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O.O. 89

Coscienza, Vita, Forma - Principi fondamentali di Cosmologia secondo la Scienza dello Spirito

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1°Bozza per la rappresentazione della Cosmologia secondo la Scienza dello Spirito - [MANOSCRITTO]

1903

L’esistenza dell’essere umano attuale procede non solo in uno ma in diversi stati di coscienza. Lo [stato] ordinario è quello in cui l’essere umano si trova dal momento del risveglio fino al momento dell’addormentamento. In questo stato egli percepisce le cose attraverso i suoi sensi e forma idee a partire dalle sue percezioni sensoriali, pertanto il mondo fisico esiste per lui, e i poteri della sua anima, il suo pensare, sentire, volere e agire, si riferiscono ad esso.

Con questo stato di coscienza si alternano altri due stati: il sonno pieno di sogni e il sonno profondo e senza sogni. Questi stati sono spesso chiamati "inconsci". Ma questa designazione è una designazione che oscura i fatti qui considerati. In verità si tratta solamente di altri generi di coscienza, che potrebbero essere chiamati tipi di coscienza più indistinti.

Il sonno pieno di sogni non mostra oggetti come la coscienza di veglia del giorno, bensì immagini che sorgono e scompaiono nell’anima. Per quanto confuse possano apparire queste immagini alla coscienza ordinaria, il chiarimento della loro essenza è capace di condurci più in profondità nella natura del mondo. Ciò che appare nella vita notturna dell’anima non può costituire una base adeguata per la loro conoscenza. L’unica persona che ha una tale base è colui che, nello spirito dell’addestramento descritto in questo libro, allena i suoi poteri superiori di conoscenza, che lo portano a una visione dei mondi sovrasensibili. In questo capitolo si vuole dare una descrizione dei fatti che si applicano a questi mondi superiori. Colui che intraprende il cammino della conoscenza in queste regioni, verificherà a sua volta questi fatti.

La prima cosa che bisogna notare del mondo dei sogni è il carattere allegorico delle sue immagini. Con un’attenzione ragionevolmente sottile alla colorata varietà delle esperienze oniriche, questo carattere può diventare chiaro. Da semplici allegorie a eventi drammatici, tutte le tappe intermedie si trovano in questo mondo che fluttua nell’anima. - Si sogna una fiammata, ci si sveglia e ci si rende conto che ci si era addormentati accanto ad una lampada. La luce della lampada è percepita nel sogno, ma non come appare ai sensi nel mondo ordinario, bensì come un simbolo, come una fiammata. Oppure si sogna un gruppo di cavalieri che passano scalpitando; ci si sveglia e il calpestio dei cavalli si rivela essere il rintocco dell’orologio, simboleggiato in questo modo. - Si sogna un animale che ci graffia un lato del viso; al risveglio si scopre che si sente un dolore nel punto in questione che ha trovato il suo sogno-simbolo nel modo indicato. - Un sogno più lungo potrebbe essere qualcosa come il seguente: qualcuno sogna di camminare in una foresta, all’improvviso sente un rumore, mentre prosegue, un essere umano esce da un cespuglio e si muove verso di lui, attaccandolo, segue una lotta, l’aggressore spara. In questo momento il sognatore si sveglia e si rende conto che ha appena fatto cadere la sedia accanto al suo letto. L’impatto della sedia è trasformato dalla coscienza del sogno nell’azione simbolica descritta. Così, come nell’esempio dato sopra dell’animale che graffia, eventi esterni o anche fatti interni possono essere percepiti attraverso il sogno come allegorie, anche gli stati d’animo possono essere rappresentati in questo modo. Per esempio, qualcuno soffre della sensazione opprimente che gli accadrà un evento spiacevole nei giorni successivi. Nel sogno questa sensazione è rappresentata in modo tale che gli sembra di essere in pericolo di annegare. Gli esempi descrivono due caratteristiche della coscienza del sogno: primo, il suo carattere pittorico, allegorico, e secondo, qualcosa di creativo in esso. - Questa qualità creativa non è inerente alla coscienza del giorno, bensì pone le cose dell’ambiente come sono nel mondo fisico. La coscienza del sogno aggiunge qualcosa da un’altra fonte. Da cosa è aperta questa fonte? Da nient’altro che dal fatto che l’attività sensoriale da cui dipende la coscienza diurna è cessata nel sonno. Il silenzio di questa attività sensoriale è espresso dal fatto che l’autocoscienza dell’essere umano scompare. Questa autocoscienza è legata all’attività dei sensi esterni; se questi tacciono, essa sprofonda in un abisso. Questo fatto è descritto nella cosiddetta scienza, dicendo che l’anima dell’essere umano si è ritirata dal mondo fisico. Chiunque non voglia affermare che l’essere umano cessa di essere quando si addormenta e si rianima quando si sveglia, non sarà difficile per lui rendersi conto che durante il sonno l’essere umano si trova in un altro (mondo), in un mondo diverso da quello fisico. Questo mondo si chiama astrale. Il lettore prenderà questa espressione come denominazione di quel mondo di cui l’essere umano si fa un’idea attraverso i suoi sogni. La legittimità di questa espressione risulterà dagli altri capitoli di questo libro*.

Durante il sogno, l’essere umano dimora nel mondo astrale. I fatti e le entità di questo mondo si presentano in immagini. La coscienza percepisce queste immagini, ma l’autocoscienza dell’essere umano è assente. - Un confronto con la vita quotidiana può dare un’idea di cosa si tratta in realtà. L’essere umano percepisce un mondo esterno solo nella misura in cui ha degli organi per farlo. Senza l’orecchio non ci sarebbe il mondo dei suoni, senza l’occhio non ci sarebbe il mondo della luce e dei colori, e così via. Se l’essere umano potesse sviluppare un nuovo organo del suo corpo, qualcosa di completamente nuovo apparirebbe nel suo ambiente, così come la luce e i colori appaiono come qualcosa di completamente nuovo all’essere umano nato cieco dopo un intervento chirurgico. Come il corpo fisico dell’essere umano percepisce il mondo fisico attraverso i suoi organi, così durante il sogno un altro corpo – spirituale - percepisce l’altro mondo, l’astrale, attraverso i propri organi. Ma per quanto riguarda questo corpo non c’è autocoscienza collegata. In questo stato si è al di fuori della sfera dell’essere umano.

Se fosse quindi impossibile che l’autocoscienza dell’essere umano entrasse in questo stato nell’esistenza, egli non sarebbe mai in grado di vedere attraverso le circostanze in questione. Questo è possibile, tuttavia, grazie all’addestramento superiore menzionato sopra e descritto in questo libro*, che è anche chiamato Iniziazione. Attraverso questo addestramento l’essere umano impara a sviluppare nel suo corpo astrale, nello stato di sogno, degli organi simili a quelli che il suo corpo fisico possiede per la percezione del mondo fisico. E quando questi organi sono sviluppati, durante il sogno sorge un’autocoscienza che è anche simile a quella che ha durante la vita di veglia. Quando un tale stadio di esistenza è stato raggiunto, tutto il mondo dei sogni si trasforma in misura considerevole, perdendo la colorazione confusa che ha nel dormiente ordinario, e al suo posto creando un ordine interiore e un’armonia che non solo non è inferiore al mondo fisico ordinario, ma lo supera in gran parte in queste qualità. L’essere umano si rende conto che c’è sempre stato un altro mondo intorno a lui, nello stesso senso in cui intorno al cieco c’è il mondo della luce e dei colori. Non poteva vederlo solo a causa della mancanza di organi di percezione, come il cieco non può vedere il mondo di luce e colore prima dell’intervento chirurgico. Il momento significativo in cui gli organi astrali di percezione cominciano a lavorare nell’essere umano è chiamato nella scienza occulta risveglio o rinascita.

In questo momento di risveglio l’essere umano impara che è circondato da un mondo superiore, in cui non solo le cose del mondo sensoriale che prima gli erano note hanno altre qualità, ma in cui ci sono fatti ed entità che prima gli erano sconosciuti. - E ora gli diventa anche chiaro che in quest’altro mondo ci sono le immagini da cui sono formate le cose del mondo sensoriale. Non è un concetto inesatto paragonare il modo in cui il mondo fisico si forma dall’astrale con la formazione del ghiaccio dall’acqua. Come il ghiaccio è acqua trasformata, così il mondo fisico è l’astrale trasformato. E come l’acqua è un elemento che scorre, così sullo sfondo del mondo fisico c’è l’astrale come un mondo di immagini in continuo cambiamento. Non c’è nulla di fisso o chiuso nelle sue forme come nel mondo ordinario. Tutto fluisce l’uno nell’altro, e si rimodella. Una cosa fisica o un essere fisico si costituisce solo come quando tale immagine fluente si solidifica in un istante. Colui che applicasse le idee del mondo fisico con i suoi confini fissi all’area dell’astrale, tradirebbe solo il fatto di non avere una vera comprensione di questo mondo completamente diverso.

Come le entità del mondo fisico si incarnano nel corpo fisico, così le immagini astrali sono l’espressione di esseri che non entrano nel mondo fisico. Essi trovano questa espressione in una sostanza diversa dall’essere umano che vive nel mondo fisico e che trova la sua sostanza nella carne e nel sangue. Cos’è questa sostanza astrale? Non è altro che quello che l’essere umano ha effettivamente in sé. È solo ciò che in lui viene coperto, per così dire, dalle rappresentazioni sensoriali durante la vita quotidiana sveglia. È a queste rappresentazioni sensoriali che sono legati gli appetiti, i desideri e le azioni di profonda riprovazione dell’essere umano, le sue simpatie e antipatie. Desidera un oggetto e ne rifiuta un altro. Non è in nient’altro che in queste brame, desideri e abomini che si deve cercare la fonte alla quale la coscienza del sogno attinge anche quando trasforma le cose in simboli. L’autocoscienza della vita quotidiana, con le sue percezioni esterne, dà alle brame e ai desideri un nutrimento corrispondente.

Quando le attività dei sensi esteriori sono messe a tacere, un’altra forza creativa interviene e forma le immagini nella materia dei desideri e delle brame. La scienza occulta dice che l’essere umano che sogna si trova nel corpo astrale intessuto di desideri e brame, e che il corpo fisico viene abbandonato dall’autocoscienza. Nel caso dell’iniziato o del risvegliato, la situazione è tale che anch’egli ha lasciato il suo corpo fisico, tuttavia la sua autocoscienza risiede nel suo corpo astrale. Ora, come il corpo fisico può trasmettere la percezione delle cose fisiche, perché i suoi organi sono formati della stessa sostanza del mondo fisico, così l’iniziato può percepire le entità del mondo astrale, perché ha organi fatti della sostanza dei desideri e delle brame, nei quali essi trovano la loro espressione.

La differenza tra il non iniziato e l’iniziato è che per il primo il mondo astrale non diventa visibile come un mondo esteriore, mentre per il secondo lo diventa. Perché questo mondo astrale rimane per il non iniziato un semplice mondo interiore; egli lo sperimenta nei suoi desideri e nelle sue voglie, ma non lo vede. L’iniziato non solo sente il suo desiderio; lo percepisce come una cosa del mondo esteriore, come il non risvegliato percepisce tavoli e sedie. Il mondo dei sogni, tuttavia, è solo una debole eco del mondo dell’iniziato. Può essere così solo perché l’autocoscienza non vi è coinvolta. Ma dov’è questa autocoscienza durante il sogno? Si è ritirata in un mondo superiore, in cui l’essere umano non è presente in quanto tale. Quale relazione egli abbia con questo mondo può essere chiarita da un confronto. Pensate alla mano di un essere umano e a un attrezzo tenuto da essa, finché la mano tiene l’attrezzo, i due formano, per così dire, un tutt’uno, quest’ultimo esegue le attività che sono determinate dal primo, ma non appena la mano mette via l’attrezzo, quest’ultimo è lasciato a se stesso; e i movimenti della mano non sono che espressioni della volontà dell’essere umano a cui appartiene. Così il corpo fisico, durante la potenza creatrice, deve essere uno, e formare immagini nella sostanza dei desideri e degli appetiti. La scienza occulta ora dice che l’essere umano che sogna è nel corpo astrale intessuto di desideri e brame, e che il corpo fisico è abbandonato dall’autocoscienza. Nel caso dell’iniziato o del risvegliato, anche lui ha lasciato il suo corpo fisico, ma la sua autocoscienza abita nel suo corpo astrale. Ora, come il corpo fisico può impartire la percezione delle cose fisiche, perché i suoi organi sono formati della stessa sostanza del mondo fisico, così l’iniziato può percepire le entità del mondo astrale, perché i suoi organi sono fatti della stessa materia del mondo fisico.

Il corpo fisico sembra ora giacere lì del tutto incosciente, ma in verità il suo stato di coscienza è solo più indistinto che nel sonno pieno di sogni. Il potere di produrre immagini ha lasciato il corpo fisico, quindi solo le intuizioni dell’essere umano risvegliato possono portare l’illuminazione in questo stato. Il non risvegliato non ha percezioni di questa condizione. Ma all’essere umano risvegliato il corpo che forma l’immagine, che prima era ancora vagamente connesso al corpo fisico, sembra essere sollevato da esso. E non è inattivo ora, ma ha il compito di restituire alla sua giusta forza i poteri del corpo fisico che, a causa della stanchezza, sembrano essere esauriti. La qualità rinfrescante di un sonno sano si spiega con questo: stanco, il corpo fisico sprofonda nel sonno, in questo momento cede la sua autocoscienza alle entità superiori, nello stato intermedio del sonno-sogno l’anima rimane ancora in una connessione allentata con il corpo fisico, la caratteristica di quest’anima è la sua natura creativa. Quando si sveglia, comincia a usare il suo potere creativo per elaborare le percezioni sensoriali della vita interiore umana. Nel momento di addormentarsi, le percezioni sensoriali esterne cessano. Nello stato intermedio del sogno, la potenza creativa si trasforma ancora nelle immagini descritte sopra; poi anche queste cessano; l’anima rivolge tutta la sua potenza creativa al corpo, che ora lavora dall’esterno. Chi volesse rinunciare del tutto alle comunicazioni della scienza occulta, potrebbe comprendere già dal fatto di essere rinfrescati al mattino al risveglio, ciò che caratterizza l’attività notturna dell’anima. La vita del giorno ha qualcosa di disarmonico e caotico. Da tutte le parti le cose del mondo fisico influiscono sull’essere umano. Questo e quello trova ingresso nel suo essere interiore, ciò mette le forze formative fuori dall’ordine a cui hanno diritto per la loro natura originale. Nella notte tutto ciò viene riequilibrato di nuovo. L’anima ristabilisce l’ordine e l’armonia.

Durante la vita diurna il corpo fisico assomiglia gradualmente a una massa d’aria attraverso la quale passano correnti di vento da tutte le parti, e le cui parti si muovono in modo irregolare. Al risveglio, però, esso è da paragonare a una tale massa d’aria che viene messa in oscillazioni regolari dal ritmo e dall’armonia di un brano musicale. E in effetti il lavoro dell’anima sul corpo durante il sonno si presenta all’iniziato come uno scandaglio dello stesso. Durante il sonno l’essere umano è immerso nell’armonia della vita dell’anima, e questa è la stessa armonia dalla quale è stato formato. Prima che il corpo fisico si aprisse al mondo esterno attraverso gli organi di senso, era completamente sotto l’influenza di questa armonia che lo strutturava. Questa armonia pervade tutto il mondo come armonia dell’anima, come suoni dell’anima. L’essere umano è circondato dai suoi suoni allo stesso modo in cui è circondato dalle immagini descritte sopra. Proprio come questo mondo di immagini diventa percepibile all’essere umano risvegliato, attraverso l’allenamento come un ambiente circostante reale, così ad un livello ancora più alto si comporta questo terzo mondo. Comincia a suonare intorno a lui, e in questi suoni gli viene rivelato il senso del mondo. Come la forma del mondo fisico è nata dalle immagini, così queste forme hanno ricevuto il loro significato interiore e la loro essenza dai suoni che si sono formati. Tutte le cose sono, da questo punto di vista, suoni che hanno preso forma.

Durante le ore di veglia, quindi, l’essere umano è un essere composto da tre arti: il corpo fisico, che percepisce il mondo fisico attraverso gli organi impiantati in esso dal mondo esterno, e che racchiude l’autocoscienza; un corpo che ha in sé il carattere di un’immagine in movimento; le sue immagini sono allo stesso tempo gli archetipi del corpo fisico, le cui forme solidamente delineate sono emerse, per così dire, per solidificazione dalle immagini mutevoli del secondo corpo; e inoltre, sia il corpo fisico che quello di immagine sono permeati da un’armonia di toni, da un terzo corpo.

Nel sonno onirico l’anima si ritrae dal corpo fisico; rimanendo ancora in contatto con gli altri due corpi, suona attraverso il corpo-suono e permea con immagini il corpo-immagine. Questi ultimi hanno un effetto sul corpo fisico e gli comunicano le immagini oscure del sogno. Nel sonno senza sogni, l’anima è collegata solo con il corpo sonoro; ciò che aveva nel corpo fisico da sveglia è ora fuori di esso e lavora su di esso dall’esterno. Questa attività, che fluisce nel corpo, produce in esso solo una coscienza così indistinta che non viene percepita dall’essere umano. In effetti, questo presenta tre stati di coscienza del corpo fisico: la coscienza diurna di veglia, la coscienza di sogno e la coscienza di sonno senza sogni. Per l’iniziato, le opacità degli ultimi due stati di coscienza si schiariscono; attraverso questa delucidazione egli vive nei mondi superiori nello stesso modo in cui l’essere umano non risvegliato vive nel mondo fisico esterno durante la sua vita di veglia. Ci sono cinque stati di coscienza, che sono divisi nelle seguenti serie secondo la loro crescente luminosità:

1. la coscienza del sonno senza sogni,

2. il sogno-sonno,

3. la coscienza diurna sveglia,

4. la coscienza d’immagine dell’iniziato,

5. la coscienza sonora dell’iniziato.

Se si considera che attraverso l’istruzione della scienza occulta gli ultimi due stati di coscienza sono raggiunti dall’iniziato come uno stadio superiore nello sviluppo dell’umanità, sarà facilmente evidente che anche la coscienza diurna è uno stadio superiore dei due stati di coscienza subordinati, e si è quindi sviluppata a partire da essi. Questo è ciò che è rappresentato dalla scienza occulta, che spiega che in un tempo lontano l’essere umano è passato attraverso uno stadio evolutivo in cui aveva solo una indistinta coscienza del sonno, intervallata da nessuna immagine-sogno; poi è salito a una indistinta coscienza del sogno, e infine è arrivato alla coscienza diurna di veglia di oggi. L’iniziato continua questa linea di sviluppo, progredendo nelle due forme superiori di coscienza.

Ora, tuttavia, una forma ancora più elevata di coscienza è raggiungibile per questo iniziato. È evidente da quanto detto sopra che anche nella coscienza del suono l’anima è ancora collegata al corpo umano. Questa connessione può cessare completamente. L’anima può lasciare completamente il corpo, ciò l’iniziato lo apprende, e, successivamente, egli deve aver sviluppato organi di un tipo ancora più elevato rispetto ai precedenti, se vuole nuovamente percepire qualcosa. Se è così, allora il senso del mondo si esprime direttamente nel suo ambiente, senza la mediazione del suono. Questo primo livello più alto di coscienza è chiamato coscienza spirituale o puramente spirituale. Nel senso della precedente enumerazione dei livelli di coscienza, nell’essere umano attuale, questo dovrebbe corrispondere a uno stato di coscienza ancora più indistinto della coscienza del sonno senza sogni. In base al senso, le cose stanno proprio così, ma l’essere umano attuale non può vivere questo stato nella realtà. La sua anima dovrebbe allora essere del tutto fuori dal corpo; il sonno senza sogni dovrebbe essere interrotto da uno stato del tutto senz’anima. Ciò rappresenterebbe, infatti, come una devozione temporanea del corpo fisico a se stesso, cioè un’uccisione temporanea. Il corpo fisico non deve essere esposto a ciò, se non vuole correre il rischio di non essere più ricettivo per l’anima.

Nel corso dello sviluppo, tuttavia, questo stato ha di fatto preceduto la coscienza del sonno senza sogni, in modo che la serie completa degli stadi umani di coscienza risulta la seguente:

1. una coscienza bassissima e indistinta,

2. una coscienza del sonno senza sogni,

3. una coscienza del sogno,

4. la chiara coscienza diurna,

5. la coscienza dell’immagine,

6. la coscienza del suono,

7. la coscienza spirituale.

Solo fino al quarto livello di coscienza il corpo umano è avanzato nel presente. L’iniziato può raggiungere livelli superiori di coscienza, ma che lo conducono anche in mondi superiori. Peraltro lo sviluppo dell’essere umano deve essere immaginato in questo modo: il corpo fisico stesso si è sviluppato attraverso i primi tre stadi, e ora ha assunto uno sviluppo tale che nel sonno mostra ancora altre due forme di coscienza come residui degli stadi precedenti. Il primo stadio è stato completamente cancellato dall’evoluzione. I tre stadi superiori di coscienza dell’iniziato non possono attualmente esprimersi nel corpo fisico dell’essere umano, perché quest’ultimo non può sviluppare organi per loro. Sono proclami profetici delle forme che questo corpo fisico assumerà.

Se si vuole immaginare correttamente il mondo attuale sulla base di questi argomenti, esso si presenta in modo quadruplice: in primo luogo, il mondo fisico dei sensi corporei; poi, avvolgendo e penetrando questi, un mondo di immagini; in seguito, un mondo di suoni che compenetra entrambi; e infine, un mondo spirituale alla base di tutti. Questo mondo è stato preceduto da un altro in cui l’essere umano viveva come un essere sognante. In quel momento il suo corpo fisico era nello stesso stato in cui si trova ora durante il sonno pieno di sogni. I dintorni assomigliavano a un panorama di immagini mutevoli. Non c’erano contorni fissi delle cose. Questa condizione è stata poi interrotta da un’altra, che rispecchia l’attuale sonno senza sogni, e questa nuovamente superata da una che non può più essere realizzata oggi e che è stata riempita dalla prima delle forme di coscienza caratterizzate sopra.

In un mondo ancora precedente l’essere umano non poteva elevarsi nemmeno al punto da sperimentare immagini oniriche. La sua coscienza più alta era quella del sonno senza sogni, quello stato fu interrotto dalla coscienza più bassa e indistinta, che è nuovamente confusa ed interrotta, nel presente da uno stato che ha perso ogni significato per lo sviluppo attuale.

Nel primo mondo, al quale la scienza occulta rimanda, all’essere umano manca anche la coscienza indistinta del sonno; il primo degli stati descritti è il suo più alto; gli altri due, che oggi non sono considerati, si alternano ad esso.

Così si guarda indietro in un passato remoto dell’evoluzione; si osservano quattro stadi attraverso i quali è passato il corpo fisico umano, ma si guarda anche al futuro, in cui le tre coscienze raggiungibili oggi per gli iniziati al livello superiore nei mondi superiori troveranno la loro realizzazione nel mondo fisico. Il nostro mondo sarà sostituito da uno futuro in cui i corpi fisici umani avranno organi attraverso i quali un essere umano autocosciente percepirà un mondo di immagini in eterno movimento, e persino guarderà se stesso come tale. E, inoltre, si rivolgerà lo sguardo a un tale mondo in cui le immagini saranno permeate da suoni armoniosi che esprimeranno il loro essere interiore, e, infine, guarderemo a un mondo attraverso una natura spirituale, che avrà tuttavia riversato il suo spirito nella natura fisica. Così, la scienza occulta rappresenta lo sviluppo del mondo, in cui l’essere umano passa attraverso i suoi stadi consecutivi.

A questi stadi di sviluppo vengono dati dei nomi, applicati successivamente ai pianeti che circondano la Terra. Lo stadio di sviluppo in cui l’essere umano si trovava con la coscienza più indistinta è chiamato lo stadio di Saturno; il secondo, in cui questi viveva con la coscienza del sonno senza sogni, è chiamato lo stadio solare; il terzo, in cui apparve la coscienza del sogno, è chiamato stadio lunare; e il quarto, lo stadio attuale, in cui l’essere umano è progredito alla chiara coscienza diurna, è chiamato stadio terrestre. Gli stadi del futuro, in cui i livelli di coscienza ora raggiungibili dagli iniziati nei mondi superiori troveranno la loro manifestazione fisica, sono chiamati successivamente evoluzione di Giove, di Venere e di Vulcano.

Il tratto distintivo degli stati di coscienza dell’iniziato da quelli dell’essere umano durante la futura evoluzione di Giove, Venere e Vulcano*, sta nel fatto che i primi devono elevarsi ai mondi superiori per vivere nelle coscienze corrispondenti, mentre l’essere umano futuro le avrà nel mondo fisico. Questo è dovuto al fatto che nel tempo presente gli organi di percezione dell’iniziato si stanno formando dai poteri dei mondi superiori; in futuro, organi di percezione uguali a questi sorgeranno nel corpo umano fisico dall’ambiente fisico. L’essere umano può percepire come suo ambiente quel mondo che gli offre il materiale per i suoi organi. In futuro l’ambiente fisico avrà poteri di formazione che attualmente appartengono solo ai mondi superiori. Lo sviluppo del mondo può quindi essere rappresentato in modo tale che mondi sempre più alti si incarnino fisicamente. La Terra è la quarta incarnazione. Nella sua struttura fisica essa ha la capacità di imprimere nel corpo umano gli organi della coscienza diurna. Nel senso della scienza occulta, si è evoluta da un altro stato fisico, in cui poteva imprimere sugli organi del corpo solo una coscienza di sogno. A questo stato viene dato il nome di "Luna". Da questa "Luna" si forma la Terra acquisendo una nuova capacità di sviluppare gli organi per la coscienza immaginativa diurna. La "Luna" è sorta dal "Sole". Quello che ora è diventato "Terra" allora era "Sole". La scienza occulta chiama lo stato del Sole quello stato in cui il corpo del mondo che è in esso può produrre solo gli organi per la coscienza del sonno senza sogni in un corpo umano. E prima che la Terra fosse "Sole" in questo senso, si trovava al livello di "Saturno".

Come fa un tale corpo-terrestre ad acquisire il potere di formare gli organi corrispondenti nel corpo umano? Non potrebbe mai farlo se questi organi non fossero stati formati in relazione ai mondi superiori da esseri umani che si sono affrettati a progredire.

Formando gli organi di Giove nei mondi superiori, gli iniziati rendono possibile che il mondo circostante delle immagini assuma un carattere fisico. La solidificazione in fisicità è determinata dal fatto che le forme che deve assumere vi si trovano in precedenza ad un livello spirituale, così gli iniziati diventano i trasformatori del corpo-terrestre che abitano, da essi si irradiano, per così dire, le potenze formative che in seguito daranno vita alle cose dell’ambiente fisico umano.

Così gli iniziati dello stadio lunare hanno preformato spiritualmente la forma fisica della Terra. L’attuale ambiente terrestre dell’essere umano ha formato il contenuto delle loro esperienze animiche. Essi percepivano la Terra come oggetto di un mondo superiore. In questo senso, la scienza occulta riconosce sette grandi cicli o periodi mondiali, attraverso i quali passa quell’entità, che nel suo quarto livello rappresenta la Terra. Ogni periodo di questo tipo è collegato a una formazione superiore del corpo umano. - Da questa conoscenza la scienza occulta vede nella "tetrade" ciò che caratterizza l’attuale tappa dell’evoluzione mondiale. Ciò che Pitagora e la sua scuola, per esempio, chiamavano la "tetrade"* è così caratterizzata: il "quattro" è il numero del "grande mondo", cioè del mondo dove l’essere umano abita attualmente, e che ha elevato al quarto livello della sua coscienza. La scienza occulta contrappone l’essere umano stesso a questo "grande mondo" come il "piccolo mondo". Nelle sue disposizioni ha già in sé come anima ciò che il "grande mondo" deve diventare fisicamente. È quindi sulla strada per espandere il suo "piccolo mondo" interiore verso il "grande mondo". In lui c’è il grembo creativo di quest’ultimo. In questo senso, la scienza occulta vede nell’anima una pianta germinale creativa per il futuro, un "essere interiore" che cerca di realizzarsi in essere esteriore.

Ma per poter creare all’esterno, quest’anima deve prima maturare in se stessa. Deve prima sperimentare interiormente ciò che poi svilupperà esteriormente. Fino a quando, per esempio, l’anima ha posseduto la capacità di imprimere gli organi sul corpo fisico per la coscienza di veglia diurna, ha dovuto prima passare attraverso una serie di stadi di sviluppo in cui ha acquisito gradualmente questa capacità. Dunque l’anima ha dovuto prima sperimentare il primo stato di coscienza in se stessa prima di poterlo creare; e così di conseguenza per le altre forme di coscienza. Questi stadi di sviluppo dell’anima, che precedono la creazione delle forme di coscienza, sono chiamati, nella scienza occulta, stadi di vita. Ci sono quindi sette stadi di vita, così come ci sono sette stadi di coscienza. La vita differisce dalla coscienza in quanto la prima ha un carattere interiore, la seconda si basa su una relazione con il mondo esterno. Applicato alla Terra, possiamo dire che prima che il luminoso stato di coscienza diurna del corpo umano apparisse su di essa, questo corpo mondiale dovette passare attraverso quattro stati, da intendersi come quattro stati di vita.

***

Gli stadi dell’esperienza animica sorgono quando si interiorizza ciò che viene percepito come mondo esterno negli stati di coscienza.

1. In primo luogo, c’è lo stato di coscienza più indistinto, che precede il sonno senza sogni. In quest’ultimo stato l’anima armonizza il corpo; il suo corrispondente stato di vita è l’armonizzazione del proprio essere interiore. Si compenetra così con un mondo di movimento sonoro. Prima, nello stato più indistinto dell’esperienza, era in una sua interiorità immobile, sentiva questa interiorità nell’indifferenza indiscriminata ovunque. Questo stato più basso della vita è chiamato il primo regno elementare, e rappresenta un’esperienza della sostanza nella sua qualità originale. La materia si eccita e si muove nelle direzioni più diverse, e l’auto-esperienza di questa mobilità è, come il primo stadio della vita, il primo regno elementare.

2. Il secondo stadio è raggiunto quando il ritmo e l’armonia emergono da questi movimenti. Lo stadio corrispondente della vita è la consapevolezza interiore del ritmo come suono. Questo rappresenta il secondo regno elementare.

3. Il terzo stadio si forma quando i movimenti vengono trasformati in immagini, allora l’anima vive in se stessa come in un mondo di immagini che si formano e si dissolvono. Questo è il terzo regno elementare*.

4. Nella quarta fase, le immagini assumono forme solide; gli individui emergono dal panorama mobile. Di conseguenza ciò non può più essere sperimentato solo interiormente, ma può essere percepito anche esteriormente. Questo regno è il regno dei corpi esteriori. Bisogna distinguere in questo regno tra la forma che prende la coscienza diurna dell’essere umano e la forma che sperimenta in sé. Il corpo sperimenta effettivamente in sé la sua figura, cioè la sostanza che si forma in figure regolari. Nello stadio successivo, questa semplice esperienza della forma viene superata; al suo posto si palesa l’esperienza del cambiamento della forma. La figura si forma e si trasforma. Si può dire che in questa fase il terzo regno elementare appare in una forma più elevata, nella quale il movimento da figura a figura può essere sperimentato solo come immagine; nel quinto regno, l’immagine passa alla solidificazione nell’oggetto esterno, tuttavia questo oggetto non muore nella forma, ma conserva la sua capacità di cambiare. Questo regno è quello [dei] corpi che crescono e si riproducono. E la sua capacità di trasformazione si manifesta proprio nella crescita e nella riproduzione. Nel regno successivo si aggiunge la capacità di trasformare l’esteriore nel suo effetto sull’interiorità. Questo è il regno delle entità senzienti. - L’ultimo regno da considerare è quello che non solo sperimenta in sé l’effetto delle cose esteriori, bensì anche il loro essere interiore. Questo è il regno delle entità compassionevoli. Così si articola la sequenza degli stadi di vita nel modo seguente:

1. esperienza materiale indistinta,

2. esperienza di movimento interiore,

3. esperienza di formazione interiore,

4. esperienza di un confine fisso,

5. esperienza di rimodellamento,

6. vivere gli effetti del mondo esterno come una sensazione,

7. vivere insieme al mondo esteriore.

***

L’esperienza interiore dell’anima deve essere preceduta dalla creazione di questa vita. Perché non si può sperimentare nulla che non sia prima arrivato ad esistere. Se la scienza occulta chiama animica l’esperienza interiore, denomina spirituale l’esperienza creativa. Il [corpo fisico] percepisce attraverso gli organi; l’anima si sperimenta all’interno; lo spirito crea verso l’esterno. Come i sette stadi della coscienza sono preceduti da sette esperienze dell’anima, così queste esperienze dell’anima sono precedute da sette tipi di attività creativa. Nella sfera creativa, l’esperienza indistinta della materia corrisponde alla produzione di questa materia, lì la sostanza fluisce nel mondo in modo indifferente, questa regione è chiamata la regione dell’informità.

Allo stadio successivo la sostanza si suddivide e i suoi arti entrano in relazione tra loro. Qui, quindi, abbiamo a che fare con diverse sostanze che si combinano e si separano. Quest’area è chiamata area della forma.

Nel terzo stadio non c’è più bisogno che la sostanza sia in relazione con essa stessa, ma le forze procedono dalla sostanza, le sostanze si attraggono e si respingono e così via. Abbiamo così a che fare con l’area astrale.

Al quarto stadio appare una sostanza materiale, plasmata dalle forze dell’ambiente, che nel terzo stadio non facevano che regolare le relazioni esterne, e che ora operano nell’essere interiore delle entità. Questo è il regno del fisico. Un’entità che si trova a questo livello è uno specchio del suo ambiente*; le forze di quest’ultimo lavorano sulla sua struttura.

L’ulteriore progresso consiste nel fatto che l’entità non solo si struttura in modo tale da essere nel senso delle forze dell’ambiente, ma si dà anche una fisionomia esteriore che porta l’impronta di questo ambiente.

Se un’entità del quarto stadio rappresenta uno specchio del suo ambiente, una tale entità del quinto stadio esprime questo ambiente fisiognomicamente. Lo stadio è quindi chiamato nelle scienze occulte stadio fisiognomico.

Al sesto livello, la fisionomia diventa un’emanazione di se stessa. Un’entità che si trova a questo livello, forma le cose del suo ambiente in modo tale come prima ha formato se stessa. Questa è la fase della plasmazione.

E al settimo livello la plasmazione passa nella creazione. L’entità che è arrivata fin lì crea nel suo ambiente tali forme che riproducono in miniatura ciò che il suo ambiente è su larga scala. È la fase della creatività.

Lo sviluppo dello spirituale si divide quindi nella seguente serie di stadi:

1. l’assenza di forma,

2. la plasmazione,

3. l’incorporazione di forza,

4. la plasmazione nel senso delle forze dell’ambiente,

5. l’espressività fisiognomica,

6. il potere formativo,

7. la capacità creativa.

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Quando è iniziata l’evoluzione di Saturno, il corpo umano era ad uno stadio informe. Esso doveva raggiungere lo stadio della capacità creativa prima che un’anima potesse sperimentare la sua prima esperienza materiale. Cioè, il corpo doveva precedentemente svilupparsi attraverso i sette stadi dell’attività creativa, e quindi la sua anima era in grado di sperimentarla. Quest’anima deve ora arrivare di nuovo così lontano da poter comunicare il suo movimento interiore a ciascuna delle sette forme del corpo. La prima volta che il corpo passa attraverso le sue sette forme, è esso stesso ancora non sufficientemente in vita. Solo al settimo stadio, quando il corpo diventa creativo, la sua vita si risveglia. C’è bisogno che questa vita si risvegli ora, perché il corpo emetta materia nel suo lavoro creativo, perciò esso deve essere sostituito dall’anima.

E ora inizia un secondo ciclo: la sostanza che fluisce nel corpo come sostituto stesso passa attraverso i sette stadi dall’informe alla capacità creativa, quando vi è arrivata, l’anima non si limita più alle esperienze che il movimento della sostanza in arrivo le provoca, bensì inizia un nuovo stadio della vita. Poiché la materia che affluisce è diventata essa stessa creativa, essa comincia a riempire il corpo verso l’interno. Prima aveva solo sostituito la sostanza che era uscita; ora invece si deposita nel corpo, e di nuovo passa attraverso tutte le forme, dall’assenza di forma alla capacità creativa. Prima si deposita quindi senza forma nel corpo, per poi passare gradualmente alle forme, sviluppando poteri, modellando figure, dando loro un’espressione fisiognomica, e così via.

Durante tutto questo ciclo l’anima subisce il suo terzo stadio di vita, armonizzando questa disposizione interiore ed equilibrando ciò che è diventato disordinato attraverso i processi interiori.

Quando la sostanza si è così formata all’interno, passa al quarto stadio, dove lascia che il mondo esterno abbia il suo effetto su di essa. Esso può farlo, perché l’anima che lo abita è ormai diventata abbastanza matura da sperimentare le impressioni dell’ambiente circostante in modo indistinto e quindi è capace di rimettere in ordine il disordine causato dal mondo esterno.

Nel ciclo successivo, il corpo non si ferma più ad articolarsi; esso si rimodella sotto l’influenza del mondo esterno. L’anima è diventata matura per regolare questa trasformazione.

Poi inizia un ciclo per il corpo in cui percepisce gli effetti del mondo esterno come sensazioni. L’anima è di nuovo il regolatore di questo stadio dell’esistenza.

E finalmente il corpo raggiunge il suo ultimo stadio, dove può sperimentare il mondo esterno. L’anima è ora così avanzata da poter sperimentare lo stadio successivo, cioè il prossimo stadio di coscienza in un mondo superiore a Saturno. Durante quest’ultimo ciclo saturniano passa attraverso lo stato senza sogni del sonno. Durante il primo ciclo solare, questo stato viene trasferito al corpo fisico. È evidente che il corpo fisico dell’essere umano è passato attraverso uno stadio fisico sette volte durante il periodo di Saturno. Ogni volta che raggiungeva un tale stadio, l’anima otteneva un livello superiore di esperienza. Al settimo stadio passò oltre l’evoluzione di Saturno e puntò nella sua esperienza allo stadio solare.

Quando inizia il ciclo solare, il corpo fisico è così avanzato da potersi assumere la propria plasmazione. Mentre un tempo l’anima era il regolatore di questa formazione, ora essa ha dentro di sé il suo modellatore. Questo si chiama corpo eterico. L’anima non è più in contatto diretto con il corpo fisico; tra essa e il corpo fisico c’è il corpo eterico come mediatore. Le sue esperienze passano a questo corpo eterico, così come prima erano passate al corpo fisico. Ora il corpo eterico deve (anch’esso) passare di nuovo attraverso i sette stati di forma, dall’assenza di forma all’attività creativa, poiché il corpo eterico ha un’influenza formativa sul corpo fisico, perde continuamente la sua tensione, che viene ininterrottamente regolata dall’anima. In questo modo anche lo sviluppo del Sole passa attraverso sette stadi fisici. E in ognuno di essi l’anima appare ad un livello superiore; al settimo prepara un nuovo stato di coscienza. Mentre è ancora testimone di come il corpo eterico si faccia creatore di nuove formazioni che riproducono tutto il mondo del Sole, essa percepisce già dentro di sé un mondo di immagini che sale e scende al suo interno.

Nel primo ciclo lunare questo mondo di immagini viene trasferito al corpo eterico, che ora forma il corpo fisico secondo queste immagini dell’anima. Come il corpo eterico era interposto tra il corpo fisico e l’anima sul piano solare, così ora, tra il corpo eterico e l’anima, c’è un corpo costituito da immagini. Nella scienza occulta è chiamato il corpo senziente, perché proprio come le sensazioni umane fluiscono, per così dire, dal mondo esterno in quello interno, e così rendono i contenuti del mondo esterno il possesso del mondo interiore, così le immagini del corpo-immagine lavorano dall’interno verso l’esterno imprimendo il loro contenuto al corpo eterico, che le trasferisce nuovamente al corpo fisico.

Ancora, durante l’evoluzione della Luna, l’essere umano passa attraverso tutti gli stadi di forma per ben sette volte, e in ognuno di essi l’anima matura ad uno stadio superiore. Durante il settimo stadio l’anima ha la capacità di dare alle sue immagini la forma più perfetta; potendo sperimentare tutto ciò che accade sul corpo del mondo che la circonda, così che il suo mondo di immagini è espressione di tutto il mondo lunare. Allo stesso tempo ha come un’esperienza preliminare: l’accresciuto stato di coscienza dello stadio successivo; comincia a vedere forme solide nel suo mondo di immagini mutevoli.

Attraverso questo fenomeno diventa maturo per avere un effetto anche sul corpo eterico in modo tale da formare in se stesso degli organi che hanno qualcosa di duraturo. E con questo si può passare al primo ciclo terrestre. Al suo interno il corpo fisico assorbe le forme-immagine solide; queste diventano i suoi organi. Così un quarto arto comincia a svilupparsi nell’essere umano. Tra il corpo delle immagini e l’anima si interpongono le percezioni degli oggetti esterni. Il corpo ha ormai in un certo senso superato l’anima; è diventato indipendente. Ciò che vi appariva prima erano i risultati di quelle immagini di cui l’anima si era appropriata dal mondo esterno. Ora il mondo esterno causa direttamente le percezioni in lui. E la vita interiore dell’anima procede come co-esperienza di queste percezioni. L’espressione di questa attività del corpo è l’autocoscienza. Ma l’autocoscienza matura solo gradualmente, prima l’essere umano deve passare attraverso un ciclo di forme in cui solo la vita indistinta della materia si fa sentire nei suoi organi. In un secondo ciclo, l’influenza della materia provoca un movimento interiore; il corpo eterico sperimenta il mondo esterno e trasforma gli organi in strumenti vivi dell’organismo fisico. In un terzo ciclo il corpo-immagine diventa anche capace di riprodurre il mondo esterno, ora eccita gli organi in modo tale che essi stessi producano immagini che vivono in loro, ma non sono ancora immagini di cose esterne. Solo nel quarto ciclo l’anima stessa diventa capace di penetrare gli organi corporei, così stacca le immagini da questi organi corporei e copre le cose esteriori con esse, in questo modo davanti ad essa si trova un mondo esteriore al quale si contrappone come un’entità indipendente interiormente. - Ma è anche ora che di tanto in tanto gli organi corporei di cui fa uso cadano in esaurimento, allora cessa la possibilità di essere in contatto con il mondo esteriore e viene il sonno, in cui l’anima ha di nuovo un effetto equilibratore sul corpo fisico nel suo modo precedente attraverso il corpo-immagine e il corpo eterico. Così il sonno appare alla scienza occulta come un residuo di stadi precedenti di sviluppo. Nel tempo presente l’essere umano è passato un po’ oltre la metà del quarto ciclo terrestre. Questo si esprime nel fatto che egli non solo percepisce gli oggetti esterni alla luce del giorno, bensì anche le leggi che li sottendono. L’anima ha iniziato la sua esperienza della trasformazione interiore delle cose. Durante lo sviluppo di Saturno il corpo umano si trovava al livello della coscienza più indistinta. Ma non si deve supporre che altri livelli di coscienza non fossero presenti nelle entità che in quel momento avevano la loro esistenza in relazione con questa precedente incarnazione della Terra. Quindi, soprattutto era presente un’entità in quel momento, che aveva una coscienza, che era equivalente all’attuale coscienza dell’essere umano sveglio, ma siccome le condizioni dell’ambiente di Saturno erano molto diverse da quelle terrestri, questo livello di coscienza doveva operare in modo essenzialmente diverso.

L’essere umano terreno ha intorno a sé, come oggetti di percezione, minerali, piante e animali. Egli considera questi esseri come se fossero al di sotto di lui, e se stesso come un essere superiore rispetto a loro. Con quell’entità saturnina era il contrario: essa aveva tre gruppi di entità sopra di sé e doveva considerarsi come l’arto più basso nel regno di ciò che era percepibile per lui. Questi tre gruppi superiori di entità nella scienza occulta erano chiamati con nomi diversi, secondo la lingua del popolo e l’epoca a cui appartenevano i Maestri occulti. I nomi della scienza occulta cristiana sono, dall’alto in basso: Principati (Kyriotetes), Virtù (Dynamis), e Potestà (Exusiai). Come quarto arto più basso, questo essere caratterizzato si allinea, così come l’essere umano-terrestre si allinea come arto più alto con i regni minerale, vegetale e animale. - In corrispondenza di queste condizioni molto diverse, anche la natura della percezione stessa risulta diversa. Per esperienza l’iniziato conosce questa natura, perché è uguale a quello che raggiunge come terzo stadio, oltre la coscienza di veglia diurna, vale a dire la coscienza spirituale. È come se le impressioni non arrivassero ai sensi da oggetti esterni, ma come se esse premessero verso i sensi dall’interno, e fluissero da essi verso l’esterno colpendo gli oggetti e le entità all’esterno per riflettersi in esse e poi apparire alla coscienza nel loro riflesso. Così è stato per quell’essere saturnino: ha riversato la sua forza vitale sulle cose del pianeta, e da tutte le parti il riflesso gli veniva rimandato nel modo più vario. Esso ha percepito la propria vita da tutti i lati nell’immagine speculare, e le cose che gli riflettevano il proprio essere erano gli inizi del corpo fisico umano, perché il pianeta era composto da loro. Ciò che è stato percepito non è apparso sul pianeta, ma nelle sue vicinanze. Le entità chiamate Exusiai (Potestà) apparvero come entità radiose che illuminavano il corpo del mondo da tutti i lati. Saturno stesso era un corpo intrinsecamente scuro; riceveva la sua luce non da fonti di luce morte, bensì da queste entità che abitavano la sua periferia, e come esseri luminosi lo illuminavano. La loro luce si rivelò alla percezione dell’entità di Saturno, come attualmente il corpo animale si rende percepibile all’essere umano. Le entità chiamate Dynamis (Virtù) si rivelavano in modo simile dalla periferia per mezzo di suoni spirituali, e i Kyriotetes (Dominazioni) per mezzo di ciò che nella scienza occulta si chiama l’aroma-terrestre, un tipo di impressione che può essere paragonato all’attuale odore.

Come l’essere umano sulla Terra si eleva al di sopra delle percezioni delle cose esteriori alle idee che vivono solo nel suo essere interiore, così quell’essere saturnino, oltre alle entità sopra menzionate, che gli si rivelavano come dall’interno, percepiva anche esseri che vedeva dall’esterno. Nella scienza occulta cristiana* si chiamano Serafini, Cherubini e Troni. Non c’è nulla nel cerchio dell’esperienza dell’essere umano sulla Terra che possa essere paragonato ai tratti sublimi in cui queste entità apparivano in quel momento. Infine, un terzo tipo di coinquilini era noto a questa entità saturniana. Abitavano l’interno del pianeta. Il pianeta esisteva solo come composizione di corpi umani, nella misura in cui erano cresciuti in quel momento. Se ci si vuole rappresentare questi corpi, lo si può fare confrontandoli, per i tempi in cui sono apparsi in forma fisica, con degli automi costituiti dalla più fine materia eterea. Come tali riflettevano la vita di quell’entità saturnina, ma essi stessi erano del tutto privi di vita e di ogni sensibilità, tuttavia erano abitati da due tipi di entità, che sviluppavano in essi la loro vita e la loro capacità di sentire, perché non avevano un corpo fisico proprio, eppure erano così predisposti che potevano sviluppare le loro capacità superiori solo in un tale corpo, pertanto, si servivano del corpo fisico umano.

Quindi su Saturno gli elementi fisici, mentali e spirituali erano presenti in modo simile a quelli della Terra, solo che sulla Terra si trovavano in modo tale da formare la triplice natura dell’essere umano: il suo corpo, la sua anima e il suo spirito. Ognuno di questi elementi dell’essere umano consiste di tre sotto-arti: il corpo materiale del corpo fisico, il corpo eterico e il corpo animico; l’anima senziente, l’anima razionale e l’anima cosciente; il Sé Spirituale, lo Spirito Vitale e l’Uomo-Spirito. Su Saturno, il corporeo, l’anima e lo spirito non erano presenti come arti di una sola entità, bensì come entità indipendenti; il corporeo come prima disposizione del corpo umano e la base materiale effettiva del pianeta stesso; il corpo eterico come un Angelo, il corpo senziente come un Arcangelo; l’anima senziente caratterizzata dall’entità saturnina stessa, l’anima razionale dalle Potestà, l’anima-cosciente dalle Virtù, il Sé Spirituale dalle Dominazioni, lo Spirito Vitale dai Troni, l’Uomo-Spirito dai Cherubini; sopra a tutti si ergono i Serafini*.

Saturno, dunque, nei tempi in cui si trovava al suo livello fisico, rappresentava un corpo di arti, composto da sottili corpi eterici; in essi gli Angeli e gli Arcangeli governavano come le forze vitali e le forze nervose presenti nel corpo umano.

E come quest’ultimo disponeva di strumenti sensoriali all’esterno, così Saturno stesso era coperto di sensi sulla superficie; solo che questi sensi non erano ricettivi, ma riflessivi, riflettevano cioè tutto ciò che faceva effetto dalla circonferenza del corpo del mondo. Successivamente le Potestà luminose brillarono sulla superficie di Saturno, e la loro luce fu riflessa in molti modi dalla superficie del pianeta. Allora le Virtù suonarono, e questi suoni echeggiarono in molti modi nello spazio; infine la superficie di Saturno fu irradiata dall’aroma delle Dominazioni, e restituito in molte forme diverse. Nella percezione di tutti questi riverberi consisteva la vita animica di quell’essere segnato come Saturno. Si può chiamare questa entità lo Spirito planetario vero e proprio di Saturno, perché c’era davvero un solo tipo, proprio come nell’essere umano c’è una molteplicità di elementi, di sensi e così via, ma una sola autocoscienza. Tutto Saturno era il corpo di questo Spirito planetario.

L’evoluzione di Saturno consisteva ora in sette cicli, che rappresentano lo sviluppo della vita animica. In ognuno di questi sette cicli il pianeta passa attraverso le sette forme, dall’informe alla capacità creativa. Nel primo circuito i Troni formano l’elemento animico direttivo, nel secondo le Dominazioni, nel terzo le Virtù, nel quarto le Potestà, nel quinto lo stesso Spirito Planetario Saturno. Lo Spirito planetario di Saturno non ha avuto piena coscienza fin dall’inizio dell’evoluzione del pianeta, ma l’ha acquisita solo nel quarto ciclo. Solo allora i processi planetari sono stati effettivamente sperimentati dallo Spirito. Così nel quinto ciclo egli stesso può agire come un’anima. Durante il quinto ciclo gli Arcangeli sviluppano una vita interiore dell’anima, il cui contenuto è preso dai processi di Saturno e possono farlo facendo uso dei corpi umani, che sono diventati strumenti per loro. Con questo mezzo sono abilitati nel sesto ciclo a condurlo come anime auto-agenti. Lo stesso vale per il settimo ciclo con gli Angeli.

Nel quinto ciclo lo Spirito planetario di Saturno non potrebbe funzionare come anima nel modo descritto se rimanesse nel corpo di Saturno, perché la natura del corpo di Saturno non lo permette. Lo Spirito di Saturno deve quindi uscire dal corpo del pianeta, agendo su quest’ultimo dall’esterno. In questo ciclo, quindi, Saturno è diviso in due corpi: di questi, però, uno, quello che è emerso, è da chiamare l’anima saturniana. È, per così dire, la prefigurazione profetica della prossima incarnazione planetaria: il Sole. Così, durante il suo quinto, sesto e settimo ciclo, Saturno è in orbita attorno ad una specie di Sole, come attualmente la Terra lo è con la sua Luna.

Una cosa simile deve avvenire nel sesto ciclo per gli Arcangeli, questi lasciano la massa di Saturno e gli orbitano intorno come un nuovo pianeta, che nella scienza occulta si chiama Giove. E nel settimo ciclo avviene una cosa simile in riferimento agli Angeli, che estraggono la loro massa da quella di Saturno orbitandogli intorno come un pianeta indipendente. Questo nella scienza occulta si chiama Marte. Si tratta di processi simili a quelli che hanno avuto luogo durante i precedenti cicli saturniani. Nel terzo ciclo le forze hanno guidato lo sviluppo dell’anima. Durante il quarto ciclo lasciarono il pianeta e vi orbitarono attorno come un pianeta luminoso e indipendente, che nella scienza occulta si chiama Mercurio. Nel terzo ciclo la stessa cosa accadde alle Potestà che si resero indipendenti come il pianeta Venere.

Durante l’evoluzione del Sole, il corpo dell’essere umano, precedentemente automatico, prende vita. Questo accade perché la Luce, che prima irradiava Saturno dalla periferia come un efflusso di esseri luminosi, è ora assorbita dai componenti del corpo solare stesso. Il Sole diventa un pianeta luminoso. I corpi perfezionati degli uomini sviluppano una vita luminosa. L’aroma mondiale scorre dalle entità corrispondenti.

Una trasformazione ha avuto luogo nello Spirito planetario di Saturno, egli si è moltiplicato: da uno sono diventati sette. Come il seme è uno solo, e nella spiga che cresce da esso ce ne sono molti che sono della stessa natura di quell’uno, così dall’unico Spirito planetario di Saturno spuntano sette germogli nel passaggio allo stadio solare, e la sua vita ora diventa una vita diversa. Essa acquisisce la capacità di afferrare le percezioni di un regno che si trova ad un gradino più in basso di lui. Questo è reso possibile dal fatto che un certo numero di corpi umani sono rimasti indietro nel loro sviluppo, fermandosi al livello di Saturno, sono quindi incapaci di ricevere la vita luminosa del Sole. Essi formano luoghi oscuri all’interno del radioso pianeta Sole, percependo i sette Spiriti solari, che sono sorti dallo Spirito planetario di Saturno, come un regno della natura che sta sotto di loro, così sulla superficie del Sole vivono questi sette esseri; sotto di loro vedono un regno i cui esseri hanno dei corpi, che stanno solo un gradino più in basso dei corpi umani del Sole. Questi corpi stessi, tuttavia, danno loro il nutrimento di cui hanno bisogno nella Luce che emettono. Mentre i corpi di Saturno non erano che i riflettori del suo essere per lo Spirito di Saturno, i corpi del Sole prendono il posto rispetto agli Spiriti del Sole, che attualmente il Sole con la sua luce occupa rispetto alle entità del regno vegetale. Per quanto riguarda l’organizzazione del corpo, l’essere umano durante l’evoluzione del Sole è al livello di un essere vegetale. Non sarebbe corretto dire che egli stesso sia passato attraverso il regno vegetale in quel momento, perché un regno vegetale, come è oggi, può svilupparsi solo in condizioni particolari della Terra. Se si dovesse fare un paragone in questo senso, si dovrebbe immaginare il corpo umano del Sole come un essere vegetale, che sviluppa organi simili a quelli della pianta come attualmente un fiore, girato verso il suo stesso pianeta. E come la pianta attuale riceve la sua luce da un Sole esterno, così la pianta-sole umana riceveva la sua Luce dal proprio pianeta, che infatti era il Sole. Quello che oggi la pianta affonda come radici nella Terra, era nel corpo solare rivolto verso i suoni e gli odori che affluivano; egli li prendeva e li elaborava nel suo essere interiore. Si potrebbe chiamare la pianta attuale un corpo umano che si è fermato a livello solare e si è completamente voltato. Esso stende dunque gli organi di crescita e di riproduzione, che l’essere umano ha coperto e girato verso il basso, castamente verso il Sole, e verso l’alto. In questo modo il corpo umano non è stato completamente sviluppato fino al quarto ciclo solare. I tre cicli precedenti sono stati una preparazione per questo. Il primo ciclo è in realtà solo una ripetizione dell’esistenza di Saturno. E i suoi sette stadi di forma sono sette ripetizioni degli stadi della vita nel ciclo di Saturno. Ma è solo nel secondo ciclo solare che la vita lampeggia nel corpo umano. Non è ancora così pienamente sviluppato, che gli Arcangeli, che sul Sole entrano nella posizione che lo Spirito planetario ha preso su Saturno, possano trovare soddisfazione in questa vita. Al contrario, il potere che può fluire da questa vita ora lo aspirano le Potestà; durante il terzo ciclo le sette entità che sono sorte dallo spirito saturniano prendono il loro posto; e durante il quarto ciclo solare gli Arcangeli vivono nella vita dei corpi terrestri come lo Spirito planetario è stato rispecchiato nei corpi di Saturno. Durante il quinto corso del Sole, gli Arcangeli ascendono a un piano di esistenza superiore e gli Angeli prendono il loro posto sul pianeta. Durante il sesto corso del Sole, anche gli Arcangeli si sono sviluppati a un grado così alto che non hanno più bisogno della parte fisica del corpo umano; si servono solo della Luce in uscita e in entrata per i loro scopi, per vivere in essa. Il corpo fisico umano è diventato un’entità indipendente, in pratica il modello dell’attuale corpo fisico dell’essere umano. E a questo stadio si comporta proprio come un apparato fisico; solo come uno le cui parti sono appunto vive. È per così dire uno strumento sensoriale vivente, le cui percezioni non sono tuttavia assunte da lui stesso. Gli manca il necessario grado di coscienza. Si trova in un sonno simile a quello delle piante, che costituisce il suo più alto livello di coscienza. Ciò che è progettato in lui come percezione passa alla coscienza degli Angeli, degli Arcangeli e così via, secondo la successione dei vari cicli solari. Questi esseri superiori vegliano sul corpo umano addormentato.

Ora quali sono le cause sotto l’influenza delle quali il Sole si è evoluto da Saturno? Esse possono essere riconosciute se uno getta uno sguardo agli ultimi stati dell’evoluzione di Saturno. Supponiamo che il settimo ciclo abbia raggiunto il quarto stadio della forma, il fisico. Il corpo umano è così avanzato che può servire gli Angeli come organi sensoriali che riflettono la loro natura. In questa fase hanno una specie di coscienza umana, che però è concessa loro solo attraverso i sensi del corpo umano. Le entità superiori hanno un effetto sul pianeta dall’ambiente circostante, sviluppando i livelli superiori di coscienza in successione. Nel momento in cui anche gli Angeli si sviluppano verso questi modi superiori di coscienza, non possono più fare uso del corpo umano. Di conseguenza lo abbandonano. Deve morire. Ma questo non significa altro che il corpo fisico di Saturno decada prima che si sviluppi la forma fisiognomica della settima rivoluzione. Questo stadio fisiognomico non è quindi più affatto fisico. Il pianeta è presente solo come pianeta animico. La forma fisica sprofonda nell’abisso. Nel pianeta-anima gli Angeli vivono in una coscienza ultra-fisica immaginativa, e le entità superiori sono attive su di essa con forme di coscienza superiori corrispondenti. Nel momento in cui anche gli Angeli hanno superato la coscienza immaginativa, ugualmente il pianeta animico deve disintegrarsi. Al suo posto ne viene un altro, sul quale si sviluppa la forma plasmante. Ma galleggia solo in quel mondo in cui l’iniziato terreno si trova quando dimora nella coscienza tonale superiore. Per le stesse ragioni, un altro pianeta, appartenente ad un mondo ancora superiore, si sviluppa da questo alla fine del settimo ciclo di Saturno. Nello stesso si realizza la forma creativa dell’esistenza. È stato dimostrato che con l’ascesa delle entità superiori in forme di coscienza corrispondenti, si separano sempre i pianeti secondari di Saturno, che devono galleggiare in mondi superiori, perché la configurazione principale di Saturno non può ospitare tali forme di coscienza. Ma ora Saturno stesso ascende a questi mondi superiori. La conseguenza di ciò è che ogni volta che arriva in un tale mondo superiore si unisce con quel pianeta minore che è presente nello stesso mondo. Alla fine della settima orbita di Saturno, Giove, Marte, Venere, Mercurio e il Sole sono di nuovo uniti a Saturno. Tutto forma nuovamente un unico mondo. - In questo unico mondo, tuttavia, si trova la forma creativa della forza vitale di Saturno. Attraverso di essa il mondo, che si è spiritualizzato nel modo indicato, viene ricondotto di nuovo agli stadi inferiori dell’esistenza. Questo è ciò che accade con lo sviluppo del Sole. Nel corso dei suoi cicli, i pianeti che si sono formati da Saturno ne fuoriescono di nuovo. Ognuno di loro appare ora solo un passo più vicino all’esistenza fisica.

Se un osservatore umano potesse analizzare con i suoi sensi l’evoluzione del pianeta nella sua forma attuale, vedrebbe il corpo del mondo emergere dalle tenebre solo in certi periodi di tempo; nei lunghi periodi intermedi, durante i quali esso conduce solo un’esistenza in mondi superiori, scomparirebbe dalla vista di tale osservatore. Sarebbe visibile solo ad un osservatore la cui coscienza fosse in grado di dimorare nei mondi superiori. Per questo motivo si fa una distinzione tra gli stati fisici dell’esistenza planetaria e gli stati crepuscolari o notturni. Solo che non si deve immaginare che in questi tempi intermedi il pianeta con le sue entità cada nell’inattività, bensì soltanto che questa [attività] cade nei mondi superiori e si esprime così in un’esistenza molto più reale del semplice fisico.

Quando il Sole ha completato i suoi sette cicli, inizia il tempo in cui il corpo umano è così avanzato che non solo può ricevere gli influssi della Luce e quindi essere vivificato, ma acquisisce altresì la capacità di lasciare che il mondo del suono, che scorre intorno a lui ed è formato dalle "Potestà", continui a lavorare in esso e a riprodurlo esso stesso come suoni. A questo stadio dell’esistenza, che si chiama evoluzione lunare, il corpo umano diventa un’entità sonora. Mentre nello stadio di Saturno il suono rigettato dal pianeta nell’ambiente era solo un’eco dell’ambiente circostante, ora risuona in questo ambiente in una forma cambiata. È così modificato che riflette nel modo più vario ciò che accade nei corpi delle entità umane. Questi corpi umani hanno così incorporato un terzo arto nel loro essere, il corpo senziente, perché è la loro natura interiore: il loro mondo emozionale, che suona verso l’esterno. Dei sette esseri che si sono evoluti dallo Spirito di Saturno durante l’evoluzione del Sole, sono diventati sette volte sette. Il loro ambiente è diventato tale che sperimentano il proprio mondo di sentimenti nei corpi senzienti che si sono formati. Questi corpi senzienti sono i portatori della loro luminosa coscienza diurna.

Ora essi si sentono circondati da due regni che si trovano sotto di loro e uno che è al di sopra di loro. Questo regno, fluttuante sopra di loro, si rende loro percepibile dallo spazio come l’aroma del mondo; essi si sperimentano come vie sonore, e i due regni che stanno sotto sono diventati tali perché una regione dei corpi umani è rimasta sul piano saturniano, e una seconda si è spostata sul piano solare. Così questi esseri lunari sono circondati dagli automi, che continuano la loro maturità saturniana sulla Luna in condizioni molto diverse da quelle che esistevano su Saturno stesso, e inoltre da corpi solari simili a piante, che si trovano in una posizione analoga. Nell’attuale massa lunare, quindi, ci sono tre tipi di esseri. Gli automi, che sono oscuri in se stessi, e che da Saturno hanno conservato la capacità di irradiare la vita intorno a loro. Non sono esseri senza vita nel senso dei minerali attuali. Una base minerale, come quella della Terra, non esisteva ancora sulla Luna. Al suo posto ce n’era una che consisteva nell’entità caratterizzata. Se ne ha un’idea quando la si immagina dotata di una vita che la attraversa completamente, così che sulla Luna, per esempio, al posto del suolo minerale del nostro pianeta c’è una massa viva e poltigliosa; in questa ci sono parti legnose inserite come le masse rocciose nella roccia più morbida della nostra Terra. In questa base vivente, che nelle sue varie parti può essere chiamata minerale-vegetale, hanno messo radici le entità solari segnate, che si trovano su un livello tra l’animale e la pianta attuali. E le entità mobili che abitavano la Luna erano i corpi umani, che si trovavano a metà strada tra l’animale e l’essere umano per quanto riguarda il loro sviluppo. Erano le schiere dei discendenti dello Spirito planetario di Saturno, ma quest’ultimo non sarebbe stato in grado di sviluppare in loro una coscienza diurna. Per vivere in una tale coscienza, questi esseri dovevano uscire ogni volta dal corpo. Se erano dentro il corpo, cioè se condividevano la sua vita, allora erano solo penetrati da una coscienza piena di immagini oniriche. In questa coscienza non vedevano nulla di ciò che li circondava fisicamente, ma facevano risuonare la loro esperienza interiore nell’ambiente circostante. Ciò che si esprimeva in suoni durante il sonno delle entità lunari erano le loro passioni e le loro bramosie. Per sottolineare solo una cosa del raggio di questa esperienza, bisogna evidenziare che per esempio ciò che oggi si chiama la vita amorosa e che sta alla base della procreazione, ha avuto luogo sulla Luna durante il sonno pieno di sogni. La vita sveglia diurna era priva di desiderio e di amore, dedicata solo all’osservazione dell’ambiente circostante. L’antenato dell’essere umano sulla Luna nella sua vita quotidiana non sapeva nulla di relazioni sessuali. Sulla Luna hanno avuto luogo immagini-sogno di ciò che l’essere umano prova ora nell’amore sessuale, e queste esprimevano solo simbolicamente ciò che ora è realtà concreta. Non è stato dunque l’antenato umano a sperimentare il mondo delle immagini sulla Luna in stato di veglia; piuttosto, le entità che all’inizio erano al di sopra dell’essere umano, gli Angeli, che hanno vissuto in esso. Per loro, per così dire, il mondo dei sogni dell’essere umano si svolgeva come una luminosa realtà diurna. Essi vegliavano sul mondo sognante dell’essere umano, come gli Arcangeli vegliavano sul mondo solare che viveva nel sonno delle piante.

I primi due cicli lunari non erano che ripetizioni dei precedenti stati di sviluppo. Le sette forme del primo ciclo ripetono i sette cicli di Saturno, e le sette forme del secondo ripetono i sette cicli del Sole.

Nel terzo ciclo lunare il corpo umano è così avanzato che le entità del livello degli Arcangeli sperimentano le loro immagini di sogno come il loro ambiente circostante; nel quarto ciclo succede agli Angeli. In questo ciclo i discendenti dello Spirito planetario di Saturno possono utilizzare il corpo umano a tal punto che, quando lo avvolgono dall’esterno e se ne servono, raggiungono attraverso di esso una luminosa coscienza diurna. Nel quinto ciclo questi esseri sono saliti ad una tale altezza che non hanno più bisogno del corpo fisico umano, che ora percepisce l’ambiente circostante per se stesso, ma raggiunge solo un livello di coscienza inferiore rispetto a queste percezioni. In questo momento questi esseri hanno bisogno solo del corpo eterico e del corpo senziente. Nel sesto ciclo essi lasciano il corpo eterico a se stesso, e nel settimo anche il corpo senziente.

La Luna è una reincarnazione del pianeta-Sole. Nel momento in cui lo stadio dell’evoluzione solare si ripete sulla Luna, cioè nel secondo ciclo, il corpo solare emerge dalla sua massa. All’interno di questo corpo solare emergente vivono quelle entità che hanno assunto uno stato di coscienza e di vita per il quale non si possono trovare condizioni sulla Luna stessa. Durante il secondo ciclo, queste sono le Potestà, esse hanno vissuto la vita del corpo fisico umano durante la vita del Sole. Ora, sulla Luna, questo stadio solare conduce solo un’esistenza stentata e ritardata nelle piante-animali descritte sopra. Le Potestà non possono vivere in esse, esse animano queste creature dall’esterno dando loro la Luce di cui hanno bisogno dal loro Sole. Durante il terzo ciclo lunare i discendenti dello Spirito planetario saturniano sono saliti a un livello tale che non possono più trovare esistenza sulla Luna. Di conseguenza, durante il quarto ciclo gli Arcangeli lasciano la Luna, che durante questo periodo è la dimora degli Angeli, così come più tardi la Terra nel suo quarto ciclo sarà la dimora degli esseri umani.

Come durante l’evoluzione del Sole sono emersi gradualmente gli altri pianeti, così accade anche ora durante l’evoluzione della Luna. Sono solo un passo più vicini all’esistenza fisica nel momento in cui la Luna è al culmine del suo sviluppo, cioè dalla forma fisica del suo quarto ciclo. Nel quinto ciclo Marte, che è allora abitato dagli Angeli, acquista una bella forma etereo-fisica nell’ambiente lunare; nel sesto ciclo ciò avviene in relazione a Giove, la dimora degli Arcangeli. Infine, durante il settimo ciclo lunare, una cosa simile avviene con Mercurio. Marte e Giove, nel frattempo, sono diventati ancora più densi; il primo ha una densità che gli permette di sviluppare calore attraverso i movimenti dei suoi componenti e di defluire nello spazio.

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Lo sviluppo della Terra riprende i frutti maturati sulla Luna. Il corpo umano è passato attraverso tre stadi di sviluppo. Nel primo stadio era in grado di servire come un organo di percezione, come uno strumento fisico, per quelle entità che erano già così avanzate sul piano solare da poter fare a meno di un tale apparato. Quindi già a quell’epoca appartenevano a quelle entità che potevano dedicare la loro attività al pianeta Sole dall’esterno come Creatori. Il posto che occupavano su Saturno è stato preso dagli Arcangeli sul Sole. Non era nel pianeta-Sole che gli Spiriti del pianeta-Saturno avevano la loro corporeità, bensì nelle forze creative che sostenevano la vita del Sole. Sulla Luna, quindi, gli Arcangeli erano diventati le Virtù creative. Gli Angeli della Luna, che allora erano coscienti della luce del giorno, potevano ammirare la loro corporeità quando guardavano i loro Creatori.

Queste tre tappe dell’evoluzione planetaria si sono ripetute nei primi tre cicli della Terra. Nel corso di questi cicli, il corpo umano doveva prepararsi a rendere in se stesso esperienze, le immagini che si erano formate durante la coscienza lunare. Doveva diventare capace non solo di ospitare in sé un corpo di vita e di immagini, bensì anche di riflettere interiormente l’ambiente nelle sue immagini. Sulla Luna la coscienza era così avanzata che le sue immagini potevano essere viste dagli Angeli. Il corpo lunare dell’essere umano era l’ambiente degli Angeli. E nella contemplazione dell’essere umano lunare, essi stessi erano andati avanti, si erano fatti strada per poter creare ad un livello superiore ciò che avevano percepito sulla Luna. Essi avevano nelle loro vicinanze, oltre ai due regni che erano sotto di loro, le entità della loro stessa specie. Dopo la fine dell’evoluzione della Luna, essi poterono imprimere la loro natura nel corpo umano. I terrestri ebbero la possibilità allora di vedere nel loro ambiente fisico, mentre abitavano i loro corpi, ciò che gli Angeli sulla Luna potevano vedere solo quando salivano in un mondo superiore: i loro stessi simili.

Ma il corpo umano poté essere guidato fino a tale capacità solo gradualmente. E questo è successo proprio durante i tre cicli terrestri. Nel primo egli poteva percepirsi come se fosse su Saturno, nel secondo come se fosse sul Sole, nel terzo come se fosse sulla Luna. Durante il primo ciclo della Terra, gli esseri umani vicini, secondari erano per lui ancora degli automi ambulanti; durante il secondo, gli apparvero come esseri simili a piante; e durante il terzo, con un carattere animale. Quando iniziò il quarto ciclo, l’essere umano era diventato capace di percepire le creazioni degli Angeli, suoi pari, intorno a lui. Ma gli Angeli erano tre livelli di coscienza sopra di lui, essi potevano creare ciò che lui percepiva. Il corpo umano ora aveva acquisito quattro arti: l’arto [fisico], che divenne lo specchio dell’ambiente, l’arto [vivente], che poteva trasformare le percezioni dell’ambiente in movimento interiore, il corpo immagine, che era in grado di trasformare i movimenti interiori nel carattere delle immagini, e infine il corpo, che divenne il portatore della luminosa coscienza del giorno, portando le immagini interiori in armonia con le impressioni dell’ambiente, e creando così la connessione tra l’esperienza interiore e i processi dell’ambiente. Ma la luminosa coscienza diurna rimane confinata al mondo esterno del fisico; i processi della vita e le immagini del corpo-immagine sono animati interiormente, ma non percepiti come area circostante.

Il suo corpo-immagine rimane l’oggetto del prossimo stadio superiore dell’essere, quello degli Angeli, mentre il suo corpo vitale è oggetto di uno stadio ancora superiore, quello degli Arcangeli. Tutto ciò che nell’essere umano è legato al corpo vitale, le leggi della sua crescita e della sua riproduzione, è quindi nascosto a se stesso; ne ha solo la coscienza che è presente nel sonno senza sogni. Ma per gli Arcangeli questi processi sono cose del mondo esterno e del suo funzionamento, come per l’essere umano è presente il suo lavoro su un macchinario fisico. E tutto ciò che è legato alla coscienza dell’immagine, le leggi che sono più misteriose per l’essere umano, e che danno al suo volto un certo carattere e una certa espressione facciale, e alla sua camminata un certo andamento (ecc), cioè ciò che viene espresso nel suo carattere e nel suo temperamento e così via, si trova sotto il dominio degli Angeli. Solo ciò che egli agisce nel suo ambiente è soggetto alle sue stesse leggi.

L’essere umano si è formato in un’entità che può essere descritta, nel quarto ciclo della Terra, in questo modo: gli Angeli, tuttavia, che durante la fase lunare si erano sviluppati nella coscienza di Creatori, non poterono più trovare un posto per loro sulla Terra nel momento in cui il corpo-immagine cominciò ad appartenere all’essere umano stesso, cioè dal momento in cui il secondo ciclo aveva superato la sua metà, quindi si ritirarono in una comunità superiore con nuove condizioni di vita; il Sole si separò di nuovo dalla Terra e da allora in poi vi ha inviato le sue forze dall’esterno.

Nel terzo ciclo, quei corpi umani che non erano progrediti così tanto nel secondo ciclo da poter essere alimentati dalle forze raccolte sul Sole, furono ridotti ad un’esistenza subordinata, scendendo al livello animale dal livello animale-umano. Da dove potrebbero dunque ottenere i poteri per i loro corpi-immagine? Non erano essi ricettivi ai poteri solari degli Angeli completi, ma ad ogni singolo stadio delle entità rimangono indietro nel loro sviluppo. Fino al terzo ciclo gli Angeli sono rimasti indietro nel loro sviluppo e non hanno potuto trovare un posto sul Sole. Durante la seconda metà del terzo ciclo non riuscirono a trovare i mezzi per ascendere al Sole, né erano in grado di influenzare i corpi-immagine dell’essere umano che si perfeziona. Avevano solo il dono di influenzare quei corpi-immagine che erano rimasti al livello dell’esistenza lunare, perciò sono emersi dalla massa della Terra come l’attuale Luna. La Luna attuale è un corpo del mondo che rappresenta una parte precedente dell’evoluzione della Terra in uno stato indurito, essa è la dimora di quelle entità che non hanno voluto diventare Creatori del corpo umano perfetto. La loro attività si trova nei corpi-immagine degli animali, ma essi dirigono ancora i loro attacchi al corpo-immagine dell’essere umano, che infatti rappresenta l’area che hanno superato. Non appena l’essere umano si allontana un po’ dalla dedizione alla sua natura superiore, che gli arriva attraverso le impressioni dei suoi sensi, appena egli cade preda delle forze che lavorano nel suo corpo-immagine, queste entità acquistano potere su di lui. Il loro lavoro si manifesta in brutti sogni, in cui si riflettono i desideri animaleschi provenienti dalla sua natura inferiore.

Quando il terzo ciclo terrestre è passato oltre il suo centro, quando la Terra è diventata fisica per la terza volta, all’inizio non ci sono ancora le condizioni di esistenza per la forma del corpo umano fisico che possa ricevere percezioni esterne. Il fisico muore. La conseguenza è che il peccato di omissione degli Angeli che sono rimasti indietro non è più sentito così dolorosamente dalle entità che sono ascese all’esistenza solare. La Luna è quindi di nuovo incorporata nel corpo terrestre.

E quando il ciclo continua, quando tutta la Terra è ascesa in un mondo superiore attraverso l’esistenza delle immagini, anch’essa si unisce di nuovo al Sole. In questo modo le forze del corpo umano, che nel terzo ciclo erano in grado di vedere solo l’immagine-vivente corpo nel loro ambiente, raggiungono la capacità creativa. Questo permette loro di entrare nel quarto ciclo. All’inizio sono ancora nel mondo che può essere percepito solo da una coscienza spirituale, ma scendono passo dopo passo verso mondi sempre più profondi. Finalmente il corpo umano è così avanzato da avere organi di percezione per i propri simili in una sottile forma eterea. Il corpo fisico acquisisce così le facoltà della sua forma terrena. Questo è anche il momento in cui la Terra non può più essere un’arena per gli Angeli perfezionati; il Sole emerge con loro dalla Terra e risplende su di essa dall’esterno. Il corpo fisico arriva sempre più lontano. Le immagini del corpo-immagine raggiungono una vivacità che prima non avevano; gli organi del corpo fisico danno loro nutrimento nelle immagini speculari degli oggetti esteriori. È arrivato il momento in cui l’ambiente terrestre esterno sottrae queste immagini agli Angeli che sono rimasti indietro, e che devono trarre dalla Terra quella parte di essa che può essere la loro dimora. La Luna si separa nuovamente dalla Terra e le orbita intorno come suo pianeta minore.

Quanto è avanzato il corpo umano in questo momento? Ha sviluppato la sua quadruplice natura, essa è organizzata in modo tale da poter essere portatrice di un corpo eterico o vitale, e poter ospitare un corpo-immagine. Inoltre, i suoi organi sensoriali permettono di riflettere l’ambiente terrestre in queste immagini. Il corpo fisico umano ha raggiunto uno stadio del tutto nuovo: esso riflette verso l’interno, così come su Saturno rifletteva verso l’esterno, l’essenza dello Spirito planetario di Saturno. Di conseguenza, quella parte di questo Spirito può ora vivere in lui che era allora l’arto più basso di essa. Questa parte si stacca quindi dallo Spirito planetario di Saturno, perdendo la capacità di ricevere le rivelazioni dei regni superiori e diventa portatrice dell’autocoscienza umana. L’essere umano impara a sentirsi come "Io". D’ora in poi egli porta in sé la natura che, su Saturno, lo Spirito planetario ha rivelato come un raggio del pianeta.

Così l’essere umano ha raggiunto lo stadio in cui gli Arcangeli si rivelano nel suo corpo eterico, gli Angeli nel suo corpo-immagine e lo Spirito planetario di Saturno nella sua autocoscienza. Egli può ora ascendere allo stadio in cui lo Spirito saturniano in lui diventa capace di avere una relazione con il corpo-immagine, simile a quella che lo stesso Spirito saturniano ha raggiunto quando ha gradualmente superato la propria esistenza planetaria ed è diventato un abitante di Giove.

Ma poiché l’essere umano rimane un abitante della Terra, tali forze possono agire su di lui solo dall’esterno, vale a dire, la Terra arriva sotto l’influenza delle forze di Giove. In una fase successiva succede una cosa simile per quelle entità che si trovavano in un momento in cui avevano un effetto sul corpo eterico solo dall’esterno, da Marte. L’essere umano sulla Terra passa sotto l’influenza di Marte.

Quando il Sole, la Terra e la Luna formavano un unico corpo, il corpo umano su questo pianeta era fatto di una sostanza che era come l’aria. Oltre ai corpi degli esseri umani, c’erano solo i discendenti degli uomini-animali della Luna con corpi allo stato liquido. Lo stato solido era stato raggiunto dalla prole di quelle entità lunari che vivevano lì come minerali-vegetali. Oltre agli umani-animali liquidi, in questo [punto del tempo] c’erano anche esseri animali-pianta che si erano sviluppati dalle piante-animali della Luna. Ma mentre i primi avevano un aspetto più acquoso, le entità simili a piante animali consistevano in una massa densa e poltigliosa, che, quando diventava grossolana, si avvicinava alla sostanza che attualmente forma i funghi.

Quando il Sole estrasse la sua materia dalla Terra, in modo che questa avesse in sé solo la massa della Luna, tutte le condizioni del pianeta cambiarono. La materia dei corpi umani si condensava in una sostanza liquida, che può essere paragonata al sangue odierno. Le entità prima liquide hanno preso una forma solida, e i minerali vegetali solidi hanno acquisito una materialità molto più densa. Prima che il Sole si spegnesse, la vita del corpo umano era essenzialmente una specie di respirazione, un prendere e dare materia simile all’aria. In seguito, si è formata una via di nutrimento dall’ambiente liquido, e con questo nutrimento era collegata anche la riproduzione. Il corpo umano viscoso è stato fecondato dalla materia riproduttiva del suo ambiente circostante e si è diviso sotto tale influenza fecondatrice. Il suo sviluppo, quando la sostanza lunare era ancora all’interno della Terra, procedette in modo tale da formare parti semisolide all’interno della sua massa liquida, che si condensarono successivamente in cartilagine. Solide come strutture simili alle ossa, perché la massa della Terra non era ancora in grado di fare questo, finché conteneva La Luna al suo interno. Solo alla partenza della Luna, quando la materialità più grossolana viene rimossa, nel corpo umano si forma una solida struttura scheletrica. E questo fu anche il momento in cui cessò la possibilità di prendere le sostanze fecondatrici dall’ambiente. Con la massa lunare, anche le sostanze terrestri hanno perso la loro capacità di fecondare il corpo umano. Nel tempo passato non c’erano due sessi del corpo umano. L’essere umano era un essere di natura femminile, e l’essere maschile era nell’ambiente della Terra stessa. Tutta la Terra aveva un carattere maschile. Con la partenza della Luna, una parte dei corpi umani cambiò in quelli di carattere maschile. La Luna prese in sé i poteri fertilizzanti che prima erano contenuti nel succo della Terra stessa. La natura femminile del corpo umano subì una trasformazione tale da poter essere fecondata dal maschio. Tutto questo è successo perché una specie di corpo umano a doppio sesso è stato trasformato in un corpo omosessuale. Il precedente corpo umano si fecondava con le sostanze che aveva assorbito. Ora una forma del corpo umano, la femmina, ha ricevuto solo il potere di maturare la materia fecondata. Questo è successo in modo tale che la potenza maschile ha perso la capacità di preparare la sostanza fruttifera. Questo potere rimane solo per il corpo eterico o vitale, che deve portare alla maturazione. La forma maschile del corpo umano ha perso la possibilità di fare qualcosa con la materia fruttifera in sé. Il femminile è rimasto confinato nel corpo eterico. Così avviene che nell’essere umano attuale il corpo eterico sia femminile nell’uomo e maschile nella donna*. L’acquisizione di queste facoltà coincide con la formazione di uno scheletro solido.

Ma questo è stato preceduto da un altro importante processo. Quando il corpo umano passò dall’aria alla materia liquida, allo stesso tempo si formò un organo speciale per assorbire l’aria. Questo fu l’inizio della respirazione separata. Bisogna solo chiarire a se stessi che a quel tempo la Terra non aveva ancora un circuito d’aria separato per sé, le sostanze che più tardi si separarono dalla massa comune come liquidi e solidi erano allora ancora simili all’aria, racchiuse nell’aria. E quando la liquefazione è iniziata, il corpo umano non viveva su un terreno solido, bensì nell’elemento liquido. Il suo movimento era una specie di galleggiamento. E l’aria sopra l’elemento liquido era molto più densa di quella successiva, perché conteneva non solo tutta l’acqua, bensì molte altre sostanze in dissoluzione. Di conseguenza, tutto l’apparato respiratorio del corpo umano era diverso.

Prima che il Sole uscisse, l’intero processo di respirazione aveva un significato diverso rispetto al periodo successivo, in quanto consisteva nell’assorbire e rilasciare calore dall’ambiente e in esso. Si può dire che il calore che l’essere umano produce ora nella sua circolazione sanguigna era allora inalato ed esalato da lui dall’ambiente. Solo dopo che il Sole è uscito, il processo è stato cambiato in modo tale che l’aria, dopo essere stata assunta, produceva calore con la sua azione nel corpo. Così, con la respirazione dell’aria nella sua forma attuale, il corpo umano era diventato un produttore di calore al suo interno.

Questo cambiamento nel corpo umano è collegato ad un evento cosmico che, nella scienza occulta, è chiamato il ritiro di Marte dalla Terra. Marte è il pianeta che, attraverso le forze insite in esso, ha effettuato nel corpo umano prima di questo ritiro, quello che la circolazione del sangue ha assunto nel corpo umano stesso dopo. Quando il sangue sulla Terra prese così il sopravvento sull’attività di Marte, le entità spirituali furono in grado di sollevarsi dalla Terra, così che l’influsso di Marte sull’essere umano divenne un influsso che operava dall’esterno. Fisicamente questo avvenne perché il ferro divenne un importante costituente del sangue, e il ferro è la sostanza su cui le forze marziane hanno un effetto speciale. Così l’attuale forma di respirazione è legata a questo ritiro di Marte. Ma, (in questo modo), l’essere umano ricevette tutto ciò che può essere chiamato il potere interiore del suo sangue e così avvenne l’animazione. Infatti, l’essere umano ha infuso la sua anima vivente con il respiro dell’aria.

Finché la Terra era in contatto con il Sole, il potere del Sole era quello che regolava gli altri effetti nel corpo umano. Nel potere del Sole era contenuto quello che funzionava nel corpo umano come maschio e femmina allo stesso tempo. E sotto la sua influenza l’assorbimento e l’emissione del calore emanato da Marte divenne legge e ordine. Quando il Sole sbiadì, certi corpi umani cominciarono a cambiare in modo tale da diventare sterili. Questi erano i precursori delle nature maschili successive. Finché le forze lunari erano ancora collegate alla Terra, l’altra parte conservava la capacità di autofecondazione, con il ritiro della Luna essa la perde. D’ora in poi il Sole e le entità che ora lo abitano, gli Angeli, agiscono sulla capacità di riprodursi. Il corpo eterico maschile passa sotto l’influenza di questi esseri solari. Il corpo eterico femminile, che è maschile, conserva la sua relazione con quelle entità la cui scena è diventata la Luna. Corrispondentemente, il corpo fisico della donna passa sotto l’influenza delle forze solari. Esso aveva creato la forma che ora le corrisponde, quando il Sole già brillava sulla Terra dall’esterno. Il corpo fisico maschile, invece, passò sotto l’influenza della Luna, perché sotto la sua influenza, era ancora unito alla Terra, e aveva assunto la sua forma sterile per quanto riguarda la procreazione. Accanto a tutti questi processi, la formazione dei sensi avviene contemporaneamente, portando l’immaginario del corpo sensoriale sotto l’influenza dell’ambiente terrestre, e quindi l’essere umano sotto l’influenza dei discendenti del corpo planetario di Saturno. Inoltre, si sviluppa la potenza pulsante del sangue all’interno, che è la base per la formazione dell’anima e per la formazione di una vita interiore, di simpatia e antipatia con l’ambiente circostante attraverso la percezione sensoriale. L’essere umano raggiunge questo stadio quando la Terra, come pianeta fisico indipendente, è uscita dal suo quarto ciclo e si è staccata dal Sole, dalla Luna e da Marte.

L’essere umano aveva quindi a quel tempo completato la separazione in due sessi. Egli guardò attraverso i suoi sensi nell’ambiente che lo circondava, provando inclinazione e avversione verso quell’ambiente, e distinguendosi da esso, era dotato di un incipiente senso di sé. Il corpo umano era diventato un essere a quattro arti. E nel quarto arto, attraverso il sangue che dava accesso alle forze marziane, era nata l’interiorità dell’anima. L’essere umano aveva così sviluppato in sé tutto ciò che poteva avere come frutto dei primi tre stadi dell’evoluzione planetaria, e aveva un quarto arto del suo corpo, che era nato perché altre influenze, che non potevano avere nulla a che fare con il suo sviluppo, si erano ritirate dalla Terra.

Nella scienza occulta questa razza umana è chiamata la terza razza terrestre principale*. In realtà, si può parlare di formazione di una razza solo a partire da questo momento, perché fu solo in questo periodo che ci fu la procreazione umana e quindi le differenziazioni all’interno del genere umano, che furono portate dall’interazione degli uomini stessi, nascendo quello che si può chiamare ereditarietà, parentela. Ma per la Terra, la quarta forma planetaria dell’evoluzione, non aveva ancora alcuna influenza. Le percezioni dell’ambiente circostante avevano preso possesso solo delle immagini del corpo senziente. Il corpo eterico non era ancora sotto l’influenza dell’ambiente terrestre. Il quarto pianeta non aveva ancora alcuna influenza sulle relazioni ereditarie. Solo le tre prime [forme planetarie] possedevano questa influenza, ecco perché la razza in cui questo è avvenuto è chiamata la terza razza. Essa è stata seguita dalla quarta, all’interno della quale l’ambiente terrestre stesso ha avuto un effetto sul corpo eterico. Ciò è potuto accadere solo quando le entità, che si trovavano nel loro sviluppo ad un livello tale che non avevano la capacità creativa di avere un effetto sul corpo eterico nel senso della fecondazione, ma che ancora erano al di là di questo per ricevere - come l’essere umano stesso - solo impressioni di percezione fuori dall’ambiente fisico, sono state in grado di influire sull’essere umano. Tali esseri erano quelli che sulla Luna, cioè durante la precedente incarnazione della Terra, non erano ascesi al livello di esseri creativi che potevano popolare il Sole, ma avevano comunque superato lo stadio in cui si può semplicemente condurre una vita interiore attraverso le immagini del corpo umano. Nello sviluppo terreno hanno già acquisito la capacità di percepire attraverso i sensi dell’essere umano, ma non ancora di creare questi sensi. Questi esseri possono aiutare l’essere umano ...

[Il manoscritto si interrompe qui].

2°L’evoluzione della Terra - Supplemento alla lettera a Marie von Sivers del 6 -7 gennaio 1906

1906

La Terra è il quarto dei sette pianeti su cui l’uomo sviluppa in successione i suoi sette stati di coscienza. È stato dimostrato che la Luna è la scena per lo svolgimento della coscienza dell’immagine. Un’"immagine" è solo simile, non uguale al suo oggetto. Ma la coscienza che si forma sulla Terra produce idee che sono in un certo senso "come" l’oggetto a cui appartengono. Ecco perché la coscienza terrena è chiamata "coscienza-oggetto". Tuttavia questa coscienza degli oggetti si sviluppa solo durante il quarto ciclo terrestre minore. Nei primi tre cicli, si ripetono brevemente gli stati precedentemente sperimentati su Saturno, sul Sole e sulla Luna. Ma anche qui bisogna dire che non si tratta soltanto di una semplice ripetizione, in quanto, durante questa ripetizione, il corpo fisico, il corpo eterico e il corpo astrale si trasformano in modo tale da poter diventare portatori dell’Io, dalla cui evoluzione nel quarto ciclo dipende la coscienza degli oggetti.

Quando dunque, dopo il terzo ciclo di ripetizioni, la Terra è passata di nuovo attraverso una specie di stato dormiente - tra il globo cosiddetto archetipico e quello arupico - allora, all’inizio del quarto ciclo, emerge tutto ciò che - all’inizio arupico - è da considerare come il risultato dell’evoluzione di Saturno, del Sole e della Luna. Lì abbiamo a che fare con i discendenti dei tre regni lunari: il regno minerale, che è ancora vegetale in un certo senso, il regno vegetale, che ha qualcosa della vita animale, e un regno animale, che sta più in alto dell’attuale regno animale. Questi tre regni insieme formano il pianeta che è appena uscito dal suo stato di crepuscolo: la Terra. Ma bisogna ricordare che questa Terra contiene ancora il vecchio Sole e la vecchia Luna.

Mentre il Manvantara lunare stava finendo, il Sole e la Luna si riunirono e passarono nel Pralaya come un unico corpo. Qui emergono di nuovo come un unico corpo, anche se la tendenza alla divisione era già diventata evidente nel terzo ciclo della Terra. Ora la Terra - durante il quarto ciclo - subisce lo stato rupico e astrale, e poi si prepara a diventare nuovamente fisica.

La formazione di questo stato fisico nei tre regni già menzionati spetta agli "Spiriti della Forma". Nel caso del regno più alto, il regno animale-uomo, essi trasformano gli antichi "germi sensoriali" in organi di senso realmente plasmati. In tutti gli stati fisici precedenti attraverso i quali l’essere umano è passato, gli organi di senso non avevano ancora la loro forma fissa.

Ora, ricevendo una forma fissa, questi organi cessano di essere attivi; perdono la loro produttività; diventano puramente passivi, adatti alla semplice percezione di ciò che si presenta come oggetto offerto dall’esterno. La forza produttrice, allora, si ritira dagli organi di senso; va più all’interno; forma l’organo della comprensione. Tuttavia questo organo non può formarsi senza che una certa parte dei compagni umani sia spinta verso il basso. Ma ora l’uomo stesso spinge una parte del suo essere verso il basso in una regione subordinata, segregando una parte del suo essere come sua natura inferiore. E questa natura inferiore conserva il potere di produzione a cui gli organi di senso hanno dovuto rinunciare.

Questo potere di produzione, spinto in una sfera inferiore, diventa il potere sessuale creativo come appare sulla Terra. Gli "Spiriti della Forma" pietrificherebbero tutta la potenza produttiva, e con essa tutta la vita, e la indurirebbero in mera forma, se non concentrassero tale potenza in una parte dell’essere umano. Perciò gli Spiriti della Forma effettuano la formazione di genere. Senza questo processo, dovrebbero nascere statue invece di uomini vivi*.

Ora l’intero processo è collegato ad una completa trasformazione della Terra, nella quale sorgono tali condizioni in cui gli esseri descritti possano vivere. Questo è reso possibile dal fatto che la Terra - ora ancora unita alla Luna - si separi da ciò che rimane come Sole. Così il Sole viene incontro alla Terra come un corpo permanente a sé stante. Questa è la condizione fisica esteriore per l’emergere della percezione esterna, della coscienza degli oggetti, e per l’evoluzione delle disposizioni sessuali. Ma in questo momento abbiamo senz’altro ancora a che fare con una doppia sessualità. Ciò è dovuto al fatto che tutte le forze lunari sono ancora nella Terra. Solo durante questo periodo l’organo di comprensione, sebbene presente, è ancora abbastanza inattivo. Potrà dispiegare la sua attività solo quando la forza sessuale creativa sarà stata ridotta della metà, in modo che ogni essere non chiami propria che la metà della forza creativa precedente. Così sono stati dati due sessi. Esteriormente questo avviene con l’emergere di quelle forze dalla Terra che poi le orbitano intorno come l’attuale Luna. Se questa separazione non avesse avuto luogo, tutta la Terra sarebbe diventata una massa rigida, una semplice forma. Ma in questo modo si toglieva solo ciò che doveva assolutamente diventare solido, e infatti è diventata la Luna, sulla quale non poteva svilupparsi la vita umana. Così, della comune materia planetaria, la Terra ha salvato ciò che poteva essere produttivo, anche se solo nella sfera inferiore della vita sessuale. Il rappresentante degli "Spiriti della Forma" è Geova. Egli realizza così la formazione degli organi sensoriali, ma ha anche realizzato, ora forse più efficace da solo, la completa solidificazione nella mera forma.

Due eventi diventano significativi, (in questo momento), per l’ulteriore progresso. Uno è l’emergere dei due sessi per la ragione di cui sopra. La forma della sessualità deriva dagli Spiriti della Forma. Ma questo non significa che i due sessi siano attratti l’uno dall’altro, che siano inclinati l’uno verso l’altro, deriva dal fatto che nella vita dei due sessi si incarnano Esseri speciali, esseri che discendono da una scena estranea: da Venere. Attraverso di loro, l’amore nella sua forma più subordinata, come inclinazione dei sessi [l’uno verso l’altro], è ora incorporato nella Terra. Questo amore è chiamato a nobilitarsi sempre di più, per poi assumere le forme più alte.

Così come gli Esseri di Venere emanano l’elemento [dell’inclinazione] dei sessi separati [l’uno verso l’altro], così d’altra parte questi rendono fertile anche l’intelletto, che riceve la metà della capacità produttiva risparmiata nel potere sessuale. Per questo motivo, le Monadi - prima la loro parte umana - che, come mostrato, si sono formate durante i cicli di Saturno, Sole e Luna, possono ora scendere nell’organo della comprensione. Ma l’opera delle Monadi sarebbe rimasta fredda e arida se il corpo astrale non avesse ricevuto un impatto tale sull’uomo, da renderlo atto a perseguire l’attività del suo intelletto con una certa passione superiore. Questa influenza è arrivata all’uomo da Marte. E coloro che l’hanno impartito sono le entità luciferiche, che sulla Luna hanno superato lo stadio della successiva esistenza dell’uomo sulla Terra, ma che tuttavia non sono arrivate a concludere la loro evoluzione lunare con il Manvantara, come hanno fatto i Pitri lunari. Come iniziati, essi portano ora le forze astrali marziane nel corpo astrale dell’uomo, accendendo così in lui la passione per l’attività dell’intelletto. In questo modo ravvivano la conoscenza dell’uomo, ispirandolo all’indipendenza. Questo è l’aiuto dato dal principio luciferico all’ulteriore evoluzione dell’uomo. Tuttavia, i Pitri hanno anche collegato la conoscenza all’interesse personale, perché accendono il pensiero attraverso la passione, e questo porta all’interesse personale. Ma solo così è diventato possibile che l’essere umano abbia reso la Terra utile ai suoi scopi, l’abbia resa vantaggiosa. Geova avrebbe dato solo la forma dell’organo della comprensione, e gli Spiriti di Venere avrebbero solo risvegliato in esso un senso spassionato; poiché ciò che poteva essere dato da loro in questa direzione è stato consegnato al potere della riproduzione.

L’Entità del Cristo come Uomo macrocosmico rovesciato

Da una lettera a Marie von Sivers del 13 gennaio 1906

Bisogna immaginare l’"Entità" Cristo come l’Uomo macrocosmico rovesciato, che però è uguale al secondo aspetto della Divinità, ovvero il Logos. Pensate al momento prima che la cosiddetta "Monade" (la totalità delle Monadi) discenda per incarnarsi nei corpi degli animali-uomini che erano stati preparati fino a quel momento. Il regno animale fino a quel momento, per quanto era sorto, cioè con l’eccezione dei mammiferi, aveva fisicamente sparso tutto ciò che doveva essere riunito in un solo essere per l’uomo inferiore. In questi uomini-animali lemuriani scende il mondo monadico, in quanto Manas si separa prima da Buddhi. Nell’uomo Lemuriano si incarna così Manas, unito a Kama per formare Kama-Manas, e Buddhi-Atma rimane collegato a Manas solo come allegato. Il Cristo è ora quell’Entità che risveglia il "Buddhi" come prima scintilla. Per questo è necessario che l’Entità Cristo prenda possesso di un Chela di terzo grado (Gesù). Così dobbiamo considerare l’evento Cristo sulla Terra come l’inversione del processo nel mondo delle Monadi, di quello che avvenne con "Adamo". Paolo lo esprime molto chiaramente quando chiama il "Cristo" l’"Adamo rovesciato"*.

Il processo storico esteriore è solo il simbolo reale del processo spirituale interiore.

Quindi dobbiamo cogliere la questione secondo il seguente schema:

I nomi dei giorni della settimana e l’evoluzione dell’essere umano

Supplemento ad una lettera a Marie von Sivers del 25 novembre 1905

Nell’ordine dei giorni della settimana si esprime l’evoluzione del nostro Sistema planetario. Bisogna avere ben chiaro che esotericamente la Terra dovrà essere sostituita dai due pianeti Marte e Mercurio. La prima metà dell’evoluzione della Terra, dall’inizio alla metà dell’era atlantidea (1°, 2a, 3a e metà della 4a razza) è esotericamente legata a Marte, e la seconda metà (la) metà della 4a, 5a, 6a e 7a razza) a Mercurio. Quando gli Esseri che si erano evoluti sulla Luna uscirono dall’oscurità di Pralaya (1° ciclo della Terra), nel germe l’essere umano aveva sviluppato:

1. il corpo fisico (da Saturno),

2. il doppio corpo eterico (dal Sole),

3. il corpo senziente (dalla Luna).

Nella prima metà della Terra (1°, 2°, 3° ciclo), dopo tutto ciò che è stato predisposto dalla Luna, ha potuto svilupparsi - senza influenza esterna - l’anima senziente che si fonde essa stessa con il corpo senziente. L’uomo, quindi, in virtù della sua tendenza a seguire la linea retta dell’evoluzione, era predisposto a solidificarsi come un Essere che sarebbe stato costruito secondo il modello:

Se l’essere umano si fosse dovuto sviluppare ulteriormente, avrebbe avuto bisogno di un nuovo impatto. Durante la prima metà della sua evoluzione, si sono dovute impiantare sulla Terra forze che non erano ancora presenti nei tre corpi mondiali precedenti. Durante la prima metà dell’evoluzione della Terra le entità guida hanno preso tali forze da Marte; durante la seconda metà le hanno prese da Mercurio. Attraverso le forze marziane l’anima senziente (corpo astrale) subisce un rinnovamento. Diventa quello che nella mia "Teosofia" si chiama anima razionale. Attraverso le forze raccolte da Mercurio, questa anima razionale è di nuovo così rinnovata che non si ferma al proprio stadio di evoluzione, bensì si apre all’anima cosciente. E all’interno del corpo cosciente nasce il Sé Spirituale (Manas). Questo sarà il principio dominante dell’uomo su Giove. Lo stesso avverrà con lo Spirito Vitale (Buddhi) su Venere e con l’Uomo-Spirito (Atma) su Vulcano. Se mettiamo quindi in parallelo gli arti dell’essere umano con i pianeti e le loro forze, nella misura in cui queste ultime hanno una parte nella formazione di questi arti, otteniamo il seguente schema:

L’uomo non è stato su Marte; ma la sua anima-mente è così esotericamente legata a quel pianeta che i suoi poteri vengono portati giù da esso. A livello spaziale, bisogna immaginarlo in modo tale che la Terra, prima di diventare eterea (cioè fisica) nel suo quarto ciclo, divenne essa stessa eterea fisica, attraverso Marte, che era etereo in quel momento. Schematicamente bisogna immaginarlo così:

Questo passaggio è perdurato anche nel tempo fisico terrestre; e mentre esso avveniva, gli esseri guida hanno preso da Marte la materia Kama necessaria alla anima-mente, e siccome questa ha il suo veicolo fisico nel sangue caldo (nel sangue Ares dell’uomo combattente), è stato poi inserito il ferro della Terra, che è un costituente del sangue.

L’uomo non abiterà mai veramente Mercurio, ma fin dalla metà del mondo atlantideo è in comunicazione con la materia Kama (in realtà materia Kama-Manas) di Mercurio, e da essa gli Esseri guida hanno dotato l’anima cosciente umana di poteri. Mercurio è venuto sulla Terra come veicolo fisico attraverso l’influenza dell’argento vivo (Mercurio). Dopo che la Terra si è sviluppata in uno stato plastico, passerà spazialmente attraverso Mercurio. La Terra stessa sarà allora astrale, ma Mercurio sarà etereo. Schematicamente si rappresenta così:

Ora, tutta questa traiettoria evolutiva della Terra è stata determinata dagli iniziati nell’ordine dei giorni della settimana:

1. Sonnabend/Sabato = giorno di Saturno: Saturday.

2. Sonntag/Domenica = giorno del Sole.

3. Montag/Lunedì = giorno della Luna.

4. Marstag/Martedì, giorno di Marte = mardi = giorno di Tiw (diu -Tiw è la versione germanica del dio della guerra Ares, Marte).

5. Merkurtag/Mercoledì, giorno di Mercurio = mercredi = giorno di Wotan (Wotan è il tedesco Mercurio; vedi Tacito Germania).

6. Jupitertag/Giovedì, giorno di Giove = jeudi = giorno di Donar (Donar-Thor è il tedesco Giove).

7. Venustag/Venerdì, giorno di Venere = vendredi = giorno di Freja (Freja è la Venere tedesca).

8. Vulkantag/il giorno di Vulcano non è formato, perché una ripetizione, come l’ottava è la ripetizione della prima.

Ora nelle scuole occulte si insegna ancora un’altra regolarità del giorno settimanale, che non contraddice la prima, ma è completamente compatibile con essa. Si basa sul fatto che un giorno è diviso in 4 parti, e ad ogni parte è assegnato un pianeta. Il tutto si basa poi sulla sequenza dei pianeti a distanza dalla Terra; cioè:

Si ottiene così:

* Nella rubrica "I Giorno" Rudolf Steiner deve essersi sbagliato: Venere e Mercurio devono essere risistemati. Cfr. anche lo schema precedente.

Quindi si scrivano i pianeti ai quarti di giorno nell’ordine Luna, Mercurio, Venere, Sole, Marte, Giove, Saturno, poi si ricominci: Luna, Mercurio, ecc. si è fatto il ciclo così tante volte che si troverebbe di nuovo la Luna al primo posto, e poi si esaurirebbero gli altri 7 giorni.

Questa divisione si basa sul rapporto tra 4 (tetragramma) e 7. Questo significa che nella prima parte dei giorni una delle parti fondamentali è assegnata al pianeta a cui appartiene secondo i suoi poteri:

Attraverso tale regolarità si può vedere come l’essere umano sia costruito dal macrocosmo, e pertanto abbia molteplici relazioni con le costellazioni dei corpi del macrocosmo.

3°Cosmologia Teosofica - Prima Conferenza

Berlino, 26 Maggio 1904

Il ciclo sugli elementi di base della Teosofia, che ho annunciato qualche tempo fa, si terrà più tardi, quando forse ci sarà più disponibilità. Ho rimandato queste conferenze e ho deciso di dedicare i giovedì del prossimo periodo sviluppando qualcosa sulla cosmologia, lo sviluppo del mondo, cioè sulla dottrina dell’origine del mondo e della formazione dell’uomo in questo mondo in senso teosofico.

Ora, so bene che intendo trattare uno dei capitoli più difficili dell’insegnamento teosofico, e posso ben informarvi che in alcune delle nostre Logge è stato deciso di non trattare affatto questo capitolo per il momento, perché è troppo difficile. Ciononostante, ho deciso di farlo, poiché credo che i suggerimenti che sono in grado di dare, per alcune persone potrebbero essere d’aiuto. Anche se non siamo in grado di penetrare completamente una materia così difficile da subito, saremo almeno capaci di ricevere suggerimenti che possano servirci in seguito per penetrare più profondamente questo argomento.

Coloro che sono stati nel Movimento Teosofico per qualche tempo sapranno che le domande: come è nato il mondo? E come si è sviluppato gradualmente fino al momento in cui esseri come noi hanno potuto abitare questo mondo? Sono questioni trattate tra le prime da parte del Movimento Teosofico. Non solo uno dei primi libri che ha attirato l’attenzione dell’Occidente sulle antiche visioni del mondo, "Iside Svelata" di H. P. Blavatsky, trattava tali questioni dell’origine e dello sviluppo del mondo, bensì anche il libro, al quale dobbiamo forse la maggior parte dei nostri più antichi seguaci e cioè, il "Buddismo Esoterico" di Sinnett*.

Come si forma un sistema solare, come si creano i pianeti e i gruppi di stelle? Come si è evoluta la nostra Terra, quali stadi ha attraversato e quali stadi potrebbe avere ancora davanti a sé? Sono questioni che vengono trattate con grande ampiezza nel libro "Buddismo Esoterico". Poi, alla fine degli anni Ottanta, apparve la "Dottrina Occulta" della Blavatsky, il primo volume pone di nuovo la questione: come si sia sviluppato il sistema mondiale? mentre il secondo volume: come la razza umana si sia sviluppata all’interno della nostra Terra?

Ora ho bisogno di sottolineare un solo punto per mostrare l’intera difficoltà. Se aprite il primo volume della "Dottrina Occulta" della Blavatsky, troverete che lì una certa parte delle affermazioni che incontriamo nel "Buddismo" di Sinnett sono dichiarate erronee*, e sono state parzialmente corrette. Da parte degli scrittori teosofici queste cose erano state in parte fraintese e in parte travisate. La signora Blavatsky doveva quindi correggere queste posizioni, affermando che per quanto riguarda la cosmologia teosofica c’è stata una sorta di confusione babilonese del linguaggio e che le personalità principali [della Società Teosofica] non erano state altrettanto chiare su queste questioni.

Voi tutti sapete che gli insegnamenti della "Dottrina Occulta" sono stati dati da grandi Maestri che erano molto più avanti del nostro sviluppo medio. C’era un libro pubblicato prima della "Dottrina Occulta", in cui Sinnett, l’autore di "Buddismo Esoterico", pubblicò una serie di lettere di un Mahatma*. Vediamo da ciò le difficoltà che si frappongono alla comprensione di questa "Dottrina Occulta", che, Sinnett e la Blavatsky, desiderosi di ricevere questi insegnamenti, si lamentavano apertamente per la difficoltà di comprendere gli insegnamenti che ricevevano. Oh, disse un Maestro, voi che siete abituati a comprendere con una mente diversa, non potete capire quello che abbiamo da dire, anche se vi sforzate al massimo per portarlo alla vostra comprensione. Se teniamo presente questa affermazione, le difficoltà diventano chiare.

Ovunque sia stata discussa la cosmologia, sono sempre sorti malintesi*. Bene, questo è ben fondato, così che posso chiedere un po’ di indulgenza se ora cerco di contribuire a questo insegnamento.

Ora vorrei proporvi qualcosa in anticipo che chiarisca la posizione della cosmologia teosofica in relazione alla scienza attuale e ai suoi metodi. Qualcuno potrebbe venire a dire: Guardate i progressi fatti dai nostri astronomi; lo dobbiamo ai telescopi, ai metodi matematici e fotografici che ci hanno portato alla conoscenza di stelle lontane. La scienza attuale, con i suoi metodi accurati, sembra - secondo loro - avere la sola pretesa di scoprire qualcosa sull’evoluzione del sistema mondo. Esso sembra avere il diritto di disapprovare ciò che viene detto da altri sullo sviluppo e l’origine del sistema mondiale. Molti astronomi obietteranno tuttavia che ciò che i teosofi dicono sulla cosmologia sono, dopo tutto, antiche dottrine che i caldei o i sacerdoti vedici insegnavano e che appartengono al più antico patrimonio di conoscenza della razza umana, il cui significato può essere ciò che è stato detto migliaia di anni fa, poiché è solo da Copernico che la dottrina dell’astronomia ha ricevuto una forma ragionevolmente certa. Così, ciò che è scritto nel primo volume della "Dottrina Occulta" della Blavatsky sembra disturbare solo quello che ci viene reso chiaro dagli astronomi armati di telescopi e così via.

Ma il teosofo non ha bisogno di entrare in contraddizione con ciò che afferma l’astronomo. Questo non è necessario, anche se ci sono teosofi che credono di dover combattere l’astronomia per fare spazio ai loro insegnamenti. So molto bene che gli Spiriti guida del movimento teosofico credono di poter istruire gli astronomi. Con un semplice esempio facciamo luce sul punto di vista dei teosofi rispetto a quello degli astronomi.

Prendete un poeta grazie alla cui opera ci dilettiamo e ci edifichiamo. Questo poeta troverà forse un biografo in un’altra personalità, e questo biografo cercherà di farci capire e spiegarci l’animico-spirituale che il poeta ha dentro di sé. Ma c’è un altro modo di vedere la cosa, ed è quello fisiologico, il modo scientifico. Supponiamo che un naturalista studi il poeta. Egli studierà, naturalmente, solo le condizioni fisiologiche e fisiognomiche del poeta che gli interessano; osservandolo dal punto di vista della scienza naturale, e ciò che potrà vedere e combinare con la mente scientifica naturale, questo è ciò che ci dirà del poeta. Noi come teosofi diremmo che il naturalista descrive e spiega il poeta dal punto di vista del piano fisico. Ma questo naturalista non vi dirà una sola parola su ciò che chiamiamo la biografia del poeta, sulla sua parte animico-spirituale. Così abbiamo due modi di vedere le cose che corrono fianco a fianco, ma che non devono assolutamente entrare in collisione tra loro. Perché non dovrebbe avere luogo la visione scientifica naturale e accanto ad essa la considerazione animico-spirituale, e ognuna di esse può essere valida a modo suo? Dopo tutto, non si tratta di un’interferenza dell’una con l’altra.

Lo stesso succede con la cosmologia scientifica naturale, con quello che i nostri astronomi ci dicono sulla struttura del mondo e lo sviluppo del sistema mondiale. Costoro diranno quello che è possibile dedurre mediante i sensi esteriori. Oltre a ciò, però, c’è anche un modo animico-spirituale di guardare le cose e, se uno rileva la struttura del mondo in questo modo, allora non ci si scontrerà mai con l’astronomia; entrambi i modi di guardare le cose a volte si sosterranno a vicenda, perché andranno fianco a fianco, indipendenti l’uno dell’altro. Quando la fisiologia scientifica del cervello, per esempio, non era neanche lontanamente vicina a quello che è oggi, c’erano già persone che fornivano biografie di grandi personalità. L’astronomo, quindi, non può obiettare che il modo di osservazione occulto sia obsoleto e impossibile, perché Copernico ha posto l’astronomia su una base diversa. Le fonti occulte sono molto diverse; erano presenti molto prima che l’occhio fosse addestrato a guardare il cielo attraverso i telescopi, e prima che la fotografia fosse pronta a fotografare le stelle. La ricerca copernicana ha qualcosa di molto diverso dalla ricerca occulta; e la forza nell’anima umana non dipende affatto da questa.

La forza che ci dà informazioni sull’animico-spirituale va così indietro nel tempo che nessuno storico può dirci dove inizi effettivamente questo tipo di osservazione della struttura del mondo. Non è possibile scoprire come gli Spiriti guida siano arrivati a queste opinioni occulte.

Le scuole occulte esistevano in Europa anche prima della fondazione della Società Teosofica nel 1875. A quell’epoca, però, la conoscenza di cui ora parliamo in modo popolare era comunicata solo in circoli ristretti. Era una legge severa quella di non far agire la conoscenza al di fuori dell’ambito di queste scuole. Se si voleva entrare in una scuola, bisognava lavorare rigorosamente su se stessi prima che le prime verità fossero impartite. Era proprio vero che un uomo doveva prima diventare maturo per ricevere queste verità. Nelle scuole c’erano molti gradi attraverso i quali si saliva, gradi di esame; e chi non era abbastanza maturo doveva prepararsi ulteriormente. Se dovessi descrivervi questi gradi, vi verrebbe il capogiro per la severità di tale percorso. Le argomentazioni sull’evoluzione del mondo erano considerate tra le più importanti e solo ai gradi più alti venivano comunicate agli uomini.

Nel XVII secolo, che ha avuto grande influenza sulla cultura, questa conoscenza era nelle mani del movimento rosicruciano*, che originariamente procedeva dalla conoscenza orientale, conoscenza che fu successivamente comunicata ai seguaci europei in vari gradi*. Alla fine del XVIII e soprattutto all’inizio del XIX secolo, queste scuole occulte scomparvero dalla cultura europea e gli ultimi Rosacroce si ritirarono in Oriente. Era l’epoca in cui gli uomini dovettero organizzare le condizioni di vita secondo le conoscenze esteriori; l’invenzione della macchina a vapore, lo studio scientifico delle cellule e così via presero impulso. La saggezza occulta non aveva voce in capitolo, e coloro che avevano raggiunto il più alto apice di questa saggezza, i più alti livelli, si ritirarono in Oriente. Più tardi ci furono ancora scuole occulte, ma sono di scarso interesse per noi ora; devo menzionarle, tuttavia, perché la signora Blavatsky e il signor Sinnett, quando ricevettero la conoscenza cosmologica dalle scuole segrete buddiste-tibetane, andarono allora alle fonti fondamentali.

Una lunga evoluzione spirituale in Europa ha portato il cervello europeo, la facoltà di pensiero europea, così lontano che c’erano difficoltà a cogliere le verità occulte. Queste verità sono state afferrate solo con difficoltà. Quando questa prima conoscenza della cosmologia teosofica raggiunse il pubblico, in parte attraverso il "Buddismo Esoterico" e in parte attraverso la "Dottrina Occulta", i seguaci delle scuole occulte ne presero atto, e sembrò loro sbagliato che la rigida regola di non far penetrare nulla oltre i limiti delle loro scuole fosse stata infranta. I seguaci del Movimento Teosofico, tuttavia, sapevano che era necessario comunicare parte di tali verità. Ma la scienza dell’Occidente non riusciva a capire nulla di ciò che veniva detto, perché nessuno era in grado di esaminare ciò che la signora Blavatsky e il signor Sinnett avevano scritto. Particolare, non sapevano nulla di quella meravigliosa canzone cosmologica, costituita dalle cosiddette strofe Dzyan che precedono i due volumi della "Dottrina Occulta" di Mme Blavatsky. L‘autenticità di queste strofe, che ci raccontano la storia dell’Universo, è stata messa in dubbio; per nessun naturalista avevano un significato; sembrava all’inizio che venisse ribaltato tutto ciò che gli studiosi europei sapevano. C’è stato un ricercatore, un orientalista che stimo molto, Max Müller, che ha sostenuto vigorosamente la causa degli orientali.

Tutto ciò che era disponibile sulla saggezza orientale è stato reso accessibile agli europei da Max Müller. Ma né Max Müller, né altri ricercatori europei sapevano cosa fare con ciò che la signora Blavatsky stava proclamando. A quel tempo si parlava solo del fatto che quello che c’era nella "Dottrina Occulta" fosse pura fantasia. Gli studiosi non avevano trovato nulla al riguardo nei libri degli indiani. La signora Blavatsky disse che c’erano ancora grandi tesori della letteratura antica da cui lei traeva i suoi segreti, ma che le informazioni più importanti su queste saggezze erano state tenute nascoste agli occhi degli studiosi europei. Il poco che si poteva comunicare non era nemmeno compreso a causa del modo di pensare europeo; mancavano i commenti che contenevano la chiave di comprensione. I libri che mostravano come dovevano essere intese le singole frasi erano conservati con molta cura dai nativi tibetani edotti, almeno così disse la signora Blavatsky. Ma altri studiosi avanzati sostengono che questa letteratura è anche una testimonianza storica del fatto che c’era una saggezza primordiale che, in materia spirituale, era di gran lunga superiore a tutto ciò che il mondo sa oggi. I saggi orientali dicono che questa saggezza originale è data in quei libri che hanno conservato con cura, e che questa saggezza originale non ci è stata tramandata da uomini della nostra stessa specie, bensì che proviene da esseri di una specie superiore, che deriva da fonti divine. Gli orientali parlano di una saggezza originaria divina.

Tuttavia Max Müller disse, in una conferenza ai suoi studenti, che la ricerca non permetteva di affermare che fosse esistita una tale saggezza primordiale. Allora un grande studioso di sanscrito brahmanico, quando ebbe sentito questo giudizio di Max Müller attraverso la signora Blavatsky, disse: "Oh, se Max Müller fosse un brahmino e io potessi condurlo sul luogo di un tempio, potrebbe convincersi che esiste un’antica saggezza divina".

Le cose che (la) Blavatsky comunica attraverso le strofe di Dzyan sono state in parte co-create dalle fonti nascoste alle quali lei ha attinto. Se la signora Blavatsky avesse inventato lei stessa queste strofe, ci troveremmo di fronte solo a un miracolo ancora più grande. Ma non dipendiamo dalle vecchie scritture per ricevere le informazioni occulte sull’origine del mondo. Ci sono poteri nell’uomo che gli permettono di vedere ed esplorare le verità da solo, se allena questi poteri nel modo giusto. E ciò che si può sperimentare in questo modo concorda con ciò che la signora Blavatsky ha portato dall’Estremo Oriente. Si è scoperto che anche in Europa gli occultisti hanno conservato un sapere che il Maestro ha tramandato all’allievo di generazione in generazione e mai affidato ai libri. Gli occultisti erano quindi in grado di mettere alla prova ciò che la Blavatsky aveva comunicato nella "Dottrina Occulta" in base alle loro conoscenze, soprattutto acquisite con le loro capacità. Anche chi è formato alla maniera europea può arrivare a verificare ciò che è scritto nella "Dottrina Occulta" della Blavatsky, ma ancora è difficile per gli occultisti europei venirne a capo. Solo una cosa può essere menzionata: la conoscenza occulta europea è stata determinata in modo molto preciso dalle influenze cristiane e cabalistiche e ha quindi assunto un carattere unilaterale.

Tuttavia se si deduce ciò e si ritorna alla base di questa conoscenza, allora è possibile un accordo completo con ciò che ci è stato rivelato dalla signora Blavatsky. Sebbene, dunque, sia stata possibile una sorta di prova di ciò che la signora Blavatsky ci ha portato come cosmologia, è difficile far capire ai dotti cosa si intenda parlando di conoscenza occulta sull’origine del mondo. Certo, è sorprendente quello che gli studiosi producono nel decifrare i documenti antichi, come si affannano a decifrare le scritture cuneiformi babilonesi e i geroglifici egiziani; ma Max Müller* stesso dice che quello che hanno ricavato da queste iscrizioni non fornisce ancora un quadro della storia dell’origine del mondo. Vediamo gli studiosi, per così dire, lavorare al guscio, ma non penetrare fino al nucleo. Non ho nulla da dire contro la grande cura e il bel lavoro di mosaico degli studiosi, voglio solo fare riferimento ai libri che sono apparsi in occasione della controversia Bibbia-Babele*. Questi sono tutti lavori a mosaico; ma gli studiosi si attaccano al guscio. Si sente che non hanno idea delle vie che portano alla chiave di questi misteri. È come quando si comincia a tradurre un libro da una lingua straniera nella propria lingua. All’inizio è imperfetto. Così sono le traduzioni degli antichi miti della creazione da parte dei nostri studiosi di oggi. Sono mutilazioni degli antichi insegnamenti di saggezza, così come ci sono stati comunicati, di generazione in generazione, nelle scuole segrete. Solo chi aveva raggiunto un certo grado di iniziazione poteva sapere qualcosa di questi insegnamenti. Tornerò su questo punto alla fine di queste conferenze.

Gli iniziati, quindi, sono coloro che possono arrivare a queste cose attraverso la propria esperienza. Vi chiederete: cos’è in realtà un iniziato; si parla così tanto nella teosofia e nelle società occulte dei cosiddetti iniziati? Un iniziato è colui che ha sviluppato un alto grado dei poteri che giacciono dormienti in ogni essere umano, e che possono essere da lui risvegliati. L’iniziato li ha addestrati e acquisiti a tal punto che può capire che tipo di forze nel cosmo e nella costruzione del mondo, siano idonee per lo scopo che voglio discutere. Ora, voi direte: ci viene sempre detto che esistono queste forze occulte dormienti nell’uomo, ma non ne siamo certi*. - Questo è dovuto solo a un malinteso.

Niente di più, se non ciò che il mistico, l’occultista afferma più di quello che può affermare anche ogni studioso nel suo campo. Pensate a qualcuno che vi dica una verità matematica. Se voi stessi non avete mai imparato la matematica, allora non avrete le conoscenze per verificare questa verità. Nessuno negherà che per giudicare una verità matematica bisogna prima acquisire le competenze necessarie. Nessuna autorità può decidere su una tale verità; solo l’individuo che l’ha sperimentata può giudicarla da solo. Così, solo colui che abbia sperimentato per se stesso una tale verità può decidere su una verità occulta. Ma i nostri contemporanei esigono che l’occultista dimostri direttamente e ad ogni mente media ciò che ha da dire, invocando la frase: "Ciò che è vero deve essere dimostrabile, e tutti devono poterlo vedere"*. Tuttavia l’occultista non afferma nient’altro di ciò che già afferma anche ogni altro studioso del suo campo, e non esige nulla che non esiga anche ogni matematico. Ora ci si può chiedere: perché le verità occulte vengano riferite oggi? Il modo di procedere delle scuole occulte era quello di mantenere la conoscenza in circoli ristretti. Questo è il percorso che gli occultisti della "mano destra" seguono ancora. Ma chi ha esperienza e riconosce i segni del nostro tempo sa che questo non è oggi più corretto*.

Ed è proprio a questo proposito che oggi non è più corretto ciò che ha portato il Movimento Teosofico mondiale a sorgere. Quello che è più sviluppato nell’epoca attuale è l’intelletto. Dobbiamo i nostri successi nell’industria e nella tecnologia al nostro pensiero combinato. Questa ragione, questa intellettualità ha celebrato i suoi più grandi trionfi nel XIX secolo. Il pensiero esteriore e razionale non è mai stato così prevalente come oggi. Quando ho detto che i saggi orientali possedevano una saggezza primordiale, la possedevano in una forma molto diversa da quella del pensiero attuale.

Anche i più grandi Maestri d’Oriente non avevano questo acume del pensiero logico, questa pura logicità; non ne avevano bisogno, perciò era difficile capirli. Avevano l’intuizione, la visione interiore. La vera intuizione non si ottiene con il pensiero logico, non si ottiene combinando il pensiero, bensì una verità si presenta immediatamente davanti alla mente dell’interessato e lui la conosce, non è necessario dimostrarglielo.

Ora i Maestri del Movimento Teosofico hanno il diritto di condividere una certa parte di saggezza occulta. Abbiamo il diritto di rivestire la saggezza che ci è stata trasmessa sotto forma di intuizione nelle forme pensiero della vita moderna. Il pensiero è una forza come l’elettricità, una forza come il vapore, una forza come il calore; e colui che riceve questi pensieri, che sono presentati all’interno del Movimento Teosofico, e si abbandona ad essi, non incontrandoli a priori con diffidenza, questi pensieri rappresentano una forza in lui. Chi ascolta inizialmente non se ne accorge, il seme germoglia solo successivamente. Nessun Maestro teosofico pretende altro che essere ascoltato. Non esige una fede cieca, ma solo ascolto. Né l’accettazione dogmatica né il rifiuto incredulo sono il giusto punto di vista. L’ascoltatore deve solo meditare i pensieri che gli vengono comunicati, libero da credenze e dubbi, libero dai sì e dai no. Deve porsi in un atteggiamento "neutrale" e lasciare che gli insegnamenti lavorino nella sua mente "per prova". Chi permette così ai pensieri teosofici di lavorare su di lui, non solo ha dei pensieri, ma un potere spirituale si riversa in lui, che agisce su di lui e lo feconda. Poiché la cultura dell’Europa occidentale ha sviluppato così tanto il pensiero, le persone trovano l’accesso più facilmente attraverso il pensiero. Anche i membri più devoti della chiesa di oggi non riescono più a immaginare il modo in cui si credeva una volta. Quella fonte di convinzione oggi non sgorga più. Oggi dobbiamo fertilizzare i nostri pensieri in modo molto diverso. Poiché in passato non si coltivava il pensiero, le comunicazioni spirituali potevano essere date solo nelle scuole segrete. Oggi dobbiamo rivolgere lo spirituale al potere del pensiero, accendendo successivamente i pensieri in modo che vivano in noi. L’oratore spirituale parla ai suoi ascoltatori in un modo abbastanza diverso dall’oratore ordinario, egli parla in modo tale che una specie di fluido spirituale, delle forze spirituali sgorghino da lui. Si suppone che l’ascoltatore accetti senza esprimere un no o un sì, che viva con questo pensiero, che mediti su di esso e che lasci che abbia il suo effetto su di lui. Allora la forza sarà accesa in noi dal pensiero.

Oggi dobbiamo proclamare le verità occulte sull’origine e la formazione del mondo nella forma del pensiero europeo e della scienza moderna. In questa direzione queste lezioni tratteranno le condizioni che hanno preceduto la formazione della nostra Terra. Saremo ricondotti ai tempi antichi, quando, dal crepuscolo più grigio, si formò quell’entità che poi divenne uomo. Saremo condotti allo stadio in cui questo essere umano è stato concepito dalle forze terrene, in cui è stato circondato dalla materia terrena, fino al punto in cui si trova oggi. Conosceremo lo sviluppo pre-terreno e terrestre della nostra struttura del mondo e vedremo come la teosofia ci dia una visione del futuro; vedremo dove sta andando il nostro sviluppo del mondo. Vogliamo mostrare tutto questo senza opporci alle idee degli astronomi attuali. Se sviluppiamo i poteri che giacciono dormienti in noi, vedremo noi stessi e la grande meta verso la quale ci stiamo dirigendo: il raggiungimento della saggezza cosmologica. Nelle prossime lezioni considereremo questa saggezza cosmologica.

4°Cosmologia Teosofica - Seconda Conferenza

Berlino, 2 Giugno 1904

Dopo le osservazioni introduttive di giovedì scorso, vorrei ora cominciare a darvi un abbozzo dell’evoluzione del mondo, come possiamo farlo in base alla nostra conoscenza teosofica. Vi chiedo di tenere presente che, avendo solo poche ore a disposizione, posso fornirvi soltanto un breve abbozzo in cui alcune cose possono essere solo accennate. Ci sarà forse l’opportunità di approfondire questi aspetti più in là. Prima di seguire la storia dell’evoluzione dell’universo in senso teosofico, e soprattutto la formazione del nostro pianeta, della Terra, dobbiamo acquisire alcuni concetti che l’uomo occidentale, che per tanto tempo si è occupato esclusivamente dei fenomeni fisici, non possiede più. In tutti i libri che trattano di cosmologia si sottolinea sempre come sia sufficiente guardare nello spazio per vedere migliaia e migliaia di mondi sparsi davanti ai nostri occhi come il nostro sistema solare, e che la nostra Terra, il pianeta su cui la nostra vita va avanti da milioni di anni, appaia come un piccolo granello di polvere in questi numerosi mondi; e l’uomo stesso sia come una piccola creatura vivente posata su un granello di polvere nell’universo. Tutto questo sarebbe stato riconosciuto dalla scienza naturale fin dall’avvento della teoria copernicana. La scienza ci dice quanto fosse sbagliato per l’uomo dei tempi antichi aver considerato la Terra come il centro del mondo e aver creduto che ciò che è accaduto a livello cosmico fosse solo una preparazione per la propria esistenza umana. La scienza ci ha fatto capire quanto sia piccolo l’uomo in confronto al mondo intero. È l’arroganza dell’uomo di credere che il mondo sia modellato così com’è per il suo bene. Già Schiller ha rivolto contro questa visione e modo di sentire delle belle parole "Agli astronomi":

«Non parlarmi così tanto di nebulose e soli! La natura è grande solo perché vi dà da contare? Il vostro oggetto è certamente il più sublime nello spazio; ma, amici, il sublime non abita nello spazio»*.

E Goethe, di cui sapete da altre conferenze che aveva conoscenze occulte, esprime il suo pensiero su questo punto in questo modo: «Alla fine, a cosa servirebbe tutto il mondo con i suoi sistemi solari e le sue stelle, se non mirasse all’uomo, affinché egli possa edificarsi e deliziarsi di tutto questo?»*

Vedete, gli uomini con una vera visione spirituale del mondo come questi due non potevano accontentarsi dell’idea della piccolezza dell’uomo e del suo essere un granello di sabbia nell’universo del mondo. Consideriamo ora, nello spirito della teosofia, la cosmologia e l’uomo nella sua relazione con tutta la storia dell’evoluzione. Devo anticipare qui alcune idee. Vediamo quale posizione occupa l’uomo nel mondo dal punto di vista cosmologico. Tutto ciò che l’uomo può cogliere con i suoi sensi - che siano i sensi grossolani della vita quotidiana o quelli più fini che la scienza naturale può offrirci con i suoi microscopi e metodi di dissezione - tutto ciò che incontriamo nell’essere umano è in definitiva solo l’uomo esteriore, fisico. Chi ha sentito spesso le conferenze teosofiche sa che questo uomo esteriore è solo l’involucro, la rivelazione esterna del vero uomo interiore. Ora cos’è l’uomo fisico? Se studiate anatomicamente l’uomo fisico, troverete che è composto da vari sistemi: dal sistema osseo e dal sistema muscolare, dal sistema nervoso, che si è formato in un cervello, e così via. Saprete anche che il cervello è l’organo del pensiero. Come teosofi conoscete poi che non è il cervello che pensa, perché il cervello è solo uno strumento, quindi l’essenza stessa dell’essere umano usa il cervello solo come strumento di pensiero. Questa essenza, che pensa nell’uomo, non può essere percepita con gli strumenti sensoriali fisici; nemmeno colui che abbia i sensi astrali sviluppati può ancora vederla. Ci vuole una chiaroveggenza molto progredita per poter percepire realmente ciò che sta pensando l’uomo. Nel senso teosofico, chiamiamo ciò che pensa nell’uomo il vero Sé dell’essere umano. Questo nucleo interiore, questo vero Sé dell’essere umano, è di natura spirituale, non è qualcosa che si espande nello spazio e non è qualcosa che scorre nel tempo. È senza tempo e senza spazio, esiste oltre il tempo e oltre lo spazio, è eterno. Avete ricevuto una descrizione di questo Sé nelle mie conferenze sul Devachan, e potrete averne una descrizione esatta nel mio libro "Teosofia"*, che sarà pubblicato nei prossimi giorni. Per vivere e pensare in quest’epoca attuale dell’evoluzione umana, il Sé Spirituale ha bisogno di un cervello fisico. Potremmo percepire con questo Sé Spirituale nel mondo astrale e nel mondo devachanico o mentale senza un cervello fisico, ma questo mondo fisico esteriore possiamo percepirlo solo attraverso il cervello fisico. Se vogliamo comprendere correttamente l’uomo attuale, dobbiamo affermare che egli è un Sé Spirituale incarnato in un cervello fisico. Tuttavia questo cervello fisico ha dovuto nascere prima, ha dovuto svilupparsi prima; non è eterno come il Sé Spirituale. Possiamo far risalire l’Io spirituale a tempi infinitamente lontani nel passato e anche a tempi infinitamente lontani nel futuro. A un certo punto questo spirito si è rivestito del cervello, ha creato il cervello per se stesso, ha formato questo cervello secondo la sua propria natura. Un tale organo non può essere facilmente formato nella natura fisica. Sarebbe del tutto impossibile per chiunque, con un qualsiasi processo al mondo, creare un cervello vitale nello spazio. Sarebbe una cosa artificiale, ma non un cervello vitale che uno spirito potrebbe usare come strumento. Per far nascere un tale cervello, dovettero prima svilupparsi altri organi. Un cervello può svilupparsi solo in un corpo fisico come quello umano. Pertanto, era necessario che l’evoluzione del nostro strumento cerebrale precedesse l’evoluzione del resto del corpo umano. Se guardiamo alle fasi di evoluzione che hanno preceduto quelle attuali, vediamo come si sia formato lentamente e gradualmente ciò che l’essere umano possiede ora come strumento per mezzo del quale comunica con il suo ambiente. Onorevoli presenti, l’uomo con il suo Sé Spirituale ha ricevuto tali organi che possono condurlo in questo modo alla comprensione del mondo, questo è il fine e lo scopo della nostra attuale evoluzione terrestre. Tutto ciò che è accaduto su questa Terra per milioni di anni si è verificato allo scopo di sviluppare il punto in cui uno spirito può fare uso di un cervello.

Riportatevi con me per un momento al punto di partenza della nostra evoluzione terrestre. Colui la cui visione mentale è allenata avrà davanti a sé la seguente percezione: All’inizio della nostra evoluzione planetaria il nostro Sé Spirituale aveva raggiunto un certo stadio della sua esistenza. Ognuno di noi si trovava allora, quando la Terra era allo stato germinale, ad un certo stadio di evoluzione. Si può pensare a tutti i Sé Spirituali che esistono, e che sono stati o saranno incarnati sulla nostra Terra oggi come se fossero tornati indietro al tempo in cui è iniziata la nostra evoluzione terrestre. Erano tutti presenti allora, anche se non come oggi, bensì in una condizione del tutto diversa. Durante l’evoluzione della Terra abbiamo un compito ben preciso; l’essere umano deve diventare qualcosa attraverso quest’evoluzione terrestre. Lasciate che vi dica in poche parole cos’era il Sé Spirituale e quando ha aderito all’evoluzione della Terra. Quando si trovava davanti alle porte della nostra esistenza terrena, il nostro Sé Spirituale aveva una coscienza molto diversa da quella che abbiamo oggi. Possiamo capirlo se ci mettiamo nella posizione di un sognatore ottuso che non è in grado di riflettere sulle immagini che lampeggiano davanti alla sua coscienza, ma le ha semplicemente messe davanti a sé e le vede svolgersi come un panorama. Ogni singolo Sé Spirituale aveva questa coscienza di sogno, e doveva passare attraverso l’evoluzione della Terra come deve altresì transitare attraverso ulteriori evoluzioni per evolversi dalla coscienza ottusa della visione pittorica, alla coscienza luminosa, chiara e concettuale del giorno. Lo stato di coscienza simile al sogno in cui si trovava il Sé Spirituale all’inizio dell’evoluzione terrestre è paragonabile a quello dell’animale, ma il livello di coscienza non è lo stesso. Questo è il compito che il nostro Sé Spirituale deve compiere durante il corso di questo (nostro) periodo planetario: che la coscienza diventi sempre più luminosa; e quando usciremo da questa evoluzione della Terra in un lontano futuro, avremo portato questa coscienza luminosa e chiara fino alla vetta più alta.

Gli esseri che aderirono all’evoluzione della Terra allora li chiamiamo "Pitri", cioè "Padri". Eravamo dei Pitri a quel tempo; avevamo acquisito questa natura nello stato precedente dell’evoluzione. Prima di aderire all’evoluzione della Terra siamo già passati attraverso gli stadi preliminari, e ci siamo fatti strada fino allo stato onirico dei Pitri. Così ora sappiamo dove ci trovavamo noi stessi quando è iniziata l’evoluzione della Terra. I Pitri hanno dovuto circondarsi, passo dopo passo, di tutti quegli organi di cui avevano bisogno per poter comunicare con l’ambiente, che è anche fisico, per mezzo di un cervello fisico all’interno di quella corporeità fisica che conosciamo oggi. L’ultima cosa che l’uomo doveva realizzare - questo è chiaro dalle considerazioni precedenti - era: affinché il suo Io potesse pensare nel fisico, di diventare lui stesso un essere fisico pensante.

E ora vengo alla seconda idea che devo anticiparvi. Se esaminate il cervello in modo scientifico da tutti i lati, troverete che questo cervello umano, se esaminato solo con i sensi, è composto dalle stesse sostanze e diretto dalle stesse forze degli altri esseri fisici sulla Terra. Se guardate un cristallo di rocca, un pezzo di calcite, un frammento di salgemma, una pianta, un animale, e li esaminate chimicamente e fisicamente, troverete che tutta la natura fisica, nella misura in cui può essere vista con gli occhi e afferrata con le mani, consiste in modo simile delle stesse forze chimiche e fisiche che agiscono precisamente nel regno minerale, nel regno vegetale e nel regno animale. Perciò noi diciamo nella teosofia: affinché l’uomo possa raggiungere il suo attuale stadio di evoluzione, ha dovuto rivestire il suo Sé Spirituale con un corpo minerale. Il Sé Spirituale ha creato per sé un corpo minerale. Ciò ha richiesto molto tempo, e questo processo è ancora in corso oggi. In futuro, l’uomo continuerà a svilupparsi in questo involucro minerale. Ci sono ancora organi germinali* nel nostro corpo che devono svilupparsi prima, nuovi sensi che oggi sono presenti solo come accenno.

Vedete, c’è voluto molto tempo perché l’uomo - il suo Sé Spirituale - si rivestisse del corpo fisico che ha oggi. Immaginatevi ora nel tempo in cui l’Io Spirituale dell’essere umano ha iniziato il lavoro di formazione di questo corpo minerale che può camminare e stare in piedi, che ha tutte le funzioni di crescita e riproduzione che sono una necessità per l’uomo, che ha un sistema nervoso e un cervello come quello di cui l’essere umano ha bisogno. Immaginatevi nel tempo in cui tutto questo era in un primo stato germinale, e poi spostatevi in un tempo in cui l’uomo avrà raggiunto il punto più alto della sua evoluzione, quando nel mezzo della sua testa si sarà sviluppato un organo attraverso il quale sarà in grado di fare altre percezioni rispetto a quelle che può fare oggi. Nell’intervallo tra questi due punti avviene tutta l’evoluzione minerale dell’uomo attuale. Un tale periodo di tempo lo chiamiamo, nella fraseologia teosofica, un "ciclo". Il ciclo che vi ho descritto ora, questo periodo di evoluzione, lo chiamiamo il "ciclo minerale". Ma prima che l’uomo formasse il suo corpo in questo modo, per crearsi lo strumento del cervello, doveva, innanzitutto, preparare altre parti del suo essere. Il Sé Spirituale, questo essere puramente spirituale, non avrebbe potuto semplicemente dirigere un tale corpo minerale. Pensate all’Io Spirituale come ad un punto, e pensate questo punto all’interno di un meccanismo come il nostro corpo; questo punto non sarebbe mai in grado di muovere il meccanismo, non sarebbe mai in grado di pensare attraverso un cervello fisico.

Così abbiamo due cose: sappiamo che il nostro Sé Spirituale aveva inizialmente una coscienza onirica, ma non avrebbe mai potuto dirigere il corpo minerale. Ha dovuto creare un mediatore per poter spostare il corpo. Come faccio a muovere la mano? Prima creo il pensiero: Voglio muovere la mano. Se avessi solo il pensiero, il pensiero vivrebbe in me, ma non sarebbe mai in grado di muovere una mano fisica verso l’alto, così come il solo pensiero, per esempio, non potrebbe sollevare una bottiglia verso l’alto. Se qualcuno volesse spostare la bottiglia, dovrebbe aggiungere al pensiero una forza che è la mediatrice tra il pensiero e il corpo fisico. Noi chiamiamo questa forza una forza astrale, che esiste nel mondo astrale. Non potremmo muovere il braccio se non ci fosse tra il pensiero e il corpo fisico, al quale il braccio appartiene, una forza astrale in noi che crei una mediazione tra il nostro pensiero e il nostro corpo fisico, il nostro braccio fisico. Ci deve essere un mediatore tra il Sé Spirituale e il corpo fisico, e questo mediatore è di natura astrale. Che muoviamo una gamba, una mano, che mettiamo in moto il nostro cervello per concepire dei pensieri - il nostro corpo fisico deve essere collegato al nostro pensiero attraverso l’organismo astrale.

Sapete, dalle conferenze precedenti, che l’uomo ha un corpo astrale, che il chiaroveggente vede in una nuvola astrale che chiamiamo aura, nella quale vivono i suoi desideri, la sua volontà e i suoi appetiti. Se concepisco un pensiero, il pensiero da solo è impotente a fare qualsiasi cosa. Se vi si aggiunge il desiderio, la volontà, diventa un potere, una radianza, che è riconoscibile al chiaroveggente. Prima che l’uomo potesse costruire il corpo fisico minerale che ha oggi, doveva creare un corpo astrale, un corpo di desiderio, che potesse essere il mediatore tra il suo pensiero e il suo essere fisico minerale. L’epoca di evoluzione che ho chiamato "ciclo minerale" deve essere stata preceduta da un’altra epoca di evoluzione che ha portato il corpo astrale all’evoluzione. Bisogna dunque risalire ad un’epoca che abbia preparato il corpo astrale umano, solo allora il corpo minerale-fisico potrebbe essere incorporato nel corpo astrale. Questa epoca, che ha di nuovo un inizio e una fine, e che ha preceduto il ciclo minerale, la chiamiamo "ciclo astrale".

Vedete, abbiamo due "tempi". Uno è quello in cui viviamo ora: il ciclo minerale, e l’altro è quello che l’ha preceduto, cioè il ciclo astrale. Ma il corpo astrale umano stesso aveva bisogno di preparazione. È possibile incorporarlo nella natura umana solo in un modo molto specifico. Il corpo astrale non c’era prima della nostra nascita e non ci sarà più dopo la nostra morte. Esso si costituisce e perisce, essendo soggetto a certe leggi di evoluzione e di perimento. Osservate un bambino: in lui il corpo astrale è corrispondentemente piccolo; cresce con la crescita fisica del bambino. L’essere minerale-fisico e l’essere eterico dell’uomo si basano sulla crescita e la riproduzione. Sono le leggi della crescita e della procreazione in base alle quali l’essere umano deve svilupparsi nella vita terrena. Il fatto che veniamo al mondo e cresciamo, che siamo esseri viventi, non risiede nel nostro corpo astrale. Nel corpo astrale non ci sono che desideri e brame. Siamo esseri astrali, come lo sono gli animali, e abbiamo in comune con le piante e gli animali quell’entità che è capace di far nascere i propri simili dall’organismo, e di farli crescere dal piccolo al grande. Se volete un’espressione per questo, potete dire: quello che ho descritto è ciò che dà la forma, che plasma. I nostri corpi fisici ed eterici devono avere una forma definita quando nascono, e questa deve poter crescere e ingrandirsi. Si può avere un’idea di ciò se si prende un seme ... [lacuna nello scritto].

Il potere creativo non appartiene all’astrale. L’astrale può vivere all’interno di ciò che è formato, ma deve prima essere plasmato esso stesso. Il corpo astrale dell’essere umano non avrebbe potuto nascere se non fosse stato preceduto da un’altra epoca di evoluzione, quella in cui la forma dell’essere umano fu preparata. Chiamiamo quest’epoca: epoca formativa, e come teosofi, il "ciclo Rupa", quell’epoca in cui la forma dell’uomo è stata preparata, affinché si potesse creare la sua conformazione attuale.

Tutto ciò che possiamo rintracciare in questi tre "cicli" sono i rivestimenti, gli involucri per il Sé Spirituale dell’uomo. Nel ciclo minerale l’essere umano si è ricoperto con l’involucro minerale. Nell’epoca precedente, il ciclo astrale, l’essere umano ha preparato il suo involucro astrale, e nell’epoca ancora precedente, il ciclo Rupa, l’essere umano ha raggiunto la capacità di darsi la forma di cui ha bisogno per poter percepire, pensare e agire come un essere umano.

Come teosofi possiamo dire: quando eravamo ancora Pitri, quando vivevamo ancora nella coscienza onirica, all’inizio della nostra evoluzione terrestre, a quel tempo eravamo, se posso dire un risultato, un frutto. Non siamo nati allora dal nulla, ma ci eravamo anche evoluti fino a quello stato; eravamo il risultato di epoche precedenti, che descriveremo in seguito. Come una pianta nasce da un seme quando viene piantata in primavera in un nuovo terreno, così anche noi abbiamo dovuto prima prepararci alla scena sulla Terra per poterci sviluppare. Noi eravamo il risultato di un altro mondo, e ora dovevamo diventare l’inizio di un mondo completamente nuovo, ma prima dovevamo trovare la nostra strada. Proprio come si lascia svernare un seme che si riceve in autunno e lo si affonda in un nuovo terreno in primavera, la natura dei Pitri si comporta allo stesso modo: deve prima affondarsi in un nuovo ambiente, nei materiali del mondo della Terra, che non erano presenti nell’epoca planetaria precedente. Se si volesse avere un’idea di quali forze e sostanze erano presenti nel precedente stadio planetario in cui ci siamo sviluppati nei Pitri, vi si troverebbero forze e sostanze molto diverse. Pertanto, questa epoca di evoluzione doveva essere preceduta da un’altra, in cui prima di tutto l’Io Spirituale dell’uomo, che era stato portato da un’epoca precedente, doveva abituarsi ad un nuovo ambiente. Qui arriviamo a un’epoca di evoluzione molto lontana nel passato.

Più ci allontaniamo dal presente, più diventa difficile crearsi un’immagine. Il teosofo non crede di poter tornare all’inizio del mondo con le sue domande. Quando la gente sente parlare di teosofia per la prima volta, spesso chiede: come è nato il mondo?* Una buona parte di queste domande noi come teosofi non possiamo più porle, perché non riusciremmo ad arrivare ad un inizio. Avete visto il momento in cui abbiamo raggiunto la natura di Pitri, il chiaroveggente può rintracciare quel punto nel tempo con certi metodi, ma l’uomo non è venuto ad esistere solo allora; allora era già ad un certo livello di evoluzione. Il teosofo non indulge nella speculazione, non pensa a queste cose in termini astratti. Insegue le sue esperienze, le sue intuizioni, le sue esperienze nel campo sovrasensibile, e nella misura di questi vissuti, le riferisce. Proprio come un esploratore nel campo della terra non farebbe altro che descrivere le regioni che ha visto, diciamo dell’Africa, non parlando di qualcos’altro che non abbia visto, così il teosofo non dirà nulla sull’inizio del mondo che è molto, molto lontano. Il teosofo può solo tracciare un pezzo della nostra evoluzione, e questo pezzo lo tracciamo per esperienza e non per speculazione.

L’uomo era un germe che è arrivato da un’epoca precedente nella nostra evoluzione. Egli era un germe informe sulla Terra. Noi chiamiamo questo tempo "ciclo Arupa", il ciclo senza forma. Così abbiamo quattro periodi di tempo fino a quello in cui ci troviamo oggi. Chiamiamo questi periodi "cicli". Il primo, il secondo e il terzo ciclo sono trascorsi; nel quarto ciclo ci troviamo ora, a questo seguiranno altri tre cicli di cui dovremo ancora parlare. Chiamiamo l’uomo del quarto ciclo l’uomo del regno minerale, perché si è formato nelle forze minerali; e chiamiamo l’uomo del ciclo precedente, il ciclo astrale, in cui ha potuto formare il suo corpo astrale, un uomo del terzo regno elementare, distinguendo l’uomo del terzo, secondo e primo regno elementare.

Durante il primo regno elementare o ciclo, i pensieri umani si muovevano in una materia-pensiero informe. Durante il secondo regno elementare, o il secondo ciclo, i pensieri umani si muovevano in materia-pensiero plasmati. E nel terzo regno elementare i pensieri umani potevano già prendere forma fino al punto di arrivare al desiderio; potevano assumere quella forma che possiamo rintracciare come raggi astrali nel mondo astrale. Solo al quarto ciclo l’uomo ha raggiunto il punto in cui può padroneggiare il regno minerale. Come nel terzo ciclo si è formato un cervello astrale umano dalla materia astrale, così nel quarto ciclo l’uomo ha potuto formare un cervello fisico con cui può pensare. Così abbiamo tre regni elementari e il regno minerale. Nei tre regni elementari viveva l’uomo del passato. Posso solo accennare a quello che segue, ma potrete capirlo grazie all’analogia. Il nostro attuale ciclo sarà seguito da un altro, quando l’uomo raggiungerà uno stadio di evoluzione ancora più elevato, quando sarà allora in grado di pensare non solo attraverso il suo cervello fisico, bensì per mezzo di quella forza che chiamiamo forza astrale. Allora l’uomo non solo sarà in grado di controllare la materia fisica, ma sarà anche in grado di controllare la forza astrale. Vi darò un esempio per illustrare tutto ciò: se oggi voglio spostare un bicchiere da qui a lì, ho bisogno di una mediazione fisica: la mia mano. L’uomo del quarto ciclo è arrivato così lontano che può agire coscientemente nel mondo fisico, minerale, ma non può ancora gestire la forza astrale coscientemente; non ha ancora sviluppato un organo di volontà astrale. Tuttavia sarà in grado di farlo nel quinto ciclo. L’uomo del quinto ciclo sarà in grado di controllare il mondo astrale proprio come oggi controlla il mondo fisico. Al sesto ciclo l’uomo sarà ancora più avanzato, quando riuscirà a controllare il mondo plasmante come controlla il mondo fisico oggi, controllando il mondo astrale nel quinto ciclo. Nel quinto ciclo l’uomo sarà in grado di realizzare un desiderio non solo nel luogo in cui è desiderato, ma inviando i suoi desideri in luoghi lontani. Al sesto ciclo, l’uomo sarà in grado di plasmare se stesso, e di controllare lui stesso la sua forza rupica. Dopo il sesto ciclo la nostra evoluzione terrestre avrà raggiunto il suo completamento, e solo allora l’uomo avrà assorbito in sé tutto ciò che ha potuto imparare sulla Terra. Solo allora avrà raggiunto la sua reale e chiara consapevolezza nel vero senso della parola, quindi non avrà più bisogno di mediazioni, e sarà arrivato direttamente alla sua meta. Al settimo ciclo l’uomo avrà raggiunto il suo obiettivo. Sarà di nuovo senza forma. Ma tutto quello che ha dovuto imparare lo avrà assorbito.

L’uomo deve passare attraverso questi sette cicli. Ho potuto descrivere questi cicli solo approssimativamente. Ora dobbiamo notare un’altra cosa: durante il nostro ciclo minerale l’uomo e la Terra non sono sempre stati fisici, ma hanno dovuto prima evolversi verso questo stato, assumendolo per diventare fisicamente percepibili. Se dal nostro ciclo di minerali guardiamo indietro alle altre fasi evolutive, possiamo vedere che abbiamo a che fare con un’evoluzione in sette fasi della nostra Terra e che il Sé Spirituale ha dovuto passare attraverso sette fasi o cicli. Durante ognuno di questi sette cicli il Sé Spirituale si trovava in uno dei regni della natura. Guardiamo l’uomo: egli è transitato attraverso il primo, il secondo e il terzo regno elementare e si trova ora nel quarto ciclo, che è il nostro mondo attuale.

Vi mostrerò la prossima volta che solo l’essere umano raggiunge lo stadio minerale durante questo quarto ciclo. Ma ciò che ora è minerale, che è materia naturale inanimata, che è cristallo di rocca, calcite, e così via, ha già raggiunto l’apice della sua evoluzione durante il primo ciclo. Ciò che oggi è pianta ha raggiunto l’apice della sua evoluzione durante il secondo ciclo, e ciò che oggi è animale ha raggiunto l’apice della sua evoluzione durante il terzo ciclo. L’uomo ha raggiunto la sua evoluzione fisico-minerale durante il quarto ciclo.

Vediamo quindi che la nostra Terra è stata preceduta milioni di anni fa da qualcosa d’altro, in quel momento è nato il regno minerale. Ma l’essere umano si trovava allora solo nel primo regno elementare. Nel secondo ciclo apparve la natura vegetale; ora la natura minerale e vegetale erano già presenti; l’uomo si trovava allora nel secondo regno elementare. Arriva il terzo ciclo, e l’animale viene assorbito nell’evoluzione terrestre, tuttavia l’uomo in quanto tale è solo un essere astrale; non può ancora scendere nell’incarnazione minerale. Solamente nel quarto ciclo, quando minerale, vegetale e animale sono già presenti, che l’uomo può raggiungere l’incarnazione minerale e quindi esserci. Pertanto, nei quattro cicli abbiamo quattro regni che stanno fianco a fianco: Il regno minerale nel primo ciclo, il regno vegetale nel secondo ciclo, il regno animale nel terzo ciclo e il regno umano nel quarto ciclo. Il regno umano ha preceduto gli altri tre regni nelle sue tappe preparatorie. Perciò ha ragione Goethe quando dice: "Cosa sarebbe tutta la natura se non mirasse all’uomo?" Questo grande evento cosmico doveva accadere; attraverso tre cicli l’uomo doveva svilupparsi, in modo che nel quarto ciclo potesse assumere una forma minerale. L’uomo è stato il Creatore, il Co-Creatore, in forma invisibile. Come Pitri è arrivato da un’altra epoca evolutiva. Con la nostra coscienza sognante abbiamo lavorato sui primi cicli. Abbiamo lavorato alla formazione della nostra Terra in preparazione della formazione di un regno che potrebbe diventare la base della nostra evoluzione.

Questo è il corso dell’evoluzione della Terra da un inizio che ho potuto presentarvi oggi, fino al punto in cui ci troviamo ora. Aggiungeremo altro a ciò la prossima volta.

5°Cosmologia Teosofica - Terza Conferenza

Berlino, 9 Giugno 1904

Otto giorni fa ho tentato di spiegare il modo di pensare, così estraneo all’Occidente, con cui il teosofo arriva alle sue intuizioni e conoscenze del cosmo. Il carattere sommario che devono avere queste conferenze mi impedisce di spiegare la cosmologia teosofica nel dettaglio, ciononostante, cercherò di darvi oggi, almeno in forma narrativa, un quadro dell’origine del mondo come è alla base della teosofia. Chiedo a coloro che fanno richieste scientifiche di tenere a mente che, ovviamente, non è possibile per me dare alcuna spiegazione scientifica di ciò che dirò oggi nel breve spazio di tre conferenze. Chi vuole una tale giustificazione scientifica la troverà in un ciclo successivo*, dove parlerò più ampiamente di questo argomento. E anche un secondo volume della mia "Teosofia", che apparirà presto, tratterà di cosmologia.

Soprattutto, permettetemi di premettere un’idea importante, che è in fondo molto semplice, ma che deve essere tenuta presente da colui che vuole comprendere l’evoluzione in senso teosofico. Quando parliamo di evoluzione su larga scala, non intendiamo semplicemente l’emergere della vita animale o vegetale da un’altra vita, bensì intendiamo parlare delle grandi trasformazioni all’interno di questo universo, includendo tra queste l’emergere della materia, la materia in senso proprio, che ora possiamo percepire attraverso i nostri sensi fisici.

Abbiamo parlato, la volta scorsa, del fatto che nella storia dell’evoluzione del nostro pianeta dobbiamo distinguere sette tappe successive, e ve le ho anche descritte, almeno a grandi linee. Dovete dunque immaginare che il nostro pianeta terrestre passa attraverso sette stadi, che chiamiamo cicli, per così dire in successione ritmica. Tutto ciò che è e vive oggi sulla nostra Terra era presente anche prima che la nostra Terra attuale venisse in essere; ma era presente in una specie di stato germinale, così come tutta la pianta è già presente nel germe, per così dire dormiente, prima che si formi nel mondo esterno. Un tale stato di sonno di tutti gli esseri umani lo chiamiamo in teosofia "Pralaya". D’altra parte, lo stato in cui tutto prende vita, uscendo gradualmente e progredendo dall’inizio alla perfezione, fino a un culmine, è chiamato "Manvantara". Quando lo stato di perfezione viene conseguito, allora segue di nuovo un Pralaya, uno stato di sonno, e questo nuovamente è seguito da uno stato di veglia e di crescita. Così il pianeta passa sette volte attraverso questa successione di stati, sette volte risvegliandosi da capo ad una nuova vita ciclica. Il tempo tra un Manvantara e l’altro passa così attraverso uno stato tale che tutto ciò che vive e tesse sulla nostra Terra è, per così dire, addormentato, ma non è un sonno che può essere paragonato al normale sonno umano. Nel sonno umano ordinario si interrompe solo l’attività intellettuale e l’attività sensoriale dell’uomo, ciò nondimeno si può vedere la sua vita fisica. Dovete immaginare lo stato di sonno della Terra in modo molto diverso. È così che non si può vedere nulla di nessun essere sulla nostra Terra durante questo stato di sonno. Solo per l’occhio aperto del veggente più evoluto, il cosiddetto Dangma, questo stato della Terra sarebbe percepibile. È uno stato indescrivibile attraverso le nostre parole, perché le nostre parole non sono state create per esprimere tali concetti. Non riesco a trovare parole in nessuna lingua per descrivere questo stato. Quindi il veggente evoluto, per evocare un’idea di questo stato, dice qualcosa di molto diverso. Dice: immaginate una pianta. Questa è la pianta che vedete. Ora immaginate una specie di calco in gesso di questa pianta, ma in modo tale che tutto ciò che è la pianta sia uno spazio vuoto, e che tutto intorno vi sia la massa di gesso. Ora supponiamo che tutto ciò che è gesso sia spirituale e avvertibile solo a certe percezioni sensoriali. Colui che può vedere la pianta non può quindi vedere allo stesso tempo il gesso, cioè il negativo della pianta*. Questo sarebbe il caso di ciò che il veggente sviluppato è in grado di percepire della Terra nel sonno Pralaya. La Terra non esiste. È il vuoto, una forma vuota, è come in un grande, poderoso mare di entità spirituali supreme, che si confonde in tutte le direzioni, e che a poco a poco cessa, e da cui sgorga, per così dire, l’esistenza stessa della Terra.

Ora qualcosa comincia a sorgere in questo spazio vuoto, ma ciò che vi sorge non è ancora percepibile agli occhi sensoriali, è percepibile solo ad un veggente altamente sviluppato che può muoversi coscientemente sul piano del Devachan. Chi ha questa visione vedrebbe una sfera nello spazio all’inizio dell’esistenza terrena, una sfera puramente spirituale sulla quale tutto esiste solo spiritualmente e che sarebbe percepibile solo all’occhio del veggente devachanico. Ogni volta prima dell’inizio di un nuovo ciclo, la nostra Terra è in questo stato spirituale. Quando si risveglia dal sonno del Pralaya, diventa una tale sfera. Il veggente devachanico la vede in un meraviglioso bagliore rossastro. Anche per il veggente astrale la sfera non è visibile. Ma ancora la sfera contiene già tutto ciò che diventerà poi la Terra. Anche i corpi più densi sono già contenuti in questa sfera.

Ora come dobbiamo immaginare tutto questo? Possiamo chiarirlo a noi stessi con un semplice processo. Immaginate un recipiente con dell’acqua. L’acqua è liquida. Se si raffredda la temperatura, l’acqua si solidifica in ghiaccio. Stai guardando la stessa cosa di prima, il ghiaccio non è altro che acqua, solo in una forma diversa. Se si aumenta la temperatura, il ghiaccio si ritrasforma in acqua, e se la si riscalda ancora di più, si trasforma in vapore. In questo modo si può anche immaginare che tutta la materialità esca dallo spirituale attraverso la compressione. La sfera spirituale - visibile solo all’occhio sviluppato del veggente - diventa sempre più condensata dopo aver attraversato un piccolo Pralaya. Può quindi essere visto anche da un occhio vedente meno sviluppato. Poi viene di nuovo una specie di breve stato di sonno, e successivamente tutta la sfera ci incontra ancora in uno stato più condensato, e ora questa sfera è visibile all’occhio astrale, cioè a colui i cui sensi sono aperti sul piano astrale, arrivando nuovamente in uno stato di Pralaya, e di nuovo con la sfera che emerge, ora come materia fisica che è diventata abbastanza densa. Solo ora gli occhi fisici lo vedono, le orecchie fisiche lo sentono, le mani fisiche lo afferrano. Questo è il quarto stato. Dopo di che viene di nuovo un breve Pralaya. Lo stato si dissolve di nuovo e di nuovo una sfera astrale ci incontra, ma con esseri molto più sviluppati. Uno stato analogo si verifica nel sesto ciclo, che di nuovo è visibile solo al veggente devachanico. Successivamente ancora un Pralaya e poi uno stato visibile solo all’occhio del più alto veggente. Poi segue la dissolvenza anche per il Dangma. Quindi segue un grande Pralaya, e poi l’intero processo comincia a ripetersi. Questo accade sette volte. Così la Terra si trasforma dal livello più basso a quello più alto.

Seguiamo ora il primo ciclo. Possiamo studiarlo meglio realizzando ciò che è presente sulla nostra Terra, dove è più denso. Nel primo ciclo non ci sono ancora forme minerali, né forze fisiche naturali, né forze chimiche. La Terra ha fatto il lavoro di evoluzione finora solo per porre le basi dell’esistenza fisica; ponendo queste basi per preparare un’esistenza fisica nel quarto ciclo. La nostra Terra appare qui come una massa infuocata, con una temperatura così tremendamente alta che in essa nessuna delle nostre sostanze attuali potrebbe avere la forma che hanno ora. Tutte le sostanze sono sommerse insieme in questa massa primordiale infuocata - lasciatemi usare questa parola banale -, in una materia uniforme e indifferenziata. La teosofia dice: la Terra è allo stato di fuoco. Ma con questo non si intende un fuoco ordinario, bensì un fuoco di tipo superiore, spirituale. Non ci sono ancora elementi chimici. Ma ciò che è dentro questa materia è comunque già attivo. Due tipi di entità spirituali sono attive in esso: quelle che chiamiamo "Dhyani Chohans" e quelle che non sono ancora scese nella materialità fisica, che in parte hanno solo un corpo spirituale, che in parte sono avvolte nella materia astrale, e che inondano la materia del fuoco con una rapidità tremenda. Vi vediamo un continuo nascere e morire di forme senza regole, anche di forme che già ricordano ciò che sarà presente più tardi sulla Terra. Come una specie di sagoma appare ciò che sorge e deperisce continuamente. Qualcosa sgorga che ricorda le forme dei cristalli successivi e delle piante successive; sì, anche qualcosa che già assume forme umane e poi di nuovo si dissolve. Gli esseri umani che si incarneranno in seguito hanno vissuto in questo fuoco, modellando e preparando i corpi. Ecco come ci appare questo stato del primo ciclo della Terra.

Poi segue il passaggio di questa Terra infuocata allo stato di sonno. Il secondo ciclo inizia nello stesso modo spirituale. Consideriamo di nuovo la Terra dove è più densa. Ora questo stato ha una forma molto diversa da prima. Adesso ha una forma che la fisica attuale già conosce; il fisico lo chiama "etere". L’etere è più fine dei nostri gas attuali, ma più denso di quanto lo fosse la Terra nel precedente ciclo. In questa materia molto fine si formano quelli che chiamiamo elementi chimici. Troverete questo secondo stadio indicato in tutti i libri religiosi in un modo meravigliosamente bello, in quanto si dice che gli Esseri Divini hanno ordinato tutto secondo misura, numero e peso. Ciò che prima era disordinato ora si è ordinato in elementi chimici, e questi si sono ordinati per numero. Il chimico mi capirà, perché conosce il sistema periodico regolare degli elementi. Così la materia è entrata in rapporti definiti gli uni con gli altri di misura e di numero, avendo assunto come materia una certa densità, una forma eterea. In questa fase le singole sostanze non hanno nulla a che fare l’una con l’altra. Sono estranee l’una all’altra. Solo ora, man mano che la materia si differenzia, vediamo modellarsi le forme più meravigliose, che ricordano quelle successive, solo che non sono ancora fisse: forme a stella, forme angolari, tetraedri, poliedri, forme rotonde, e così via. Vi sono implicate le forme che appaiono più tardi nel regno della natura. Come nel primo ciclo sono state preformate le forme cristalline, così ora nel secondo ciclo viene preformato il regno vegetale. Poi il tutto defluisce di nuovo; l’Astrale e il Devachanico passano nuovamente attraverso uno stato di Pralaya riapparendo poi nel terzo ciclo.

Se guardiamo lo stato fisico nel terzo ciclo, vi troviamo la materia già in uno stato essenzialmente diverso. Non è ancora ordinato secondo l’aria e l’acqua, ma ha una specie di forma di nebbia, di forma di vapore. Non più una forma sferica, bensì è come una specie di vapore acqueo, di nebbia, o come lo sono oggi le forme delle nuvole, così dovremmo immaginare la Terra in questo terzo stadio. E, proprio all’interno di queste forme-nebbia, che troviamo conservate nelle antiche saghe, le saghe di Nebelheim, Niflheim, che mostrano questo stato - la materia si mostra a noi in una forma diversa, non più ordinata per numero, bensì dotata di poteri. Lo studioso dell’occulto parla qui della legge delle affinità elettive. Le sostanze chimiche si regolano secondo la legge delle affinità elettive. Ma ora, nel terzo ciclo, appare una forza che fa sì che il piccolo possa diventare più grande, possa espandersi. Le sostanze possono organizzarsi dall’interno, possono far fronte l’una all’altra. Non solo appaiono gli inizi della vita vegetale, che abbiamo imparato a conoscere nel secondo ciclo, bensì ora è possibile la crescita. Appaiono le prime formazioni animali che oggi ci sembrerebbero più grottesche. Enormi forme colossali si sono plasmate da questa massa di nebbia. Per l’occultista c’è qualcosa di vero quando guarda le nuvole e vede che una nuvola sembra un cammello e l’altra un cavallo. In questo terzo ciclo gli esseri sono forme nebulose che si riproducono trasformandosi l’una nell’altra, l’una emergendo dall’altra, come organismi cellulari inferiori che ne sono la memoria. Questi corpi animali, che sono sorti dalla nebbia, possono ora dare la prima base, affinché le individualità che sono venute dai mondi precedenti, possano trovare un corpo. Ora l’uomo può incarnarsi, trovando un involucro che gli permetta di esprimersi, all’inizio però in modo imperfetto, primitivo, goffo. Sono possibili anche incarnazioni non riuscite. Si può parlare di esseri che sono stati sulla Terra durante il terzo ciclo, esseri intermedi tra l’uomo e l’animale, in cui l’uomo non si sentiva del tutto a suo agio, ma era comunque in grado di incarnarsi.

Ma ora arriva un altro Pralaya e poi il quarto ciclo. Questo è il ciclo a cui noi stessi apparteniamo oggi. Così la Terra è passata prima attraverso lo stato devachanico, poi è scesa attraverso lo stato astrale ed eterico e infine è arrivata allo stato fisico che abbiamo raggiunto ora. Durante il primo ciclo si è formata la base del regno minerale, durante il secondo ciclo si è formata la base del regno vegetale, durante il terzo ciclo è sorta la possibilità che apparissero le formazioni animali. E ora, durante il quarto ciclo, l’essere umano ottiene la capacità di prendere la forma che ha oggi.

Guardiamo un po’ più da vicino la condizione della nostra Terra fisica, il nostro attuale ciclo. Si deve dire che la condizione della Terra in questo quarto stadio è molto più densa delle condizioni dei cicli precedenti. Prima c’era uno stato ardente, poi uno nebbioso, poi uno tra aria e acqua. Ma ora, all’inizio del quarto ciclo, abbiamo una specie di materia che si gonfia, simile all’albume. In questo stato era tutta la Terra all’inizio del quarto ciclo. A poco a poco, però, tutto si è condensato, e ciò che oggi conosciamo sulla Terra come materia non è altro che la materia condensata, originariamente gonfiata proprio come il ghiaccio è materia acquea condensata. All’inizio di questo quarto ciclo tutti gli esseri erano costituiti in modo da poter vivere in questa materia che si gonfiava. L’uomo aveva una forma, che era già simile a quella di oggi, ma era ancora in uno stato di coscienza completamente spento, che si può paragonare allo stato di un uomo che sogna. Stava sognando la sua esistenza in una specie di coscienza ipnica; gli mancava ancora lo spirito. Diamo un’occhiata più da vicino a questo stato. L’uomo era dunque già possibile in questa materia che si gonfiava. Chiamiamo uomo onirico l’uomo di questa prima razza. È difficile dare una descrizione di quest’uomo. Questo stato fu seguito da un altro in cui la materia fu ulteriormente condensata e separata in una materialità più spirituale e (in) una più fisica, per così dire in Polo Nord e Polo Sud. Solo vi chiedo di tenere presente la differenza tra la concezione occulta e la concezione diffusa del darwinismo. Abbiamo quindi, in questo stato indicato della Terra, l’uomo originariamente presente, e abbiamo il regno vegetale; anche il regno animale era presente, ma in quelle forme in cui non c’era ancora la riproduzione sessuale e il sangue caldo. Questi esseri non erano ancora in grado di produrre suoni dall’interno. L’uomo stesso è ancora muto. E non può ancora pensare, nemmeno le idee ottuse possono formarsi. Lo spirito non è ancora entrato nel corpo. Nella seguente, la seconda razza, la materia si separa in due poli. L’uomo estrae, per così dire, la materia che gli è utile e la separa da quella meno utile, e da questa, come una specie di ramo secondario, si formano gli animali superiori. I tipi inferiori di animali sono già simili alle forme degli attuali molluschi, persino forme simili ai pesci si stanno già sviluppando.

L’uomo si evolve sempre di più e al terzo stadio della formazione della razza separa di nuovo la materia che non riesce a rendere portatrice di una coscienza superiore, cedendola nuovamente come materiale agli animali, che ora sembrano anfibi dalle forme gigantesche. Ci vengono descritti nelle favole e nei miti nazionali come draghi volanti e così via. Anche ora nessun essere che si è evoluto ha la riproduzione sessuale. È solo a metà della terza razza, a metà del periodo lemuriano, che ne appaiono gli inizi. La scena di questi eventi si trovava nella Lemuria, nella regione dell’entroterra dell’India, nell’Oceano Indiano.

A metà del periodo lemuriano avvenne il grande evento che rese l’essere umano un uomo. Tra gli esseri umani che sono arrivati da stati planetari precedenti, non tutti erano allo stesso stadio di evoluzione. Coloro che avevano già raggiunto un’evoluzione normale durante il ciclo precedente sulla Terra nebulosa furono in grado di incarnarsi durante la terza razza. Tra di loro, tuttavia, c’era un certo numero che aveva già raggiunto uno stadio superiore; questi non potevano incarnarsi affatto durante il terzo ciclo. In ogni ciclo le persone evolvono verso uno stadio normale e altre verso uno stadio ulteriore. I Maestri sono coloro che hanno progredito oltre lo stadio normale. Sono individualità più evolute. Queste individualità più evolute, che sono già andate oltre il livello normale, nella teosofia sono chiamate Pitri solari o Pitri del Sole. Esse avevano già raggiunto una spiritualità superiore, tuttavia non potevano incarnarsi nel corpo dell’uomo di allora più di quanto l’uomo di oggi possa incarnarsi nella pianta. Hanno aspettato un’ulteriore evoluzione fino a quando non è arrivato il momento giusto e la loro prima vera incarnazione potesse avvenire nella quarta razza. Solo ora queste individualità più sviluppate, i Pitri solari, hanno potuto prendere possesso delle forme esistenti, così è nata un’umanità spiritualmente molto evoluta. Le leggende e i miti riportano che a quei tempi c’erano personalità che sovrastavano di gran lunga i loro simili. Individui come Prometeo*, i Rishi degli indiani, i Rishi del Fuoco, che poi sono diventati i veri leader dell’umanità, i Manu, che hanno dato le leggi agli esseri umani successivi. Solo questi Pitri solari potevano incarnarsi in Adepti.

Vi ho detto che all’inizio del quarto ciclo non c’era ancora nessun genere stabilito. Solo nel periodo lemuriano avvenne la separazione dei sessi. Soltanto allora divenne possibile l’incarnazione, la presa di possesso di un corpo, che prima non esisteva. In precedenza, un essere emergeva da un altro. Con la separazione dei sessi a metà del periodo lemuriano, arrivarono la nascita e la morte e con esse anche la possibilità dell’effetto del karma. L’uomo poteva contrarre un debito. Tutto ciò che conosciamo come "umano" è nato allora.

Il continente della Lemuria perì per catastrofi che hanno a che vedere con il fuoco, e ora il continente atlantico sorge sul fondo dell’attuale Oceano Atlantico. Nel periodo atlantideo avvenne di nuovo un evento importante, sul quale ho richiamato la vostra attenzione quando ho parlato della festa di Pentecoste*. In quella sede ho detto che, ad eccezione dei Pitri solari, tutti gli esseri vivevano in stati d’animo vili. Solo i corpi selezionati potevano accogliere il Pitri solare. Gli altri corpi avrebbero solo permesso a questi esseri di vivere in uno stato di coscienza ottusa. Se si fossero usati i corpi di allora, si sarebbero create persone senza cervello. Fu per questa ragione che i Pitri aspettarono che certe forme animali si fossero ulteriormente plasmate. Da un lato, queste erano sprofondate nella vita istintuale, ma dall’altro si erano formati i presupposti per la successiva evoluzione di un cervello. La materia si era differenziata in un elemento nervoso e in un elemento sessuale. In questa materia deteriorata si incarnarono allora quei Pitri che avevano aspettato fino a questo stato successivo. Questo è ciò che la religione ha chiamato il peccato originale dell’umanità: la discesa nella materia di una natura peggiore. Se non l’avessero fatto, sarebbero rimasti tutti in uno stato molto meno cosciente, non avrebbero potuto vivere la lucida vita di pensiero che abbiamo oggi, ma sarebbero rimasti in uno stato molto più ottuso. Questi esseri hanno acquisito uno stato più cosciente lasciando che da un lato il corpo si deteriorasse, per raffinarlo in materia cerebrale, e dall’altro in modo da poter raggiungere una coscienza superiore. Così furono in grado anche allora di elevarsi ad una certa altezza spirituale. Un risultato particolare dell’evoluzione della razza atlantidea fu la formazione di una memoria fenomenale.

Dopo la scomparsa di Atlantide - per mezzo dell’acqua - si è sviluppata come una continuazione successiva alla nostra quinta razza attuale, che come una conquista speciale ha formato l’intelletto combinatorio, che le permette di portare l’arte e la scienza al suo massimo sviluppo, cosa che non era possibile prima. Nella quinta sotto-razza del quarto ciclo, l’uomo raggiunge il culmine: la padronanza dello spirito, che è sceso nella materia, per essere portato di nuovo a stadi sempre più alti. Abbiamo visto come il cosmo si sia sviluppato in una successione ritmica di stadi fino al punto in cui ci troviamo oggi. Nei cicli precedenti si sono sviluppati:

1° il regno minerale,

2° il regno vegetale,

3° il regno animale,

e poi 4° l’uomo.

La cosmologia teosofica è un edificio autonomo scaturito dalla saggezza dei veggenti più evoluti. Se avessi un po’ più di tempo, sarei in grado di mostrarvi come proprio certi fatti della scienza naturale ci spingono a testimoniare questa visione del mondo dall’interno della scienza. Guardiamo, per esempio, i famosi alberi genealogici di Haeckel, in cui tutta l’evoluzione è interpretata in termini puramente materialistici. Ma se invece della materia, invece del cristallo, si prendessero gli stati spirituali come li descrive la teosofia, allora si potrebbero fare gli alberi genealogici come li ha fatti Haeckel* - solo che la spiegazione sarebbe diversa.

Affinché non confondiate ciò che ho detto con ciò che viene descritto in alcuni libri teosofici come i vari stati astrali o fisici, richiamo la vostra attenzione su quanto segue: l’evoluzione è spesso descritta attraverso una giustapposizione; trovate delle sfere affiancate, così che sembra che la vita sia passata da una sfera all’altra. Ma in realtà esiste solo un’unica sfera, cambia solo il suo stato. È sempre la stessa sfera che sperimenta le varie metamorfosi: spirituale, astrale, fisica e così via.

Così abbiamo visto che il punto di partenza* che abbiamo tratto dalle parole di Goethe è pienamente giustificato, le parole che alla fine sia l’uomo che appare, per così dire, come un traguardo, come un obiettivo del Pianeta Terra sono fondate.

L’occultista sa che ogni pianeta ha il suo compito specifico. Niente è accidentale in tutto il cosmo. Che ciò che nasce per noi esseri umani raggiunga il suo scopo, questo è il compito dell’evoluzione fisica. Non troverete un essere umano come quello di oggi su nessun altro pianeta. Esseri sì, ma non umani. Il fatto che l’uomo possa nascere come un essere cosciente nell’Io è ciò a cui serve la Terra. Attraverso i primi quattro cicli si sono sviluppati i regni della natura, per fare dell’uomo nel quarto un essere autocosciente, che possa riflettersi coscientemente nel corpo. Ora continuerà ad ascendere a stati superiori di cui pochissimi possono formarsi una concezione adeguata*. Nel prossimo, il quinto ciclo, il regno minerale scomparirà del tutto. Tutta la materia minerale sarà stata trasformata in materia vegetale. Tutto vivrà nel pensiero vegetale in termini occultistici. Poi anche il regno vegetale raggiungerà il suo coronamento, e nel prossimo ciclo il regno animale formerà il regno più basso. Nel settimo ciclo l’uomo avrà raggiunto l’apice della sua evoluzione, allora sarà quello che deve diventare nella sua evoluzione planetaria.

Chi capisce questo processo può di nuovo avere una visione profonda dei documenti religiosi. C’è stato un tempo in cui gli uomini credevano nei documenti religiosi come bambini. Poi venne il tempo dell’Illuminismo, in cui non si credeva più a nulla, e ora viene un tempo in cui gli uomini impareranno di nuovo a comprendere le immagini conservate per noi nei documenti religiosi, nelle fiabe e nelle favole. Così abbiamo i sette cicli come i sette giorni della creazione nella Bibbia. I primi tre giorni della creazione sono passati, ora ci troviamo nel quarto, gli ultimi tre devono ancora venire. I primi tre giorni della creazione nella Genesi rappresentano i cicli che sono passati, e negli ultimi tre è implicito ciò che verrà in futuro.

Correttamente inteso, Mosè vuole dire, con la descrizione del quarto giorno della creazione, che viviamo nel quarto ciclo, descrivendo anche in particolare il quarto giorno della creazione. Ecco perché si trova una duplice creazione nella Genesi*. Chi misura la Bibbia solo con la mente non potrà mai capire questo assunto. L’uomo del settimo giorno della creazione non è ancora stato creato. Che l’uomo sia fatto di argilla e fango è emblematico del nostro quarto ciclo. La duplice creazione ci parla in forma figurativa di ciò che è stato creato, dello stato in cui siamo ora e dello stato alla fine del settimo ciclo. Quando guardiamo ciò che è stato tramandato attraverso la Bibbia in questo modo, improvvisamente emerge un significato da questi documenti che non avremmo potuto sospettare prima. Ora, finalmente, l’umanità vedrà che c’è un significato in essi così profondo che è quasi necessario diventare un uomo diverso per capirlo. È necessario che nel tempo presente il significato alto e spirituale di questo antichissimo documento sia reso nuovamente accessibile agli uomini, e questo è il compito del Movimento Teosofico, che non vuole censurare il materialismo del nostro tempo, perché lo considera come qualcosa di necessario, ma sta lavorando affinché gli uomini riconoscano di nuovo il significato spirituale di questi documenti. [Lavoreremo su questo (tema) anche nel prossimo inverno]. Tra le conferenze del ciclo, questa di oggi è l’ultima.

6°L'Evoluzione Planetaria - Prima Conferenza

Berlino, 17 Ottobre 1904

Dobbiamo tener conto che il microcosmo ha una certa relazione con il macrocosmo. L’uomo, come ci appare attualmente, è una specie di essere doppio, corpo e anima all’esterno, e all’interno lo spirito che si sta formando fin dalla metà dei tempi lemuriani. L’anima e il corpo sono involucri dello spirito, che è in fase di evoluzione. A poco a poco, l’uomo diventerà sempre più spirito. L’anima è il mediatore tra il fisico e lo spirito.

Senza che l’attuale uomo spirituale abbia potuto aiutare la costruzione, moltitudini di Esseri sublimi hanno costruito questo organismo fisico-animico. Esso è costruito in modo saggio. L’apparato fotografico più avanzato sarebbe un gioco da ragazzi rispetto alla saggezza dell’occhio, o la costruzione di un pianoforte rispetto alla saggezza dell’orecchio. Il sistema osseo è costruito nel modo più saggio che si possa immaginare. Ogni osso è composto da un numero incalcolabile di piccole travi che si sostengono a vicenda. Tale saggezza è molto più profonda di tutta la saggezza a cui l’essere umano sia potuto arrivare nella sua creazione esteriore. Come ci appare l’uomo nella sua dualità? Secondo i suoi involucri come una struttura compiuta, secondo il suo spirito come l’inizio di un processo evolutivo graduale.

Due schiere di sublimi costruttori di mondi* lavorano sull’essere umano, alternandosi gradualmente nel loro compito. La caratteristica fondamentale di queste due schiere è la saggezza. Una schiera di saggi costruttori di mondi ha iniziato il suo lavoro nel bel mezzo dell’era lemuriana, quando l’uomo cominciò a sviluppare il suo spirito, passando il loro incarico a coloro che ora aiutano l’uomo a guidare il suo spirito attraverso le incarnazioni. Questi saggi costruttori del mondo hanno costruito l’uomo come un microcosmo, evolvendosi a loro volta, perché tutto nel cosmo è in evoluzione*.

Costoro hanno imparato il loro compito sulla [vecchia] Luna, passando attraverso il più alto grado evolutivo che fosse possibile raggiungere sulla Luna, per intraprendere la costruzione del corpo sulla Terra. In loro la qualità successiva più elevata, l’amore si è sviluppata durante la metà del periodo lemuriano. Il loro Manas era perfetto sulla Luna; ora sono saliti al Buddhi. L’amore è la forma esteriore, macrocosmica, del Buddhi. Questi saggi costruttori avevano imparato tutto quello che c’era da apprendere sulla Luna, quindi erano adatti a costruire i meravigliosi edifici del microcosmo. A metà del periodo lemuriano essi svilupparono il loro Buddhi, come prima sulla Luna avevano sviluppato il loro Manas. Da quel momento in poi, la razza umana non è stata più costruita dall’esterno dalla saggezza, bensì è stata ulteriormente guidata dall’amore. Il perfezionamento attraverso l’amore è il nuovo compito che le entità macrocosmiche hanno assunto. Tuttavia, ogni evoluzione superiore può essere raggiunta solo se altre entità rimangono indietro. Una schiera di entità è rimasta indietro nella sua evoluzione sulla Luna.

Queste entità sono quindi entrate nella fase evolutiva terrena in uno stato latente, e solo ora possono svilupparsi ulteriormente nel Manas individuale. Fu solo molto gradualmente che poterono emergere. Questi esseri sono considerati come Esseri di Saggezza, la loro essenza può essere chiamata esotericamente principio luciferico. Come leader dell’intelletto umano, Lucifero interviene, attraverso questi esseri, ora sempre di più, mentre l’altra schiera è costituita dalle guide dell’amore.

Pensiamo al prossimo stadio di sviluppo planetario, lo stadio di Giove. Tutto ciò che è minerale sarà allora scomparso, sarà stato assorbito. La saggezza sarà stata completamente trasformata in amore. La conseguenza sarà - perché il macrocosmo è amore - che il corpo astrale potrà allora raggiungere il suo massimo sviluppo. Il regno vegetale sarà allora il più basso, e l’uomo avrà un corpo astrale così morbido che l’astrale sarà plasmante, sarà legge naturale. Il karma sarà allora finito e l’amore avrà un’esistenza reale. La conseguenza sarà che tutto ciò che l’essere umano prova sarà direttamente espresso nel mondo plastico. L’uomo sarà un’impronta del suo conto karmico e si riconoscerà allora quale karma che egli porta con sé. L’amore avrà un’esistenza diretta, proprio come la legge naturale ora. Quindi, in questo quinto stadio, il Buddhi sarà espresso.

Al sesto stadio, l’Atma macrocosmico sarà espresso. Il Sé divino sarà lì immediatamente, esprimendosi nella materia manasica … [lacuna nella registrazione].

Oggi la parola è possibile solo fisicamente, nella parola espressa. Nel sesto stadio la parola fluirà direttamente nel mondo e sarà un essere che suona. Allora l’uomo diventerà un suono. Questo è anche ciò che l’autore del Vangelo di Giovanni intende con il termine Logos. E, come per tutto quello che dovrà essere in futuro, tutto si evolve in anticipo per prendere il comando, così ora in Cristo, il Verbo si è fatto carne. Nel sesto stadio l’umanità sarà il Verbo fatto suono.

Se vogliamo capire la posizione del principio spirituale dell’evoluzione, dobbiamo rilevare un evento significativo nel tempo della razza radice di Atlantide. Quelli che all’inizio [i saggi] erano esseri spirituali, ora apparivano come i rivoluzionari, come i ribelli, che ora volevano conquistare la loro indipendenza. Le Sura, fino a quel momento latenti sulla Terra, divennero ora Asura. Si tratta di quei poteri che, nell’epoca attuale, rappresentano il lato intellettuale e spirituale dell’umanità.

Di ciò esistono due documenti*, uno in Vaticano, e una copia è in possesso del cristiano più iniziato dell’Occidente: il conte di Saint Germain.

Questa natura di Lucifero è quella che anche il cristianesimo ha rappresentato nei primi secoli. In origine Lucifero aveva una posizione amica dell’uomo, solo gradualmente si è trasformato in una specie di nemico nella tradizione cristiana.

L’evoluzione consiste quindi nel fatto che le correnti nell’universo non si sviluppano alla stessa velocità. Alcune cose devono precedere, altre devono seguire successivamente. Ciò che rimanere indietro di alcune correnti evolutive dà luogo a interessi contrastanti nel mondo. Si tratta di un’importante legge occulta. Gli scritti teosofici hanno presentato certe evoluzioni in ordine discendente e ascendente.

Abbiamo sette pianeti, ognuno con sette cicli di sette stati di forma, per un totale di 343 stati. Questi danno, arrivati a metà, circa quello che cade a metà del periodo atlantideo. L’ascesa inizia dunque con l’intervento del principio luciferico. Durante la discesa, l’evoluzione è in ritardo; mentre durante l’ascesa, diventa sempre più veloce. Questa evoluzione accelerata, tuttavia, non è legata all’intero piano fisico, ma ai singoli esseri. I Signori della Saggezza erano in evoluzione ascendente all’inizio. La metà dell’evoluzione atlantidea è stata per loro un punto culminante. Per quanto riguarda l’amore, sono ad un inizio; essi cesellano l’amore nel macrocosmo, ma sono in linea discendente e in ritardo, mentre i Signori del principio luciferico sono nel loro sviluppo ascendente, quindi l’intelletto aumenta molto rapidamente, ma la nobilitazione attraverso l’amore al contrario progredisce molto lentamente. Esempio: il pianista che costruisce un pianoforte con il più grande amore è del tutto fuori posto in una sala da concerto; nella sala da concerto deve essere invitato il perfetto virtuoso del pianoforte. Se il primo, nella sala da concerto volesse martellare con lo stesso amore del virtuoso, ne risulterebbe una disarmonia.

Così, due correnti devono sempre compenetrarsi. L’interazione di due correnti che sono perfette di per sé dà origine al male relativo. Gesù dice: Perché mi chiamate buono? Nessuno è buono tranne il Padre. Niente di ciò che è nel mondo è buono, solo il principio iniziale, il Padre. Così, nelle schiere di conduttori del mondo, le qualità divine atma-buddiche si formano a livello del macrocosmo, è lì che si formano le qualità di Dio.

7°L'Evoluzione Planetaria - Seconda Conferenza

Berlino, 19 Ottobre 1904

Abbiamo lasciato l’evoluzione dell’uomo al punto in cui entra in quello che si chiama il regno minerale. L’uomo è ora un essere minerale. Fin dalla metà dei tempi lemuriani si formò nell’uomo un cervello. Così il regno minerale raggiunse le più alte capacità con la formazione del cervello e l’intellettualità che vi prese posto. Questa discesa dell’uomo al regno minerale fu possibile solo perché nei tempi passati della sua evoluzione egli era transitato attraverso i tre regni precedenti, il primo, il secondo e il terzo regno elementare*. Prima di passare attraverso i tre regni elementari, l’uomo era pura Monade, puro Spirito: Atma, Buddhi, Manas. Poi scese, attraverso i tre regni elementari, nel quarto regno elementare, il minerale appunto. Chi ha partecipato a questa trasformazione?

Furono i cosiddetti Dhyani della Saggezza a lavorare a questo modellamento componendo il corpo dall’esterno in forma minerale, e solo quando il cervello fu completato, il flusso evolutivo ha potuto continuare dall’interno. Se ora, in questo momento, gli Esseri dhyanici di Saggezza avessero continuato a lavorare dall’esterno, allora l’uomo sarebbe diventato ancora più duro del regno minerale. Egli non avrebbe avuto nessuna interiorità, nessuna spiritualità per opporsi all’indurimento materiale, e sarebbe stato perso alla vita cosmica; cadendo come una scoria nell’evoluzione, buttato fuori dalla serie dei regni della natura. Senza l’intervento della vita spirituale dall’interno, sarebbe sorto un mondo di croste umane completamente pietrificate ed incapaci di evoluzione. Un mondo così rigido cade fuori dalla serie dei regni. Nell’occultismo, questo mondo ipotetico è chiamato "ottava sfera"*.

Poiché i Dhyani della Saggezza erano in ritardo, avrebbero condotto l’uomo in un vicolo cieco. Ora i Dhyani ascendenti, prima arretrati, si impadronirono di lui. Questo principio spirituale ha preso possesso dell’uomo, che era sul punto di indurirsi, per spiritualizzare la sua evoluzione. I Dhyani che lavoravano dall’interno si sforzavano di spiritualizzare l’uomo sempre di più, in modo che solo la saggezza sarebbe venuta. L’uomo si trovava in quel momento di fronte a due strade, o cadere nell’ottava sfera o spiritualizzarsi completamente. Entrambe avrebbero portato a qualcosa di diverso da quello che è l’umanità attuale, o alla scomparsa dell’uomo nell’ottava sfera o alla sua costante spiritualizzazione. Queste due correnti hanno lavorato l’una contro l’altra dalla metà dei tempi lemuriani e la situazione sarebbe rimasta tale se non fosse stato per l’incorporazione del Buddhi, dell’Amore, da parte degli Esseri dhyanici che costruirono l’uomo dall’esterno e l’avrebbero condotto ulteriormente nell’ottava sfera. (Nelle note di Marie Steiner von Sivers questa frase si legge in questo modo: Questo sarebbe rimasto tale se gli Esseri dhyanici dell’Amore non si fossero incarnati per permeare d’amore anche la materia). In questo modo hanno salvato dal declino il lato materiale dell’uomo. Gli altri si uniscono come una terza corrente; lavorando dall’esterno. Poiché le tre correnti si interconnettono, una parte della materia, il regno minerale, diventa l’essere umano tripartito che è allo stesso tempo materiale, animico e spirituale - corpo, anima, spirito. Ciò che non può essere trasportato a causa dell’ineguaglianza delle correnti diventa propriamente una scoria, quale è la Luna [attuale], che è un pezzo dell’ottava sfera, una scoria appunto. Nella Luna vediamo un simbolo preliminare di ciò che i primi Dhyani avevano potuto realizzare, in modo che quelle Entità dhyaniche, che hanno finora modellato la forma dell’uomo, sono simboleggiate nella loro attività nella Luna. Insieme sono chiamate dall’esoterismo ebraico Yahweh o Jehovah, il Dio della saggezza macrocosmica, il Dio della forma. Ecco perché H. P. Blavatsky chiama Geova una divinità lunare, cioè una divinità della forma. In "Buddhismo Esoterico" [di A.P. Sinnett] la Luna viene considerata facente parte dell’ottava sfera, ma rappresenta soltanto un pezzo di essa, un simbolo di ciò che l’uomo sarebbe nell’ottava sfera. Yahweh è l’Elohim del quarto ciclo, il Signore della Forma, della Saggezza, il quarto Elohim.

Dalla metà del quarto ciclo opera il Signore dell’Amore: il Cristo, l’Amore del mondo, il secondo Logos. Il Signore della Forma, il quarto Elohim, era la Sapienza, il terzo Logos; Geova è lo Spirito del terzo Logos. Il Principio Cristico, il Principio dell’Amore, è iniziato spiritualmente nel mezzo dei tempi lemuriani, nello stesso momento in cui è intervenuto Lucifero.

Dobbiamo imparare la differenza tra ciò che è fugace e ciò che è eterno. Nella scultura greca, per esempio, sono state create opere grandi e meravigliose, ma a un certo punto queste saranno tutte perite. Se le opere fossero un tutto, si dovrebbe dire che sono fugaci, poiché tutto sul piano fisico è fugace. Ma il lavoro dell’artista sul piano fisico porta nella sua mente qualcosa di eterno che non ci sarebbe se non avesse lavorato sul piano fisico. L’assorbimento della prestazione su un piano inferiore è la capacità dell’essere su un piano superiore; questa è l’evoluzione. È solo attraverso l’incarnazione che l’uomo ottiene un arricchimento dello spirito che altrimenti non avrebbe. Questo è il significato del fugace per l’eterno.

La cosa più minerale dell’essere umano è il suo sistema osseo. Questo ha una forma perfetta nell’attuale essere umano fisico. Nella futura evoluzione della Terra, la digestione, il cuore e così via diventeranno sempre più organi e funzioni perfette, ma non il sistema osseo, che gradualmente scomparirà. Rimanere fermi nel fisico attraverso il sistema osseo è importante. Ciò che l’uomo acquisisce in questo tempo lo porta con sé. Il fatto che le ossa di Cristo non furono rotte significa che ciò che era in lui dal mondo minerale non doveva essere distrutto, doveva rimanere intatto.

I simboli dei Misteri furono allora vissuti esteriormente per la prima volta.

Nella quarta sotto-razza della quinta razza-radice, l’incarnazione di Cristo è uno degli eventi cosmici più importanti. I precedenti fondatori della religione erano Maestri di Saggezza, Cristo è il Maestro dell’Amore.

Panoramica delle sotto-razze della quinta razza radice:

1a sotto-razza: gli Indiani, la razza della spiritualità.

2a sotto-razza: i Persiani (religione Zarathustra), la razza delle fiamme.

3a sotto-razza: i Caldei, gli Assiri, i Babilonesi, gli Egizi, i più antichi Greci, i Romani, i Celti. Rimangono Zeus e gli eroi Eracle, Teseo, Giasone, che sono eroi del Sole della terza razza. La razza delle stelle.

4a sotto-razza: i popoli greci e latini successivi, la razza della personalità.

5a sotto-razza: le nazioni germaniche, anglosassoni, che fanno della personalità la personalità libera, che conquista il mondo, chiamata la razza del mondo.

6a sotto-razza: la razza slava.

7a sotto-razza: i popoli americani. Razza di egoisti*.

8°L'Evoluzione Planetaria - Terza Conferenza

Berlino, 22 Ottobre 1904

Ci sono tre termini che vogliamo conoscere. Dobbiamo immaginare che ogni essere nell’universo sia composto da tre parti, proprio come l’essere umano. Ma non abbiamo bisogno di conoscere tutte e tre le parti di tali esseri. Tuttavia esse sono presenti per ogni essere:

1. coscienza,

2. vita,

3. forma.

Se guardiamo gli esseri sulla nostra Terra, troviamo che hanno tutti la forma di quello che chiamiamo il regno minerale. Nel mondo terreno non c’è altra forma per l’essere umano. Questa forma del regno minerale può essere solo innalzata animandola, e ogni essere può ottenere un centro solo se la vita diventa cosciente. Quindi, forma, vita e coscienza sono i tre princìpi di ogni essere*. Di conseguenza, l’essere umano è composto da corpo, anima e spirito. Sappiamo che l’anima sporge nel corpo e forma così il corpo dell’anima. Questo viene riempito, per così dire, con la vita del sentimento. Il principio superiore si integra sempre con quello inferiore e il principio inferiore ha vita attraverso il principio superiore che si integra in esso. L’anima ha coscienza perché lo spirito è integrato nell’anima cosciente. Così l’uomo è triplice nel suo essere - come forma, vita e coscienza.

Se ci si immagina le varie entità del mondo, si può dividerle di nuovo in tre tipologie secondo questa definizione:

1. le entità in cui la forma è superiore alle altre due, vita e coscienza,

2. la coscienza della vita e della forma può prevalere,

3. tutti e tre possono essere in equilibrio.

Ora si chiama il nostro ciclo:

1. Esseri in cui predomina la coscienza: i Dhyani. Hanno una coscienza potente.

2. Esseri in cui coscienza, vita e forma sono in equilibrio, chiamati esotericamente sostanze.

3. Esseri in cui la forma è prevalente, gli esseri elementari.

Nelle "sostanze" c’è una certa relazione tra i Dhyani e gli esseri elementari. L’uomo era nello stato di sostanza quando è uscito dallo stato di essere elementare unendosi all’anima. Lì, gli esseri umani erano, per così dire, solo modelli, solo forme. A quel tempo l’uomo era qualcosa di simile ad una sfera splendidamente brillante, circondata dalla sua anima. A metà del periodo lemuriano, l’essere umano era "sostanza". Ora l’uomo è andato oltre il semplice grado di sostanza. È sul sentiero dell’evoluzione dhyanica. Nel linguaggio esoterico, ciò che era maturo nell’epoca lemuriana prende possesso di questi corpi denominandosi "essere umano".

Ora ci chiediamo che cosa siano in grado di fare questi tre tipi di entità. In primo luogo, prendiamo quelle in cui predomina la coscienza. Esse hanno una coscienza completa, più completa della loro stessa vita e forma. Questo permette loro di esercitare il potere su altre vite e su altre forme. Nell’esoterismo cristiano tali esseri sono chiamati Angeli dei tempi orbitali. Come può un pianeta muoversi intorno al Sole essendo guidato da un Angelo dei tempi orbitali? Questi sono i Dhyani planetari o Spiriti planetari. Così anche la nostra Terra ha il suo Angelo dei tempi orbitali, il suo Dhyan terrestre.

Vi ricordo qui lo Spirito della Terra nel "Faust" di Goethe*; il suo corpo è l’intera materia astrale della Terra. L’uomo si trova sulla strada per diventare uno Spirito planetario. Per il momento, però, non è che l’immagine minerale della Divinità, perché deve ancora sviluppare il suo essere astrale, rupa-mentale e arupa-mentale. Poi, alla fine del settimo ciclo, egli potrà diventare un Angelo dei tempi orbitali. Allora il supremo Dhyan-Chohan gli dirà: Tutti gli animali e le piante sono dati a te, ciò avverrà il 7° giorno della creazione, quando l’uomo diventerà un Dhyan-Chohan, uno Spirito del mondo Dhyan (Chohan = Spirito del mondo).

In secondo luogo le entità in cui forma, vita e coscienza sono in equilibrio esercitano il potere sulla forma e sono esse stesse guidate dalla loro coscienza. Gli esseri di questo tipo che conosciamo sono esseri umani fino ad un certo livello, sviluppandosi per liberarsi sempre più dall’essere dominati dalla loro forma e dalla loro natura inferiore e lottando verso l’alto, verso la coscienza.

In terzo luogo gli Spiriti elementari sono quegli esseri in cui la forma è più potente della vita e della coscienza, la cui forma deve quindi essere dominata dalla coscienza e dalla vita. Sono l’esatto opposto degli Esseri dhyanici. Questi possono controllare più della loro forma e vita. Con gli Spiriti elementari la forma è più ampia della vita e della coscienza. Essi esigono quindi un’altra vita e un’altra coscienza per dominare la loro forma. Cioè, lo Spirito elementare deve impossessarsi di un’altra vita e di un’altra coscienza per usarla per sé.

Pertanto, il ritardatario è colui che trattiene l’altra vita e l’altra coscienza. Così gli Spiriti elementari sono i veri e propri esseri che limitano l’evoluzione. Tutte le entità parassite sono dominate da tali Spiriti elementari. Sono quelle entità per noi esseri umani che nell’epoca lunare erano già perfezionate nel loro genere, per cui in loro prevale la forma. Ora stanno defluendo e si trovano in una evoluzione discendente.

Gli animali, per esempio, che portano uno scheletro all’esterno e che sono avvolti nel loro scheletro, si sono spinti oltre l’evoluzione. Il loro sviluppo interno si è dissolto, ed è stato circondato dall’esterno da uno strato corneo (vedi coleotteri e insetti), che essi preparano per la discesa nell’ottava sfera. Anche la vecchia Luna aveva un’ottava sfera, una Luna secondaria. Questi esseri sono allora pronti, hanno superato la loro evoluzione ed ora sono come un frutto troppo maturo. All’ottava sfera appartengono, per esempio, i ragni, e tra le piante il vischio. Goethe attribuisce quindi il regno dei ragni e delle mosche a Mefisto*. Tutto ciò che è parassitario è un’espressione esterna degli esseri elementali che vivono sul piano astrale. Prima, l’uomo stesso era un essere elementale. Non tutto ciò che è fisico nell’essere umano è destinato ad essere redento. Dall’essere umano rimane una scoria. Questa scoria è costantemente presente in lui, quindi è sotto l’influenza degli esseri elementari astrali; l’essere elementare corrispondente è attaccato a lui. L’essere umano è dunque in costante contatto con ciò che è per lui un nemico ostacolatore, un disturbatore della sua evoluzione. Nella mitologia tedesca, le entità che si attaccano all’essere umano sono chiamate Alben, esse appaiono in una forma indefinita nel cosiddetto incubo. Questi sogni si manifestano in modo tale che si crede che un essere sia seduto sul proprio petto. Quando si inizia a vedere astralmente, si notano prima questi esseri ("L’abitante della soglia" [The Dweller on the Threshold] nel romanzo "Zanoni" di Bulwer*). Essi sono il riflesso della conoscenza astrale dell’uomo con il suo incubo, la difesa dell’uomo contro il suo nemico. L’essere è la proiezione di un essere astrale in noi stessi. È il [piccolo] guardiano della soglia. L’uomo che non riesce a superare la paura del nemico interiore di solito torna indietro una volta giunto alla porta dell’iniziazione.

Nel regno superiore del piano astrale, è [l’immagine della] Sfinge* che deve essere gettata nell’abisso prima di poter progredire. L’essere umano che deve evolversi si avvicina a questo momento. Ma non tutti gli esseri umani hanno il compito di attraversare tale fase di evoluzione allo stesso modo. È possibile che l’essere umano venga condotto attraverso di essa come se fosse bendato. Tuttavia, sviluppando la nostra natura morale possiamo superare questa fase, elevando in anticipo la nostra natura morale prima che si possa vedere nel mondo astrale, l’apparizione del Guardiano della Soglia, così essa apparirà meno spaventosa. Nella razza atlantidea sono soprattutto i Turani ad essersi dati alla magia nera e ad aver conosciuto al massimo grado il mondo elementale. Per attrezzare meglio l’uomo alla lotta, nelle scuole occulte si pone ora l’accento sulla pratica della virtù della devozione, dell’altruismo e dell’educazione morale. Tutti gli occultisti che rimangono ambiziosi, vanitosi ed egoisti conoscono in modo terribile queste forze ritardanti dell’evoluzione, che agiscono più fortemente su di loro.

Bisogna amare l’insegnamento, essere modesti, umili, devoti, per essere sicuri di poter superare questa lotta. L’evoluzione è ritardata e trattenuta dagli Esseri elementari, mentre è accelerata dagli Esseri dhyanici.

9°L'Evoluzione Planetaria - Quarta Conferenza

Berlino, 25 Ottobre 1904

Poiché tutta l’evoluzione procede in tre princìpi: coscienza, vita e forma, e ogni essere deve passare molte volte attraverso questi tre princìpi, dobbiamo sapere esattamente di quali stadi di coscienza, vita o forma possiamo parlare. Di questi siamo in grado di conoscerne sette. I sette stadi della coscienza sono:

1. il cosiddetto stato di trance della coscienza, chiamato anche trance profonda,

2. il sonno senza sogni,

3. il sonno onirico,

4. lo stato di veglia o coscienza dell’oggetto,

5. lo stato psichico o la consapevolezza dell’immagine cosciente,

6. lo stato iper-psichico o la vita cosciente,

7. lo stato spirituale = autocoscienza omnicomprensiva.

Il primo, lo stato di trance, si distingue per il fatto che è una coscienza totale. In termini di vastità è la coscienza più omnicomprensiva, ma d’altra parte è limitata dalla sua torbidità; è lo stato più ottuso di coscienza.

Un essere della nostra Terra posto in questo stato di trance percepirebbe i movimenti dei pianeti, le forme minerali, le forme dei cristalli e così via, ma le piante, gli animali e la vita umana non esisterebbero per questo essere. Oggi, se questo stato di trance è indotto, l’essere è in grado di vedere le cose del cosmo, ma non la vita degli esseri viventi fisici. Oggi, quando la trance entra in uno stato patologico o quando questo stato viene indotto, coloro che vi si trovano cominciano a descrivere catene di mondi e simili, a volte in modo confuso, e a volte producendo strane cose molto simili agli insegnamenti teosofici. È un’omniscienza molto estesa, ma troppo ottusa per afferrare gli esseri realmente viventi e senzienti.

Il secondo stato di coscienza è quello che chiamiamo lo stato di sonno senza sogni. Il modo in cui l’essere umano attraversa lo stato di sonno è generalmente così noioso che la maggior parte delle persone si sente come se fosse incosciente. È una coscienza meno ottusa della precedente, ma più ristretta. Coloro che passano attraverso questo stato percepiscono ciò che accade nel regno minerale, vegetale, animale e così via, ma il mondo del sentimento e del pensiero non sono presenti. I sonnambuli di questo grado producono disegni straordinari in arabeschi, ma non hanno la capacità di progettare sistemi mondiali.

Il terzo stato è il sonno onirico, lo stato di sogno conosciuto dall’uomo. Il più delle volte l’uomo non è consapevole della connessione tra i suoi sogni e i processi del mondo. Questa coscienza del sogno-sonno non è completa, ma riflette l’inorganico, il minerale così come il vegetale e l’animale. In questi sogni chi non è evoluto vede spesso i riflessi delle proprie passioni e la sua natura animale.

Nel quarto, lo stato di veglia, lo stato di coscienza più vicino ma anche più chiaro, si percepisce il regno minerale, le piante, gli animali, gli esseri umani, ma solo nella loro esteriorità, nella loro forma, non nella legge, non nel sentimento. Nello stato di veglia l’uomo deve prima costruire secondo un suo gesto esteriore.

Seguono gli stati superiori di coscienza, in cui si conserva la chiarezza luminosa della coscienza fisica.

Il quinto stato, la coscienza psichica, si espande e si estende nel mondo astrale. In esso si vedono direttamente i sentimenti. Per esempio, non si vede solo la faccia arcigna di una persona, bensì direttamente il suo sentimento.

Il sesto stato è la coscienza iperpsichica. In questo stato l’essere umano può percepire tutto ciò che è vivo oltre a tutto ciò che è kamico, vedendo il principio della crescita, della vita stessa.

Il settimo stato è la coscienza spirituale: in esso l’uomo percepisce tutto ciò che accade nel cosmo in una coscienza chiara e luminosa.

Poi abbiamo i sette stadi evolutivi della vita; questi li chiamiamo:

1. il primo regno elementare,

2. il secondo regno elementare,

3. il terzo regno elementare,

4. il regno minerale,

5. il regno vegetale,

6. il regno animale,

7. il regno umano.

Se vogliamo caratterizzare questi stadi in modo simile agli stati di coscienza prima analizzati, possiamo dire: il primo regno elementare è il più soggettivo. Il secondo ambito elementare è già meno soggettivo. Il terzo regno elementare è ancora meno soggettivo. Possiamo distinguere tre gradi di soggettività nei tre regni elementari. Dove inizia a diventare oggettivo, cioè, dove agisce in modo tale che non sia solo visto dall’interno, bensì anche dall’esterno, diventa il regno minerale. Nel primo regno elementare, l’essere si afferma verso l’esterno. Nel secondo regno elementare, la vita si afferma verso il mondo esterno. Nel terzo regno elementare, la percezione o coscienza si spingono verso l’esterno. Nel quarto, il regno minerale, l’essere è diventato oggettivo (4° stadio della vita). Il regno vegetale: qui la vita è diventata oggettiva (5° stadio della vita). Il regno animale: qui la percezione e la coscienza sono diventate oggettive (6° stadio della vita). Nel regno umano tutti e tre i gradi diventano oggettivi (7° stadio della vita).

La coscienza e l’ego sono allora entrati completamente nell’oggettività. Così la vita si evolve attraverso i sette regni, ma anche la forma passa attraverso sette stadi.

Questi sono:

1. La forma arupica, la forma nella sua primissima apposizione, dove non è ancora una forma effettiva, ma già spinge verso l’esterno.

2. La forma rupica, la forma spirituale, la suggestione più delicata di una forma esterna.

3. La forma astrale, che comincia a diventare visibile all’esterno.

4. La forma fisica.

5. La forma plastica, che non è più rigida, ma si afferma dall’interno, in cui la vita spinge verso l’esterno nella forma.

6. La forma intellettuale, che è diventata ancora più mobile, in cui lo spirito spinge verso l’esterno.

7. L’archetipo, la forma archetipica. Questa forma si padroneggia assolutamente, è completamente mobile in se stessa. Tutto spinge verso l’esterno, essa può formare un tutto, e tutto è attivo.

Se ora vogliamo considerare l’evoluzione di qualsiasi essere, dobbiamo avere chiaro che deve passare attraverso tutte queste fasi di coscienza, di vita e di forma, nel modo seguente.

Ogni essere deve passare attraverso i sette stadi di coscienza, e ogni stadio di questo stato di coscienza, nelle sue varie forme e nei libri di testo teosofici, è chiamato un sistema planetario. Un essere passa attraverso un sistema planetario, cioè: si metamorfosa in questi sette stati di coscienza. Ora l’essere umano passa attraverso lo stato di coscienza sveglia; lo chiamiamo lo stato terrestre. Prima di questo, l’uomo ha attraversato lo stato di coscienza del sogno. A quel tempo viveva nella fase di sviluppo lunare. Si dice: l’uomo ha completato la Luna nel suo sviluppo. In ogni stato di coscienza l’uomo deve passare attraverso tutti i regni, cioè attraverso tutti gli stati di vita. Così, come, sulla Luna, passò attraverso il primo, il secondo e il terzo regno elementare, così passerà attraverso gli altri quattro regni, in modo onirico-consapevole. Poi ha dovuto passare attraverso le sette fasi della vita sulla Terra. Attualmente, l’uomo si trova nel sistema planetario della Terra, cioè nello stato di veglia, nello stadio medio della vita, il regno minerale. Nella forma l’essere umano è ora fisico (quarto globo o quarto stato di forma); nella vita minerale (quarto giro); nella coscienza sveglia (quarto sistema planetario).

Il passaggio di un essere attraverso uno dei regni della vita si chiama ciclo. Ci sono sette cicli per ogni sistema planetario. L’uomo è al quarto ciclo sulla Terra. In questo si porta a termine lo sviluppo minerale, nel quinto ciclo lo sviluppo vegetale, nel sesto ciclo quello animale, nel settimo ciclo la coscienza umana.

Ogni essere deve passare attraverso tutte e sette le forme in ognuno di questi sette regni, prendendo qualsiasi forma. Diventa prima arupico, poi rupico, poi astrale, poi fisico, poi plastico, poi intellettuale e infine primordiale. Queste sette metamorfosi della forma furono chiamate i sette globi nei primi tempi dello sviluppo della dottrina teosofica:

l a metamorfosi arupica il primo globo,

la metamorfosi rupica il secondo globo,

la metamorfosi astrale il terzo globo,

la metamorfosi fisica il quarto globo,

la metamorfosi plastica il quinto globo,

la metamorfosi intellettuale il sesto globo,

la metamorfosi primordiale il settimo globo.

Questi sette globi non sono in realtà globi separati; il processo oggettivo non è tale che si lascia un globo e si arriva a un altro, piuttosto i globi insieme formano una sfera in cui questi diversi stati di forma si compenetrano e su cui lo stesso essere passa attraverso sette metamorfosi. Questo sviluppo degli stati di forma nel linguaggio esoterico più antico è chiamato stato di fase. Ciò è collegato a qualcosa che può essere descritto dal seguente filone di pensiero.

Pensiamo a un essere che vede fisicamente, e immaginiamo che tutti questi stati siano perpetuamente presenti nel mondo. Mentre l’uomo si trova sul proprio livello, gli altri esseri si trovano in altri stadi di sviluppo. Nel linguaggio esoterico, questo è chiamato l’inizio di una forma superiore di spazio. L’esoterista chiama questa regione la regione della permeabilità. Già nell’astrale due esseri possono penetrare l’uno nell’altro. Bisogna sviluppare un sentimento in se stessi della regione della permeabilità, della penetrazione del nostro mondo da parte di un altro. Quando guardiamo fuori nel mondo, possiamo fisicamente vedere solo una parte del cosmo, un frammento del tutto. Un corpo celeste è visibile, cioè: è nel quarto stato di forma, nella fase della forma fisica, e tra le fasi della vita è nel regno minerale. Un essere che passa attraverso le varie forme diventa gradualmente visibile, dalla forma arupica in giù, e gradualmente scompare di nuovo alla forma primordiale. Ecco perché chiamiamo questi stati di forma fasi. La Terra è passata attraverso gli stati arupico, rupico e astrale prima di diventare fisicamente visibile. Dopo il fisico passerà attraverso lo stato plastico, intellettuale e archetipico.

Sul piano fisico c’è una relazione occulta tra queste fasi della forma e le fasi della Luna. Il passaggio di un essere attraverso le sette fasi della forma dallo stato arupico a quello archetipico si chiama mese mondiale.

Il passaggio attraverso tutti gli stati di coscienza si chiama anno mondiale. Tra il giorno del mondo (ciclo della forma) e l’anno mondiale (ciclo della coscienza) si trova il mese mondiale (stati di vita), che è più lungo del giorno mondiale e più corto dell’anno mondiale. Nel linguaggio esoterico, la coscienza è chiamata il Sole; la forma è chiamata la Luna; la vita per noi ora è chiamata la Terra. Uno stato di coscienza dura più a lungo, uno stato di vita è meno lungo e uno stato di forma risulta il più breve. Ogni stato di vita deve passare attraverso tutti e sette gli stati di forma. Dall’Arupa allo stato archetipico attraversa prima il primo regno elementare, poi il secondo e terzo regno elementare, e così via. Così passa attraverso sette volte sette successive metamorfosi della vita - questi sono i sette cicli, che passano attraverso sette metamorfosi di forma ciascuno, le sette volte sette metamorfosi, o 49, che ogni essere deve attraversare: 49 sulla Terra, 49 sulla Luna, 49 su ciascuno dei sette sistemi planetari, cioè sette volte 49 corrisponde a 343 (la somma dei numeri è pari a 10)*. Questi 343 stati sono chiamati un anno mondiale. Ora siamo nel quarto sistema planetario (il quarto stato di coscienza, la coscienza di veglia). Siamo sulla Terra, ed effettivamente stiamo passando attraverso il quarto regno della vita, il quarto ciclo, il regno minerale. Il regno minerale è arrivato al quarto globo, cioè alla quarta fase della forma, quella fisica, e arriverà alla perfezione in questo ciclo, quindi anche il corpo fisico dell’uomo nei suoi componenti minerali arriverà alla sua perfezione solo dopo il completamento di tutti i 343 stati, allora l’uomo diventerà quello che chiamiamo "Dio", ma non il Dio supremo, bensì quello che denominiamo il terzo Logos, che è in verità il Logos della forma, che sarà passato attraverso le 343 metamorfosi, rappresentando la forma nel suo stadio più alto. Queste diverse formazioni di coscienza sono di nuovo forma sul piano superiore. Esse sono concepite come un’unità, queste 343 forme sono dunque il terzo Logos. Il secondo Logos rappresenterà la vita nello stadio più alto e il primo Logos rappresenterà la coscienza nello stadio più alto. Gli stadi della forma vengono rappresentati dagli esoteristi attraverso colori e segni, le fasi della vita attraverso i suoni. Per gli stadi della coscienza non ci sono segni caratterizzanti nel mondo fisico.

10°L'Evoluzione Planetaria - Quinta Conferenza

Berlino, 29 Ottobre 1904

La coscienza del primo pianeta era una coscienza di trance profonda; aveva un orizzonte più ampio, ma era anche una coscienza più ottusa. In essa, l’essere umano si affacciava su tutto il sistema planetario. Questa fu seguita sul secondo pianeta da una coscienza un po’ più luminosa, ma tuttavia più ristretta del sonno senza sogni, e sul terzo pianeta da una coscienza molto più luminosa, ma ancora più ristretta del sonno onirico. Nella coscienza del sonno senza sogni l’uomo poteva percepire la vita, mentre nel sonno onirico poteva anche percepire delle sensazioni. La coscienza del quarto pianeta è la coscienza diurna; è la più limitata, ma anche la più chiara, essa è chiamata a percepire il Sé cosciente nell’altro. Lo stadio psichico della coscienza sul quinto pianeta sarà molto più luminoso di quello attuale; lì la coscienza si estenderà su tutto l’astrale. Al sesto pianeta segue lo stadio iperpsichico della coscienza; in esso il mondo inferiore del pensiero si troverà in modo palese davanti all’uomo. Sul settimo pianeta l’uomo raggiungerà lo stadio spirituale della coscienza; qui vi si trova il mondo mentale superiore esposto davanti all’essere umano. Ogni fase evolutiva all’interno di un tale stadio di coscienza si chiama "pianeta" o piano evolutivo. Questa classificazione comprende l’evoluzione della coscienza.

Ora segue una panoramica dell’evoluzione della vita: ogni stadio di coscienza deve passare attraverso sette stadi di vita, cioè attraverso il primo, secondo e terzo regno elementare, attraverso il regno minerale, vegetale, animale e umano. Ogni fase di passaggio in una fase della vita è chiamata "ciclo". Così su ogni pianeta abbiamo sette cicli, o, se vogliamo, insieme sui sette pianeti abbiamo 49 metamorfosi della vita.

Le fasi della forma. Ogni stadio della vita deve passare attraverso sette stadi di forma:

1. arupica,

2. rupica,

3. astrale,

4. fisica,

5. plastica (fisicamente mobile: la vita domina la forma),

6. intellettuale (non solo mobile, ma penetrabile dal pensiero),

7. archetipica (tutto l’Io giace nudo davanti al mondo esteriore).

Questi stadi di forma sono chiamati globi. Ogni stadio ha un compito speciale. Vorremmo qui considerare questi compiti per l’essere umano. L’uomo passa prima attraverso i sette regni, nei sette stadi della forma con la coscienza di trance profonda. Il più denso è quello centrale di ogni pianeta.

Così abbiamo il primo regno elementare negli stadi arupico, rupico, fisico astrale, plastico, intellettuale e primordiale; poi il secondo regno elementare negli stessi sette stadi, e così anche per il terzo regno elementare. Inoltre, abbiamo il regno minerale negli stessi stadi. Ma questi regni erano presenti solo come germi; in realtà esisteva soltanto un regno. Il numero 49 è il regno umano allo stadio primordiale, come ultimo globo dell’ultimo giro: forma, vita, coscienza spirituale.

La forma fisica caratteristica si attraversa a metà dei 49 stadi. L’uomo è entrato nell’evoluzione come un essere completo, diventando allora un essere speciale. All’inizio si è separato come sfera individuale da una sfera generale. Queste singole sfere umane passarono attraverso le varie trasformazioni. Da una delle trasformazioni successive è emerso il cosiddetto doppio corpo eterico. Questo stadio della prima separazione dall’essere universale si chiama "sprofondamento della coscienza nell’abisso"*. Questo stadio viene raggiunto nella fase fisica del primo pianeta, ed è preceduto da 24 fasi a cui seguono 24 stadi. Quello di mezzo, il 25° stadio, è il più denso. L’impianto fisico è nato come una sfera fisica rozza. A quel tempo la Terra assomigliava al nostro etere o alla materia luminosa della nostra Terra attuale e dopo la caduta della coscienza nell’abisso aveva assunto la forma di una specie di mora di gelso.

Sul secondo pianeta, nella coscienza del sonno profondo (sonno senza sogni), l’uomo si è immerso nel numero. Le sfere create sul primo pianeta agiscono in una certa armonia regolare. Ciò che rimane di questo secondo stato è che gli elementi chimici non sono collegati in modo arbitrario; i colori e le vibrazioni sonore sono ordinati secondo il loro numero d’onda. Così sul secondo pianeta troviamo la disposizione in relazione alla misura, al numero e al peso.

Nel primo stadio (Saturno) c’era un solo regno; nel secondo stadio (Sole), quando l’uomo si immerge nel numero, c’era la possibilità di una separazione in due regni. Sorse, in primo luogo, un regno che rimase ininterrotto fino all’uomo, in secondo luogo, esisteva un regno composto da tutto ciò che non era adatto a svilupparsi fino ad essere uomo; quest’ultimo fu separato come un secondo regno speciale (disposizione del regno animale e vegetale agli esseri viventi inferiori). Legge: non si può raggiungere l’evoluzione superiore senza che si separi qualcosa che è rimasto ad un livello inferiore. La misura dell’evoluzione è definita, ed è indicata in questa disposizione del primo pianeta. Ne consegue la legge della vita. Questa è la legge dell’evoluzione ineguale ma completa: non si prende senza dare. Il primo obbligo dell’esoterista è quello di restituire.

Sul terzo pianeta si sviluppò una terza cosa oltre al numero: la legge dell’affinità elettiva, che consiste nel fatto che le persone sviluppino simpatia e antipatia l’una per l’altra. Questa legge si trova in tutti i regni, per esempio nella chimica e nel regno minerale. Ciò rese anche possibile la formazione di un nuovo regno. Il regno animale, il regno vegetale, il regno minerale si sono formati. L’uomo, come lo vediamo oggi, non esisteva a quel tempo, questi era ancora una specie di animale, a livello kamico. Lo spirito non era ancora penetrato nel corpo.

Sul quarto pianeta, nella coscienza diurna, si aggiunge la possibilità che certi esseri non siano soggetti alla legge dell’affinità elettiva. Ci deve essere una forma di vita superiore. Questa forma consiste nella nascita e nella morte, che prima non esistevano. Ciò poteva avvenire solo per il fatto che gli esseri non esistevano più isolati, bensì erano tenuti insieme da un filo di vita sovrasensibile. Le singole incarnazioni erano legate insieme come su un filo. L’essere diventa ora multiforme nel tempo attraverso la nascita e la morte. Prima, le persone erano solo multiformi nello spazio. La moltiplicazione sul terzo pianeta (la Luna) ha avuto luogo tagliando e dividendo, e tutti cominciarono a vivere in simpatia e antipatia l’uno con l’altro. Tutto ciò che si riproduce per scissione è materialmente immortale, perciò gli esseri viventi animali più bassi, le Monadi (secondo Weismann) sono immortali*. La morte è possibile solo quando la fecondazione si aggiunge alla scissione. La nascita e la morte possono essere acquisite solo attraverso un’ulteriore scissione degli esseri, dove l’essere umano si sviluppa a spese di altri esseri. Pertanto, nascita e morte si impongono anche a tutti gli altri esseri che non dispongano di un karma individuale. L’uomo ha dovuto abbattere i regni sotto di lui ad uno ad uno.

Ciò che è legato alla nascita e alla morte è il karma dell’essere umano. Sul prossimo pianeta, con l’aumento della coscienza, l’uomo non sarà più cosciente solo degli effetti del karma, bensì sarà cosciente nel karma stesso. La sua forza interiore sarà cresciuta a tal punto che avrà la volontà di rappresentare questo karma, portandolo nella sua forma e nella sua fisionomia. Allora la sua fisionomia mostrerà cosa ci sia nel corpo astrale e mentale. Dunque accadrà che l’uomo buono sarà veramente riconoscibile come buono e l’uomo cattivo sarà veramente riconoscibile come cattivo. Tali cattivi esistono allora solo tra coloro che si sono addestrati come maghi neri. È lì che avviene la grande decisione, la separazione tra il bene e il male. Questo accade sul quinto pianeta. Dal quinto pianeta in poi, si può parlare solo di evoluzione del bene.

Sul sesto pianeta, tutto ciò che è insensato e si mostra sul piano mentale inferiore come insensato, illogico, viene eliminato nell’ulteriore evoluzione. Questo sesto pianeta è il pianeta del Logos, della Parola, perché la Parola dà il significato. Sul settimo pianeta c’è uno stato completamente purificato, dove i compiti dei pianeti precedenti saranno compiuti, e dove se ne trarranno i frutti - questo è lo stato della beatitudine.

Durante l’evoluzione del corpo umano, che passa attraverso tutte queste fasi, anche lo spirito è stato sempre presente. Ma all’inizio si librava solo sul corpo, poi, a metà del periodo lemuriano, si unì ad esso. Lo spirito deve raggiungere le esperienze sui piani inferiori attraverso il corpo. Nell’esoterismo, l’anima di un essere umano è chiamata ape, un’ape che raccoglie il miele dalle evoluzioni planetarie, dalla caduta nell’abisso sul primo pianeta fino alla beatitudine sul settimo pianeta. In questo modo, avvengono costantemente redenzioni, la liberazione e la redenzione di ciò che è incastrato nella materia. L’essere umano fa esperienza solo dal momento in cui abita il corpo, ma prima è il capomastro che costruisce il tutto per abitarlo lui stesso in seguito.

L’uomo subisce quindi la seguente evoluzione:

Primo pianeta (coscienza di trance):

I. Regno Elementare

Forma:

1. arupico

2. rupica

3. astrale

4. fisico

5. plastica

6. intellettuale

7. archetipo

Pralaya

II. regno elementale

Forma: da 8. arupico a 14. archetipico

Pralaya

III. regno elementale

Forma: dal 15° arupiano al 21° archetipo

Pralaya

IV. Regno minerale

Forma: 22. arupico a 28. archetipico

Pralaya

V. Regno vegetale

Forma: 29. arupico a 35. archetipico

Pralaya

VI. regno animale

Forma: 36. arupico a 42. archetipico

Pralaya

Il 25° livello, quello centrale, è sempre il più profondo, il più denso. Noi ci troviamo ora sul quarto pianeta, al 25° livello, cioè nello stato più denso. Sul settimo pianeta, nel settimo regno, il regno umano e, nella settima forma, la forma archetipica, si raggiunge la più alta perfezione dell’evoluzione umana. L’uomo raggiunge allora la forma archetipica, è veramente simile a Dio, e ha una coscienza spirituale omnicomprensiva.

11°L'Evoluzione Planetaria - Sesta Conferenza

Berlino, 31 Ottobre 1904

Oggi vogliamo passare in rassegna l'evoluzione sulla nostra terra in particolare. Per prima cosa, riassumeremo brevemente ciò che abbiamo affrontato in precedenza.

All'interno dell’evoluzioneterrestre ci troviamo al quarto stadio di coscienza, sul quarto pianeta. Su questo pianeta, la luminosa coscienza diurna si forma, passo dopo passo, attraverso 49 tappe. Lo stadio più alto sul pianeta precedente, sulla Luna, era l’evoluzione più perfetta di una specie di coscienza di sogno altamente sviluppata. Era una coscienza simile a quella che esiste oggi negli animali più evoluti. L'uomo fisico - non l'uomo animico-spirituale, che ha seguito un'altra linea evolutiva e che solo ora si unirà al fisico - poteva allora pensare nel modo in cui lo permette la coscienza onirica degli animali più evoluti di oggi. All'inizio di tale evoluzione, il nostro stesso essere principale viene preso in considerazione per un ulteriore progresso. Animali, piante e minerali si sono evoluti prima dell'essere umano. Ciò che allora era così evoluto da poter progredire, passò con l'uomo in una specie di stato germinale, attraverso un pralaya. Sulla luna i germi dell'uomo erano così avanzati da sviluppare la capacità di una coscienza onirica superiore. Gli animali avevano raggiunto solo una coscienza di sogno ottusa, le piante una più bassa e i minerali una coscienza ancora più bassa. Tutto il resto, che non era adatto per un’ulteriore evoluzione, veniva scartato come scoria. Nell'evoluzione della nuova terra c'erano germi di questo tipo di esseri umani, animali, piante, minerali. Quindi c'erano germi non solo del regno umano, ma del regno animale, vegetale e minerale, che a quel tempo erano molto diversi da quelli che oggi conosciamo come animali, piante e minerali.

I minerali erano più in uno stato come si verifica ora con un metallo ad una temperatura molto alta. Ciò che ora si evolve di stadio in stadio nella nostra evoluzione terrestre non è identico agli animali, alle piante e ai minerali dei tempi precedenti. Erano già uno stadio più in là del necessario per la terra. Solo l'uomo ha trovato sulla terra le condizioni che erano adatte a lui. Pertanto, gli altri regni si svilupparono immediatamente come frutti troppo maturi; non potevano più mettere radici. Questi esseri non sono quindi effettivamente di casa su questa terra, ma possono vivere solo sul suolo di quelle entità che sono di casa qui; diventano parassiti. Gli animali e le piante lunari erano abituati a vivere in un terreno di kama, erano completamente incorporati nello psichico, potevano quindi trovare un terreno sulla terra solo quando il kama vi era presente. Essi divennero parassiti, come il vischio, per esempio, che sviluppò la sua crescita in modo indipendente sulla Luna, ma non poteva crescere direttamente qui sulla Terra. Questa forza era giustificata sulla luna, ma non sulla terra. È diventata una forza di contenimento, di arresto, perché influisce sull’evoluzione di altre piante. Di conseguenza Satana è il signore dei parassiti, usa le forze che sono parassitarie. Nella mitologia germanica, è il dio Loki che è ostile a Baidur, il dio della terra. Tutto ciò che è arrivato dall'epoca lunare è rappresentato in Loki. Nessun essere della terra può nuocere a Baidur, solo quello che viene dalla luna; perciò, Baidur fu colpito dal vischio, che ha il suo potere dalla Luna.

I nostri animali, che si trovano nella loro evoluzione sulla terra, e anche l'uomo, sulla terra formano un sistema osseo. Gli animali, tuttavia, che hanno già raggiunto la fine della loro evoluzione sulla luna, non avevano un sistema osseo lì, ma hanno formato sulla terra un esoscheletro: una crosta o un guscio, come i coleotteri, le trachee e così via. Questi sono arrivati dalla luna e entrati nell'evoluzione della terra.

Tutti gli esseri che partecipano veramente all’evoluzione della terra formano uno scheletro interno. Ecco perché Eva è raffigurata come creata da una costola. Ora c'erano due correnti sulla terra: in primo luogo, ciò che può si può trasformare in animali, piante e minerali sulla terra e in secondo luogo, gli esseri umani germinali.

Come avviene l'evoluzione dell'essere umano? L'uomo, per poi avere in sé tutto ciò che lo rende capace di raggiungere lo stadio evolutivo a cui è destinato, deve eliminare tutto ciò che altrimenti si sarebbe sviluppato in modo parassitario. Ciò che ora è minerale, ciò che è vegetale, ciò che è animale, deve doveva uscire da lui. Doveva formare questi tre regni accanto a sé.

La prima fase è l'epoca temporale chiamata nella letteratura teosofica il primo ciclo. Nel primo ciclo l'uomo ha dovuto formare da sé il regno minerale fisico-terreno, nel secondo ciclo il regno vegetale e nel terzo ciclo il regno animale nella disposizione, perché ciò di cui sono formati questi regni gli impedisce di realizzare ciò che può raggiungere solo distillando la sua natura umana. Solo nel quarto ciclo si è liberato così tanto da tutti gli altri regni che nel frattempo si è preparato a diventare il contenitore dello spirito che ha aleggiato intorno a lui, aspettandolo. Solo nel quarto ciclo si è portato così lontano che lo spirito può prendere possesso di questo corpo purificato. Acquisisce sempre di più la capacità di espandersi. Ha lasciato dietro di sé sul suo cammino il regno minerale, vegetale e animale come suo sacrificio. Ogni l’evoluzione superiore deve essere comprato al costo di lasciare indietro altri esseri.

Durante il quarto ciclo, l'uomo impara a dominare il regno minerale attraverso i sensi. Sfrutta il mondo inanimato, minerale; in questo avanzerà sempre. Non domina ancora coscientemente la forza vitale del regno vegetale. Gli atlantidei la padroneggiavano inconsciamente, istintivamente. Anche l'atlantideo progettava i suoi dirigibili inconsciamente. Il versamento cosciente dello spirito nel mondo inorganico è il compito della seconda metà del quarto ciclo. Alla fine del quarto ciclo il regno minerale sarà stato gradualmente assorbito dall'uomo. Tutto ciò che è fisico-minerale l'uomo lo avrà trasformato fisicamente con le sue forme-pensiero. È il suo compito riscattare di nuovo il regno minerale, di riversarvi il suo spirito, di plasmarlo attraverso il suo spirito. Quando nella seconda metà del quarto ciclo l'uomo sarà passato alla padronanza dell'astrale, allora sull'ultimo globo, quello archetipico del quarto ciclo, il regno minerale vivrà in tutto e per tutto.

Nella prima metà del quarto ciclo l'uomo acquisisce prima la capacità di mettere in relazione i suoi sensi con il regno minerale; nella seconda metà del quarto ciclo riscatta il regno minerale. Ma una parte di esso rimane indietro, viene eliminata, perché non è più utile all'uomo. Questo forma la cosiddetta ottava sfera, che non è più utile all’evoluzione dell'uomo, ma solo per esseri superiori. In seguito può servire loro come materiale quando viene dissolto in polvere spaziale e utilizzato per la formazione di altri mondi. È incluso in altre correnti evolutive, l'essere umano non può includerlo in se stesso. Prima ci si evolve, tutto evoluto verso l'esterno, poi involuto, di nuovo accettato all'interno.

Durante il quinto ciclo non ci sarà più il regno minerale. Nella prima metà di questo ciclo l'uomo svilupperà i suoi sensi superiori, per mezzo dei quali entrerà nella stessa relazione con il regno vegetale che ha ora con il regno minerale; sviluppa il pensiero vegetale. Allora l'uomo vive consapevolmente nel giardino dell'Eden. Allora non ci sarà più pesantezza. Tutto è stato trasformato nel regno vegetale. Durante la seconda metà del quinto ciclo, l'uomo attira di nuovo a sé tutto il regno vegetale; lo riscatta per quanto può riscattarlo. Questi regni erano stati precedentemente eliminati a suo favore - come superflui, ostacolando la sua evoluzione.

La stessa cosa accadrà ora nel sesto ciclo con il regno animale. L'uomo sarà allora diventato completamente umano. Nel settimo ciclo svilupperà nel suo Atma ciò a cui era effettivamente predisposto: libero dai regni che ha buttato fuori, svilupperà allora in sé la somiglianza con Dio. Ogni ciclo rappresenta un giorno della creazione. Il settimo ciclo è il settimo giorno della creazione, quando l'uomo diventa simile a Dio e quando Dio può riposare dalle sue opere.

Dalla metà del nostro quarto ciclo, deve iniziare anche un'altra direzione evolutiva. Il regno minerale esprime la separazione più forte. L'uomo entra in una relazione completamente esteriore con la materia, che diventa più densa. Minerali, piante e animali sono più vicini all'ambiente circostante rispetto a lui. I poteri del minerale sono esteriori; i poteri del cristallo vivono nell'universo, è una parte del tutto senza pretendere di essere speciale. A poco a poco la pretesa di specificità diventa sempre più forte negli esseri. L'uomo è l'essere più separato in se stesso. Questo accadde soprattutto per l'essere umano fisico nel mezzo della razza Lemuriana. Lì il contenitore è stato creato per lo spirito. Ora lo spirito si è unito ad esso. E mentre lo spirito si fa strada, l'uomo comincia a reintegrarsi nel mondo esterno attraverso la comunanza. Prima ha dovuto separarsi, ma ora forma le comunità spirituali, la fratellanza. Ciò che prima era simpatia e antipatia a livello di kama ora diventa attrazione cosciente. Si sta sviluppando una fratellanza consapevole. Chi appartiene ad una loggia fraterna non conosce più la specificità come gli altri, non si separa più dal suo gruppo, si incorpora nel suo gruppo con piena coscienza. Un adepto ha una coscienza che riposa nella sua fratellanza o gruppo. Le entità che hanno raggiunto un certo livello in esso sono chiamate entità dhyaniche, le grandi forze creative. Le logge dei fratelli si sviluppano in entità dhyaniche. Le entità dhyaniche sono come entità spirituali riunite in un insieme di cellule. La Loggia dei Fratelli Adepti sarà vista come un'entità dhyanica. Qui ha nuovamente luogo un arricchimento evolutivo. A metà del quarto ciclo c'è un punto importante: gli spiriti umani cominciano a unirsi in una fratellanza, nella formazione di un essere dhyanico.

Quindi sentiamo una grande differenza tra la prima e la seconda metà di un ciclo. Nella prima metà di un ciclo, l'uomo forma gli organi attraverso i quali si sforza di uscire. Nella seconda metà di un ciclo, richiama questi organi dentro di sé. La prima metà è quella di prepararlo per una nuova inclusione. La seconda metà del ciclo porterà la redenzione ad ogni essere per il modo in cui vive, al livello appropriato. "Ciclo" nel linguaggio esoterico è anche chiamato "giro". In ogni ciclo, l’evoluzione procede dall'Arupico all'Archetipico: Questo si chiama "epiciclo" [= globi]. Solo durante la seconda metà di un ciclo o di un ciclo un essere può raccogliere il karma, perché allora comincia ad essere attivo. Pertanto, l’evoluzione karmica di un essere avrà un significato proprio sul piano sul quale si evolve.

Esistono esseri del genere che guidano l’evoluzione fisica da piani superiori. La loro l’evoluzione più bassa è nella materia astrale. Ogni popolo, ogni razza, ogni tribù ha una materia astrale comune, la materia di incarnazione dello spirito del popolo. Lo spirito del popolo raggiunge sempre la sua evoluzione un po' prima degli individui del popolo. Lo spirito del popolo può accumulare karma dalla metà di un ciclo. Noi contribuiamo alla formazione del karma della gente, della razza e così via. Si chiama karma collettivo. È una realtà. E' dovuto al fatto che anche gli esseri che sono un passo più avanti hanno un karma. Le aspirazioni internazionali appartengono ad uno spirito ancora più completo che abbraccia tutta la materia astrale della terra, il vero spirito della terra. La terra fisica è anche il corpo fisico di questo spirito-terra, il Logos planetario, che, quando ci si eleva fino a lui, significa il karma di tutta l'evoluzione terrestre. Le aspirazioni internazionali sono il primo approccio a quella grande unità che sorgerà sul piano arupico. Il teosofo vive nell'idea di questa grande inclusività, di concentrarsi su un punto.

12°L'Evoluzione Planetaria - Settima Conferenza

Berlino, 1 Novembre 1904

Abbiamo considerato ciò che agisce sul piano fisico nell'essere umano. La tendenza nell’evoluzione del globo mira al piano fisico. L'uomo attuale, che si trova sul piano minerale, deve prima essersi trovato stati precedenti per preparare il suo essere sul piano fisico. In ogni area o piano si deve guardare la parte che conta. Quello che stiamo guardando ora è l'essere umano vero e proprio.

Nei sette stati successivi del primo pianeta (Saturno), l'uomo è una struttura abbastanza imperfetta, una specie di palla di mora di gelso, una struttura che si sviluppa sempre di più. Primo pianeta: lo sprofondamento della coscienza nell'abisso. Nell'evoluzione dell'essere umano sono coinvolti anche esseri che erano già passati attraverso sviluppi precedenti ed erano già esseri dhyanici all'inizio di questa evoluzione terrestre, come l'essere umano sarà solo alla fine dei 343 stadi o fasi.

Queste entità avevano acquisito ogni sorta di potere. L'uomo prende durante ogni prima metà di un ciclo e rende di nuovo nella seconda metà. E così nella prima metà di un ciclo viene espulso il regno minerale, che è un ostacolo per gli esseri umani; così essi usano per sé tutta la potenza che altrimenti servirebbe per l'ulteriore evoluzione di questo regno, e più tardi lo assorbono di nuovo. Così, nella seconda metà del ciclo, il regno minerale è redento, metamorfosato, dall'uomo. Egli dà nella seconda metà al regno minerale, dopo averlo espulso, i risultati della propria evoluzione. Non c'è nulla nell’evoluzione dell'uomo che non sia sottoposto alla metamorfosi del prendere e del dare. Questo condiziona il nostro comportamento etico al massimo grado. Tutto ciò che acquisiamo, possiamo prenderlo solo per restituirlo in seguito.

Anche gli esseri dhyanici erano passati attraverso la fase del prendere nelle prime fasi della loro evoluzione. Sulla terra, sono quindi le entità che danno. Fin dall'inizio erano loro i veri formatori, le guide, gli amministratori. Quando l'unica sfera di gelso (Saturno) si è divisa in molte sfere, tali esseri dhyanici hanno dovuto formare molte sfere da quest'unica sfera. Sul secondo livello (Sole) hanno disposto queste sfere secondo la misura, il numero e il peso. Al terzo livello (Luna) hanno portato tra loro la legge dell'affinità elettiva, della simpatia e dell'antipatia. Ad ogni successivo stadio superiore di evoluzione, l'essere umano diventa allo stesso tempo anche più spirituale. Se andiamo dall'esterno verso l'interno nell'evoluzione dell'uomo, arriviamo alle facoltà superiori.

Abbiamo detto che l'uomo si evolve verso il principio di fratellanza. Oggi, al quarto stadio, Manas emerge, e Budhi e Atma sono predisposti. In uno stadio successivo, emerge anche Budhi, e in uno stadio ancora successivo, esce anche Atma. Poi, quando dall'esterno la fratellanza si struttura intorno a lui, sviluppandosi dall'interno verso l'esterno, egli mette questi principi dall'esterno nella stessa misura in cui si sviluppano dall'interno. Per esempio, l'uomo ha sviluppato Manas, e nella disposizione Budhi comincia a brillare. Sviluppando Budhi, egli trasforma tutto il suo corpo astrale e si sviluppa l'altro polo di Kama (Budhi). Il kama che lo riempiva interiormente, che attirava tutto verso l'interno, andrà verso l'esterno e lo circonderà come budhi. Questa è un'inversione, l'inversione dell'astrale. Tutto il kama è ricevuto da forze esterne benevole. Poi l'Atma appare in Budhi. Poi la stessa trasformazione esteriore avviene con il corpo eterico. Il corpo eterico è in grado di lavorare verso l'esterno, è in grado di lavorare non solo moralmente, beneficamente, ma anche magicamente; acquisisce allora poteri magici, poteri di vita. Attraverso l'azione di Atma e Budhi, l'essere umano si riversa verso l'esterno. Si estende verso l'esterno in benedizione. In una loggia dei fratelli più sviluppata c'è la capacità di lavorare magicamente verso l'esterno e di influenzare l'etere vitale. Il prossimo è lo stadio in cui l'Atma, il Sé divino, risplenderà. L'uomo diventa allora cosciente di appartenere non solo alla terra, ma al mondo intero. Ottiene la coscienza del Logos. Diventa creatore del mondo, perché si risveglia in lui la capacità di padroneggiare il fisico come prima aveva padroneggiato la forza vitale. L'uomo si è sviluppato prima dall'esterno verso l'interno, poi dall'interno verso l'esterno. Quando l'uomo ha raggiunto il punto in cui è in grado di controllare il cerchio esterno, allora è diventato un essere dhyanico. Impotente all'inizio per quanto riguarda la sua efficacia, ora sta diventando onnipotente... [lacuna nelle trascrizioni].

A metà del periodo Lemuriano, erano attivi anche gli esseri dhyanici. Avevano deciso di collegare la scintilla della vita spirituale vera e propria con quello che è il corpo fisico. Potevano creare nel fisico fin dall'inizio. Ma non potevano dare il manasico nel fisico prima di aver creato nel fisico misura, numero e peso, affinità elettiva, simpatia e antipatia. Ora, con l'introduzione della nascita e della morte, hanno avuto la possibilità di collegare il manasico con il corpo fisico, in modo che il corpo fisico fosse in grado di pensare. Sulla luna sono stati in grado di impiantare il kama nell'uomo lunare. Gli esseri dhyanici scesero così tanto nella materia nel loro lavoro che furono in grado di versare la scintilla manasica goccia a goccia in ciò che avevano preparato prima. Il fisico poteva ora assorbire la scintilla del pensiero.

Se il corpo avesse subito una sola evoluzione, sarebbe stato in grado di diventare un pensatore straordinariamente potente. Ma ora gli uomini sono venuti dalla luna sulla terra con un kama che è stato sviluppato alla massima perfezione.

La primissima evoluzione: gli esseri dhyanici formano il corpo fisico dell'essere umano dalla materia, con la partecipazione degli esseri umani che sono arrivati come anime lunari con l’evoluzione kamica (Pitris). Funzionano anche nel corpo, ma la loro evoluzione ulteriore è portata dai formatori che innalzano il corpo con loro di un gradino più in alto di quanto fossero sulla luna.

Se i soli dhyanis fossero attivi da soli, formando il corpo a partire dalla materia vergine, le persone diventerebbero degli automi pensanti. Ma il fatto che gli esseri umani siano esseri dal cuore caldo che provano simpatia e antipatia è il risultato dei pitris lunari. La materia vergine viene elaborata da un lato dai Dhyan-Chohan manifestanti, e dall'altro dai pitris lunari, che si uniscono ad essa a metà del periodo Lemuriano. Così vengono creati gli esseri umani che possono pensare e anche attribuire simpatie e antipatie ai pensieri.

L'uomo è diventato così un'anima pensante che abita in un corpo. Sulla Luna era un'anima in un corpo. Quello che si chiama l'ego è esistito fin dall'inizio come essere psichico ed è passato attraverso l’evoluzione sul terzo pianeta. Sul quarto pianeta l'ego assorbe il manasico, lo spirituale, oltre all'anima. Prima, l'ego era la cosa più elevata, ora accoglie anche il manasico. D'ora in poi abbiamo a che fare con un ego dotato di spirito. Prima l'ego era chiamato ahamkara, quello che ora è l'involucro dell'ego spirituale. Se l'uomo oggi può dire "io" a se stesso, questa capacità risale alla metà del periodo Lemuriano. Ogni essere umano era precedentemente un pensiero di Dio. L'anima si era già sviluppata attraverso tre stati. Il pensiero di Dio si è unito all'anima nel mezzo dei tempi Lemuriani per formare un'anima dotata di spirito.

Ciò che opera in noi, questa idea di eternità vera e propria in noi, era prima il pensiero di Dio in noi. Prima abbiamo riposato nel grembo della Divinità. Fin dall'inizio, i formatori hanno preparato dei contenitori per questo pensiero di Dio, ai quali noi stessi abbiamo potuto collaborare. Le anime abitavano questi contenitori per prepararli a ricevere il pensiero di Dio. In questo modo, anima, corpo e spirito erano uniti nell'uomo. In quel momento, il Manasico fu versato nel kama dell'uomo. Poi Budhi gli fu conferito da altri esseri dhyanici e più tardi da altri Atma. Ciò che era predisposto quando l'uomo è apparso come anima lunare, ciò che appare perfettamente solo alla fine dell’evoluzione, è Atma. Nell'essere umano lunare, il manasico risplende per primo. Questa scintilla del manasico è destinata in seguito a portare Budhi e Atma all’evoluzione in sé. Gli uomini lunari che entrarono sulla terra a metà del periodo Lemuriano, quando la loro casa fisica era pronta per essere abitata e pronta a ricevere Manas, sono chiamati Pitris, Padri. Quindi dipende da come i Pitris si sono evoluti prima, quando hanno ricevuto la scintilla di Manas. Un Pitri può anche essere così indietro nell'evoluzione che a metà del periodo Lemuriano non ha ancora raggiunto lo stadio in cui può connettersi con il corpo umano e lo spirito dhyanico.

Ora tutte le evoluzioni procedono in sette cicli. Ad ogni stadio dei sette cicli, c'è la possibilità di rimanere un po' indietro rispetto allo sviluppo normale. Quelli che sono rimasti indietro dovranno utilizzare l'ultima fase per recuperare alcuni di coloro che li hanno preceduti. Così possiamo distinguere sette classi di pitris lunari, a seconda di come sono rimasti indietro. Questi erano presenti a metà del periodo Lemuriano. A quel tempo solo i Pitris più sviluppati potevano incarnarsi, gli altri non potevano ancora fare nulla con i loro corpi. Per questo motivo, nuovi Pitris continuarono ad arrivare fino alla fine del periodo atlantideo, e persino nel periodo post-atlantideo. Anche oggi le incarnazioni dei Pitris hanno luogo in popoli molto umili, e anche nella popolazione più umile delle nostre grandi città si trovano ancora Pitris abbastanza infantili, poco sviluppati. Tuttavia, ora ce ne sono raramente di quelli che entrano nell'incarnazione per la prima volta. Ci sono solo alcuni Pitris molto giovani che sono ancora completamente dominati dal loro Kama.

Al di sopra di questi Pitris ci sono stati anche quelli sulla Luna che non solo hanno raggiunto già la normalità, ma hanno già ambito all’evoluzione come noi stiamo facendo ora, per diventare entità guida. Sulla Luna, le entità dhyaniche dovevano pensare per i Pitris, così che sulla Luna non c'erano né entità che pensavano né che agivano in modo indipendente. Ma le entità dhyaniche trovarono in singoli Pitris uno strumento più disponibile che in altri, come ora troviamo, per esempio, anche negli animali. Sono tutti diretti da altri esseri pensanti, ogni specie da un’entità. Pertanto, un alto grado di addestramento non è nulla di sorprendente. Il pensiero in quel caso parte da un centro spirituale diverso.

All'interno dell'evoluzione lunare, gli esseri individuali sono diventati strumenti più adatti alle entità dhyaniche. Vennero presi in considerazione due tipi: quelli per i quali lo strumento più disponibile era il corpo astrale e quelli per i quali lo strumento più disponibile era il corpo vitale. Infatti, se il corpo fisico fosse stato pronto come strumento, avrebbero potuto entrare nella schiera delle entità dhyaniche, anche se come dhyani inferiori con una sfera di potere minore. Possiamo quindi immaginare che oltre alle sette classi di Pitris, sulla Luna si erano sviluppate due classi superiori di Pitris, quelli che avevano potere sul loro corpo astrale e sul loro corpo pranico. Questi erano i Pitris solari.

Quindi sulla Terra abbiamo:

Primo: i Pitris che sono passati attraverso i vari stadi di evoluzione fino al più alto normale; iniziano a passare attraverso un'evoluzione umana a metà del tempo Lemuriano - Pitris lunari;

Secondo: Pitris che sono semi- dhyanici, che erano quindi a metà del tempo Lemuriano così avanti che incarnano il Divino superiore in loro in breve tempo - Pitris solari;

Terzo: quelle entità che erano già esseri dhyanici.

Consideriamo a metà del periodo Lemuriano le entità dhyaniche, i dhyanis manasici, che sono attivi per gettare la scintilla del manas nell'uomo. Poi consideriamo coloro che gettano la scintilla di Budhi nell'uomo. Questi Dhyanis che vivono su un piano superiore, che gettano la scintilla di Budhi nell'essere umano passo dopo passo, sono in realtà chiamati in senso superiore dei Buddha, o Christos nel cristianesimo. Questi sono i quarti Dhyanis, i Budhi-Dhyanis. Questi sono dei veri e propri dei. Ora abbiamo allargato la nostra visuale. La scintilla che i Budhi-Dhyanis hanno da dare può essere prima gettata nei pitris solari. Un tale pitri solare in cui viene lanciata la scintilla della budhi è chiamato bodhisattva. È solo molto più tardi che la scintilla del Budhi può scendere nei Pitris lunari. Il primo Pitri lunare che fu colmo di Budhi, in cui l'uomo e la divinità sono uniti, è Gesù Cristo. E qui viene preso in considerazione che in Gesù Cristo la divinità Budhi è scesa più in basso.

La scintilla di Budhi può scendere fino al Kama-Manasico. Allora l'uomo diventa un maestro. Tali maestri erano Buddha, Zarathustra, Krishna, Mosè, Hermes e così via. Queste persone nascono con lo scopo di diventare maestri. Se l'influenza del Budhi raggiunge il Kama stesso, allora in uno stadio successivo della vita il principio cristico deve scendere in un corpo già occupato dal Kama. Questo è stato il caso di Gesù, che ha potuto ricevere il Cristo solo al suo 30° anno. Per quanto riguarda l'evoluzione di Gesù, egli aveva già caricato il karma su di sé perché il kama era stato sviluppato in lui fin dal principio. Questo non era il caso dei Pitris solari, che erano un passo oltre Kama. I Pitris lunari, tuttavia, avevano iniziato come semplici esseri kamici e poi hanno cominciato a caricare su di sé il karma umano terrestre. Cristo volendo diventare nostro fratello, doveva salire nel corpo carico di karma. Il corpo per ricevere il Cristo, il principio Budhico, era stato modellato da un chela superiore del terzo grado di iniziazione (Zarathustra). Questo corpo è stato reso il palazzo della Divinità, il Cristo.

Anche gli esseri dhyanici non possono realizzare un pensiero se questo non è stato preparato in anticipo. Così il corpo dell'uomo doveva essere preparato prima che queste entità dessero il pensiero all'essere umano. Signore della forma Yahweh-Elohim

Signore della vita Christos

Signore della coscienza

Quando parliamo di una trinità dell'anima, dobbiamo dire Padre, Madre e Figlio: Osiride, Iside, Horus. Quando parliamo di una Trinità di Spirito, dobbiamo parlare di Padre, Parola e Spirito Santo.

Successivamente, sorse una confusione tra la trinità dell'anima e la trinità spirituale.

13°L'Evoluzione Planetaria - Ottava Conferenza

Berlino, 2 Novembre 1904

A metà del periodo Lemuriano la casa fu costruita per l'essere umano fino alla possibilità del pensiero. Gli esseri dhyanici avevano raggiunto quel grado di perfezione per cui potevano dotare il corpo fisico del potere del pensiero. Poiché il corpo fisico era ora dotato del potere del pensiero, la sessualità dell'essere umano, fino ad allora unita, fu separata nei due sessi. Prima, un essere era in grado di produrre una progenie senza l'influenza di un secondo essere. Il potere di produttività fisica era quindi in passato due volte più grande in questi esseri di quanto lo sia ora nei singoli esseri umani. Così a metà del periodo Lemuriano il potere di produttività nell'essere umano fu diviso in due parti e la seconda metà di questo potere fu usata per lo sviluppo della facoltà di pensiero.

Fino ad allora l'essere umano si era continuamente evoluto a spese di altri regni che venivano da lui eliminati. Ora doveva dividersi in due metà: la potenza produttiva inferiore e la potenza produttiva superiore (la potenza pensante); quest'ultima si sviluppava a spese della prima. Il nostro potere mentale fisico è quindi il potere rigenerativo trasformato del passato. Fino a quel momento non c'erano sulla terra esseri con sangue caldo, cioè con un sangue tale da sviluppare il fuoco dall'interno attraverso Kama. Tutti gli esseri, compreso l'essere umano, erano a sangue freddo a quel tempo. Tutti gli esseri a sangue freddo di oggi sono i discendenti atrofizzati degli esseri a sangue freddo di allora. Tutto ciò che esiste oggi sotto forma di esseri a sangue caldo era ancora unito all'essere umano in quel momento e si è separato solo gradualmente. A tappe, l'essere umano ha sempre lasciato il peggio per evolversi verso l'alto.

Rettili, uccelli, mammiferi si sono separati per primi, le scimmie solo piuttosto tardi. Anche gli animali a sangue caldo sono tappe lasciate indietro, che l'essere umano ha scartato allo stesso modo del regno minerale, del regno vegetale e del regno animale a sangue freddo. Poiché fino ad allora non esistevano animali a sangue caldo, si ottiene effettivamente un regno in più.

Nell'esoterismo si contano anche: regno minerale, regno vegetale, animali a sangue freddo, animali a sangue caldo. La separazione degli animali a sangue caldo avvenne solo durante il periodo Lemuriano, quando il kama entrò nei corpi e si impadronì della parte inferiore della produttività bipartita. Il Kama lavorando dall'interno provoca ciò che si trova come calore negli esseri a sangue caldo.

Le entità dhyaniche erano ora in grado di creare una tale forma umana in cui metà del potere produttivo era convertito in potere mentale. Ora i pitri lunari presero gradualmente possesso dei corpi umani creati.

Anche le entità dhyaniche possono rimanere indietro nello sviluppo. Così alcuni dhyani della stessa classe dei creatori dell'essere umano sulla luna erano ritardati nello sviluppo. Non avevano raggiunto lo stadio di poter prendere una parte creativa nell'emergere della doppia sessualità. Ma avevano raggiunto la capacità di sviluppare e modellare saggiamente il corpo kamico. Sono stati in grado di portare il kamico nell'essere umano al livello più alto. Nell'epoca Lemuriana, questi esseri erano ancora impegnati in questo processo; questa era la loro intenzione. Ma poiché sulla Luna il corpo Kama non era ancora formato sessualmente, non potevano partecipare alla formazione del Kama nel sessuale.

Mentre i Dhyanis che li avevano preceduti avevano portato il corpo umano così lontano che lo spirito poteva entrare nei due diversi corpi sessuali, questi esseri ritardati avevano solo l'ambizione, con la loro più alta saggezza, di formare un'umanità che doveva portare a compimento ciò che si era cercato sulla Luna, ma senza la sessualità. Inoltre, hanno trovato la saggezza nell'essere umano come qualcosa legato alla loro natura. Ora attaccavano l'essere umano e volevano crearlo in una forma che escludesse tutto il kamico inferiore; volevano portarlo alla perfezione direttamente senza passare per la sessualità. Volevano plasmarlo in un essere di saggezza, volevano condurlo oltre e volevano ignorare ciò che doveva passare nella sua natura fisica. Queste sono le entità che hanno rifiutato di collaborare alla creazione nella natura fisica.

Se l'essere umano si fosse sviluppato solo secondo le intenzioni dei primi dhyanis, la natura kamica inferiore non si sarebbe sviluppata e i dhyanis lo avrebbero guidato attraverso i loro pensieri. Chi allora avrebbe davvero pensato nell'essere umano? Quello che era entrato in lui era, dopo tutto, il pensiero di Dio. L'essere umano sarebbe stato sempre sotto la guida di Dio; Dio avrebbe pensato in lui, ma non avrebbe mai pensato autonomamente. Allora gli uomini sarebbero stati veri figli di Dio, ma non avrebbero mai potuto diventare simili a Dio. Come automi pensanti non sarebbero mai stati in grado di afferrare la scintilla interiore della saggezza come propria, sarebbe sempre rimasta una luce altrui.

Poi sono arrivati questi esseri ritardati che erano proprio al livello giusto per intervenire in aiuto. Avevano formato il corpo Kama pieno di saggezza sulla Luna e avevano una comprensione per la penetrazione del Kama con la saggezza. Erano gli esseri a cui l'essere umano deve la sua libertà. Affinché la scintilla dello spirito fosse sua, l'essere umano doveva essere accoppiato con Kama. Hanno così imparato ad amare la luce delle altre entità dhyaniche. Nell'esoterismo sono chiamati i grandi asceti, Kumaras. Perché all'inizio rifiutarono di creare; non capirono la duplice sessualità; divennero insubordinati. Erano le guide dell'essere umano, dove Kama è condotto fino alla saggezza.

Gli Elohim, cioè Yahweh-Elohim, hanno creato l'essere umano, ma non volevano che diventasse "come noi". Ora, dopo l'intervento dei Dhyanis ritardati, si doveva almeno evitare che gli uomini si spiritualizzassero con l’esclusione di tutto ciò che è inferiore. L'intenzione originale di Lucifero era di eliminare la sessualità e di rendere l'essere umano completamente assorbito dallo spirituale. Geova, d'altra parte, ha la tendenza a sottolineare la vita fisica. Non vuole che l'essere umano si spiritualizzi troppo presto, ma che passi attraverso le varie fasi dello sviluppo terreno. Entrambi insieme danno origine all'essere umano libero. L'oltraggio dei dhyanis inferiori, cioè l'opera di Lucifero, l'intervento degli esseri che liberano l'essere umano è il cosiddetto segreto di Lucifero. In tutte le scuole esoteriche Lucifero è stato venerato allo stesso modo delle altre entità dhyaniche. Ogni volta che l'aspirazione era quella di condurre il cammino verso lo spirito in piena chiarezza di conoscenza, si invocava Lucifero. La comprensione del mistero di Lucifero esisteva ancora nelle prime scuole misteriche cristiane e fu scritta nei primi giorni del cristianesimo. Questi scritti sono custoditi con cura dalla Chiesa cattolica. Ha buone ragioni per questo, perché ha bollato Lucifero come il nemico dell'umanità, mentre in verità egli ha trasforato l'essere umano automatico nell'essere umano libero. Lo scritto originale si trova in Vaticano, una copia dell'originale è in possesso del Conte di St. Germain.

Ora abbiamo visto l'interazione delle entità celesti (Dhyanis), le entità terrestri (l'essere umano terrestre-fisico e l'anima lunare dei Pitris) e le entità luciferiche nel tempo Lemuriano. Consideriamo ora un'altra linea speciale di evoluzione nell'essere umano. Ogni ciclo è prima discendente e poi ascendente: evoluzione - involuzione. Succede lo stesso con L’evoluzione dei nostri sensi. Non abbiamo sempre avuto gli stessi sensi. Nell'era polare, l'essere umano era avvolto in una materia sottile, quasi oscura. Era stato realizzato nel senso dei Pitris, etereo. Questa specie di essere umano eterico, che in realtà aveva l'aspetto ovale di un uovo, si muoveva in un elemento completamente eterico. I sensi di oggi sarebbero stati inutili a quel tempo. Un solo senso era sufficiente per orientarsi nella materia eterica, ed era il senso dell'udito. Avevano solo questo senso per sentire il movimento della materia eterica, proprio come più tardi, nella sesta razza-radice, l'essere umano sentirà le "trombe" (Apocalisse di Giovanni), cioè i toni sferici.

Durante la condensazione della materia, si sviluppò allora quella che deve essere chiamata differenza di calore all'interno della materia. L'aria che si muove in modo uniforme è suono. I movimenti non erano più uniformi, quindi si sviluppavano zone più dense e calde. Gli iperborei erano formati da materia aerea. Si muovevano in una specie di materia aerea. Potevano distinguere i gradi di temperatura sviluppando il senso emotivo. Quando la terra fu ulteriormente compressa, i corpi divennero prima più solidi e infine incandescenti. Questo poteva apparire esternamente come una fiamma. Il senso del viso si è formato in modo tale che l'organo di calore della testa, che sporgeva dalla sommità del capo come una lanterna, si è trasformato lentamente in un organo di vista. Questa corrisponde alla futura ghiandola pineale, che ora è atrofizzata; un tempo era incandescente e sporgente: l'unico occhio dei Ciclopi. Con l'ulteriore compattazione della terra questo occhio comincia a ritirarsi e al posto di un occhio se ne sviluppano due, ma non si sono formati completamente fino al periodo atlantideo.

Fino alla terza sotto-razza del periodo atlantideo c'erano ancora persone che avevano sviluppato un unico occhio (l'occhio del Ciclope) e lo usavano per la chiaroveggenza. Poi apparve una nuova capacità, quella di percepire la sostanza condensata con un senso: attraverso il senso del gusto (lingua). La sostanza doveva essere concentrata a tal punto da diventare come il sale. All'ultimo, si è sviluppato il senso dell'olfatto, che acquisirà il suo vero significato solo nei cicli successivi.

Ora prosegue l'evoluzione, e siamo chiamati a formare due nuovi sensi in questo ciclo. Abbiamo già cominciato a iniziare il ciclo attivamente dove prima lo avevamo iniziato passivamente. Ora quello che prima era passivo sta diventando attivo. L'approccio a questo è nato presso gli Atlantidei. Prima di allora, non esisteva un linguaggio tra gli umani; questo si è sviluppato per la prima volta tra gli Atlantidei. Attraverso il linguaggio, gli esseri umani esprimono ciò che hanno sentito con le loro orecchie. Un tempo l'evoluzione era l'involuzione. Parlare è l'antitesi del sentire. Il discorso deve continuare ad evolversi. Arriverà al suo significato, a diventare un senso, quando lo sviluppo mistico avrà così nobilitato l'essere umano dall'interno che lo spirituale potrà fluire direttamente in lui. Quando lo spirituale si unirà alla laringe, l'essere umano potrà parlare solo in senso superiore (davanti ai Maestri). Per la prima volta un Manu umano, che sarà un "Maestro" come essere umano, raggiungerà la sua formazione alla fine della quinta razza-radice. Nella sesta razza-radice sarà un fratello dell'essere umano (Menschenbruder). Coloro che hanno portato il loro sviluppo mistico dell'astrale così lontano da essere in grado di riconoscere il Maestro, lo hanno raggiunto attraverso l'allenamento di questo senso. "Prima che la voce possa parlare davanti ai Maestri, deve disimparare a ferire". Ma all'interno del nostro ciclo si deve sviluppare anche un settimo senso. Nello stesso modo in cui il senso dell'udito esce in modo attivo nel non ferire più con la parola, il senso emotivo subirà un'inversione. L'essere umano non comprenderà più solo ciò che viene dall'esterno come emozione, ma saprà anche dirigerla verso l'esterno. Saprà dispiegare il cuore liberamente verso l'esterno e sarà allora in grado di mettere le emozioni più profonde attorno alle altre persone.

Ciò che oggi si trova nel cuore come anima spirituale fluirà verso l'esterno. Deporrà la sua anima apertamente ai piedi della gente. Finché l'essere umano non si sforza coscientemente di affrontare i suoi simili e il mondo intero senza veli, non potrà sviluppare questo senso: "E prima che l'anima possa stare davanti a loro, il sangue del loro cuore deve bagnare i piedi". Il corpo astrale organizza questi sensi quando si vive nel senso di questi due versetti.

14°L'Evoluzione Planetaria - Nona Conferenza

Berlino, 3 Novembre 1904

Vogliamo dare un esempio del divenire del mondo, vogliamo immaginare il punto in cui l’evoluzione passa attraverso la metà del tempo Lemuriano, e vogliamo osservare un pezzo prima e dopo questo tempo. Mostreremo come il senso della vista sia nato allora. Se potessimo guardare la terra al tempo della prima razza polare, la vedremmo come una sfera di etere. Presto, cioè diversi milioni di anni dopo - che nell’ evoluzione del mondo può significare "presto" - la materia si è condensata. Vediamo gli inizi dell’evoluzione di ciò che chiamiamo aria. I primi inizi di ciò che chiamiamo fuoco e acqua si sono formati nell'aria stessa. Ma l'acqua esisteva nell'aria solo come nebbia infuocata. A quel tempo, all'inizio del tempo lemuriano, la terra era una densa e fumante nebbia di fuoco. La vera acqua, come la conosciamo ora, si è formata solo più tardi, quando la terra si è raffreddata, e solo più tardi si è formato il solido. Bisogna ricordare che gli esseri umani durante tutte queste fasi evolutive erano presenti in una forma o nell'altra. Lo sviluppo umano dipende sempre dall'ambiente.

Consideriamo ora l'uomo come comincia a svilupparsi nel tempo della formazione della nebbia di fuoco. A quel tempo aveva il senso dell'udito e il senso del sentire le differenze di temperatura ed era un essere mobile e multiarticolato che volava in giro nella nebbia di fuoco. Per sentire se le condizioni dell'esistenza erano favorevoli, se non era troppo caldo o troppo freddo, aveva bisogno di un organo. In questo momento si formò un organo simile al ciclope, che all'inizio aveva lo scopo di essere un organo di sensazione per la temperatura circostante, se poteva entrarci o meno.

Poi tutta la massa in cui si muoveva cominciò a diventare infuocata. Prima non c'era quella che ora chiamiamo fiamma; c'era un grado di temperatura molto più alto di quello del fuoco attuale. Questo organo del sentire ha percepito come lo stato di calore è diventato fiamma e quindi si è condensato gradualmente nell'organo della vista. Vediamo, dunque, che questo organo di sensazione si sviluppa dall'interno, perché nasce prima da un bisogno interiore dell'uomo; è quello di indicare se si sente bene o no. È quindi originariamente lì per il bene dell'essere umano stesso, in modo che possa svilupparsi come essere vivente nelle condizioni appropriate. Lungo la strada - all'inizio come effetto collaterale del sentire - si forma la capacità di percepire la fiamma raffreddata, la luce. L'organo si trovava in cima alla testa umana come una lanterna incandescente. Con la crescente condensazione della materia, si trasformò da organo percettivo in organo di vista. Man mano che il corpo mobile dell'uomo si andava compenetrando con una materia sempre più densa, la conseguenza fu che quest'organo percettivo perse il suo significato, perché si trovò di fronte a oggetti sempre più densi che erano limitati esternamente. Ora è entrato in gioco il fenomeno concomitante di vedere la fiamma fredda. L'organo divenne capace di vedere l'oggetto esterno limitato attraverso la materia più densa; ricevette così un nuovo scopo attraverso il suo ambiente modificato. La destinazione originale rimase in essere per entrare in gioco in uno stato successivo.

La nuova caratteristica è stata così dapprima attirata nell'essere dall'esterno per ottenere successivamente il relativo significato. Ogni essere aspira prima dal suo ambiente ciò di cui ha bisogno in seguito per le sue condizioni di vita. L'uomo non potrebbe mai percepire attraverso i suoi occhi se questi non fossero stati creati per lui dal suo ambiente. Gli organi devono prima essere creati a partire dall'ambiente affinché questo ambiente possa essere percepito. Poi, attraverso gli organi che l'ambiente ha formato in lui, il suo lavoro nell'ambiente entra di nuovo in azione. L'uomo non può mai dare al mondo qualcosa per cui non abbia creato lui stesso le condizioni, così come l'interazione tra lui e il mondo che lo circonda ha creato per lui gli occhi attraverso i quali può poi di nuovo avere un effetto sul mondo. Ritroviamo ovunque lo stesso processo: prima l'uomo risucchia dall'esterno ciò che poi cede di nuovo. Tutto ciò che è in noi è il risultato di un'attività. Non c'è essere che non sia stato prima un'attività. Ogni essere è l'effetto di un'attività. Questo è vero in tutti i settori dell'esistenza, su tutti i piani.

Se si considerano le entità dhyaniche nella loro attività rivelatrice, questa è il risultato di una precedente attività assorbita. Questa è la legge del Karma nel senso più ampio del termine. Ogni essere è il risultato di un'attività. Se qualcuno deve essere una persona felice, deve aver creato lui stesso la felicità in un'esistenza precedente. La felicità, di cui una persona gode, è il risultato di qualche attività benefica agita da lui stesso. La contemplazione del Karma della formazione degli occhi differisce dalle altre [contemplazioni karmiche] in quanto l’essere umano rimane completamente calmo e obiettivo in questa contemplazione. Ma quando contempla il Karma del suo essere – il concetto di giusto e non giusto - le sue emozioni si mescolano. Ecco perché nelle scuole vedanta e pitagoriche si usava discutere il Karma su oggetti senza emozioni. In questo modo, i pensieri sono stati prima purificati in modo che nulla di passioni e sentimenti fluisse in essi. Questo era lo studio che mirava a conoscere le leggi del mondo in modo tale che nulla di emotivo vi fosse mescolato. Questo si chiamava catarsi, il distacco da ciò che è personale. Solo allora la persona in questione poteva diventare un Iniziato. Finché l'uomo riflette sul destino dell'anima, è molto interessato a sapere se è mortale o immortale. Ecco perché ha dovuto passare attraverso la catarsi prima di poter studiare il destino dell'anima stessa. Bisognava liberarsi dalla paura e dalla pietà per se stessi, da ogni pietà egoistica, attraverso uno studio calmo e senza emozioni. Ecco perché Aristotele definisce il dramma come una purificazione attraverso la paura e la pietà.

Così vediamo come una certa sequenza di tappe prevalga nell' evoluzione. In una fase, l'essere aspira per essere attivo verso l'esterno in un'altra fase. In questo modo, l'essere si confronta prima con il mondo esterno, poi si sviluppa l'interazione. Che rimarrebbe in essere, se le condizioni non cambiassero. Con la condensazione, l'attività viene respinta e l'essere viene trasformato dall'interno. Quando l'occhio si forma, la prima cosa che succede è che l'occhio percettivo entra in contatto diretto con l'ambiente. Poi l'occhio è delimitato dalla materia più densa che si è interposta come strato. Questo strato materiale separava il fuoco dell'occhio interno dal fuoco esterno. La formazione di strati più densi avviene nel modo seguente: Se prima c'è una sfera uniforme, allora prima si forma un guscio sferico, che si separa dalla sfera interna da uno strato inserito nel mezzo. In questo modo si forma l'atomo originale. Quindi inizialmente abbiamo una materia ugualmente sottile all'interno e all'esterno, separate l'una dall'altra da uno strato di materia più densa. Immaginate che questo processo continui. La membrana della materia più densa si divide in modo simile, come se fosse circondata da una nuova membrana più densa. Così l'essere speciale si forma circondandosi di membrane sempre più dense, proprio come si forma l'atomo. Così dobbiamo pensare alla formazione dell'atomo come uno schema: la separazione di una certa parte di una materia esistente da una materia che diventa più densa. Così sussiste una certa differenza tra l'interno e l'esterno.

Questo dovrà esprimersi in qualche modo. Pensate a ciò che chiamiamo sensazione. Può essere causata da una puntura di spillo, per esempio. Ma ci deve essere qualcosa che causi la sensazione e qualcosa che abbia la sensazione, qualcosa di attivo e qualcosa di passivo. Tutto nel mondo avviene in questo modo. Tutto l'essere è il risultato di un'attività. Ogni attività richiede che ci sia qualcosa di passivo. Questi sono i due poli che devono essere ricercati in ogni attività. Anche nel più piccolo atomo c'è qualcosa di attivo e qualcosa di passivo. Le forze dall'esterno trasformano la membrana che circonda l'atomo. Diventa quindi concavo dall'esterno e convesso dall'interno, il contrario.

Noi siamo la parte passiva in relazione al mondo, poiché riceviamo e abbiamo continuamente delle impressioni. Queste impressioni continue sono ciò che si sente attraverso il corpo astrale. Nel mondo astrale dobbiamo distinguere tra attività e passività. Ogni sensazione deve essere prodotta o piuttosto causata. Nulla può essere causato nel mondo della sensazione che non abbia un effetto nel mondo della sensazione. Bisogna immaginare tutto lo spazio della sensazione. Se ci fosse un solo corpo astrale, non saremmo mai in grado di attribuire sensazioni alle azioni di altri esseri. Ma la capacità di sentire non sarebbe potuta sorgere in noi se non l'avessimo così separata da un intero mondo astrale.

L'essere astrale presuppone un'attività astrale. Allo stesso modo, l'essere mentale presuppone l'attività del pensiero e l'essere fisico presuppone l'attività fisica. Quando abbiamo capito questo, allora capiamo qualcosa di più. L'uomo pensa. Questo è il suo essere. "Cogito ergo sum" (Cartesio). Il pensiero passivo dell'uomo sulle cose presuppone un pensiero attivo, presuppone che le cose siano prima create dal pensiero. Il nostro pensiero umano passivo presuppone un pensiero attivo. Per ogni pensiero passivo, deve averlo preceduto un pensiero attivo-creativo. Ogni sentimento, ogni sensazione, ogni esperienza passiva nel corpo astrale presuppone una realizzazione attiva di questa esperienza astrale. Tutto ciò che appare nel mondo presuppone una causa attiva del vissuto astrale. La luce non ci sarebbe se la luce non fosse stata portata; l'essere non ci sarebbe se non fosse stato portato; la percezione presuppone uno svelamento dell'apparenza.

Ovunque nel mondo troviamo la triplicità:

il pensare attivo e passivo,

il vivere attivo e passivo,

l’essere attivo e passivo.

Tutto ciò che è l'essere passivo per l'uomo si chiama Piano Fisico, che è la quintessenza di tutto l'essere passivo.

La quintessenza di tutta la vita passiva si chiama Piano Astrale.

La quintessenza di tutto il pensiero passivo si chiama Piano Mentale Rupa.

La quintessenza di tutto il pensiero attivo si chiama Piano Mentale Arupa.

La quintessenza di tutta la vita attiva si chiama Piano Buddhico.

La quintessenza di tutto l'essere attivo si chiama Piano del Nirvana.

Questi sono i cinque [sei] piani a noi noti. Il Piano del Nirvana ha l'attività più intensa, perché persino l'essere viene creato su di esso.

Se si guarda l'essere umano in termini di questi piani, si vedrà che ogni pensiero che l'uomo pensa è seguito da un altro pensiero attivo come reazione all'altro Piano corrispondente. Se uno ha un pensiero sul Piano mentale inferiore, questo provoca un’immagine contraria sul Piano mentale superiore. Se si nutre un sentimento, questo provoca un’immagine contraria sul Piano buddhico. Se uno è attivo sul Piano fisico, questo provoca un’immagine contraria sul Piano del Nirvana. Come prima il pensiero attivo creava il nostro pensiero passivo, così un pensiero attivo crea una corrispondente un’immagine contraria passiva sul Piano mentale superiore, e così via. Così nessun pensiero può essere afferrato da noi che non abbia la sua immagine contraria, così come nessun sentimento, nessuna azione.

La somma di tutti questi pensieri contrari, queste esperienze contrarie, queste azioni contrarie si chiama Cronaca Akashica. Si possono quindi leggere tutti i pensieri dell'uomo sul Piano mentale superiore, tutti i sentimenti e le esperienze sul Piano buddhico e tutte le azioni sul Piano del Nirvana. Le entità che regolano la relazione tra le immagini contrarie e l'essere umano sono di grande importanza. L'uomo vive i suoi pensieri sul Piano mentale. Ciò che l'essere umano organizza nei suoi pensieri, accade tutto sul Piano mentale. Lì, nel Devachan, tra la morte e la nuova nascita, egli costruisce il carattere del suo corpo mentale per la nuova vita. Ci sono le immagini contrarie dei suoi pensieri precedenti. Egli le attira nel suo corpo mentale, liberato dal fisico e dall'astrale, e forma così il suo futuro corpo mentale secondo le immagini-pensiero che ha creato. D'altra parte, non sarebbe in grado di collegare le immagini contrarie delle sue esperienze e azioni con se stesso. Questo viene regolato dagli esseri regolatori esterni, i signori del Karma, i Lipika, che portano le immagini contrarie create dei sentimenti e delle azioni dell'essere umano sul Piano Budhico e Nirvana in connessione con lui - che ha già di nuovo gli involucri kamici e altri intorno a sé - per le incarnazioni seguenti.

15°L'Evoluzione Planetaria - Decima Conferenza

Berlino, 5 Novembre 1904

Un essere per arrivare dall'inizio alla fine dell'evoluzione passa sette volte sette metamorfosi:

7 stati di coscienza

7 regni o stati di vita

7 stati di forma I sette stati di coscienza che un essere attraversa sono:

La trance profonda

Il sonno senza sogni

Lo stato di sogno

Lo stato di veglia

Lo stato psichico

Lo stato superpsichico

Lo stato spirituale.

I sette regni o stati di vita sono:

Il primo regno elementare

Il secondo regno elementare

Il terzo regno elementare

Il regno minerale

Il regno vegetale

Il regno animale

Il regno umano.

I sette stati di forma o metamorfosi di forma sono:

Questi sette globi o stati di forma non sono in realtà sette globi diversi, ma una sola sfera; quest'ultima passa sette stati successivi. Uno stato deve sempre trasformarsi in un altro. Perché questo avvenga, è necessaria un'entità che rappresenti una certa quantità di potere e trasferisca la sfera da uno stato all'altro. Una tale entità si chiama Prajapati. Tali entità spirituali elevate, che hanno un potere così grande, hanno ricevuto questo potere durante le evoluzioni precedenti. Hanno avuto un lungo apprendistato. Grazie a ciò sono diventate energie capaci di trasmutare una sfera in un'altra nel nuovo universo.

Questi sette stati di forma vengono attraversati in tutti i sette regni della vita e in tutti i sette stati di coscienza. Ora comprendiamo che questi esseri (Prajapati) possono realizzare in un ciclo quello che realizzano negli altri cicli, per esempio, sulla terra, sulla luna e così via, in modo che gli stati simili possono sempre essere realizzati da entità simili.

Questo è ciò che accade in tutti i cicli, su tutti i sette pianeti. I prajapati della forma sono presenti una volta per tutte, sono i prajapati più bassi qui, che devono effettuare la trasformazione finale, e che entrano in azione ogni volta che è necessaria un passaggio.

Lo stato arupa e lo stato archetipico sono essenzialmente diversi dagli altri cinque stati. Effettivamente, nella realtà, lo stato di forma inizia sul piano dell'"arupa". Sul piano arupico non c'è ancora la forma, solo la relativa disposizione, e sul piano archetipico la forma dà la forma a se stessa, è tutta vita lì. Quindi, il primo e il settimo stato di forma sono in realtà stati di vita, in cui il settimo è sempre quello dello status nascendi (il sorgere) del primo successivo, o in cui il settimo (l'archetipo) è diventato quello che era nello status nascendi nel primo.

Lo stato archetipico della forma è quello in cui la forma è diventata vita, e quello arupico è quello in cui la forma è ancora vita. In realtà, quindi, abbiamo solo cinque prajapati della forma, perché due dei sette appartengono già ai prajapati superiori della coscienza. Si potrebbe forse dire che gli stati della vita e gli stati di forma sono solo stati condensati di coscienza, o anche il lato passivo della coscienza attiva, o anche il lato negativo attuale del quadro del mondo, mentre la coscienza è il lato positivo. Così il primo e l'ultimo dei prajapati degli stati di forma appartengono già alla gerarchia superiore dei prajapati della coscienza.

Ogni essere passa anche attraverso i regni della vita. Questo ci porta ai prajapati dei cicli, ognuno dei quali è capo di un regno di vita. Ci sono sette stati di vita che sono passati l'uno nell'altro da sette esseri. Ogni volta che abbiamo completato il settimo ciclo, abbiamo a che fare con uno stato che corrisponde a quello del primo ciclo, ma ad un livello superiore. L'uomo è entrato nello sviluppo della terra con il risveglio della coscienza diurna luminosa; ora la forma, e alla fine del settimo turno l'uomo avrà raggiunto nella formazione ciò che aveva nel primo turno, all'inizio, nella disposizione.

Questi sette cicli sono i sette giorni della creazione nella Genesi. Siamo ora al quarto giorno della creazione. Nel secondo capitolo della Genesi abbiamo una descrizione speciale del quarto giro: la creazione dell'Uomo, nel momento che cade a metà del periodo Lemuriano. È solo nel settimo giorno che l'uomo è arrivato alla sua vera somiglianza con Dio in relazione ai suoi corpi fisico, astrale, mentale e arupico. Quello che era il contenuto alla fine dello sviluppo lunare diventa la disposizione all'inizio dello sviluppo terrestre. In realtà, solo sei cicli possono essere chiamati i cicli della vita, perché il settimo ciclo è un ciclo del prossimo stato superiore di coscienza.

Pertanto, ci sono effettivamente solo sei stati di vita e di conseguenza solo sei prajapati di vita. Contiamo un prajapati della vita tra i sette prajapati della coscienza e si aggiungono anche due prajapati della forma. Così abbiamo in realtà dieci prajapati della coscienza, di cui un prajapati è quello che porta ai sei prajapati della vita, e due prajapati che portano ai prajapati della forma. Così si formano:

10 prajapati della coscienza

6 prajapati della vita

5 prajapati della forma

o dieci + sei + cinque = complessivamente 21 prajapati.

A questo si fa riferimento nella “Dottrina Segreta” di H. P. Blavatsky, versetto 4 del libro Dzyan: "L'Uno dall'Uovo, il Sei, il Cinque". Il Dieci è chiamato: l'Uno dall'Uovo = 0. Dall'Uovo (0), i 10 Prajapati della Coscienza, è venuto prima il primo Prajapati della Vita, poi seguirono altri sei Prajapati della Vita e cinque Prajapati della Forma = 1065, somma delle cifre 21 (valore di Jehovah/Geova).

A proposito dei chakra del corpo astrale: come il corpo fisico dell'uomo ha dei sensi, così anche il corpo astrale dell'uomo ha dei sensi. Si trovano allineati in una linea. Uno di questi sensi si trova sopra la laringe. Questi sensi sono chiamati chakra, ruote sacre. Sono immobili nell'uomo comune, ma nel veggente sono mobili e girano. Il chakra sopra la laringe è essenzialmente una formazione a forma di foglia. Tutti i chakra astrali sono chiamati fiori di loto. Il chakra sopra la laringe è chiamato il fiore di loto a sedici petali. Lentamente nell'evoluzione dell'uomo si è formata questa ruota [vedi schema p. 182]. Solo nell'uomo di razza lemuriana, a metà del periodo lemuriano, la concezione, la facoltà di pensiero, cominciò gradualmente a svilupparsi, e solo l'ultima razza lemuriana l'aveva in qualche misura formata. A quel tempo la prima delle foglie di loto brillava, e ogni razza successiva, con uno sviluppo normale, metteva su un'altra foglia, cioè:

sette foglie nelle sette sotto-razze della quarta razza-radice, quella atlantidea,

sette foglie nelle sette sotto-razze della quinta razza-radice, quella ariana, (finora cinque, poiché siamo nella quinta sotto-razza),

una foglia nella prima sotto-razza della sesta razza-radice.

Poi tutte le sedici foglie dell'immaginazione si illuminarono.

Ora, dalla terza sotto-razza della quarta razza-radice, si è formata anche la memoria. La corrente della memoria passa anche gradualmente alle ruote, attraverso cinque sotto-razze della quarta razza-radice atlantidea, attraverso sette sotto-razze della quinta razza-radice, e attraverso quattro sotto-razze della sesta razza-radice.

Così l'uomo medio ha ormai formato tredici foglie della facoltà immaginativa, e la memoria è arrivata alla decima foglia. Quando la memoria, iniziata con la quarta foglia dell'immaginazione, incontra con la sua corrente quella dell'immaginazione, il chakra comincia a girare, cioè nell'uomo normalmente sviluppato nella quarta sotto-razza della sesta razza-radice. Poi la ruota gira come un vortice. Ad ogni razza successiva, la luce passa ad un altro raggio della ruota, o ad un'altra foglia dei fiori di loto.

Con la prima sotto-razza della sesta radice, la ruota è completamente formata. All'essere umano medio mancano ancora tre raggi, che ora sono ancora spazio oscuro. La ruota non ha solo un vortice, ma due. La seconda corrente incrocia la prima: nella terza sotto-razza degli Atlantidei, la memoria si aggiunge all'immaginazione. La memoria arriva fino alla quarta sotto-razza della sesta razza radice. Poi si perde perché diventa superflua.

Quando la memoria apparve nella quarta sotto-razza, l'illuminazione dell'immaginazione era avanzata al quarto raggio; tre sotto-razze erano senza memoria. L'ultima parte della corrente di memoria incontra l'altra corrente. Nella quarta sotto-razza della sesta radice la ruota si mette in moto per la prima volta. Quando questa ruota sarà messa in moto, l'uomo passerà la sua parola al mondo astrale. Ciò che l'uomo allora dirà avrà un effetto diretto sul suo prossimo. Per esempio, il prossimo sentirà la benevolenza espressa dalla parola, percepirà ogni parola. Il Manu umano della sesta razza radice che guiderà questa razza, lui che è il primo Manu umano, può parlare agli esseri umani solo quando l'essere umano è pronto a parlare al Maestro e può farlo solo quando questo chakra è completamente sviluppato, quando la parola dell'essere umano passa direttamente nel flusso delle ruote. L'essere umano normale lo raggiunge nella quarta sotto-razza della sesta radice. Rimanere indietro significherebbe che i sedici raggi non sono tutti sviluppati. Allora l'essere umano non sarebbe in grado di parlare davanti al Maestro, quindi non potrebbe essere guidato dal Maestro a questo stadio dell'evoluzione. È particolarmente importante allenare questo chakra, e ciò dipende dal fatto che l'uomo abbandoni l'abitudine di ferire con la voce.

Le persone hanno 16 opportunità - attraverso 16 sotto-razze - di allenare questo chakra. Se non lo fanno, vanno per le 16 vie della perdizione attraverso la Parola. Nelle metamorfosi successive, le [ultime foglie del loto a sedici petali] sono ulteriormente formate, plastiche, poi in pensiero-materia, poi archetipiche. Al prossimo ciclo, il fiore di loto a sedici petali sarà davvero una foglia vegetativa sullo stadio fisico. I suoi raggi sono allora delle vere e proprie foglie e il minerale è allora completamente scomparso. Nella settima razza-radice si sviluppa il chakra che è chiamato il fiore di loto a due foglie ed è situato tra le sopracciglia.

+4 …..Qui il cervello inizia a formarsi

+ razze della coscienza

3. Razza radice

Ultima lemur.

7 razze atlantidee

4. razza radice

7. razze ariane

5. razza radice

7 sotto-razze

Della 6. Razza radice



Sviluppo della memoria

I due foglietti di appunti di Rudolf Steiner (ridotti nelle dimensioni) nelle pagine seguenti sono ovviamente collegati a questa conferenza.

[appunti in corsivo illeggibili]

Arupa / disposizione della forma / archetipo / forma che è già diventata / vita

Rupa / intellettuale / reale / forma

astrale / plastica / fisica

2. Prajapati della vita / 5. Prajapati della forma / cicli stati della vita

4 stati della vita / I 3 stati della vita in linea ascendente / sono già un’elevazione della / coscienza

10 Praj. della coscienza / 6 Praj. della vita / 5 Praj. della forma / 1065

[appunti in corsivo illeggibili]

777 incarnazioni / 700 + 70 + 7

7 pianeti sono scritti alla posizione delle centinaia

7 giri (cicli) sono scritti alla posizione delle decine

7 globi (metamorfosi) sono scritti alla posizione delle unità

7x7x7 = 343 incarnazioni o metamorfosi totali

cioè il M. [il Maestro] esige che si riconosca che non si tratta di / esternalità,

ma con condizioni, che esotericamente / il ciclo si riferisce al globo

come 10: 1 / e inoltre, che il pianeta si riferisce al ciclo o al turno

come 100: 10 / in modo che la soluzione di 777 = 343

Pagina 191 della Dottrina Segreta - / Praj, - 10 6 5 / forma gli spiriti (Jehovah) / cicli:

Spiriti della vita (Elohim) / Piano. (Seph.)

16°L'Evoluzione Planetaria - Undicesima Conferenza

Berlino, 9 Novembre 1904

Si spesso parla dei principi come se fossero del medesimo tipo e avessero solo gradi diversi. Ma se vogliamo capire le correlazioni, dobbiamo conoscere la natura dei principi stessi.

Dobbiamo distinguere tre cose al mondo, tre tipi di effetti. Poiché per un essere che percepisce può essere preso in considerazione solo ciò che ha una reazione, noi dirigiamo la nostra attenzione sugli effetti. Quindi ci sono tre tipi di effetti, come qualcosa possa agire: in primo luogo, l'effetto spirituale, in secondo luogo quello mentale, in terzo luogo quello fisico. L'effetto spirituale, tutto ciò che può in qualche modo agire come spirito, si chiama Buddhi; tutto ciò che può agire mentalmente si chiama Kama; tutto ciò che può agire fisicamente si chiama prana. Queste sono le tre forme di azione: Buddhi, Kama, Prana. Come forme di azione sono dello stesso tipo, solo a livelli diversi.

Ora bisogna immaginare che gli effetti sarebbero perennemente fluidi, indeterminati, se non si limitassero. Per esempio, se il kama deve apparire in un certo modo, deve darsi un limite. Quindi, per diventare effetti limitati, Buddhi, kama e prana devono darsi dei limiti. Nella letteratura teosofica, questi limiti sono chiamati "sharira", cioè gusci, guaine, foderi. Quando Buddhi ha un confine, si chiama Karana Sharira; quando Kama ha un confine, si chiama Linga Sharira; quando Prana ha un confine, si chiama Sthula Sharira. Queste Sharira sono dunque i limiti, gli involucri, che i tre modi di reazione si fissano.

Ora può avvenire quanto segue [Lo schema I è ora sviluppato sulla lavagna, scritto dal basso verso l'alto]:

Prima abbiamo il prana in efficacia; poi il prana si dà un confine verso l'esterno: Sthula Sharira. Il Prana si limita così da un lato e rimane ondulatamente aperto dall'altro. Kama ora si unisce a Prana e qui si dà un confine: Linga Sharira. Questo significa che il prana non rimane più aperto da questa parte, perché kama spinge dentro con il suo confine; ma kama rimane di nuovo aperto dall'altra parte. Ora Buddhi entra e si dà il confine contro Kama e nasce Karana Sharira. Quindi i tre principi hanno strati intermedi. Se questo è un'entità, in questi tre principi e nei loro strati intermedi deve ancora vivere una coscienza dell'Io: questa viene chiamata Atma.

L'essere umano è costituito dai tre principi e dagli strati intermedi e dalla coscienza dell'Io o Atma. Ognuno di questi può avere delle suddivisioni. Se lo comprendiamo in questo modo, abbiamo dato la composizione dell'essere umano come tale.

Qui, nell'essere umano [Schema I], il corpo fisico forma l’involucro esterno, e l'Atma riposa all'interno. Ora la disposizione può essere anche molto diversa. Perché [nel caso dello spirito planetario è] tale che il Prana si mostra prima efficacemente verso l'interno e si pone un limite. Allora si verificherebbe quanto segue [schema alla pagina seguente]:

Prana è poi limitato interiormente da Sthula Sharira, Kama da Linga Sharira, Buddhi da Karana Sharira, e avremmo ora un essere in cui Atma si trova prima all'esterno, poi Buddhi, poi Kama e infine Prana. Allora [il seguente schema] Atma apparirebbe disteso tutto intorno [una sfera], e Sthula Sharira sarebbe un punto nel mezzo.

Atma

St.Sh.

Spirito

Planetario

Una tale entità è un Dhyan-Chohan, uno spirito planetario, e deve agire in modo inverso all'essere umano. Con l'uomo, Sthula Sharira si trova all'esterno, con i Dhyan-Chohan Atma, poi viene Buddhi e così via.

Si può avere un'idea chiara di questo attraverso il seguente esempio. Quando chiudiamo gli occhi, prima è buio e poi, quando li riapriamo, vediamo la luce. Ma noi vediamo la luce solo perché abbiamo una percezione di essa e possiamo quindi riceverla. Ma deve essere lì prima di poterla ricevere. E come noi dobbiamo esserci per sentire la luce, così ci deve essere un'entità fuori che rivela la luce. Siamo ricettori di luce; fuori dobbiamo essere portatori di luce, rivelatori di luce. E come noi possiamo sentire la luce solo avendo in noi il kama, il corpo astrale, così un essere planetario deve avere un kama che irradia luce. Così che Kama lavora qui verso il centro e là nel raggio del cerchio.

Karana Sharira

Kama

Kama

Karana Sharira

Il cerchio che è convesso verso l'alto è per noi, per la percezione, per ciò che riceve, quello che si tende verso il dare. Il cerchio che è convesso verso il basso è il kama dell'entità dhyanica. Così il kama della rivelazione lavora verso il basso: Karana Sharira. Come l'essere umano ha un kama che tende al suo centro, così lo spirito planetario ha un kama che tende all'esterno, verso la circonferenza, che è luce-rivelazione, mentre il kama dell'uomo è luce-ricezione. Due tipi di entità di natura complementare formano un’unità. Un'entità deve possedere la bramosia: l'entità che riceve; un'altra deve poter dare: l'entità che dà. Il kama umano che pretende presuppone che ci sia il kama di offre, il kama dell'amore. La Buddhi umana veicola la cognizione. Ciò che ci viene rivelato dalle cose in termini di cognizione è ricevuto attraverso la nostra Buddhi. La mente planetaria deve quindi essere pensante, la Buddhi umana deve essere ricevente. Lo spirito planetario si comporta quindi in modo completamente opposto e complementare allo spirito umano.

Ogni singola cosa nel mondo esiste solo nel contesto del mondo, è un elemento del tutto. Come componente appartiene a tutto lo spirito terrestre planetario. Così, per esempio, il tavolo ha prima di tutto una materia, attraverso la quale è un essere che si confronta con noi nello spazio; in secondo luogo, ha forza, attraverso la quale dà resistenza, perché altrimenti non sarebbe lì per noi; e in terzo luogo, la forza non si esprime arbitrariamente, ma secondo certe leggi (leggi di natura).

Che cos’è la forza? Cos'è ciò che rende possibile la vita in noi? È una forza che attrae, che sostiene la vita. La forza vitale dell'essere umano si esprime tenendo insieme la materia che è in lui. È per questo che la materia e la sua forza sono diretti verso l'interno dell'uomo, costruisce l'uomo dall'interno, altrimenti non potrebbe essere percepito come un essere vivente. Il tavolo, invece, ha la materia rivolta verso l'esterno, e questo si esprime attraverso la legge.

La materia in sé non può essere percepita, solo le sue proprietà, come i colori, i suoni e così via. La materia stessa sfugge completamente alla percezione. C'è un prana nella materia che sfugge completamente alla percezione, ma si dona per rivelarsi. Oltre a questo, riconosciamo la legge nella materia, il pensiero che si esprime in essa.

Buddhi si esprime esteriormente nella natura. Ogni corpo, che è l'espressione esteriore della mente planetaria, irradia continuamente verso l'esterno, cioè ha Buddhi rivolto all'esterno. Diventa la luce che viene percepita. Buddhi è nella qualità delle cose, in ciò che è esteriore. La legge deve rivelarsi attraverso Karana Sharira. Manas che si rivela è la Legge. Brillando, un corpo ci manda Buddhi. Il pensiero, l'espressione mentale attraverso cui lo invia, è Karana Sharira. Kama, invece, lo spirito planetario lo tiene per sé; lo sottrae alla percezione. La sua materia ... [qui nelle note di Marie Steiner-von Sivers c’è una lacuna]. - Al contrario

rivela i pensieri cosmici che l'uomo deve prima scandagliare nel profondo. E ciò che lo spirito planetario esprime interamente in superficie, si arrende, questo è il suo Buddhi.

Questo viene espresso nella Bibbia. Si dice che lo spirito planetario nella sua prima manifestazione era una manifestazione di luce. Sono le qualità Buddhi (luce) che lo spirito manifesta al primo stadio. Questo antico insegnamento sacro dell'opposizione dell'essere umano e dello spirito planetario è meravigliosamente espresso nell'esoterismo cristiano. Nel linguaggio cabalistico, le qualità di Buddhi che si manifestano sono chiamate "potestà/forze/potenze". Pertanto, le potenze della luce e delle tenebre sono rivelate per prime. In questo modo, la Genesi può di nuovo essere presa alla lettera.

Quindi sono le qualità Buddhi che la mente rivela al primo stadio. Nel secondo, rivela il suo Karana sharira; ordina le cose in base a delle leggi. Ciò che ora è disposto in modo convesso nel macrocosmo è concavo nel microcosmo. Ciò che l'essere umano riconosce per ultimo viene prima nel macrocosmo; il microcosmo viene per ultimo a riconoscere la sensazione nel macrocosmo.

Ora la domanda è se c'è una transizione tra le due entità, tra l'uomo e lo spirito planetario. Pensate a un essere con una coscienza: Questo è l'uomo; ha membra diverse, ma con una coscienza comune.

(Controversia dei patrizi e dei plebei). Questo verrebbe rappresentato in qualcosa del genere:

X coscienza

O membra

Ci sono membra individuali che si irradiano tutte verso la coscienza comune. Se vogliamo considerare la coscienza comune come una forza e anche i membri, possiamo dire che la coscienza comune è quella predominante, che ha un effetto su tutti gli altri. Ora pensate a molte di queste entità, che sono efficaci in questo modo [pagina seguente]:

Ognuna delle entità ha una propria esistenza. Attraverso [l'ideale comune] può collegare altre esistenze con la propria.

Coscienza singola

Queste diverse coscienze si pongono un centro comune, lottano verso un ideale definito comune. Questo vive poi come un ideale spirituale comune nelle varie coscienze. Quando questi arrivano al punto in cui il loro ideale spirituale ha più valore di loro stessi, allora sono attratti da questo ideale nello stesso modo in cui loro stessi erano attratti dai membri della loro coscienza. Se prima formavano il centro di queste diverse sfere, l'ideale comune forma allora il centro della grande sfera. Le esistenze individuali diventano allora membri dell'esistenza comune, rinunciano alla loro specialità e vivono nell'ideale comune. Cessano di essere centri essi stessi e si danno un centro comune. In questo modo si forma una loggia fraterna a partire dalle singole persone.

Quando c'è un ideale comunitario così forte che attrae tutti i centri di coscienza individuali, queste persone formano un corpo che ha un'anima di tipo superiore. Questo crea una loggia fraterna con uno spirito completamente comunitario. E così abbiamo a che fare con un nuovo essere. Mai un'anima avrebbe potuto calarsi nell'uomo se non fosse stato un involucro formato da membra. Un essere superiore non potrà mai discendere se le coscienze individuali non diventeranno degli arti di vita, la forma per un involucro superiore, in modo che la coscienza comune si esprima in esso.

Con questo abbiamo la transizione; si crea un altro centro. Un'inversione, un'inversione di tutti i principi è lo sviluppo umano. Poiché gli esseri umani si esprimono in sette modi, non si crea un centro, ma sette centri. Questi saranno i sette Elohim, i Pitris per il prossimo pianeta.

Così l'essere umano passa da un essere che assorbe l'ambiente in sé a un essere che si rivela. Le due entità del tutto opposte, l'uomo e l'Elohim o Dhyani, non sono che forme di una sola entità. Quindi ciò che l'essere umano è qui, non sarà più in futuro, ma un'entità dhyan-chohanica. Nell'esoterismo, questo è chiamato il "segreto dell'uomo nel divenire Dio ".

Quando le coscienze individuali si rivolgono tutte verso un centro e tutto ciò che è all’esterno diventa Atma, ci sarà solo un nucleo di Sthula Sharira all'interno, cioè l'unità al massimo grado.

Questa unità non può essere raggiunta sulla terra; può essere formata solo da sette spiriti sublimi. Questo è dunque il Logos, che ha l'Atma nella sua periferia. Nella Kabbalah, la corona di tutto è il "regno", l'unione. Questo principio è anche alla base della Chiesa, cioè che tutti gli esseri umani diventano membri di una sola coscienza.

La legge della forma è la nascita e la morte. La legge della vita è la reincarnazione. La legge dello spirito è il karma. La vita passa attraverso la nascita e la morte e appare in forme sempre nuove. La forma è transitoria, la vita si ripete, lo spirito è imperituro, eterno.

17°L'Evoluzione Planetaria - Dodicesima Conferenza

Berlino, 10 Novembre 1904

Oggi vogliamo cercare di renderci chiaro il passaggio del Logos a un nuovo sistema, a una nuova creazione.

La gente di solito chiede prima: come è nato tutto? - Questa è probabilmente la domanda più difficile, ma che viene posta spesso. Si può solo darne un'idea approssimativa. Prima di tutto, dobbiamo renderci conto che è il nostro intelletto che si chiede come sono nate le cose e rende più o meno plausibile come noi stessi avremmo creato il mondo se fossimo stati il Creatore. Ma la mente umana appartiene già a quelle cose che vengono dal Logos, ed è chiaro che la coscienza del Logos è molto più grande; quindi, non possiamo giudicare il Logos con la mente umana. Pertanto, la domanda non può essere posta così: Perché il mondo doveva nascere dal Logos? - ma si può solo chiedere come si comporta la venuta del mondo dal Logos, come le cose si sono formate in essere, non perché - perché il perché implicherebbe una costrizione. L'emergere del mondo dal Logos deve essere un atto libero del Logos, non un atto di necessità.

L'aspetto creativo del Logos può essere descritto solo con un'immagine, immaginando un essere e la sua immagine speculare. Bisogna dire a se stessi: l'immagine speculare contiene tutto ciò che è presente nell'essere stesso. Ha lo stesso aspetto, ma non è vivo, non contiene il principio vitale.

Se vogliamo capire come l'immagine speculare può diventare come l'essere, dobbiamo pensare che è possibile solo in quanto l'essere cede la sua vita, la sua esistenza, all'immagine speculare - allora abbiamo il concetto del primo sacrificio. La resa della propria esistenza, il trasferimento della propria vita all'immagine speculare, questo è il sacrificio originale.

Lo stesso vale per il Logos. Il primo Logos si riferisce al secondo come quando, stando davanti all'immagine speculare, decidiamo di cedere la nostra vita all'immagine speculare. La rinuncia alla vita è il sacrificio originale nell'azione libera. Questo è l'atto del primo Logos. Il secondo Logos è esattamente lo stesso del primo Logos, tranne che ha ricevuto la sua esistenza attraverso un sacrificio. Se si studia l'effetto del secondo Logos, si trova che l'essenza del secondo Logos consiste in questo, nel riflettere appunto l'essenza del primo Logos di nuovo sul primo Logos. Così il secondo Logos è un riflesso del primo Logos, dal quale ha ricevuto la propria vita, la vita che emanava dal primo Logos. Dapprima il primo Logos riflette se stesso, poi dà la sua vita al riflesso. Mentre nel primo Logos tutto è diretto verso l'esterno, l'esistenza lavora verso l'esterno, il secondo Logos ha, in primo luogo, l'esistenza che ha ricevuto e, in secondo luogo, la proprietà di irradiare il suo contenuto al primo Logos. Così abbiamo ora una dualità nel secondo Logos. La vita e il contenuto del secondo Logos sono due. Il contenuto è lo stesso del primo Logos, ma la vita è qualcosa di diverso dal primo Logos:

Logos 2. Logos

La linea nel mezzo del secondo cerchio significa che nel secondo Logos la vita e il contenuto sono due cose diverse, che sono divise. Se è una questione di contenuto, l'immagine e il suo riflesso sono le stesse in entrambi, ma la vita è qualcosa di diverso.

In questo senso, questo non potrebbe ancora risultare in un sistema mondiale, perché qui solo un Logos sarebbe in relazione con l'altro; la diversità non vi entrerebbe. La varietà può arrivare solo attraverso un ulteriore sacrificio. Un altro rispecchiamento deve avvenire: anche la relazione che i due hanno l'uno con l'altro deve essere rispecchiata. In primo luogo, il primo Logos si specchia di nuovo, in secondo luogo, il riflesso si specchia. Questo dà luogo al terzo Logos come riflesso degli altri due logoi/Logos. Così il terzo Logos contiene:

1. l'immagine speculare del primo Logos

2. il riflesso di ciò che il primo Logos ha realizzato nel secondo Logos, cioè la sua vita.

3. l'immagine speculare di ciò che il secondo Logos irradia di nuovo al primo.

Immaginiamo ora: Il primo Logos si rispecchia in a. Se il primo Logos è l'attività creativa che si sforza verso l'esterno, la sua immagine speculare nel terzo Logos è precisamente l'attività opposta del primo Logos. Nel primo Logos, a è la spirituale luce più elevata del mondo; nel terzo Logos, a è l'oscurità spirituale più esterna.

b è nel secondo Logos la vita che il secondo Logos ha ricevuto dal primo Logos. Non è la vita che si sacrifica, ma quella che è stata accettata. La vita che si sacrifica nel primo Logos è l'amore. L'opposto di questo nel terzo Logos è la brama assoluta, l'anelito, lo sforzo verso il Logos, b è quindi nel terzo Logos la brama assoluta.

c è nel secondo Logos il riflesso del primo Logos, che il secondo Logos riflette.

Logos a a = luce spirituale del mondo

Logos b/c

Logos b/c/a a= oscurità spirituale

B = la brama

C = l’immagine fedele del primo Logos

Nella nostra immagine riflessa distinguiamo:

1. l'immagine irradiata che ritorna dall'oscurità.

2. ciò che abbiamo ceduto torna indietro come brama.

3. l'immagine stessa, che noi stessi siamo.

Questo corrisponde nel terzo Logos alle tre parti:

a l'oscurità spirituale = Tamas

b la brama assoluta = Rajas

c il semplice riflesso del primo Logos = Sattwa.

Tamas, Rajas, Sattwa sono i tre Gunas, le tre parti del terzo Logos.

In primo luogo, a, b e c sono presenti. Se è presente un solo, è Tamas. Quando a - l'oscurità mentale o Tamas - si combina con b - Rajas, la brama assoluta - l'oscurità si combina con il desiderio, ed è uno sforzo verso il primo Logos. Quando a e c - Tamas e Sattwa - sono combinati, abbiamo l'immagine del primo Logos, creato dalle tenebre. Allo stesso modo, possiamo combinare b con c.

Ognuna può verificarsi separatamente ed essere combinata con una delle altre. Tutte e tre combinate insieme sono ciò che è il primo Logos stesso. Abbiamo sette possibili combinazioni dei tre Guna:

a 1.) a.

2.) b.

B 3.) c.

4.) ab.

C 5.) ac.

6.) bc.

7.) abc.

Così queste sono le sette diverse combinazioni dei Guna. Pensate a queste sette combinazioni possibili come al prossimo principio di creazione del mondo che può emergere dai tre Guna. Queste sette entità esistono davvero.

Sono i cosiddetti sette spiriti creatori davanti al trono di Dio, le sette potenze creative successive ai tre logoi:

a b c ab ac bc abc

Da queste sette potenze creative emerge quello che noi chiamiamo Prajapatis. Poiché ognuno può ripetere esattamente questo fatto sui livelli subordinati di coscienza, di vita e di forma, otteniamo tre ovunque: così tre volte a, tre volte b, tre volte c, tre volte ab, tre volte ac, tre volte bc, tre volte abc, così insieme tre volte sette = 21 Prajapatis.

Essi stessi si comportano come un Logos originale. Così otteniamo i 21 creatori di un dato sistema solare. Il primo concetto che incontriamo così è quello del sacrificio completamente libero. Quando viene afferrato, la questione del perché cessa di avere un qualsiasi significato. Il progresso dell'uomo consiste nel non porre più questa domanda, ma nell'ascendere al concetto del Logos creativo.

Se avete uno strumento meccanico, per esempio un orologio o una macchina, potete prevedere come si comporterà. Questo è un po' meno possibile con i processi naturali, ma in una certa misura anche lì. Un'eclissi solare per esempio, è prevedibile. Si può parlare di una necessità. Nel caso delle piante, possiamo ancora dire cosa faranno in certe condizioni. Ma più si sale nel regno della natura, più cessa la possibilità di dire cosa farà un essere in una certa situazione. Più una persona si trova in alto rispetto al talento e al contenuto, meno è possibile prevedere qualcosa delle sue azioni, perché non si possono prevedere le sue ragioni e i suoi motivi. Allora non c'è altro da fare che aspettare e vedere cosa farà in una certa situazione.

Allo stesso modo, si deve accettare la creazione del mondo come un atto libero del Logos. E il progresso consiste nel sapere che nel caso dell'universo non si deve chiedere perché, che la domanda del motivo è ingiustificata. Tutti coloro che si sono resi conto di questo non hanno parlato di un motivo del mondo.

Jakob Böhme parla di un "non motivo" del mondo. Se vogliamo ascendere alla conoscenza della potenza creatrice del mondo, non possiamo fare altro che andare fino a dove sappiamo che il nostro stesso sviluppo deve stare nell’obiettivo, perché il Creatore deve essersi trovato in quel punto un tempo. Il Creatore deve possedere tutto al contrario rispetto a noi. L'Atma è il punto più profondo dentro di noi. Il Creatore, tuttavia, ha Atma come tutti i punti del suo raggio di azione. All'inizio del sistema solare, il Logos creatore del mondo aveva le qualità che abbiamo trovato come obiettivo della nostra evoluzione, Atma, Buddhi, Karana Sharira o Manas, Kama, Linga Sharira, Prana, Sthula Sharira, tutto nel suo essere.

Dobbiamo diventare chiari su dove può trovarsi l'attività di questo Logos creativo. Per fare questo, esaminiamo prima dove arriviamo attraverso le varie metamorfosi. Le metamorfosi di forma sono: una fisica, due astrali, due mentali, due arupiche, cioè sette in tutto. Quando abbiamo raggiunto l'altezza del piano mentale, allora siamo diventati Karana Sharira dall'esterno; su questo diventiamo Buddhi, poi Atma.

Atma

Buddhi

Karana Sharira

Quando la terra avrà raggiunto il suo obiettivo, saremo attivi sul piano mentale superiore. Poi inizia quella transizione che ci porta al prossimo pianeta. Per questo dobbiamo avere l'Atma esterno. Così Karana Sharira e Buddhi devono anche scomparire all' esterno:

Kama

Karana Sharira

Buddhi

Atma

La conseguenza di ciò è che non dobbiamo immaginare che non succeda nulla durante la transizione a un nuovo pianeta - il Pralaya non è inattività e sonno - ma durante il Pralaya Karana Sharira e Buddhi vengono sfilati/liberati ancora. Sul piano Buddhi dobbiamo liberarci di Karana Sharira e sul piano Nirvana Buddhi stesso.

Quindi, l'evoluzione avviene come segue:

Pralaya è un'attività del tutto diversa dall'attività durante un Manvantara. Per formare una nuova catena planetaria, l'entità dall'altra parte deve essere passata attraverso i piani Buddhi e Nirvana. Il significato dei piani Buddhi e Nirvana è che su di essi le entità tra i pianeti passano proprio ciò che l'uomo passa nel Devachan. Esistono anche grandi Pralajas: Mahapralajas. Se seguiamo le metamorfosi della coscienza da un pianeta all'altro, abbiamo la coscienza diurna sulla terra, la coscienza di sogno sulla luna, e così via:

Tra una coscienza e l'altra si deve passare attraverso il piano del Nirvana. Quando il più alto stato di coscienza è stato raggiunto, quando l'Atma si è liberato di tutti i suoi rivestimenti ed è diventato veramente il Tutto, allora sarà in grado di formare un nuovo sistema solare. Per farlo, deve passare attraverso altri due piani di coscienza. A quel punto avrà raggiunto una sorta di visione universale e sarà in grado di sorvegliare l'intero sistema mondiale.

La coscienza attuale può sorvegliare il regno minerale, la coscienza psichica può sorvegliare la vita, la coscienza intellettuale può sorvegliare il sentimento, e la coscienza spirituale può sorvegliare tutto ciò che esiste. L'Atma ha quindi raggiunto il livello più alto.

Atma è la coscienza totale. Se l'Atma deve irradiarsi verso l'esterno, deve prima acquisire la capacità di dare tutto; deve essere creativo. Diventa creativo avvolgendosi con Buddhi e Manas. Poi può iniziare un nuovo sistema mondiale sul piano di Arupa. Così, quando la coscienza ha raggiunto l'ultimo stadio, deve ancora passare attraverso altri due piani. Il primo piano è quello in cui non stacca Buddhi ma lo aggiunge, questo è chiamato il piano Paranirvana. Quello in cui l'essere discende di nuovo per poter lavorare di nuovo sul piano Arupa si chiama il piano nirvana Mahapara. Si corrispondono sempre due piani opposti. Il più basso è il fisico, quello opposto è il Nirvana:

La brama regna sul piano astrale, l'amore, Buddhi, regna sul piano Paranirvana. Sul piano mentale regna la cognizione, che assorbe il pensiero, sul Piano Mahaparanirvana, regna il pensiero creativo. Il piano di Buddhi è la devozione assoluta e amorevole al Divino. Ha per opposto la rinnegazione assoluta di tutto ciò che è divino. Se il piano Buddhi ha qualcosa di beato, il suo contrario è l'assoluta infelicità. Questo è l'ottavo piano, l'ottava sfera.

Immaginate che qualche essere si sia allontanato dall'evoluzione su qualche piano dell'evoluzione, sia andato per la sua strada, allora cadrebbe nell'ottava sfera e dovrebbe aspettare lì fino a che tutta l'evoluzione abbia compiuto il giro. Potrebbe solo essere portato di nuovo con sé nella prossima evoluzione come l'essere più basso. In questa rosa dei venti cosmica, gli opposti sono ben espressi. - Quando abbiamo raggiunto il piano Nirvana, l'essere ha raggiunto il punto in cui il suo Atma si trova completamente all'esterno. Abbiamo quindi a che fare con un tale Logos, che abbiamo chiamato i Sette. Si tratta dei sette spiriti creatori, ed è per questo che abbiamo anche sette razze diverse, [le cosiddette razze radice con le loro sette sotto-razze ciascuna]. I sette diversi spiriti appartengono al Piano Nirvana. Poi, quando passiamo attraverso il Piano Paranirvana e il Piano Mahaparanirvana, arriviamo al primo e al secondo Logos. Sul Piano Paranirvana sorge il secondo Logos e il primo Logos sul Piano Mahaparanirvana. Il sistema mondiale è completato dalle 7 volte 3 = 21 Prajapatis. L'ultimo di questi è abc, il terzo Logos stesso. Solo il primo Logos può portare con sé ciò che è caduto nell'ottava sfera. Lo prende con la polvere del mondo. Essere buttati fuori dall'evoluzione significa incatenare la propria vita con qualcosa che necessariamente rimane indietro, e aspettare in essa fino a quando l'evoluzione incontra di nuovo lo stato in questione. Un selvaggio abitato dall'anima di un selvaggio è relativamente felice; ma pensate ad un essere evoluto nel corpo di un selvaggio o di un cane, allora sarà un vero e proprio esilio. L'anima superiore ha preso la via di una manifestazione inferiore.

Infatti, "andare nell'ottava sfera" significa: non progredire con l'evoluzione, non essere in grado di seguire l'evoluzione degli altri, ma essere respinto ad un livello inferiore. La coscienza è prima una coscienza cognitiva fino al piano Nirvana. Dal Piano Nirvana in poi non è più una semplice comprensione, ma una creazione interiore. Sul Piano Paranirvana è una creazione esteriore. Sul Piano Mahaparanirvana è la coscienza creativa del Logos. Da lì la coscienza del Logos passa attraverso l'ottava sfera al piano fisico e lì diventa forze creative della natura. In verità, sono l'espressione di pensieri divini che ci appaiono come forze perché non ne abbiamo una visione d'insieme.

18°Logosofia - Cosmosofia - Osservazioni preliminari

Con la presentazione della creazione del mondo come una triplice manifestazione del Logos, lo Spirito divino riversato nel mondo, come già detto nell’ultima conferenza della prima parte e nei testi seguenti, Rudolf Steiner si collegò per il pubblico di quel tempo ai suoi due scritti pubblicati poco prima: "Misticismo nel sorgere della vita spirituale moderna e la sua relazione con la visione moderna del mondo" (pubblicato nel 1901 come riassunto del ciclo di conferenze tenute durante l’inverno del 1900/01) e "Il cristianesimo come fatto mistico" (pubblicato nel 1902 anche questo come riassunto del ciclo di conferenze tenute durante l’inverno del 1901/02).

In "Misticismo", i grandi mistici del Medioevo sono usati per descrivere come la vera conoscenza di sé possa essere ottenuta solo attraverso l’esperienza mistica, cioè interiore, e da questa possa altresì essere ricavata la vera conoscenza del mondo o di Dio. Nella sua opera "Il cristianesimo come fatto mistico", (Steiner) descrive come il cammino sia stato cercato nei Misteri dell’antichità: il dramma cosmico del processo di creazione, il protendersi del Logos, l’anima del mondo, al corpo del mondo nella forma della croce, doveva essere vissuto come il proprio destino spirituale, affinché il Logos versato nel mondo potesse celebrare la sua resurrezione nell’anima, potesse nascere in modo spirituale. Questo è diventato un fatto storico all’inizio della nostra era quando il Logos si è fatto carne nell’uomo Gesù e ha dovuto ripetere il processo del mondo cosmico nella sua esistenza carnale, fino alla crocifissione e alla resurrezione. Come fatto storico, il Logos fatto uomo dovette attraversarlo, affinché la sconfitta della morte potesse avere validità non solo per i singoli eletti, ma per tutta l’umanità. "Il cristianesimo come fatto mistico è uno stadio di evoluzione nella tappa dell’evoluzione dell’umanità; e gli eventi dei Misteri erano la preparazione di questo fatto mistico".

(Cap.: Cristianesimo e saggezza pagana).

Così, con questi due scritti, basati sul modo mistico di conoscere e sulla Logosofia degli antichi Misteri, si creò la premessa, come si cominciò a presentare a partire dal 1903, per una Cristologia spirituale-scientifica orientata al cosmo.

Poiché in quel momento tra il pubblico c’era un grande interesse per la dottrina del Logos degli antichi Misteri, e poiché essa aveva già avuto un grande significato nella letteratura della Società Teosofica prima di Rudolf Steiner, egli si sentì presto obbligato a mettere in guardia dal parlare in modo troppo astratto del Logos. Nelle note delle osservazioni sui tre Logoi nella sede di Berlino del 2 febbraio 1904, che purtroppo sono completamente inadeguate per la stampa, c’è l’osservazione: "Si è molto tentati di parlare in termini generali di primo, secondo, terzo Logos. I principianti in particolare amano parlare subito del Logos e vogliono discutere di tutto il mondo con argomenti su ciò che il primo, il secondo e il terzo Logos devono fare. Ma non è questo che vogliamo". A lui interessava piuttosto chiarire quale fosse il compito dei singoli esseri all’interno dell’evoluzione del mondo. - Come ha spesso sottolineato, la ricerca scientifico-spirituale non si basa sulla speculazione, ma sulla reale esperienza spirituale. Di conseguenza si dice (Berlino, 18 dicembre 1906, in GA 266/1) "In realtà, nessun essere umano in cui la coscienza superiore non si sia risvegliata, può formarsi un’idea dell’essenza dei tre Logoi, tuttavia l’anima può essere preparata per una visione corretta nel futuro mediante le immagini giuste". Per "immagini giuste" si intendono le immagini delle tappe di evoluzione del Logos versato nel mondo, come sono state presentate concretamente a partire dal 1903, e nell’opera "La Scienza Occulta" (1910) al pubblico.

H.W.

19°La Prima, Seconda e Terza Figliolanza di Dio - Registrazione scritta a mano senza data, ca. 1903/1904

1903

I. Prima Figliolanza di Dio, il primo riflesso dell’Essere primordiale, che nel pensiero, nel nome e nel desiderio non proclama altro che la stessa Divinità; quindi, non è altro che l’unico proclamatore del Tutto Uno. Non si parla ancora di differenziazione e individualizzazione. Ciò che possiamo percepire in qualsiasi punto di questo Infinito auto-luminoso è solo l’Unica Divinità.

Coscienza del mondo: la coscienza del Tutto ha questo Tutto per la conoscenza.

II. Seconda Figliolanza di Dio, il secondo riflesso dell’Essere primordiale, che permea tutto con la Volontà di Esistere e fa risplendere lo Spirito primordiale dalle singole entità. Questa volontà di esistere è indivisa. È lo Spirito primordiale che non solo è semplicemente, ma vuole essere se stesso. Per esempio, nel volere se stesso come pensiero, vuole se stesso come pensiero unico. Il pensiero si proclama, ma si proclama come pensiero, come membro di Dio.

[È come se la mano parlasse da sola: io sono la mano, ma sono solo un membro dell’organismo].

Il Tutto Uno si proclama in molteplici modi.

La diversità degli esseri ha il Tutto come unità divina alla coscienza.

III. Terza figliolanza di Dio, il terzo riflesso dell’Essere primordiale, che permea ogni cosa di volontà individuali e mantiene lo Spirito primordiale in questa singolarità/isolamento. La volontà di esistere è multiforme. È lo Spirito primordiale, che non solo è, e non (solo) si limita a volere se stesso, bensì vuole ogni essere. La volontà dello Spirito originario diventa percepibile nell’essere individuale, cioè l’essere individuale percepisce la volontà come volontà propria.

Il gemito della creatura.

Evoluzione come redenzione attraverso lo Spirito unico che si libra sopra la molteplicità della volontà.

Lo Spirito, questo è il terzo figlio. Gli esseri multiformi hanno ciò che è molteplice per coscienza.

I. In linea discendente, si trovano prima Jiva, Mahat e Fohat.

La coscienza cosmica del Tutto proclama attraverso tutti e tre gli elementi se stesso.

Giudizio primario [Tutto è Tutto/Cosmo è Cosmo]

Attraverso la proclamazione il molteplice viene in essere.

II. Nell’ulteriore discesa il molteplice proclama l’unità divina in molteplici modi.

[Io sono il Tutto]

III. In ulteriori discese, ogni collettore proclama se stesso.

[Io sono Io]

In ulteriore discesa, la proclamazione diventa essere oggettivo.

[La natura sono Io]

Le percezioni sensoriali e le concezioni della mente sono Io.

È qui che incontriamo il nostro essere umano nell’esperienza.

Psiche - Manas - Prana

Nell’evoluzione ascendente dell’anima, l’Io originale puntuale diventa multiforme.

[Le intuizioni sono Io].

Verbale Sa - Vitarka

Intuizione senza parole Nir – Vitarka

Passiamo attraverso il III

Continuando ad ascendere, chiudiamo la nostra singola coscienza; questa singola coscienza come soggetto, quindi non lascia agire la coscienza speciale, bensì attraverso la sua passività lo regola alla coscienza universale, ricevendo le intuizioni direttamente come se stessa. Nell’evoluzione ascendente mostrano ora gradualmente la loro propria vita, non più come pensieri, ma come esseri.

Passiamo attraverso il II

Continuando a salire, si rivela nelle intuizioni l’unità del loro essere.

Ci avviciniamo al I

20°La Divinità si rivela come: Anima Cosmica e Vita Cosmica - Trascrizione per Jan Peelen

27 Aprile 1905

1. L’Anima cosmica pervade la Vita cosmica dall’alto e dà origine alla materia universale. Ora di nuovo l’Anima cosmica pervade questa materia universale, dando origine a un grado più denso di materia. Questo grado va fino alla materia fisica più densa conosciuta dall’uomo.

2. Il processo polare relativo a questo grado riguarda la Vita cosmica penetra l’Anima cosmica; così nasce la struttura che in questa forma originale crea la sfera manasica. Tale tipo di Forma cosmica può quindi essere chiamato anche Spirito cosmico. Se scende nella materia universale e la impregna, allora sorgono le forme inferiori di un livello, le cosiddette forme transitorie, e così fino alla formazione della materia fisica.

3. Quando questa formazione è progredita attraverso i tre regni elementari fino al regno minerale, allora la Vita cosmica vi scende, ora direttamente, senza passare prima attraverso la materia come descritto nel punto 1. Ciò dà origine alle forme viventi del regno vegetale.

4. Quando questa vita è salita nella forma fino ad un certo stadio, allora l’Anima cosmica si riversa e crea dalle forme vive forme animate. Così nasce il regno animale.

Tutte queste forme sono ancora transitorie, diventano imperiture quando…

5. la Forma cosmica come Spirito cosmico permea le forme animate. Così le forme stesse diventano effimere. Questo è il caso del regno umano.

Quando la Forma cosmica si manifesta, la forma singola perisce completamente: minerale.

Quando la Vita cosmica si manifesta, la forma singola perisce con la specie: pianta.

Quando l’Anima cosmica si manifesta, la singola forma perisce con le caratteristiche ereditarie: animale.

Quando lo Spirito cosmico si manifesta, infine non perisce più la forma individuale: essere umano.

Si può quindi dire:

L’essere umano ha il suo spirito prima sul piano fisico.

L’animale ha il suo spirito prima sul piano astrale.

La pianta ha il suo spirito prima sul piano rupico-manasico.

Il minerale ha il suo spirito prima sul piano arupico-manasico.

Se lo spirito si sposta ancora di più verso il Piano buddhico, allora abbiamo a che fare con il terzo regno elementale.

Se la mente si muove verso il Piano del Nirvana, allora si ha a che fare con il secondo regno elementale.

E se la mente si muove verso il piano del Paranirvana, allora si ha a che fare con il primo regno elementale.

Infine, la base di tutto è lo spirito omnicomprensivo sul piano del Mahaparanirvana.

Qui l’immagine speculare del 1° Logos si trasforma in realtà, cioè dalla triplice Maya (Vita, Anima, Forma) nasce l’essere umano divino, prima sul piano fisico, poi animandosi dall’interno sul piano astrale, cioè realizzando anche il 2° Logos, e infine sul piano manasico l’anima si risveglia alla vita trasformando anche l’immagine speculare del 3° Logos ancora in realtà.

Essere umano Trasformatore della Maya del 1° Logos.

Chela Trasformatore della Maya del 2° Logos.

Maestro Trasformatore della Maya del 3° Logos.

Il passaggio successivo è ad una divinità planetaria dell’ordine successivo, che di nuovo si coinvolge in tre illusioni (Maya): Vita, Anima, Forma, per poi evolvere tutte e tre.

21°Segni ed evoluzione dei Tre Logoi nell’umanità - Trascrizione per Edouard Schuré

Maggio 1906

La costituzione del mondo ha origine nella Trinità. Nel sistema evolutivo umano, dalla prima disposizione di diventare umano al perfetto svolgimento di questa disposizione, si distinguono tre stati di coscienza.

Tre stati di coscienza come prima Trinità.

Il primo di questi stati di coscienza è uno stato di coscienza più o meno offuscato (simile al sonno), perché l’Io non è ancora nato. A questo stadio l’uomo è ancora parte di un "Io" superiore; è chiaroveggente, ma non può percepire i contenuti della sua chiaroveggenza come propri.

Il secondo stato di coscienza è determinato dalla nascita dell’Io. Questo stato superiore è portato dalla perdita della chiaroveggenza. Inizia la visione di un mondo esterno.

Il terzo stato di coscienza è portato dalla riapparizione della chiaroveggenza nell’Io, così che l’uomo diventa un chiaroveggente consapevole di sé.

Nel linguaggio scritto occulto il primo stato di coscienza è denotato da , cioè la coscienza si irradia dall’Assoluto = , inondando il mondo  (cerchio).

Ora, in ognuno di questi tre stati di coscienza, si devono distinguere ancora tre sottostadi; quindi:

Il primo livello di coscienza è completamente soggettivo, vale a dire che l’uomo non percepisce nulla dal di fuori, ma solo ciò che è impiantato in lui dalla Divinità. Questo livello di coscienza si fa strada attraverso i primi 3 sottolivelli della prima epoca, per i quali il simbolo: 

Il terzo livello di coscienza è completamente oggettivo, cioè l’uomo percepirà il mondo intero come divino: 

La fase intermedia ha quindi il segno

Ma ora il primo livello di coscienza passa in modo continuativo nel secondo; allo stesso modo il secondo nel terzo; quindi, i corrispondenti sottolivelli III e IV e VI e VII si fondono l’uno nell’altro, in modo che emerga il seguente quadro:

Così dal numero-nove si forma il numero-sette.

Questi 7 stadi di coscienza vengono portati a termine:

1 su Saturno

2 sul Sole

3 sulla Luna

4 sulla Terra

5 su Giove

6 su Venere

7 sul Vulcano

Attualmente l’uomo si trova al 4. Possiamo vedere che questo è stato preceduto da 3, che è fluito insieme da due livelli inferiori, e sarà seguito da 5, che ancora una volta fluirà insieme da due livelli inferiori. Se la pura coscienza lunare è designata III e la pura coscienza terrestre V, tra le due c’è qualcosa che viene definito come coscienza marziana. Questo è dovuto al fatto che prima che la Terra si staccasse dalla Luna e dal Sole, ha avuto un incontro con Marte. Un incontro simile avviene con Mercurio; VI è la coscienza di Mercurio.

Ora si prenda la somma degli stadi di coscienza che l’uomo ha attraversato fino ad ora. Ci sono V fino alla coscienza terrestre.

Da qui il simbolo:

È un simbolo chiuso, perché senza l’aggiunta della coscienza di Mercurio l’uomo si indurirebbe internamente. Egli - senza affidarsi alla guida divina (Mercurio) su questo piano - arriverebbe ad un punto morto della sua evoluzione.

Ora, ognuno di questi 7 stati di coscienza ha sette stati di vita da portare a termine. Questo dà:

per Saturno

per il Sole

per Luna

per Terra

per Giove

per Venere

per Vulcano

Questi sono i 7x7 stati di vita nel corso dell’evoluzione umana:

7 x 7 = 49

Ora, però, bisogna immaginare la questione in modo tale che durante i primi stati di coscienza quello che è il germe umano non possa ancora sviluppare una sua vita propria. È ancora la vita rimasta dalle precedenti evoluzioni che lentamente defluisce e viene sostituita dalla vita puramente umana. Questo è nel senso della seguente immagine:

Ecco il punto

dove la vita pre-umana è completamente superata e la vita puramente umana diventa quella dell’evoluzione umana.

Esiste quindi un punto nell’evoluzione umana in cui, all’interno dell’intero sistema planetario, la vita propria di questo sistema* prende il posto di tutto ciò che proviene da un sistema precedente. Questo punto della storia è l’apparizione del

C r i s t o

che definisce in questa relazione il centro dell’evoluzione dell’umanità.

Gli stati di vita procedono ora di nuovo in stati di forma; ognuno dei 49 stati di vita deve passare attraverso sette stati di forma, che per tutta l’evoluzione sono:

49 x 7 = 343 fasi = 7 x 7 x 7.

Ma anche gli stati di forma non sono quelli umani originali del principio. Sono quelli trasmessi da un sistema precedente. Tutto ciò che si riferisce a tali stati di forma originati da un sistema precedente viene definito come macrocosmo.

Gli stati di forma che l’uomo stesso crea formano il microcosmo. Si può parlare di un microcosmo solo quando lo Spirito umano diventa creatore di forme, così come lo Spirito divino (Spirito del mondo) era creatore di forme in precedenza.

La transizione è l’anima del mondo - lo Spirito divino, che lentamente si individualizza.

Nell’esoterismo cristiano si definiscono

gli stati di coscienza come

gli stati di vita come

gli stati di forma come

La teosofia chiama

A primo

B secondo

C terzo

Ne risulta la seguente panoramica dell’evoluzione, se si considerano anche che:

il 1. Logos si rivela nell’uomo come Atma,

il 2. Logos si manifesta nell’uomo come Buddhi,

il 3. Logos si manifesta nell’uomo come Manas.

Se di queste fasi 343 = 7x7x7 saranno passate 666 = 6x6x6 = 216 sarà passato, quindi dopo 5 pianeti (Saturno, Sole, Luna, Terra, Giove) in Venere,

quando in questa saranno passati di nuovo 5 stati di vita, cioè nel 6° stato di vita di Venere,

e nel 6° Stato di forma del 6° Stato di vita, allora tutto quello che non può raggiungere la perfezione sarà stato separato dall’evoluzione terrestre, il numero 666 = 216 è quindi il numero critico dell’evoluzione (Apocalisse)*.

Tuttavia, uno stato critico si verifica, anche se in misura minore rispetto al punto indicato nel tempo, se il rapporto evolutivo è 666, per esempio:

nella 6° sotto-razza della 6° razza radice del 6° pianeta, dove Marte e Mercurio sono inclusi nel calcolo, si verifica quindi il seguente ciclo:

1. Saturno

2. Sole

3. Luna

4. Marte

5. Terra

6. Mercurio - questa influenza sarà poi nella successiva 6° sotto-razza già considerevole.

L’umanità raggiungerà allora un punto critico nella sua evoluzione.

22°Il Primo, il Secondo e il Terzo Logos - Lezione privata

Berlino, 1903

[Manca l’inizio dell’argomentazione.]

Se la corrente disinteressata ritorna al suo punto di partenza in due deflussi ciclici e la materia si dissolve di nuovo, non è successo nulla se non che essa ritorna arricchita dalla sua origine. Solo riprendendo e superando la corrente egoista, la corrente altruista svilupperà una forza oscillante così forte che dovrà oscillare oltre se stessa, cioè oltre il cerchio cosmico che forma il primo incontro delle due correnti. Nel defluire dell’altruismo nascerà una nuova regione: il Paranirvana, la materia negativa che, al contrario della materia che è trattenuta all’interno del cerchio cosmico per attrazione, si espande all’esterno. È possibile visualizzare tale processo immaginando l’oscillazione del pendolo. Il pendolo che oscilla in avanti oscillerà immediatamente all’indietro e, se non viene fermato da ostacoli nel suo percorso, deve iniziare a oscillare così fortemente da andare oltre il suo punto di partenza - proprio come una carrozza che rotola in avanti non può fermarsi improvvisamente, ma deve continuare a rotolare per una certa distanza.

Con un tale Buddhi e lo sviluppo graduale della materia, i componenti materiali per una formazione planetaria sarebbero ora creati, ma la vita planetaria stessa non può ancora nascere. Così il Logos non poteva dimorare nel Paranirvana, doveva tornare, e in questo viaggio di ritorno formò la regione del Mahaparanirvana. Da qui il Logos doveva fare il sacrificio e ricominciare il ciclo attraverso la materia, affinché, partendo da lui potesse sorgere, a parte lui, altra vita.

Tutta la vita in molteplici forme è uscita dall’Unità, l’unico Logos. In lui riposa tutta la diversità ancora indivisa, indifferenziata e nascosta. Quando diventa riconoscibile, si percepisce come sé, emerge dall’assoluto, dal principio indiscriminato, creando il non-sé, la sua immagine speculare, il secondo Logos. Animando e vivificando questa immagine speculare, appare il suo terzo aspetto, il terzo Logos.

Così il primo Logos, il principio indifferenziato, in cui vita e forma riposano indivise, è da considerarsi come il Padre. Il suo tempo inizia con la sua esistenza; egli separa il suo riflesso da se stesso, la forma, il femminile, che riempie con la sua vita, il secondo Logos. E da questa animazione il terzo Logos emerge come il Figlio, come animato. Così tutte le religioni hanno concepito il loro Dio in Dio in triplice forma, come Padre, Madre e Figlio. Così Urano e Gea, la terra materna; e Crono, il tempo, uscì come figlio dal suo grembo; Osiride, Iside e Horus, e così via.

Il sacrificio del Logos è lo Spirito che scende nella materia, anima la sua immagine speculare, e così anche il mondo delle forme animate riceve la sua esistenza, e tutte conducono la loro esistenza speciale, passando attraverso il ciclo dell’evoluzione per diventare di nuovo Uno con il Logos come individualità altamente evolute, che ricevono la ricchezza dell’esperienza attraverso di loro. Se non si fosse riversato per animare tutte queste forme, non ci sarebbero stati una crescita e uno sviluppo indipendenti. Tutto il movimento, tutto il venire in essere non avrebbe vita propria, si muoverebbe solo secondo la direzione di Dio.

Così come l’uomo è interessato solo all’ignoto, all’individuale, ed è indifferente a tutto ciò che può calcolare e comprendere, così non ci sarebbero crescita e sviluppo indipendenti, così anche il Logos può trovare la sua gioia solo in una vita che si evolva in modo indipendente, che emerga da lui, per la quale egli si sacrifichi e si dia.

Inizia il processo evolutivo della materia, in cui le qualità dell’essere si riflettono e sono efficaci, finché queste immagini speculari iniziano la loro attività come forme separate e così spiritualizzano e definiscono sempre più la materia, finché essa diventa di nuovo uno con l’essere Atma, Buddhi, Manas ... [lacuna]

All’inizio il fondamento cosmico fu creato dalla coincidenza delle due qualità di egoismo e altruismo del primo Logos. Attraverso la seconda corrente della stessa, guidata dall’armonia, si è formata l’essenza atomistica. Questa si avvolse con la sostanza madre già esistente, e si ebbe la formazione degli atomi*. Questi atomi, con i loro involucri a vari gradi di densità, formavano ora gradualmente la materia, che poteva servire da mezzo per il secondo Logos, che è l’immagine speculare del primo. Il secondo Logos fluisce ora in questa materia, che nel suo primo stadio, il Nirvana, è di tale finezza che può fluire attraverso di essa senza ostacoli e senza variazioni. Ora entra nella regione del Buddhi; qui viene fermata, e anche se l’altruismo in questa regione è così forte che non vuole tenere il Logos per il proprio regno, essa lo rivendica tuttavia per tutto il suo cosmo.

Qui ora inizia il sacrificio del Logos, la voce, il suono emerge da esso: vuole animare la materia con il suo spirito, (e) che i suoi pensieri abbiano la loro esistenza come forme indipendenti. Qui, dove il pensiero divino diventa suono e voce*, nella sfera del Buddhi, è il regno divino per il Medioevo. Avvolto nel Buddhi, il Logos fluisce ora nella regione mentale, che si divide negli stadi arupico e rupico; in questo si riversa adesso il mondo divino del pensiero, le idee esemplari ondeggiano tra loro. Quello che più tardi diventa un essere speciale e nella sfera del Buddhi riposa ancora racchiuso nel Logos, è qui chiamato ad esistere come idea esemplare. Questo stadio arupico nella sfera mentale è il mondo delle idee di Platone, il mondo della ragione del Medioevo.

A livello arupico, queste idee assumono le loro prime forme. Come geni divini iniziano la loro esistenza speciale fluttuando nella confusione, si compenetrano ancora l’una nell’altra come esseri spirituali simili. È il regno celeste del Medioevo.

Questi esseri spirituali entrano ora nella sfera astrale; qui, avvolti in una sostanza più densa, le sensazioni si risvegliano attraverso il tatto; essi si sentono ora per la prima volta come esseri speciali, avvertendo la separazione. È il regno elementare, il mondo dell’elementare mentale. Scendendo nella sfera eterica, questa sensazione è forzata dall’interno verso l’esterno, si gonfia, si espande e cresce attraverso la forza eterica vegetale, solo per essere racchiusa e cristallizzata dalla materia fisica, perché qui il sé si sforza ancora in tutta la sua forza per la limitazione. Così la sensazione è racchiusa nel regno minerale e le idee divine dormono in una pace sublime nella pura pietra.

La pietra - un’idea congelata di Dio: "Le pietre sono mute. Ho posto e nascosto in loro la parola eterna della creazione; castamente e con pudore la tengono risolta in se stessi". Questo è un vecchio detto druido, una formula di preghiera. L’eterico e il regno fisico o il regno minerale sono chiamati microcosmo o il piccolo regno nel Medioevo.

Mentre scorreva all’interno, il Logos si circondò di involucri sempre più densi finché non imparò a limitarsi saldamente nella roccia. Le pietre però sono mute, non possono rivelare la parola eterna del Creatore*. Il rigido involucro fisico deve essere gettato via di nuovo; rimane nel suo regno, mentre ora le forme cristalline nel loro morbido involucro eterico si espandono, crescendo dall’interno, cioè possono vivere, perché la vita è crescita; la pietra diventa una pianta.

E salendo ancora, il Logos si spoglia anche di questo rivestimento eterico arrivando alla sfera astrale della sensazione. Qui, attraverso l’interazione del tatto e della percezione, si svolge l’attività; l’esistenza dell’animale senziente si forma vividamente dalla sensazione e dalla volontà. Così, man mano che l’impulso dall’esterno agisce come una sensazione all’interno, costruisce gradualmente i suoi organi di percezione. I tipi (le specie) sono (così) formati. Passando nel regno mentale, questa sensazione percepisce se stessa, e con l’Io e con la coscienza dell’ego si raggiunge lo stadio di umanità.

Dal punto di vista cosmico, con l’afflusso del Logos nel regno minerale, si sarebbe realizzata la sua discesa più profonda nella materia, e con il distacco del primo involucro sarebbe iniziata l’ascesa verso l’alto del Logos. Visto dal punto di vista umano, nel senso antropocentrico, come assunto dagli antichi sacerdoti druidi tra gli altri, il riposo dello spirito nella pura roccia sarebbe uno stadio sublime dell’esistenza. Non toccata dalla volontà egoistica, la pietra obbedisce solo alla legge della causalità.

Per l’essere umano al livello mentale inferiore su cui ci troviamo ora, la pietra sarebbe un simbolo di un’evoluzione superiore. Attraverso le passioni e le aberrazioni kamiche inferiori ci sviluppiamo nell’esistenza della pianta eterica, vivendo e crescendo dall’interno nell’ovvietà disinteressata, per poi vivere nel nostro corpo causale, non toccato da nulla all’esterno, riposando come puro spirito in noi stessi, come lo spirito cristallizzato riposa racchiuso nella roccia.

Il secondo Logos, come motore e animatore della materia in cui è racchiuso, ha raggiunto solo la sfera mentale inferiore. L’animale senziente ha raggiunto il livello umano di esistenza attraverso la coscienza dell’ego. L’animale è capace di mettere in relazione il mondo esterno con la sua personalità, percependo se stesso. La natura che ha condotto e guidato fin qui; qui lo lascia solo e in libertà. L’ulteriore sviluppo dell’uomo dipende ora unicamente dalla sua volontà. Deve fare di se stesso il recipiente, spogliandosi dell’involucro esterno della sfera mentale inferiore, in modo da poter ricevere ora l’influsso del primo Logos, proprio come il seme si apre e aspetta la fecondazione, senza la quale non può crescere e portare frutto.

Il primo Logos è il principio eterno dell’universo, la legge immutabile secondo la quale i corpi celesti si muovono nelle loro traiettorie, che è alla base di tutte le cose. Le forme individuali sono soggette all’annientamento e al cambiamento. Con i nostri sensi della vista percepiamo colori che possono apparire diversi ad un altro senso della vista. L’oggetto esterno, solido, che è tenuto insieme dalle sue parti in una certa forma, può scomparire ad una certa temperatura di calore, le sue parti possono dissolversi, ma la legge secondo la quale è diventato, rimane ed è eterna. Così l’intero l’universo si muove secondo leggi eterne, il primo Logos scorre diffuso al suo interno. A lui l’uomo deve elevarsi con la sua volontà.

Egli deve sviluppare in se stesso la conoscenza inferiore disinteressata dell’anima (Antahkarana). Deve, attraverso la pura contemplazione, percepire questo eterno ed immutabile secondo il principio che è diventato, rimane ed è eterno. Deve, attraverso la pura contemplazione, percepire questa eterna, immutabile legge nel principio transitorio, deve imparare a distinguere da ciò che è solo un’apparizione temporanea in una certa forma, e ciò che è nucleo del suo essere, e deve prendere ciò che ha visto come un pensiero e conservarlo. Così l’intero l’universo si muove secondo leggi eterne, il primo Logos scorre diffuso al suo interno. A lui l’uomo deve elevarsi con la sua volontà.

Così impara a poco a poco l’irreale del mondo delle apparenze, il pensiero diventa il principio reale per lui, egli ascende gradualmente al livello di Arupa, vivendo nel mondo puro del pensiero. I princìpi molteplici si dissolvono e scompaiono nell’unità, egli si sente Uno con il Tutto, innalzandosi così tanto da poter ricevere l’influsso del primo Logos direttamente come intuizione. Ma non è una sola anima che fluisce in ogni individuo, no, è l’anima cosmica, è l’anima di Platone e degli altri a cui partecipa, con cui diventa Uno nel Pensiero. Passo dopo passo, l’essere umano superiore si sviluppa dal kamico.

In questo punto di svolta, dove deve elevarsi in libertà attraverso la sua volontà, ha bisogno di un Maestro, ed è per questo che nella terza razza del quarto turno, il tempo lemuriano, i figli del Manas discesero e si lasciarono incarnare per servire come guide. Già con il semplice conteggio, con la comprensione del numero, è iniziata l’evoluzione mentale che distingue l’uomo pensante dall’animale, il quale percepisce solo attraverso i sensi.

23°I Logoi - Lezione privata

Berlino, 2 Luglio 1904

Quando l’uomo vede una cosa, si chiede come sia nata, presupponendo qualcosa da cui la cosa in questione sia effettivamente nata. Ciò è applicabile solo alle cose che accadono nel mondo. Dobbiamo presupporre qualcosa per cui non ci chiediamo più da cosa provenga. Questo è il Logos. Né si deve porre la questione: quando è venuto in essere il Logos, perché sarebbe limitato dal fatto che [è venuto in essere] prima o dopo. Il Logos è ora e sempre, ed è sempre stato. Tutti i concetti di tempo cessano di avere significato in relazione al Logos. Quello che diciamo ora del Logos è vero come era vero milioni di anni fa. Non è nel tempo, ma prima di tutti i tempi.

Svilupperemo alcuni concetti.

Se chiamiamo l’Assoluto in sé, che non ha nulla che noi conosciamo, l’iper-essere, abbiamo inchiodato in forma astratta un concetto che pensiamo come il Logos: il Logos concepito in sé, fondato, che riposa in sé, assoluto. Primo Logos - Sat - Padre. Se si assume solo questo Logos, esso è appoggiato soltanto in se stesso, presente e assente, al di sopra dell’essere, mai percepibile, perché è al di sopra di ogni percezione, al di sopra dell’esistenza. Ora ne consegue che questo Logos è l’assolutamente nascosto, occulto, perché è al di sopra di ogni rivelazione. Ma se non vuole essere occulto, deve rivelarsi. Allora abbiamo a che fare con la sua immagine speculare, il Logos rivelato. Se consideriamo ciò, riconosceremo immediatamente due termini in questo concetto, così da ottenere un concetto triplice, perché nel Rivelatore ci deve essere un’attività rivelatrice:

1. Logos: colui che rivela

2. Logos: rivelazione, attività

3. Logos: immagine speculare rivelata

Sat, Ananda, Chit

Trinità:

1. Padre

2. Figlio, Parola

3. Spirito Santo

Questi Tre sono all’inizio così sublimi che dobbiamo di nuovo chiamarli occulti per tutto ciò che si chiama manifesto o percepibile in senso ordinario. Tre entità occulte, quindi. Devono prima diventare manifeste. Ce ne sono solo tre, quindi possono rivelarsi solo l’uno all’altro:

Il Padre si rivela al Verbo,

La Parola si rivela allo Spirito Santo,

Lo Spirito Santo si rivela di nuovo al Padre.

Questi sono tre tipi di rivelazione. Pensiamo che siano trasmessi a tre entità, per cui l’attività di queste entità consista nell’assumere il compito di trasmetterla. I tre possono entrare in diverse relazioni:

È possibile che il Padre si nasconda nella parola e si comunichi in questo occultamento. Si nasconde nella parola e si rivela allo spirito.

Allora è possibile: il Verbo si cela nello Spirito Santo e in questa velatura si rivela al Padre.

Allora è possibile che lo Spirito Santo si avvolga nel Padre e si riveli al Verbo.

Ora è solo possibile che il Padre si celi nella Parola e nello Spirito e si riveli.

Ciò che abbiamo - 1° 2° 3° 4° 5° 6° 7° - lo pensiamo come essenzialmente presente: così nasce questo essenziale, le [sette] relazioni dei tre Logoi, sette forme essenziali.

1. Relazione - onnipotenza: il Padre si rivela al Verbo.

2. Relazione - sapienza cosmica: la Parola si rivela allo Spirito.

3. Relazione - amore cosmico: lo Spirito Santo si rivela al Padre.

4. Relazione - onnicomprensività: il Padre si cela nella Parola e si rivela allo Spirito.

5. Relazione - salvezza cosmica: il Verbo si cela nello Spirito e si rivela al Padre.

6. Relazione - santificazione cosmica: lo Spirito Santo si cela nel Padre e si rivela al Verbo.

7. Relazione - beatitudine cosmica: il Padre si cela nella Parola e nello Spirito e si rivela a se stesso.

È così che le entità sono nate dalla fecondazione reciproca. Questi sono i sette governatori, le sette potenze che stanno davanti al trono [di Dio] e queste sono le loro qualità. Le qualità nascono dalle relazioni dei tre Logoi*. Solo sette sono possibili.

L’onnipotenza consiste nel fatto che il Padre si rivela al Verbo.

Questo è chiamato la prima creazione o caos.

Dopo che l’onnipotenza ha compiuto il suo compito, l’onniscienza regna, ordinando tutto secondo misura e numero.

Dopo che la saggezza cosmica ha compiuto il suo compito, regna l’amore cosmico, portando in tutta la creazione il principio di simpatia e antipatia.

Dopo che l’amore cosmico ha fatto il suo lavoro, la giustizia cosmica viene, governa, portando il karma, cioè la nascita e la morte.

Dopo che la giustizia cosmica ha terminato il suo compito, la redenzione cosmica inizia il suo lavoro portando la redenzione, cioè il giudizio universale, ovunque.

Dopo che l’ultimo giudizio ha avuto effetto, la santificazione cosmica inizia il suo lavoro portando la santificazione e poi la beatitudine cosmica ovunque.

Pensiamo a questo processo distribuito su sette pianeti. In verità ci sono tutti e sette, ma uno è sempre al potere gli altri sono in subordinazione.

Se togliamo la quarta sfera, è nostra. Così la nostra parola d’ordine è: il Padre si cela nella Parola rivelando se stesso allo Spirito. E con questo, il cristianesimo è dato.

Con questo Cherubino abbiamo la parola guida e quindi anche il significato del cristianesimo.

Miracolo di Pentecoste ... Dal Verbo, che da una parte contiene il Padre in involuzione, tutte le cose sono state fatte, da cui Giovanni: [In principio era il Verbo; e il Verbo era con Dio, e un Dio era il Verbo. Questo era in principio con Dio. Tutte le cose sono venute in essere per mezzo dello stesso; e a parte questo nulla delle cose che sono venute in essere è venuto in essere].

Compito del prossimo pianeta, Mercurio, 5° la Redenzione cosmica: Il Verbo si cela nello Spirito e si rivela al Padre. Quando ciò che è nella nostra evoluzione, il Verbo, Cristo, si si cela e si rivela al Padre, è ...

Mai il Figlio può venire a te se non attraverso me, Spirito. Se lui, lo Spirito, deve vivere, diffondersi, evolversi nel prossimo pianeta, la Parola deve avvolgersi nello Spirito.

Ciò che stabilisce il tono nel prossimo pianeta deve essere già preparato in questo. La Parola deve involvere se stessa in preparazione dello Spirito Santo, che poi si rivelerà. Ma qui è la morte. La missione può essere compiuta solo quando la Parola si avvolge fino alla morte, e questo è il significato della morte in croce…

Siamo arrivati al punto di capire che è stato crocifisso a morte.

Questo è il significato del mistero centrale cristiano. ... Nella Bibbia Gesù dice: Io non contraddico il libro della giustizia nel senso di Melchisedek*. Melchisedek è l’Angelo della Terra del tempo di una rotazione. Nella prossima evoluzione planetaria, quindi, il Figlio porterà al Padre ciò che ora ha raccolto attraverso lo Spirito.

24°Evoluzione e Involuzione - Lezione privata

Berlino, 3 Luglio 1904

Quando immaginiamo lo sviluppo di un sistema planetario, dobbiamo considerare quanto segue. L’evoluzione avviene in modo tale che due stati si alternano sempre per ogni essere: Evoluzione e Involuzione. Ora dobbiamo immaginare i sette stati che si evolvono e che coinvolgono.

Nel prossimo pianeta, ognuno dei regnanti deve fare un passo avanti. L’8 è il 7 evoluto. Evolvendosi, si evolvono penetrando uno nell’altro. Quando raggiungono il 7, non possono andare oltre. Se il 7 diventasse l’8, il processo ci sarebbe già stato, non sarebbe altro che una ripetizione del primo, cioè il 7 su un altro livello. Andando avanti, vediamo che le stesse cambiano. Abbiamo 12 reggenti e un 13° superfluo. Questo 13 porta l’intero pianeta in uno stato come era all’inizio, solo più alto.

Dobbiamo concludere con 12. Così che in ogni costituzione di una catena planetaria abbiamo non 7 ma 12 Spiriti guida eccelsi. Di questi, solo nel primo l’8 non è in azione, e così via. (I nostri concetti appartengono al mondo rupico-mentale, queste entità si trovano al di là dei nostri concetti, per cui non si può parlare di un emergere, ma di relazioni - senza tempo).

Questi esseri sono stati riconosciuti come 12 reggenti nei simboli, per esempio dello Zodiaco, attraverso i quali passa il Sole. Corrispondente alle tappe del macrocosmo è anche l’aumento di coscienza dello sviluppo microcosmico. In modo che il numero 12 è sempre stato decisivo e ci sono stati 12 Spiriti guida ovunque: 12 tribù di Israele, 12 apostoli, 12 cavalieri del Graal. Quindi, sia a livello macrocosmico che microcosmico, il 12 è il numero sacro che sta alla base di tutto. 7 sono in azione, 5 hanno altri compiti. Per il pianeta fisico solo 7 vengono presi in considerazione; quindi, anche dei 12 si insegnano solo 7 princìpi dell’uomo*.

Derivazione mentale da esseri che stanno al di là del mentale.

Possiamo farci la migliore idea di come l’evoluzione e l’involuzione siano in opposizione tra loro citando alcuni eventi storici. L’evoluzione e l’involuzione sono sempre opposte l’una all’altra. Guardiamo la scultura greca: la forma è pronunciata, ancorché l’essenziale rimanga al suo interno. Guardiamo ora la pittura rinascimentale. Nella scultura greca abbiamo un’involuzione del colore ed un’evoluzione della forma. Se lasciamo che la pittura si sviluppi dalla scultura, abbiamo la forma in involuzione e il colore in evoluzione.

Ciò che prima era in involuzione poi diventa in evoluzione.

Il XVI secolo segna l’inizio dell’età dello sviluppo mentale e scientifico personale. È stato preceduto dall’età della pittura (da Cimabue in poi) nell’Alto Rinascimento. In Michelangelo, il Kama-Manas personale appare in involuzione, mentre il colore e la scultura appaiono in evoluzione. Il principio di Kama-Manas ci parla, ma non attraverso se stesso, è in involuzione. Se l’evoluzione continua, il Kama-Manas, l’intelligenza, deve evolversi nel nuovo tempo. Da qui vediamo che ciò che si chiama scienza sta prendendo il posto della pittura. Le persone scendono, per così dire, dalle immagini e parlano esse stesse. I pittori prevedevano il futuro, per così dire, ma nella forma e nel colore. Gli uomini [dei tempi moderni] hanno tradotto in scienza ciò in cui sono coinvolti. Se facciamo risorgere Michelangelo, abbiamo Galileo [1564-1642]. Così, mentre la mente si evolveva, la saggezza è stata di nuovo coinvolta e si è evoluta nella poesia. La poesia diventa la preservatrice della saggezza. Pertanto, la conclusione è data non, in teoria, con un iniziato, bensì in pratica con la poesia. [In modo che chiunque riconosca la sua missione in relazione al presente, debba trasformare la saggezza involutiva in saggezza concepita.] Questi sono i periodi alternati di involuzione ed evoluzione. Possiamo considerare correttamente un fenomeno solo quando prendiamo in considerazione non solo ciò che si è evoluto, bensì anche ciò che si è involuto.

Ogni stato successivo di evoluzione dei pianeti denota quindi un precedente stato di involuzione. Tutto ciò che è mente sulla Terra oggi, era l’involuzione nel pianeta precedente. D’altra parte, ciò che oggi è respinto verso il basso si evolve. Il Kama-Rupa [corpo astrale o di desiderio], la natura sensoriale, giocava allora lo stesso ruolo che il Kama-Manas [la mente-coscienza] gioca oggi.

Non tutti i Pitri avevano raggiunto lo stato normale. Così il loro principio più alto oggi è ancora il Kama-Rupa, che si sforzano soprattutto di nobilitare. Così, se il nostro scopo o ideale è la nobilitazione del Kama-Manas fino alla vetta più alta, non possiamo dire che tale scopo sia di questo mondo; viene innanzitutto evoluto da noi. Ciò che è di questo mondo è il Kama-Rupa, è ciò che è stato dato, mentre il Kama-Manas è l’ideale. Il loro ideale è di questo mondo, che considerano ancora Kama-Rupa come l’ideale.

Due cose, dunque, sono su questa Terra, oltre a tutto il resto: l’uomo che ha il suo ideale non di questo mondo. Per lui, il tentatore è colui che gli dice: Tieniti i piaceri di questo mondo. Questa entità, la cui natura più alta è legata alla nostra natura inferiore, è chiamata Satana o il principe illegittimo di questo mondo. Se, dunque, colui che [appare] come una guida, chiamato anche il Corridore del Sole, vuole veramente mostrare l’ideale, deve superare completamente il tentatore. Da qui il suggerimento simbolico che il superamento dell’ultimo stadio dell’evoluzione sia rappresentato dalla tentazione. L’essere che si fa strada dall’involuzione all’evoluzione combatte sempre l’essere che si è già evoluto: Cavaliere e drago, Sigfrido e drago.

25°Essere, Vita e Coscienza I - Lezione privata

Berlino, 4 Luglio 1904

Quello che dobbiamo capire con precisione sono le relazioni tra i termini: essere, vita e coscienza. Quale è l’accezione mistica? Immaginiamo un bambino che impara a scrivere, e immaginiamo tutte le relazioni, viste ognuna separatamente, che hanno luogo durante il processo di apprendimento della scrittura, tranne il bambino stesso: l’insegnante di scrittura, i materiali con i quali si prepara ecc. Se immaginate questo come la prima cosa che appartiene alla scrittura, avete immaginato il primo aspetto dell’essere. Ora [immaginiamo] tutte le attività, i movimenti della mano che il bambino acquisisce: la vita separata dall’essere, lasciando il primo e il secondo per se stessi e analizzando l’aspetto che si presenta quando il bambino ha finito le attività. Solo ciò che ha dato al bambino il potere di scrivere viene preso in considerazione, e cioè la coscienza. - Ovunque troviamo i tre aspetti: essere, vita e coscienza.

Ora vogliamo trattenere questi termini con precisione, perché quando si parla in teosofia di essere forma, vita e coscienza, spesso vi si portano idee sbagliate. Si tratta di essere in interazione con la vita, e il risultato è la coscienza. Ora applichiamo i concetti [evoluzione, involuzione] che abbiamo acquisito nella lezione di ieri. Se guardiamo l’interazione dell’essere con la vita, vediamo che questi passa nella vita, e la vita lo assorbe. Ciò che viene così assorbito dalla vita nell’essere, viene nuovamente avvolto dall’involuzione e assorbito nella coscienza. Così che possiamo dire: ogni coscienza è l’evoluzione di una vita e di un essere coinvolti. Se possiamo esaminare una coscienza, chiediamo: che tipo di vita sia coinvolta in questa coscienza, quale essere sia coinvolto in questa vita? Se prendiamo ora la nostra coscienza, la coscienza di sé e la esaminiamo, la caratterizzeremo come ho cercato di fare nel libro ["Teosofia"] seguendo Jean Paul: la coscienza di sé è - io sono io*.

Ora cerchiamo di capire cosa vi sia implicato: la vita di questa coscienza deve essere coinvolta nella coscienza stessa. Questa coscienza, che ora è coscienza di sé, deve essere stata una vita di coscienza precedentemente, e questa vita di coscienza essere stata coinvolta nella coscienza stessa.

Non pensiamo: io sono io perché questa coscienza non dice: io [sono la coscienza], bensì: io sono la vita. La coscienza si è sviluppata solo a partire dalla vita. Ma siccome siamo al livello della coscienza di sé, abbiamo la coscienza consapevole invece della coscienza viva. Precedentemente avevamo la coscienza dell’essere: io sono. Traduciamolo correttamente. "Io sono l’Io" è facile da tradurre: il dato di fatto che l’essere umano sperimenta.

Dobbiamo guardare più da vicino la frase "Io sono la vita". Se lo facciamo, scopriremo che andiamo oltre il semplice "Io" fino al principio, e dobbiamo chiederci come si è sviluppato l’"Io sono la vita". Ci deve essere un’interazione tra l’essere e la vita. L’essere è coinvolto nella vita. Quando consideriamo questo fatto, otteniamo un concetto dell’uomo stesso, poiché ciò che vive nel concetto "Io sono la vita" è l’uomo prima che diventasse Io. "L’essere umano" è il generale, "Io sono la vita" è l’universale. "L’uomo" è il generale, l’"Io" il particolare. L’essere umano che è coinvolto nell’Io, arriva all’evoluzione nell’Io. Se pronunciamo la frase ["Io sono la vita"] a questo livello inferiore, dobbiamo dire: "Io sono un essere umano". Se diciamo questa frase, estraiamo fuori dall’intimo ciò che è occultamente intessuto in esso, e comprendiamo ciò che non siamo più, ma che una volta eravamo, e ciò che è coinvolto in noi.

Terza frase: "Io sono l’Essere". Se analizziamo questa affermazione, dobbiamo renderci conto che si tratta di una somma di relazioni esterne che sono ormai penetrate completamente nell’essere interiore come il nucleo più profondo, come il terzo strato che si nasconde nel profondo di noi.

Io sono Io = ciò che è dato oggi; Io sono la vita = [Lacuna]; Io sono la coscienza: ci rivolgiamo a tutto il mondo esterno nel livello della coscienza; abbiamo l’essere in quanto tale sottostante a noi, perché prima non c’era coscienza e vita, bensì soltanto relazioni, relazioni che si sono accumulate diventando il nostro essere più intimo.

Allora dobbiamo convertire la frase in: "Io sono un elemento". Perché questo è ciò che è elementare. Così possiamo definire questi tre stadi di coscienza che possiamo abbiamo dentro di noi:

1. Io sono Io,

2. Io sono un essere umano,

3. Io sono un elemento.

Se andiamo oltre, il filo dei nostri tre concetti ci abbandona, ma si ripete sempre. Diventa di nuovo Essere, collegandosi con gli altri.

Il quarto quindi, è l’unione. Così che quando saliamo arriviamo alla frase: Io sono nell’unione. Allora l’Io si comporta come i fatti precedenti che si sono uniti per trovare la loro strada nella vita. La coscienza dell’Io viene così ripresa nell’essere. Allo stesso modo dell’essere che era già coscienza prima. Così che nel primo essere è già coinvolta una coscienza anteriore. - Se ora torniamo indietro dalla frase: Io sono un essere, elemento, arriviamo alla frase: Io sono una pre-coscienza. Questa pre-consapevolezza può anche essere espressa in questo modo:

Sono un Dhyan Chohan.

Nell’esoterismo cristiano si esprime in questo modo:

Io sono un Dio

Sono una gloria

Sono un potere

Io sono una potenza

Noi una volta chiamavamo la stessa cosa:

Coscienza cosmica

Coscienza della vita

Coscienza umano-animale

o coscienza del sogno

La coscienza intellettuale

(ormai raggiunta)

Così ancora una volta abbiamo il microcosmo nella sua catena. Pensiamo che ora sta irrompendo nella fase successiva. Nell’unione l’Io diventa di nuovo l’elemento.

Io sono un Dhyan Chohan

Sono un elemento

Sono un essere umano

Io sono Io

Essere

Vita

Coscienza

Ora l’autocoscienza viene innalzata all’essere. Ciò che afferriamo nel pensiero oggi diventa essere, in modo che un giorno avremo la coscienza di tutta l’umanità, ricoprendo col nostro ego tutti gli esseri umani. Questa viene poi chiamata coscienza psichica. - La prossima tappa sarà quella in cui l’ego di ogni altra persona in noi diventa vita: la coscienza iperpsichica. - Al livello più alto, accogliamo il mondo intero nella nostra coscienza: tutto è dentro di noi: coscienza spirituale. Tutto ciò che è fuori è già dentro: coscienza divina.

Immaginiamo [si dimostra con un foglio di carta]:

la superficie della carta è la pre-consapevolezza. Ora si restringe:

1. Io sono un elemento.

Ora si restringe in qualcosa che è già meno:

2. Sono un essere umano.

Dunque:

3. Io sono Io.

1. L’Io diventa allora se stesso.

2. Un essere e passa verso l’esterno.

3. Supera anche la vita.

4. Supera tutta l’esistenza elementare e poi esce di nuovo in quello che era.

Ricapitolando, troviamo che nell’Io c’è un’involuzione concepibilmente forte, che contiene la triade completa coinvolta; la sua essenza contiene tale Io completamente nascosto nell’oscurità. Se esaminiamo ciò che è entrato in questa oscurità, ciò era la vita che ha illuminato questa oscurità e ha brillato in essa. E prima di ciò, l’essere brillava nella vita, e la pre-consapevolezza era coinvolta nell’essere. La rivelazione della pre-coscienza è ora di nuovo la Parola. - Per poter dire: "In principio era il Verbo, e il Verbo era con Dio, e un Dio era il Verbo. Lo stesso era in principio con Dio. Tutte le cose sono state fatte per mezzo della stessa cosa, e senza la stessa cosa nulla è stato fatto che sia stato creato. In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini. E la luce brilla nelle tenebre, e le tenebre non l’hanno compreso".

L’Io deve far risplendere all’esterno ciò che è interiore, occulto. Niente di esterno può danneggiare l’Io; l’Io deve diventare potente. Ciò che ha interiormente dentro di sé deve emergere in forza esteriore. E cosa trova dentro di sé? Quello che si è evoluto prima, il tentatore, il serpente che si contorce fuori. L’ego deve vincere il serpente, poiché ora dobbiamo avere chiaro che questo è il segno che qualcuno ha fatto nascere in sé il Cristo vivente, quando ha vinto ciò che è mortale, il tentatore, la morte, il principe di questo mondo.

(Marco 16:17-18): ma i segni che seguiranno coloro che credono sono questi: Nel mio nome scacceranno i demoni, parleranno con nuove lingue e scacceranno i serpenti; e se berranno qualche cosa di mortale, non farà loro del male.

Sui malati imporranno le mani, e staranno meglio.

Se tu sei nella luce interiore, il tuo occhio sarà semplice. (Farà passare la luce)*.

Ma se sei un burlone, ci saranno le tenebre in te.

Ma se ci sono tenebre in te, quanto grandi devono essere le tenebre.

***

Condizione prima dell’anno 30:

Io - superuomo Io - Cristo.

Io - umano Chela Io - Gesù: Palestina.

Io - Chela umana Io - Giovanni Evangelista: Alessandria.

Stato dopo 30: Cristo in Gesù; Gesù in Giovanni.

Ciò che conta nel Testamento sono i fatti dietro le parole; negli altri libri sacri sono invece gli insegnamenti. L’Antico Testamento è un’involuzione rispetto al Nuovo. È il macrocosmo in relazione al microcosmo.

26°Essere, Vita e Coscienza II - Lezione privata

Berlino, 7 Luglio 1904

Da ciò che è stato detto sull’evoluzione e l’involuzione, possiamo vedere che possiamo chiedere a ogni manifestazione: che cosa si è evoluto? [Cosa è coinvolto]

Se guardiamo la Terra fisica, troveremo diversi stati di aggregazione: il solido, il liquido, l’aeriforme, l’etereo. Le sostanze sono percepibili alle persone fisiche [sensi] solo per quanto riguarda la loro parte esteriore; ma esse hanno ancora una parte interiore, il lato coinvolto. Percepibile è l’esterno, che è evoluto.

Se prendiamo il fuoco, l’aria e l’acqua, possiamo dire che sono i rappresentanti dei tre stadi che abbiamo nominato:

Fuoco - stadio dell’essere,

Aria - fase della vita,

Acqua - lo stadio della coscienza.

Questo si esprime dicendo che l’acqua ha qualche relazione con la coscienza, perché per il fisico l’astrale rappresenta quello in cui diventa cosciente.

Se andiamo sulla Terra, abbiamo raggiunto lo stadio dell’essere, quando lui [l’essere umano] diventa terreno, diventa autocosciente. Così che questi quattro stati di aggregazione rappresentano quattro stati nell’essere umano:

Essere, Vita, Coscienza e poi di nuovo Essere.

Torniamo allo stato in cui l’essere umano era come spesso descritto: qualitativo, gelatinoso, così che a quel tempo non aveva ancora raggiunto la capacità di consumare l’aria in quanto tale dentro di sé. Era un essere umano formato d’acqua. Così è chiaro che a quel tempo l’organo per l’assorbimento dell’aria non avrebbe avuto alcuno scopo. Né era [presente] e [quindi anche] nemmeno gli animali dell’aria, gli uccelli. Ci stiamo preparando per l’essere umano dei polmoni e per gli animali che sono sorti nella sua scia.

L’essere umano si prepara a prendere l’aria; questo può avvenire solo preparando una forma esterna in cui l’informe in questione possa vivere. Il polmone non è altro che l’evoluzione di ciò che è coinvolto nell’aria. Il polmone è dunque l’evoluzione della vita [dell’aria].

Teniamo presente: l’essere umano si sviluppa da un animale senza polmoni a un animale che crea la forma per se stesso, e la vita può entrare così nella forma. Il fenomeno di accompagnamento: la vita degli uccelli. Il gelatinoso diventa ora solido, assimila la materia caotica, un tempo polvere, e parallelamente a questa assimilazione di materia avviene quella dell’aria. Due cose si manifestano: l’assimilazione della polvere della Terra e l’assorbimento del principio della vita con l’aria. L’uomo diventa vivo dall’interno, spiritualmente.

Quindi abbiamo questo momento da registrare. Il mondo degli uccelli è ciò che rimane come simbolo eterno dell’anima viva dell’essere umano. Da qui la fenice, che si rinnova continuamente e brucia se stessa nella cenere. In un processo come la creazione di una forma da parte di un principio, dobbiamo vedere qualcosa di tipico.

Prima avevamo nell’aria in quanto tale il rivestimento esterno del principio di vita contenuto in essa, e ora abbiamo il polmone, [che] è il rivestimento esterno del principio di vita contenuto nell’essere umano. La vita macrocosmica e l’aria stanno in tale relazione come la vita umana microcosmica e i polmoni.

In questo modo, la Bibbia può essere presa di nuovo alla lettera: unione della polvere della terra con l’essere umano vivente.

Se guardiamo l’intero sviluppo la condizione minerale della vita è preceduta da tre condizioni precedenti e tre seguenti. Chiediamoci: come si relazionano questi 7 stati tra loro? In quello di mezzo, che è approssimativamente quello dell’equilibrio, c’è una certa relazione tra l’essere, la vita e la coscienza.

Se immaginiamo di essere equamente distribuiti, otteniamo il pianeta di mezzo. Se otteniamo il pianeta di mezzo, abbiamo l’equilibrio:

Essere o corpo [a], vita o anima [b], spirito o coscienza. [c]. Il pianeta è nel suo stato medio:

a = b = c

Sono possibili anche relazioni diverse (= uguale, > prevalente):

a = b > c

a > b = c

a > b > c

Altre relazioni non sono possibili.

Quando l’essere supera bruscamente gli altri stati, così che la vita e la coscienza sono contenute a livello germinale, abbiamo lo Stato arupico. Se permettiamo alla vita di apparire in modo tale da contenere l’essere, abbiamo a che fare con la Forma rupica. Se la coscienza predomina ... [lacuna], abbiamo l’astrale. Se sono uguali, [abbiamo] il fisico. Se abbiamo lo Stato arupico, abbiamo l’essere evoluto, mentre rimangono involute la vita e la coscienza. Se lo Stato è rupico: evolve l’essere e la vita, ma rimane involuta la coscienza. Nello Stato astrale: tutti e tre gli stati sono evoluti, ma l’essere e la vita sono superiori alla coscienza. Nel fisico, abbiamo l’equilibrio approssimativo delle condizioni.

Ci siamo sforzati di affrontare le cose da vari punti di vista e di mantenere i concetti fluidi, legati alle cose.

Vedere in ogni forma di comprensione solo un involucro per l’essere è un’importante affermazione occulta. L’essere deve vivere in noi. Dobbiamo continuamente fare vestiti e involucri per noi stessi dell’essenza della cosa, ma dobbiamo essere, altresì, consapevoli che in questi involucri e vestiti l’essenza della cosa non vive affatto.

Nel momento in cui abbiamo trovato una forma di espressione per l’essenza interna della cosa, abbiamo reso l’esoterico essoterico. L’esoterico non può mai essere comunicato in altro modo che in forma essoterica.

Esso crea costantemente forme di comprensione, ma allo stesso tempo supera sempre le stesse forme auto create. In primo luogo, sei tu, in secondo luogo sono le forme di comprensione create da te, infine sei di nuovo tu, in quanto hai preso le forme in te stesso e le hai superate. Vale a dire: prima sei l’essere, poi la vita nelle tue forme auto create, e in terzo luogo la coscienza nelle forme di vita che hai assimilato. O anche: tu sei tu e devi evolvere nelle tue forme per poi coinvolgere nuovamente le forme evolute in te. Così la comprensione dell’essere umano è anche essere, vita e coscienza.

È impossibile vedere in un insegnamento dogmatico tutto il complesso di una verità; la dogmatica non è che il secondo momento. Solo quando lo si è superato si è vista la verità delle cose stesse. Da qui la frase importante: l’essere umano, per riconoscere la verità, deve affermarla come un dogma, ma non deve mai vedere essa stessa in questo dogma.

E così abbiamo la vita dell’essere umano alla ricerca della verità che può sciogliere il dogma nel fuoco del concetto. Quindi l’occultista cambia con il dogma nel modo più libero.

Questa conoscenza, questo colpo nel mondo del concetto e di nuovo contraccolpo, si chiama Dialettica, mentre la tenuta del concetto si chiama Logica. La Dialettica, dunque, è la vita della Logica, e colui che comprende lo spirito della Dialettica, dove tocca le regioni superiori della conoscenza, trasformerà i concetti rigidi e morti in concetti vivi, cioè li distribuirà tra determinate persone, trasformando la Logica in una conversazione. Perciò Platone ha dialettizzato la Logica, trasformandola in una conversazione.

Serpente verde di Goethe*

Oro - Saggezza

Luce - forma in cui vive la saggezza.

Cosa c’è di più glorioso della luce? La conversazione!

Conclusione da: "I Mistici" di Rudolf Steiner. Angelus Silesius: "Amico, è anche sufficiente. Se volessi leggere di più, diventa tu stesso la scrittura e l’essere"*.

27°Sui Logoi - Lezione privata

1904

La prima, da cui tutto il resto è emerso, è la divinità immanifesta. Da questa è quindi scaturita la seconda, la vita o anche la sostanza creativa immanifesta. Questa vita passa poi attraverso le espressioni più svariate e viene nominata nelle forme di Akasha o Mahat. Questa Akasha o Mahat contiene tutte le forme di vita che esistono nel mondo.

Tutta la gerarchia dei Troni, dei Cherubini, dei Serafini, delle Potenze, delle Forze elementari, degli Arcangeli e degli Angeli è nata attraverso la vita creando le forme sotto le quali questa unica vita appare.

La prima Potenza, la Divinità immanifesta, è chiamata anche Padre; la seconda Potenza è il Figlio, che è sia vita che sostanza creatrice, e la terza Potenza è lo Spirito.

Insieme, quindi, queste tre Forze primordiali appaiono come Padre, Figlio e Spirito, come Coscienza, Vita e Forma. Il potere della vita è sotto la direzione di Michele, che appartiene al Sole, il potere della forma è sotto la direzione di Samael, che appartiene a Vulcano, dove tutta la vita sarà trasformata in forme viventi. Il potere della coscienza è sotto la direzione di Anael, che abbraccia tutto ciò che c’è. Quindi i primi tre sono:

Questi tre si riflettono nella Trinità superiore dell’uomo:

Questa è la parte dell’essere umano a cui egli deve tendere pienamente. Lo Spirito della vita si riflette in lui in due riflessi nel suo Spirito: come anima della mente e come anima del sentimento. E l’Io Spirituale si riflette nella sua anima nell’astrale come corpo senziente e doppio corpo eterico. Infine, l’Atma si riflette in lui come corpo fisico.

Un riflesso del Tre supremo è presente anche nell’uomo, ma come ciò che scende sotto il livello fisico attuale, come natura inferiore.

La discesa dell’uomo è effettivamente posta al quarto pianeta, al quarto ciclo, al quarto globo, alla quarta razza-radice. Lì l’umanità aveva fatto la discesa finora nella forma, fino a che arrivò il momento giusto per ascendere, per esprimere nella forma l’evoluzione ascendente. Ma il corpo fisico dell’uomo è andato oltre questo punto più basso di discesa, e ciò che si sviluppò nell’uomo fisico dopo questo tempo fu effettivamente al di sotto del livello dell’uomo fisico attuale. Queste sono le forze inferiori che tirano verso il basso l’uomo e gli impediscono di progredire. Le forze, che regnano nell’uomo come la trinità inferiore, contengono tuttavia il riflesso della Trinità più alta, ma il loro uso conduce al sentiero della magia nera. Sono queste forze attraverso le quali i Turani* andarono verso la rovina e che nel nostro tempo cominciano di nuovo a essere riconosciute e a condurre gli uomini sul sentiero nero. Il mago bianco usa solo le forze superiori dell’uomo, che sono tutte contenute nella sua testa. Attraverso le sette porte della sua testa è in contatto con i sette riflessi delle forze del mondo. [Occhio destro, occhio sinistro, orecchio destro e sinistro, narice destra, narice sinistra, bocca = 7]. Attraverso un organo in cima alla testa, che non è ancora aperto, l’uomo entra in contatto con l’Atma; attraverso l’occhio destro, lo Spirito Vitale, (il Buddhi), scorre in lui; e attraverso l’occhio sinistro il Sé Spirituale, (il Manas), scorre in lui.

Il Buddhi si riflette nel suo Spirito come anima della mente e anima del sentimento. Con l’orecchio destro è in contatto con tutto ciò che scorre nel mondo come pensieri; mentre attraverso l’orecchio sinistro sono le sensazioni del mondo a fluire in lui. Il Manas si riflette nella sua anima come un corpo senziente e un doppio corpo eterico.

Attraverso la narice destra è connesso con le forze nutritive della vita del mondo che fluiscono nel suo corpo di sentimento; attraverso la narice sinistra è connesso con le forze di crescita del mondo che fluiscono nel suo doppio corpo eterico. Per mezzo della sua bocca l’essere umano è in connessione con l’Uomo-Spirito, Atma. Attraverso la sua bocca si esprime ciò che vi è di più alto in lui. Pertanto, le parole dell’uomo dovrebbero essere sacre ed egli non dovrebbe parlare a vanvera, bensì aprire la bocca solo quando vuole esprimere dei pensieri. L’uomo deve prendere l’abitudine alla castità delle parole, quando egli si immerge nel significato dei suoi organi di senso, allora può prendere contatto con le forze del mondo attraverso questi organi. Tutto ciò che si trova al di sotto del livello di sviluppo fisico deve essere rifiutato.

Il vero essere umano è quello che vive nella sua testa ed è in contatto con le forze del mondo attraverso le sette porte della sua testa.

28°Dalla conferenza di Berlino - (in GA 93a)

Berlino, 30 Ottobre 1905

Il corso dello sviluppo nel mondo si presenta a noi in tre fasi: nella coscienza, nella vita e nella forma. La coscienza nelle sue varie forme si esprime nei sette pianeti: Saturno, Sole, Luna, Terra, Giove, Venere, Vulcano. Su ogni pianeta si passa attraverso sette regni di vita, e ogni regno di vita passa attraverso sette stati di forma.

La nostra Terra fisica è un tale stato di forma, il quarto stato di forma o globo nel quarto regno della vita del quarto pianeta o stato di coscienza. Dunque pensiamo alla Terra com’è ora e ci chiediamo: cosa ci facciamo qui? - Noi prendiamo gli oggetti fuori nello spazio, prima nel regno minerale, formando da essi delle opere d’arte, e li combiniamo, creando un tutto ricco di dettagli. Questa rappresenta una creazione all’interno della forma. Ora qualcosa di nuovo può nascere in un altro modo, cioè in un modo simile a quello in cui, per esempio, steli, foglie e fiori nascono dalla radice di una pianta. Questo fiore non è messo insieme come una macchina, per combinazione, ma deve crescere da ciò che c’è già. Questo rappresenta un processo all’interno della vita, in grado di creare qualcosa di nuovo da quello che c’è.

Nel terzo tipo di produzione, quella dalla coscienza, qualcosa nasce in modo tale che possiamo dire: in pratica, prima non c’era niente - un nulla.

Mettiamoci all’inizio di tale evoluzione planetaria, all’inizio dell’evoluzione di Saturno. Cosa dobbiamo osservare? Non c’era ancora un pianeta fisico, nemmeno nella forma più fine di Arupa esisteva un pianeta, ma siamo ancora qui prima del momento in cui Saturno è al suo primo inizio. Non c’è ancora nulla della nostra catena planetaria; ma c’è tutto il frutto della catena planetaria precedente, così come quando ci svegliamo al mattino non abbiamo ancora fatto nulla e solo il ricordo di ciò che abbiamo fatto il giorno prima è contenuto nel nostro spirito. Così, se ci collochiamo all’inizio dell’evoluzione di Saturno, abbiamo negli spiriti manifestanti la memoria di una catena planetaria precedente, di ciò che è stato prima. Ora ci spostiamo alla fine della catena planetaria, al momento in cui la fase vulcanica si conclude.

Durante la catena planetaria, ciò che era presente all’inizio è emerso gradualmente come creazione. Così abbiamo prima un flusso di coscienza; dal contenuto del precedente, dalla memoria, la coscienza crea il nuovo. Alla fine, quindi, c’è qualcosa che non c’era all’inizio: vale a dire tutte le esperienze. Quello che c’era all’inizio è sfociato in nient’altro che cose ed entità. Una nuova coscienza è sorta alla fine con un nuovo contenuto, un nuovo contenuto di coscienza. È qualcosa che è emerso dal nulla, dall’esperienza. Quando guardiamo al rinnovamento nella vita, dobbiamo dire a noi stessi che ci deve essere un seme che lo rende possibile. Ma il nuovo contenuto della coscienza alla fine di un’evoluzione planetaria è effettivamente emerso dal nulla, dall’esperienza; non c’è bisogno di fondamenta per questo, è creato da qualcosa che viene fuori dal nulla. Non si può dire, quando una personalità guarda un’altra, che ha preso qualcosa dall’altra, se successivamente porta in sé il ricordo dell’altra personalità. Questo ricordo è emerso dal nulla, è un terzo tipo di creazione, quella dal nulla. Quindi abbiamo tre tipi di creazione:

Combinare le parti esistenti (forma).

Lasciare che nuove entità con nuovi contenuti vitali emergano dalle basi esistenti (vita).

Creare dal nulla (coscienza).

Queste sono tre definizioni di entità che sono alla base e portano avanti una catena planetaria. Sono chiamati i tre Logoi. Il terzo Logos esce dalla combinazione dei primi due. Se da una sostanza nasce qualcos’altro con nuova vita, quello è il secondo Logos che crea. Ma dovunque abbiamo una qualche cosa venuta dal nulla, troviamo il primo Logos. Per questo il primo Logos è spesso chiamato ciò che si nasconde nelle cose stesse, il secondo Logos la sostanza che riposa nelle cose, creando il vivente dal vivente, il terzo Logos quello che combina tutto ciò che esiste, il mondo dalle cose.

Questi tre Logoi passano sempre l’uno nell’altro, attraverso il mondo. Il primo Logos sperimenta anche la saggezza e la volontà interiore. Nella creazione del primo Logos c’è l’esperienza, cioè la raccolta di pensieri dal nulla e la creazione del nuovo secondo i pensieri dal nulla.

La creazione dal nulla non è intesa come se nulla fosse esistito, bensì durante lo sviluppo si fanno esperienze, nel corso del divenire si crea qualcosa di nuovo, ciò che c’è si scioglie, per così dire e dall’esperienza si creano cose nuove.

Questa creazione avviene all’incirca in questo modo: qualcuno guarda un’altra persona e ricorda l’immagine. Se fosse creativamente dotato come il primo Logos, allora potrebbe dire a se stesso: Sì, ho visto NN e conosco anche il concetto di NN invertito. Posso anche formarmi un’immagine negativa di lui: Quindi invece di dove c’è il nero, c’è il bianco e viceversa. Così ha creato un’entità completamente nuova dall’esperienza dell’oggetto e del suo negativo. Dotando questo (oggetto) di vita e di una nuova entità che non c’era prima. Ora supponiamo che qualcuno faccia questo con molte persone e che le molte persone periscano, così l’osservatore sarebbe in grado di creare un nuovo mondo secondo le sue esperienze.

Guardando il mondo, si vedono costantemente i tre Logoi interagire tra loro. All’interno del nostro sistema planetario, immaginiamo il lavoro dei tre Logoi in relazione all’uomo. Pensiamo al punto in cui Saturno ha cominciato ad evolversi, quando non c’era nulla. Cosa succede lì? Tutto ciò che c’era prima è, per così dire, stillato verso l’esterno. Tutte le cose che c’erano prima si riversano. Ciò che sorge in questo modo sarebbe la primissima fuoriuscita di materia dalla somma delle esperienze del passato. Tutto ciò che prima era, si riversa sotto forma di materia. Questo contiene anche la sostanza da cui l’umanità emergerà più tardi. Questa sostanza all’inizio è semplicemente lì come sostanza. Tale effusione deve poi essere continuamente costruita, combinata insieme. La combinazione della sostanza emanata è una nuova creazione. Questa rappresenta all’inizio, dopo l’effusione della sostanza, una creazione del terzo Logos.

Cosa significa tutto ciò per l’essere umano? Per l’essere umano significa che prima di tutto si combinano tutte le parti che poi formeranno il suo corpo fisico. A quel tempo, su Saturno, l’uomo era un vero e proprio automa. Se qualcuno gli avesse detto una parola, l’avrebbe pronunciata di nuovo. Si creano forme di esseri. Questo è chiamato il lavoro del terzo Logos che dura fino al tempo solare, quando l’uomo riceve anche il corpo eterico, la vita. Questa è l’opera del secondo Logos. Ora andiamo avanti nel tempo sulla Terra. Lì l’uomo stesso acquisisce la coscienza, cioè la possibilità di fare esperienza dal nulla. Questa è l’opera del primo Logos. L’essere umano su Saturno riceve ciò che è forma in lui dal terzo Logos. L’uomo sul Sole riceve ciò che è vita in lui dal secondo Logos. L’uomo sulla Terra riceve ciò che è coscienza in lui dal primo Logos.

Il concetto di coscienza deve diventare un po’ più chiaro per noi, perciò dobbiamo elaborare completamente il concetto di coscienza su un certo piano. L’uomo è cosciente, ma si tratta di sapere dove si trova la sua coscienza. L’uomo è ora cosciente sul piano fisico quando si parla di coscienza di veglia, ma la coscienza di veglia potrebbe anche essere sul piano astrale. Se la vita di una creatura è sul piano fisico e la sua coscienza è sul piano astrale, allora è un animale.

Nell’uomo, la coscienza si trova nella testa. Nell’animale, per esempio nella tigre, la coscienza è sul piano astrale. Essa crea un certo punto di attacco fuori dalla testa attraverso il quale agisce sulla tigre. Se la tigre sente dolore, allora il dolore passa anche al piano astrale. L’organo deputato a ciò si trova davanti alla testa nel caso della tigre, nel luogo dove si trova la fronte nell’essere umano. Nell’uomo, il punto è già racchiuso nella testa e riempito dal protoencefalo; la coscienza è stata catturata dal cervello e dal protoencefalo ed è quindi sul piano fisico. Nella tigre, e in tutti gli animali in generale, il punto nodale della coscienza si trova davanti alla testa, nell’astrale; lì l’animale entra nel mondo astrale. Per le piante è di nuovo diverso. Se potessimo seguire la loro coscienza, usciremmo sempre dalla punta della radice, andando dall’alto verso il basso. Se poi seguissimo la linea di crescita, arriveremmo al centro della Terra. Lì c’è il punto di raccolta di tutte le sensazioni, il punto di assorbimento della coscienza delle piante. È (un punto) direttamente collegato al mondo mentale. L’intero mondo vegetale ha la sua coscienza nel mentale.

In tutto il mondo minerale, la coscienza è sulle regioni più alte del mondo mentale, sul piano arupico. Le pietre hanno la loro coscienza in modo tale che se volessimo cercare il punto, lo troveremmo come una specie di atmosfera solare. Se noi sulla Terra lavorassimo il mondo minerale, battessimo sulle pietre, ogni singolo atto avrebbe una certa relazione con questa atmosfera solare. Lì si può sentire ciò che l’uomo sta lavorando qui. Abbiamo un certo numero di entità sul piano fisico la cui coscienza si trova su piani diversi.

29°Dalla conferenza di Stoccarda - (in GA 101)

Stoccarda, 15 Settembre 1907

Ma prima esaminiamo cosa significano involuzione ed evoluzione. Guardiamo una pianta, una pianta completamente sviluppata con radice, foglie, fusto, fiore, frutto, insomma con tutte le parti che una pianta può avere. Questo è una cosa. E ora guardate il piccolo seme da cui la pianta può a sua volta svilupparsi. Se si osserva il seme, si vede solo un piccolo granello, ma in questo piccolo granello è già contenuta tutta la pianta; è, per così dire, avvolta in esso. Perché c’è? Perché il seme è preso dalla pianta, perché la pianta ha messo tutti i suoi poteri nel seme. Ecco perché nell’occultismo si fa una distinzione tra i due processi: uno è quello del seme che si arrotola e si dispiega in tutta la pianta - evoluzione; l’altro è quello della pianta che si ripiega in modo che la sua forma, per così dire, striscia nel seme - involuzione. Quando, dunque, un essere che ha molti organi si sviluppa in modo tale che nulla di questi organi sia più visibile, che questi si siano ridotti a una piccola parte, questo si chiama involuzione, mentre lo svolgimento, il dispiegarsi stesso, si chiama evoluzione. Ovunque nella vita questa dualità si alterna, ma sempre solo nella rivelazione. Lo si può seguire non solo nelle piante, ma anche nelle sfere superiori della vita.

Per esempio, seguiamo nella nostra mente lo sviluppo della vita intellettuale europea da Agostino a Calvino e oltre il Medioevo. Se si lascia vagare lo sguardo sulla vita spirituale di questo tempo, si vedrà in Agostino stesso una certa intimità mistica. Nessuno leggerà i suoi scritti, specialmente le sue "Confessioni", senza sentire quanto profondamente intima fosse la vita emotiva di quest’uomo. E se poi andiamo avanti nel tempo, troviamo un’apparizione così meravigliosa come Scoto Eriugena, un monaco che veniva dalla Scozia e che per questo fu chiamato anche Giovanni Scozzese, che visse alla corte di Carlo il Calvo. Nella chiesa non ha ottenuto buoni risultati; la leggenda narra che i suoi fratelli dell’ordine lo avessero torturato a morte con degli spilli. Naturalmente, questo non va preso alla lettera, ma è vero che fu martirizzato a morte. Egli ha scritto un libro meraviglioso: De divisione naturae - "Sulla divisione della natura" - che ha una grande profondità. Troviamo anche i mistici della cosiddetta Pfaffengasse tedesca*, dove questo sentimentalismo si è impossessato di intere masse di persone. Non erano solo i vertici del clero, ma anche il popolo; la gente che lavorava nei campi o nella fucina, erano tutti presi da quel sentimentalismo, che era vissuto come una tendenza del tempo. Più avanti troviamo Nicolaus Cusanus, che visse dal 1400 al 1464. E così possiamo seguire il tempo fino alla fine del Medioevo, trovando sempre quella profondità di sentimento, quell’intimità, che si diffonde in tutti gli ambienti.

Se ora confrontiamo questo periodo con quello successivo che lo ha sostituito, con quello che è iniziato nel XVI secolo e che si estende fino a noi, allora notiamo un’enorme differenza. Il punto di partenza è Copernico, che ha portato un rinnovamento della vita intellettuale attraverso un pensiero complessivo; un pensiero che è stato talmente incorporato all’umanità che oggi chiunque creda il contrario è considerato un pazzo.

Vediamo Galileo scoprire le leggi del pendolo dalle oscillazioni di un lampadario da chiesa a Pisa. Così possiamo seguire il corso del tempo passo dopo passo, ovunque troveremo lo stretto contrasto con il Medioevo. Il sentimento diminuisce sempre di più, l’intimità diminuisce; l’intelletto, l’intellettualità prende sempre più piede, la gente diventa più saggia e più intelligente. Si susseguono due epoche che hanno esattamente il carattere opposto. La scienza dello spirito ci dà la spiegazione di entrambe le epoche. C’è una legge occulta che dice che deve essere così. Nel tempo che va da Agostino a Calvino fu l’epoca dell’evoluzione mistica e dell’involuzione intellettuale, e da allora viviamo in un’epoca di evoluzione intellettuale e di involuzione mistica. Cosa significa questo? Da Agostino al XVI secolo è stato un periodo di svolgimento della vita mistica verso l’esterno, una vita mistica esteriore. Ma qualcos’altro stava appena germogliando in quel momento: la vita intellettuale. È stato nascosto come un seme, per così dire, nella Terra spirituale, per dispiegarsi gradualmente dopo il XVI secolo. La vita intellettuale era allora in involuzione, proprio come la pianta è nel seme. Nulla nel mondo può nascere se non è stato precedentemente sottoposto ad una tale involuzione.

Dal XVI secolo, l’intellettualità è in evoluzione, la vita mistica si è ritirata, ed è in involuzione. Ora è arrivato il momento in cui questa vita mistica deve emergere di nuovo, deve essere portata di nuovo allo svolgimento, all’evoluzione, dal Movimento Teosofico.

Così, ovunque nella vita, involuzione ed evoluzione si alternano nella rivelazione. Ma chi si ferma a ciò guarda solo l’esterno. Se si vuole guardare l’insieme, bisogna aggiungerne un terzo elemento, che sta dietro questi due. In cosa consiste questo terzo elemento? Immaginate di trovarvi di fronte a un fenomeno del mondo esteriore e di riflettere su di esso. Voi siete lì, il mondo esterno è lì, e i vostri pensieri sorgono in voi. Questi pensieri non c’erano prima. Se, per esempio, formate il pensiero della rosa, esso sorge solo nel momento in cui entrate in relazione con la rosa; voi eravate lì, la rosa era lì; e quando il pensiero, l’immagine della rosa, sorge in voi, sorge altresì qualcosa di completamente nuovo, qualcosa che non è ancora esistito. Questo è anche il caso in altre aree della vita. Immaginate Michelangelo mentre crea. Michelangelo non ha quasi mai lavorato da modelli. Ma immaginiamo che metta insieme un gruppo di modelli. Michelangelo era lì, i modelli erano lì. Ma l’immagine che Michelangelo ha ora di questo gruppo nella sua anima, è nuova, è una creazione completamente nuova. Non ha niente a che vedere con l’involuzione e l’evoluzione. È una cosa completamente nuova che nasce dal rapporto di un essere che può ricevere con un essere che può dare. Queste nuove creazioni sorgono sempre attraverso il rapporto degli esseri con gli esseri. Tali nuove creazioni sono un inizio. Ricordate quello che abbiamo considerato qui ieri, come i pensieri siano creativi, come essi possano nobilitare l’anima, e possano anche lavorare in seguito per formare il corpo. Ciò che ogni essere pensa una volta, la creazione del pensiero, la creazione dell’immaginazione, funziona, continua a funzionare. È una nuova creazione e allo stesso tempo un inizio, ma comporta delle conseguenze. Se avete dei buoni pensieri oggi, questi pensieri sono fruttuosi per il futuro più lontano, perché la vostra anima va per la sua strada nel mondo spirituale. Il vostro corpo torna negli elementi, si decompone. Ma anche se tutto decade il pensiero è sorto, l’effetto del pensiero rimane, il pensiero continua ad avere un effetto. Prendiamo di nuovo l’esempio di Michelangelo. I suoi magnifici dipinti hanno avuto un effetto edificante su milioni di persone. Ma questi dipinti un giorno si sgretoleranno nella polvere e ci saranno generazioni che non vedranno più nulla delle sue creazioni. Cosa viveva nell’anima di Michelangelo prima che i suoi quadri prendessero una forma esterna, ciò che era prima nella sua anima come nuova creazione vive, rimane, ed emergerà prendendo forma nelle future fasi di sviluppo. Sapete perché oggi ci troviamo di fronte a nuvole e stelle? Perché nella preistoria c’erano esseri che avevano il pensiero delle nuvole e delle stelle. Tutto nasce da creazioni di pensiero, e il pensiero è una nuova creazione. Tutto è nato dai pensieri, e le più grandi cose del mondo sono nate dai pensieri della Divinità.

Ecco quindi il terzo elemento. Nella rivelazione le cose si alternano tra evoluzione e involuzione. Ma dietro questo, profondamente nascosto, c’è il terzo, che dà innanzitutto la pienezza, una creazione che è una nuova creazione completa, che è uscita dal nulla.

Quindi tre cose formano un’unità: la creazione dal nulla, e poi, man mano che questa si manifesta e procede nel tempo, assume le forme di ciò che è rivelato: Evoluzione e Involuzione.

32°Dalla conferenza di Berlino - (in GA 107)

Berlino, 17 Giugno 1909

Nell’esoterismo cristiano, creare dalle circostanze si chiama creare nello spirito. E la creazione da circostanze giuste, belle e virtuose si chiama, nell’esoterismo cristiano, Spirito Santo. Lo Spirito Santo beatifica l’uomo quando è capace di creare dal nulla il giusto o il vero, il bello e il buono.

Ma perché l’uomo potesse creare nel senso di questo Spirito Santo, bisognava prima dargli la base di tutta la creazione dal nulla. Questo fondamento gli è stato donato attraverso l’ingresso del Cristo nella nostra evoluzione. Sperimentando l’evento del Cristo sulla Terra, l’uomo è diventato capace di ascendere alla creazione nello Spirito Santo. Così è Cristo stesso che crea il fondamento più eminente, più profondo. Se l’uomo diventa così, da rimanere fermo sul terreno del Cristo-esperienza, che il Cristo-esperienza sia il veicolo in cui entra per svilupparsi ulteriormente, allora il Cristo gli manda lo Spirito Santo, e l’essere umano diventa capace, nel senso di un’ulteriore evoluzione, di creare ciò che è giusto, bello e buono.

Così vediamo, per così dire, come conclusione finale di ciò che è stato impresso all’uomo da Saturno, dal Sole e dalla Luna, che è venuto sulla Terra l’evento del Cristo, che ha dato all’uomo quello che è più alto, che lo rende capace di vivere nella prospettiva del futuro creando sempre di più dalle circostanze, da ciò che non c’è e non è lì, ma dipende da come l’essere umano si relaziona con i fatti del suo ambiente, che nel senso più completo è lo Spirito Santo. Questo è di nuovo un aspetto dell’esoterismo cristiano. L’esoterismo cristiano è legato al pensiero più profondo che possiamo avere di tutto lo sviluppo, al pensiero della creazione dal nulla.

Pertanto, qualsiasi vera teoria dell’evoluzione non potrà mai far cadere l’idea della creazione dal nulla.

Se supponiamo che ci sia solo evoluzione e involuzione, allora ci sarebbe un’eterna ripetizione, come nel caso delle piante, quindi su Vulcano ci sarebbe solo quello che è iniziato su Saturno. Ma in questo modo, la creazione dal nulla si aggiunge all’evoluzione e all’involuzione ed entra nel mezzo del nostro sviluppo. Dopo che Saturno, il Sole e la Luna sono scomparsi, il Cristo entra sulla Terra come il grande elemento di arricchimento, che fa sì che su Vulcano esista qualcosa di completamente nuovo, qualcosa che non c’era ancora su Saturno. Colui che parla solo di evoluzione e involuzione parlerà di sviluppo come se tutto si ripetesse solo come un ciclo. Ma tali cicli non possono mai spiegare veramente l’evoluzione del mondo. Solo se aggiungiamo all’evoluzione e all’involuzione questa creazione dal nulla, che aggiunge qualcosa di nuovo alle condizioni esistenti, arriveremo a una vera comprensione del mondo.

33°Sulla Cabala - Lezione individuale

Berlino, 18 Marzo 1904

Abbiamo visto che la Bibbia può essere compresa sempre più profondamente quanto più ci addentriamo nell’insegnamento teosofico. Ma dovrete vedere oggi come la teosofia, la saggezza teosofica, abbia attraversato migliaia di anni e si sia plasmata in modo diverso nei diversi tempi soltanto per i nomi, le parole e così via. Il compendio di oggi vuole trattare qualcosa che è stato insegnato dagli antichi ebrei. Anche tra gli ebrei di oggi, la Cabala è qualcosa che, per la sua profonda saggezza, è molto poco conosciuta. A volte viene alla luce tra coloro dove meno lo si sospetterebbe. Se doveste incontrare un ebreo colto che proviene dalle più lontane regioni della Galizia, che è esteriormente piuttosto modesto e può apparire repellente per l’umanità civilizzata, allora potreste scoprire che conosce ancora residui di saggezza cabalistica. In Austria queste persone sono chiamate "rabbini miracolosi" perché conoscono certe arti magiche esteriori, per esempio, possono praticare la suggestione molto meglio dei nostri medici moderni. In una certa misura sono anche iniziati. Dirò qualcosa su ciò che è scritto nella Cabala. Nel mio libro "Teosofia" troverete che quegli insegnamenti segreti coincidono con ciò che impariamo nella teosofia.

La Cabala distingue dodici elementi all’interno del mondo, il primo e l’ultimo dei quali rimangono segreti perché non possono essere espressi a parole*. Solo i dieci rimanenti sono espressi in parole. Questi altri dieci sono divisi in tre gruppi: il primo, il cosiddetto mondo degli spiriti, il mondo delle entità spirituali pure; il secondo, il mondo dell’anima; il terzo, il mondo della corporeità.

Ora il cabalista dice immediatamente a ciascuno dei suoi discepoli: non puoi mai vedere nessuno di questi tre mondi con i tuoi occhi, ma in qualsiasi momento puoi vedere solo il "regno". - Il "regno" è quello che è il nostro mondo che ci circonda. Vedo un essere umano, dice lo studente della Cabala, ma quello che vedo è nel "regno". In verità, questa persona è nel mondo tripartito. Ha corpo, anima e spirito. Attraverso il corpo respira e si nutre; attraverso l’anima sente e attraverso lo spirito pensa. Tutto ciò ci viene incontro come un insieme, come il "regno"*. Si tratta del decimo degli elementi. Questo decimo elemento rappresenta la confluenza, in vari modi, degli altri nove.

Primo: il mondo del corporeo: Il corporeo ha di nuovo tre elementi. Ogni corpo esiste in se stesso. Se non fosse in sé, non ci sarebbe affatto. Quando lo si incontra, si percepisce la sua solidità. Se lui incontra te, percepisci la sua apparenza [NdT: Schein si potrebbe anche tradurre con bagliore]. Ecco perché distinguiamo: fondamento, solidità, apparenza. Queste sono le tre Sephiroth* della fisicità. Quindi abbiamo quattro Sephiroth:

Regno

Solidità

Fondamento

Apparenza

Secondo: il mondo dell’anima. Di nuovo, tre Sephiroth. Il primo è quello che ora, in teosofia, chiamiamo simpatia e quello che la Cabala chiama amore. L’amore è ciò che il corpo dell’anima emette quando si avvicina ad un altro. Come la solidità mi viene da un corpo, così l’amore è quello che io do.

La seconda Sephiroth è la grazia, che in realtà non è più solo dispensatrice come l’amore, (ma) che è già più autonoma e dispensa dall’interno.

La terza Sephiroth è la giustizia, che non è altro che compensativa.

Queste sono le tre Sephiroth dell’anima.

Ora per le Sephiroth del mondo degli spiriti. Sono ciò che è effettivamente attivo.

Il primo è quello che la Cabala chiama la ragione del mondo.

Il secondo il mondo-mente: la mente che possiede il pensiero.

La terza è la Sephiroth di base, che il cabalista chiama l’altezza o la corona, l’unione della mente e del pensiero (Kether - l’altezza).

Queste sono le dieci Sephiroth. Ora il cabalista dice al discepolo:

Hai dentro di te un elemento di ognuno di questi mondi. Dal mondo corporeo possiedi la tua anima vegetale (nephesh), anima delle piante, doppio corpo eterico. Dal mondo dell’anima possiedi l’anima della passione, l’anima del sentimento (ruach), ed (infine) dal mondo dello spirito possiedi l’anima pensante (neschamah).

Questo era lo scheletro della dottrina segreta ebraica.

Le seguenti 4 pagine:

4 schemi relativi al problema delle categorie di Sephiroth

34°I simboli come espressione della saggezza primordiale - Lezione individuale

Berlino, 27 Marzo 1905

Nel corso dell’ultima ora ho parlato dell’evoluzione della quinta razza radice*. Durante la mia assenza avrete l’opportunità di conoscere quella precedente, l’Atlantidea.

La cosiddetta dottrina segreta ha sempre espresso ciò che ha da dire con determinate immagini e simboli, perché certe verità sono difficili da esprimere nel nostro linguaggio ordinario. È un pregiudizio credere che le verità possano sempre essere espresse chiaramente, perché la verità è molto più antica della nostra lingua. Il linguaggio si è sviluppato solo nell’epoca principale che precede la nostra, durante il periodo atlantideo. Gli Atlantidei vivevano in una parte della Terra che oggi non esiste più e in condizioni molto differenti da quelle attuali. Le condizioni del clima, dell’aria e dell’acqua erano completamente diverse allora rispetto ad oggi. I primissimi inizi del linguaggio vanno ricercati nel tempo che precedette l’atlantideo, nel periodo lemuriano, dove, tuttavia, non si era ancora formata una lingua, bensì solo una sorta di risonanze di suoni individuali.

La verità, la saggezza esisteva prima che ci fosse un linguaggio umano. Ma poiché il linguaggio umano è ancora giovane, non può rendere in parole le antiche saggezze eterne che hanno creato il mondo e che sono ancora creativamente attive nel mondo. Gli insegnamenti di queste saggezze sono sempre stati portati avanti in segreto e comunicati all’allievo solo quando aveva imparato il linguaggio dei segni simbolici* in cui venivano dati questi segreti. È difficile tradurre questi segni nella nostra lingua. Anche oggi dobbiamo usare termini simbolici per certe cose che possono essere espresse meglio dalle immagini che dalle parole.

È molto difficile capire il passaggio da una forma umana in cui non c’erano ancora due sessi alla nostra forma attuale. Il corpo umano è cambiato molto nel corso di una lunga evoluzione. Ai tempi lemuriani il corpo era una specie di nebbia infuocata, come una nuvola di fuoco. In quel tempo non c’era nemmeno la terra solida. Il corpo umano aveva le stesse sostanze del corpo di oggi, ma era gassoso, quindi ha subìto varie metamorfosi. La sua volontà significava l’espressione della sua forma. Se voleva raggiungere qualcosa, non poteva farlo con la mano, perché non ne aveva una; dunque, prima formò una mano per poi riuscire ad afferrare quello che voleva. Oggi tutto ciò ci sembra fantasioso.

Qual è la nostra storia oggi? Conosciamo solo pochi millenni di vita sulla Terra. Non ci sono registrazioni dei tempi più antichi dello sviluppo del nostro pianeta perché non c’è stata fossilizzazione, vale a dire nessuna impronta nella roccia. La materia, che ora compone le cose del mondo esteriore e i nostri stessi corpi umani, è cambiata completamente da quei tempi antichi. Fisicamente non si può indagare su questi stati. Solo attraverso la ricerca occulta è possibile imparare qualcosa, e per questa ricerca abbiamo la Cronaca dell’Akasha. Questa Cronaca contiene tutto ciò che accade nel mondo spirituale, e poiché ciò che è fisico è un flusso di quello che è spirituale, tutto ciò che è accaduto e sta accadendo è contenuto in esso. L’essere umano sperimenta impressioni durante il giorno e le elabora mentalmente. Il corpo astrale contiene tutti i riverberi della vita quotidiana, tutto ciò che l’essere umano ha sentito, voluto e pensato. Questo corpo astrale vive nello spazio astrale, e quello che succede in esso è impresso come vibrazioni, come immagini nel mondo astrale. In questo stato, liberato dalla vita fisica quotidiana, l’essere umano registra nei mondi superiori ciò che ha sperimentato, e questo permane. L’essere umano è così attivo nel sonno per l’eternità. Quando dorme, la sua anima e il suo corpo spirituale sono fuori dal suo corpo fisico ed eterico, ma egli non ne è cosciente. Solo il chiaroveggente può vedere come l’anima dell’uomo sia stata disegnata attraverso ciò che è poi iscritto nella Cronaca dell’Akasha.

Più si va indietro nel passato, più si deve fare affidamento sulla Cronaca dell’Akasha, e più si va indietro, più questa Cronaca risulta pura. È più facile da leggere negli stati della Terra molto, molto indietro, prima che la Terra fosse fisica ed è invece molto più difficile leggerla durante il periodo atlantideo e soprattutto durante il periodo post-atlantideo. Perché il lettore deve accuratamente sradicare dalla sua anima tutte le sue conoscenze di questi tempi, per non falsificare la Cronaca. È quindi più facile indagare qualcosa sui tempi più antichi, di cui non si hanno ancora immagini sensoriali. Tuttavia ci può essere anche una grande confusione se qualcuno non è sicuro di come leggere queste immagini.

Per esempio, se qualcuno è vissuto in epoca romana, supponiamo Virgilio. Quando percepiamo Virgilio nella Cronaca dell’Akasha, sembra un’immagine vivente, come è nella vita reale; è come una ripetizione della vita stessa. Ora possiamo vedere la vita di Virgilio che si svolge di nuovo come una riproduzione fedele di ciò che avvenne in quel momento. Se si rivolge una domanda a questa immagine, essa risponde come avrebbe potuto rispondere Virgilio stesso. Swedenborg ha parlato all’immagine akashica di Virgilio*. L’individualità di Virgilio stesso ha subìto un’altra sua propria evoluzione. Se qualcuno non è in grado di distinguere con precisione, allora può confondere le due cose.

Ora vorrei parlare dei simboli che sono sempre stati usati nell’occultismo* per il tempo di transizione dall’essere umano bisessuale a quello monosessuale, e la separazione dei sessi nei tempi lemuriani. Lì si parlava di tre simboli.

Il primo simbolo: l’uomo ha ricevuto la sua armatura originale e una spada a doppio taglio.

Il secondo simbolo sono i sette alberi.

Il terzo simbolo è quello del libro a dieci fogli.

Con l’armatura si indicava la relazione originale tra i componenti solidi della Terra e i componenti solidi del nostro corpo fisico. Questo corpo, che è legato al solido della Terra, è il primo stato della natura umana, ma non è sempre andata così. Nei tempi passati la Terra era molto diversa. Ciò che oggi è solido aveva uno stato differente allora, perché era mescolato con qualcosa di sostanzialmente molto diverso, che oggi è separato. Si potrebbe definire con la formula: Corpo Fisico (CF) + Spirito (S), e sotto questa formula si imparava a guardare come lo spirito avesse strutturato il corpo. Possiamo rimanere a bocca aperta di fronte a ciò che questo corpo contiene quando vediamo, per esempio, come la struttura ossea della coscia fosse costruita in modo meraviglioso. Il più saggio architetto non avrebbe potuto risolvere meglio il problema di come tutto il corpo possa essere sostenuto con una minore quantità di materiale. O se guardiamo l’anatomia del cuore, che funziona in modo meraviglioso per tutta la vita, nonostante tutti gli attacchi a cui è sottoposto da parte dell’irragionevolezza dell’uomo, che gode di veleni come l’alcol, il caffè e così via.

Se pensiamo a questo spirito come a una forza efficace e attiva, mescolata alla materia, abbiamo i due stati in cui il corpo può esistere. C’è l’involucro originale, in cui lo spirito era ancora direttamente penetrante, formante, attivo, successivamente avviene la separazione. Il secondo è ciò che l’uomo ha in comune con il regno vegetale: la crescita, il potere riproduttivo, vale a dire la forza vitale: FV + A = Forza vitale + Acqua. Come il fisico è legato allo spirito, così la forza vitale è legata all’acqua. L’occultista vede la vita nell’acqua. Tutti gli esseri viventi sorgono nell’acqua e sono inconcepibili senza acqua. In terzo luogo, è sorto nell’uomo il potere del desiderio. Questo era originariamente unito al fuoco come forza spirituale. La passione, il Kama, nasce nell’uomo dalla forza del desiderio. Nel Kama, l’uomo era unito al fuoco. FD + F = Forza del desiderio + Fuoco.

Anche prima, l’ego umano non era ancora legato a un solo individuo, bensì era un centro nel mare in piena espansione di questi elementi che circondavano l’essere umano in crescita. Voi vedete un’eco degenerata dove lo spirito appare in modo formativo in mezzo alla materialità, nella formazione dei cristalli. A quel tempo anche il corpo fisico era a forma di cristallo, radioso, esso ha risucchiato la forza vitale lasciando l’acqua. Successivamente l’uomo ha assorbito il fuoco, ricevendo sangue caldo.

Poi l’uomo ha avuto la spada a doppio taglio, vale a dire l’Io, che può lavorare dall’esterno all’interno e dall’interno all’esterno, con cui ha potere sugli elementi di terra, acqua, fuoco, che gli erano sottomessi. Quando il Kama fu legato al fuoco, l’acqua fu legata alla forza vitale e la sostanza allo spirito, allora l’uomo formò la sua armatura, ricevendo la spada a doppio taglio*.

I sette alberi sono i sette modi in cui l’uomo può vivere la sua vita. Abbiamo davanti a noi il passato, il presente e il futuro dell’essere umano. Prima abbiamo l’involucro fisico (Sthula Sharira), poi il corpo eterico (Prana), nel quale sono attivi i poteri di riproduzione, di nutrimento e di crescita; in terzo luogo, vi è la parte dell’essere umano nella quale dominano le pulsioni e le passioni, il corpo astrale; e solo dopo, come parte centrale, il quarto, l’autocoscienza umana. L’uomo ha ricevuto la sua tetrade inconsciamente, senza la propria cooperazione. Non appena ha ricevuto l’autocoscienza, comincia a lavorare su se stesso e ad organizzare il suo corpo astrale. In questo modo irradia gradualmente il suo corpo astrale dall’interno. Questo lavoro sarà completato alla fine della nostra epoca post-atlantica, successivamente il corpo astrale sarà imbevuto del Manas.

Sono sette stadi:

1. l’albero dell’esistenza - dove l’uomo sviluppa il suo corpo fisico.

2. l’albero della crescita.

3. l’albero della parentela - dove l’uomo sviluppa simpatia e antipatia per l’ambiente.

4. l’albero della conoscenza del bene e del male - dove l’uomo si chiude al mondo esterno.

5. l’albero della vita - dove l’uomo comincia ad animare il suo corpo astrale - transizione dal corpo Kama al Manas.

6. l’albero della parola - dove l’uomo è in grado di ascoltare la cosiddetta parola interiore, dove ha la conoscenza mistica.

7. l’albero della beatitudine - quando l’uomo si riposa nella beatitudine del Tutto.

La prossima volta dirò qualcosa del libro a dieci fogli. I grandi Maestri dell’umanità hanno letto nel libro dei dieci fogli come l’uomo moderno fa quando compita.

35°Sul libro dei dieci fogli - Lezione individuale

Berlino, 3 Aprile 1905

L’ultima volta ho attirato la vostra attenzione sul fatto che per potersi esprimere chiaramente nell’occultismo, sia necessaria una forma di espressione simbolica*. Quello che ci circonda oggi lo è stato solo per un certo periodo di tempo, che in realtà è breve, perché i nostri antenati durante i periodi atlantideo e lemuriano vivevano in condizioni molto diverse. L’uomo di oggi non può più farsi un’idea di questo. Tuttavia, se vogliamo comprendere correttamente ciò che è oggi, dobbiamo elevarci a quei concetti e a quelle idee ... [spazio vuoto nelle registrazioni].

La lingua non è molto antica, si è formata solo tra gli Atlantidei. I nostri antenati Lemuriani non avevano ancora un linguaggio formato, essi avevano una specie di canto, dei suoni di grande potenza miracolosa, che erano come un agente magico e forse, all’uomo moderno, potrebbero sembrare inarticolati, ma che superavano in bellezza ed eufonia tutto ciò che possiamo trovare oggi negli animali più elevati. Questi suoni avevano il potere, per esempio, di far crescere più velocemente i fiori o di far muovere gli oggetti inanimati. Non possiamo confrontarli con il nostro linguaggio comune di oggi. Ecco perché non possiamo usare il nostro linguaggio per descrivere ciò che appartiene alle cose più alte.

Nelle scuole occulte, quindi, sono sempre stati utilizzati linguaggio e scrittura allegorici. Questi segni allegorici sono formule permanenti di espressione che bisogna innanzitutto imparare a capire. Una formula, per esempio, è quella del libro a dieci fogli. Cos’è questo libro a dieci fogli?

Il libro a dieci fogli è qualcosa di vero, di reale. Un grande contenuto viene trasmesso in questo libro e le formule sono, solo apparentemente, semplici. È qualcosa di abbastanza reale per il discepolo occulto, ma si legge in modo piuttosto diverso da un libro comune, perché l’uomo con la sua mente ordinaria deve formare una parola dalle lettere e una frase dalle parole. Il pensiero dello scienziato occulto è diverso, è un pensiero che coglie l’unità, che comprende le grandi connessioni in una volta sola, è un pensiero che rappresenta un’esperienza vissuta, un cogliere le realtà superiori. L’uomo fa dei dettagli un concetto collettivo. Lo scienziato occulto ottiene un concetto intuitivo tutto in una volta attraverso l’esperienza interiore e non dipende dal compiere un certo numero di esperienze individuali. È proprio come una persona che ha visto un leone, per esempio, e può formarsi il concetto di "leone".

Così lo scienziato dell’occulto ottiene anche il concetto di entità astrali e mentali in una volta sola, perché vede le cose tutte insieme. Ci sono archetipi per tutte le cose spirituali. Proprio come un pittore può avere una certa immagine intuitiva nella sua testa e dipingere cento immagini a partire da essa, così ci sono archetipi per tutte le cose sui piani superiori. Ci sono archetipi per tutte le cose, che il chiaroveggente vede. La lettura negli archetipi delle cose, nei terreni primordiali spirituali, si chiama, nell’occultismo, lettura nel libro a dieci fogli. In ogni scuola occulta si poteva leggere questo libro a dieci fogli. Anche a quel tempo, quando l’umanità non era ancora rivestita di un corpo fisico, si era in grado di leggere questo libro.

Ripensiamo al periodo dei Lemuriani, quando l’uomo si è rivestito di un involucro fisico. A quel tempo l’essere umano viveva in idee che erano interamente figurative, egli non vedeva immagini all’esterno, bensì dentro di sé; nella sua anima sentiva, per esempio, quando si avvicinava ad un’altra persona, percependo come delle immagini dai colori brillanti. Era come un sogno vivido, pittorico, ma non cosciente. Solo gli insegnanti e le guide dell’umanità avevano una visione completa in una volta, cosa che gli altri percepivano solo ondeggiare nel crepuscolo delle loro anime.

La loro visione non era limitata, tutto si stendeva davanti a loro come un tableau; dovevano solo rivolgergli la loro attenzione. Questa è l’idea di quell’unità omnicomprensiva che si offre all’iniziato e al discepolo dell’occulto. Oggi non possiamo vedere tutto in una volta perché percepiamo la realtà con i nostri strumenti di senso.

Una differenza tra New York e Berlino, per esempio, non sarebbe stata vista a quel tempo. Chi vede al di fuori del suo corpo fisico si accorge che le differenze nello spazio gli si presentano solo attraverso i suoi sensi. Tutta la scienza moderna è fatta di dettagli che vengono messi insieme, ma quello che succede nel mondo spirituale non si scopre poco a poco, bensì quando si raggiunge un certo livello di conoscenza e tutto si rivela apertamente.

Ora abbiamo dieci tappe, rappresentate dai dieci fogli del libro, che ora voglio indicarvi. Innanzi tutto, cosa c’è scritto sul primo foglio? Esso contiene tantissimo, ma bisogna sperimentarlo. Pensate a un fiore. Se quest’anno abbiamo piantato un fiore, vediamo come ha messo radici, come si sviluppano gli steli, i rami, le foglie e i fiori, e infine il seme, il germe, che rimettiamo nella terra. In questo piccolissimo seme non si vede più nulla della pianta, ma esso è la pianta, la pianta, contratta in un punto, è contenuta al suo interno. Guardiamo un tulipano, come è compresso in un punto e come si espande di nuovo. Vediamo l’essenza del tulipano alternarsi tra una grande espansione e una contrazione in un punto, come se fosse schiacciato nel nulla. Possiamo seguire questa espansione e contrazione in un punto in tutto il mondo, nella natura e nell’uomo. Anche un intero sistema solare si dispiega, passando attraverso uno stato di sonno per risvegliarsi di nuovo. In teosofia, questi due stati sono chiamati Manvantara = espansione, e Pralaya = restringimento in un punto. Non c’è differenza tra la percezione esterna, tra il germe del sistema solare e il fiore; non sono presenti al senso esteriore. Anche il nostro attuale sistema mondiale si contrarrà un giorno in un tale punto; tutta la vita sarà allora compressa in quel punto, e ne uscirà di nuovo. Se ci si colloca in questa vita molteplice del mondo che si affolla in un punto, si ha un concetto della potenza creatrice divina che crea dal nulla. Chi vuole penetrare i segreti dell’universo deve imparare a concentrare i suoi pensieri su un punto, ma non su un punto morto, bensì su un punto vivo che è allo stesso tempo niente e tutto. Non è facile mettersi in questo sonno generale della natura, che è una vita-zero, ma allo stesso tempo anche una vita-tutto; bisogna averlo sentito, pensato e voluto. Solo chi ci ha pensato bene può leggere gli altri fogli.

Cogliere questa unità di tempo, spazio, potere e forza e sprofondare in quest’ultima rappresenta la lettura del primo foglio. In una strofa del libro di Dzyan si trova una bellissima descrizione*.

Il secondo foglio ci mostra la dualità in tutto il mondo. Ovunque si vada in natura si trova la dualità: luce e ombra, positivo e negativo, maschio e femmina, sinistra e destra, pari e dispari, bene e male. La dualità è profondamente radicata nella natura di ogni divenire, e chi vuole comprendere la natura deve rendere questa dualità completamente chiara nella sua mente. Solo quando vediamo la dualità nella nostra vita arriviamo a capire il mondo. Lo studente dell’occulto deve fare il suo dovere imparando a pensare in queste dualità. Non deve mai pensare solo una cosa, deve sempre pensare entrambe le cose insieme. Se, per esempio, pensa alla sua relazione con il divino: "Un Io divino vive in me", questa frase rappresenta solo una cosa, alla quale appartiene una seconda: "e Io vivo nell’Io divino" - entrambe sono vere. - Lo studente dell’occulto deve dire a se stesso: l’uomo è un essere sensoriale, ma diventerà un essere spirituale; una volta ero un essere spirituale e ho dovuto diventare un essere sensoriale.

Solo allora si può realizzare tutta la verità, se ci si impone il dovere interiore di non pensare mai in unità, bensì sempre in dualità. Quando l’uomo impara a pensare in queste dualità, solo allora pensa in modo corretto e appropriato. Questa è la lettura del secondo foglio del libro a dieci fogli. Nei vecchi miti tedeschi degli dèi e anche nei libri gnostici troverete questa dualità raffigurata ripetutamente*. Certe idee grossolane sono diventate ... [spazio vuoto nelle registrazioni] e vedono in particolare la dualità tra il maschile e il femminile attribuendo tutto a questa dualità. Ma in verità il maschile e il femminile sono solo un caso speciale di una dualità molto più alta. E prendere questo caso speciale come spiegazione di tutto, significa bendarsi gli occhi davanti alla realtà spirituale aggrappandosi all’infimo.

Il terzo foglio rappresenta la Trinità. Le idee tripartite si trovano ovunque: L’uomo è un essere trino, in quanto composto da corpo, anima e spirito. La gnosi parla di Padre, Parola e Spirito. Incontriamo questa trilogia in Egitto nelle divinità Osiride, Iside e Horus. La tripartizione contiene un importante segreto dell’occulto. Chi si abitua a trasferire la dualità nella tripartizione ottiene un appiglio che lo porta alla comprensione del mondo intero. Pensare il mondo nella sua triarticolazione significa penetrarlo con saggezza.

Quarto foglio: quadrato pitagorico. L’uomo mi sta davanti come una quadruplicità: cioè è composto da corpo, anima, spirito, e in esso vive il quarto elemento, l’autocoscienza. Pertanto, Pitagora dice ... [spazio vuoto nelle registrazioni]. La natura inferiore dell’uomo sviluppa da sé quella superiore. Questo è il segreto della quadruplicità, che si sviluppa dalla Trinità. Questa quadruplice natura si trova in tutti gli esseri. Gli esseri sono tutti uguali allo sguardo completo del grande iniziato che vede tutto, che domina con il suo sguardo tutto lo spazio temporale. L’uomo è una quadruplicità che vive sul piano fisico. Il leone non vive con la sua quadruplicità sul piano fisico; qui ha solo la sua triplicità: corpo fisico, corpo eterico, corpo astrale, il suo Io vive nel mondo spirituale come quarto elemento. La natura superiore appare solo ad un livello inferiore come la natura sensoriale. Se l’uomo può dominare il suo corpo fisico fino alle cellule, diventerà Atma; se dominerà il corpo eterico, sarà Buddhi; se dominerà il corpo astrale, sarà Manas. Questa è la quadruplicità: i tre arti della natura inferiore, che un giorno si trasformeranno nella natura superiore. La quadruplice natura è presente in tutti gli esseri che si trovano nel mondo. All’occhio del veggente che riesce ad avere una visione di grandi periodi di tempo, tutti gli esseri sono uguali, solo per ... [spazio vuoto nelle registrazioni] diverso.

In cosa differisce un leone da un essere umano? Per l’occhio umano un leone è più basso di un uomo perché l’uomo ha una visione limitata. Egli vive oggi sul piano fisico, mentre il leone ha lasciato il suo spirito nel mentale e la sua anima nell’astrale.

Essere umano

4 mentale

3 astrale

2 eterico

1 fisico

Anche la pianta e il minerale hanno la loro quadruplice natura. La pianta è sul piano fisico solo con il corpo fisico e il corpo eterico. Le piante e i minerali hanno le altre parti della loro quadruplicità nel mondo spirituale. Ma esseri umani, animali e minerali hanno una quadruplice natura. Lo studente dell’occulto deve sempre sperimentarlo interiormente se vuole leggere il quarto foglio.

Quinto foglio: quando si legge il quinto foglio, si rivela tutto ciò che l’essere umano proietta fuori di sé, come un’immagine d’ombra. Questo è più della semplice quadruplicità. Egli inizia ad adorare. Questo si chiama idolatria. L’uomo è un essere pensante, che immagina. Quando inizia a pensare alle cose, attribuisce loro cause divine. Nascono dei miti in cui l’uomo mette in relazione il soprasensibile con il sensoriale. Il mondo dei miti e delle leggende rappresenta le culture dei popoli antichi in molti modi diversi. Tutto questo processo si trova davanti all’iniziato, e arriva il momento in cui (egli) comincia a capire il filo che attraversa tutti i miti.

Il cavallo, per esempio, cosa significa? Rappresenta un essere che è rimasto indietro ad un certo stadio che l’uomo fisico ha superato nella sua evoluzione.

Ma c’è stato un momento nei tempi iperborei in cui l’uomo ha dovuto sviluppare per la prima volta la disposizione all’intelligenza. Le attitudini si sviluppano molto prima. Ora vi ho detto che ogni evoluzione superiore deve essere acquisita dal fatto che un altro essere rimane indietro. Se una cosa intende salire, un’altra deve scendere. A quel tempo, quando l’uomo sviluppò la disposizione all’intelligenza, ciò fu possibile solo perché la natura umana separò da sé ciò che poi si sviluppò nella natura del cavallo. Nel periodo atlantideo si sviluppò il cavallo e l’uomo ebbe l’istinto che il suo sviluppo fosse collegato al cavallo. Questo istinto è diventato un mito in tempi successivi. L’Atlantideo aveva una coscienza istintiva della parentela della sua intelligenza con il cavallo, e quindi nella prima epoca del periodo post-atlantico, il cavallo era venerato come (un) simbolo di saggezza. Le prime epoche post-atlantiche hanno dovuto formare l’intelligenza. Ecco perché nell’Apocalisse, quando vengono tolti i sette sigilli, vengono presentati i cavalli. Odisseo escogita un cavallo di legno. Per capire i miti, sono necessarie tre cose: prima di tutto, il mito deve essere preso nella sua forma letterale, in secondo luogo, dev’essere compreso simbolicamente - questo accade nelle religioni - e in terzo luogo, dev’essere compreso letteralmente in un senso superiore. Quando questa meravigliosa connessione appare davanti all’occhio intuitivo, si chiama lettura del quinto foglio.

Sesto foglio: contiene i segreti di ciò che l’uomo riconosce come il sovrasensibile e verso il quale tende. Gli ideali che l’uomo crea dalla sua propria natura sono registrati su questo sesto foglio, per esempio i grandi ideali di libertà, uguaglianza e fratellanza. L’unione della natura umana con qualcosa che non c’è ancora, che l’uomo deve prima conquistare per sé, si trova su questo sesto foglio, il creare, il volere oltre se stessi. "Amo colui che desidera l’impossibile". L’uomo impara a guardare il futuro dell’umanità, imparando a vedere i germi del futuro nel presente. L’iniziato può leggere nel sesto foglio come Giovanni ha descritto lo stato futuro dell’umanità nell’Apocalisse.

Settimo foglio: lì l’allievo impara a capire il segreto e il significato del numero sette. Le cose si sviluppano nel settimo numero perché l’uomo deve imparare a dire a se stesso: io consisto nella Trinità, da essa deve emergere una Trinità superiore; questa è l’Esade. Partendo dalla Trinità, ritorna ad una Trinità superiore, l’Esade. Lui stesso è il settimo. Capire questo processo, significa leggere il settimo foglio.

Parleremo dell’ottavo, nono e decimo foglio la prossima volta*. Il libro dei dieci fogli è un’allegoria, che riassume in poche parole ciò che altrimenti dovrebbe essere descritto a lungo. Un’abbreviazione di ciò che ha vita completa.

Paracelso dice: il medico deve leggere tutta la natura, deve dare degli esami nella natura, e riassumere la parola dalle singole lettere e non attingendo la saggezza solo dai libri*.

Nel nostro tempo la spiritualità doveva recedere; doveva essere così per rendere possibili le grandi conquiste del piano fisico, per perfezionarsi nella padronanza del mondo dei sensi. Ora è vicino il momento in cui l’umanità deve di nuovo approfondire lo spirito. L’uomo si sta affrettando verso uno stadio sul piano fisico che non potrebbe essere sopportato se la vita spirituale non si sviluppasse di nuovo.

Posso darvi un’immagine di quanto sia necessario che l’uomo si approfondisca spiritualmente: voi conoscete gli enormi progressi fatti, per esempio, nella scienza dell’elettricità; c’è una forza tremenda legata a queste forze che permetterà all’uomo di abusare di esse.

L’uomo, in un futuro non troppo lontano, sarà padrone di forze terribili che farà operare sul piano fisico*. Sarà in grado, per esempio, di produrre detonazioni ed esplosioni in luoghi lontani senza che nessuno possa riconoscerne l’autore. L’umanità avrà un grande potere. E guai all’uomo se non è moralmente retto e non usa questi terribili poteri solo ed esclusivamente per il bene! Questo tempo è stato previsto dalle guide dell’umanità, i Maestri, ed è la missione dell’insegnamento teosofico: preparare le menti a ciò che sta arrivando, avvertirle, e mostrare loro la via e la meta.

36°Indicazioni speciali relativamente alle metamorfosi evolutive secondo il principio numerico

Oltre a quanto sopra (riportato), in relazione alle metamorfosi evolutive, vorremmo segnalare alcune altre importanti affermazioni di Rudolf Steiner sulla scrittura del mondo, con l’aiuto delle quali è possibile leggere nel cosmo, nel grande libro della natura.

Nella sua conferenza del 1° agosto 1924 a Dornach (in GA 237), egli ricorda come, fin dall’inizio, il movimento antroposofico era stato per lui una specie di "shibboleth" (segno di riconoscimento, parola d’ordine), L’obiettivo del movimento è sempre stato quello di riportare le persone a leggere spiritualmente nel grande "Libro della Natura", per ritrovare gli spunti spirituali della natura, poiché questo fu uno degli impulsi più importanti della nuova età di Michele che iniziò nel 1879. Come si può imparare a leggere nel Libro della Natura è chiarito dal confronto con i caratteri della scrittura. Proprio come quest’ultima consiste in un certo numero di lettere, così è anche la scrittura del "Libro della Natura". Le sue lettere, tuttavia, sono categorie, pensieri primordiali, pensieri del mondo e formano l’alfabeto della scrittura cosmica. Proprio come qualcuno che vede solo le singole lettere a, b, c, ecc. e che non sa combinarle correttamente, (in quanto) non è in grado di leggere, e quindi non è in grado, per esempio, di afferrare l’intera grandezza del "Faust" di Goethe, così solo chi sappia combinare correttamente le lettere della scrittura del mondo può leggere ciò che tesse e funziona nel cosmo e come l’essere umano sia collegato con esso. In questo senso, si dice una volta in relazione allo scritto "La scienza occulta": "Che cosa c’è scritto in realtà in questa scienza occulta? [...] Ci sono dei pensieri in essa, ma non sono pensieri ordinari. Sono pensieri che sono creativamente attivi nel mondo esterno. [...] Posso chiamare ciò che vi ho descritto forze formative del mondo o pensieri del mondo". (Dornach, 24 marzo 1922 in GA 212).

È ovvio che le lettere della scrittura del mondo non possono essere trovate tramite conclusioni logiche o filosofiche, bensì si tratta di conquiste della visione spirituale. Nel corso dello sviluppo dell’umanità, questa via è stata cercata più e più volte per leggere il grande "Libro della Natura". Questo è il motivo per cui ci sono diversi alfabeti, o piuttosto diversi nomi per le singole lettere della scrittura del mondo; Rudolf Steiner si riferisce espressamente alle dieci categorie di Aristotele e alle dieci Sephirot della Cabala ebraica come tali alfabeti della scrittura del mondo (Dornach, 10 maggio 1924, in GA 353). Lo stesso vale per il libro a dieci fogli di cui parla ancora il filosofo francese Saint-Martin nel XVIII secolo.

I Rosacroce conoscevano anche un alfabeto di dieci lettere della scrittura del mondo. (Vedi "Le dieci metamorfosi del Logos solare secondo la Cronaca rosicruciana" in GA 88, così come la discussione del detto rosicruciano "Colui che vede attraverso il lavoro dei numeri, vede come il suo mondo è, (e) si costruisce ..." nella lezione esoterica Berlino, 12 febbraio 1908, in GA 266/1). Certamente non senza intenzione Rudolf Steiner nel 1907, nella sua relazione sul Congresso Teosofico di Monaco (in GA 284, p. 41) fa notare che le lettere che si trovano nel libro dei programmi sono lettere: E.D.N. - I.C.M. - P.S.S.R. "sono le dieci lettere iniziali delle parole attraverso le quali la teosofia delle parole riassume il vero rosicrucianesimo in un motto: Ex Deo Nascimur, In Christo Morimur, Per Spiritum Sanctum Reviviscimus".

Che i risultati della ricerca spirituale-scientifica di Rudolf Steiner si basino anche su una tale capacità di leggere la scrittura del mondo è attestato da varie sue dichiarazioni. La più chiara è quella della conferenza di Dornach, del 22 aprile 1924 (in GA 233a). In essa, parlando delle dieci categorie di Aristotele, dice: "Fondamentalmente, ciò che l’Antroposofia ha prodotto e potrà mai produrre è sperimentato a partire da questi concetti nello stesso modo in cui ciò che si legge nel "Faust" a partire dalle lettere [della scrittura del libro]. Poiché tutti i segreti del mondo fisico e spirituale sono contenuti in questi semplici termini come l’alfabeto del mondo. [...] Così vedete come in dieci concetti, la cui potenza interna luminosa ed efficace deve prima essere nuovamente rivelata, si immergeva in ciò che era una potente, istintiva rivelazione di saggezza attraverso i millenni".

Già 20 anni prima, nella conferenza sulla Cabala (Berlino, 18 marzo 1904, in questo volume), si trova addirittura un’affermazione concreta: "Nel mio libro "Teosofia" troverete che quegli insegnamenti segreti [della Cabala] coincidono con quanto apprendiamo nella teosofia". Ancora più concretamente la seguente affermazione: "Se consideriamo tutto l’uomo nel senso in cui l’ho presentato nella mia "Teosofia", secondo le sue nove parti, troviamo, se scendiamo dall’alto: Uomo-Spirito, Spirito Vitale, Sé Spirituale, anima cosciente, anima razionale, anima senziente, corpo animico, corpo eterico, corpo fisico. Questi sono i nove arti. Non si combinerebbero con la vita terrestre nel modo giusto se non ci fosse un’altra sintesi: questa è il decimo foglio. Così abbiamo dieci arti che appaiono anche nelle dieci Sephirot dei tempi precristiani, ma in un modo che corrisponde a quel tempo in cui la piena coscienza dell’Io non era ancora presente". (Conferenza Dornach, 19 settembre 1922, al mattino, in GA 344). Cfr. anche i due schizzi non datati di Rudolf Steiner (archivio n. 685 e 712) alla fine di questa nota.

Come il nove diventa il sette, da cui si determina tutta l’evoluzione, e come infine tutto torna al tre, che a sua volta va inteso come il due e l’uno - perché tutto può rivelarsi solo in polarità, dietro le quali l’uno sta come unità - tutto questo risulta dalle note per J. Peelen e per E. Schuré (in questo volume).

La seguente affermazione nella conferenza (di) Stoccarda, (del) 29 agosto 1906 (in GA 95) permette di dare uno sguardo alle sue ricerche cosmologiche legate al segreto del numero: "Ci sono dunque sette pianeti, ognuno con sette volte sette stati, così è scritto nella scienza occulta 777. Nella scrittura occulta, sette al posto delle unità, significa i globi, al posto delle decine i cicli, al posto delle centinaia i pianeti. Questi numeri devono essere moltiplicati insieme. Così il nostro Sistema planetario deve passare attraverso 7 volte 7 volte 7 o 343 trasformazioni. Successivamente si fa riferimento a uno "strano passaggio" della "Dottrina Segreta" della Blavatsky, il cui contenuto è stato ampiamente ispirato da una delle più alte individualità spirituali: "Ma i grandi iniziati si sono sempre espressi con molta cautela, facendo solo degli accenni. Soprattutto, hanno sempre lasciato che fossero le persone a fare un po’ di lavoro. Quindi questo passaggio è pieno di enigmi. H. P. B. lo sapeva. Il Maestro non ha detto nulla sulle incarnazioni successive, ha solo detto: Imparate a risolvere l’enigma delle 777 incarnazioni. - Voleva che si imparasse che questi sono 343 [stati di trasformazione]. Nella "Dottrina Segreta" c’è il compito, ma non la soluzione. Questa è stata trovata solo in tempi recenti".

La soluzione è stata ovviamente trovata da Rudolf Steiner. Si nota già nel frammento del 1903/04 nelle descrizioni con denominazioni tedesche completamente indipendenti delle 7 metamorfosi degli stati di coscienza, vita e forma. Nelle lezioni "Evoluzione planetaria" (in questo volume) si attira anche l’attenzione sul fatto che la somma delle cifre di questi 343 stati dell’evoluzione totale è 10. Cos’è il numero dieci? Dieci è il numero su cui la conoscenza segreta dell’antichità basava l’ordine del mondo. I pitagorici lo consideravano come la madre onnicomprensiva e omnilimitante, poiché è la somma dei primi quattro numeri: 1 più 2 più 3 più 4 = 10. E il quattro è il segno del cosmo o della creazione, poiché la Terra è nella sua quarta incarnazione: tutto ciò che si trova sulla nostra Terra, compreso il quarto principio nell’uomo, presuppone che questa creazione si trovi nel quarto stato della sua evoluzione planetaria. (Stoccarda, 15 settembre 1907, in GA 101). Poiché la somma dei quattro è uguale a dieci, si parla di dieci pensieri della creazione o del mondo.

Dai testi del presente volume risulta che l’alfabeto scientifico-spirituale della scrittura del mondo di Rudolf Steiner si divide in tre e sette lettere: le tre lettere principali Coscienza - Vita - Forma, (dal punto di vista) teosofico: primo, secondo, terzo Logos, (dal punto di vista) cristiano: Padre, Figlio, Spirito e le loro sette uniche relazioni possibili. Nelle conferenze "Evoluzione planetaria" (nel presente volume, 12a lezione), si aggiungono anche le denominazioni della filosofia Samkhya fondata dal saggio indiano Kapila: Sattva, Rajas, Tamas, i tre Guna, anch’essi con sette possibili combinazioni. Essi costituiscono il fondamento del sistema Samkhya (Samkya = numero). Le conferenze di Rudolf Steiner sulla fondazione della Società Antroposofica alla fine del 1912 ("La Bhagavad Gita e le lettere di Paolo", GA 142) sono estremamente rivelatrici in questo contesto.

Nel 1924, l’ultima delle sue attività di conferenziere, quando gli fu chiesto dai sacerdoti della "Comunità dei Cristiani" di parlare loro dell’Apocalisse di Giovanni, l’importanza fondamentale del principio del numero per la ricerca occulta appare ancora una volta su una scala molto vasta. Questo completa l’arco che cominciò a salire nel 1902 con la scrittura di "Il cristianesimo come fatto mistico", nel cui capitolo "L’Apocalisse di Giovanni" si annuncia, per così dire, il cammino che avrebbe preso per trovare la sua strada: "svelare, rivelare i pensieri del mondo che stanno alla base delle cose", i "pensieri fondamentali della creazione". Subito dopo - nel 1903 - questo disvelamento dei pensieri del mondo fu iniziato con la scrittura della "Teosofia" e la trascrizione frammentaria della cosmologia spirituale del pensiero mondiale ed è stato sviluppato sempre più concretamente.

H. W.


In memoria di Frater Stefano Ravaglia

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