XI, «Der deutsche Krieg»): «Noi, una volta fondati come baluardo spirituale contro il nemico mortale dell’idealismo tedesco, il primo Napoleone, dichiariamo che anche dopo la lotta contro l’erede della sua politica ci uniamo?» Inoltre: «Ci si aspetta da un reggimento di guardia che giuri la sua lealtà?» E ora la dichiarazione di lealtà: «Ebbene, l’Università di Berlino, acquartierata di fronte al palazzo, è secondo il suo atto di fondazione il reggimento di guardia spirituale della casa degli Hohenzollern.»

Emil Du Bois-Reymond (1818-1896) apparteneva ai fisiologi eminenti del XIX secolo, ma si occupava anche di questioni epistemologiche, in particolare dei limiti della conoscenza. Per lui solo la scienza naturale era la vera forza culturale trainante. Du Bois-Reymond proveniva da una rispettabile famiglia ugonotta — suo padre era emigrato dal Principato di Neuchâtel in Prussia. Dopo la frequenza del Ginnasio Francese di Berlino, Du Bois-Reymond iniziò nel 1837 un ampio studio universitario; si occupò di teologia, filosofia, matematica e geologia. A seguito di un incontro con l’anatomista e fisiologo Johannes Müller si decise nel 1839 a intraprendere studi di medicina all’Università di Berlino, che concluse nel 1843 con la promozione. Nel 1846 ottenne l’abilitazione a Berlino come fisiologo e iniziò nello stesso anno la sua carriera accademica a Berlino come privatdocente. Nel 1855 fu nominato professore straordinario, nel 1858 professore ordinario di fisiologia — una carica che esercitò fino alla sua morte. Due volte, dal 1869 al 1870 e dal 1882 al 1883, ricoprì la dignità di rettore dell’Università di Berlino. Fu uno dei fondatori della «Società Fisica» nel 1845 e della «Società Fisiologica» berlinese nel 1875.

31 una parola di Karl Marx: Nella sua opera «Das Kapital. Kritik der politischen Ökonomie», Karl Marx descrisse le condizioni che permettono alla forza di lavoro di diventare merce (Capitolo quarto, «Trasformazione di denaro in capitale», 3. «Acquisto e vendita della forza di lavoro», citato dalla 4ª edizione, Amburgo 1890):

«Affinché tuttavia il possessore di denaro trovi la forza di lavoro come merce sul mercato, devono verificarsi diverse condizioni. Lo scambio di merci non include in sé nessun’altra relazione di dipendenza se non quella derivante dalla sua stessa natura. Sotto questo presupposto la forza di lavoro può apparire come merce sul mercato soltanto in quanto e perché viene offerta o venduta come merce dal suo stesso proprietario, dalla persona la cui forza di lavoro essa è. Affinché il suo proprietario la venda come merce, deve potere disporne, quindi essere libero proprietario della sua capacità di lavoro, della sua persona. Egli e il possessore di denaro si incontrano sul mercato e entrano in rapporto l’uno con l’altro come proprietari di merci uguali per diritto, distinti soltanto dal fatto che l’uno è compratore e l’altro venditore, quindi entrambi giuridicamente persone uguali. Il permanere di questo rapporto esige che il proprietario della forza di lavoro la venda sempre soltanto per un tempo determinato; infatti, se la vendesse tutta in una volta, una volta per tutte, venderebbe se stesso, si trasformerebbe da uomo libero in schiavo, da proprietario di merce in merce.» E inoltre: «La seconda condizione essenziale affinché il possessore di denaro trovi la forza di lavoro come merce sul mercato è che il suo proprietario, invece di poter vendere merci in cui si è oggettivato il suo lavoro, sia costretto a mettere in vendita la sua stessa forza di lavoro, che esiste soltanto nella sua vivente corporalità, come merce.»

Per quanto concerne il valore della merce forza di lavoro (nello stesso luogo): «Il valore della forza di lavoro, come quello di ogni altra merce, è determinato dal tempo di lavoro socialmente necessario alla sua produzione, quindi anche alla sua riproduzione di questo articolo specifico.» E: «La forza di lavoro esiste soltanto come disposizione dell’individuo vivente. La sua produzione presuppone dunque l’esistenza di questi. Data l’esistenza dell’individuo, la produzione della forza di lavoro consiste nella sua stessa riproduzione o conservazione. Per la sua conservazione l’individuo vivente ha bisogno di una determinata somma di mezzi di sussistenza. Il tempo di lavoro socialmente necessario alla produzione della forza di lavoro si riduce pertanto al tempo di lavoro necessario alla produzione di questi mezzi di sussistenza, o il valore della forza di lavoro è il valore dei mezzi di sussistenza necessari per la conservazione del suo proprietario.»

Solo allora può essere effettuata una socializzazione: Il 13 marzo 1919 fu approvata dalla Assemblea Nazionale una cosiddetta legge di socializzazione. Nel § 2 si diceva: «Il Reich è autorizzato, attraverso la legislazione, a condizioni di adeguato compenso 1. a trasferire in proprietà collettiva le imprese economiche idonee per la collettivizzazione, in particolare quelle destinate all’estrazione di materie prime e allo sfruttamento delle forze naturali; 2. nel caso di urgente necessità a disciplinare collettivamente la produzione e distribuzione di beni economici.+ Questo regolamento provvisorio trovò la sua base costituzionale nell’articolo 156 della costituzione di Weimar del 11 agosto 1919, che fissò i principi per una socializzazione dell’economia: «Il Reich può, attraverso una legge e indipendentemente dal compenso, nell’applicazione analoga delle disposizioni sulla espropriazione, trasferire le imprese economiche private idonee per la collettivizzazione in proprietà collettiva. Può esso stesso, gli stati federati o i comuni partecipare alla gestione delle imprese economiche e alle associazioni oppure assicurarsi un’influenza determinante in altro modo. Il Reich può inoltre, nel caso di necessità urgente, al fine dell’economia collettiva, riunire attraverso una legge le imprese economiche e le associazioni sulla base dell’autogoverno, con l’obiettivo di garantire la partecipazione di tutte le parti attive del popolo, di far partecipare i datori di lavoro e i lavoratori alla gestione, di disciplinare la produzione, la fabbricazione, la distribuzione, l’uso, la fissazione dei prezzi nonché l’importazione e l’esportazione dei beni economici secondo i principi dell’economia collettiva. Le società cooperative di produzione e commercio e le loro unioni devono essere incorporate, su loro richiesta, considerata la loro costituzione e natura, nell’economia collettiva.»

Il diritto di proprietà privata fu sostanzialmente riconosciuto, ma vi era comunque la possibilità di limitarlo. Così l’articolo 153 della costituzione del Reich, che si riferiva al diritto di proprietà, recitava: «’La proprietà è garantita dalla costituzione. Il suo contenuto e i suoi limiti sono determinati dalle leggi. ’Un’espropriazione può avvenire solo per il bene pubblico e su base legale. Avviene dietro adeguato compenso, salvo che una legge del Reich non disponga diversamente. Riguardo all’importo del compenso, in caso di controversia è consentito il ricorso ai tribunali ordinari, salvo che leggi del Reich non dispongono diversamente. L’espropriazione da parte del Reich nei confronti dei paesi federati, comuni e associazioni senza scopo di lucro può avvenire solo dietro compenso. 3La proprietà obbliga. Il suo uso deve contemporaneamente servire il bene generale.»

34 Sotto l’«Appello» stanno molti nomi: Vedi annotazione a p. 28.

È lo stesso uomo: Wilhelm von Blume (1867-1927) era un noto professore di diritto in Württemberg. I suoi studi di giurisprudenza alle università di Marburgo, Berlino e Gottinga li concluse nel 1892 con la promozione. Nel 1894 ottenne l’abilitazione nel campo del diritto civile romano. Così iniziò la sua lunga carriera universitaria: prima insegnò come privatdocente, poi nel 1896 come professore straordinario a Marburgo. Poi seguirono come sedi nel 1898 Rostock, nel 1900 Königsberg, nel 1904 Halle e infine nel 1912 Tubinga. Lì gli fu affidata la cattedra ordinaria di diritto civile romano e tedesco, che mantenne fino alla sua morte. L’apice della sua carriera professionale fu assunto il rettorato dell’Università Eberhard-Karls di Tubinga per il periodo 1916-1917. Durante la guerra apparteneva all’ala liberale, non annessionista della professoricità tedesca.

Dopo la fine della guerra, von Blume — dapprima come relatore della commissione preparatoria della costituzione, in seguito come commissario di stato per la consulenza sulla bozza di costituzione nell’assemblea costituente del Land — partecipò sostanzialmente alla realizzazione della nuova costituzione statale repubblicana del Württemberg. Dal 1919 membro del Partito Democratico Tedesco, partecipò dal 1922 al 1924 al parlamento territoriale württemberghese. Prima ancora che Rudolf Steiner iniziasse personalmente a operare da Stoccarda, aveva imparato l’idea della tripartizione, si era convinto della sua correttezza, ed era anche intervenuto pubblicamente a suo favore. Ad esempio il 21 marzo 1919, quando nella Grande sala del giardino pubblico di Stoccarda si tenne un’assemblea «Sulla chiamata di Dr. Rudolf Steiner al popolo tedesco e al mondo della cultura» e introdusse il suo voto con le parole: «Io non sono un antroposofo e non sono un teosofo, non conosco il Dr. Steiner, non ho neppure parlato con lui, non l’ho nemmeno sentito, sì, non l’ho nemmeno visto. Pensieri attraversano il mondo come correnti elettriche e si accendono qui e là nei cervelli. Come è accaduto che nel cervello di un professore di diritto costituzionale sorgessero pensieri simili a quelli nel cervello del Dr. Steiner?»

Emil Molt (vedi annotazione a p. 22) era personalmente conosciuto con Wilhelm von Blume. Nei suoi ricordi non abbreviati scrive (citato da: Manoscritto, capitolo «Il tempo dalla consegna dell’appello fino al 31 dicembre 1919»): «Il professor von Blume, che Hans Kühn con il suo singolare fiuto per le persone interessanti e la cui conoscenza ora facevo, non era un antroposofo. Discendente da una vecchia famiglia di ufficiali prussiani, voleva anche seguire questa carriera un tempo, ma rimase menomato come cadetto in una caduta da cavallo, cambiò carriera all’accademia e divenne un rinomato insegnante di diritto statale. Dal suo danno fisico sembravano liberarsi certe forze che gli permettevano una calorosa inclinazione verso l’antroposofia e la vita esoterica. La sua delicata e fine anima tendeva interamente da sé verso Rudolf Steiner, che riconosceva come ricercatore spirituale e di cui volentieri si avvaleva del consiglio in questioni esoteriche. Sua moglie invece era una pura persona di scienza naturale e intelletto. Con lei abbiamo avuto una volta una scena divertente. Avevamo invitato a tavola il signor e la signora dott. Steiner e invitiamo anche i von Blume. Per tutto il tempo la signora von Blume attaccava il dottore con obiezioni scientifiche e faceva la più forte opposizione. Era un piacere osservare con quale superiore calma il dr. Steiner incrociava le spade con lei e come portava la signora bellicosa a contraddire completamente se stessa.»

Nella cerimonia solenne per la celebrazione della nuova costituzione statale württemberghese il 1° maggio 1919, il professor von Blume rivolse alcune parole agli ospiti riuniti. Disse (citato da: Stuttgarter Neues Tagblatt, anno 76, nr. 217, 2 maggio 1919):

«Il giorno che nella natura esterna come nella storia della nostra classe operaia avrebbe potuto essere una giornata di primavera è avvolto dalla nebbia grigia: Un gelo passò sulle terre. La Germania guarda attorno a sé e in sé. Dice: Io sono un popolo che soffrisce il suo destino. Ho sopportato l’indicibile. Tutti i sacrifici sono stati vani. Ora il mondo mi deve schiacciare e vedermi indifeso. Mi anela la pace. Volete vendicarvi, quindi temete la vendetta. Dateci la pace, affinché l’umanità abbia pace. L’umanità anela amore. Noi siamo diversi da come voi credete. Ci siamo riflettuti su noi stessi, sul nostro meglio. … Possiamo parlare così? A noi conviene solo l’implacabile verità. Siamo già quel che dovremmo essere? Abbiamo creato una costituzione che realizza il concetto senza riserve: Tutto per il popolo e tutto attraverso il popolo. Questo è l’inizio della ricostruzione.» E in occasione del 1º anniversario della rivoluzione di novembre, il 28 novembre 1919, tenne nella sala del giardino pubblico di Stoccarda un discorso commemorativo su «Il compito della Germania». Così disse (stampato in: Mitteilungsblatt [della Federazione per la tripartizione dell’organismo sociale] nr. 7 dal 10 luglio 1920):

«Esistono tre nemici malvagi che si oppongono allo spirito tedesco e che gli sono divenuti pericolosi e che hanno portato il nostro popolo sull’orlo dell’abisso. E si chiamano: Materialismo, Capitalismo, Imperialismo. Perché non è vero che tutta la vita sia solo materia e che lo spirito non sia altro che una funzione cerebrale. Lo sappiamo di nuovo oggi e ci siamo lasciati distrarre da questo pensiero per decenni. Non è vero che tutta la vita sociale sia condizionata solo dai bisogni del corpo, ma è vero: Lo spirito è colui che costruisce il corpo. Questa è la saggezza tedesca!»

vendere, poiché i mezzi finanziari della Prossimità non erano sufficienti per procurare il capitale d’investimento necessario per il proseguimento dell’azienda. A differenza del periodo prebellico, l’andamento degli affari era andato sempre peggiorando. Molt poteva bensì riacquistare le sue azioni precedenti, ma non poté impedire che la sua azienda finisse alla fine in mani estranee.

52 la ditta Unger menzionata: La società in nome collettivo «Carl Unger Werkzeugmaschinenfabrik» [Fabbrica di macchine utensili Carl Unger] con sede a Stoccarda era stata fondata il 1º ottobre 1906. Nel 1911 l’azienda fu trasferita a Hedelfingen. L’impresa operava con grande successo economico. In connessione con la fondazione della società per azioni «Der Kommende Tag» [Il Giorno che viene], Carl Unger e Friedrich Böhm — Unger l’aveva assunto come socio della sua azienda nel 1912, che assunsero così la forma giuridica di una società in nome collettivo — decisero di vendere la loro azienda a questa associazione imprenditoriale. La vendita avvenne il 5 luglio 1920, con effetto retroattivo al 1º gennaio 1920. L’azienda da allora fu gestita sotto la denominazione «Divisione Fabbrica di macchine utensili già Carl Unger». Non appena risultò necessario dismettere le divisioni economiche, la fabbrica il 23 settembre 1924 — con effetto a partire dal 1º ottobre 1924 — fu rivenduta alla società in nome collettivo «Carl Unger Werkzeugmaschinenfabrik», i cui soci erano ora Carl Unger e Richard Hamel.

Carl Unger (1878-1929) apparteneva ai più stretti collaboratori di Rudolf Steiner. Membro dal 1903, assunse la presidenza del Consiglio d’amministrazione della «Società Antroposofica» nel dicembre 1912, carica che mantenne fino al febbraio 1923, quando la vecchia Società centrale si trasformò nella Società Nazionale tedesca, la «Società Antroposofica in Germania» — parallelamente alla fondazione di altre società nazionali. Nella Società Nazionale tedesca operò fino al suo assassinio nel gennaio 1929 come membro del Consiglio d’amministrazione, talvolta anche con funzioni direttive. Si impegnò risolutamente per il finanziamento della costruzione del Goetheanum, partecipando attivamente nell’ottobre 1918 alla fondazione della «Società fiduciaria per il Goetheanum Dornach m.b.H.» con sede a Stoccarda ed entrando anche nel Consiglio di sorveglianza come vicepresidente; lo scopo di questa società era collaborare al finanziamento della costruzione del Goetheanum presso Dornach. Con questa società rimase legato in una posizione dirigente fino alla sua morte. Da gennaio 1914 a settembre 1915 si mise a disposizione, a causa di una situazione critica, per la direzione amministrativa della costruzione del Goetheanum.

Anche in merito alla questione di una riorganizzazione sociale fu estremamente attivo. Unger partecipò ai cosiddetti «Colloqui di gennaio» del 1919 a Dornach (vedi annotazione a p. 28), dove Rudolf Steiner si espresse circa le possibilità di una riorganizzazione sociale. Apparteneva ai membri del «Comitato per la ricostruzione per le questioni tedesche» fondato nel febbraio 1919 per la diffusione dell’Appello di Rudolf Steiner (vedi annotazione a p. 28); nell’aprile 1919 partecipò alla fondazione dell’«Associazione per la Tripartizione del corpo sociale» con sede a Stoccarda. Si impegnò intensamente in pubblico per l’idea della tripartizione sociale. Era membro della Commissione esecutiva, organo dirigente dell’Associazione per la Tripartizione, e partecipò anche alla sua trasformazione in un’«Associazione per la Libertà della vita dello spirito» nel luglio 1922. Partecipò anche attivamente alla fondazione dell’associazione imprenditoriale «Der Kommende Tag A.G.» nel marzo 1920 e dal marzo 1920 al luglio 1924, con una breve interruzione da maggio a giugno 1921, fece parte del Consiglio di sorveglianza di questa azienda — a partire dal maggio 1922 come vicepresidente. Si dichiarò disponibile a incorporare la sua stessa azienda, la ditta «Carl Unger Werkzeugmaschinenfabrik», nel Giorno che viene.

53 l’esempio della fabbrica di macchine a Esslingen: La «Maschinenfabrik Esslingen A.G.» [Fabbrica di macchine Esslingen], situata tra la stazione ferroviaria e le rive del Neckar, apparteneva alle importanti aziende manifatturiere del Württemberg. Risalente a una fondazione dell’ingegnere Emil Kessler nel 1846, era soprattutto nota per la costruzione di locomotive. Oggi l’azienda esiste soltanto come società immobiliare; l’attività passò nel 1965 alla «Daimler-Benz A.G.».

55 nei confronti dei negoziati di pace in corso: I negoziati di pace di Parigi aperti il 18 gennaio 1919 a Versailles non erano una vera e propria conferenza di pace, bensì soltanto un incontro dei 27 stati dell’Intesa con l’obiettivo di elaborare una posizione unitaria di fronte alle condizioni di pace da presentare alle Potenze centrali. L’assemblea plenaria si riunì soltanto sette volte; il lavoro effettivo fu svolto dai complessivi 58 comitati in 1646 sedute commissariali. La responsabilità dei contenuti ricadeva sul «Consiglio dei Quattro», composto dal primo ministro francese Georges Clemenceau — che presiedette — dal primo ministro britannico David Lloyd George, dal presidente americano Thomas Woodrow Wilson e dal primo ministro italiano Vittorio Emanuele Orlando. Nel complesso, questo consiglio tenne 145 sedute. Il «Consiglio dei Quattro» fu integrato dal «Consiglio dei Dieci», dove per le consultazioni furono inoltre coinvolti i ministri degli esteri e i due rappresentanti del Giappone. In questa composizione, i rappresentanti degli stati vincitori si incontrarono complessivamente in 72 sedute.

Il 7 maggio 1919, a Versailles, le condizioni di pace furono consegnate alla Germania in una prima versione. Nonostante le proteste tedesche — la Germania, ad esempio, rifiutò la responsabilità unica dell’inizio della guerra — la delegazione tedesca si vide costretta il 28 giugno 1919 a firmare incondizionatamente il trattato di pace, con lievi modifiche, nella Sala degli Specchi di Versailles. Il Trattato di pace di Versailles entrò in vigore il 10 gennaio 1920. La Germania non solo dovette assumersi la responsabilità dello scoppio della guerra, ma subì anche grandi perdite territoriali e dovette dichiararsi disponibile a pagamenti di risarcimento. Inoltre, la sua forza militare fu sottoposta a grandi limitazioni.

La Russia è davvero un esempio dissuasivo: Il 7 novembre 1917 (secondo il vecchio calendario il 25 ottobre), i bolscevichi presero il potere statale in Russia, che era esercitato dal Consiglio dei Commissari del Popolo come istanza suprema. Presidente di questo consiglio dal novembre 1917 al gennaio 1924 fu Vladimir Il’itsch Lenin (in realtà Vladimir Il’ic Ul’janov, detto Lenin, 1870-1924). I bolscevichi si servirono dei consigli rivoluzionari sorti spontaneamente o soviet, il cui organo supremo era il Congresso panrusso dei soviet. Il 10 luglio 1918, questo congresso emanò la Costituzione della «Repubblica Socialista Federativa Russa», che codificò l’assetto dello stato sulla base del sistema dei consigli. Nei consigli, i bolscevichi avevano ormai il potere esclusivo. La dittatura del proletariato rivendicata dai bolscevichi era così diventata realtà; si trattava della dittatura di un unico partito, il Partito Comunista, che si proclamò l’avanguardia rivoluzionaria del proletariato. Il partito era diretto rigidamente secondo il principio del «centralismo democratico» dall’alto verso il basso; i membri del partito non disponevano di veri diritti decisionali, ma erano semplici ricevitori di ordini dalla direzione superiore del partito, cioè dall’Ufficio politico, i cui membri disponevano anche dei mezzi di potere statale. In base a questa concentrazione di potere, era possibile ai bolscevichi, con metodi di terrore dello stato, trasformare la società in direzione di uno stato economico centralizzato e organizzato militarmente. Con la fondazione dell’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche il 30 dicembre 1922, il sistema sovietico fu infine esteso oltre la Russia a tutti gli stati partecipanti. Questo sviluppo incontrò un rifiuto deciso in molti stati europei, inclusa la Germania — non solo tra i circoli borghesi, ma anche tra i seguaci moderati del marxismo.

Riguardo alla discussione del 12 maggio 1919:

56 Secondo incontro: Questo si tenne anch’esso nella Casa delle Corporazioni in Eßlingerstraße 19. Ulteriori informazioni non sono note.

le condizioni di pace trasmesse dall’Intesa per la Germania: Il 7 maggio 1919, le condizioni per un trattato di pace furono consegnate alla delegazione tedesca — che era guidata dal ministro degli esteri Ulrich Graf von Brockdorff-Rantzau (1869-1928) — per prendere posizione. Nel suo discorso in occasione della presentazione delle condizioni di pace, il primo ministro francese e capo delegazione Georges Clemenceau (1841-1929) — che era anche il presidente del decisivo «Consiglio dei Quattro» — dichiarò (citato da: Auswärtiges Amt, Deutsches Weißbuch: Die Friedensverhandlungen von Versailles, Berlin o. J.): «Vi trasmettiamo il libro della pace. Ogni libertà vi sarà concessa per esaminarlo. Mi aspetto che condurrete questo esame nello spirito della cortesia che deve regnare tra le nazioni civili; la seconda pace di Versailles [ci si riferisce alla pace preliminare di Versailles del 26 febbraio 1871 dopo la Guerra franco-prussiana] ci è costata troppo cara, perché noi possiamo permetterci di portare da soli le conseguenze di questa guerra. Per farvi conoscere anche l’altro lato del mio pensiero, devo necessariamente aggiungere che questa seconda pace di Versailles, che costituirà l’oggetto dei nostri negoziati, ci è stata troppo cara da parte dei popoli qui rappresentati, perché non fossimo fermamente decisi ad applicare tutti i mezzi a nostra disposizione per ottenere ogni legittima soddisfazione che ci è dovuta.»

Il progetto di trattato molto sfavorevole per la Germania suscitò un’ondata di orrore in quel paese, poiché si era sperato in una pace «giusta» sulla base dei «Quattordici Punti» del presidente americano Thomas Woodrow Wilson. In Germania, il 9 maggio 1919, fu ordinato un lutto nazionale di una settimana (citato da: Stuttgarter Neues Tagblatt del 9 maggio 1919, anno 76, n. 230): «Il presidente del Ministero del Reich [Philipp Scheidemann] ha inviato il seguente telegramma ai governi degli stati liberi: In grave difficoltà e carico di preoccupazioni, il popolo tedesco ha atteso le condizioni di pace durante i mesi dell’armistizio. Con la loro pubblicazione è venuta la più amara delusione e il dolore inesprimibile su tutto il nostro popolo. A questo sentimento di tutti i tedeschi deve essere dato libero sfogo. Su delibera del governo del Reich, i governi degli stati liberi sono pregati di disporre che per la durata di una settimana tutte le manifestazioni pubbliche di gioia restino sospese e nei teatri si rappresentino soltanto quegli spettacoli che si conformano alla serietà di questo momento gravissimo.»

56 Oggi è un giorno storico: In questo 12 maggio 1919, l’Assemblea nazionale tedesca, in una riunione nell’aula dell’Università di Berlino, dichiarò le condizioni di pace degli stati dell’Intesa come inaccettabili per la Germania. Nonostante ciò, la Germania alla fine si vide costretta ad accettare le condizioni di pace di Versailles (vedi annotazione a p. 56). Nel suo discorso introduttivo, Philipp Scheidemann, che ricoprì l’incarico di capo del governo del Reich da maggio a giugno 1919 — il titolo di «Cancelliere del Reich» venne introdotto soltanto con l’introduzione della Costituzione di Weimar — fece prima appello all’unità del popolo tedesco (citato da: «Basler Nachrichten», anno 75, n. 220, 12 maggio 1919): «L’Assemblea nazionale tedesca si è riunita oggi, nel punto di svolta dell’esistenza del nostro popolo, per prendere posizione insieme con il governo del Reich di fronte a ciò che i nostri nemici chiamano condizioni di pace. Quando vedo nella vostra assemblea teste di rappresentanti dei vari popoli e terre tedesche, allora so di essere di cuore unito a voi nell’onore e nella solennità di questa ora, su cui incombe un solo comandamento: Noi apparteniamo insieme, dobbiamo restare uniti!»

Riguardo al progetto di trattato di pace sottoposto, egli osservò: «Abbiamo fatto controproposte e ne faremo ancora altre. Vediamo il nostro compito importante nel giungere a negoziati. Questo trattato è, secondo il parere del governo del Reich, inaccettabile, così inaccettabile che non riesco a credere che la terra possa sopportare un libro simile, senza che da tutte le gole, da tutti i paesi, senza distinzione di partito, non si alzi il grido: Via con questo piano assassino! Qui e là già si muove la consapevolezza, nei paesi neutrali, in Italia e in Inghilterra, sì, persino nella Francia socialista. Ringrazio tutti coloro da cui una tale parola si leva.» E ancora: «La pace che ci è destinata produrrebbe l’imbarbarimento delle forze etiche e morali. Sarebbe il segnale dell’inizio di un’epoca in cui, di nuovo, come per quattro anni, soltanto più traditoriamente, i popoli sarebbero la vittima assassina della guerra, l’uomo il lupo dell’uomo. Sappiamo e vogliamo dirlo sinceramente, che questa pace che viene sarà un tormento per noi. Ma soltanto un trattato che possa essere mantenuto può essere vincolante per noi. Bisogna lasciarci la vita, il nostro unico capitale per il lavoro e il risarcimento. Soltanto un tale trattato può ricostruire il mondo, a un tale trattato la nostra firma, a sua persistenza la nostra lealtà, ai suoi compiti la nostra forza e il nostro lavoro!» E in conclusione: «Non la guerra, ma la dura pace del lavoro sarà il bagno d’acciaio per il nostro popolo indebolito. La pace del lavoro è il nostro obiettivo e la nostra speranza. Dobbiamo riprendere dalla sconfitta e dalla malattia della sconfitta, come anche i nostri nemici dovranno recuperare dalla malattia della vittoria. Sembra che il gigantesco campo di battaglia dal Mare del Nord al confine svizzero di nuovo sia vivo, che spettri sanguigni combattessero su tutti i cumuli di cadaveri. Non combattiamo più, vogliamo pace. Vediamo con orrore le devastazioni della politica della forza e del militarismo brutale. Ci allontaniamo con orrore dall’omicidio durato anni. Guai a coloro che hanno evocato la guerra! Ma tre volte guai a coloro che ritardano l’inizio della vera pace, anche solo un’ora!»

57 Sulle strade di Stoccarda regna la soldataglia: In un volantino emanato da un «Comitato d’azione» orientato in senso spartachista-comunista il 4 aprile 1919, verso la fine dello sciopero generale, era scritto ad esempio (in: Wilhelm Blos, Von der Monarchie zum Volksstaat. Zur Geschichte der Revolution in Deutschland, insbesondere in Württemberg, Volume 2, Stoccarda 1923, Capitolo «Scontri sanguinosi»): «Quattro giorni di battaglia accanita, provocata dal governo con tutti i mezzi, rimangono dietro di voi! La vostra pacifico sciopero generale è stato risposto dal governo Blos-Lindemann con il peggior terrore. La camarilla militare domina le strade. Pacifici passanti sono abbattuti indiscriminatamente da una soldataglia pazza.» Questo volantino è collegato con lo sciopero generale di aprile, il secondo tentativo di colpo di stato della Spartaco sinistra-radicale nel Württemberg. Il governo württembergese dell’epoca, sotto il socialdemocratico di maggioranza Wilhelm Blos (vedi annotazione a p. 64), riuscì a schiacciare militarmente la rivolta. Anche Hugo Lindemann (1867-1949), appartenente alla socialdemocrazia di maggioranza moderata, stretto collaboratore di Blos (vedi annotazione a p. 45), agì dal novembre 1918 nel governo provvisorio prima come ministro del lavoro e dopo il riassetto del governo nel marzo 1919 infine come ministro dell’interno, dopo che nel gennaio 1919 aveva assunto temporaneamente questo incarico. Come dottore in economia nazionale dal 1889, si impegnò per l’idea di un’amministrazione comunale auto-gestita complessiva. Dal 1903 al 1907 sedette come rappresentante del Partito socialdemocratico nel Reichstag. Nel ottobre 1919 abbandonò il suo incarico ministeriale per proseguire la sua carriera scientifica — Lindemann è considerato uno dei fondatori importanti della scienza comunale. Dal 1920 al 1933 insegnò come professore ordinario di scienze sociali all’Università di Colonia. Dal 1933 al 1945 fu sottoposto a divieto professionale.

le compagnie di sicurezza rimaste e le truppe di difesa dei confini: a seguito della smobilitazione e dello scioglimento dell’esercito tedesco in connessione con l’armistizio e la rivoluzione nel novembre 1918, la protezione dell’ordine pubblico e della sicurezza non era più garantita. Ciò indusse il Consiglio dei soldati del Württemberg — sopra la testa del ministro della guerra Ulrich Fischer (circa 1890-1950), sebbene membro della SPD, ma nel cuore sinistra-radicale, con l’approvazione della maggioranza del governo provvisorio — nel dicembre 1918 a istituire, con volontari dei resti del vecchio esercito, le cosiddette compagnie di sicurezza. Una delle forze trainanti di questa misura era Paul Hahn (1883-1952), ufficiale, socialdemocratico moderato e membro del Consiglio dei soldati württembergese, che fu incaricato della costruzione di queste nuove forze di sicurezza presso le precedenti sedi dell’esercito. Nel gennaio 1919 gli fu affidata la guida centrale delle truppe di sicurezza. Le truppe di sicurezza furono decisive per la repressione dei disordini istigati da forze sinistra-radicali nel gennaio e marzo/aprile 1919 nel Württemberg. Inoltre, parteciparono ai combattimenti dell’aprile 1919, che terminarono con la distruzione della repubblica dei consigli bavarese. Dopo la conclusione del cosiddetto «Accordo di Weimar» il 10 giugno 1919, in cui il Württemberg insieme a Baden, Baviera, Sassonia e Prussia rinunciò ai suoi diritti di riserva militare, le truppe di sicurezza furono incorporate nella Reichswehr provvisoria (vedi annotazione a p. 57).

Riguardo all’importanza delle truppe di sicurezza, Wilhelm Blos, presidente dell’epoca del governo provvisorio e successivamente presidente dello stato del Württemberg (vedi annotazione a p. 45), scrisse nei suoi ricordi «Von der Monarchie zum Volksstaat» (Volume 1, Stoccarda 1922, Capitolo «Il lavoro del governo»): «La creazione di questa forza armata produsse nel corso degli eventi e attraverso molti cambiamenti conseguenze di vasta portata. Il Württemberg divenne attraverso di essa il punto d’appoggio più saldo della repubblica tedesca nel sud e nell’ovest della Germania. La costante disponibilità di questa forza armata paralizzò i movimenti comunisti e affini nei paesi adiacenti, e nell’aprile 1919 le truppe württembergesi aiutarono a rovesciare il regime del terrore comunista a Monaco; nel marzo 1920 [in connessione con il putsch di destra Kapp] il governo del Reich espulso da Berlino insieme all’Assemblea nazionale trovò un rifugio sicuro nel Württemberg.»

E le mogli dei ministri del governo dell’epoca pubblicarono un appello per la raccolta di doni caritativi per le compagnie di sicurezza (in: Schwäbische Tagwacht, anno 39, n. 103, 6 maggio 1919), in cui tra l’altro era scritto: «Le nostre compagnie di sicurezza hanno sacrificato da mesi, in modo esemplare, la vita e la salute. Hanno sopportato le peggiori ingiurie e offese, e soltanto a loro dobbiamo di aver mantenuto nel Württemberg una relativa pace e ordine. Anche da noi c’era il pericolo, non solo che fosse stato saccheggiato, ma che anche molte vittime innocenti della popolazione sarebbero perite come in altri stati federali. Se a Stoccarda durante lo sciopero generale i nostri bambini, i malati, le puerpere hanno potuto essere riforniti almeno in una certa misura di latte, se in generale la nostra vita economica è stata mantenuta in movimento — per gran parte è il merito delle nostre compagnie di sicurezza.»

57 Legge sulla formazione di una Reichswehr provvisoria: Il 6 marzo 1919 l’Assemblea nazionale tedesca approvò la Legge sulla formazione di una Reichswehr provvisoria; entrò in vigore il 12 marzo 1919. Vi si legge (§ 1): «Il Presidente del Reich è autorizzato a sciogliere l’esercito esistente e a formare una Reichswehr provvisoria, che fino alla creazione della nuova Wehrmacht ordinata per legge al Reich, protegge i confini del Reich, attua gli ordini del governo del Reich e mantiene la pace e l’ordine all’interno.» E (§ 2, comma 1): «La Reichswehr deve essere formata su base democratica attraverso l’incorporazione di associazioni volontarie già esistenti e l’arruolamento di volontari. Le difese popolari già esistenti e associazioni simili possono essere incorporate a essa.» Inoltre (§ 2, comma 2): «Ufficiali e sottufficiali di ogni tipo e personale amministrativo dell’esercito esistente e delle sue strutture possono essere incorporati nella Reichswehr.»

Riguardo alla discussione del 14 maggio 1919:

58 Discussione: Questa discussione si è probabilmente tenuta nella sede filiale della Società Antroposofica in Landhausstraße 70 a Stoccarda. La delegazione dei conducenti di tram era presumibilmente guidata dal compagno Johannes Jansen. Riguardo alla data di questa discussione: vedi Appendice III, «Documenti sulla storia degli sforzi nel sistema della tripartizione sociale», Termine Discussione con i conducenti di tram, annotazione di Rudolf Steiner nel Quaderno 102, p. 178.

Riguardo alla conferenza del 15 maggio 1919:

59 Secondo conferenza: Anche la seconda conferenza per i membri del Consiglio dei lavoratori si tenne nella Casa delle Corporazioni in Eßlingerstraße 19. L’evento fu probabilmente diretto da Rudolf Gehring.

61 l’introduzione del sistema Taylor: Questo risale all’americano Frederick Winslow Taylor (1856-1915). Taylor era per professione un ingegnere meccanico; il suo interesse era rivolto alla razionalizzazione del lavoro. Fu l’inventore degli studi cronometrici negli impianti industriali e propose di suddividere i processi di produzione in piccoli passi con movimenti fissati di durata calcolata e di introdurre un sistema di retribuzione orientato alle prestazioni. Per lui era importante la separazione tra lavoro manuale e lavoro intellettuale — la divisione del processo di produzione in una parte creativo-organizzativa e una monotono-esecutiva. Pubblicò i risultati dei suoi studi nel 1911 a Londra in uno scritto intitolato «The Principles of Scientific Management» — apparso nel 1913 a Monaco con il titolo «Die Grundsätze wissenschaftlicher Betriebsführung» [I principi della gestione scientifica dell’impresa]. Il concetto di Taylor per aumentare la produttività del lavoro ha costituito la base per l’introduzione del lavoro a catena di montaggio, ad esempio da parte di Henry Ford (1863-1947) nella sua fabbrica di automobili a Detroit. È notevole che anche il rivoluzionario russo Lenin (vedi annotazione a p. 55), sebbene marxista, fosse tra i devoti delle idee di Taylor. Per lui, queste mostravano una strada percorribile per trasformare i contadini in operai industriali.

potrebbe comunque avere effetti positivi: Nel primo pomeriggio di domande del 25 maggio 1919 a Stoccarda (GA 337a), Rudolf Steiner sottolineò di fronte al Dr. Paul Riebensahm, (1880-1971), allora membro supplente del Consiglio d’amministrazione della Daimler-Motoren-Gesellschaft e direttore dello stabilimento di Untertürkheim: «Volevo solo dire che questo sistema Taylor, in determinate circostanze, se fosse applicato sotto diverse condizioni, potrebbe portare a qualcosa di positivo; ma sotto il nostro sistema attuale porterebbe soltanto a un peggioramento di tutti i danni del sistema.»

62 Si deve nel rapporto sociale, che nel collaborare del capitale e della forza di lavoro umana: Questa frase è presa letteralmente dallo scritto di Rudolf Steiner «I punti nodali della questione sociale nelle necessità vitali del presente e del futuro» (GA 23). Nel terzo capitolo, «Capitalismo e idee sociali — Capitale e lavoro umano»).

Nel suo scritto «I punti nodali della questione sociale nelle necessità vitali del presente e del futuro» (GA 23), Rudolf Steiner ha dato un’esposizione fondamentale dell’idea di tripartizione del corpo sociale da lui sostenuta. Si tratta di una rielaborazione di contenuto e ampliamento dei quattro discorsi pubblici sulla «Questione sociale» che Rudolf Steiner ha tenuto dal 3 al 12 febbraio 1919 a Zurigo (in GA 328). Per la Germania e la Svizzera erano previste due edizioni speciali, diverse per l’appendice ma contenutisticamente identiche. L’edizione tedesca apparve nell’aprile 1919 presso l’editore «Greiner & Pfeiffer» a Stoccarda, e la «Società fiduciaria del Goetheanum Dornach m.b.H.», l’ufficio centrale tedesco per il sostegno finanziario della costruzione del Goetheanum, assunse la responsabilità dell’edizione. L’edizione svizzera fu messa in vendita nel maggio 1919, pubblicata dalla «Verlag des Goetheanum» a Dornach. Poiché questo editore inizialmente esisteva soltanto sulla carta, l’editore «Rudolf Geering-Verlag» di Basilea servì come editore in conto vendita. Infine — intorno a giugno 1919 — giunse ancora un’edizione austriaca, che apparve presso la «Manzsche Verlags- und Universitäts-Buchhandlung» a Vienna, ma fu finanziata dalla Società fiduciaria di Stoccarda. Queste tre edizioni nazionali sono considerate le prime tre edizioni dei «Punti nodali». I «Punti nodali» trovarono soprattutto in Germania una vendita molto rapida, così che l’edizione tedesca dovette essere ristampata tre volte nel corso del 1919, dove i rispettivi appendici furono adattati alle esigenze di propaganda momentanea del movimento per la tripartizione. A metà del 1920 fu di nuovo necessaria una ristampa. A questo scopo, Rudolf Steiner integrò i «Punti nodali» con una «Prefazione e introduzione» oltre a alcune note a piè di pagina esplicative. Nel dicembre 1920 apparve infine a Stoccarda la quarta edizione riveduta dei «Punti nodali» presso la «Der Kommende Tag Verlag» — la divisione editoriale del Giorno che viene — che apparteneva all’associazione imprenditoriale di Stoccarda. Questa edizione era ora destinata all’intero territorio di lingua tedesca.

62 sulla fissazione della quota di ciascuno: In questo scritto «I punti nodali della questione sociale nelle necessità vitali del presente e del futuro» (GA 23), si trova anche una descrizione del libero rapporto contrattuale tra datore di lavoro e lavoratore, così come lo concepiva Rudolf Steiner (Capitolo III, «Capitalismo e idee sociali — Capitale e lavoro umano»): «E questo rapporto non si riferirebbe allo scambio di merce, rispettivamente denaro, per forza lavoro, bensì alla fissazione della quota che ciascuna delle due persone ha, che portano la merce a compimento insieme.»

63 come è necessario per il loro sostentamento: Nell’articolo «Necessità di vita internazionali e tripartizione sociale» (in GA 24), Rudolf Steiner scrive riguardo al commercio estero — questo articolo fu pubblicato in due parti, il 15 e il 22 luglio 1919 nell’periodico settimanale «Tripartizione del corpo sociale» (anno 1, n. 2 e 3): «Una gestione aziendale che lavora per l’esportazione sarà in grado di agire nel rapporto con l’estero da completa iniziativa libera; e sarà nella situazione di entrare all’interno del paese in tali connessioni con altre associazioni, che le sono più favorevoli nell’approvvigionamento di materie prime e simili. Lo stesso varrà per un’azienda di importazione. Determinante in questa configurazione del ciclo economico sarà soltanto che attraverso il rapporto con l’estero non siano prodotti o introdotti nuovi prodotti, i cui costi di produzione o prezzo di acquisto pregiudichino il tenore di vita della popolazione lavoratrice del paese. Il lavoratore che lavora per l’estero dovrà ricevere come compenso per i suoi prodotti tanto quanto è necessario per il suo tenore di vita.»

attraverso colui che lo consuma: Nel suo scritto «I punti nodali della questione sociale nelle necessità vitali del presente e del futuro» (GA 23), Rudolf Steiner scrive riguardo ai bisogni degli uomini (Capitolo III, «Capitalismo e idee sociali — Capitale e lavoro umano»): «Che esistano istituzioni per soddisfarli è il compito della vita economica. Queste istituzioni non possono avere nulla a che fare se non soltanto con la produzione e lo scambio di merci, cioè di beni che ottengono il loro valore dal bisogno umano. La merce ottiene il suo valore attraverso colui che la consuma.»

la sua quota, il lavoratore l’altra: Vedi il testo dello scritto «I punti nodali della questione sociale nelle necessità vitali del presente e del futuro» (GA 23), dove Rudolf Steiner descrive il processo nel suo corso effettivo (Capitolo II, «Le soluzioni realistiche richieste dalla vita per le questioni e le necessità sociali»): «In realtà, il datore di lavoro riceve dal lavoratore merci, che possono sorgere soltanto se il lavoratore mette a disposizione la sua forza lavoro per il loro sorgimento. Dal controvalore di queste merci, il lavoratore riceve una quota, il datore di lavoro un’altra. La produzione delle merci si effettua attraverso la collaborazione del datore di lavoro e del dipendente. Il prodotto della collaborazione comune entra per primo nel ciclo della vita economica. Per la produzione del prodotto è necessario un rapporto giuridico tra lavoratore e imprenditore.»

63 per la maggior parte non più veramente presente: Nel quinto serata di discussione con i consigli degli operai dei grandi stabilimenti di Stoccarda del 24 giugno 1919 (in GA 331), Rudolf Steiner richiamò l’attenzione sul significato decrescente del plusvalore: «Veda, in molti aspetti la situazione è tale che le vecchie verità oggi non sono più verità affatto. È naturalmente una verità profonda, la verità del plusvalore, solo che oggi per la maggior parte non è più presente, ma è già stata gettata al vento, e ciò che oggi è così temuto come capitalismo sta in realtà su un terreno terribilmente vuoto. Non sa più come aiutarsi.»

beni spirituali e materiali fornire: Come Rudolf Steiner si immaginava la distribuzione del «plusvalore», si trova ad esempio nel suo scritto «I punti nodali della questione sociale nelle necessità vitali del presente e del futuro» (GA 23) (Capitolo III, «Capitalismo e idee sociali — Capitale e lavoro umano»): «Un corpo sociale, che corrisponde al modo di concepire così caratterizzato, trasformerà la prestazione superiore, che un uomo compie sulla base delle sue capacità individuali, similmente nella generalità, come egli trarrà dalla generalità il sostegno legittimo per la prestazione inferiore dei meno dotati. Il plusvalore non sarà creato per il godimento non legittimo del singolo, bensì per l’aumento di ciò che può fornire al corpo sociale beni spirituali o materiali, e per la cura di ciò che all’interno di questo corpo sorge dal suo seno, senza che possa servirgli direttamente.»

è nel migliore dei casi una sorta di fiscalizzazione: Rudolf Steiner rifiutava la fiscalizzazione come forma possibile della socializzazione come una strada sbagliata. Ha detto il 24 giugno 1919 in occasione del quinto pomeriggio di discussione con i consigli degli operai dei grandi stabilimenti di Stoccarda (in GA 331): «Tra i compiti più difficili della socializzazione c’è trovare come all’interno dell’ordine sociale la prestazione e la controprestazione possono essere regolate in modo corretto. E dovranno fare il primo inizio di questa regolazione, cioè della vera socializzazione, i consigli degli impianti. Questo significa che ai consigli degli impianti è posto un grande, un obiettivo del tutto fondamentale, poiché dovranno per la prima volta fare sul serio con ciò di cui gli altri parlano soltanto in frasi: con la socializzazione. Ciò che oggi la maggior parte della gente si immagina sotto socializzazione, questo non è per la maggior parte non soltanto nessuna socializzazione, ma nel migliore dei casi una sorta di fiscalizzazione. In alcuni casi non ci sono affatto pensieri e rappresentazioni chiari.»

64 Le misure di nazionalizzazione avviate in Russia: Subito dopo la loro presa del potere il 7 novembre/25 ottobre 1917, i bolscevichi russi sotto la guida di Lenin (vedi annotazione a p. 55) iniziarono a ricostruire l’economia della Russia. All’inizio il «Decreto su terra e terreno» elaborato dal nuovo governo degli operai e dei contadini fu approvato dal II Congresso panrusso dei soviet l’8 novembre/26 ottobre 1917, che dichiarava il terreno proprietà comune di tutti coloro che vi lavorano sopra, il che equivaleva a una confisca della grande proprietà fondiaria a favore dei soviet contadini. Nel «Decreto sul controllo dei lavoratori» del 14 novembre/26 ottobre 1917, inizialmente si rinunziò a una nazionalizzazione delle aziende industriali, ma furono poste sotto il controllo dei soviet dei lavoratori. Per controllare i processi economici secondo un piano unitario, il 15 dicembre/2 dicembre 1917 fu emanato il Decreto per l’istituzione di un’autorità economica centrale, il Consiglio supremo dell’economia nazionale. Questa autorità centrale si sviluppò molto rapidamente in un gigantesco e complesso apparato burocratico. Il 28 giugno 1918 fu decretata la nazionalizzazione di tutte quelle aziende industriali il cui capitale raggiungesse o superasse un milione di rubli. Ma fu avviata anche la nazionalizzazione del lato consumistico. Con decreto del 16 marzo 1919, in tutti i centri urbani del paese furono istituiti comuni di consumatori, che si basavano sull’iscrizione obbligatoria. Costituirono la base per l’attuazione del razionamento di beni economici essenziali. Per la distribuzione dei beni era responsabile il Commissariato del popolo per l’approvvigionamento, che i beni necessari — soprattutto generi alimentari — spesso semplicemente confiscava, per distribuirli per lo più gratuitamente o al massimo a un prezzo simbolico ai bisognosi, dove le persone classificate come nemici di classe spesso non ricevevano nulla.

Queste misure di nazionalizzazione trovarono la loro base costituzionale nella Costituzione della Repubblica Socialista Federativa Russa — così il nome ufficiale dell’Unione Sovietica dalla Russia da questa data. Nell’articolo 9 era descritto l’obiettivo principale dello stato sovietico russo: «Il compito principale della Costituzione, destinata al presente momento di transizione, della Repubblica Federativa Russa consiste nell’istituzione della dittatura del proletariato urbano e rurale e dei contadini più poveri nella forma del potente potere sovietico panrusso per la completa soppressione della borghesia, per l’abolizione dello sfruttamento dell’uomo da parte dell’uomo e per l’istituzione del socialismo, sotto il quale non avrà luogo né una divisione in classi né un potere statale.» Di conseguenza, nell’articolo 10, il sistema soviet o consiliare fu dichiarato fondamento del potere dello stato: «La Repubblica Russa è una società socialista libera di tutti i lavoratori della Russia. Tutto il potere entro i confini della Repubblica Socialista Federativa Russa appartiene all’intera popolazione lavoratrice del paese, che è unita nei soviet cittadini e rurali.» E ciò significava secondo l’articolo 12 per la regolazione del potere supremo nello stato: «Il potere supremo nella Repubblica Socialista Federativa Russa appartiene al Congresso panrusso dei soviet e nel periodo tra le sue riunioni al Comitato esecutivo centrale panrusso dei soviet.»

Questo obiettivo della creazione di una comunità socialista si riteneva potesse essere raggiunto attraverso misure di nazionalizzazione complessiva. Così fu stabilito nell’articolo 3, tra l’altro:

Per la realizzazione della socializzazione della terra, la proprietà privata della terra è abolita. L’intera terra è dichiarata proprietà di tutto il popolo e consegnata ai lavoratori senza nessun compenso sulla base di un’utilizzazione del terreno compensativa.

Tutte le foreste, i giacimenti minerali e i corpi d’acqua di importanza nazionale, nonché l’intero inventario vivo e morto, le fattorie modello e le aziende agricole modello sono dichiarati proprietà nazionale.

Come primo passo verso il pieno passaggio delle fabbriche, dei cantieri, delle miniere, delle ferrovie e degli altri mezzi di produzione e trasporto nella proprietà della repubblica operaia e contadina sovietica, i decreti emanati dai soviet sul controllo dei lavoratori e sul Consiglio supremo dell’economia nazionale sono confermati, con l’obiettivo di assicurare il potere della popolazione lavoratrice sugli sfruttatori.

E inoltre:

Il passaggio di tutte le banche nella proprietà dello stato dei lavoratori e dei contadini, come una delle precondizioni per la liberazione delle masse lavoratrici dal giogo del capitale, è confermato.

Per l’eliminazione degli strati parassitari della società e per l’organizzazione dell’economia, è introdotto il dovere generale del lavoro.

Il 27 dicembre 1919 fu creata una Commissione per il dovere del lavoro, che stava sotto la guida del Commissario del popolo per la difesa — Leo Davidovic Trotsky (in realtà Lev Davidovic Bronstejn, detto Trotsky, 1879-1940) — e che permise di sottomettere tutti i lavoratori e i contadini a una disciplina militare; per i contadini sussisteva l’obbligo di consegna di generi alimentari. L’obiettivo di tutte queste misure era la distruzione del libero mercato.

Riguardo alla conferenza del 17 maggio 1919:

65 Terza conferenza: Questa si tenne anch’essa nella Casa delle Corporazioni in Eßlingerstraße 19. L’evento fu presumibilmente diretto da Rudolf Gehring; ulteriori informazioni non sono note.

Come ho mostrato l’altro ieri: Nella conferenza del 15 maggio 1919 per i membri del Consiglio dei lavoratori Grande Stoccarda (in questo volume).

Riguardo alla conferenza del 21 maggio 1919:

69 Conferenza: Questo incontro si è probabilmente tenuto nella sede filiale della Società Antroposofica in Landhausstraße 70. Possibilmente il compagno Johannes Jansen, come collegamento con i conducenti di tram, ha diretto l’assemblea.

71 gli articoli del «Socialdemocratico» su Steiner e la tripartizione letti: Gli articoli non hanno potuto essere verificati poiché i numeri corrispondenti di questo giornale non sono più disponibili.

72 questo aderisce alla concezione materialistica della storia: Il materialismo storico apparteneva ai pezzi fondamentali della concezione marxista del mondo. Così scrisse Karl Marx, il grande teorico di questa visione del mondo, nella «Prefazione» al suo scritto «Per la critica dell’economia politica» (Berlino 1859): «Nel processo della loro produzione sociale, gli uomini entrano in rapporti determinati, necessari, indipendenti dalla loro volontà — rapporti di produzione, che corrispondono a una data fase di sviluppo delle loro forze produttive materiali. L’insieme di questi rapporti di produzione costituisce la struttura economica della società, la base reale, sulla quale si eleva una sovrastruttura giuridica e politica, e alla quale corrispond no determinate forme di coscienza sociale. Il modo di produzione della vita materiale condiziona il processo della vita sociale, politica e spirituale in generale. Non è la coscienza degli uomini che determina il loro essere, ma al contrario è il loro essere sociale che determina la loro coscienza.» Questa concezione dello spirituale come ideologia era molto diffusa nei circoli dei proletari dell’epoca.

72 Un tale sistema di consigli come quello della Russia: Vedi annotazione a p. 55.

Riguardo alla discussione del 27 maggio 1919:

74 Terzo incontro: La data di questo incontro si basa su un’ipotesi e non è definitivamente accertata. È da presupporre che anche questo incontro si sia tenuto nella Casa delle Corporazioni in Eßlingerstraße 19.

Documenti Consigli degli operai (3): Giugno 1919

L’atteggiamento dei lavoratori nei confronti dell’idea di tripartizione si sviluppò in direzione contraddittoria: da un lato, si formò un piccolo circolo di operai che stava fermamente per l’idea di tripartizione, dall’altro lato, il numero di coloro che la rifiutavano crebbe: Molti operai, che originariamente erano stati entusiasti delle idee portate da Rudolf Steiner, si allontanarono sotto la pressione dei leader del partito. Fidavano più nel partito che in Rudolf Steiner. Dopo una riunione del partito, l’ulteriore attività di Rudolf Steiner nell’ambito del Consiglio dei lavoratori di Stoccarda terminò. In questo modo, la connessione diretta con gli organi dei consigli creati dalla rivoluzione fu interrotta. Il lavoro di sensibilizzazione fu comunque continuato dall’Associazione per la Tripartizione, propagandando intensamente per l’elezione di consigli degli impianti nel senso della tripartizione, ma sempre di più apparve il pericolo di un’appropriazione unilaterale del movimento per la tripartizione: Minacciava di svilupparsi in un movimento puramente economico, che contraddiceva l’idea della tripartizione, che vedeva un obiettivo altrettanto importante nella realizzazione di una vita dello spirito libera come nella creazione di una vita economica caratterizzata dal principio della fraternità.

80 Ludwig von Polzer-Hoditz: l’aristocratico austriaco Ludwig Conte (von) Polzer-Hoditz (1869-1945) era uno stretto allievo di Rudolf Steiner. Era molto interessato ai retroscena degli eventi politici e si impegnò attivamente per molti anni per la diffusione e l’attuazione dell’idea di tripartizione. La sua attività per questo scopo iniziò quando nel luglio 1917 fu chiamato da Rudolf Steiner a Berlino per colloqui in cerchia ristretta. Come risultato di questi colloqui, Rudolf Steiner scrisse i cosiddetti «Memoranda» — pensieri per una ricostruzione sociale come possibilità per la fine della catastrofe della guerra. Erano destinati come aiuto nell’orientamento per personalità in posizioni politicamente importanti. Polzer-Hoditz fu incaricato da Rudolf Steiner del compito di favorire la diffusione di questi pensieri. Tra gli altri, trasmise il memorandum a suo fratello Arthur Conte di Polzer-Hoditz e Wilamowitz (1870-1945); questi era direttore del gabinetto nella cancelleria imperiale, cioè di fatto segretario personale dell’Imperatore Carlo, l’ultimo monarca austro-ungarico. Dopo la fine della guerra, ha lavorato per la diffusione dell’idea di tripartizione, tra gli altri anche in Austria, dove nel marzo 1919 ha assunto la presidenza del «Comitato per l’Austria» per la diffusione dell’Appello di Rudolf Steiner (vedi annotazione a p. 28). Dopo la fondazione dell’«Associazione per la Tripartizione», dal maggio 1919 ha guidato il provisionale, successivamente il definitivo Comitato esecutivo dell’«Associazione austriaca per la Tripartizione». In questo periodo ha coltivato stretti rapporti con Stoccarda e ha anche partecipato alle attività locali. Gli sforzi di tripartizione hanno trovato in Austria solo un debole riscontro e non andarono oltre un inizio. Poiché Polzer-Hoditz era sempre più attivo in altri luoghi, l’ufficio amministrativo a Vienna rimase sempre più privo di personale. Nel corso del 1920 — la data esatta non è nota, ma potrebbe essere stato a luglio — ha rinunciato alla presidenza e quindi alla gestione dell’ufficio. Il vero apice del lavoro è stato costituito dal «Congresso Est-Ovest» dal 1º al 12 giugno a Vienna — un evento splendido, al quale Polzer-Hoditz come direttore del congresso era partecipe in prima linea. Da Polzer-Hoditz ci sono appunti autobiografici, usciti sotto il titolo «Ricordi di Rudolf Steiner» (Dornach 1985).

80 Walter Johannes Stein: Già durante i suoi anni di ginnasio, Walter Johannes Stein (1891-1957) si sentì attratto dall’antroposofia e lesse gli scritti di Rudolf Steiner. L’incontro personale con Rudolf Steiner l’indusse a diventare membro della Società Antroposofica nel 1913. L’anno precedente si era iscritto all’Università di Vienna per lo studio delle materie Matematica, Fisica e Filosofia. La Prima guerra mondiale la visse come ufficiale nell’esercito austro-ungarico. Nei momenti liberi dal servizio lavorò alla sua dissertazione «Contributi storico-critici allo sviluppo della filosofia moderna» accompagnata da Rudolf Steiner; la sua promozione avvenne nel 1919. Si entusiasmò per l’idea di tripartizione e fu tra i combattenti della prima ora. Come oratore brillante, che sapeva affascinare i suoi ascoltatori, agì da maggio ad agosto 1919 a Vienna come rappresentante del movimento per la tripartizione in Austria, senza però poter provocare un cambiamento duraturo dei modelli di pensiero tradizionali. Nel 1919 fu portato da Rudolf Steiner a Stoccarda per l’insegnamento presso il nascente Waldorf Schule. Qui insegnò i soggetti letteratura e storia. Inoltre, ha partecipato molto attivamente alla vita del movimento antroposofico; dal 1923 al 1928 ha fatto parte del consiglio della Società Nazionale tedesca, dove spesso ha rappresentato posizioni polarizzanti. Stein ha svolto una ricca attività di conferenze e corsi. La sua attività pubblica — soprattutto anche all’estero — ha assunto un’estensione tale che la sua attività didattica sempre più passò sullo sfondo. Nel 1932 l’ha abbandonata definitivamente e nel 1933 ha trasferito la sua residenza a Londra, dove ha operato a fianco di Daniel Nicol Dunlop in connessioni economiche globali. Dopo la sua morte nel 1935, ha cercato di continuare le intenzioni di Dunlop e di operare per l’idea di tripartizione a più alto livello politico, anche se senza un successo decisivo. Nel dopoguerra era noto soprattutto come oratore appassionante per la causa dell’antroposofia; inoltre era anche attivo come guaritore non convenzionale. Nel 1939 divenne cittadino britannico.

Ho viaggiato due giorni fa in auto verso Tubinga: Questa indicazione è sbagliata di un giorno: L’incontro con il corpo docente si tenne domenica, 15 giugno 1919, nella casa del prof. Robert Wilbrandt. L’aveva promosso il prof. Wilhelm von Blume.

Blume sempre più viene meno: Vedi annotazione a p. 34.

convocato davanti a un tribunale del suo partito: In connessione con gli sforzi dei consigli degli impianti dell’Associazione per la Tripartizione, è stato riferito in un articolo di giornale — apparso il 10 giugno 1919 nel «Neckar-Zeitung» (anno 176, n. 132) ostile a questa causa: «Infine, secondo il , il 5 giugno un’assemblea dei delegati degli Indipendenti ha adottato una risoluzione in cui si chiede di invitare all’imminente assemblea degli iscritti tutti i compagni che si sono dedicati al Dr. Steiner, per esporre loro il loro operato dannoso per il partito.» Questa assemblea degli iscritti della sezione di Stoccarda del Partito socialdemocratico indipendente tedesco si tenne infine il 16 giugno 1919.

80 Ieri sera c’era una riunione del comitato: Non si tratta di una riunione del Comitato federale — del Comitato esecutivo dell’Associazione — bensì del Comitato dei lavoratori (vedi annotazione a p. 27), i cui membri si sentivano politicamente vincolati al Partito socialdemocratico indipendente. La riunione si tenne nella Casa delle Corporazioni.

81 a cena da [Alice] Kinkel: Alice Kinkel-Widmayer (1866-1943) apparteneva al circolo dei membri fedeli di lunga data. Dal 1905 era membro della Sezione tedesca della Società teosofica e accompagnò Rudolf Steiner per anni nei suoi viaggi di conferenze. Nei rispettivi luoghi di conferenze, allestì un banchetto di libri. Dopo la costruzione della sede filiale in Landhausstraße 70, su esplicito desiderio di Rudolf Steiner, assunse nel 1911 l’amministrazione di questa proprietà e vi abitò — insieme a suo marito Wilhelm — fino al 1920.

Riguardo alla discussione del 17 giugno 1919:

86 Discussione con rappresentanti dei partiti: Questa discussione si tenne nella Casa delle Corporazioni in Eßlingerstraße 19. Secondo una lettera di Ludwig von Polzer-Hoditz del 18 giugno 1919 a Walter Johannes Stein (in questo volume), questa discussione è iniziata alle 17.30 e ha durato fino dopo le 21.00.

nel Comitato dei lavoratori dell’Associazione per la Tripartizione: Vedi annotazione a p. 27.

che fosse stato presente quella sera: Robert Wörner era membro dell’USPD ed era estremamente critico nei confronti del movimento per la tripartizione per ragioni personali (vedi annotazione a p. 87).

sulla relazione di Heuser e il suo articolo: Si tratta del contributo «Consiglio dei lavoratori intellettuali e Spirito popolare», scritto da un certo Dr. Heuser, membro del Partito comunista tedesco, e pubblicato nell’settimanale «Der Arbeiter-Rat. Organo dei Consigli dei lavoratori della Germania» (anno 1, n. 18, 23ª settimana = circa il 4 giugno 1919) curato da Ernst Däumig. Ulteriori dettagli su questo «Dr. Heuser» non hanno potuto essere trovati.

87 E questa opinione è condivisa dalla grande maggioranza: Hans Stetter, segretario del partito dell’USPD a Stoccarda, era anche membro del Consiglio dei lavoratori Grande Stoccarda.

All’accusa di corruzione di Wörner: Nella rivista «Tripartizione del corpo sociale» del 5 agosto 1919 (anno 1, n. 5), Emil Molt spiegò di che si trattava con quest’accusa. Ha scritto: «In un’assemblea pubblica nella Siegle-Haus, Wörner accusò i nostri amici del Comitato dei lavoratori di corruzione. Corretto dagli Signori Gönnenwein, Roser e Lohrmann, la cui onorabilità è assolutamente provata, Wörner scrisse in una lettera a me del 9 giugno 1919 di nuovo:
Poco prima, Wörner aveva sollevato l’accusa di corruzione nei confronti di Molt in relazione al licenziamento della sua fidanzata, che era impiegata presso la fabbrica di sigarette Waldorf-Astoria (vedi annotazione a p. 70) e era stata licenziata per motivi disciplinari. In una «Lettera aperta» che era stata pubblicata nel quotidiano «Der Socialdemocrat. Organo dei socialdemocratici indipendenti del Württemberg» del 24 luglio 1919 (anno 1919, n. 153), si rivolse a Emil Molt: «Poiché si rifiuta di permettere di tornare al lavoro della lavoratrice licenziata e punita da lei o dal suo comitato, da me desiderata, e rendete impossibile così la prova che non è una sobillatrice, affermo quanto segue: 1. Il tumulto nell’officina, non provocato dalla ragazza in alcun modo, ma causato dai licenziamenti minacciosi, non porta neanche a un’avvertenza ufficiale malgrado il diritto formale. Il licenziamento avvenne piuttosto sulla base di affermazioni fatte in un’assemblea di stabilimento dell’USPD Si è concluso con la frase: Non si possono credere alle belle parole di un fabbricante quando gli atti si oppongono a esse. Grazie al suo audace impegno qui e là, la lavoratrice ha salvato altri dal perdere il lavoro. Lei stessa è caduta per questo — un vecchio trucco da capitalista.»

Il «Comitato dei lavoratori della fabbrica di sigarette Waldorf-Astoria» ha preso anche una posizione sulla letterina del 26 luglio 1919 in una «Lettera aperta» — questa lettera fu pubblicata lo stesso 30 luglio 1919 nel medesimo quotidiano (anno 1919, n. 158). Nel confronto con Wörner, ha chiarito: «Se anche i vostri tentativi di far riassumere la lavoratrice nella Waldorf-Astoria sono da riconoscere dal punto di vista umano, tuttavia da un uomo che vuole recitare un ruolo nella vita politica, e che in questo affare è andato pure in pubblico, ci saremmo aspettati un po’ più di obiettività, anche se si tratta di una persona a voi molto vicina — voi designate la signorina in lettere private al Signor Molt come la vostra fidanzata — o proprio per questo..» E ancora: «Il Comitato dei lavoratori della fabbrica di sigarette Waldorf-Astoria, responsabile del licenziamento della lavoratrice, deve opporre alle affermazioni false che servite ai lettori del nel vostro Lettera aperta, i seguenti fatti: La lavoratrice utilizzò il suo tempo di lavoro nella Waldorf-Astoria non solo per il lavoro, ma spesso per diffondere affermazioni non vere contro il Signor Molt tra i suoi colleghi. Vari reclami da parte delle sue stesse colleghe, che continuamente la molestava con la sua invadenza, indussero il Comitato dei lavoratori a convocare un’assemblea di stabilimento per appurare la base di queste affermazioni e anche risolvere eventuali reclami giustificati e abusi. La lavoratrice aveva affermato, tra le altre cose, che le parole del Signor Molt non concordavano con i suoi atti e che le operaie nel loro guadagno erano sempre in difetto.» E infine: «Nella riunione di stabilimento, è stato provato esattamente il contrario di queste affermazioni. L’attuale guadagno delle operaie, con il corrente orario di lavoro settimanale di 30 ore, è persino superiore al guadagno con l’orario di 48 ore settimanali prima della rivoluzione. Dopo questa riunione di stabilimento, la collega era soddisfatta delle spiegazioni date e ha riconosciuto l’errore della sua affermazione. Ha ricevuto dal direttore parole di apprezzamento per aver espresso apertamente le sue opinioni, e il Signor Molt stesso le ha detto che considerava le sue affermazioni non corrette come dimenticate. Tuttavia, poco dopo, nonostante ripetuti avvertimenti da parte dei membri e del presidente del Comitato dei lavoratori, ha ripreso i suoi chiacchieracci.» In questa «Lettera aperta», è ulteriormente descritto il motivo per cui alla fine ci fu comunque il licenziamento.

È stato anche riferito per quale motivo non era disposta nella Waldorf-Astoria a revocare il licenziamento: «In più lettere al Signor Molt avete chiesto la riassunzione della vostra fidanzata. Queste lettere sono curiosità. In una di queste lettere, nella prima pagina accusate il Signor Molt della peggiore corruzione del vostro Comitato dei lavoratori, e così via, e nella seconda pagina chiedete la riassunzione della precedente collega. Tuttavia, nonostante questo — a causa dei vostri ripetuti appelli in queste lettere per la riassunzione — abbiamo permesso una votazione nei locali di lavoro in cui la lavoratrice era impiegata, sulla sua riassunzione, con il risultato che la riassunzione è stata unanimemente respinta.

Attestazione bibliografica di pubblicazioni precedenti

Secondo incontro degli interessati alla fondazione di un Consiglio culturale del 7 giugno 1919:

Bollettino dell’Associazione per la Tripartizione del corpo sociale n. 2/3 (metà agosto 1919), pp. 50-55

Quarto incontro degli interessati alla fondazione di un Consiglio culturale del 10 luglio 1919:

Bollettino dell’Associazione per la Tripartizione del corpo sociale n. 4/5 (dicembre 1919), pp. 22-32

Contributi alla raccolta completa di Rudolf Steiner n. 103 (Michaeli 1989), pp. 3-17

Sesto incontro degli interessati alla fondazione di un Consiglio culturale del 25 luglio 1919:

Bollettino dell’Associazione per la Tripartizione del corpo sociale n. 6 [s.d. s.a.], pp. 3-13

Indice dei nomi

Indice generale dei nomi

Barthelmes, Emil 46 Blume, Wilhelm von 34, 80 Engelhardt, Franz 26 Gehring, Rudolf 26 Hamburger, Emil 81 Haupt, Felix 85 Heisler, Hermann 80 Heuser, [nome sconosciuto] 86, 87 Jagow, Gottlieb von 29 Kinkel, Alice 81 Kolisko, Eugen 81 Kühn, Hans 23, 24, 25, 26, 27, 47, 83, 85 Leer, Josef van 80 Lohrmann, Georg 25

Molt, Emil 22 Polzer-Hoditz, Ludwig Conte von 80 Römer, Karl 48 Scheidemann, Philipp 56 Stein, Walter Johannes 80 Taylor, Frederick Winslow 61 Thomastik, Franz 81 Unfried, Emil 26 Unger, Carl 52 Wirsching, Eugen 26 Zernicke, Hermann 26 Zetkin-Eißner (Zundel-Eißner), Clara 43 Ziegler, Georg 26

Indice dei partecipanti alle discussioni nelle riunioni dei consigli dei lavoratori

** = Nome / Cognome non accertato con ultima certezza

Beine*, Hermann 54 Benzinger, Max AKB 51, 70, 88 Bihl, Friedrich AR 36 Blumer, Alois AR 43 Dorfner, Siegfried AKB 51 Dreher, Andreas AR 71 Engelhardt, Franz AR 32, 35, 36 Gehring, Rudolf AR 28, 39, 42, 46 Gönnenwein, Gottlieb AKB 87 Hüttelmeyer, Philipp AR / AKB 53 Krämer, Karl AR 39 Lohrmann, Georg AR/AKB 51, 53, 54 Maier, Georg 72 Minder, Karl 70 Mittwich, Hermann AR / AKB 37 Mössel, Hans AR / AKB 51, 52, 54, 57 Müller, Georg AR 39 Römer, Karl AR 35, 42, 48 Roser, Wilhelm AKB 55 Schlipf, Josef AR 42 Schulz, Friedrich AR 41 Stetter, Hans AR 87 Wörner, Robert 86, 87

Abbreviazioni:

AR Membro del Consiglio dei lavoratori AKB Membro del Comitato dei lavoratori dell’Associazione

L’affiliazione partitica dei singoli oratori è nota solo in parte.

Appartenevano al P.S.D.: Dreher, Andreas / Gehring, Rudolf / Müller, Georg

Appartenevano all’USPD: Engelhardt, Franz / Gönnenwein, Gottlieb / Mittwich, Hermann / Mössel, Hans / Schlipf, Josef / Stetter, Hans / Wörner, Robert / Ziegler, Georg

Appartenevano al P.C.D.: Römer, Karl / Schulz, Friedrich

Bibliografia del tema

Gli scritti fondamentali di Rudolf Steiner sull’idea della tripartizione sociale

GA 23 I punti nodali della questione sociale nelle necessità vitali del presente e del futuro (Stoccarda/Dornach/Vienna 1919¹, Stoccarda 1920⁴)

In attuazione della tripartizione del corpo sociale (Stoccarda 1920) così come ulteriori articoli 1919 fino a 1920

fino a ora contenuti in:

GA 24 Articoli sulla tripartizione del corpo sociale (1915-1921)

in futuro suddivisi in:

GA 24a In attuazione della tripartizione del corpo sociale (Titolo di lavoro, previsto)

GA 24b Per la comprensione della tripartizione del corpo sociale (Titolo di lavoro, previsto)

Le conferenze pubbliche di Rudolf Steiner sull’idea della tripartizione sociale

GA 328 La questione sociale — Conferenze febbraio-marzo 1919 (Zurigo)

GA 329 La liberazione dell’essenza umana come fondamento per una riorganizzazione sociale. Antico pensiero e nuova volontà — Conferenze marzo-novembre 1919 (in varie città svizzere)

GA 330 Riorganizzazione del corpo sociale — Conferenze aprile-luglio 1919 (Stoccarda)

GA 332a Futuro sociale — Conferenze ottobre 1919 (Zurigo)

GA 333 Libertà del pensiero e forze sociali. Le rivendicazioni sociali del presente e la loro attuazione pratica — Conferenze maggio-dicembre 1919 (in varie città tedesche)

GA 334 Dallo stato unitario al corpo sociale tripartito — Conferenze gennaio-maggio 1920 (in varie città svizzere)

GA 335 La crisi del presente e la via per un pensiero sano — Conferenze marzo-novembre 1920 (Stoccarda)

GA 336a Fondamenti per una vita dello spirito libera (Titolo di lavoro, previsto)

GA 336b Questioni attuali e conoscenza spirituale antroposofica I (Titolo di lavoro, previsto)

GA 336c Questioni attuali e conoscenza spirituale antroposofica II (Titolo di lavoro, previsto)

Rudolf Steiner in manifestazioni dell’Associazione per la Tripartizione del corpo sociale

GA 331 Consigli degli impianti e socializzazione. Serate di discussione con i comitati dei lavoratori dei grandi stabilimenti di Stoccarda — Allocuzioni e interventi di discussione in riunioni dell’Associazione per la Tripartizione del corpo sociale per la fondazione di consigli degli impianti maggio-luglio 1919 (Stoccarda) — Allocuzioni e interventi di discussione maggio-luglio 1919 (Stoccarda)

GA 331a Consigli dei lavoratori e socializzazione nel senso della tripartizione del corpo sociale — Relazioni, allocuzioni e interventi di discussione in riunioni dei consigli dei lavoratori del Württemberg e di altri comitati dei lavoratori a Stoccarda tra maggio 1919 e giugno 1919 (Stoccarda)

GA 331b Consigli culturali e socializzazione. Organizzazione dei consigli nel senso della tripartizione del corpo sociale III (precedentemente GA 331) — Relazioni, allocuzioni e interventi di discussione in riunioni dell’Associazione per la Tripartizione del corpo sociale per la fondazione di consigli culturali e camere professionali maggio 1919 e marzo 1921 (Stoccarda)

GA 337a Idee sociali — Realtà sociale — Pratica sociale I — Serate di domande e studio maggio 1919-settembre 1920 (Stoccarda)

GA 337b Idee sociali — Realtà sociale — Pratica sociale II — Serate di seminario e studio aprile 1920-aprile 1921 (Dornach)

GA 338 Come si agisce per l’impulso della tripartizione del corpo sociale? Due corsi di formazione per oratori e rappresentanti attivi del pensiero della tripartizione — Manifestazioni di corso gennaio-febbraio 1921 (Stoccarda)

GA 339 Antroposofia, tripartizione sociale e arte della parola. Corso di orientamento per l’attività pubblica con particolare riguardo alla Svizzera — Manifestazioni di corso ottobre 1921 (Dornach)

Sulla storia del movimento per la tripartizione

GA 255a Vie d’uscita dalla catastrofe della guerra. L’idea della tripartizione del corpo sociale (Titolo di lavoro, previsto)

GA 255b L’antroposofia e i suoi avversari Conferenze, conclusioni, comunicazioni e rettifiche novembre 1919-settembre 1922 (Dornach/Basilea/Stoccarda)

GA 255c L’«Associazione per la Tripartizione». Associazioni per l’attuazione della tripartizione (Titolo di lavoro, previsto)

GA 255d L’«Associazione per il Lavoro Universitario Antroposofico». Associazioni per l’attuazione della tripartizione (Titolo di lavoro, previsto)

GA 256a Le «Società fiduciarie» e l’«Associazione della Scuola Waldorf». Associazioni per il finanziamento della vita dello spirito (Titolo di lavoro, previsto)

GA 256b Le società per azioni «Futurum» e «Laboratori Internazionali». Pratici tentativi di associazione nell’economia (Titolo di lavoro, previsto)

GA 256c La società per azioni «Il Giorno che viene». Pratici tentativi di associazione nell’economia (Titolo di lavoro, previsto)

Sull’opera di Rudolf Steiner

Rudolf Steiner (1861-1925), che inizialmente fu attivo come filosofo, pubblicista e pedagogo, sviluppò a partire dall’inizio del XX secolo un’attività culturale e sociale complessiva e fondò una moderna scienza dello spirito, l’antroposofia. La sua opera estesa comprende scritti e trattati, appunti e lettere, progetti artistici e modelli, nonché materiali testuali di alcune migliaia di conferenze sotto forma di appunti degli ascoltatori.

Dal decesso di Marie Steiner-von Sivers (1867-1948), la compagna di vita di Rudolf Steiner, il suo lascito letterario e artistico è stato curato dalla gestione del lascito di Rudolf Steiner da lei fondata. Nell’Archivio di Rudolf Steiner, così costruito, da allora si lavora alla conservazione, all’organizzazione e alla pubblicazione del materiale disponibile. Le edizioni in volume appaiono presso l’Editore Rudolf Steiner.

Il punto centrale dell’attività editoriale è la Raccolta completa di Rudolf Steiner (GA, vedi la seguente panoramica), che è stata pubblicata dal 1955/56. Essa comprende nel frattempo oltre 350 volumi e inoltre pubblicazioni dell’opera artistica. Si aggiungono numerose edizioni singole, speciali e tascabili e altre pubblicazioni correlate. Le edizioni sono curate da editori competenti sulla base del materiale disponibile nell’Archivio e integrate da annotazioni, indici, ecc.

Spesso, nelle ristampe, i testi sono nuovamente verificati sulla base delle fonti.

La raccolta completa non è ancora disponibile nella sua interezza; inoltre, molti materiali archivistici necessitano della preparazione editoriale appropriata. Ciò è associato a uno sforzo di tempo e denaro considerevole, che non può essere finanziato dalle vendite dei libri, ma deve essere coperto da contributi di sostegno. Lo stesso vale per le molte altre aree di attività dell’Archivio, che non riceve alcun sussidio pubblico. Affinché l’Archivio possa continuare a svolgere i suoi compiti di centro per la conservazione, l’organizzazione, l’edizione e la presentazione dell’opera di Rudolf Steiner anche in futuro, nel 1996 è stata fondata l’Associazione internazionale di promozione dell’Archivio Rudolf Steiner.

Per ulteriori informazioni o cataloghi gratuiti, si prega di contattare:

Editore Rudolf Steiner St. Johanns-Vorstadt 19-21 CH -4056 Basilea

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Raccolta completa di Rudolf Steiner Articolazione secondo: Rudolf Steiner — L’opera letteraria e artistica. Una panoramica bibliografica (Numeri bibliografici in corsivo tra parentesi)

A. SCRITTI

I. Opere

Scritti naturalistici di Goethe, introdotti e commentati da R. Steiner, 5 volumi, 1884-97, ristampa 1975, (1a—e); edizione separata delle introduzioni, 1925 (1)

Linee fondamentali di una teoria della conoscenza della concezione goethiana del mondo, 1886 (2)

Verità e scienza. Preludio a una filosofia della libertà, 1892 (3)

La filosofia della libertà. Tratti fondamentali di una concezione del mondo moderna, 1894 (4)

Federico Nietzsche, un combattente contro il suo tempo, 1895 (5)

La concezione del mondo di Goethe, 1897 (6)

La mistica all’alba della vita dello spirito moderno e il suo rapporto con la concezione del mondo moderna, 1901 (7)

Il cristianesimo come fatto mistico e i Misteri dell’antichità, 1902 (8)

Teosofia. Introduzione alla conoscenza soprasensibile e alla determinazione dell’uomo, 1904 (9)

Come si conseguono le conoscenze dei mondi superiori? 1904/05 (10)

Dalla Cronaca dell’Akasha, 1904-08 (11)

I gradi della conoscenza superiore, 1905-08 (12)

La scienza occulta in esposizione generale, 1910 (13)

Quattro drammi iniziatici: La porta dell’iniziazione — La prova dell’anima — Il custode della soglia — Il risveglio dell’anima, 1910-13 (14)

La guida spirituale dell’uomo e dell’umanità, 1911 (15)

Un sentiero verso l’autoconoscenza dell’uomo, 1912 (16)

La soglia del mondo spirituale, 1913 (17)

Gli enigmi della filosofia nella loro storia come esposizione generale, 1914 (18)

Dal mistero dell’uomo, 1916 (20)

Da misteri dell’anima, 1917 (21)

L’essenza spirituale di Goethe nella sua rivelazione attraverso il suo Faust e attraverso la fiaba del serpente e del giglio, 1918 (22)

I punti nodali della questione sociale nelle necessità vitali del presente e del futuro, 1919 (23)

Articoli sulla tripartizione del corpo sociale e sulla situazione attuale, 1915-21 (24)

Tre passi dell’antroposofia: Filosofia, Cosmologia, Religione 1922 (25)

Indicazioni guida antroposofiche, 1924/25 (26)

Fondamenti per un ampliamento dell’arte medica sulla base di conoscenze spirituali, 1925. Di R. Steiner e Dr. I. Wegman (27)

Il mio percorso di vita, 1923-25 (28)

Articoli raccolti

Articoli sulla drammaturgia, 1889-1901 (29) — Fondamenti metodici dell’antroposofia, 1884-1901 (30) — Articoli sulla cultura e sulla storia contemporanea, 1887-1901 (31) — Articoli sulla letteratura, 1886-1902 (32) — Biografie e schizzi biografici, 1894-1905 (33) — Articoli da «Lucifero-Gnosi», 1903-1908 (34) — Filosofia e antroposofia, 1904-1918 (35) — Articoli da «Das Goetheanum», 1921-1925 (36)

Pubblicazioni dal lascito

Lettere — Massime sapienziali — Adattamenti teatrali — Schizzi per i quattro drammi iniziatici, 1910-1913 — Antroposofia. Un frammento — Schizzi raccolti e frammenti — Da quaderni e fogli di appunti (38-47)

B. L’OPERA DI CONFERENZE

I. Conferenze pubbliche

Le serie di conferenze pubbliche berlinesi, 1903/04 fino al 1917/18 (51-67) — Conferenze pubbliche, serie di conferenze e corsi universitari in altri luoghi europei, 1906-1924 (68-84)

Conferenze per i soci della Società Antroposofica

Conferenze e cicli di conferenze di contenuto antroposofico generale — Cristologia e meditazioni su vangeli — Antropologia spirituale — Storia cosmiche e umana — I fondamenti spirituali della questione sociale — L’uomo nel suo legame con il cosmo — Meditazioni sul karma (88-244) — Conferenze e scritti sulla storia del movimento antroposofico e della Società Antroposofica — Pubblicazioni sulla storia e dai contenuti dell’insegnamento esoterico (250-270)

Conferenze e corsi su singoli ambiti della vita

Conferenze sull’arte: Arte generale — Euritmia — Formazione della parola e arte drammatica — Musica — Arti visive — Storia dell’arte — (271-292) — Conferenze sull’educazione (293-311) — Conferenze sulla medicina (312-319) — Conferenze sulla scienza della natura (320-327) — Conferenze sulla vita sociale e la tripartizione del corpo sociale (328-341) — Conferenze e corsi sull’attività cristiana e religiosa (342-346) — Conferenze per i lavoratori nella costruzione del Goetheanum (347-354)

C. L’OPERA ARTISTICA

Riproduzioni fedeli agli originali di progetti e schizzi artistici e grafici di Rudolf Steiner in cartelle d’arte o come fogli singoli. Progetti per la pittura del primo Goetheanum — Schizzi di formazione per pittori — Immagini di programma per esecuzioni di euritmia — Forme di euritmia — Schizzi delle figure di euritmia — Disegni alle lavagne in relazione all’opera di conferenze, ecc.

I volumi della Raccolta completa di Rudolf Steiner sono uniformemente equipaggiati all’interno dei singoli gruppi. Ogni volume è disponibile singolarmente.


In memoria di Frater Stefano Ravaglia

anima raggiante che ha donato armonia e nuovi inizi.

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