Libera Antroposofia

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O.O. 313

Aspetti scientifico-spirituali della terapia

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1°Arti costitutivi superiori dell'uomo. Effetti delle sostanze sul corpo fisico durante malattia e guarigione

Dornach, 11 Aprile 1921

È da sperare che questo corso complementare rispetto a quello dell’anno scorso possa comunque portare qualcosa che, in senso autentico, possa essere inteso come un complemento, e che soprattutto quando giungeremo verso la fine del corso si cristallizzerà in una serie di prospettive terapeutiche. In questo corso cercherò di affrontare da un altro lato le questioni che sono state anche oggetto della nostra precedente considerazione del corso, le questioni dell’uomo malato e di quello da guarire. Ma affrontando la cosa da un altro lato, non giungeremo solo sostanzialmente a diversi punti di vista, bensì anche ad un allargamento della materia che abbiamo trattato. Desidero infatti mostrare questa volta come ciò che voi tutti conoscete come antroposofi — l’articolazione dell’uomo in corpo fisico, corpo eterico e così via — agisce in qualche modo quando l’uomo si ammala e quando si guarisce. Mentre la volta scorsa ho dovuto limitarmi anzitutto a rappresentare la manifestazione esterna dell’uomo interiore, questa volta cercherò di mostrare come questi diversi arti dell’uomo vengono influenzati da quello che è materia al di fuori dell’uomo, in particolare da quelle sostanze che possono essere impiegate come rimedi curativi, e come rimedi possono agire influenzando l’organismo umano in maniera diversa dal puro stoffale.

Devo però fare subito, come introduzione, una premessa.

Anche la volta scorsa, quando qui abbiamo parlato dello stesso argomento, potevamo in molti aspetti parlare dello stoffale ed in generale del fisico come rimedi curativi. Nel momento in cui dobbiamo passare agli arti superiori della natura umana, agli arti soprasensibili della natura umana, non potremo più parlare delle sostanze nello stesso modo. Le useremo bensì, vorrei dire, come abbreviazioni, per poter parlare in maniera abbreviata, ma dovremo renderci consapevoli di un fatto di principio durante tutta questa esposizione. Dovremo cioè renderci consapevoli che allora non si può procedere dalla stoffa nello stesso modo in cui si è abituati a fare nella scienza corrente di oggi, se si vuole veramente comprendere il rapporto dell’uomo all’ambiente, il comportamento dell’uomo nello stato sano e malato. Da ciò da cui si deve procedere non sono propriamente le sostanze, bensì i processi; non è nulla di già compiuto, bensì è un accadimento. E quando parliamo della sostanza, dobbiamo veramente immaginare che nella sostanza, in ciò che nella percezione sensibile esterna ci appare come sostanza, non abbiamo nient’altro se non un processo, un evento che è giunto a riposo.

Se abbiamo, diciamo, silice davanti a noi, inizialmente parliamo della silice come una sostanza. Ma non abbiamo colto l’essenziale se incorporiamo nella rappresentazione il cosiddetto corpo che ha un certo limite. Abbiamo colto l’essenziale solo se afferriamo nella visione dell’anima il processo vastissimo che esiste come un singolo processo nell’intero universo, e che può cristallizzarsi come processo, può giungere a riposo, può giungere ad una sorta di stato di equilibrio, e che allora, quando è giunto a riposo, si esprime in ciò che noi osserviamo come silice. Un elemento essenziale è afferrare nella visione dell’anima l’interazione tra i processi all’interno dell’uomo ed i processi che si dispiegano nel cosmo, con che sia l’uomo sano sia quello malato stanno in una continua reciproca interazione.

Affinché domani possiamo iniziare il nostro vero argomento, desidero oggi introdurvi a ciò che veramente ci può condurre a rappresentazioni su questa reciproca interazione. Per questo dobbiamo cercare di cogliere veramente, dalla scienza dello spirito antroposofica, l’essenza dell’uomo. Mi esprimerò, potrei dire, anzitutto in modo schematico, affrontando quella che ho spesso esposto come l’articolazione tripartita dell’uomo, veramente nella sua concentrazione nell’uomo spaziale oggi qui davanti a voi. Sappiamo infatti che quando distinguiamo l’uomo dei sensi e dei nervi, che egli è concentrato principalmente nella testa, ma che ciò che è concentrato nella testa si estende tuttavia su tutto l’uomo, è presente in tutto l’uomo, che l’uomo è una testa soprattutto nella testa, ma è meno testa negli altri due arti che nella testa. E così possiamo pensare localizzato nella testa ciò che chiamiamo uomo dei sensi e dei nervi. Allora però, affinché possiamo rendere fruttuosa per i nostri scopi attuali questa articolazione dell’uomo, dobbiamo pensare l’uomo ritmico, che comprenderebbe tutto ciò che è l’organismo della respirazione e della circolazione, in realtà come di nuovo bipartito: l’un membro che tende più verso il sistema respiratorio, l’altro che tende più verso il sistema circolatorio. E in questo sistema circolatorio si inserisce allora tutto ciò che rappresenta il collegamento dell’uomo degli arti con l’uomo del metabolismo.

Quando si studia la testa umana, si studia appunto in qualche modo quel membro dell’organismo umano che è più uomo dei sensi e dei nervi. L’organizzazione della testa umana si distingue essenzialmente dall’organizzazione degli altri arti dell’uomo, anche dal punto di vista della forma superiore di questa entità umana. Se infatti afferriamo la testa dell’uomo dal punto di vista della considerazione scientifico-spirituale, questa testa è una sorta di impronta, si potrebbe anche dire una sorta di emanazione dell’Io, del corpo astrale e del corpo eterico. E poi ancora il corpo fisico entra in considerazione per la testa. Ma questo corpo fisico è in qualche modo presente nella testa in maniera diversa da quella del fisico che è impronta dell’Io, del corpo astrale, del corpo eterico. Posso ben mettere in evidenza qui il lato superiore di questa cosa, come vorrei dire, attirando l’attenzione sul fatto che la testa umana, così come è inizialmente formata nell’embrione umano, non si plasma solo dalle forze dell’organismo parentale, bensì che nella testa umana agiscono forze cosmiche, che semplicemente agiscono forze cosmiche nell’uomo. In ciò che chiamiamo le forze eteriche agisce ancora molto dell’organismo parentale, ma già nell’eterico agiscono forze cosmiche dalla vita spirituale-animica che precede la nascita, o diciamo quella che precede il concepimento. E nel corpo astrale e nell’Io agisce tutto ciò che prima del concepimento ha vissuto nel mondo spirituale. Agisce così da plasmare la testa umana. L’Io crea la sua impronta sulla testa umana, il corpo astrale crea la sua impronta fisica, il corpo eterico crea la sua impronta fisica. Solo il corpo fisico, che infatti si riceve qui sulla terra fisica, è un processo primario-efficace, non è impronta, bensì è un processo primario-efficace, così che posso dire schematicamente, quando disegno, la formazione della testa umana è tale che è un’impronta dell’Io. Questo si organizza lì dentro — ne parleremo spesso ancora — questo si organizza in un certo modo. Si organizza principalmente anzitutto attraverso il fatto che differenzia in sé le condizioni di calore della testa. Inoltre il corpo astrale differenzia lì dentro, che è contenuto principalmente in quello che permea la testa come processi gassosi, aeriformi (vedi disegno). Poi si imprime il corpo eterico, ed allora ciò che per la testa è corpo fisico è un processo fisico, un processo veramente fisico (vedi disegno, tratteggiato). L’indicherò attraverso il fatto che in qualche modo indico schematicamente nel disegno quella parte della testa che è l’occipite osseo, se là fossero gli occhi.

Ma ciò che è concentrato qui come forze fisiche si estende nuovamente su tutta la testa. Là, in questa parte fisica della formazione della testa umana, c’è un vero processo fisico primario. Non è l’espressione di qualcos’altro, bensì c’è ciò che compie il suo proprio processo. Ma in questo processo fisico della testa abbiamo in realtà una dualità lì dentro, un’interazione di due processi. Ciò che accade lì è un’interazione di due processi, che propriamente si comprendono solo quando li osserviamo insieme, dal punto di vista della ricerca dello spirito, con certi altri processi che si svolgono nel cosmo.

Se voi osservate nel cosmo, negli uriberghi quel processo che si esprime nella formazione dello scisto, in particolare in tutto ciò che dalla silice conduce alla formazione dello scisto, allora avete nelle forze che agiscono lì dentro, in questo processo che procede dalla silice verso la formazione dello scisto, il processo polaricamente opposto a quello che qui da una parte si svolge nella formazione fisica della testa. Questo è un rapporto importante tra l’uomo ed il suo ambiente. C’è una volta nella testa umana questo processo che si svolge mineralizzandosi. È oggi, vorrei dire già quasi per la geologia chiaro, sebbene non ancora completamente, che tutto ciò che il processo di formazione dello scisto è, il processo di ogni mineralizzazione in cui partecipa la silice, il silicio, è collegato con quello che si potrebbe chiamare vegetalizzazione. Dobbiamo cercare in qualche modo un mondo vegetale mineralizzato nella formazione dello scisto, e mentre cerchiamo di cogliere questa vegetalizzazione, che è sinonimo della formazione dello scisto della terra, afferriamo quel processo che in un altro modo nel suo opposto polare si svolge nella testa umana. Ma con questo si combina un altro processo. E questo altro processo, che si combina con questo, dobbiamo cercarlo nuovamente nel mondo fuori. Dobbiamo cercarlo dove si formano, per esempio, le montagne calcaree. E abbiamo come verità geologica già quasi presente per la scienza esterna che le montagne calcaree si basano essenzialmente su un processo della formazione terrestre che possiamo chiamare processo di disanimalizzazione. È il processo opposto della genesi animale. E di nuovo il processo polaricamente opposto si svolge qui dentro. Se dunque attribuiamo al silicio ed al calcio, che sono processi giunti a riposo, una partecipazione nella formazione fisica della testa umana, dobbiamo comprendere che così nella formazione fisica della testa umana entra qualcosa che nel cosmo, nella natura della nostra terra almeno, gioca un ruolo molto significativo. Possiamo ora contemporaneamente, preparandoci, orientarci su questo, che quando guardiamo da un lato alla silice, al silicio, questo ha un’affinità essenziale con quello che avviene proprio nella testa fisica; quando parlo di silicio, è appunto il processo giunto a riposo. Ciò invece che è il processo di formificazione del calcio, che nel calcio giunge a riposo, ha qualcosa a che fare con tutto ciò che è il polo opposto, che polaricamente collabora con l’altra forza nella testa fisica umana. Questi processi che ancora oggi possiamo cercare intorno a noi si trovano nella testa umana in connessione con altri processi che non troviamo sulla terra, che esistono solo come impronta, poiché la testa è appunto impronta del corpo eterico, del corpo astrale e dell’Io.

Riguardo a questi arti della natura umana abbiamo portato a riposo processi che non sono processi terrestri immediati. Solo ciò che ho detto per la vera testa fisica è nell’uomo un vero processo terrestre. Gli altri processi non sono veri processi terrestri, sebbene li troveremo, come vedremo, in connessione con processi terrestri.

Affinché arriviamo ad una visione d’insieme, desidero subito dire, quando ora passo al secondo membro dell’organismo umano — chiamiamolo approssimativamente, localizzandolo, il membro toracico. È quel membro nell’organismo umano che nel sostanziale comprende l’uomo ritmico, e vogliamo subito dividerlo schematicamente in tutto ciò che comprende il ritmo respiratorio ed in tutto ciò che comprende il ritmo circolatorio. Se ora vogliamo afferrare questo secondo membro della natura umana come un tutto, dobbiamo dire quanto segue. Tutto ciò che qui (vedi disegno) ho designato come organizzazione del ritmo respiratorio nel senso più ampio, è tale che anzitutto è un’impronta dell’Io e del corpo astrale. Così come la testa è un’impronta dell’Io, del corpo astrale e del corpo eterico, così è ciò che qui è il ritmo respiratorio, un’impronta dell’Io e del corpo astrale, e ha un che di primariamente efficace per se stesso (vedi disegno, tratteggiato), in cui però collaborano il corpo fisico ed il corpo eterico. Nella testa umana è primariamente efficace per se stesso solo il corpo fisico. Il corpo eterico è infatti anche impronta. Nel sistema del ritmo respiratorio però è primariamente un’interazione efficace del corpo fisico e del corpo eterico, ed impronta è solo l’Io ed il corpo astrale. Questo è nel sostanziale ancora presente nell’organizzazione per il ritmo circolatorio, ma più debolmente, perché tutto l’organismo del metabolismo si inserisce nel sistema circolatorio. Ma qui comincia già ciò che poi è valido anche per l’uomo degli arti e del metabolismo. Abbiamo allora a che fare con il fatto che gli arti con tutto ciò che come metabolismo si inserisce — ad eccezione della vera circolazione, cioè del movimento che c’è — nel sostanziale sono un’impronta dell’Io ed un’interazione del corpo fisico, del corpo eterico e del corpo astrale (vedi disegno), così che possiamo dire: se afferriamo l’uomo toracico come un tutto, allora abbiamo in lui dall’organizzazione dell’impronta propriamente solo ciò che si riferisce all’Io ed al corpo astrale, ed abbiamo in lui efficace un’organizzazione primaria che non è solo fisica, bensì che il fisico appare articolato dal corpo eterico. Questo è più fortemente il caso nel ritmo respiratorio, e nell’organismo circolatorio è tale che ora l’altro già si inserisce dal sistema del metabolismo.

Voi vedete questo in vari modi per i diversi arti dell’uomo interagire insieme. Per questi diversi arti fisici che designiamo come sistema della testa, sistema toracico, sistema degli arti, interagiscono in vari modi insieme quelli che altrimenti nella scienza dello spirito chiamiamo corpo fisico, corpo eterico, corpo astrale ed Io. La testa dell’uomo, così come sta come processo, è nel sostanziale corpo fisico, poiché ciò che non è corpo fisico è impronta dell’Io, del corpo astrale e del corpo eterico. Ciò che è l’uomo di mezzo è nel sostanziale un’interazione del corpo fisico e del corpo eterico. Ciò che non è corpo fisico e corpo eterico è un’impronta dell’Io e del corpo astrale. L’uomo degli arti e del metabolismo infine — solo che questo si interseca negli ultimi due — è propriamente un’interazione del corpo fisico, del corpo eterico e del corpo astrale — questo si interseca solo negli altri arti, come vi ho esposto — ed un’impronta dell’Io (vedi disegno pagina 16).

Ora si tratta che afferriamo anzitutto ciò che troviamo, per ciò che noi per esempio qui troviamo per la partecipazione di quel processo al fisico, all’organizzazione fisica della testa, che dobbiamo considerare giunto a riposo nella silice, nell’uomo di mezzo. Qui giace la particolarità che nell’uomo di mezzo il processo della formazione della silice agisce più fortemente, più diffusamente. Agisce nella testa più finemente. Agisce qui nell’uomo di mezzo più fortemente, più diffusamente, in qualche modo diversamente. E agisce al massimo nell’uomo degli arti e del metabolismo. Se dunque afferriamo quel processo che abbiamo considerato legato alla silice, dobbiamo dire: questo processo agisce al massimo là dove deve venire in aiuto all’Io — vedremo allora la reciproca interazione ad altri processi — riguardo all’azione dell’Io autonomo, che ha solo la sua impronta nel corpo fisico dell’uomo del metabolismo degli arti. Questo processo di generazione della silice agisce al massimo là dove deve venire in aiuto all’Io, per l’azione di questo Io sul corpo fisico dell’uomo del metabolismo e degli arti. Questo processo, che può essere caratterizzato dalla silice, agisce un po’ più debolmente là dove deve solo aiutare il corpo astrale, ed agisce al più debolmente là dove deve solo aiutare il corpo eterico, nella testa.

Potrebbe anche dirsi al contrario in questo modo: riguardo a quello che dobbiamo considerare come il processo che giunge a riposo nella silice, dobbiamo dire, nell’organizzazione della testa umana questo processo agisce il più stoffalmente. Agisce riguardo al dinamico come forza il più debolmente. Ma là dove agisce il più debolmente come forza, là agisce il più fortemente quando si avvicina a ciò dove allora nello stoffale giunge a riposo. Concepiamo dunque la silice come la sostanza che ci sta davanti, dobbiamo dire: la sua efficacia è la più forte nella testa. Concepiamola come il segno esteriore di un processo, allora dobbiamo dire: il suo effetto più debole è nella testa. Dove è l’effetto stoffale più forte, c’è l’effetto dinamico debole. Nell’uomo di mezzo si tengono giusto riguardo alla silice l’effetto della sostanza e quello della forza più o meno in equilibrio. E riguardo all’uomo degli arti e del metabolismo l’effetto della forza è nel sostanziale tale che ha il sopravvento. Là c’è l’effetto stoffale più debole e l’effetto della forza più forte, così che ciò che è il processo di generazione della silice organizza propriamente l’intero uomo. Se ci siamo ora chiesto come si rappresenta il reciproco rapporto tra ciò che è l’organizzazione fisica della testa e l’ambiente esterno con cui l’uomo sta in reciproca interazione, allora possiamo chiederci anche come si comporta la reciproca interazione dell’uomo di mezzo, nella misura in cui ha l’organizzazione del ritmo respiratorio, verso l’ambiente fuori.

Se si vuole studiare e comprendere dal punto di vista della scienza dello spirito la testa umana, allora si deve guardare ai due processi nella formazione terrestre, al processo di formazione del calcio ed al processo di formazione della silice o se volete anche della silice. Su questo potremo entrare più nel dettaglio. Ciò che ora giace meno verso l’esterno, meno perifericamente, che giace più verso l’interno presso l’uomo, l’organizzazione per il sistema respiratorio ritmico, ci offre, in quanto è appunto un’interazione, primariamente un’interazione del fisico e dell’eterico, in cui si intrecciano le impronte dell’Io e dell’astrale, anzitutto da nessuna parte qualcosa nell’ambiente che stia direttamente come processo, che direttamente nella natura che incontriamo stia già come processo. Almeno generalmente non è così il caso. Se vogliamo trovare lì un processo caratteristico per ciò che accade attraverso questa particolare interazione dell’Io, del corpo astrale — che sono più o meno liberi perché si sono creati impronte — e da ciò che primariamente è un’interazione del fisico e dell’eterico, se vogliamo per questa intera interazione, vogliamo per questo trovarci per questo un processo nel mondo esteriore, allora dobbiamo, affinché l’abbiamo ordinatamente, propriamente prima generarlo noi stessi. Se bruciamo sostanze vegetali ed otteniamo cenere vegetale, allora ciò che si rappresenta lì come processo, si manifesta nell’incenerimento e nella generazione della cenere e nel giungere poi a riposo della cenere — ne parleremo delle singole ceneri — ciò che si manifesta nel processo del fuoco e nel processo di formazione della cenere, è in maniera simile affine al processo respiratorio come il processo della silice è affine al processo che si svolge fisicamente nella testa. E se vogliamo rendere efficace ciò che ha il suo correlato dal processo di formazione della cenere nel processo del ritmo respiratorio, allora naturalmente non possiamo introdurlo nella respirazione — non possiamo mai introdurlo nell’organismo umano — bensì dobbiamo introdurlo in ciò che in qualche modo è il polo opposto del relativo. Se disegno qui questo per me (vedi disegno pagina 20), abbiamo qui il processo del ritmo respiratorio, il processo del ritmo circolatorio: nel processo del ritmo respiratorio le ceneri vegetali sono ciò che ci caratterizza i processi efficaci. Ma dobbiamo portare questi processi di ceneri vegetali all’efficacia attraverso il percorso trasversale attraverso il metabolismo nel polo opposto, nell’organismo del ritmo circolatorio (vedi disegno pagina 20). Dobbiamo incorporare questa cenere vegetale, cioè le forze, nel ritmo circolatorio, affinché allora provochino la loro controrisposta polare nel processo del ritmo respiratorio.

Questi rapporti si presentano bene così per la visione che si vede, per la comprensione dell’organismo umano sono nel senso eminentissimo importanti. Perché abbiamo ora, così come dovevamo dire, che ciò che ci sta davanti nel processo di formazione della silice ha qualcosa a che fare con l’intero uomo, così otteniamo, applicandolo qui ora al processo di incenerimento delle piante, una visione di questo uomo di mezzo, che si divide anche di nuovo, perché ha una respirazione ed un ritmo circolatorio, in qualche modo in due parti. Otteniamo una visione, dicendoci: se anzitutto afferriamo il superiore, il ritmo respiratorio nella visione, allora la costruzione di questi organi è nel sostanziale condizionata da un processo che è polaricamente opposto al processo che ci appare quando bruciamo il vegetale ed otteniamo cenere. È in qualche modo una lotta nel processo del ritmo respiratorio, una lotta continua contro la formazione di cenere vegetale, ma una lotta che non si svolge senza che ciò che è il suo opposto, provocando veramente per questo processo, penetri nell’organismo. Siamo come uomini posti sulla terra, in cui ci sono processi di silice, processi di calcio terrestre. Non saremmo uomini se questi processi ci colmassero. Siamo uomini proprio perché portiamo in noi i processi polaricamente opposti, che dunque possiamo contrastare il processo di silicificazione e portare in noi il polo opposto, che possiamo contrastare il processo di calcificazione portando in noi il polo opposto. Questi poli li portiamo in noi attraverso la nostra formazione della testa, attraverso l’intero uomo allora in quella gradazione come l’ho esposta. Attraverso il nostro ritmo respiratorio portiamo in noi la lotta contro il processo di incenerimento vegetale. Portiamo in noi il polo opposto di questo processo di incenerimento vegetale. Diventerà, quando si afferrano queste cose, non meravigliosa l’apparenza che in qualche modo, se mi esprimo rozzamente, il colpo provoca il controcolpo. È completamente chiaro, se rendo il processo di formazione della silice nell’organismo corrispondentemente più intenso, che la controrisposta viene modificata; ed altrettanto è chiaro che, se introduco il prodotto del processo di combustione nell’organismo, la controrisposta viene generata, e la grande questione sorge: come otteniamo questo agire e controrispondere nella nostra portata? — Questo è ciò che, se lo designo astrattamente, esprimo sempre attraverso il fatto che dico, si tratta anzitutto di riconoscere quali sono i processi — ma fino all’Io — nell’organismo umano, e quali sono i processi al di fuori, all’esterno dell’organismo umano. Questi processi sono differenziati dentro e fuori. Ma dentro e fuori sono polaricamente opposti l’uno all’altro. E nel momento in cui qualcosa, che per natura dovrebbe giacere al di fuori della mia pelle, giace dentro della mia pelle, o nel momento in cui qualcosa, e sia solo attraverso una lieve pressione corporale, agisce dall’esterno verso l’interno, che propriamente non dovrebbe essere un effetto dall’esterno verso l’interno, sorge la controrisposta interna, e nel momento in cui ho il compito di generare una tale controrisposta interna a qualcosa. Se per esempio constato che nell’uomo invece del normale processo che contrasta la silice c’è una tendenza troppo grande, una tendenza troppo intensa verso questo processo, allora devo regolarizzarlo dall’esterno attraverso il fatto che introduco la sostanza relativa e provoco la controrisposta; viene da sola.

Questo è ciò che gradualmente ci conduce a poter vedere attraverso questa reciproca interazione dell’uomo e del suo mondo esteriore. Se voi veramente arrivate a comprendere come all’Io come effetto della forza viene incontro il più quello che giace nel processo di formazione della silice, quando l’Io vuole agire attraverso gli arti ed il metabolismo, se inoltre sapete che ciò che è l’effetto della sostanza nel processo di formazione della silice agisce il più fortemente nella testa umana, ed allora vi potete dire che ciò che è l’effetto della forza, in un’intensità diminuita nella testa umana deve venire in aiuto all’Io là, allora avete una possibilità di guardare dentro a come questo Io agisce articolato nell’uomo.

Ora, quando si afferra il rapporto dell’Io dell’uomo al sistema del metabolismo degli arti, allora giace propriamente in questo rapporto l’origine dell’egoismo umano. Appartiene a questo sistema dell’egoismo umano anche il sistema sessuale. E l’Io agisce precisamente anche attraverso il percorso trasversale attraverso il sistema sessuale il più penetrando l’essere umano con egoismo. Se voi lo cogliete, direte: allora là c’è un certo contrasto tra il modo in cui l’Io si serve della silice per agire sull’uomo dal sistema degli arti, ed il [modo] come questo Io dal capo umano agisce attraverso la silice. Là agisce in qualche modo privo di egoismo. E quando lo si ricerca dal punto di vista della scienza dello spirito, si vede, agisce differenziando.

Se dovessi rappresentare schematicamente questo singolare effetto, dovrei dire così: ciò che l’Io — dunque ora come elemento organizzatore vero — nell’uomo fa attraverso la silice (vedi disegno, rosso) dal sistema degli arti, quello nel sostanziale è l’uomo che si riunisce tutto, ciò che nell’uomo è presente in succhi, legando in un’unità indifferenziata, così che è un tutto indifferenziato unitario.

Tutto ciò che è lo stesso processo, ma con la formazione della silice così poco intensiva quanto possibile riguardo alla forza, agisce nel senso opposto (vedi disegno pagina 22, giallo), agisce differenziando, irradiando. Dal basso verso l’alto l’uomo viene riunito, reso indifferenziato attraverso la silice, dall’alto verso il basso viene differenziato, differenziato in modo disparato. Ma questo significa riguardo all’uomo, le forze organicamente presenti nella testa vengono differenziate per la loro azione sui singoli organi. Vengono stimolate dal particolare processo della silice nell’organismo della testa, ordinatamente ad agire nei loro organi, a distribuirsi ordinatamente sul cuore, fegato e così via.

Stiamo là di fronte a quel processo che, se agisce dal basso verso l’alto, confonde tutto nell’uomo, se agisce dall’alto verso il basso, articola tutto plastico in modo disparato domina l’organizzazione e lo rende ordinato attraverso i singoli organi. Se acquistiamo d’altro canto una visione riguardo a ciò che nell’uomo appare da un lato attraverso questo buttare insieme, d’altro canto attraverso questo spingere separatamente nei diversi organi — dunque l’organizzazione differenziante in contrasto con l’organizzazione sintetizzante — , e come questo può essere irregolare nel singolo uomo, allora impariamo gradualmente a trattare l’uomo in questa direzione, quando qualcosa non è in ordine con lui. Lo vedremo nelle conferenze seguenti. Solo dobbiamo essere straordinariamente attenti riguardo a ricerche in questa direzione. Perché vedi, cosa fa, diciamo, la scienza esterna quando esamina l’organismo umano? Questa scienza esterna dice per esempio: nell’organismo umano c’è silice, nell’organismo umano c’è fluoro, nell’organismo umano c’è magnesio, nell’organismo umano c’è calcio. La scienza esterna dice dunque della silice, essa è nei capelli, è nel sangue ed è nell’urina. Bene, prendiamo questi due: la silice è nei capelli ed è nell’urina.

Per la scienza materialistica non c’è nient’altro di fronte se non questo, che quando esaminiamo i capelli, dentro si trova silice, e quando esaminiamo l’urina, dentro si trova silice. Ma non è l’essenziale che si trovi una qualche sostanza da qualche parte dentro. Non è affatto l’essenziale, perché la silice nei capelli è dentro affinché sia attiva da lì. Non abbiamo i capelli per niente, e dai capelli vanno forze nuovamente verso l’organismo, e precisamente nuovamente forze finissime, forze finissime vanno dai capelli nuovamente dentro nell’organismo. Nell’urina abbiamo la silice per questo motivo che è dentro come qualcosa che altrimenti è in eccesso. Là viene ciò che non è utilizzato escreto. È completamente indifferente che sia dentro, lì non è attiva, lì quella viene spinta fuori che non deve essere attiva, che è troppo. Là è proprio quella silice dentro che non deve essere dentro nell’organismo, che dunque per esso non ha la minima importanza. Così è, quando esaminiamo una qualche sostanza singola, supponiamo il magnesio. Se nei denti non ci fosse magnesio, non potrebbero essere denti, poiché nei denti vivono nel processo di magnesio quelle forze che sono proprio nel senso eminentissimo partecipanti alla costruzione dei denti. L’avete sentito dalla conferenza del professore Römer. Ma il magnesio, dice ora la scienza materialistica, è anche nel latte. Ma nel latte il magnesio non ha significato. Il latte deve al suo essere latteo il fatto che è abbastanza potente per escludere il magnesio che è dentro; nel latte il magnesio come tale non ha nulla a che fare. Possiamo naturalmente analizzarlo, ma nel processo di formazione del latte la cosa sta così che il processo di formazione del latte può originarsi da questo che può respingere le forze di magnesio. Apprendiamo solo attraverso questo qualcosa su questo singolare contrasto che è nel processo di formazione dei denti e nel processo di formazione del latte, che sappiamo, il magnesio, quello è nel processo di formazione dei denti qualcosa di essenziale, qualcosa che dinamicamente vi appartiene. Nel processo di formazione del latte è quello che come quinta ruota al carro viene escluso. E similmente è per esempio col fluoro, che nello smalto dei denti è essenziale, senza che non comprendiamo l’intero processo di evoluzione dei denti. Nell’urina è anche presente, ma appunto come processo di escrezione, senza che vi abbia significato. Il fluoro che è presente nell’urina, quello è appunto quello che è potente abbastanza da escludere l’organismo, perché non lo può utilizzare.

L’esame puramente fisico, se qualcosa è da qualche parte, quello decide propriamente nulla sull’essenziale, bensì si deve dappertutto sapere, se qualcosa è attivamente con ragione nel luogo relativo, o se c’è perché è stato buttato fuori. Quello decide. E quello è l’essenziale, che ci appropriamo di tali concetti al fine di comprendere l’uomo e per la verità anche gli altri esseri organici nei loro stati sani e malati. Si è sempre obbligati bene, quando si parla più popolarmente, di non poter utilizzare tutti questi aiuti perché oggi c’è estremamente poca educazione generale nel nostro tempo su concetti più sottili, ed allora si deve parlare più in astrazioni e non si viene propriamente compresi. Nel combattimento del materialismo spesso non si viene compresi. Ma se si scende — si potrebbe ancora scendere in regioni completamente diverse — nel caratteristico di quei campi che propriamente lo scienziato dovrebbe ora conoscere e per cui gli stanno davanti fatti, che egli può esaminare, allora si arriva proprio attraverso la scienza dello spirito a quei punti dove si può mostrare che una rappresentazione di qualcosa, che si è analizzato come sostanza, si è esaminato con scienza fisico-chimica, di cui si può dire, lì dentro c’è questo e lì dentro c’è questo, come una tale rappresentazione non conduce a niente se non propriamente ad errori.

Questo è ciò che volevo darvene come introduzione oggi. Domani continueremo allora da lì.

2°L'azione dell'Io nella testa e nel sistema metabolico. I quattro tipi di etere

Dornach, 12 Aprile 1921

Come ho detto ieri, considereremo l’essere umano in rapporto al suo nesso con la propria entità soprasensibile, per prendere in esame, da questo punto di vista, le manifestazioni patologiche e terapeutiche. Ieri abbiamo dovuto caratterizzare il corpo fisico nel senso che, propriamente, un’azione fisica nell’uomo è presente, in fondo, soltanto nel capo. Se vogliamo considerare correttamente questo corpo fisico, dobbiamo naturalmente elevarci anche a considerare in modo concreto e adeguato il corpo eterico. Infatti, se si penetra con lo sguardo nell’uomo, si trova che un’azione separata del corpo fisico è presente unicamente nel capo. Nelle altre membra dell’organismo umano è invece presente una collaborazione più indifferenziata del corpo fisico con le membra superiori, soprasensibili. Nel capo, dunque, le membra soprasensibili possono funzionare come tali nel pensare, nel sentire, nel volere, o per mezzo di essi, perché nel capo dispongono anzitutto delle loro impronte: l’impronta eterica, l’impronta astrale e anche l’impronta dell’Io. Queste impronte sono presenti, e lo sono come tali, in certo qual modo come immagini delle membra soprasensibili. Solo il corpo fisico nel capo non ha ancora alcuna impronta; egli se la crea soltanto durante la vita. Per questo il corpo fisico esercita, vorrei dire, una pura azione fisica nel capo. Nelle altre membra non si dà, all’interno della natura umana, alcuna azione puramente fisica.

Ora, ieri qualcuno non ha compreso che io ho detto: l’Io si crea un’impronta. L’Io si crea un’impronta — questa è una proposizione che si comprenderà correttamente solo se non la si interpreta, nel senso comune, in modo troppo fisico. Certo, ciò che l’Io si crea come impronta quando, come nell’uomo del ricambio e delle membra, esso è ancora libero da altri vincoli, non può essere indagato, ad esempio, paragonandolo a un’impronta di gesso; l’impronta che l’Io crea è qualcosa di assai mobile. Anzi, la si coglie meglio quando si cammina che non quando si sta fermi. L’impronta che l’Io crea è un’impronta in un sistema di forze, sistema che emerge quando si cammina, nel contesto complessivo delle forze, anche nel mantenersi eretti. In ciò sta l’impronta fisica dell’Io. L’impronta dell’Io non dovete dunque cercarla in qualcosa che possa essere paragonato a un calco in gesso, bensì si tratta di un’impronta in un sistema di forze. E in ultima analisi così è anche nel capo umano, solo che si tratta di un altro sistema di forze. Ieri ho perfino fatto osservare che l’Io si imprime nei rapporti termici del capo, nel modo cioè in cui il capo, differenziato nei suoi vari organi, viene attraversato dal calore. Questa è l’impronta dell’Io. Anche questa impronta dell’Io è un’impronta in un sistema di forze, soltanto in un sistema di forze termiche. L’Io dunque si crea le proprie impronte nei modi più diversi. Dove rimane ancora libero da altre cooperazioni all’organismo umano, vi si crea per l’appunto una pura impronta di forze, vorrei dire un’impronta meccanica di forze. È un’impronta di forze di equilibrio e dinamica, quella che l’Io si crea in rapporto all’uomo del ricambio e delle membra. Ma di questo si deve tener conto, poiché l’uomo è effettivamente diverso a seconda che stia in piedi, cammini o magari nuoti. Purtroppo a tutto ciò si presta sempre troppo poca attenzione. E di molte cose, che si vede essere troppo poco prese in considerazione dal punto di vista della scienza dello spirito, occorre dire: si nota assai chiaramente, dai limiti che la scienza attuale si pone, dove essa non può più spingersi, mentre tuttavia esistono ancora fatti reali.

Ad esempio, in questo ambito mi ha interessato un dettaglio che voglio ora soltanto accennare, in certo qual modo per porvelo come una domanda, ma che nel corso delle conferenze troverà risposta. Ho seguito un poco la letteratura corrente su un punto specifico, ed è molto curioso come quasi dovunque si trovi affermato che la quantità di azoto inspirato e di azoto espirato non differirebbero in modo particolare l’una dall’altra. Questa frase potete trovarla quasi dappertutto. Eppure non è vera. I dati numerici attestano subito che non è vero: si espira più azoto di quanto se ne inspiri. E poiché con tale differenza il materialismo non sa che farsi, la cancella. Vi passa sopra con un gesto della mano. E cose del genere se ne possono trovare molte nell’attività scientifica odierna. Come dicevo, voglio per ora porre la questione come domanda, e tornerò poi sull’argomento.

Adesso voglio entrare in ciò che è propriamente il corpo eterico nell’uomo. Ebbene, è del tutto naturale che questo corpo eterico non venga considerato nella sua differenziazione da una scienza meramente fisica. Tuttavia, se potete acquisire la convinzione che questo corpo eterico esiste, dovrete anche dirvi: come sarebbe se si considerasse il corpo fisico dicendo: ma che importa, stomaco, cuore, fegato sono tutt’uno, è tutto un che di indifferenziato che si confonde in se stesso? Cosa sarebbe? Eppure così ci si comporta verso il corpo eterico quando lo si presenta semplicemente come una nuvola di nebbia generica, appena un poco differenziata. Lo si deve studiare davvero; e oggi vedremo come il suo studio si colleghi a una rappresentazione essenziale, già da noi considerata nel corso precedente da un altro punto di vista, ma sulla quale oggi vogliamo richiamare l’attenzione da un punto di vista più propriamente scientifico-spirituale.

Se consideriamo l’etere in generale — di cui anche il corpo eterico umano è un membro, una particolare specificazione — esso si presenta, come già sapete dalla letteratura generale della scienza dello spirito, non indifferenziato, ma anzitutto come costituito da quattro specie di etere: l’etere del calore, l’etere della luce, l’etere chimico e l’etere della vita. Etere della luce è un termine ovviamente coniato dal punto di vista dei vedenti. Ciò che è connesso con la luce è per l’appunto l’effetto più cospicuo di questo etere per i vedenti; ma vi sono in esso anche altri effetti, che noi tralasciamo solo perché siamo, nella maggioranza, esseri vedenti. Se l’umanità fosse, nella maggioranza, cieca, dovrebbe naturalmente dare a questo etere un altro nome, perché allora emergerebbero più fortemente le altre entità: e nei ciechi ciò avviene effettivamente. La terza specie di etere è poi l’etere chimico. L’etere chimico è quello che agisce prevalentemente nella cosiddetta parte chimica dello spettro; e quando parliamo dell’etere chimico, non dobbiamo pensare alle forze che operano nelle sintesi chimiche, bensì a quelle forze che, internamente, sono ad esse polarmente opposte. Le forze eteriche sono sempre polarmente opposte alle forze che agiscono nelle sostanze fisiche. Quando dunque si compie una sintesi chimica, le forze eteriche agiscono analiticamente. Così, ovunque nelle forze sintetizzanti operano anche forze analizzanti. E quando eseguiamo un’analisi chimica, per l’osservatore spirituale la cosa si presenta sempre così: noi eseguiamo un’analisi chimica — lo schematizzerò ora con un disegno — , cioè scomponiamo chimicamente una sostanza; e ciò che permane, mentre le forze eteriche si sintetizzano, ci appare tanto più denso: ci rimane il corpo eterico, esattamente come quando l’uomo muore rimane l’elemento animico-spirituale. A colui che, se così posso dire, esegue un’analisi chimica con l’occhio dello spirito, appare poi — dopo che ha separato le sostanze — in forma tanto più addensata, condensata, un fantasma della sostanza chimica, che permane. Tutto questo è detto solo per condurvi a comprendere che, sotto le forze eteriche chimiche, non dovete pensare semplicemente alle forze chimiche, alle forze sintetizzanti e analizzanti, ma sempre al loro lato polarmente opposto. E poi, come specie particolare di etere, va considerato l’etere della vita, che è l’elemento propriamente animante in tutte le entità organiche.

[Tavola 2: Etere della vita / Etere chimico / Etere della luce / Etere del calore]

Ora, questo etere è un’entità presente in tutto l’universo e, in quanto tale, non è raggiungibile naturalmente in un’osservazione immediatamente fisica. Sotto questo aspetto la scienza si è fatta oggi un poco più onesta di prima, perché ha visto che le teorie sull’etere non possono essere costruite a partire dalla sola osservazione fisica. Dopo averne formulate innumerevoli, è giunta, nel relativismo, a dire: non esiste alcun etere, occorre spiegare il mondo senza etere. Ciò significa che si è fatta onesta e ha confessato, in Einstein, che dall’osservazione fisica non si perviene ad alcun etere — ma neppure a un altro metodo di considerazione. Poiché l’etere si sottraeva all’osservazione, lo si è semplicemente eliminato.

Si tratta ora del fatto che, quando un elemento soprasensibile si è creato un’impronta nel fisico-sensibile, allora ciò che vi si presenta come impronta diviene permeabile per quel determinato elemento soprasensibile. Vedete dunque: l’etere, l’etere universale, si crea un’impronta nel membro liquido del capo umano. Ciò che dobbiamo considerare come contenuto liquido del cervello non va inteso come acqua indifferenziata, bensì è internamente organizzato esattamente come lo sono le membra solide. È davvero una maniera assai singolare di considerare l’uomo quella per cui lo si guarda come lo si disegna. Quando lo si raffigura con il fegato e con lo stomaco, questo disegno è in realtà soltanto una sagoma di ciò che è tessuto solidamente nelle parti liquide e nelle parti aeriformi: noi disegniamo, propriamente, soltanto ciò che vi si trova come piccoli granuli. Ciò non costituisce neppure il dieci per cento dell’uomo intero. In realtà l’uomo, se lo si considera fisicamente, è altrettanto bene un’organizzazione di acqua, di aria e di calore. L’acqua — intendo il liquido — è in lui organizzata esattamente come il solido. Questo non lo disegniamo mai, quando facciamo disegni anatomici o fisiologici. Solo che, naturalmente, ciò che è il contenuto liquido dell’uomo si trova, sostanzialmente, in continua dissoluzione e rinnovamento. È come trattenuto nella sua forma soltanto per un istante; ma una forma ce l’ha. In questa parte liquida del capo umano troviamo l’impronta dell’eterico, sicché, se disegno schematicamente l’azione fisica — particolarmente sviluppata nella regione occipitale — dovrei disegnarla come segue (vedi disegno, chiaro). Naturalmente essa irraggia tutto l’organismo. Poi, per il liquido, dovrei tracciare il resto (vedi disegno, giallo). Ciò è organizzato, attraversato dall’organizzazione, in modo tale che questo elemento liquido è un’impronta di ciò che è di natura eterica.

Sempre, ciò che è impronta diviene in questo modo permeabile. Poiché l’occhio, considerato nella sua più propria essenza in senso veramente goethiano, è una creatura della luce, esso è per ciò stesso permeabile alla luce. Non è solo un’immagine, è una profonda saggezza: l’occhio è nato dalla luce. E anche embriologicamente si può seguire come l’occhio sia in realtà organizzato dall’esterno verso l’interno; ed è per questo, in quanto è organizzato dalla luce, che è permeabile alla luce. Ma nel complesso, per la sua organizzazione liquida, il capo dell’uomo è permeabile all’eterico, perché è un’impronta proveniente dall’etere: si può dunque dire che qui l’eterico può attraversare il capo (vedi disegno p. 31, freccia rossa), senza che venga in alcun modo trattenuto, senza che il suo transito sia in alcun modo perturbato, e può penetrare nel restante organismo umano. Questo è ciò che dal punto di vista della scienza dello spirito si può certamente osservare.

Va tuttavia introdotta una modificazione. Cioè, questa parte del capo umano è propriamente permeabile soltanto all’etere del calore e all’etere della luce. Sul capo umano possono dunque agire dall’esterno soltanto l’etere del calore e l’etere della luce. L’etere del calore non agisce mediante l’irradiazione diretta del calore, bensì agisce sul capo umano per il fatto che noi ci troviamo in un determinato territorio climatico. L’azione dell’etere del calore sul capo umano non va dunque cercata nel fatto che sudiate o no, ma in rapporto al fatto che abitiate nella zona equatoriale, nella zona temperata o nella zona fredda. Vi è dunque un nesso molto più profondo dell’etere del calore con il capo umano, di quanto non sia il rapporto esteriore del semplice essere irradiati dall’esterno. In maniera analoga — se restiamo nella fisiologia; nella psicologia sarebbe altrimenti, ma ciò adesso non ci riguarda — va pensato l’influsso dell’etere della luce sull’organismo umano, soltanto molto più perenne di quanto sia il caso per la mera azione luminosa, sicché l’azione di questo etere della luce passa attraverso l’impronta eterica nel capo umano e organizza l’intero uomo.

Ora, come si è detto, l’organizzazione del capo umano è permeabile all’etere del calore e all’etere della luce. Non è del tutto esatto, ma approssimativamente lo è: il capo umano è in qualche misura permeabile anche all’etere chimico e all’etere della vita. Ma qui possiamo trascurare ciò, perché il risultato è comunque quello che ora vado subito ad accennare. Dunque ciò che è dato come etere chimico e come etere della vita è tale che, come potete desumere da quanto appena indicato, viene respinto dall’organizzazione del capo. Viene respinto. In compenso però attraversa l’organismo umano. Per il semplice fatto che l’uomo, come uomo, vive sulla terra, egli viene riempito interiormente da ciò che è etere della vita ed etere chimico. Se posso dunque esprimermi così: l’azione dell’etere del calore e dell’etere della luce irradia da tutti i lati (vedi disegno, frecce dall’alto). L’azione dell’etere chimico e dell’etere della vita irradia dal sistema del ricambio e delle membra verso l’alto, incontro all’etere del calore e all’etere della luce che irradiano (vedi disegno, frecce dal basso). Come il capo dell’uomo è organizzato, vorrei dire ansiosamente, in modo da lasciar entrare al massimo solo tracce di etere della vita e di etere chimico, così l’organismo del ricambio e delle membra assorbe addirittura, dall’elemento della terra, etere della vita ed etere chimico. Queste due specie di etere si incontrano nell’uomo, e l’uomo è organizzato in modo tale che la sua organizzazione culmina in un ordinato tenere separate queste due specie di etere: etere della vita ed etere chimico da una parte, fluenti dal basso verso l’alto; etere del calore ed etere della luce dall’altra, fluenti dall’alto verso il basso.

Appartiene all’organismo umano il fatto che, in certo qual modo, nell’organizzazione inferiore non venga organicamente accolto ciò che dall’alto irradia — etere della luce ed etere del calore — in modo diverso da come affluisce per questa via. E altrettanto poco deve, in qualche maniera, fluire dal basso qualcosa di diverso. Dall’esterno, dunque, devono fluire etere della luce ed etere del calore; dal basso, etere della vita ed etere chimico; e questi due elementi sono condotti a un’azione comune nell’uomo dall’organizzazione, che deve assolutamente essere mantenuta se l’uomo deve trovarsi nella sua organizzazione normale.

Giungiamo a comprendere come sia questa azione comune se, da un lato, ci soffermiamo a considerare l’aspetto di uomini chiaramente denutriti. Quando ci soffermiamo a considerare l’aspetto di uomini chiaramente denutriti, la cosa si presenta così che riceviamo l’impressione — un’impressione del tutto immaginativa, alla quale tuttavia l’uomo può facilmente innalzarsi, se solo gli è stato fatto notare anche solo lievemente che esiste qualcosa come l’immaginazione. Nulla, infatti, suscita immaginazioni con tanta facilità quanto gli stati morbosi dell’uomo, allorché vengano osservati. Ebbene, quando si ha davanti un uomo denutrito, si vede: la sua organizzazione del ricambio, cioè ciò che vi si svolge entro il ricambio, lega l’etere, non lo lascia andare. Guardate, diciamo, lo stomaco, il fegato di un uomo denutrito, e troverete che essi trattengono l’etere della vita e l’etere chimico; li legano a sé, non li lasciano andare; sicché nell’uomo denutrito vi è una carenza di etere della vita e di etere chimico fluenti verso l’alto. Per questo l’etere della luce e l’etere del calore premono su di lui dall’alto, e la conseguenza è che il suo organismo assume un carattere analogo a quello che, in precedenza, l’etere della luce e l’etere del calore producevano nel capo. Essi rimodellano l’intero organismo così che, in certo qual modo, esso diventa troppo simile all’organizzazione del capo. L’uomo diventa, per così dire, quasi tutto capo, per il fatto di essere denutrito. Per così dire, si trasforma in un uomo-capo per il fatto di essere denutrito; ed è questo ciò che, nello studio della denutrizione, è particolarmente significativo.

Si può osservare un uomo che soffra del contrario della denutrizione. Queste cose vengono in luce solo in condizioni del tutto particolari; bisogna sempre saperle osservare correttamente. Mi chiederete naturalmente: qual è il contrario della denutrizione? Ebbene, per il ricercatore dello spirito il contrario della denutrizione è, ad esempio, in un certo caso, ciò che si chiama rammollimento cerebrale. Esattamente come l’essere denutrito riposa sul fatto che l’uomo, in realtà, si compenetra di ciò che dovrebbe avere soltanto nel capo, di ciò che attinge soltanto all’organismo superiore, così, nel rammollimento cerebrale, egli si compenetra nel capo di ciò che dovrebbe avere soltanto nel ventre, di ciò che non appartiene al cervello e che appartiene solo al ventre, e che solo lì agisce in modo organizzante. L’organismo elabora dunque in modo troppo vivace ciò che accoglie nel processo digestivo. Lo elabora troppo a fondo, non lo trattiene a sufficienza, prima che varchi la porta attraverso la quale penetra nel capo. Naturalmente la conseguenza è anche che, per la corrispondente organizzazione umana, per il fatto che, in certo qual modo, troppo viene riversato nel capo, anche troppo viene mangiato. Anche queste cose si possono certamente osservare con chiarezza nel loro proseguimento.

Poiché ciò che è davvero significativo — per arrivare a qualcosa nell’ambito di cui ora parliamo — è doversi formare una rappresentazione del proseguimento di tali processi. Che cosa sorge se questi processi, che ai loro punti di partenza sono in realtà processi del tutto normali — come il mangiare, il digerire, l’elaborare nel basso ventre, il cedere verso il capo, e così via — vengono proseguiti, vengono spinti oltre la meta che è loro normalmente assegnata dall’organizzazione? Allora, nell’uomo denutrito, dall’irregolarità che si produce in basso sorge una cooperazione anomala di queste due specie di etere; oppure, nell’uomo iperalimentato, dalle irregolarità in alto: le specie di etere non collaborano nel modo in cui devono collaborare nell’organismo umano. E nel fatto che l’etere che agisce dall’esterno collabori in modo errato con l’etere che, dall’interno, tende verso l’alto, sorge quanto segue:

Ogni etere che agisce dall’esterno e non si arresta al punto giusto, ma compenetra l’uomo più fortemente di quanto dovrebbe compenetrarlo, è per l’organismo umano un veleno, ha un effetto tossico; sicché si può dire: l’etere, se non viene arrestato al punto giusto, è per l’organizzazione umana un veleno. Esso deve incontrare nel modo giusto l’etere che dall’interno tende verso l’alto. E, di nuovo, se si guarda all’etere interno, all’altra specie di etere che agisce dall’interno, l’azione di questo etere oltre la giusta misura risulta, nel complesso, rammollente per l’uomo; mentre, in contrapposizione, l’azione tossica consiste in ciò, che l’uomo, in certo qual modo, si irrigidisce etericamente, per l’altra azione invece si dissolve. Troppa vita viene riversata su di lui, e troppo chimico-polare viene riversato su di lui. Egli non può allora sussistere. Si rammollisce. Sono anche queste due azioni polari: l’azione tossica e l’azione rammollente.

Se si guarda l’uomo in questo modo, ci si dice: che cos’è propriamente questo uomo? — In quanto è uomo fisico, egli è un essere organico che tiene separate nel modo giusto le due specie di etere e le fa di nuovo collaborare nel modo giusto. L’intera organizzazione umana è propriamente disposta a far sì che le due specie di etere collaborino in lui nel modo giusto. Ora ci avviciniamo di più a ciò che dicevo: l’uomo è completamente organizzato. È palpabile che egli è internamente differenziato, cioè organizzato, anche in rapporto all’acqua, in rapporto all’aria e al calore. Ma anche in rapporto all’etere è differenziato. Solo che questa differenziazione è fluttuante. È un accadere continuo, un continuo collaborare in lui dell’etere della luce e dell’etere del calore da un lato, che spinge dall’alto verso il basso e perifericamente, e dell’etere della vita e dell’etere chimico, che dal basso verso l’alto spinge, in certo qual modo centrifugamente, verso l’esterno. E in questo modo sorge poi quel configurarsi eterico che è l’uomo, il quale è propriamente una trasformazione del vortice che si forma per l’incontrarsi delle due specie di etere. La figura che così vi si presenta deve essere appunto compresa per il collaborare delle due specie di etere.

È di una certa importanza il farsi, proprio a partire dai processi ancora meno evidenti — come quelli della denutrizione e della iperalimentazione — rappresentazioni dell’uomo malato e dell’uomo sano. Ma iperalimentazione organica: non si è ancora iperalimentati se ci si limita a riempirsi lo stomaco; se ci si è procurati anche una digestione eccessivamente buona, allora si ha bisogno di essere iperalimentati molto meno che quando si è turbato il processo digestivo e le cose non vengono elaborate. Bisogna dunque tentare di partire da ciò che ci si offre, quando si osservano questi processi iniziali, che appartengono ancora del tutto al normale dell’uomo. Si deve anche dire: se non potessimo ammalarci, non potremmo affatto essere uomini, poiché l’ammalarsi è soltanto il proseguimento, oltre la sua misura, di processi che ci servono, che dobbiamo assolutamente avere. L’essere sani è propriamente quello stato dell’uomo in cui i processi che cagionano la malattia e i processi che guariscono si trovano in un corrispondente equilibrio. L’uomo non è infatti minacciato soltanto quando si manifestano i processi morbigeni, ma anche quando i processi risanatori superano i loro scopi. Anche allora l’uomo è in pericolo. Per questo, nell’avvio del processo di guarigione, si tratta di non procedere troppo intensamente, altrimenti si scavalca l’altra meta, si scaccia la malattia e, dove essa è giunta al suo punto zero, salta nell’altra direzione.

Questo emerge in modo particolarmente forte quando si vede che in considerazioni umane più antiche si avevano ancora concezioni terapeutiche istintive. Credo che chiunque si sia occupato del tema ammetterà che, in culture antiche, esistevano dagli istinti umani concezioni terapeutiche meravigliose, le quali soltanto non potevano essere penetrate con la coscienza, ma erano pienamente presenti; e anche dove esse ci si presentano nella decadenza, come presso le attuali popolazioni selvagge, possono in fondo ancora impressionare. Un tempo, non molto distante da noi, un’esplorazione un poco dilettantesca di questa materia da parte di signori che, in altri campi, nella loro specialità, erano straordinariamente dotti, poté suscitare una certa sensazione. Vedete, quando scoppiò la disputa tra i dotti di Jena e quelli di Berlino sul Pithecanthropus erectus, Virchow obiettò, com’è noto, a Haeckel che il Pithecanthropus rinvenuto da Dubois mostrava chiare guarigioni ossee, che il medico moderno può interpretare come prodotte da un processo di guarigione introdotto artificialmente. Era uno degli argomenti principali di Virchow, il quale ne concludeva che questo Pithecanthropus erectus era stato curato da un medico, e dunque che dovevano esservi già allora dei medici, come Virchow all’università, che avevano avviato la guarigione esteriore; e che dunque il Pithecanthropus non poteva essere un anello intermedio, poiché l’uomo non era ancora apparso: doveva trattarsi appunto di un uomo. Potrebbe anche essere che un vero medico avesse curato una scimmia, ma ciò non venne ammesso. L’altra parte, che in fondo rovistava nella questione altrettanto dilettantescamente, perché esprimeva solo un sentimento generale, ribatteva: ebbene, anche negli animali si verificano guarigioni naturali, senza che l’uomo intervenga, che hanno lo stesso aspetto della guarigione avvenuta nel Pithecanthropus. Voglio solo accennare a come oggi regnino concetti oscuri. Si è scritto e stampato molto su questa questione all’inizio degli anni Novanta del secolo scorso, sicché da una simile disputa tra dotti si vede come tali cose possano presentarsi oggi.

Troviamo dunque già nelle rappresentazioni istintive di un’umanità più primitiva proprio ciò che si potrebbe chiamare una terapia istintiva. E questa terapia istintiva ha generato la proposizione assai significativa: non si deve comunicare a ogni uomo inaffidabile l’arte di guarire, perché con ciò gli si deve al tempo stesso rivelare l’arte di far ammalare. È questa una proposizione della medicina originaria, che è stata anche moralmente osservata con severità, ed è uno di quei principi che danno la ragione per cui, nelle sedi di insegnamento, le cose erano custodite in un certo segreto.

Si tratta dunque del fatto che nei processi morbigeni abbiamo soltanto il proseguimento di ciò che, nell’uomo sano, dobbiamo assolutamente avere. Se non potessimo ammalarci, non potremmo pensare né sentire. Tutto ciò che, in ultimo, animicamente si esprime nel pensare e nel sentire, è organicamente un sistema di forze che, se va oltre la propria misura, è morbigeno. E l’altro aspetto è che un processo propriamente fisico si svolge solo in una parte del capo umano. Questo processo fisico che si svolge nel capo umano è un accompagnamento necessario dell’esperienza dell’Io. Se questo processo è turbato, cioè se un processo vitale soverchia questo puro processo fisico nell’uomo, allora l’Io viene, in un certo qual modo, anche nella coscienza, paralizzato verso il basso. E tutti gli stati di alienazione dell’uomo, tutto ciò per cui gli uomini diventano deboli di mente e simili, riposano in parte su ciò e devono essere riconosciuti a partire da ciò che, come processi puramente fisici, si è svolto nell’uomo. Naturalmente, possono esservi inoltre altre cause organiche. Ciò dunque che viene avviato dal capo umano e di lì irradia attraverso l’intero organismo, è il puro processo fisico che, nel momento in cui sopraggiunge la morte, si riversa in tutto l’organismo. Questo momento è sempre presente nel capo umano, almeno come centro da cui si dirama. Esso viene soltanto paralizzato dal processo vitalizzante che proviene dal resto dell’organismo. L’uomo porta effettivamente in sé di continuo le forze che lo conducono anche a morire, e non sarebbe un Io se non portasse in sé le forze del morire. L’uomo potrebbe desiderare di essere, come uomo fisico che cammina sulla terra, come uomo fisico, immortale, solo se rinunciasse ad avere una coscienza dell’Io.

Faccio osservare come sia necessario acquisire una certa fine capacità di osservazione per la verifica esteriore di queste cose, ma sarà molto fruttuoso se anche su ciò verranno scritte molte dissertazioni: quale influsso abbiano sulla costituzione spirituale-animica di un uomo le cure di ringiovanimento, che lavorano contro tale processo. Naturalmente, nulla si vuole dire contro queste cure di ringiovanimento, perché l’uomo può continuare a considerarle appaganti rispetto alla propria nostalgia, se può prolungare di alcuni anni la propria età avanzata, anche se ciò avviene a spese del fatto di scambiarsi, in cambio, un po’ di deficienza mentale. Ma queste cose, che pure di fatto esistono, e sulle quali si sorvola allo stesso modo, ad esempio, in cui si sorvola sulla maggiore quantità di azoto che viene espirata rispetto a quella inspirata, queste cose devono essere senz’altro prese in considerazione da chi voglia affrontare adeguatamente i processi di malattia e di guarigione. Poiché, nella misura in cui si entra in queste finezze dell’organizzazione umana, ci si avvicina soltanto allora alla conoscenza di quei processi che si presentano come processi morbosi, i quali non sono altro che una traslazione di questi processi più fini nel più grossolano. Ciò che ho detto è solo una traslazione nel più grossolano di questi processi più fini.

Ma si deve dire che a ciò che agisce nell’uomo come processo fisico, che lo compenetra come processo fisico, viene contrapposta una contro-azione, finché è possibile, da parte dell’Io, il quale è però legato a questa contro-azione, a questa azione reattiva. A ciò viene contrapposta tale azione finché questo processo fisico non diventa troppo forte. Questo processo fisico è ciò che, nell’organismo umano, ha sempre il morire, ciò che in ultimo si trova anche nel morire. Quando, infatti, il processo fisico in certo qual modo ipertrofizza, sicché non può più essere dominato dall’Io, allora l’Io deve separarsi dal corpo fisico — cosa che naturalmente può anche subentrare per il fatto che un’azione fisica eccessiva si presenta in un qualche punto del corpo e trascina con sé le altre in età più giovane; sicché si può dire: ciò che è l’Io umano è intimamente connesso con ciò che è la morte.

[Tavola 2: Io — Morte]

E allo studio più pertinente dell’Io vi accostate al meglio appunto studiando la morte, ma non in quel modo generalmente nebuloso in cui ci si rappresenta la morte, che permette agli uomini ogni sorta di cose. Non è vero, come gli uomini oggi si rappresentano la morte, possono rappresentarsi anche la distruzione di una macchina, perché sotto la morte si rappresentano solo il fatto che qualcosa cessa. Non si rappresentano il processo reale. Per questo gli uomini si rappresentano poi sotto la morte anche la distruzione di una macchina. Ma ciò non significa nulla, rappresentarsi le cose in tal modo: si deve giungere allo stato di fatto concreto. Il cessare della vita non è la morte, bensì per l’uomo la morte è ciò che ho or ora esposto; e per l’animale la morte è qualcosa di completamente diverso. Coloro che considerano la morte nell’uomo e nell’animale come qualcosa di equivalente, sono le stesse persone che, poiché trovano un rasoio e un coltello è un coltello, si mettono a tagliarsi la carne con il rasoio, perché un coltello è un coltello. Per gli altri, la morte è la morte. La morte è una cosa del tutto diversa nell’uomo rispetto all’animale, come ho appunto mostrato. Nell’animale, dove non si ha affatto a che fare con un Io, ma soltanto con un corpo astrale, la morte è qualcosa di completamente diverso: vi riposa su un’azione del corpo astrale, di natura del tutto differente.

Ciò in cui le forze conducenti a morte sono indebolite verso il basso, in certo qual modo paralizzate nell’organismo normale, è la malattia. Così come la morte è connessa con l’Io, così la malattia è connessa con il corpo astrale dell’uomo:

Corpo astrale — Malattia

[Tavola 2]

Nel corpo astrale risiede propriamente ciò che ha a che fare con i processi morbosi. E ciò che il corpo astrale compie, si imprime di nuovo nel corpo eterico. Per questo la malattia appare poi nella sua vera impronta nel corpo eterico. Ma il corpo eterico non è ciò che ha immediatamente a che fare con la malattia. Vi ho descritto poc’anzi l’impronta di questo irregolare fluire l’una nell’altra, agire l’una nell’altra, delle due specie di etere. Ma ciò che lì accade irregolarmente, è a sua volta solo effetto del corpo astrale, e si esprime nel corpo eterico. Se si osserva la cosa più da vicino, si entra appunto nel corpo astrale. Su questo continueremo ad approfondire.

Abbiamo poi ciò che agisce polarmente contro la malattia, ed è la salute:

[Tavola 2: Corpo eterico — Salute]

La salute, preferiamo dapprima non definirla; ma già per analogia potete vedere qui ciò che anche per la ricerca dello spirito risulta sempre più chiaro: che la salute è correlata al corpo eterico come la malattia al corpo astrale, e come la morte all’Io. Sicché guarire, render sani, significa: avere la possibilità di formare nel corpo eterico le contro-azioni alle azioni morbigene che partono dal corpo astrale. Si deve appunto agire a partire dal corpo eterico, per paralizzare le forze del corpo astrale, che sono per l’appunto processi morbigeni.

Vi è poi un quarto elemento. È ciò che, in un certo senso, è polarmente opposto alla morte. Ora, devo intanto dire: considerata in modo del tutto concreto, la morte dell’uomo subentra quando la sua intera organizzazione interna è trapassata così nel fisico che non può più essere avviato alcun processo nutritivo, alcun processo nutritivo davvero efficace. È la morte per vecchiaia. La morte per vecchiaia è propriamente il divenir incapaci di accogliere le sostanze nell’organismo. In fondo, questo fenomeno, che può essere così poco osservato perché solitamente l’uomo muore prima per altre cause, prima che il vero marasma giunga al suo pieno fiorire — o piuttosto al suo pieno appassire — non è stato ancora osservato del tutto. Ma è effettivamente un venir meno della nutrizione. Il corpo non può più portare a termine pienamente la nutrizione; è divenuto troppo fisico per ciò. Sicché l’opposto polare della morte è la nutrizione; e la nutrizione è correlata, nell’uomo, al corpo fisico:

[Tavola 2: Corpo fisico — Nutrizione]

Le cose retroagiscono. La nutrizione, che si compie nel corpo fisico, retroagisce sul corpo eterico, e ha quindi anch’essa qualcosa a che fare con l’azione risanatrice. Ed è nuovamente qualcosa che, come reazione, retroagisce su ciò che parte dal corpo astrale. Se si osserva nella vita immediata ciò che ora ho posto, lo si può anche verificare dall’altra parte. Prendendo ciò che dalla nostra scienza dello spirito vi è noto da prima, dovrete fare qui un tratto:

[facsimile manoscritto] Io — Morte / [Tavola 2] Corpo astrale — Malattia / Corpo eterico — Salute / Corpo fisico — Nutrizione

Poiché, parzialmente — almeno per l’organizzazione del capo e della respirazione — Io e corpo astrale si separano nel sonno completamente da corpo fisico e corpo eterico; non per l’uomo del ricambio e per l’uomo della circolazione: lì essi rimangono dentro. Non è detto in modo preciso quando si dice: Io e corpo astrale escono. È in realtà corretto dire — e l’ho già accennato spesso in passato, già molti anni fa — : nel sonno, per l’organizzazione del capo, Io e corpo astrale escono da corpo fisico e corpo eterico, ma nell’organizzazione del ricambio e della circolazione vi penetrano molto più intimamente. È in effetti una redistribuzione. È il fenomeno parallelo a quando, sulla terra, si alternano giorno e notte. Anche lì non accade che su tutta la terra sia giorno e su tutta la terra sia notte: giorno e notte si dispongono in modo alterno per via dei rapporti. Esattamente così accade nella vera, esatta impronta di giorno e notte rappresentata dal dormire e dal vegliare nell’uomo. Nella veglia, corpo fisico e corpo eterico dell’organismo del capo e della respirazione sono intimamente legati con Io e corpo astrale; nel sonno, sono molto più intimamente legati con Io e corpo astrale il corpo fisico e il corpo eterico dell’organismo del ricambio e della circolazione. È una redistribuzione, un processo effettivamente ritmico, che si compie nel dormire e nel vegliare.

Ma si può comunque dire: nel sonno — almeno per l’organizzazione superiore dell’uomo — sta il fatto che il corpo astrale, con l’Io, esce. Ora però l’osservazione può mostrare che, in un uomo, per l’organizzazione del capo, o forse anche per l’organizzazione della respirazione, il corpo astrale e l’Io afferrano troppo fortemente il capo e l’organizzazione respiratoria. Li afferrano troppo forte, vi si avventano troppo: il corpo astrale lo fa allora a partire dalle sue forze morbigene. E allora ci si può trovare nella necessità di dover operare sull’uomo in modo che questo corpo astrale venga di nuovo scacciato fuori dall’organizzazione del capo e dall’organizzazione respiratoria, di modo che esso ne venga estromesso, sicché essi si separino in un certo modo, in modo che subentri il rapporto normale. E che ciò possa accadere, si può osservare nella somministrazione di piccolissime quantità di fosforo, e anche di zolfo. Piccole quantità di fosforo e di zolfo hanno realmente l’effetto di gettar fuori il corpo astrale che si annida troppo fortemente nel corpo fisico ed eterico: lo zolfo più sul corpo astrale, il fosforo più sull’Io, il quale però, naturalmente, poiché compenetra organicamente il corpo astrale, agisce in realtà in unità con esso. Qui si può vedere direttamente come sia l’uomo quando si presenti con uno stato morboso che si lasci caratterizzare, oltre al resto, dal sintomo che l’uomo viene troppo fortemente sospinto verso il sonno. Se dunque si ha semplicemente un complesso morboso che, tra gli altri sintomi, ha anche questo — che l’uomo viene sospinto verso stati di sopore — allora si ha la necessità di operare nel modo da me indicato, con fosforo e zolfo.

Si presenta l’altro stato, che ha sede nell’organismo del ricambio e della circolazione e che consiste in ciò, che il corpo astrale con l’Io interviene troppo debolmente nel corpo fisico, sicché si deve dire loro: prego, entrate più dentro, signori miei, dovete diventare più attivi, più efficaci nell’uomo. Allora si tratta di ricorrere ad azioni di arsenico non troppo diluite. Si agisce dunque sul richiamare dentro il corpo astrale nell’organismo fisico.

E ora vi indico una cosa che è tratta proprio dalla concreta considerazione complessiva dell’uomo. Se dunque il corpo astrale diventa internamente troppo attivo, sicché agisce troppo fortemente sul corpo fisico, si interviene con zolfo e fosforo; se agisce troppo poco, cioè se in sé diventa troppo pigro, sicché il corpo eterico prevale — prevale per il fatto che il corpo astrale non ha sufficiente forza di resistenza contro ciò che agisce dal basso — allora si può intervenire con l’arsenico. Si hanno così, per così dire, due opposti polari nell’azione del fosforo-zolfo e nell’azione dell’arsenico. Ci si può poi trovare anche nella condizione in cui ci si deve dire: sì, con il semplice regolare dall’uno o dall’altro polo non si è fatto tutto, perché un’irregolarità in una parte dell’uomo ha subito una contro-azione e si prosegue in un’irregolarità opposta nell’altra parte; l’irregolarità nell’uomo superiore trova ben presto espressione anche in un’irregolarità nell’uomo inferiore. E questo risuonare insieme di due irregolarità è qualcosa che — scusate, non è ora un’espressione per la vita, ma un’espressione per ciò che, vorrei dire, è la considerazione clinica — appartiene a ciò che vi è di più stimolante: questo risuonare irregolarmente l’uno nell’altro, dove le due attività appunto non si incontrano, e una troppo debole azione di forze in alto provoca una troppo forte in basso, o una troppo forte in basso provoca una troppo debole in alto. Le cose non sono polarmente opposte solo in rapporto a posizione e direzione, ma naturalmente anche in rapporto all’intensità. È questa la cosa più complessa nell’entità umana: questo agire l’uno dentro l’altro. E ciò genera, se lo si penetra con lo sguardo, anche il riconoscimento della necessità che si debba ora anche operare un compensare, che si debbano in certo qual modo mettere in opera quelle forze che l’uomo possiede, per creare una compensazione fra i due poli. E a queste si viene in aiuto attraverso l’azione dell’antimonio.

Le azioni dell’antimonio — oggi, credo, più o meno completamente trascurate dalla comune medicina esteriore, ma che, come si sapeva in epoche più antiche, agiscono in un modo oggi non più del tutto comprensibile all’uomo — si fondano essenzialmente sul fatto che esse trasferiscono le loro azioni molto fortemente proprio nell’interno dell’uomo, e creano una sorta di punto di compensazione. È in effetti straordinariamente interessante osservare il comportamento opposto di fosforo, arsenico, antimonio in rapporto a ciò che mediante essi accade nell’uomo. Anche ciò che, nel mondo esteriore, nella sostanza, giunge a una certa quiete, manifesta la sua vera natura quando giunge ad agire nell’uomo. Solo lì, infatti, si vede in realtà ciò che vi è ancora in vita, mentre dall’esterno si vede soltanto ciò che, vorrei dire, dal processo del divenire si è raggrumato. Se si vede esteriormente l’arsenico, si vede in realtà la fine di un processo nel mondo esterno, di cui si vede nell’interno dell’uomo l’inizio; sicché, in realtà, non si riconosce mai qualcosa che si osservi nel mondo esterno come sostanza, se non si sa, al contempo, ciò che essa fa nell’interno dell’organismo umano.

Esiste cioè una chimica, ma esiste anche un’antichimica. E la chimica indica solo ciò che è il guardare un essere — che ha un davanti e un dietro — soltanto da un lato, da dietro. Un essere che ha un dietro lo si deve guardare anche da davanti: allora, solo accostando questi due aspetti, si riceve un’impressione dell’intero essere. Una volta che si sia guardato da dietro ciò che vive in una sostanza, per il fatto di averla vista, lo si deve guardare anche da davanti, in quanto agisce nell’organismo umano. Non si deve dunque praticare solo una chimica, ma anche un’antichimica. E solo dal collaborare di chimica e antichimica sorge la conoscenza di ciò che realmente sta alla base. Ebbene, di questo continueremo a parlare domani.

3°Il corpo astrale e l'organismo toracico. Equilibrio ritmico tra salute e malattia

Dornach, 13 Aprile 1921

Il vero campo dello studio della malattia dovrebbe essere rappresentato da quelle malattie in cui si manifesta al modo più chiarissimo l’errato intervento del cosiddetto corpo astrale. Queste malattie, intendo quelle in cui questi influssi del corpo astrale si manifestano maggiormente, sono quelle che si devono osservare all’interno dello spazio che è chiuso dalla gabbia toracica. Questo campo è allo stesso tempo quello che per lo studio della malattia è il più importante, ma per la guarigione, o rispettivamente per la conoscenza della guarigione, è il più difficile. Esso è quella parte dell’essere umano che negli ultimi tempi ha dato più occasione perché entrassero quei difetti nell’arte medica, che sono stati particolarmente enfatizzati dal Dott. Scheidegger nel discorso che ebbe la gentilezza di tenere nel corso del primo ciclo di conferenze davanti ai medici che ascoltavano. Fu sottolineato allora come lo sviluppo medico moderno abbia molto portato a penetrare nel patologico e condotto ad un certo nichilismo nel terapeutico. E proprio i significativi sviluppi che furono allora presentati potevano indicare di affrontare particolarmente fortemente proprio quello che oggi dovremo sottolineare.

Le malattie della regione toracica e circolatoria dell’uomo sono in una certa relazione fortemente diverse, sia dalle malattie degli organi della testa, del sistema nervoso-sensoriale dell’uomo, come anche dalle vere malattie metaboliche, sebbene siano di nuovo intimamente connesse con entrambe. E la cosa sta effettivamente così: l’organizzazione della testa deve essere trattata da un motivo specifico perché è permeabile, come abbiamo visto, all’eterico, all’astrale ed all’essenza dell’Io. Gli organi toracici non sono più permeabili all’eterico, ma solo ancora all’astrale ed all’essenza dell’Io. Lì lavorano intimamente insieme il corpo fisico ed il corpo eterico. E questa collaborazione è un’unità. Non è più una somma di veri processi fisici nell’organismo toracico umano, ma un’interazione dell’eterico e del fisico. Ciò che avviene lì e che viene particolarmente in considerazione per il petto è effettivamente fondamentalmente un divenire-pianta. Solo questo divenire-pianta è molto mascherato, molto modificato da tutto il resto che è connesso nell’organismo umano. Ma ciò che viene in considerazione per gli organi toracici è un processo vegetale, che allora si incontra e che entra in interazione reciproca con tutto ciò che viene dall’astrale e dall’Io dell’uomo; questo deve essere particolarmente considerato.

Ora ho detto ieri che l’astrale è il vero portatore originario del morbigeno nell’uomo, così che nella regione toracica umana è continuamente presente l’occasione che il vero morbigeno agisca, perché il morbigeno deve stare continuamente in interazione reciproca con il salutare nell’organo toracico umano. Lo stato normale umano in questa regione può venire in essere solo per il fatto che si oscilli avanti ed indietro, che si paralizzino continuamente i forti morbigeni nell’uomo sano attraverso le sue forti forze, ed inversamente alla salute eccessiva, che porterebbe a proliferazione, continuamente nel sistema eterico si contrapponga la limitazione dell’astrale, quel che, se oltrepassa la sua misura, se afferra il corpo troppo fortemente, conduce al morbigeno. Questo fatto rispetto agli organi toracici umani è perciò particolarmente importante perché è effettivamente il risultato di un ritmo. E questo risultato del ritmo è influenzato da un lato da tutto ciò che avviene nella testa, e dall’altro da tutto ciò che avviene nel metabolismo. Quindi abbiamo la causa dell’equilibrio di questo ritmo necessario effettivamente al di fuori del petto, e possiamo effettivamente dire: negli organi toracici umani vi sono fondamentalmente soprattutto solo effetti; le cause che dovrebbero essere eliminate non sono effettivamente presenti negli organi toracici stessi.

Quindi in un periodo in cui il potere conoscitivo umano si è completamente allontanato dall’osservazione intuitiva delle cose, il che era più presente ed anche più geniale nella scuola medica viennese, che si era designata come nichilista, che effettivamente voleva dire che ci si doveva solo fermare alla patologia, non potesse arrivare ad una terapia, questa direzione della medicina moderna ha condotto soprattutto a fare scomparire gradualmente la terapia, a non sapere cosa farne della terapia. Vediamo che ha prodotto i suoi geni atti particolari ancora d’altro canto nella diagnosi del petto. Furono proprio allora i progressi significativi nel campo della diagnosi degli organi toracici, dove soprattutto si può procedere nella conoscenza, ma da questa specie di conoscenza si ha il meno, poiché si deve mettere in considerazione le altre parti dell’uomo. Quindi così poco è effettivamente fatto, se non viene aggiunto qualcos’altro, con la semplice conoscenza di ciò che avviene nell’organismo respiratorio e circolatorio umano. Naturalmente non asserisco che così sia fatto assolutamente poco, ma è dalla conoscenza che si raggiunge per esempio attraverso lo stetoscopio e così via, solo allora molto fatto, quando si ha la conoscenza dell’intero uomo e da un lato completamente diverso si può affrontare quello che si guadagna attraverso una tale diagnosi. Se non, i risultati di una tale diagnosi sono fondamentalmente solo fatti scientifici interessanti. Naturalmente, se si vuol parlare di tali cose anche dalla prospettiva storica, bisogna parlare un po’ radicalmente, ma dietro questi radicalismi si nasconde appunto ciò che è vero nella questione.

Tali malattie che proprio toccano il petto umano sono diventate anche particolarmente caratteristiche nei tempi recenti per il fatto che si è tentato di distogliere l’attenzione dal vero punto e spingerla verso un concetto mistico, un concetto che non deve rimanere mistico, ma che per il materialismo moderno è decisamente un concetto mistico. Si parla proprio rispetto a tali malattie molto di «malattie popolari». Sì, queste «malattie popolari», questo è naturalmente un concetto che è un sacco, in cui si mette quello che non si vuol riconoscere e che in una certa relazione effettivamente si sottrae all’arte medica come è oggi. Attiro semplicemente l’attenzione sul fatto comunque interessante che il medico viennese e professore Moritz Benedikt una volta ebbe l’idea un po’ strana presso di lui di candidarsi al Reichstag, e lo motivò allora col fatto che disse che proprio la sua concezione medica lo costringeva ad un tale passo, poiché a lui venivano molti pazienti a cui effettivamente non poteva mai prescrivere quello che dovrebbe prescrivere loro, vale a dire migliori vestiti, migliore abitazione, migliori condizioni di respirazione e così via. Ma questi potevano venire in essere solo per la via dell’agire sociale. Perciò come medico doveva inserirsi nell’agire sociale. Vedete così un effettivo scaricare quello che effettivamente è in questione. Ora dietro tutte queste cose sta appunto ciò che deve essere particolarmente considerato per questo membro dell’essere umano. Poiché deve comunque ciò che si presenta come processo di malattia nell’organismo toracico umano e che da un’interazione irregolare dell’astrale e dell’eterico infine proviene, essere anche considerato in tale contesto. Allora non si può più evitare una conoscenza che si abbassi a salire nel soprasensibile. E allora il seguente deve essere detto.

È il processo della respirazione, che si svolge tra il mondo esterno ed il mondo interno, effettivamente un processo che non può essere inteso se non si ricorre alla comprensione dell’astrale. La particolare interazione di ossigeno e carbonio che lì interviene è decisamente un continuo gioco reciproco dell’astrale e dell’eterico. Ora vi prego di considerare che l’uomo normalmente passa un terzo della sua vita così da avere una gran parte del suo corpo astrale al di fuori del corpo eterico, vale a dire durante il sonno. E vedete ora il significativo gioco dentro le condizioni di salute umane; perché è naturalmente ovvio che anche durante il sonno l’astrale gioca nell’uomo. Ma allora non gioca dalla testa, ma gioca procedendo dal resto dell’organismo nell’uomo. L’astrale dispiega quindi durante il sonno un gioco che nel modo corretto deve rimanere indietro, anche quando l’astrale passato attraverso la testa è al di fuori dell’uomo durante il sonno.

Vedete dunque che semplicemente dalla conoscenza della compenetrazione dell’eterico e dell’astrale nelle condizioni di salute e malattia del petto umano siete rimandati ancora ad un altro ritmo, che si svolge nell’uomo. E questo è il ritmo della veglia e del sonno. Ora il vero sonno, che di nuovo, come vedremo, gioca fortemente con il processo metabolico, ha meno significato per gli organi toracici che per qualcos’altro. E quest’altro è ciò che rende anche l’osservazione straordinariamente difficile. Forse vi ricorderete, nella misura in cui allora eravate presenti, quali interessanti complessi di sintomi si erano verificati attraverso l’uso delle sostanze con cui l’ultima volta qui sono stati condotti esperimenti. Poiché il Dott. Scheidegger l’ha dimostrato alla lavagna. Vi ricorderete però anche che questi complessi di sintomi consistono di molti, molti dettagli singoli, e che già richiede una certa arte di prendere insieme i singoli sintomi in modo appropriato, di mantenere insieme. Si presenta subito una difficoltà se con un complesso di sintomi si deve fare il seguente. Si ha per esempio la necessità, per giudicare correttamente una relazione di malattia, di tenere insieme i sintomi che si verificano nella parte superiore dell’uomo. Se allora si mescola un sintomo che certo si svolge spazialmente nella parte superiore dell’uomo, ma che sostanzialmente è solo un sintomo spinto verso l’alto dal metabolismo, allora subito si fa un errore nel giudizio del complesso di sintomi, e così si viene disorientati nella valutazione dei rapporti di malattia complessivi. Così non si deve perdere di vista quanto sia difficile propriamente tenere insieme i dettagli di un complesso di sintomi nel modo corretto.

Ora è certamente da un lato molto vero che poco per volta si possa acquisire una sensibilità per osservare insieme i dettagli di un complesso di sintomi nel modo corretto. Ma d’altro canto è così che la natura effettivamente ci aiuta ed allo stesso tempo la natura anche rende straordinariamente difficile l’uso dell’aiuto che ci concede su questo campo. La natura appunto raccoglie da sola tutti i complessi di sintomi, direi, fa la stessa cosa che facciamo noi in una formula quando riassumiamo i dettagli di un complesso di sintomi, fa la stessa cosa, ma ci rende straordinariamente difficile l’osservazione di ciò che fa. Vale a dire, riunisce i singoli atti di un complesso di sintomi nell’addormentarsi e nello svegliarsi, nel modo dell’addormentarsi e dello svegliarsi. È effettivamente quello che avviene nell’addormentarsi e nello svegliarsi dell’uomo, un — se mi posso permettere l’espressione paradossale — straordinariamente geniale raccogliere appunto di ciò che in qualche direzione viene in considerazione. Ma il medico naturalmente nella stragrande maggioranza dei casi non è in grado di orientarsi diversamente che al massimo attraverso comunicazioni, che a loro volta nella maggior parte dei casi e proprio nei casi più difficili saranno imprecise; egli è al minimo in grado di osservare correttamente il paziente nell’addormentarsi e nello svegliarsi, e ciò che il paziente gli racconta, sebbene secondo la coscienza del paziente dovrebbe corrispondere correttamente al fatto, è appunto allora al minimo determinante. Se l’addormentarsi ed lo svegliarsi sono disturbati, il paziente naturalmente racconta cose su questo addormentarsi e svegliarsi che benché vivano bene nella sua coscienza, ricoprono di velo la valutazione della cosa su una base sana. Allora si deve di nuovo guardare attraverso quello che effettivamente il paziente racconta. E che sia così lo vedrete meglio se cercate poco per volta di avvicinarvi a questa realtà con la vostra considerazione. Soprattutto la vostra esperienza vi darà il misterioso intreccio del corpo eterico con il corpo astrale allora quando osservate come la preoccupazione, le ansietà e così via continuano ad operare nell’uomo. Non dovete osservare solamente la preoccupazione e le ansietà che si sono verificate negli ultimi giorni o nella scorsa settimana, sono alla fine il meno significativo, bensì quelle che risalgono più indietro. Perché deve sempre un certo periodo trascorrere dal tempo in cui preoccupazioni ed ansietà operano su una persona fino al tempo in cui in qualche modo sono diventate organiche, sono passate nel funzionamento dell’organismo. Preoccupazioni ed ansietà, quando raggiungono un certo grado, sono sempre tali che in un tempo successivo appaiono come anomalie nel funzionamento organico, precisamente nel funzionamento organico ritmico. Arrivano fino alla irregolarità dell’organismo del ritmo, e solo allora possono operare ulteriormente sull’organismo metabolico e così via. Dobbiamo afferrare questo come un fatto fondamentale. Soprattutto, ma anche, quanto poco probabile possa sembrare all’immaginazione materialista, è così che il pensiero affrettato, un pensiero che non si rende conto delle ragioni per cui pensa, un pensiero affrettato, dove un pensiero salta l’altro — un male fondamentale del pensiero umano nel nostro tempo — , questo pensiero dove un pensiero calpesta i piedi all’altro, è qualcosa che decisamente, dopo che è passato un certo tempo, continua ad operare nell’organismo umano, vale a dire nell’organismo ritmico. Questo è ora di una significanza particolare da una parte. Non si devono trascurare i processi animico-psichici quando si vuol comprendere le anomalie dell’organismo del ritmo umano, soprattutto di ciò che si svolge nei suoi organi toracici. Possiamo certamente anche includere in questo organismo ciò che appartiene alla periferia di questo organismo ritmico: il ritmo della nutrizione ed il ritmo dello svuotamento. Poiché per il fatto che il ritmo della nutrizione ed il ritmo dello svuotamento sono inclusi, per questo allora il completo sistema ritmico è riunito.

Ma ora d’altro canto è di nuovo particolarmente importante qualcosa. Anche l’altro polo dell’essenza umana, il sistema metabolico, agisce indietro sul sistema ritmico, ed ancora una volta così che probabilmente comprendiamo al meglio il modo in cui agisce indietro, se sappiamo il seguente: fame e sete sono innanzitutto cose che si manifestano con grande chiarezza nel corpo astrale umano. Poiché così come l’uomo ordinario conosce fame e sete, le conosce naturalmente come manifestazione astrale. Ciò che si sperimenta così con la coscienza come fame e sete è innanzitutto sperimentato astralmente. Su questo deve essere completamente chiaro. Poiché ciò che non è sperimentato astralmente, l’uomo ordinario non sa nulla; ciò che è sperimentato solo etericamente sta così profondamente nell’inconscio che non ne sa nulla. Così, per la vita ordinaria, fame e sete, se possiamo usare l’espressione, sono esperienze astrali. Ma smettono di essere esperienze astrali se restano indietro per ciò che è sperimentato sotto il sonno, allora smettono di essere esperienze astrali ordinarie; ma perciò non rimangono meno connesse al corpo astrale, che nel sonno agisce anche, dal basso verso l’alto. E ciò che da questo lato procede, questo è un fame ed una sete che nell’uomo operano, che operano, se rimangono, riagiscono sul sistema ritmico, rendendolo irregolare, rendendolo malato. Questo naturalmente non riguarda la fame e la sete che abbiamo sofferto quel giorno particolare e con cui andiamo a dormire. Sarebbe sbagliato vedere la cosa così da dire che qualche volta ci si addormenta affamati o che per esempio ci si addormenta affamati per un tempo più lungo, questo non è il male. Ma il male è quando lo stato di fame e sete diventa abituale, e soprattutto quando è prodotto dal fatto che l’organismo metabolico non è in ordine e per questo il resto dell’organismo non è nutrito in modo appropriato. Quindi, gli effetti persistenti di fame e sete in questa relazione sono decisamente ciò che sta sotto i disturbi dell’organismo di respirazione-circolazione.

Ma ora, se asteniamo gli effetti su questi organi toracici umani, allora abbiamo come terzo principalmente solo ciò che il mondo esterno ancora produce, poiché attraverso la respirazione l’uomo è legato al mondo esterno, ed in lui si svolgono gli influssi del mondo esterno. Così avete qui il fatto straordinario che per ciò che è chiuso entro il petto umano, in parte anche entro la cavità addominale, contenimento il ritmo continua, il fatto straordinariamente significativo che all’interno di questo spazio effettivamente si verificano solo effetti: effetti dell’uomo superiore, effetti dell’uomo inferiore, effetti del mondo esterno, così che effettivamente da una conoscenza più precisa anche di questo tratto dell’essenza umana siamo condotti a dirci: dentro lì gli effetti si verificano, e non possiamo noi stessi lì dentro eliminare le cause, dobbiamo cercare le cause altrove, così che possiamo eliminarle in modo appropriato. Allora per questo è anche così chiaro che certamente questo territorio dell’essenza umana è il campo per studiare il concetto di malattia in generale, che allora quando ci si è eccitati allo studio da questo campo, la ricerca deve andare avanti proprio verso gli altri campi. Uno deve partire da questo campo per andare poi da lì più avanti verso gli altri campi.

Ora il più sorprendente ed il più significativo è il campo di cause che effettivamente sta al di fuori dell’uomo; per il fatto che il rapporto reciproco tra ossigeno e carbonio si svolge, risiede l’elemento essenzialmente influsso astralmente fondamentalmente al di fuori per questo tratto dell’essenza umana. E qui si tratta del fatto che cerchiamo i rapporti corrispondenti di questo tratto con il mondo esterno. E allora per la ricerca spirituale si rivela il seguente: la terra ha anche un rapporto reciproco tra ciò che avviene al di sotto della sua superficie — dove si deve contare decisamente gli effetti dell’acqua — e ciò che avviene al di sopra della sua superficie. Fondamentalmente si svolge un processo tra la terra ed il suo ambiente che oggi la scienza ordinaria non può ancora penetrare. E questo processo offre lati straordinariamente interessanti. Lo si può studiare particolarmente osservando comparativamente quei territori dell’esistenza terrestre dove questo processo tra l’esterno-terrestre ed il terrestre è abbastanza intimo, dove molto esterno-terrestre va nel terrestre interno.

Questo è il caso nel mondo tropicale. Le particolari condizioni del mondo tropicale si basano effettivamente su un’intima cooperazione del mondo esterno-terrestre, dell’aria e della luce e del calore esterno-terrestre con ciò che è all’interno della terra stessa. E inoltre non è un caso che si debba cercare un certo polo di effetti magnetico-elettrici terrestri nella zona tropicale.

Se mi posso esprimere in modo comparativo, direi: nella zona tropicale la terra succhia il più possibile l’esterno-terrestre e sviluppa da questo esterno-terrestre succhiato ciò che allora fa germogliare come vegetazione. Dove la terra è polarica, essa succhia poco dell’esterno-terrestre, essa resiste all’esterno-terrestre, essa getta indietro l’esterno-terrestre in larga misura. Così, se mi potessi esprimere così, nei tropici la terra brilla il meno vista dall’esterno, irradia il meno; lì viene succhiato il massimo. Ai poli la terra brilla il massimo, lì viene gettato indietro il massimo dell’esterno-terrestre, lì brilla il massimo, lì sviluppa il massimo splendore.

Questo è un fatto straordinariamente significativo. Poiché per il fatto che consideriamo una cosa simile, otteniamo una visione sul fatto che in primo luogo nel tropicale agisce straordinariamente intensamente una certa intimità tra l’eterico terrestre e l’astrale esterno-terrestre, mentre l’astrale in una certa misura è ricacciato indietro ai poli. Ma questa visione può divenire straordinariamente fruttuosa, poiché allora si rivela il seguente se si continua a seguire questo rapporto. Prendiamo una volta il caso in cui portiamo un malato in condizioni dove la luce agisce eccessivamente, dove l’aria è fortemente attraversata dalla luce, dove quindi è circondato da luce. Allora possiamo dire: lo poniamo in una regione dove rifiutiamo il terrestre che agisce su di lui, dove l’esponiamo all’influsso dell’esterno-terrestre. Poiché nello splendore forte risiede proprio ciò che non è consumato dalla terra, che però è gettato indietro dalla terra. E nella regione di questa azione esterno-terrestre entra allora il malato. Dunque, semplicemente mettendo un malato in aria splendente di sole, agiamo sul suo organismo ritmico. Agiamo sul suo organismo ritmico in modo straordinario. E agiamo così che un metabolismo irregolare, per il fatto che il ritmo per questa esposizione alla luce si regolarizza da sé, è combattuto direttamente dal ritmo.

Questo è il rapporto che ci guida a riconoscere su cosa si basano davvero le cure di sole e luce. E se troviamo che qualcuno si comporta particolarmente come privo di resistenza contro il parassitario, allora una tale cura sarà particolarmente da raccomandarsi. Per questo non si ha bisogno di essere un seguace della teoria dei bacilli, si deve solo essere chiari che nel fatto della presenza di parassiti si mostra che il soggetto ha cause più profonde affinché i bacilli si possano accumulare, affinché si possano trattenere. Non sono mai effettivamente i veri agenti causali della malattia, ma sono sempre solo gli indicatori che il paziente ha gli «agenti» della malattia in sé. Perciò la ricerca sui bacilli è già importante, ma solo come fondamento conoscitivo. Le vere cause organiche risiedono nell’uomo stesso. E a queste cause organiche che risiedono nell’uomo stesso, si oppone ciò che dal cosmo esterno-terrestre scorre alla terra e la circonda, ma non è più completamente assorbito dalla terra. Un’eccedenza è, un’eccessiva illuminazione, un’eccessiva luce e così via. Così là dove la terra non solo germoglia e sprizza, ma dove inizia a splendere, dove quindi contiene anche luce che è più di quella necessaria al germogliare e sprizzare, lì abbiamo tale che agisce particolarmente favorevolmente in questa direzione.

Un ulteriore fatto che agisce in questa direzione particolarmente favorevolmente è il seguente. Se troviamo un paziente attraverso un organismo di circolazione irregolare particolarmente esposto agli effetti parassitari, allora è in ogni caso bene se lo portiamo — naturalmente con la considerazione di tutte le altre circostanze; molte di queste ci incontreranno ancora molteplici volte nelle considerazioni seguenti — in una condizione di vita che è superiore a quella in cui è abituato, semplicemente più alta al di sopra del livello del mare, se quindi promoviamo una cura di altitudine. E il benefico delle cure di altitudine — che naturalmente nel caso contrario sono anche dannose, tutto ciò che è utile può anche essere dannoso, abbiamo parlato di questo ieri — è anche da cercarsi in questa direzione. Ma ora viene in considerazione ancora un’altra cosa. Non dobbiamo dimenticare ciò che abbiamo davanti in certe manifestazioni che effettivamente — l’ho già indicato — sono da noi prodotte artificialmente, o che quando si scaricano sull’uomo, devono essere da noi valutate. Quando dico manifestazioni prodotte artificialmente, per questo campo sono tali dove non godiamo semplicemente i frutti della natura come sono fuori, ma dove li cuociamo, o dove ancora li prepariamo per introdurli nell’organismo umano così che dapprima li bruciamo, poi usiamo la cenere o simili. Allora sottoponiamo noi stessi il terrestre ad un processo che effettivamente ha in sé effetti esterno-terrestri. La cottura, la combustione, solleva già dalla terra quello che è cotto o bruciato. Così, mettendo a disposizione dell’uomo il cotto o il bruciato, lasciamo interiormente un effetto su di lui in una maniera simile come quando per mezzo della luce solare potenziata o per mezzo del clima di altitudine agiamo su di lui. Dobbiamo anche volgere il nostro sguardo verso dove siamo nella situazione di dirci: sì, ecco un uomo che in primo luogo deve cambiare la dieta in una certa relazione, ed in secondo luogo dobbiamo somministrargli alcuni rimedi. Si rivela un sistema ritmico irregolare. In ogni caso dovremo dirigere la nostra attenzione al fatto se abbiamo da dargli qualcosa che è sorto attraverso la combustione, in particolare del vegetale; poiché in ogni combustione del vegetale superiamo il normale processo vegetale. Lo continuiamo per mezzo di qualcosa di esterno-terrestre, vale a dire attraverso la combustione.

Allora però è di particolare significanza il seguente: un processo sulla terra o una somma di processi sulla terra, che sono intimamente connessi con ciò che deve essere chiamato terrestre ed esterno-terrestre, questo è ciò che si svolge sotto gli ingredienti di elettricità e magnetismo. L’elettricità ed il magnetismo sono un campo che rispetto all’uomo sano e malato dovrebbe davvero essere studiato più profondamente, dove però si può anche inciampare il massimo, poiché la cosa è così: se vi rappresentate schematicamente la superficie della terra (vedi disegno), qui l’interno, qui l’esterno, allora ciò che consiste in elettricità e magnetismo ha un intimo rapporto con il terrestre come tale. Sapete che l’elettricità si conduce da sola da un contatto terrestre all’altro, da un telegrafo Morse all’altro, è solo una connessione di filo, il circuito si chiude sotto la terra, abbiamo a che fare con il campo elettrico che la terra si è già appropriato. Possiamo dire: fondamentalmente ciò che si nasconde sotto elettricità e magnetismo è esterno-terrestre e terrestre interno (giallo); ma la cosa è così che la terra ora se l’appropriano l’elettricità ed effetti elettrici che sono effettivamente esterno-terrestri, li ha in sé (blu), che però effetti elettrici ed anche magnetici possono essere trattenuti senza che siano appropriati dalla terra, nella circonferenza della terra (rosso). Questi sono tutti quegli effetti elettrici e magnetici che abbiamo nei nostri campi elettrici e magnetici.

Quando magnetizziamo ferro, questo significa verso la terra fondamentalmente il fatto che facciamo del magnete un piccolo ladro. Gli trasmettiamo la capacità di rubare dalla terra, prima che ella possa afferrarlo, ciò che la terra effettivamente vuol prendere dal cosmo, e di tenerlo per sé. Facciamo il magnete un piccolo ladro. Si appropria di ciò che la terra vorrebbe, ma ha internamente la forza di mantenerlo per sé. Tutta la circonferenza del campo elettrico e magnetico che abbiamo sulla terra è effettivamente qualcosa che abbiamo rubato alla terra per l’uso dell’uomo, con cui induciamo la natura stessa a rubare, dove manteniamo l’esterno-terrestre sopra in una forma astuta. E quindi abbiamo così qualcosa di eminentemente esterno-terrestre che manteniamo addirittura in una maniera intelligente al di sopra della terra, sebbene la terra con tutta la forza di cui dispone desideri ottenerlo in sé, così che funzioni da dentro. Ma non lasciamo che questo avvenga, lo manteniamo indietro. E perciò dobbiamo nei campi elettrici e magnetici cercare combattenti assai particolari di processi umani non ritmici, e dovrebbe effettivamente svilupparsi una terapia che mirata particolarmente al fatto che, per esempio quando sorge una forte aritmia o un forte altro disturbo o un debole — nel debole persino meglio — nel sistema ritmico umano, semplicemente ad una più grande o più piccola distanza, che allora deve essere provata, un forte magnete ora non si applica, ma si tiene vicino all’organismo umano. Come ho detto, la distanza deve risultare dalla prova. Voglio anche dirvi come si potrebbero meglio utilizzare i risultati della scienza precedente qui, non così tanto per comunicarvi — direi un fatto interessante, poiché non è ancora completamente maturo per la scienza esteriore, ma per attirare la vostra attenzione su qualcosa per cui di nuovo un intero complesso di pensieri differente può essere padroneggiato.

Appunto il sopra nominato professore Benedikt ha condotto investigazioni straordinariamente interessanti nella camera oscura sulla irradiazione aurica inferiore umana, che direttamente almeno non hanno nulla a che fare con ciò che per esempio ho descritto nella «Teosofia». Questi sono irradiamenti superiori che vengono osservati spiritualmente. Ma tra questi irradiamenti superiori e quelle indicazioni più grezze che l’occhio vede nell’uomo, giace un territorio che può essere percepito nella camera oscura, ed il professore Benedikt ha descritto interessantemente ciò con cui si è occupato nella camera oscura. Ha usato in particolare persone che erano sensibili ai fenomeni della bacchetta radiestesica. Così persone presso che la bacchetta radiestesica ha dato indicazioni particolari, Moritz Benedikt le ha usate per investigare nella camera oscura le loro irradiazioni auriche. Il seguente risultato si è verificato allora per queste irradiazioni auriche. Moritz Benedikt descrive risultati straordinariamente interessanti, in quanto questi irradiamenti aurici in persone reattive alla bacchetta sono completamente diversi da altri, in particolare l’asimmetria cresce molto fortemente: l’irradiazione dell’uomo sinistro è diversa dall’irradiazione dell’uomo destro. Anche l’irradiazione della testa diviene completamente diversa. Quindi è così che effettivamente adesso inizia se anche molto scetticamente accettato, a vedere l’irradiazione dell’uomo anche in dimostrazioni fisiche. Ma si deve sempre essere chiari: sono solo gli irradiamenti inferiori connessi all’organizzazione fisica. Non si è ancora entrati nel territorio del soprasensibile, il che alcuni che volevano farsi comodo con il soprasensibile vorranno asserire. Ma d’altro canto risiede lì un inizio per arrivare ad un risultato terapeutico. Vale a dire che si tratta di investigare quale fatto si rivela quando si applica ad un uomo, diciamo con incipiente cosiddetta tubercolosi, un forte magnete sulla schiena, così che l’uomo sia attraversato da un campo magnetico, che si può rendere ancora più efficace per il fatto che si muove il magnete trasversalmente, dall’alto verso il basso e dal basso verso l’alto, così che l’intero organismo toracico viene poco per poco attraversato dal campo magnetico. A questo punto, quando si applica questo campo magnetico, non si ha bisogno di applicare contemporaneamente un campo luminoso; questo potrebbe solo disturbare. Così si può tranquillamente mettere un tale paziente nella camera oscura, ed effettivamente presto si possono osservare le irradiazioni delle dita, che si riveleranno assolutamente chiaramente. Se lo si è fatto, si è messo il paziente nella camera oscura, si è applicato un forte magnete alla sua schiena, si è visto che sono presenti fini irradiazioni dalle punte delle dita, che si mostrano così chiaramente in forma conica verso l’esterno, allora si è guadagnato la convinzione che effettivamente si è attraversato il paziente dal campo magnetico. In questo modo si vedrà che per mezzo del campo magnetico conseguirete molti fatti e straordinariamente vantaggiosi nella lotta per esempio anche delle manifestazioni di tubercolosi polmonare.

Questi sono fatti che però ci mostrano simultaneamente come serie le cose qui devono essere prese rispetto al principio che effettivamente abbiamo nel petto dell’uomo solo effetti, che quindi anche quando vogliamo guarire, dobbiamo rivolgerci all’ambiente, che dobbiamo applicare qualcosa che appartiene al mondo esterno dell’uomo: luce, ciò che risulta dalle influenze climatiche quando portiamo l’uomo in un luogo più elevato, e tutto ciò che possiamo considerare come il campo magnetico. È lo stesso con il campo elettrico; solo che si deve considerare il metodo di trattamento del campo elettrico. È decisamente così che se si lascia passare l’elettricità direttamente attraverso l’organismo applicando i poli, la cosa è completamente diversa che se si produce un campo elettrico come tale e si pone l’uomo in questo campo elettrico, senza che direttamente la linea di chiusura da un polo all’altro passi attraverso di lui. Anche qui si dovranno condurre esperimenti che sono straordinariamente significativi. Si possono già in certi casi ottenere effetti vantaggiosi se si lascia passare la linea di chiusura dei poli attraverso l’uomo. Ma allora è esclusivamente efficace ciò che dal sistema metabolico agisce al sistema ritmico. Nient’altro che il sistema metabolico è influenzato quando conduco attraverso l’uomo stesso le correnti di elettricità che vanno da un polo all’altro, quando includo per così dire l’uomo nella linea di chiusura dell’azione elettrica. Se lo metto invece nel campo elettrico, allora potrò notare che gli irradiamenti della camera oscura sono per così dire presenti ovunque dove ci sono posti sporgenti, alle dita dei piedi, alle dita delle mani e così via, e potrò notare che posso allora guarire interviene anche presso quei pazienti che hanno una digestione completamente regolata e così via e tuttavia mostrano le cosiddette manifestazioni di tubercolosi; così presso di loro sarà nella stragrande maggioranza dei casi così, in malattie che particolarmente si verificano in questo campo.

Ci siamo così oggi occupati innanzitutto dell’indicazione dell’ambiente. Mi è stato anche riferito che adesso la natura nell’addormentarsi e nello svegliarsi raccoglie ciò che come complesso di sintomi è stato spiegato, ed a questo punto domani inizierò per poi in primo luogo vedere quale importante significato diagnostico ha il momento dell’addormentarsi e dello svegliarsi, ma anche per studiare simultaneamente come possiamo osservare ciò che la natura lì vuol indicarci per lo svegliarsi e l’addormentarsi, come possiamo allora, se conosciamo il principio, applicarlo alla regolazione dell’osservazione dei nostri complessi di sintomi, e che lì specialmente risiede qualcosa che offre anche un’importante indicazione sulla diversa forma di trattamento che dovremo accordare alle malattie croniche ed a quelle acute. ## QUARTA CONFERENZA

4°L'addormentarsi e il risveglio. Il cibo crudo. L'Io e l'assunzione di cibo

Dornach, 14 Aprile 1921

Ieri ho detto che alcuni complessi sintomatici si riuniscono nei fenomeni dell’addormentamento e del risveglio. È anzitutto importantissimo considerare i sintomi che si riuniscono nel processo dell’addormentamento, e qui bisogna dire quanto segue: l’addormentamento deficitario indica sempre che il corpo astrale — voglio servirmi appunto di questa formula che voi tutti conoscete molto bene — aderisce ai corpi fisici ed a quelli eterici, soprattutto a questi ultimi, che si mantiene con loro troppo fortemente legato. Questa aderenza del corpo astrale è infatti per il ricercatore spirituale facilmente riconoscibile dal fatto che gli organi, sia quelli fisici che gli altri, continuano a funzionare come durante lo stato di veglia, quando dovrebbe subentrare l’addormentamento, mentre nell’uomo normale subiscono una decisa paralisi.

Ora, naturalmente è il caso di cui ho già parlato ieri, che di solito non ci si può informare adeguatamente su tutto ciò che significa questo addormentamento deficitario. Perciò è necessario acquisire una specie di visione complessiva dei fenomeni che nello stato di veglia sono fenomeni concomitanti dell’addormentamento deficitario. E qui bisogna dire: tutto ciò che in una certa misura indica un funzionamento involontario dell’organismo è accompagnamento di un addormentamento deficitario. Così ogni involontario movimento delle labbra, ogni involontario ammicco delle palpebre, ogni movimento eccessivamente intenso delle dita e simili, soprattutto un tale movimento che non sia espressione di un processo interno, dunque tutta l’agitazione nervosa dell’uomo, è un fenomeno di accompagnamento nello stato di veglia dell’addormentamento deficitario. Naturalmente questo processo si può perlopiù osservare soltanto quando si manifesta fortemente verso l’esterno. Se tale agitazione avviene riguardo agli organi interni, allora si tratta di acquisire una certa capacità di osservazione per queste cose, e di comprendere come determinati fenomeni stanno veramente in relazione. Vorrei osservare qui che, per esempio, si possono sentire certi rumori in persone malate di clorosi, nelle vene che si trovano a sinistra ed a destra del collo e poi scendono verso il basso. Questi rumori, che un tempo si chiamavano ronzio del convento — non so se ancora oggi li si chiama così — sono pure osservabili in ogni persona quando si gira fortemente la testa a sinistra ed a destra, quando cioè produce un’astralisazione molto intensa, che insorge sempre quando un movimento che normalmente si esegue volontariamente viene eseguito involontariamente. Così ogni volta si affatica troppo l’astralità, la si impiega eccessivamente, la si spinge troppo forte all’organo, quando un movimento che normalmente viene eseguito volontariamente, cioè dipendente dall’Io, viene eseguito involontariamente, dunque quando vi è questa agitazione. E così per mezzo di tali osservazioni indirette si può rivolgere l’attenzione all’agitazione degli organi interni.

Ora bisogna dire che in questo addormentamento deficitario esiste sempre un’irregolarità così lontana dagli interventi esterni immediati, un’irregolarità che sta lontana da tutto ciò che ieri ho detto, per esempio, sulla luce e sul campo magnetico ed elettrico. A queste cose è più lontano tutto ciò che corrisponde all’addormentamento deficitario. Si tratta allora di ricorrere a rimedi curativi. Dunque quando si presenta un complesso sintomatico che si può riunire sotto la formula dell’addormentamento deficitario, è necessario ricorrere a rimedi curativi, e precisamente a quelli dove processi, soprattutto di natura vegetale, devono essere prima provocati, dunque cottura, bruciamento e così via. Qui, dove è presente l’addormentamento deficitario e si ha a che fare con malattie all’interno del torace umano, una grande importanza avranno tutti i rimedi che si possono ottenere mediante la decozione di radici e mediante la combustione, l’incenerimento, perché sempre vi è un’aderenza irregolare del corpo astrale ai corpi umani. Tutto ciò che nella decozione di radici e nella cenere vegetale si trova ancora come forza, questo è ciò che deve avere un ruolo particolarmente importante. Al contrario, tutto ciò che ho detto ieri avrà il ruolo più significativo nel risveglio deficitario.

Il risveglio deficitario indica sempre che il corpo astrale interviene insufficientemente negli organi. Quando si tratta di malattie del torace, questo intervento insufficiente del corpo astrale significa qualcosa di diverso rispetto a quando si tratta di malattie generali dell’organismo umano. Quando si tratta di quest’ultimo caso, allora bisogna cercare di portare tutto il corpo astrale negli organi. Allora entra in azione ciò che ho detto alcuni giorni fa riguardo agli effetti dell’arsenico. Questi però sono efficaci quando si tratta di trattare il corpo astrale già saturato dell’Io, mentre quando si vuole trattare il corpo astrale da solo, è di particolare importanza applicare proprio quelle cose di cui ho parlato ieri. Nel risveglio deficitario si manifesterà sempre, come fenomeno di accompagnamento nello stato di veglia, ciò che si può chiamare torpore, tendenza a mantenere la coscienza offuscata. Così sono essenzialmente fenomeni psichici quelli che si devono considerare come sintomi di accompagnamento nel risveglio deficitario. E perciò è di importanza affatto particolare per persone che mostrano qualche insufficienza nel loro sistema respiratorio, e che contemporaneamente presentano questi fenomeni psichici concomitanti, che queste guarigioni si realizzino tramite il campo magnetico o elettrico, a proposito di cui voglio osservare quanto segue riguardo ad una domanda che mi è stata posta ieri — procederò a trattare tutte le domande nel corso delle conferenze, per quanto naturalmente il tempo lo consenta — riguardo alla domanda che mi è stata posta ieri circa la differenza tra il trattamento con corrente continua e corrente alternata — questa domanda si riferiva appunto a questo — : quando si ha a che fare con persone cagionevoli, con persone in cui è evidente che le perturbazioni provengono dalla debolezza nutrizionale e simili, dunque più che altro le perturbazioni provengono dalla parte inferiore dell’uomo medio, allora è meglio servirsi della corrente alternata.

Se invece è chiaramente evidente che le perturbazioni provengono dall’uomo superiore, allora è meglio servirsi della corrente continua. Però bisogna osservare che la differenza non è molto grande, e che, quando nel caso corrispondente si fa l’una cosa e nell’altro caso si fa l’altra, neppure errori molto gravi possono avvenire in questa relazione.

Ora, voi avrete visto da questo che proprio in questo ambito della salute e della malattia umana sono contenuti anche punti di riferimento importanti per la dieta in generale, perché esiste una transizione così delicata, come potrei dire, tra effetti di natura più dinamica e portati da fuori all’uomo, ed effetti che derivano dalle sostanze vegetali elaborate e trasformate dall’uomo stesso. Ma voi comprenderete che, poiché siamo nella regione dove tutto propriamente si basa sul ritmo, sul funzionamento ritmico nell’organismo umano, qui si mostra qualcosa a cui propriamente non si può sottolineare abbastanza quando si giudica l’uomo sano e malato, e questo è che in questo trattamento deve mancare ogni fanatismo. In realtà, nell’arte medica deve mancare ogni fanatismo. E in quel fanatismo che si esprime, per esempio, nell’applicazione fanatica della dieta alimentare cruda, dunque crudità, praticata fanaticamente come prescrizione dietetica, voi considerate ciò che abbiamo dovuto dire: crudità, dunque mai cibi vegetali cotti di ciò che nella pianta scende più verso la radice, ha una conseguenza del tutto determinata per l’intero organismo umano; ha la conseguenza che lentamente nell’organizzazione si controcombatte la salute del sistema respiratorio. Si può certo, per un lungo tempo, perché l’organismo umano non si distrugge così facilmente, per mezzo di questo fanatismo della dieta cruda naturalmente inosservato agire rovina all’uomo, ma col tempo il fanatismo della dieta cruda si manifesterà semplicemente in un respiro corto evidente o simile.

Ora però può venire qualcuno e dire: sì, ma ho ottenuto risultati eccellenti con una dieta a base di frutta. Vedi, qui bisogna dire di nuovo quanto segue. La frutta non è radice, la frutta è fortemente lavorata dal sole esterno. Qui si compie già un processo extraterrestre molto intenso, qui si arriva già molto vicino alla cottura, quando si sfrutta ciò che dinamicamente è nei frutti, così che, se per esempio si fa mangiare a certi malati proprio non radici, ma frutti freschi, così si nuoce meno, assai meno, di se li si fa mangiare crudi. Così non si deve diventare fanatici da nessuna parte, bensì davvero individualizzare da ambedue i lati. Può darsi benissimo che ci siano casi dove ci si deve dire: questo è un uomo in cui è chiaramente evidente che ha la sua irregolarità nel sistema respiratorio dalla circolazione e non dal ritmo respiratorio; posso provare che proviene dalla circolazione, non dal ritmo respiratorio. Allora sarò costretto a rivolgermi a quello che dalle funzioni digestive si estende verso le funzioni di circolazione, ed allora potrò veramente aiutare ciò che manca per mezzo di una dieta di frutti crudi. Questo è del tutto giusto; che io possa farlo, così che questo caso individuale potrebbe davvero indicare la dieta cruda di frutti. Ma se ho un uomo che ha la tendenza a mostrare le origini del funzionamento insufficiente della cassa toracica nel respiro, allora non potrò ottenere nulla con un tale trattamento, bensì forse soltanto nuocere, perché allora avrò bisogno di applicare una dieta che fornisca all’uomo radici cotte. Così si vede come in questo sistema del tutto labile come il fanatismo da una parte o dall’altra agisce male.

Ora, non potremo comprendere fino in fondo questo sistema, e perciò dovremo ancora tornare su di esso, se prima non consideriamo, come potrei dire, in questa prima parte delle nostre considerazioni — che sono più patologico-terapeutiche, mentre le prossime devono essere terapeutico-patologiche — , se non consideriamo in questa prima parte ciò che esiste come un processo nell’organismo umano, che molto frequentemente si sottrae completamente all’osservazione esterna, che rimane così inosservato a danno della salute umana. Io ho nelle conferenze generali, dove ho parlato di linguistica — non ho potuto includerlo nel capitolo scientifico-naturale, avrebbe potuto benissimo esservi considerato — , ho parlato di come i particolari processi che si scaricano più verso l’esterno dall’organismo al raggiungimento della pubertà e che si scaricano verso l’interno nel tempo tra la nascita e la permuta dei denti — dunque quando il bambino impara a parlare — , come i processi che avvengono tra il corpo astrale ed il corpo eterico umano e pure il corpo fisico, al parlare imparato ed a tutti i cambiamenti nell’organismo umano che sono legati all’imparare a parlare, stanno alla base. Sono questi i processi che dovrebbero essere osservati con cura nel bambino. All’imparare a parlare del bambino va sempre parallela una trasformazione del resto dell’organismo. E come ho detto, si deve osservare pure il cambiamento verso il davanti, verso la nascita, dunque andare all’indietro dalla trasformazione radicale nella permuta dei denti fino al parlare. Ma ora esiste una trasformazione ugualmente significativa, che però è volta soltanto verso l’interno, che non si annuncia così esteriormente come, per esempio, proprio l’avere i secondi denti — questo può osservarlo chiunque — , o l’imparare a parlare: lo può osservare anche chiunque, perché si manifesta verso l’esterno. Ma esiste parimenti una trasformazione, una trasformazione per la salute e la malattia umana quasi più importante di quella precedente, dove cioè, come potrei dire, nell’educazione si fa già istintivamente molta cosa, perché le cose sono esposte apertamente. Esiste un significato molto più grande propriamente sotteso a questo altro processo, che ora si svolge nel tempo tra la permuta dei denti e la pubertà, al processo che si trova direttamente nel mezzo e che consiste nel fatto che il vero Io, che come ho già spiegato nasce in un certo senso, come potrei dire nell’esoterico, completamente esoterico soltanto attorno al ventesimo anno, che questo Io ora nasce anche verso l’interno, esattamente come il corpo astrale nel parlare. Questo è così tra il nono ed il decimo anno nel suo culmine.

Ora vi prego di considerare quanto segue. Ciò che è veramente predisposto nell’uomo riguardo al suo Io è quasi completamente trascurato. L’Io che abita nell’organismo umano fa qualcosa di tutto particolare. Tutto il resto nell’uomo, il fisico nell’uomo — questo ancora di più, ne parleremo ancora — , l’eterico e pure l’astrale nell’uomo, che propriamente verso l’esterno è collegato direttamente all’esterno dell’uomo soltanto per mezzo dell’ossigeno, sono parti dell’essenza umana che sono propriamente molto fortemente legate all’interno umano. Dall’organismo umano nel sonno viene portato via dal corpo astrale insieme all’Io quasi soltanto il corpo astrale. Ha un’affinità molto forte verso il corpo fisico e soprattutto verso il corpo eterico. Ma non è così con l’Io. E qui nella relazione dell’Io, soprattutto nel suo rapporto col mondo esterno, si mostra proprio la profonda differenza dell’uomo dall’animale. Nell’assunzione del cibo ci introduciamo sostanze che nel mondo esterno sono appunto sostanze. Queste devono essere trasformate all’interno dell’uomo. Chi causa questa trasformazione, questa radicale trasformazione delle sostanze esterne all’interno dell’uomo? Chi la causa? La causa veramente l’Io. Solo l’Io è capace, come potrei dire, di estendere i suoi tentacoli fino alle forze delle sostanze esterne. Come potrei dire, se voi avete un’esteriore sostanza schematicamente disegnata — così questa sostanza ha determinate forze, che devono essere decombinate quando nel corpo umano devono essere ricombinate. Il corpo eterico, il corpo astrale, essi vanno in un certo senso intorno alle sostanze, non hanno la forza di penetrare all’interno delle sostanze, vanno soltanto attorno alle sostanze. È solo l’Io che ha veramente a che fare con il penetrare verso il basso, con l’andare all’interno delle sostanze stesse. Se voi dunque date una sostanza alimentare all’organismo umano, anzitutto questa sostanza alimentare si trova dentro l’uomo. Ma l’Io abbraccia tutto l’organismo umano e va direttamente nella sostanza alimentare. Sorge un’interazione tra le forze interne della sostanza alimentare e l’Io dell’uomo.

Là l’esterno del mondo in relazione alla chimica ed alla fisica e l’interno dell’uomo in relazione all’antichimicità ed all’antifisicità si penetrano a vicenda. Questo è l’essenziale.

Ora è così che nel bambino propriamente fino al tempo in cui i secondi denti si cominciano a mettere, fino al tempo cioè in cui subentra la permuta dei denti, da parte della testa questo intervento nella sostanzialità delle sostanze è regolato. Il bambino nasce in modo che per mezzo del detour della sua testa nello sviluppo embrionale gli sono date le forze che sono attive nell’uomo per lavorare le sostanze dall’interno. Ma nel tempo dopo la permuta dei denti fino alla pubertà e con il culmine tra il nono ed il decimo anno, allora quello specifico Io, che agisce dall’uomo inferiore, l’Io inferiore, deve incontrare quello superiore. Nel bambino è sempre l’Io che agisce dall’uomo superiore, quello che continua a lavorare le sostanze fino a questo tempo che ho caratterizzato. Naturalmente intendo gli strumenti dell’Io. L’Io è infine un’unità. Ma gli strumenti dell’Io, la polarità dell’Io, dunque l’Io inferiore, che si incontra con l’Io superiore, questi mettono in giusta relazione soltanto nel tempo indicato. Così l’Io deve entrare nell’organizzazione umana come nell’imparare a parlare il corpo astrale deve intervenire nell’organizzazione umana.

Ora osservate con questi presupposti tutti i fenomeni che si mostrano nei bambini dal circa ottavo, nono anno verso il dodicesimo, tredicesimo anno, proprio quei fenomeni che sono così necessari da osservare nell’età della scuola primaria. Considerate questi fenomeni da questo punto di vista. Trovate la loro espressione esterna in una ricerca dell’organismo umano. E questa ricerca consiste nel fatto che viene cercato un accordo, un’armonia da instaurare durante la vita tra le sostanze che vengono assunte e l’organizzazione interna umana. Osservate attentamente, quando la testa non vuole bene ricevere le forze interne delle sostanze in questo tempo, quando si rifiuta, come si esprime nei mal di testa infantili attorno al nono, decimo, undicesimo anno. Osservate come allora i fenomeni concomitanti insorgono nei disturbi del metabolismo, disturbi relativamente situati molto verso l’esterno del metabolismo, nella secrezione dell’acido gastrico e così via, osservate tutto questo, e vedrete come ci sono bambini che continuamente sono cagionevoli per questo insufficiente regolamento dell’Io da sotto e da sopra. Quando tali cose vengono osservate con cura, allora si può porvi rimedio, e scompaiono di regola, si dissolvono dopo la pubertà, dove il corpo astrale poi sopraggiunge ed equilibra ciò che l’Io non può. Questo si risolve gradualmente tra il quattordicesimo fino al quindicesimo e ventesimo fino al ventunesimo anno. Proprio in questo tempo tra la permuta dei denti e la pubertà bambini cagionevoli possono diventare successivamente straordinariamente sani. Questo è qualcosa che è molto istruttivo da osservare. Avrete spesso già osservato come bambini cagionevoli, soprattutto quelli in cui verso l’esterno si manifesta molto fortemente il male nei fenomeni digestivi, nella digestione irregolare, come questi allora, quando vengono curati con cura, diventano successivamente uomini completamente sani. E di importanza del tutto particolare è in questo trattamento il fatto che riguardo alle prescrizioni dietetiche si proceda in modo straordinariamente cauto. In questa direzione si può compiere opera grandiosa, quando i genitori o gli educatori di tali bambini, che in questa direzione soffrono, non somministrano costantemente con tutta la ricchezza possibile di cibo e con persuasioni costanti. Allora lo si rende costantemente peggiore. Bisogna piuttosto cercare di accertare cosa il bambino digerisce particolarmente bene, cosa passi particolarmente bene, ed allora darglielo in porzioni più piccole a frequenti somministrazioni, dunque distribuendo il cibo su un numero maggiore di pasti. Bisogna guardare a questo, così si può rendere grande beneficio a tali bambini. Al contrario, credere che attraverso l’alimentazione eccessiva e simile si possa ottenere qualcosa è una concezione del tutto errata. Se allora si provvede anche che tali bambini non facciano compiti scolastici eccessivi e così costantemente peggiorino il loro stato, se dunque concediamo loro il giusto riposo, si aggiunge ancora ciò che promuove l’attività digestiva veramente necessaria, anche se somministrata in porzioni più piccole. È difficile peccate contro qualcosa con tanta forza quanto proprio contro quello che è contenuto in queste indicazioni. Perché si può dire decisamente, se si pecca contro questo, se non si provvede in questa direzione ad un sano sviluppo umano, allora rimangono da tutto ciò che è malaticcio in questa età della vita tutte le possibili disposizioni morbose per l’intera vita umana.

Ora, la gente si lamenta molto facilmente che nella scuola Waldorf siamo straordinariamente frugali nei compiti a casa. Abbiamo buone ragioni per questo. Una pedagogia corrispondere alla realtà non guarda soltanto ai principi astratti ed alle astrazioni in genere, che oggi sono largamente affermate nella vita, ma considera tutto ciò che nello sviluppo reale dell’uomo deve essere considerato, ed a questo appartiene soprattutto che non si strapazzano i bambini con compiti a casa; perché i compiti a casa sono essenzialmente talvolta le cause molto, molto nascoste di una cattiva digestione. Queste cose si manifestano sempre soltanto dopo, ma sono appunto assolutamente molto efficaci. È la particolarità che per lo sviluppo umano il giudizio soprasensibile dell’uomo è contemporaneamente un’indicazione del fatto che si può osservare in indicazioni in un’età della vita più giovane quello che in un’età della vita precedente si prepara per quella successiva.

Ora, il pericolo che in questo — se posso dire così — collegamento dell’Io nell’organismo umano dal basso esiste, questo pericolo è veramente quasi per tutti gli uomini e particolarmente per gli uomini di cultura nel nostro tempo, quando sono bambini, straordinariamente grande, e perciò propriamente si deve già con ogni uomo, se non proviene da robusto sangue contadino, aver riguardo a queste cose. Una certa grande differenza esiste proprio riguardo a tali cose ancora tra il sangue contadino e, si può già dire il resto della popolazione mondiale. Perché in questa relazione bisogna fare il taglio. Il resto della popolazione mondiale ha una forte tendenza ai pericoli che provengono da questo insufficiente collegamento dell’Io nell’organismo, che viene radicalmente rovinato prima che questo Io si debba collegare, ai pericoli che in questo collegamento dell’Io appunto insorgono. Dal sistema respiratorio e pure dal sistema della testa il sesso femminile è ancora più ricettivo per questo singolare labile equilibrio che esiste. Il sesso maschile riguardo alla sua organizzazione toracica è un po’ — non più stabile — bensì un po’ più robusto, dunque meno sensibile. Possono certo verificarsi anche gli stessi danni, ma si manifestano meno. Il sesso femminile è più sensibile a tutto quello che si presenta, e quello che ho descritto, quella ricerca del corretto collegamento dell’Io, quello sbocca o nell’uomo sano o nella clorosi. La clorosi è la continuazione diretta di tutto quello che in modo anormale avviene in questo modo dall’età dei sette anni in poi. La clorosi si afferma soltanto più tardi, ma è appunto l’intensificazione di tutto quello che in questa direzione è ancora inosservato nella vita precedente.

Così bisogna riferirci a qualcosa che è straordinariamente importante da distinguere. Quando consideriamo il sistema di circolazione, dobbiamo distinguere la vera circolazione, che è una somma di movimenti, da quello che si riunisce con questa circolazione e che in un certo senso si inserisce in questa circolazione: questo è il metabolismo. Nel sistema di circolazione è appunto data l’equilibrio tra il sistema metabolico ed il sistema ritmico, mentre nel sistema respiratorio l’equilibrio è dato tra l’organismo ritmico e l’organismo dei nervi-sensi. Se dunque voi considerate questo uomo medio, questo torace-uomo, dovete assolutamente considerare che questo torace-uomo è organizzato in modo polarico da due lati. È organizzato verso la testa per mezzo della respirazione; è organizzato verso il sistema metabolico-arti per mezzo della circolazione. Tutto ciò che è nel metabolismo stesso o in ciò che intimamente si accompagna al metabolismo, nella mobilità dell’uomo — ciò che ha una grande importanza soprattutto nella prima metà della vita in salita — , tutto questo si inserisce come forze metaboliche nelle forze di circolazione. E questo inserimento deve poi progredire, così che propriamente nel processo che ho descritto, abbiamo a che fare con un progredire di quello che l’Io effettua nel metabolismo e già nell’assunzione delle sostanze, poi nell’afferrare le forze interne delle sostanze. Con un andare verso l’alto per mezzo di circolazione e respirazione fino al sistema della testa abbiamo a che fare, e questo deve organizzarsi propriamente nel tempo indicato tra la permuta dei denti e la pubertà. Deve l’afferrare dell’Io alle forze delle sostanze esterne andare verso l’alto per mezzo di circolazione e respirazione fino al corretto intervento nel sistema della testa. Questo è appunto questo processo molto complicato con cui si ha a che fare, e questo processo complicato, si può proprio veramente studiare in modo che si cerchi di comprenderne già l’influenza, come potrei dire nel tratto digestivo esterno, là dove le sostanze sono ancora così simili all’esterno, dove le sostanze sono comprese dall’interno ancora solo debolmente. Perché cosa è il primo afferrare delle sostanze esterne? Cosa fa l’Io quando affronta le sostanze esterne per la prima volta?

Il primo afferrare delle forze di sostanza esterna da parte dell’Io avviene sotto fenomeni concomitanti della sensazione del gusto, della degustazione, dell’elaborazione delle sostanze esterne, così che soggettivamente si esprima nella degustazione. Questo è il primo afferrare delle forze interne. Poi procede più all’interno. Ma il gusto si continua pure all’interno. L’organismo digestivo interno, quello che sta al di là dell’intestino, che poi passa nel sangue, è ancora sempre un gusto che si attenuante. E così procede propriamente fino all’organismo della testa dove il gusto viene combattuto. Lì il gusto viene paralizzato. E in questo consiste l’attività della testa rispetto al gusto. La testa paralizza il gusto. Si oppone al gusto. Questo processo deve essere propriamente ordinato. Allora naturalmente, andando più profondamente nelle sostanze, l’Io afferra queste sostanze più fortemente di come non sia il caso soggettivamente esteriormente nel gusto. Questo che avviene in un certo senso nel tratto digestivo esterno, è fortemente influenzato da quello che è minerale-salino. Voi potete armonizzare quello che dico ora in ogni singola parte con quello che ho detto nel corso precedente, vedrete, è essenzialmente quello che ora presento una completamento di quello che è stato detto lì. La cosa infatti è così. Se ci chiediamo: cos’è propriamente un rimedio dai regni esterni della natura, cosa è un rimedio? — È già questa domanda principale propriamente una domanda fondamentale della medicina, potremmo dire. Cos’è un rimedio?

Non è un rimedio tutto ciò che l’organismo nel suo stato sano può digerire. Non è un rimedio. Il rimedio comincia soltanto quando si somministra all’organismo qualcosa che nel suo stato sano non può digerire, che quindi deve prima essere digerito nell’organismo umano anormale. Sfidiamo l’organismo umano anormale a digerire qualcosa che nell’organismo umano sano non si digerisce. La guarigione è propriamente una digestione continua, ma appunto una digestione che per gradi viene spostata all’interno dell’organismo umano.

Tra i fenomeni concomitanti di quello che allora, diciamo nella clorosi, viene alla luce nei sintomi più splendenti, come prima indicato, sono tutti questi sintomi: stanchezza, debolezza, addormentamento deficitario, risveglio. Quando tutti questi sintomi insorgono, che la maggior parte dei bambini può sperimentare nella fascia di età oggi indicata, allora è necessario che si provi anzitutto con il tratto digestivo esterno. Là bisogna applicare qualcosa di minerale, ancora completamente minerale. E allora si vedrà che si ottengono effetti. Anzitutto queste cose potrebbero essere osservate per mezzo dei sintomi che si producono. Allora si vedrà, per esempio, che insorgono sintomi forti, che indicano tutti come l’Io affronta esteriormente le forze delle sostanze esterne, e come è supportato in questa relazione da, diciamo, il ferro carbonato. Il ferro carbonato, questo è qualcosa che agisce come il sostegno rispetto alla paralisi, quando l’Io deve attaccare esteriormente.

Avanziamo di uno scalino ed abbiamo un insufficiente intervento dell’Io nell’organismo di circolazione, allora sarà percettibile come questo insufficiente intervento dell’Io nell’organismo di circolazione può essere supportato per esempio dal muriato di ferro, così da un rimedio già elevato nel meramente minerale.

Avanziamo a quello che allora si trova nell’organismo respiratorio, dunque saliamo di nuovo di uno scalino, così guadagneremo un supporto del tutto particolare dell’Io per mezzo dell’acido vegetale e, avanziamo ulteriormente al sistema della testa verso l’alto, per mezzo dei metalli puri, che naturalmente allora devono essere applicati dove non sono meramente metalli puri esteriormente, perché allora in realtà non hanno nessun rapporto giusto con l’organismo umano, ma nelle loro più fini forze. Perciò ho detto l’anno scorso che in fondo l’organismo umano non si può curare allograficamente riguardo ai metalli, ma lui stesso omogeneizza, lui stesso frantuma i metalli, mentre procede dal sistema digestivo all’organismo della testa. Naturalmente si supporta questo organismo quando si sviluppa già la potenzazione.

Voi però vedrete — e torneremo su questo da un altro lato — che da questo si può già trarre qualcosa riguardo al potenzare. Perché bisogna farsi una rappresentazione del vero centro della mancanza. Quanto più profondamente giace il centro della mancanza, quanto meno è vicino all’organizzazione della testa, tanto minori potenzazioni. Quanto più si può constatare che è vicino all’organizzazione della testa, si tratta di applicare la potenzazione più elevata. Naturalmente si tratta del fatto che quello che si avvicina troppo all’organizzazione della testa, si può esprimere in tutti i modi possibili.

Se voi procedete da questo punto di vista della corretta comprensione dell’Io della sostanza esterna, allora potrete, come potrei dire, penetrare i fenomeni che vi si oppongono sintomaticamente. Vedi, se tu ricorri a quello che ho detto in questi giorni, quello che ho pure già sottolineato — l’organismo umano semplicemente non è quello che disegniamo con linee; questo è soltanto il solido. L’organismo umano è essenzialmente anche liquido organizzato, aria organizzata, calore organizzato. E in questi diversi arti dell’organizzazione l’Io deve intervenire. E particolarmente importante e sottile è pure l’intervento dell’Io nelle condizioni di calore del corpo. L’Io deve intervenire nei rapporti di calore del corpo nel seguente modo. Abbiamo anzitutto, quando l’uomo nasce, l’immagine dell’Io. Ho già detto, l’immagine dell’Io è presente nella testa. Abbiamo l’immagine dell’Io. Questo agisce ora nell’età infantile. Per questo l’Io dal basso deve, come potrei dire, dare l’essere; deve intervenire qui. E questo si esprime nel fatto che questa immagine dell’Io, che abbiamo nella testa, nell’età infantile agisce davvero riscaldando l’organismo. Questo ha a che fare con il riscaldamento dell’organismo umano. Ma questo riscaldamento è in una curva discendente. Questo riscaldamento è più intenso proprio alla nascita, per quanto il riscaldamento procede dalla testa, ed allora è in curva discendente. E siamo come uomini costretti, in un’età della vita successiva, a mantenere all’altezza quello che nella curva di calore si sviluppa, da basso verso l’alto per mezzo di questo intervento dell’Io in questi rapporti di calore. Dobbiamo successivamente contrapporre a questa curva l’altra, che è ascendente, e che essenzialmente dipende dall’afferrare delle forze di sostanza ascendenti per mezzo del cibo, dal trasferimento nella circolazione, nel respiro ed allora nel sistema della testa.

Ora presupponiamo che questo non avvenga propriamente. È troppo debole, questo trasferimento delle forze interne di sostanza del mondo esterno nell’organismo umano. Presupponiamo, che sia troppo debole, che non si sviluppi nella necessaria intensità, allora voi non somministrate al corpo la via dell’Io, quello che deve essere, il calore sufficiente. La testa, che allora sviluppa soltanto la curva discendente, lascia il corpo raffreddarsi. Questo sorge per prima cosa alle periferie. E vi prego, osservate perciò come quelle persone che hanno la continuazione di questo stato di rilassamento, che proprio proviene da tutto quello che ho descritto oggi, il brivido alle mani, il brivido alle dita dei piedi. Là è tangibile, perché voi potete sentire come al processo che dall’alto verso il basso si è compiuto per mezzo dell’immagine dell’Io nell’infanzia, appunto non è somministrato il necessario per mezzo dell’Io attivo, per mezzo dell’Io che deve svilupparsi, e che porta il calore fino alla periferia più esterna dei arti. Questo è qualcosa che vi mostrerà come, non appena ci si reca all’osservazione visuale, non appena vi si presta attenzione come nell’uomo si operano insieme fino alla visione fine i diversi poteri dall’alto ed i poteri bassi, come allora veramente anche in quello che si esprime, come potrei dire abbiamo immagini. Nel brivido delle mani, nel brivido dei piedi avete immagini di qualcosa che avviene nell’intero organismo umano. E là sorge che uno impara ad utilizzare i sintomi in modo che si evidenzi dai sintomi la conoscenza dell’intero uomo. È nel senso più profondo un’indicazione del fatto che questo Io non interviene propriamente in un’età della vita successiva, quando l’uomo ha mani e piedi brividi. Se ad uno osserva tali cose, se uno affatto entra in quello che la scienza dello spirito ha da dire dai suoi presupposti, si riceve una correlazione con l’organismo umano. Se uno non vi entra, allora si vedrà come attraverso questo non osservare gradualmente si perde la correlazione con un vero penetrare dell’organismo umano. Ma se uno entra in quello che la scienza dello spirito può offrire, si riceve una correlazione con l’organismo umano. Si cresce dentro di esso.

Prendete per esempio quanto segue. Questa scienza dello spirito sottolinea continuamente: nella forza di raddrizzamento dell’uomo risiede qualcosa, ma questa forza di raddrizzamento è di nuovo collegata con lo sviluppo dell’Io dal basso verso l’alto. Quello che accade per primo, prima, è una forza di raddrizzamento che in un certo senso si esprime solo esteriormente. È supportata da quello che scorre dall’alto verso il basso. Una volta che la permuta dei denti è finita, questa forza di direzione in modo appropriato si è utilizzata, allora viene fatto il punto finale con questa forza di raddrizzamento elementare, allora la forza di raddrizzamento si rivolge direttamente all’interno, allora l’equilibrio deve essere creato all’interno dal basso verso l’alto e dall’alto verso il basso. E allora le forze dal basso verso l’alto e le forze dall’alto verso il basso si contrappongono. E si incontrano. In questo che potrei dire incontro unidimensionale delle forze dal basso e delle forze dall’alto si può particolarmente vedere cosa avviene in questa fascia di età. E ora osservate a cosa — diciamo persone tendenti alla clorosi si stancano particolarmente. Si stancano sempre maggiormente non allora quando camminano in orizzontale, ma allora quando salgono le scale. Questo vi indirizza direttamente su questi fenomeni. Proprio per il salire le scale le persone tendenti alla clorosi sono particolarmente affaticate, così che vi si vede di nuovo nei sintomi, in quello che però si manifesta vivamente nel divenire, si può afferrare quello che spiritualmente sta dietro l’uomo. Allora si può davvero giungere a quello che, come potrei dire semplicemente leggere da quello che si guadagna in questo modo per mezzo della patologia diagnosticante, quello che si deve fare contro i fenomeni anormali. Di questo continueremo domani.

5°Il processo di arsenificazione. L'essenza della difterite e dei processi di fosforo

Dornach, 15 Aprile 1921

Si tratterà di far convergere queste considerazioni nella descrizione dell’essenza di quei rimedi che abbiamo assemblato e che poi dalla nostra parte dovranno avere una diffusione. Ma non sarà possibile parlare propriamente di quello che in un certo senso si deve conoscere e dominare riguardo a questi rimedi, se non abbiamo la preparazione generale per questo. Questa deve essere prima creata. Perciò vogliamo oggi ancora considerare qualcosa che può introdurci nell’intero tessuto dell’essenza umana, che si forma per mezzo dell’interazione dell’Io, del corpo astrale, del corpo eterico e del corpo fisico. È già stato menzionato come per mezzo di una certa azione dell’arsenico si porta il corpo astrale, che naturalmente porta anche l’Io con sé o lo tira con sé, potrei dire, più dentro gli organi, di quanto non sia normalmente il caso per le persone interessate.

Ora, per il fatto che si porta il corpo astrale più dentro gli organi, si aumenta il processo di mineralizzazione degli organi, così che si può anche dire: se si nota che gli organi come tali vitalizzano troppo fortemente, che sviluppano troppo forti forze vitali in sé, in un certo senso etericamente proliferano, allora il rimedio che può agire guaritore sarà il somministramento dell’arsenico. Si può però anche, se si vuole, designare quello che interiormente nell’uomo avviene, per mezzo di un processo esterno, che sta in una certa affinità elettiva con il processo umano. Se si vuole esprimere questa affinità del corpo astrale al corpo eterico soprattutto e per mezzo di questo al corpo fisico, allora si può anche decisamente chiamarlo arsenizzazione. Una lieve arsenizzazione avviene nel corpo umano continuamente, che è particolarmente intensa nel momento del risveglio. Dobbiamo essere consapevoli che l’organismo umano ha veramente in sé quello come sistema di forze che giace nel metallo. È veramente presente questa affinità elettiva tra l’uomo ed il suo ambiente terrestre-cosmico, che nell’uomo certi processi che avvengono fuori, e che per esempio trovano la loro fine nei metalli, si verificano pure nell’uomo. Non si deve dunque pensare, quando si parla dell’arsenizzazione dell’essenza umana, che l’arsenico agisce direttamente, bensì l’essenza umana agisce in sé stessa come l’arsenico agisce fuori. E per questo si avrà intuizione di come ci si deve venire incontro a tali azioni nell’uomo. Se dunque considerate questa arsenizzazione — potrei anche dire astralizzazione — dell’organismo umano, allora potrete notare come, quando agisce troppo fortemente, si esprime attraverso un certo riscaldamento della regione dello stomaco, come si esprime anche dal fatto che certi fenomeni di facilità di nutrizione anche insorgono, che il nutrire ed il digerire diventano più facili, che però, quando diventa troppo facile, è preoccupante, perché allora a tutti questi facilitamenti nell’uomo di nuovo reazioni, difficoltà seguono; perché tutto ciò è collegato con una certa mineralizzazione dell’uomo. E per esempio è decisamente data una direzione in cui le ricerche dovrebbero essere fatte. Bisogna solo farle nel modo giusto, cioè considerare tutte le altre cose contemporaneamente, così che in persone che fortemente astrali, dunque hanno arsenizzazione nei loro processi organico-fisici, i cadaveri passino meno facilmente alla putrefazione di quelli di persone che debilmente legano il corpo astrale agli organi. Questo è decisamente qualcosa che si dovrebbe osservare. Lo si vede infatti sviluppato nel suo estremo nella tendenza che cadaveri avvelenati dall’arsenico hanno di mummificarsi. Loro si mummificano, si mantengono facilmente, passano molto poco facilmente alla putrefazione.

Ora si tratta di: come si può contrastare quando questo processo di arsenizzazione rispettivamente di astralizzazione agisce troppo fortemente nell’uomo, quando cioè l’uomo si mummifica da vivo? Si deve appunto collegare un’osservazione, uno sguardo con una tale cosa. Quando l’uomo si mummifica troppo fortemente, come si può contrastare, come si può opporsi? E là vorrei dire, per esprimermi radicalmente: si renda tutto l’uomo temporaneamente un dente. Questo sarà comunque qualcosa che può mettere su molte tracce nel misterioso agire dell’organismo umano. Si renda tutto l’uomo un dente. Si cerchi cioè di somministrargli in qualche modo, così che si consideri l’intero organismo, la forza radiante del magnesio, somministrandogli il magnesio in un qualche preparato. Questo è quello che si esprime così che la forza radiante del magnesio descritta dal professor Römer viene allora provocata nell’intero organismo, e questo è quello che, come potrei dire, veramente da un lato penetra assai radicalmente in una relazione che esiste tra il corpo astrale, che dunque include l’Io con sé, ed il corpo eterico e fisico d’altro canto.

Ora cerchiamo una volta di passare al contrario, a quello stato nell’uomo dove il corpo astrale con l’Io ha poca tendenza a penetrare gli organi, dove gli organi, per quanto siano nutriti da effetti fisici ed eterici, iniziano ad abbandonarsi a sé stessi. Questo è uno stato che si esprime attraverso il fatto che tra quello che dovrebbe sussistere come interazione, come interazione nutritiva dell’uomo al suo ambiente, ed i processi organici interni non c’è il giusto collegamento. I processi organici interni iniziano fortemente a sviluppare la loro forza vitale. Non ricevono influenza da fuori; la penetrazione delle sostanze alimentari con le forze dell’Io diminuisce. Per questo il corpo astrale è pure impegnato da un lato. Non può propriamente procedere verso il corpo eterico. Avviene una — come potrei dire proliferazione dell’attività fisica ed eterica, che si esprime anzitutto nel fatto che insorgono diarree, che sono essenzialmente collegate con tali fenomeni, che nelle feci si trova sangue, che persino l’attività vitale interna diventa così forte che dalle pareti intestinali si staccano piccoli tessuti organici e si trovano nelle feci, che persino le feci mostrano un liquido simile a carne, che chiaramente indica che là la forza vitale prospera incontrastata dalla forza di astralizzazione. Questi sono i fatti. Infine viene portato via pure l’albume ed espulso, senza che sia elaborato nel modo giusto. Questi sono tali stati che vengono provocati. E essenzialmente è quello che nell’uomo nei suoi corpi fisici ed eterici deve intervenire, affinché questi movimenti semiconsci vengono eseguiti, che sono necessari nell’organismo umano, appunto il corpo astrale e l’Io. E così pensate dunque che non viene inserito nel modo giusto qui il corpo astrale e l’Io, ed il corpo eterico e le azioni fisiche rimangono per sé, allora sorge anche il costrutto intestinale nervoso, che è caratteristico per tali fenomeni. E più lontano voi descrivete la cosa, più lontano voi salite dalle normali condizioni diarroiche alla dissenteria e così via, dunque più lontano voi procedete nella descrizione di questo quadro di malattia, tanto più vedrete che dovete descrivere in modo che in tutti questi fenomeni voi evochiate l’immagine speculare dell’arsenizzazione o astralizzazione. È ovunque presente l’immagine speculare dell’astralizzazione o dell’arsenizzazione. E poiché il corpo astrale è fortemente coinvolto, così voi ora propriamente, come potrei dire da soli sarete guidati alla conclusione che ora come controrimedio bisogna usare tutto quello che viene da arsenico, che dunque bisogna contrastare contro questi stati appunto per mezzo dell’arsenizzazione.

Credo che arricchisca straordinariamente la rappresentazione dell’uomo riguardo a tali cose, se ci si rende conto che in fondo per tutto quello che avviene nell’uomo, anche al di fuori dell’uomo c’è corrispondenti processi nel mondo esterno. E anche se deve suonare terribilmente offensivo per colui che è derivato dal sistema educativo odierno, ancora una volta non voglio evitare di servirmi qui di certi modi di espressione, che per la scienza dello spirito hanno propriamente un significato serio e che, quando li si prende in modo giusto, possono penetrare profondamente nelle cose.

Quello che si osserva nell’uomo nell’arsenizzazione, nell’astralizzazione, il — come potrei dire sgretolamento, la mummificazione dell’organismo fisico, è esattamente lo stesso processo nel fondo che avviene quando la terra diventa rocciosa. Dovunque la terra si presenta come formatrice di rocce, lì è avvelenata dall’arsenico o al principio dell’avvelenamento da arsenico. Al contrario, rappresentatevi che riesce all’astralità esterna, che sì circonda la terra ovunque — l’ho accennato nel ciclo di conferenze scorso — aggirando la superficie terrestre, aggirando quello che l’astralità esterna ha da compiere nel far sbocciare i fiori, le piante, nell’uscita delle piante dalla terra verso il mondo superiore, riesce all’astralità esterna di penetrare nel sottosuolo, di aggirare la terra e di attenersi all’acqua, allora in tali zone la terra riceve la dissenteria. Quando l’astralità cosmica esterna agisce sull’acqua di falda o può agire, allora in tali casi la terra riceve la dissenteria. E è veramente un processo che io qui descrivo, che ha fondamenti reali, molti fondamenti reali, e che dovrebbe essere considerato. Perché esso dà illuminazione sulla correlazione di quello che avviene sotto terra, con tali fenomeni, come per esempio la dissenteria è, che propriamente ci si deve accorgere spesso che ci si deve studiarla in modo che vi si osservi una sorta di effetto della cosa sotterranea, soprattutto di quella che riposa nell’acqua, sull’uomo. L’essenziale sarà ora che si consideri che il corpo astrale è molto impegnato nella cosa, e che perciò si avrà bisogno di dosaggi medi, potenzazioni medie nel guarire, perché il corpo astrale nella sua efficacia è comunque rivolto al membro medio dell’organismo umano.

Ora, proprio in grado di dare un’illuminazione assai significativa su certe, come potrei dire intimità nell’organismo umano, sono tali fenomeni che si sviluppano in modo difteriformi. E questi fenomeni che si sviluppano in modo difteriformi, dovrebbero essere studiati più esattamente appunto per l’accertamento di metodi di guarigione. È in verità, come credo, anche oggi ancora un’opinione che è sorta più dalla visione materialistica, che la difterite dovrebbe essere trattata il più localmente possibile, che si dovrebbe appunto raggiungere il locale della difterite, anche se naturalmente opinioni contrarie proprio in questa relazione sono apparse numerose.

Ora, il significativo nell’insorgenza della difterite e di tutto ciò che è ad essa imparentato, è così che lì appunto dobbiamo aggiungere qualche integrazione a quello che nel corso precedente abbiamo considerato, perché non potevamo entrare così esattamente in questa interazione reciproca dei quattro arti spirituali-scientifici dell’organismo umano. Ho in un contesto diverso indicato come l’imparare a parlare del bambino è accompagnato da diversi processi organici. Il bambino impara a parlare. Mentre impara a parlare, mentre cioè nel suo sistema respiratorio avviene qualcosa di particolare, avviene pure polaricamente nel suo sistema di circolazione, che accoglie i processi del metabolismo, qualcosa.

Ora ho in un contesto completamente diverso indicato come quello che al raggiungimento della pubertà nel rapporto reciproco dell’uomo con il mondo esterno viene alla luce, interiormente avviene durante l’imparare a parlare, che cioè questo spingere del corpo astrale, che durante il raggiungimento della pubertà da dentro verso fuori accade, da basso verso l’alto accade nell’astralizzazione; nella direzione da basso verso l’alto si sviluppa appunto la capacità dell’imparare a parlare. Abbiamo così anche là a che fare con un processo di astralizzazione, e potremo chiaramente vedere come, se qui abbiamo il confine dell’essenza respiratoria e dell’essenza di circolazione, là avviene un’interazione reciproca tra quello che come astralizzazione dal basso verso l’alto sale (giallo), e gli organi che dal basso vengono incontro a questa astralizzazione ed appunto si rafforzano nella loro capacità linguistica. Quello che deve particolarmente interessarci, è allora quello che contemporaneamente avviene al basso. Perché quello che contemporaneamente avviene al basso, ha la spinta a salire verso l’alto. L’intero processo è uno che procede dal basso verso l’alto. Il tutto ha la spinta a procedere dal basso verso l’alto (frecce, giallo). Se il processo che procede dal basso verso l’alto si espande troppo fortemente verso l’alto, se durante l’imparare a parlare dei bambini si verifica un spingere troppo intenso dell’astralità verso l’alto, allora in questo spingere troppo intenso dell’astralità esiste la disposizione di arrivare a fenomeni di tipo difteriformi. In questo modo vengono dunque creati i fenomeni difteriformi. Ed è già assolutamente importante che si consideri propriamente questo collegamento.

Ora vogliamo pure considerare il processo esteriore della terra, che ha una certa affinità elettiva al processo che vi ho appena descritto. Presupponiamo che questo sia la superficie terrestre. Con una pianta che, come potrei dire, si comporta decentemente rispetto al cosmo, avviene che la terra partecipa alla sua formazione di radici, che allora l’effetto terrestre diminuisce e l’effetto extraterrestre diventa sempre più forte, ma questo effetto extraterrestre si sviluppa particolarmente nel fiore (rosso). Quello che si sviluppa qui nel fiore, è un’astralizzazione esteriore del fiore, che poi conduce alla formazione del frutto. Se quello che qui nel corso normale dei processi mondiali dovrebbe avvenire, avviene appunto qui in basso, allora può insediarsi soltanto nell’acqua, ed allora abbiamo quello che ho appena prima chiamato la dissenteria della terra. Ma può avvenire quello che lì propriamente accade, che, come ho detto, quando la pianta si sviluppa verso la pianta appropriata, si compie sempre un poco sopra la superficie terrestre, dove il fiore si sviluppa, può anche appena svilupparsi proprio là dove la superficie terrestre è (vedi disegno inferiore p. 87, rosso in basso), ed allora nascono appunto i funghi. Questo è il motivo della formazione dei funghi.

Ora non sarete lontani dal dirvi: se da una tale particolare astralizzazione nascono i funghi, allora lo stesso processo — ed è veramente il caso — deve avvenire dal basso verso l’alto, quando questa strana astralizzazione avviene all’interno verso la testa come nella difterite. E perciò avete la tendenza alla formazione di funghi nella difterite. Questa tendenza alla formazione di funghi nella difterite, è qualcosa che è straordinariamente da considerare. Questo vi darà pure l’indicazione che un processo occulto veramente serio si verifica qui — tutto l’esteriore è propriamente soltanto segno che all’interno dell’uomo regnano correnti astrali irregolari — , appunto un’indicazione del fatto che con una patologia che voglia occuparsi soltanto dei sintomi esterni, si ha appunto soltanto la manifestazione esterna dell’intero processo, che lo si considera per uno locale, perché si vede soltanto l’esterno, e che così lo spingere dall’interno verso l’esterno appunto rimane inosservato in una tale cosa. La generale attitudine scettica che si ha rispetto a questo processo è intieramente spiegabile quando si ritorna a queste cose che appunto abbiamo ora discusso.

Ora è veramente nella difterite il pericolo di infezione grande. Perché è esso grande? È grande sulla base del fatto che le manifestazioni difteriche insorgono in assoluto collegamento con l’imparare a parlare; perciò insorgono pure eminentemente nei bambini tra i due ed i quattro anni. La possibilità del verificarsi ritorna indietro. Ma ogni processo nell’organismo umano che in qualche momento avviene nel corso normale, può anche avvenire anormalmente. Così questo processo, che è semplicemente un processo infantile, può pure in un’altra fascia di età, anche se in una certa modifica, metamorfosi, verificarsi. È quando la difterite si presenta in un’età avanzata, tuttavia qualcosa dove l’infantile nell’uomo agisce. E il carattere basilare dell’infantile è appunto, come sapete — si ha soltanto bisogno, nel mezzo esteriore della comunicazione dei fatti spirituali-scientifici, di parlare più del psichico — , il processo esteriore del bambino, dell’infantile è l’imitazione, propriamente l’imitazione. E l’imitazione è cercata. L’organismo stesso viene indotto a diventare un imitatore, quando diventa difterico. Perciò l’infezione riposa veramente in questo diventare imitatore dell’uomo. Risiede veramente in questo imitare qualcosa di una lieve sensibilità. Si può assolutamente percepire una lieve sensibilità in questo imitare. Se si esamina la cosa spirituale-scientificamente, si trova che l’Io qui ripone una certa parte in questo infettare per mezzo della difterite. E perciò anche quello che si sviluppa come fungino, il parassitario, è dalla ragione nella difterite più infettivo che in altre malattie, perché l’organismo umano per mezzo del suo istinto di imitazione le va incontro. Non appena lui — se ora mi esprimo rozzamente — solamente in qualche modo percepisce il veleno della difterite, così si pone ad esso in modo ricettivo, imitativo. Perciò un riferimento psichico, se è possibile, se lo stato è appena in eruzione, un rafforzo per mezzo di rassicurazione psichica comunque avrà un’azione favorevole.

Tuttavia lì si potrà naturalmente con processi che così profondamente intervengono nell’organismo ottenere assai meno che se si cercherà di ricercare, come potrei dire lo specifico, che contrastare il processo che avviene. Qui per me non è consapevole se si sono fatte qualche predisposizione anche soltanto su una via di sperimentazione empirica, di ricercare uno specifico appunto contro i fenomeni difteriformi. Lo si ha da ricercare circa nel cinabro portato ad una potenzazione media. Il cinabro è quello le cui azioni ci si ha da ricercare come contrazioni per tutti i fenomeni che ho ora enumerato. Il cinabro per il suo aspetto esteriore porta già alla luce la contrazione. Ma un aspetto esteriore spiega qualcosa soltanto quando con l’osservazione interiore si viene incontro. Su questo che un’osservazione istintiva interiore era presente, riposava la vecchia dottrina delle firme, che propriamente semplicemente è scomparsa perché oggi la gente non ha la capacità di osservazione per una tale cosa, perché questa capacità di osservazione è scomparsa. Ma è importante che si possa prendere in considerazione il vero agire interno, che nel fondo si mostra pure in tutte le esteriorità del mondo, questo agire interno infine. E così colui che, non vero, non rimane soltanto nel mistico ed allora aggiunge tutto il genere di cose mistiche nella cosa, ma che propriamente conserva il suo sano intelletto in tali cose, lui si deve dire: il rosso cinabro, quello è qualcosa che già porta all’espressione questo agire opposto contro il diventare fungino; quello che va verso l’incolore, può diventare fungino. Se nel diventare fungino un’astralizzazione troppo forte della superficie terrestre è coinvolta, così nel cinabro è implicato un’azione retroriflessa, un’azione contraria a questa astralizzazione, e perciò il rossore. Dovunque nel processo naturale sorge un rossore, là è presente un’azione contraria forte contro l’astralizzazione. Come potrei dire, la cosa portata ad una formula morale, sarebbe così che si dice: mentre la rosa si arrossa, cerca di difendersi contro l’astralizzazione. Queste sono dunque aree della considerazione patologico-terapeutica, che sono assolutamente così in una certa correlazione tra loro, e che portano dentro questo strano comportamento dell’Io e del corpo astrale verso gli altri organi, all’afferrare degli altri organi, all’esclusione degli altri organi o piuttosto all’espressione di sovraeffetti dell’astrale nel fluire dal basso verso l’alto.

Si può in questo modo comprendere tutta la cassa umana gradualmente. Si può comprendere se da tali considerazioni se ne andava anche a qualcos’altro. E qui dovrete di nuovo prendere in considerazione qualcosa che ora voglio aggiungere come integrazione a cose che ho portato avanti nell’anno precedente.

È qualcosa di molto straordinario come l’Io umano, se lo consideriamo ora come agente spiritualmente, psichicamente, organicamente e pure mineralizzante nell’uomo, è una sorta di, come potrei dire, portatore di fosforo. E certamente sviluppa questo Io il suo compito del portare fosforo in modo che decisamente vada con questo portare fosforo fino alla periferia dell’essere umano organico. Il portare fosforo, il attraversare di fosforo dell’organismo umano è un’attività dell’Io. Questo portare fosforo fino al bordo estremo, fino alla periferia dell’essere umano organico, è ora, come potrei dire, eseguito dall’Io in una maniera straordinariamente artistica, per quanto fino ad un certo limite, che però è necessario di osservare, l’Io propriamente il fosforo non può portare attraverso l’organismo, per quanto non l’ha legato ad altre sostanze, chimicamente combinato con altre sostanze, ed essenzialmente previene, in questo portare del fosforo attraverso l’organismo, la liberazione chimica del fosforo. Questo appartiene ai compiti dell’Io, di prevenire questa liberazione chimica del fosforo fino alle tracce di fosforo che appunto sono necessarie allora quando quello dovrebbe avvenire che accadrebbe in grande misura se all’Io non riuscisse di preservare il fosforo introdotto dal suo liberarsi. Se dunque il fosforo per così dire fosse liberato liberamente ed un’azione intensiva sull’organismo umano provocasse, allora sarebbe appunto un processo del tutto particolare la conseguenza. Vi ho detto nel corso di queste conferenze che quando l’uomo entra nel mondo, quando cioè incarna quello che prima era spirituale-psichico, allora si creano anzitutto le immagini del corpo eterico, del corpo astrale e dell’Io. E vi ho detto, tutto quello che è immagine dell’Io giace propriamente in sistemi dinamici, in sistemi di movimento che giungono all’equilibrio. Questo è ora qualcosa che deve essere particolarmente considerato a fondo in questo punto delle nostre considerazioni. Mentre l’Io lavora allo sviluppo di equilibri a partire da equilibri disuguali, da posizioni di equilibrio disturbate — e quando procedo, la posizione di equilibrio è disturbata, devo portarla di nuovo in ordine, ma lo stesso avviene pure attraverso processi interni — , mentre l’Io così lavora, ha bisogno del fosforo. Questo lavoro è essenzialmente eseguito con il fosforo.

Se l’Io non lavora così che il suo fosforizzare si esaurisce in un statico-fare della dinamica umana, allora viene con il fosforo fino a quello che già da principio è immagine dell’Io, questo statico-fare del dinamico. Ora, ho già attirato l’attenzione sul fatto che dobbiamo considerare anche l’uomo liquido, l’uomo aeriforme e l’uomo di calore. Raffiguratevi una volta che voi avete a che fare con l’uomo liquido e con quello che dall’immagine dell’Io, dell’astralità, in cui a sua volta l’Io si imprime, entra nel corpo eterico, così si tratta di effettuare nel corpo eterico un passaggio continuo di un dinamico, di un disequilibrio in equilibrio. Ora ciò che qui viene in considerazione, è un’azione straordinariamente fine, veramente un’azione assai fine. E queste azioni fini sono regolate dal fatto che in un certo senso nel corpo umano sono minuscole sfere flottanti libere e tuttavia nuovamente collegate con l’intero movimento dell’organismo, anche del movimento interno. Sono le minuscole sfere di sangue. Su queste minuscole sfere di sangue deve colpire quello che l’Io compie, mentre entra nella mobilità, anche per esempio nella mobilità di calore interno. Queste minuscole sfere di sangue, questi corpuscoli di sangue, dunque non sono sfere, però sono essenzialmente disposte così da mostrare già nella loro forma come sono calcolate a trasformare movimenti in equilibrio. Come potrei dire: quello che l’Io compie, mentre prende la mano nella capacità di movimento dell’organismo umano, arriva appunto al bordo delle minuscole sfere di sangue; e lì deve essere fermato, lì deve avvenire quella — come potrei dire interazione più intima tra l’Io umano e tutto l’organismo umano. E lì accade allora anche quello che potrei chiamare la più nascosta lotta del continuo fosforizzare dell’uomo con quello che riposa nel processo di sangue configurante. Se il fosforo viene portato libero nell’uomo, allora i corpuscoli di sangue vengono distrutti dal fosforizzare. Questo è quello che ci può portare visivamente dentro a questa straordinaria interazione reciproca dell’Io, che è un spirituale, un completamente spirituale, che però per mezzo dei corpuscoli di sangue è in continua interazione reciproca con un fisico. Il sangue è in questa direzione un succo del tutto particolare, come non Goethe, bensì un antico detto dice, il sangue è un succo del tutto particolare, è quello dove l’esteriore fisico dell’uomo entra in interazione reciproca col più spirituale che ha vicino a sé, all’Io, e dove il più rovinoso può verificarsi se l’Io entra in una maniera sbagliata in questa interazione reciproca. Perciò sotto una tale interazione reciproca errata possono essere rovinati nel fisico così tante cose: sfaldamento dell’epitelio, degenerazione grassa fino alle fibre muscolari, particolarmente fino alle fibre muscolari striate trasversalmente, perché sono quelle su cui l’Io è particolarmente efficace, dissoluzione dei corpuscoli di sangue e così via. Sì, fino alle ossa nel corpore questo processo di sfaldamento può procedere quando gli effetti del fosforo non sono in ordine.

Là si mostra proprio chiaramente, come potrei dire, in questo gioco reciproco dell’Io, che naturalmente porta con sé il corpo astrale, e del corpo fisico, che allora porta con sé il corpo eterico, del tutto chiaramente come uno sforzo verso un normale ed un anormale, come potrei dire, avviene, continuamente un normalizzare fino ad un certo culmine, allora un defluire avviene, e come questo si esprime quando per esempio abbiamo un avvelenamento da fosforo. Quando si ha a che fare con un avvelenamento da fosforo, allora si noti che dapprima tanto il corpo astrale quanto il corpo eterico si oppongono a quello che in questo modo nel corpo fisico e nell’Io si afferma. Si oppongono; e si oppongono con tutta la forza, con la più forte forza che il corpo eterico ha. Vorrebbe opporsi a quello che qui nell’Io come un’azione troppo intensa interviene, vorrebbe opporsi, rafforza lui stesso le sue forze. Perciò il processo nei primi tempi di un avvelenamento da fosforo ha così tanta similitudine interna con un altro processo, cioè con il verificarsi di una certa retrospezione dell’uomo dopo la morte, che, come sapete, può durare per giorni, giorno e mezzo, due giorni, tre giorni. Lì abbiamo in questa retrospezione un trattenersi del corpo eterico nel corpo astrale. Essi si tengono insieme in un certo senso. Lo fanno ora anche nel corpo umano quando subentra un avvelenamento da fosforo. Viene sviluppato tutto quello che può essere sviluppato per mezzo della cooperazione del corpo astrale e del corpo eterico, e che allora insorge quando questa retrospezione ha luogo per mezzo del corpo eterico dopo la morte. Perciò per questa forza spesa nei primi tempi di un avvelenamento da fosforo dopo un tempo altrettanto lungo come una tale retrospezione durerebbe, un miglioramento interverrà, allora un rilassamento, un defluire. Allora, dopo che questo defluire è avvenuto, allora l’effetto anormale dell’Io si afferma di nuovo così ancora più fortemente. Un vero avvelenamento da fosforo è appunto qualcosa che è straordinariamente difficile da combattere, che probabilmente potrebbe essere combattuto soltanto se si cercasse nel modo più acuto di influenzare tutto l’organismo in modo che in lui una forte cooperazione dell’astralità con l’eterico si verificasse, che probabilmente si raggiungerebbe se si contrastasse l’avvelenamento da fosforo circa per mezzo di un’applicazione intensa di bende che tirano fortemente in vari luoghi del corpo umano e simile. Si otterrebbero allora definitivamente effetti. Allora ci si deve essere chiari che ci si deve avere il sentimento per quanto lontano si deve andare in un tale caso.

Vedete così il corpo fisico, quando l’Io vi interviene, è nel grado più forte impegnato per tutto quello che si potrebbe chiamare il fosforizzare dell’uomo. Allora però quando ora l’Io fortemente interviene, così, distruttivamente interviene nel corpo fisico, allora necessariamente anche il contrario polare deve verificarsi, allora quello che l’Io normalmente, se non intervenisse troppo fortemente, nell’organismo umano normale compirebbe, deve anche soffrire. Perciò in un fosforizzare troppo intenso avrete stati di insonnia, che semplicemente riposano sul fatto che uno sforzo troppo intenso del corpo astrale e dell’Io avviene. Questo potete certamente leggere da tutto quello che ho detto: mal di testa troverete, deliri, sonnolenza. E nell’avvelenamento da fosforo insorgono tutti questi e pure — per lo più prima della paralisi — stati anemici, questi insorgono naturalmente dopo quello che ho detto riguardo all’interazione reciproca con il sangue. E quello che ora sta nel mezzo, che dunque nel fosforizzare insorge quando, come potrei dire questo attacco dei corpuscoli di sangue dall’Io avviene, di nuovo viene ricacciato indietro, quando così un’oscillazione insorge, così questo si esprime in fenomeni di tipo itteriziale, come si ha appunto in quello che sono fenomeni di tipo itteriziale completamente un gioco incrociato di psichico e fisico da vedere.

Vedete da quello che vi ho portato lì che essenzialmente il processo dell’essenza umana è propriamente un lavoro dell’Io e del corpo astrale con le forze del mondo esterno, all’interno dello spazio che la pelle umana racchiude. È un tale penetrare nel lavoro, e ci si deve poter mettere propriamente a fuoco come questo penetrare nel lavoro può essere regolato, come ci si può in un certo senso arrivare ad un dominio di questo penetrare nel lavoro.

Ora come potrei dire, nel completamente banale procedono già, quando si ha questa visione sullo sfondo, certe regole dietetiche completamente da sole, quando si sa che se l’Io dell’uomo agisce troppo fortemente, così che irregolarità appunto per questo nello stomaco insorgono, ma contemporaneamente un’ipervitalizzazione avviene in diarree anormali e simile, è appunto necessario, non vero, che si vi contrasti nel modo appropriato per mezzo della dieta. È appunto del tutto così che il processo Io vero e proprio ed il processo del corpo astrale nell’uomo rappresentano una specie di analizzare, uno spaccare di quello che nel mondo esterno è sinteticamente presente. Mentre abbiamo, come potrei dire un sintetizzare primario nei fondamenti fisici ed eterici dell’organismo umano, abbiamo un analizzare nell’attività dell’Io e nell’attività astrale, e questo analizzare appartiene propriamente pure alle attività anche normali dell’essenza umana e si esprime così nel suo modo d’essere così fortemente da ciò che in questo analizzare deve essere appropriatamente mantenuto. Se l’Io diventa un analizzatore troppo forte rispetto ai sali fosfati, allora analizza appunto i sali fosfati fino al fosforico, ed allora l’analisi comincia a causare disastro nell’organismo umano. È il punto dove l’analisi può agire più fortemente, uno a cui ho già nella conferenze dell’anno scorso indicato, dove fino al ferro viene analizzato.

Questo analizzare fino al ferro, che si collega col contenuto di ferro del sangue, è quello che il contrario polare è in molti modi con relazione all’analizzazione rispetto ad altri metalli, dove sempre in un certo senso deve essere mantenuto nell’analizzare.

Vi volevo così propriamente oggi mostrare come realmente negli esterni fenomeni avete immagini di quello che da quello interno spirituale si sviluppa. E perciò probabilmente l’osservazione esterna dell’uomo in stato sano e malato dovrà essere completata da quello che ci si può sapere sull’uomo interno, sull’uomo spirituale.

Su questa base potranno allora ottenersene tanto visioni sui nostri rimedi, quanto presupposti per la risposta a molte domande che sono state poste. Tutto questo dovrà ancora essere discusso nel modo migliore possibile nelle tre conferenze che ci attendono.

6°Il metodo della ricerca medica. L'essenza delle proteine. Alimentazione e respirazione

Dornach, 16 Aprile 1921

Ieri ho detto che vogliamo orientare le nostre considerazioni verso la spiegazione dell’essenza dei rimedi che abbiamo proposto qui, e che vogliamo strutturare l’intera organizzazione di queste considerazioni proprio per questo scopo. Oggi vorrei innanzitutto fare un’osservazione che forse può indicarvi qualcosa dal punto di vista metodologico.

Avviene molto frequentemente che, nella osservazione — diciamo immaginativa — di una qualsiasi forma di malattia, di un qualsiasi complesso sintomatologico, si riceva una conoscenza immediata ed intuitiva del rimedio, e che si sia poi, come è naturale, tentati di riflettere sulla cosa, secondo i giudizi che si hanno a disposizione entro la cosa stessa come conoscenze scientifiche esterne, e si trovi allora che la cosa è sbagliata, non può essere così. Questa è una manifestazione molto ordinaria, che — non solo per quanto riguarda la terapia — colui che sa condurre ricerche occulte trova molto frequentemente. Se si continua a riflettere più attentamente sulle cose, le si segue più a fondo, allora si scopre fino a che punto le cose sono invece giuste. La cosa che si rivela attraverso un’indagine immaginativa seguita dall’Intuizione è sempre quella giusta; naturalmente, se si basa su buone capacità conoscitive. Ma il giudizio deve sempre prima, per così dire, sollevarsi fino a quello che si conosce in questo modo. Occorre rendersi familiari con il fatto che l’organismo umano è qualcosa di straordinariamente complicato, sicché la sua visione intellettuale presenta effettivamente le maggiori difficoltà immaginabili, soprattutto quando si cerca di mettere in relazione questo organismo umano di nuovo con il mondo esteriore.

Questo si manifesta particolarmente forte quando si considera più attentamente qualcosa di cui ho già accennato in queste conferenze, cioè la funzione dell’azoto nell’organismo umano. Questo azoto si trova, come abbiamo detto, in quantità maggiore nell’aria esalata che in quella inspirata. E il pensiero materialista difficilmente giunge ad un altro giudizio che non sia il dire che la differenza non conta. Ciò accade perché la visione materialistica dell’uomo in realtà non può giungere affatto alla funzione dell’azoto. Essa diviene chiara solo quando si considera il seguente.

Voi sapete che esistono le più svariate teorie nutrizionali, e che per quanto riguarda l’interpretazione della nutrizione — i ricercatori stanno diametralmente gli uni di fronte agli altri nella domanda: qual è in realtà il compito della proteina assunta con il cibo, per l’organismo umano? A che cosa ha bisogno l’organismo umano di proteine? — Nella risposta a queste domande, i ricercatori, come detto, stanno diametralmente gli uni di fronte agli altri; gli uni dicono piuttosto che l’intera costruzione degli organismi proteici umani sia una cosa costante, che cioè ci sia qualcosa di costante, almeno relativamente costante, e che la proteina assunta subisca una rapida decomposizione ed in realtà abbia scarso significato per quelle forze edificatrici e plastiche delle proteine nell’organismo umano. Altri si situano dal punto di vista, che al presente si considera come superato, che i corpi proteici dell’uomo vengono continuamente demoliti e continuamente ricostruiti dalla proteina assunta. Queste due teorie, che si sono presentate nelle forme più svariate e che rappresentano una sorta di opposizione diametrale, non toccano entrambe quello di cui si tratta realmente, perché giudicano la proteina in modo unilaterale, proteina contro proteina, e non considerano l’intero organismo umano.

In questo organismo umano abbiamo a che fare innanzitutto con l’opposizione che sta nella formazione della testa, cioè nella formazione dei nervi-sensi, e nella formazione che emana dal sistema metabolico-degli arti. Questo è un’opposizione diametrale che sta nella natura umana e che non può essere sufficientemente considerata. Infatti, il corso graduale nella costruzione dell’uomo, che è così importante per le considerazioni terapeutiche, non si può comprendere affatto senza considerare quello che ho appena detto.

Per esempio, non si potrà comprendere affatto come il polmone si comporti nell’intero organismo umano, se non si muove da un’indagine che pone la domanda: abbiamo a che fare con l’organismo della testa, così vi sono indubbiamente certe forze dominanti. Poi abbiamo a che fare con l’organismo del torace; in esso c’è il polmone. Il polmone è un organo che, poiché l’intero organismo umano ha ovunque le stesse forze in intensità differenti, porta in sé anche le forze della formazione della testa, ma in misura più debole, meno intensamente. E quando si ricerca come l’Io, il corpo astrale ed il corpo eterico lavorano alla formazione ed anche alla deformazione plastica degli organi, allora si giunge all’affermazione paradossale: la formazione del polmone è una formazione della testa meno intensiva, la formazione del polmone è metamorfosi della formazione della testa, la formazione del polmone rimane solo indietro al suo stadio precedente, la testa procede oltre per quanto riguarda le stesse forze formatrici che sono presenti anche nel polmone, ma che rimangono indietro.

Questo polmone è dunque una metamorfosi della conformazione della testa ed essenzialmente per il fatto che è una metamorfosi rimasta indietro della conformazione della testa, è proprio adatto alle sue funzioni, alla respirazione, mentre se le stesse forze che nel polmone rimangono indietro e lo rendono adatto alla respirazione avanzassero, il polmone diventerebbe sempre più simile alla testa, sempre più simile alla testa.

La conseguenza è che, divenendo sempre più simile alla testa, assume allora le stesse forze del pensiero, le forze organiche del pensiero, sicché tende a diventare un organo del pensiero. Non appena tende a diventare un organo del pensiero, non appena assume troppo fortemente le forze disposte nel modo giusto nella testa, diviene predisposto a quello che è la tubercolosi polmonare.

Questa tubercolosi polmonare si comprende soltanto considerando l’intero uomo in questo modo. È assolutamente da intendere dicendo: in un polmone tubercolotico la respirazione tende a diventare pensiero. Nella testa la respirazione è metamorfosata, e tutte le funzioni del pensiero fino all’elaborazione delle percezioni non sono nient’altro che una respirazione plasmata verso l’alto, verso il perfezionamento. La testa è un organo respiratorio avanzato, avanzato al di là della misura del polmone, che solo trattiene la respirazione e mette al posto dell’assunzione di aria attraverso la respirazione l’assunzione di forze eteriche attraverso i sensi. La percezione sensoriale non è nient’altro che un processo respiratorio raffinato, cioè spinto nell’eterico. La testa respira, il polmone respira. Ma c’è ancora qualcosa che respira nell’uomo, che è ancora ad uno stadio inferiore in questa formazione metamorfica: è il fegato. Il fegato, che è un polmone non portato a termine, una formazione cerebrale non portata a termine, respira anche. In esso prevale soltanto quello che è di nuovo l’altra metamorfosi, la metamorfosi polare delle percezioni sensoriali: l’assunzione del cibo, l’elaborazione del cibo. Per questo il polmone ed il fegato stanno nel mezzo tra la formazione dello stomaco e la formazione del cervello e della testa in generale.

Se mettete queste considerazioni a fondamento, allora non sarete lontani dalla comprensione di quello che deve dirsi, che gli organi umani, cioè certi organi umani come tali, sono in realtà fondamentalmente organi respiratori. Tutti quegli organi umani che hanno una tale formazione, come il cervello, il polmone, il fegato, sono simultaneamente organi respiratori. Ma in quanto sono organi respiratori, hanno verso l’esterno il bisogno di respirare. Così secernono anche verso l’esterno anidride carbonica. Questa secrezione di anidride carbonica verso l’esterno è l’essenziale della respirazione. Assumono ossigeno, e questa assunzione di ossigeno e cessione di anidride carbonica, che non vale solo per il polmone, ma per l’intero organismo, per ogni organo, è essenzialmente un’attività del corpo astrale, che dispiega la sua attività nella simpatia e nell’antipatia. La simpatia è quello che come forza corrisponde all’inspirazione, l’antipatia è quello che come forza corrisponde all’espirazione del corpo astrale. E se trovate nella mia «Teosofia» descrizioni del corpo astrale, lo troverete descritto come permeato dalle forze dell’antipatia e della simpatia. Esso lavora nell’uomo nella respirazione totale secondo antipatia e simpatia. Questo è quello che deve ritenersi come l’attività interna del corpo astrale.

Così giungete allora al punto finale, per così dire, di queste considerazioni, che vi dice che tutto quello che esiste nell’uomo come corpi proteici, essenzialmente in quanto appartiene ad organi come quelli descritti, è ordinato alla respirazione, si manifesta verso l’esterno attraverso la respirazione. Ma tutto quello che si manifesta verso l’esterno si manifesta anche verso l’interno. Se devo disegnare schematicamente, allora vorrei disegnarlo così: se avete un qualsiasi organo proteico nell’uomo che appartiene a questo gruppo organico che ho nominato, allora si manifesta verso l’esterno nel fatto che sviluppa attività respiratoria. Ma mentre respira verso l’esterno, dispiega verso l’interno un’altra attività, l’attività polare alla respirazione, l’attività che libera lo spirito, l’attività che libera l’anima. Attività che libera l’anima — mentre respirate verso l’esterno, mentre sviluppate la respirazione verso l’esterno, sviluppate verso l’interno un’attività spirituale-animica, che naturalmente non ha bisogno di spazio, anzi si potrebbe usare l’espressione: scompare continuamente nello spazio, esce continuamente dallo spazio tridimensionale. Ma questa attività si manifesta internamente, verso l’interno, ed è essenzialmente proprietà della proteina umana sviluppare preferibilmente questa attività verso l’interno. Nella testa quello che funziona come attività interna viene introdotto dall’esterno attraverso i sensi. Per questo gli organi della testa sono gli organi che contengono meno spirito. Assorbono lo spirito dall’esterno, acquisendoselo attraverso i sensi. La testa è l’organo meno spirituale dell’uomo.

Al contrario, la spiritualità dell’uomo — specialmente con il suo sviluppo nel corpo inizia, cioè lo sviluppo dello spirito verso l’interno, dello spirito reale, non di quello astratto — inizia nel sistema polmonare e lavora dall’esterno verso l’interno, contrapponendosi alla respirazione. E gli organi più spirituali sono quelli che appartengono al sistema epatico. Sono quegli organi che sviluppano verso l’interno la maggior parte dell’attività spirituale. È anche la spiegazione di come gli uomini-testa divengono materialisti, perché la testa può elaborare solo la spiritualità esterna e si viene così indotti alla convinzione che tutto quello che si sviluppa come spirito provenga dall’esterno dal mondo sensibile. Per questo, se si è un vero intellettualista, si diviene anche allo stesso tempo materialista. Quanto più pensatore si è, pensatore-cerebrale, tanto più si ha tendenza a diventare materialista. Al contrario, quando l’uomo intero, quando l’uomo totale si sforza di giungere a questa conoscenza, quando l’uomo comincia a sviluppare una coscienza di come il suo uomo totale pensa con gli organi disposti all’indietro, allora il materialismo cessa di avere giustificazione per la coscienza.

L’attività che si manifesta nella respirazione si mostra verso l’esterno anche, e precisamente nell’escrezione di carbonio nell’anidride carbonica. L’attività che viene invece esercitata verso l’interno, l’attività della spiritualizzazione, è legata all’azoto. E l’azoto, quando è consumato, viene escreto appunto per la spiritualizzazione. La misura dell’escrezione dell’azoto è una misura del lavoro interno degli organi umani verso la spiritualità. Da questo potete dedurre che colui che non crede ad una tale spiritualità, naturalmente, non può restare che nell’oscurità riguardo all’assunzione dell’azoto nell’organismo umano.

Solo quando si sa come in ogni formazione proteica, in ogni conformazione proteica si spiega un’attività che va verso l’esterno ed un’attività che va verso l’interno, solo allora ci si può veramente chiarire quale ruolo gioca la nutrizione.

Se considerate questo processo, che è essenzialmente un processo respiratorio con i suoi opposti polari, direte: dappertutto quello che è nutrizione e digestione confina con i processi respiratori, dappertutto al processo di nutrizione e digestione viene contrapposto il processo di respirazione e spiritualizzazione. In questo processo di spiritualizzazione, cioè nell’altro lato della respirazione, sta quello che sono forze formatrici, propriamente plastiche nella formazione proteica, sta tutto quello che forma l’uomo. Da questo potete dedurre anche il seguente: essenzialmente quello che agisce è qualcosa che rimanda ad un’interazione reciproca tra il corpo astrale ed il corpo eterico. Il corpo astrale agisce nella respirazione attraverso simpatia ed antipatia; il corpo eterico agisce in quanto il suo agire urta contro le simpatie e le antipatie del corpo astrale. Dappertutto il corpo eterico urta con i suoi effetti sulla respirazione nell’organismo umano. Gli effetti eterici hanno il loro punto di attacco principale nell’uomo nei componenti liquidi. L’uomo è infatti costituito almeno per due terzi di acqua. In questo organismo acquoso, dove il corpo eterico è principalmente attivo, in questo organismo acquoso si manifestano fisicamente le forze eteriche. Nell’altro organismo, che è un organismo aereo, che è costruito nell’uomo a partire dall’aria, si manifestano le forze della respirazione. E così possiamo anche considerare quello che avviene tra il corpo astrale ed il corpo eterico come un’interazione reciproca delle forze dell’acqua con le forze dell’aria. Questa interazione reciproca delle forze dell’acqua con le forze dell’aria avviene continuamente nell’organismo umano.

Naturalmente, da nessuna parte l’altro è completamente represso. Perciò l’uomo inspira sempre con l’aria tracce di vapor d’acqua. Da questo lato la respirazione passa l’eterità. Ugualmente nel vero e proprio sistema digestivo e nutrizionale passa l’attività respiratoria. Essi, in quanto sono formati anche di proteine, respirano anche. Così passa sempre l’uno nell’altro, ed in realtà non abbiamo mai a che fare con nient’altro che con un predominio dell’una o dell’altra attività in un qualsiasi organo. Non abbiamo mai a che fare con quello che possiamo descrivere solo in modo unilaterale. Se affermiamo di qualsiasi organo che sia esclusivamente un organo respiratorio, se l’affermiamo del polmone, allora diciamo qualcosa di falso. C’è sempre anche, se pure in grado minore, l’altra attività. La nutrizione procede principalmente attraverso un’attività che si esprime nell’Eterico-Fluido e nel Fisico-Solido. Quindi il principale dell’attività nutrizionale e digestiva si svolge nell’Eterico-Fluido e nel Fisico-Solido, il principale dell’attività respiratoria si svolge nell’Astrale-Aeriforme, ed il principale dell’attività dell’Io, della vera attività spirituale, si svolge nelle condizioni termiche in connessione appunto con l’Io. L’attività spirituale è nell’organismo fisico un’azione combinata dell’Io con le condizioni termiche, con tutte quelle organizzazioni dove il calore può agire nel Fisico. L’Io deve sempre mantenersi in relazione con il calore, deve sempre agire a partire dal calore. Quando poniamo un malato a letto e lo copriamo, questo significa nient’altro che rivolgere un appello all’Io, che si esprime nel fatto di usare in modo appropriato il riscaldamento che si è prodotto.

Ma questo getta contemporaneamente una luce fulminea sulla nutrizione dell’uomo in generale. Questa nutrizione è un’interazione reciproca tra il liquido tissutale, cioè l’acquoso, in cui si svolge principalmente la nutrizione e l’escrezione, e quello che rimane relativamente stabile in una certa relazione, quello che è stabile solo durante il periodo di crescita, poi diviene stabile ed al massimo subisce una specie di disgregazione nella seconda metà della vita, il vero organismo proteico dell’uomo. Nel liquido tissutale avviene un continuo assorbimento e distruzione della proteina contenuta nel cibo. E in questa attività stanno gli attacchi che vengono eseguiti su quello che vuole restare stabile nella formazione proteica: gli organi proteici interni umani in generale. Essi vogliono restare stabili. Vogliono restare stabili perché verso l’interno vogliono separare, vogliono liberare attività spirituale-animica. In questo continuo interagire tra l’assorbimento vivace e la distruzione del proteico ed il gioco di forze che nasce, in questa interazione tra questo gioco di forze che è straordinariamente mobile ed il gioco di forze che tende alla quiete, quello che nasce in questo scambio reciproco della proteina interna umana, su questo riposa in realtà quello che viene attuato dal processo nutritivo. È quindi in parte una superstizione, in parte qualcosa di corretto, se si dice: l’uomo si costruisce attraverso le sostanze alimentari che ha assunto. — È una superstizione, perché le forze costruttive sono contenute da principio nei corpi proteici dell’uomo per il fatto che l’uomo è semplicemente un uomo, e d’altra parte, sull’altro polo, l’uomo dispiega un’attività che in realtà è un continuo attacco alla stabilità della sua propria conformazione proteica, sicché si può dire: non è corretto credere che sia solo l’apporto di alimenti a sostenere la vita umana. Semplicemente non è corretto, al contrario è altrettanto corretto dire che il mantenimento del gioco di forze vivace nel liquido tissutale sostiene la vita. Se quindi formate i cibi in modo che agiscano in modo stimolante su questa attività nel liquido tissutale, allora sostenete la vita in questo modo, ma non perché fornite al corpo sostanze nutritive, bensì perché esercitate l’urto sulle forze stabili dei suoi propri corpi proteici. In un processo che stimolate attraverso l’assunzione di cibo, c’è il più essenziale del mantenimento della vita, sicché anche qui dobbiamo guardare al processo. Per esempio, può benissimo accadere che in un uomo adulto sostanze di cui sappiamo che agiscono molto bene nei bambini siano inefficaci, perché il bambino è impegnato in aumento plastico e ha bisogno di questa assunzione delle sostanze, del loro andare verso l’interno e dello svolgersi delle forze nella sostanza verso l’interno. Se sapete che qualcosa come sostanza agisce bene nei bambini, non significa affatto che agisca così negli uomini adulti. Negli uomini adulti può essere molto più necessario che manteniate semplicemente le loro forze che tendono verso la quiete nel liquido tissutale, che vi immettiate stimolanti all’attività. Se ora considerate tutto quello che si svolge negli organi disposti — per così dire — all’indietro dell’uomo — la testa è anch’essa disposta all’indietro — , nel polmone, nel fegato, se vi spostate dagli organi che sono rivolti all’indietro verso quelli che, per così dire, sono più immersi nel liquido tissutale, in questa attività, allora ottenete come organo originario il cuore che è circondato dal polmone.

Questo cuore dell’uomo è interamente formato dall’attività del liquido tissutale, e la sua attività non è nient’altro che il riflesso dell’attività interna del liquido tissutale.

Il cuore non è una pompa — l’ho detto molte volte — piuttosto il cuore è quello che agisce come un apparecchio di lettura per quello che è l’attività nel liquido tissutale. Il cuore viene mosso dalla circolazione sanguigna, non la circolazione sanguigna è prodotta dalle azioni pompa del cuore. Il cuore ha tanto poco a che fare con quello che funziona come circolazione nell’uomo, come il termometro con la generazione della calda e fredda esterna. Come il termometro non è nient’altro che un apparecchio di lettura per il caldo ed il freddo, così il cuore non è nient’altro che un apparecchio di lettura per la circolazione umana e quello che fluisce dal sistema metabolico del sangue nella circolazione umana. Questa è una regola d’oro che si deve assolutamente osservare se si vuole comprendere l’uomo in qualsiasi modo. Infatti, con la convinzione che il cuore sia una pompa e che il sangue lo spinga attraverso le arterie, con questa convinzione si ha in mano l’opposto della correttezza nella scienza naturale contemporanea. Colui che confessa la superstizione del cuore dovrebbe, se procede in modo coerente, farsi coraggio anche a credere: sì, da dove è diventato più caldo nella mia stanza? Perché il termometro è salito! È costruito coerentemente esattamente allo stesso modo.

Vedete a quali conseguenze conduce una visione che non considera la parte di gran lunga più significativa dell’essenza umana, la dimensione Spirituale-Animica, che lascia fuori l’elemento mobile, il dinamico, e muove dal puramente materiale, e da questo materiale vuole allora trarre quelle forze che sono in realtà impresse per primo nel materiale. Vuole imprimere al cuore le forze che in realtà sono impresse al cuore attraverso il dinamico, attraverso il gioco di forze.

Possiamo quindi dire: nell’attività cardiaca e nell’organo cardiaco sta l’organizzazione più avanzata di quello che è opposto alla respirazione ed alla liberazione dello spirito nell’uomo. Lì sta quello che può essere chiamato la metamorfosi polare in contrasto con quella puramente trasformata. Quando si considerano testa, polmone, fegato, si hanno diversi stadi della trasformazione metamorfica. Non appena si considera il cuore in relazione al polmone, si deve parlare di una metamorfosi polare, si deve dire che il cuore nella sua conformazione è l’opposto polare del polmone. E tutti quegli organi che si sviluppano più posteriormente situati, a cui appartiene ad esempio in grado eminente l’utero femminile, sono allora di nuovo una trasformazione graduale della formazione cardiaca. Parlo dell’utero femminile perché esiste anche un utero maschile, ma che esiste solo come corpo eterico nell’uomo. L’utero non è nient’altro che un cuore trasformato. Da questa modalità di considerazione su queste cose emerge tutto quello che si deve portare alla comprensione di questa organizzazione dell’uomo.

Ora in questa altra attività, che dunque ha il suo centro, giunge a quiete nel movimento cardiaco, in questa attività si inseriscono principalmente nell’uomo i grassi ed i carboidrati. Lì questi grassi e carboidrati hanno la loro efficacia. Naturalmente questo si estende su tutto il corpo, perché così come il corpo tutto respira e sviluppa spirito, così d’altra parte è di nuovo un depositario di sostanze ed un costruttore funzionale di sistemi di forze che tendono verso la combustione. Questo getta ora anche una certa luce fulminea — e vediamo come si passa sempre da una tale vera considerazione interna dell’organismo umano alle cose terapeutiche — una luce fulminea su come effettivamente quello che era precedentemente chiamato tubercolosi polmonare — che ora ha ricevuto altri nomi solo da una teoria — consiste nel fatto che attraverso vari influssi che possono essere attivi e che in realtà hanno tutti il medesimo fondamento, l’uomo viene distolto dall’Extraterrestre e viene spinto verso il Terrestre, verso la vita in abitazioni cattive e così via. Tutte le descrizioni che avete della tubercolosi polmonare si possono riassumere nel dire che l’uomo viene distolto dal sole e dallo spazio cosmico ed è diretto verso quello che l’esclude dal sole e dallo spazio cosmico, che quindi lo porta al fatto che la gioia per l’Extraterrestre, che si basa essenzialmente nell’assorbimento attraverso i sensi, nella percezione attraverso i sensi, gli viene paralizzata, che la sua anima, il suo sentire non può arrivare fino nei sensi e così discende nel polmone, sicché il polmone tende a diventare un organo del pensiero, a diventare testa, ed in realtà mostra chiaramente anche nella sua conformazione esterna come vuole diventare testa, come assume una forma in cui si vede come le forze che ossificano la testa umana allora si esprimono nel polmone, come si producono gli indurimenti del polmone e così via. E se si vuole contrastare questo, che cosa si deve fare?

Se si vuole contrastare questo diventare testa del polmone, si deve innanzitutto considerare che c’è un indebolimento dell’attività astrale che deve avvenire, ed un diventare troppo forte dell’attività che è l’attività dell’Io. Così l’attività dell’Io comincia a vincere l’attività astrale. E a questo si deve rimediare. Tutto quello che stimola particolarmente l’attività dell’Io è appunto l’assunzione sensoriale dall’esterno. Ma quello che è assorbimento sensoriale dall’esterno si continua attraverso l’intero organismo umano nei depositi di sali. Questi non vengono regolati nel modo giusto in colui che mostra inclinazione alla tubercolosi polmonare. Perciò da questo lato si deve venire in aiuto e si deve cercare nel momento giusto con strofinamenti salini sufficientemente forti di contrastare quello che il polmone non riesce più a fare: gli strofinamenti salini, applicati dall’esterno, contrastano i processi di indurimento che si formano dall’interno.

Naturalmente si deve organizzare una tale attività, come quella che si ha attraverso gli effetti salini dall’esterno, in modo che si cerchi di rendere l’organismo incline dal dentro ad assorbire anche quello che vuole entrare dall’esterno. Si possono fare anche bagni salini, bagni salini forti, ma si deve rendere l’organismo incline ad elaborare veramente questo anche all’interno, quindi di opporre dall’interno qualcosa a questo. Allora si può fare la seguente considerazione; in parte scaturirà già da quello che abbiamo discusso l’anno scorso qui.

Se si vuole stimolare l’organismo in modo che sviluppi dall’interno un’attività che regoli certi fattori organizzativi esterni nel gioco reciproco, allora si tratta di fornire in piccole dosi, quindi tendendo verso l’omeopatico, il mercurio. Il Mercurio è da questo punto di vista un rimedio importante, un mezzo importante di regolazione. Proprio lì verrà fortemente in considerazione quello che in generale è importante osservare nelle dosaggi. Vi potete dire riassumendo quello che ho esposto: quello che è più simile alla natura esterna è il sistema metabolico-degli arti. Se a questo manca qualcosa, se c’è qualcosa da fare in esso, si devono prendere le potenze basse. Non appena si arriva all’uomo mediano, si devono prendere dosaggi mediani.

Ma non appena si vuole agire dal capo, non appena si vuole agire dal fatto che ha a che fare con lo spirituale nella testa, allora si deve lavorare con le potenze più alte, allora si deve lavorare con le potenze superiori. Qui, in questo caso, abbiamo a che fare con l’attività polmonare, quindi qualcosa che appartiene all’uomo mediano. Il dosaggio del mercurio deve essere medio. Si tratta del fatto che quello su cui si calcola particolarmente, che agisce sull’organizzazione della testa e da lì di nuovo attraverso l’intero organismo, richiede le potenze più alte, saranno quindi particolarmente benefiche ovunque si crede di poter fare qualcosa con composti di silicio. I composti di silicio richiedono per la loro natura propria, perché oscillano sempre verso la testa e verso la periferia del corpo, che appartiene appunto alla formazione della testa, effettivamente la maggior diluzione, mentre ad esempio con composti di calcio si colpirà assolutamente il bersaglio il più delle volte, quando per altre ragioni si ha motivo di applicarli, se non si va fino alle potenze più alte, ma si usano le potenze inferiori. Insomma, un criterio per la potenzazione è assolutamente la visione che si acquisisce sul fatto se si deve intervenire nel sistema metabolico-degli arti, nell’organismo ritmico mediano o nell’organismo della testa; considerando naturalmente che l’organismo della testa deve essere preso in considerazione in modo che in realtà si percuote per primo l’intero organismo di nuovo d’altro canto.

Per esempio, si può assolutamente avere una volta la visione: l’uomo ha una malattia ai piedi, che però in realtà è una malattia della testa mascherata, che proviene dalla testa; allora non si tratta di guarire dal metabolismo, ma dalla testa, quindi di applicare potenze alte da quello che forse è buono in potenze inferiori, se si sa che si deve guarire dal metabolismo. Così le cose possono assolutamente essere portate ad una ratio e devono anche gradualmente. Il dettaglio emergerà correttamente solo quando ci si impegna nell’osservazione precisa di quello che gli esperimenti danno. Le direzioni devono essere cercate come le ho indicate.

Allora si tratta del fatto che fondamentalmente solo colui che mantiene attentamente nella memoria tutto quello che gli ha fatto colpo nella sua esperienza, può parlare di guarigioni nel dettaglio, perché naturalmente ogni singola esperienza è illuminante e porta frutto per qualcosa di seguente. Bene, se considerate quello che ho appena detto, allora troverete che non appare più così misterioso che ci siano per esempio malattie in cui cervello e fegato sono colpiti insieme, perché il fegato è solo un cervello metamorfosato. Se quindi si trova contemporaneamente degenerazione epatica e degenerazione dei gangli cerebrali, questo sta esattamente nella stessa direzione e si tratta del fatto che allora si ha qualcosa che è assolutamente di nuovo una forma morbosa intensificata rispetto a quello che è la causa della tubercolosi polmonare. È solo la metamorfosi intensificata della tubercolosi polmonare. Perciò si tratta del fatto che allora si applicheranno dosaggi più grossolani di mercurio all’interno, e che allora esternamente non ci si fermerà ai strofinamenti salini e così via ed ai bagni, al sale sodico, al sale da cucina ordinario, ma che allora si dovrà già passare ai sali di calcio.

Questo è quello che è da dire.

Ora però vedete dove stanno ovunque le fonti dell’errore, e dove si giunge veramente al corretto solo considerando così l’organismo umano da dentro. Pensate solo che qualcuno possa andare e dire: c’è una malattia, io la curo con il mercurio. E raggiunge anche un qualche effetto. Solo che la malattia non è necessariamente qualcosa che abbia a che fare con la sifilide o la lue, ma si è formato una volta la rappresentazione che se il mercurio guarisce, allora questo dipende da processi di lue o sifilide. Non deve essere affatto il caso. Ugualmente capirete ora un po’ più esattamente quello che ho detto l’anno scorso, quando ho parlato delle «malattie mentali». Naturalmente, quando ho parlato qualche giorno fa di ammollimento cerebrale, intendevo le malattie paralitiche, ma se si dice «paralisi», allora si parla in realtà non così chiaramente. Si ha sempre la sensazione che si parli già secondo il complesso sintomatologico esteriore. Ma ora naturalmente sorge la domanda: come si comporta quello che ho detto l’anno scorso, che le cause reali delle malattie psichiche devono propriamente essere cercate nelle deformazioni di organi? Questo è anche il caso. Ed è così fortemente il caso che sempre, quando si guarda solo ai sintomi psichici, in realtà non si giunge a niente; in realtà non risulta niente. Si può dire: complessi psichici simili conducono effettivamente a cause di malattia molto diverse. Si tratta sempre più del fatto che proprio nel cosiddetto malato mentale si cerchi la deformazione degli organi, un qualche organo che non funziona bene, e che si chieda di nuovo: perché non funziona bene? Perché quelle forze che sono propriamente le stabili della formazione proteica sono divenute dannose, non quelle variabili, bensì le stabili. Quindi, c’è qualcosa nel malato che continuamente tende a distruggere l’organo propriamente nella sua costruzione plastica originaria, e quindi non fa bene neanche quando si guarda troppo fortemente verso quello che accade nei liquidi tissutali e che rappresenta l’altro polo del metabolismo. Così con quello che nell’organismo stesso rappresenta il metabolismo, non varrà a niente se si parte dai sintomi. Al contrario, sarà straordinariamente importante cercare la conoscenza delle malattie mentali nelle escrezioni. Lì si troveranno sempre assolutamente importanti punti di riferimento. E ricercare come le escrezioni sono costituite in un malato mentale, questo è straordinariamente importante, perché ho detto l’anno scorso che per certe forme di malattie mentali esiste una brama di formare Immaginazioni, Ispirazioni. Questo è appunto quello che significa la liberazione dello spirituale all’interno.

Se questa brama esiste, essa esiste per la ragione che l’organo è divenuto dannoso. Se l’organo non è dannoso, ma è formato normalmente, allora forma sì l’Immaginazione, ma resta inconscia; se però è divenuto dannoso, allora non giunge a formare l’Immaginazione correttamente. Da un lato l’organo è dannoso e si genera la brama di formare l’Immaginazione, e d’altro lato l’Immaginazione rimane priva di copertura dell’organo e sorge come allucinazione e così via. Quindi vorrei dire: quando abbiamo a che fare con un organo e le Immaginazioni che si sviluppano nel suo interno, che poi si irradiano nel resto dell’organismo umano e vengono percepite, allora abbiamo a che fare con un organo deformato, in modo che la formazione dell’Immaginazione non può svolgersi correttamente nella sua plasticità e così da un lato, perché è anormale, si impone alla coscienza. Nascono così le allucinazioni e le visioni. D’altro lato l’organo è rotto e nasce da ciò la brama di Immaginazioni giuste. Semplicemente guardando così dentro le cose, si spiegano tali cose.

Procederemo ora da una parte a rispondere alle singole domande che sono state poste, e dall’altra parte alla spiegazione dei nostri rimedi. Ora vogliamo concludere ed ascoltare la conferenza del Dr. Scheidegger.

7°La conoscenza antroposofica come fondamento del giudizio terapeutico. Il rapporto della pianta all'organismo umano

Dornach, 17 Aprile 1921

Nel rivolgermi alla dottrina dei rimedi, vorrei far notare che anche considerando quello che abbiamo già provato ad inaugurare come rimedi, anche questo deve essere discusso; poi specialmente osservo che naturalmente non è di mio interesse esporre come nel mio pensiero si formano i pensieri, in modo che questo o quello possa essere un rimedio, piuttosto vorrei che voi arrivaste a comprendere l’uso di qualche sostanza come rimedio. Quindi vorrei in certa misura che la visione che deve svilupparsi su una certa sostanza possa svolgersi nella vostra anima stessa, se questa sostanza deve avere valore di rimedio. Perciò vorrei oggi disporre la discussione in modo che inizialmente compiamo una specie di considerazioni di prova, come si arriva alla visione che qualcosa possa essere un rimedio. Naturalmente preliminarmente deve osservarsi che una base per questo è il conoscere i principi principalmente della scienza dell’uomo antroposofica. Infatti solo così sorgerà la corretta interpretazione del rimedio, quando in certo senso siete «infiammati dal basso» per condurre tutta la considerazione nel senso antroposofico. Vedrete quindi anche che quello che ho detto negli ultimi giorni si versa in quello che facciamo in certo senso oggi come alcune considerazioni di prova.

Partiamo dal fatto che si studia particolarmente nella pianta come l’interazione tra l’ambiente dell’uomo e l’uomo stesso. Vi permetterà inoltre, proprio nel fatto che vi approprierete dapprima i processi nella dimensione vegetale, di ottenere il giusto sguardo nella continuazione dei processi di mineralizzazione all’interno dell’uomo. Se si effettua una tale considerazione — e questo naturalmente emerge da tutto quello che abbiamo di nuovo considerato negli ultimi giorni — allora si deve comprendere che nel processo di formazione totale della pianta, nel processo di conformazione secondo radici, foglie, fiori, semi e così via c’è qualcosa che si forma a partire dall’intero cosmo, e che questo processo, che mira particolarmente al plasmare della pianta, anche al plasmare della pianta interiore, non si può sostituire con una sintesi artificiale, cioè una sintesi chimica artificiale. Almeno nella gran parte dei casi non lo si può sostituire in questo modo. Si deve essere chiari sul seguente, per esempio. Quando si ha a che fare con la radice della pianta, allora si ha a che fare con quello che nel processo di plasmare della pianta è legato alle forze più o meno interne della superficie della terra. L’uomo è una creatura spirituale-animica che cresce vegetativamente dall’alto verso il basso. La sua testa contiene molte di quelle forze che stanno in interazione reciproca con le forze della terra stessa, ed è una profonda parentela quello che nella pianta si plasma radicalmente, a tutto quello che sono le forze della testa umana.

Si avrà sempre quindi, quando ci si deve chiarire il processo che si svolge nel radicale della pianta, da pensare che questo processo sta in rapporto di scambio con la testa umana. Però vogliamo una volta effettuare le considerazioni su dettagli, in modo che vediate come effettuare tali considerazioni. Consideriamo semplicemente, diciamo, la radice della genziana, Gentiana lutea, e diciamoci il seguente: la genziana è una pianta che si esprime all’esterno molto fortemente in modo floreale. Avremo quindi nella radice forze che si tirano fortemente verso il floreale, in altre parole: queste forze radicali sono qualcosa di debole. Della genziana molto è distribuito verso il floreale ed il fogliare. Tuttavia la formazione totale del fiore mostra che il radicale è ancora fortemente presente. Quindi non potremo contare necessariamente che la genziana eserciti un effetto forte su quello che nell’organizzazione umana emana dalla testa come direttamente cerebrale, cioè come effetti esterni fisici, piuttosto ci aspetteremo da esso che agisca principalmente su quello che emana dalla testa come promozione della respirazione. E poiché sempre nell’organismo si agisce polaricamente, ci immagineremo che principalmente gli stessi organi digerenti, mediante l’uso delle radici della genziana, entrino in una respirazione più vivace nel senso che ho espresso ieri. Stimoliamo quindi lo stomaco e l’intestino ad un’attività respiratoria più vivace, ma ora dobbiamo considerare quello che abbiamo imparato in queste conferenze, che per stimolare questa attività respiratoria la sostanza vegetale deve essere ulteriormente elaborata, cioè dobbiamo fare un decotto delle radici. Dobbiamo usare il decotto delle radici. Vedete, si può attraversare il tutto correttamente.

Ora procediamo una volta verso l’esteriore. Si dice che la radice di genziana ha un gusto amaro, un odore forte, questo è quindi qualcosa che agisce molto fortemente sull’astrale. Abbiamo quindi a che fare con un effetto sulla natura astrale nelle zone digestive dell’uomo. Ma la radice di genziana è ricca di zucchero. Vi ricorderete che ripetutamente in varie occasioni ho sottolineato come nell’elaborazione dello zucchero nel processo di organizzazione umana risieda una forte stimolazione dell’attività dell’Io. Potete anche studiarla statisticamente, ho detto, più spesso da quel fatto che per esempio popoli, che hanno poca attività dell’Io, come i popoli dell’Europa orientale, i popoli russi, in cui l’Io è in secondo piano, hanno una quantità molto piccola di zucchero nel loro consumo annuale come popolo, mentre negli Inglesi, in cui l’Io sviluppa un’attività straordinariamente vivace, quindi comunque più andiamo ad occidente, il consumo di zucchero aumenta più forte nelle statistiche. Quindi tali cose sono assolutamente da considerare quando si vuole ottenere una conoscenza nel mondo.

Quindi la radice di genziana è ricca di olii grassi. L’olio grasso è quello che di nuovo quando entra nella digestione, agisce fortemente sulla respirazione inferiore, poiché l’olio grasso rafforza la mobilità, la mobilità interna degli organi dello stomaco e dell’intestino. Così vedete come potete propriamente descrivere quello che accade nell’organismo umano, e vi accorgete subito che l’attività astrale è stimolata, che quindi la mobilità respiratoria dello stomaco e dell’intestino è stimolata, sicché vi potete dire: l’intestino sviluppa un’attività più vivace, lo stomaco è rafforzato. Tutto questo agisce in modo che risulti quello che generalmente risulta da un rafforzamento del corpo astrale. Tutto questo agisce in modo che i processi di mineralizzazione si presentano nell’uomo solo nel grado che fortifica i propri organi e li rende così più forti. Questo è il leggero influsso dell’Io attraverso lo zucchero che appare. Si potrebbe quindi dire: quando si usa il decotto della radice di genziana, si mette il corpo astrale in un’attività vivace, ed attraverso il contenuto di zucchero della radice si permette all’Io di aiutare. Tuttavia, proprio perché l’Io aiuta, c’è un pericolo. Perché se l’Io inferiore agisce come frustando, allora polaricamente sorge di nuovo la reazione nella testa, e si può notare che tali pazienti allora effettivamente ricevono come effetto collaterale mal di testa. Ma è tuttavia qualcosa che agisce assolutamente in tutte queste direzioni che ho detto. Così abbiamo un’attività intestinale essenzialmente spingente, stimolante, ed useremo quindi tale rimedio o per sé o in qualche combinazione, quando notiamo che le manifestazioni di malattia sono collegate a mancanza di appetito, dispepsia per esempio, ma principalmente quando c’è ristagno addominale. Possiamo anche comprendere come attraverso questa attività di stomaco ed intestino il metabolismo globale è stimolato, sicché il metabolismo interiormente è agitato e diviene più vivace, e possiamo così ancora agire sulle tendenze verso la gotta ed il reumatismo.

Inoltre useremo nella radice di genziana in modo appropriato qualcosa che, se anche non in grado molto forte, si rivela tuttavia come anti-febbrile. Perché da ciò che l’attività intestinale è minata, si produce la reazione nell’uomo superiore, e dall’uomo superiore allora procede l’attività febbrile. Se rinforziamo quindi l’uomo inferiore, creiamo un contrappeso all’uomo superiore, così gli abbiamo fornito qualcosa di anti-febbrile.

Questo è una tale considerazione che si deve fare, quando si vuol giungere alle relazioni concrete del mondo esteriore con l’interno dell’uomo. Si tratta del fatto che è assolutamente corretto quando si sottolinea che dal di fuori correnti sono esercitate sull’uomo. A questo riguardo qualcuno come Rosenbach ha preparato veramente eccellentemente. Ma se si parla solo in astrazioni di correnti, allora prima di tutto non si è consci che quello che agisce da fuori viene dalle cose concrete. Viene dal fatto che quindi stanno in relazione il radicale del mondo vegetale, le forze che lavorano nel radicale e che poi di nuovo entrano nell’uomo. Allora si afferra veramente queste cose, che altrimenti si caratterizzano solo astrattamente come correnti, le si ha in mano. E di questo si tratta nella scienza dello spirito, che essa faccia emergere il veramente concreto, il veramente processuale-cosatico.

Consideriamo da questo punto di vista una pianta straordinariamente istruttiva, la gariofillata, Geum urbanum, e prendiamo di nuovo la radice. Facciamo così di nuovo un decotto della radice. Ora è straordinariamente interessante quando effettuate queste considerazioni sulla gariofillata e poi vi ricordate un po’ all’indietro quello che abbiamo appena detto sulla radice di genziana. Naturalmente si deve ancora presupporre che, poiché abbiamo a che fare con la radice, abbiamo un’interazione reciproca alle forze della testa. Ma ora abbiamo nella gariofillata un gusto aspro. Il gusto è straordinariamente aspro. Abbiamo nella gariofillata olii essenziali, dunque un olio, di cui dobbiamo dire in anticipo che agisce su quelle parti dell’organismo che non sono ancora collocate tanto verso l’intestino e dentro l’intestino come quelle parti di cui abbiamo parlato nel caso della radice di genziana, che abbiamo quindi principalmente a che fare con quello che accade ancora nello stomaco, forse solo nell’esofago e così via. Ma dobbiamo considerare il più essenziale, che nella gariofillata abbiamo amidi, cioè in certo senso dirigiamo l’appello a quelle forze che elaborano in modo più intensivo, di quanto elaborato nello zucchero, perché la forza aggressiva, quando si vuol elaborare l’amido, deve essere riposizionata più all’indietro. Lo zucchero deve prima essere elaborato. Vedete, dovete proprio seguire i processi. Ma abbiamo nella gariofillata tannino; ed a questo si deve sempre guardare quando si vuol provare qualcosa per il suo effetto curativo. Tannino significa che effettivamente in un modo che agisce ancora fortemente verso il Fisico, viene elaborato quello che il tannino affronta, sicché nella gariofillata l’intero agire deve essere spostato più verso l’Io che verso il corpo astrale. Abbiamo un rafforzamento della stimolazione dell’Io. E quindi, perché abbiamo un rafforzamento della stimolazione dell’Io, abbiamo a che fare con quello che accade nell’organismo umano inferiore. È dunque un’azione completamente polare alla stimolazione della testa che avviene attraverso l’Io. Abbiamo a che fare con quello che potrei chiamare la digestione esterna, l’attacco alle sostanze ancora nello stomaco, prima che siano passate all’attività intestinale. Viene stimolato quello che rimane dell’apparato sensoriale-nervoso nell’intestino — tutto è distribuito nell’intero organismo umano — viene stimolato l’apparato sensoriale-nervoso proprio negli organi digerenti, ed abbiamo quindi a che fare con l’azione dell’Io predominante.

Quale sarà la conseguenza? Che innanzitutto nella gariofillata abbiamo una forza fortemente anti-febbrile. Secondo, però, la conseguenza sarà questa, che dalla digestione più anteriore sulla digestione posteriore possiamo così agire, nel fatto che a questa digestione posteriore, all’attività intestinale vera, non assegniamo più tanto compito. Non avremo così principalmente combattere la diarrea, avremo la secrezione mucosa dell’intestino da combattere, quando consideriamo che queste cose si basano sul fatto che troppo è assegnato a quello che risiede più verso l’attività digestiva interna. Vedete quindi come queste considerazioni tutto portano ad osservare come le forze esterne penetrano quello che è all’interno dell’uomo.

Consideriamo, poiché questa considerazione della radice è di significato tutto particolare, ancora una radice e prendiamo come esempio l’iris germanica, l’iride. Facciamo anche lì il decotto della radice. Bene, con l’iride abbiamo a che fare con qualcosa che già attraverso la sua manifestazione esterna mostra che agisce fortemente sull’Io. L’odore spiacevole ed il gusto amaro sono qualcosa che subito rivela che abbiamo a che fare con qualcosa dove l’Io entra in forte interazione fisica con il mondo esteriore. Abbiamo nella radice di iride davvero qualcosa che stimola assai questa attività fisica, cioè l’acido tannico. Abbiamo di nuovo qualcosa che agisce sull’attività dell’Io: l’amido. E abbiamo infine qualcosa che attraverso la sua azione fisica agisce ovunque vada, se viene stimolato: abbiamo resine nella radice di iride. Attraverso tutto questo l’Io viene messo in un’attività particolarmente vivace. E questa attività vivace dell’Io, questo impeto dell’Io, si può notare dal fatto che sorge un’attività urinaria ed un certo effetto purgante. Questi sono i manifestazioni esterne di quello che è l’attività dell’Io.

Quello che possiamo combattere risulta semplicemente quando ci chiediamo: a che cosa è esposto l’organismo umano in tutto, quando questo non è in ordine? Allora risultano edema e manifestazioni simili, ed abbiamo nella radice di iride decottata quindi qualcosa con cui dovremmo cercare di combattere condizioni simili all’edema ed anche l’edema stesso.

Vedete, questo è il tipo di considerazioni che si devono effettuare. Considerate ora, mentre saliamo nella pianta, considerate per esempio l’erba, Herba, di piante e prendiamo una pianta caratteristica come per esempio Majorana hortensis, la maggiorana. Ma siamo chiari: quando saliamo all’erba, là è già la natura stessa che compie certi processi che noi prima dobbiamo compiere nella radice. Se quindi prendiamo l’erba, non è bene fare direttamente un decotto, ma abbiamo bisogno delle forze più sottili dell’erba, e le otteniamo facendo un infuso. Le forze di cui abbiamo veramente bisogno vanno dall’erba all’infuso. E potete ora di nuovo afferrare con i sensi quello che sta qui. Avete il gusto peculiare in questo infuso, che potremmo chiamare un gusto riscaldante. Questo gusto ha una certa amarezza insieme. Ma allora avete quello che veramente dimostra come qualcosa agisce verso l’esterno: l’odore aromatico, gli olii essenziali. E allora avete qualcosa che basta aggiungere per rinforzare specialmente tutto quello che la sua azione fisica non si manifesta così presto come altri prodotti, piuttosto manifesta la sua azione fisica quando è passato dallo stomaco nell’intestino. Cioè, vari sali stanno dentro nell’erba, proprio in Maggiorana. E quindi potete dirvi — e le cose che vi potete dire in questo modo sono effettivamente tutte reali — : questo infuso di erba agisce particolarmente sull’attività respiratoria degli organi interni. Produce una certa attività respiratoria degli organi interni. Questo si manifesta nel fatto che questo infuso agisce sudorifero, che cioè l’attività organica interna viene stimolata come respirazione. Agisce sudorifero e così agisce nel rafforzare la reazione l’attività degli organi interni. Si possono combattere i raffreddori catarrali, ma si possono anche combattere d’altro canto la debolezza uterina, quando si lavora con l’infuso dell’erba di maggiorana.

Tutto questo si chiarirà ancora di più quando si passa all’effetto del fiore. L’effetto del fiore — consideriamolo dove si manifesta già particolarmente esteriormente nella pianta, consideriamolo quindi ad esempio dove molti piccoli fiori si spiccano in un’infiorescenza, come nel sambuco o nel lillà, Sambucus nigra. E siamo consci che proprio lì le forze che entrano nella pianta sono quelle che hanno molto a che fare con l’ambiente della terra, che contengono in sé gli influssi cosmici, i flussi cosmici. Lo notiamo dal fatto che il fiore di sambuco contiene anche olii essenziali. Ma principalmente lo notiamo dal fatto che i fiori di sambuco contengono zolfo, sicché abbiamo lì dal minerale anche quello che si rivela particolarmente efficace a noi, quando vogliamo stimolare la respirazione, ma d’altro canto stimolare, dal lato dell’organizzazione respiratoria propriamente detta, mentre abbiamo parlato prima della stimolazione della respirazione negli organi digerenti ed in quello che si connette agli organi digerenti, prima di essere affetti dalla respirazione degli organi respiratori propriamente detti. Così qui nel fiore di sambuco, quando l’usiamo anche come infuso — questo è quasi di per sé ovvio — viene particolarmente stimolata l’attività eterica dell’organismo umano e solo per questo cammino attraverso l’attività eterica l’attività del corpo astrale, sicché viene particolarmente stimolata la respirazione negli organi posteriori superiori, non così tanto negli organi della testa come in quelli che appartengono alla vera respirazione. Naturalmente sorgono ovunque reazioni, ed abbiamo in queste reazioni naturalmente a che fare con il fatto che allora in questo esempio sorgono evacuazioni e sudorazioni. Ma gli organi respiratori vengono stimolati. L’attività respiratoria normale propriamente detta viene stimolata, e per questo nasce, perché attraverso una stimolazione dell’attività respiratoria normale deve sorgere un effetto ematico, anche una stimolazione, cioè dall’uomo interno una stimolazione sulla circolazione sanguigna ed è da leggere da tutto questo che si possono combattere i catarri con tale rimedio, che si possono combattere le sudorazioni trattenute, che si può usare bene in caso di raucedine, tosse, e che, poiché l’effetto che prima è sorto direttamente, ora sorge polaricamente, si può usare anche in cose di tipo reumatico.

Vedete, si tratta ovunque di leggere dai modi di agire dei rimedi quello che in essi può essere contenuto come forza curativa. Ora pensiamo a come può diventare necessario agire particolarmente sull’organizzazione della testa. Che cosa dipende dall’organizzazione della testa?

Dall’organizzazione della testa dipende il suo opposto polare, la digestione, e precisamente dipende dall’organizzazione della testa la digestione più grossa, questa digestione più grossa che è causa di così tante malattie molto gravi. Dobbiamo quindi essere consci che possiamo influenzare la testa essenzialmente dalla digestione più grossa, e che se ora grazie a qualcosa che spingiamo verso l’interno dell’uomo — quindi agiamo sulla digestione — arriviamo al fatto che le cose irradiano fino nella testa, che quindi effettivamente irradiano dalla testa, allora naturalmente dobbiamo tenere insieme tutto il possibile, quello che ci porta al fatto che, sebbene vogliamo innanzitutto introdurre il vegetale nell’interno, l’organizziamo in modo che agisca sulla testa. E questo dovrà essere particolarmente osservato quando vogliamo usare i semi. I semi per loro natura sono molto adatti ad agire sulla digestione più grossa. E mentre agiscono sulla digestione più grossa direttamente, agiscono certamente, mentre vengono prodotte reazioni, sulla testa. Ma è proprio molto difficile portare l’effetto dalla digestione fino nella testa. Perciò è bene quando di nuovo ci rivolgiamo ai semi, con una — e precisamente una molto concentrata — decozione, se il paziente lo sopporta. Si può studiarla particolarmente, quando si considerano gli effetti dei semi del cumino, si decottano i semi, quindi si considera questa decozione. In questa decozione avete innanzitutto olii essenziali, quindi effetti essenziali sull’Io, avete di nuovo qualcosa che agisce molto fortemente fisicamente, cera ed anche resine, che sviluppano anche nel Fisico effetti molto forti. Gli effetti forti si mostrano nell’odore speziato. Ma avete anche sciroppo di melma proprio in questa decozione.

Tutto questo, quando lo tenete insieme con le nostre considerazioni, come le abbiamo effettuate in questi giorni, tutto questo agisce straordinariamente rafforzante sull’attività dell’Io. È un agire proprio sulla attività sensoriale-nervosa, che giace nascosta negli organi digerenti. Su questa debolissima attività sensoriale-nervosa che giace nascosta negli organi digerenti — in una metamorfosi che si forma molto debolmente risiede questa attività sensoriale-nervosa negli organi digerenti distribuita — viene agito particolarmente. Viene effettivamente, per così dire, riguardante l’uomo inferiore attraverso tale decozione, effettuato qualcosa che appare come una metamorfosi inconscia della nostra percezione sensoriale esterna. Veniamo stimolati, per così dire, con il sistema digerente a percepire sensorialmente quello che lì come processo si sviluppa. E quindi questo rimedio è particolarmente ben usato per clisteri. Quando usate questo rimedio per clisteri, allora fate sì che rendete effettivamente un processo, che deve agire sulla attività sensoriale-nervosa, perché è davvero un apporto esteriore delle forze più sottili nel seme di cumino e così si produce una specie di percezione inconscia negli organi digerenti. Con questo viene particolarmente stimolato il liquido tissutale letargico; così dal fatto che produce una specie di processo che rafforza i sensi-nervi, viene fortemente spostata nell’interno dell’uomo la percezione. L’uomo diviene un percettore nei suoi organi digerenti, e questo è quello che contrasta tutto, quello che, per così dire, si oppone come l’altro polo al fatto che un’attività interna inizia, che ora può anche essere percepita, che consiste però essenzialmente nella percezione interna, quando cioè il nostro organismo inizia a manifestarsi così appieno in modo eruttivo. Dal fatto che possiamo noi stessi percepirlo molto fortemente quando sviluppa tale attività organica, che noi effettivamente ci percepiamo, agisce allora paralizzante, quindi curativo, su tale attività, che rappresenta una percezione da dentro verso fuori, quello che come un’attività, un’attività sensoriale-nervosa si sviluppa, che è effettivamente metamorficamente simile alla percezione esterna, sicché quando sorgono crampi gastrici, si verificano stati colici, sorgono gonfiori, con questo rimedio in modo appropriato potremo lavorare in modo fruttuoso.

Un altro processo è straordinariamente interessante da osservare. È il seguente. Rappresentatevi quindi così vivacemente quello che è in realtà la base un’attività inconscia che si sviluppa. Questa attività inconscia è straordinariamente simile all’attività di percezione esterna. Solo che ha il suo posto per così dire all’interno. Pensate che la percezione esterna e l’attività riflessa stanno in certo rapporto. Le percezioni possono, quando sorgono inconsciamente, immediatamente generare movimenti di difesa. Considerate questa cooperazione di attività percettiva ed attività difensiva e trasferitela all’attività interna del liquido tissutale. Voi conducete, per così dire, nuotando nell’aria, questa attività di percezione esterna. Se devo disegnarlo schematicamente, vorrei dire: se ci immaginiamo qui l’aria, in cui abitiamo, permeata di luce e così via, così abbiamo la percezione esterna che si dispiega in questa direzione, la reazione interna che si dispiega in questa direzione. È in ogni organo sensoriale una cooperazione di azione esterna e reazione interna. È da considerare così che, se si vuole già un’immagine astratta esterna, non si deve dare proprio quello che la visione moderna materialistica ha scelto, che là viene esercitata un’attività nervosa centripeta e centrifuga. Perché questa interpretazione non è più intelligente di quando si dice che, quando si preme una palla elastica, essa allora restaura la sua forma originaria attraverso un’altra forza rispetto a quella che è la forza di pressione stessa, nel suo ritorno. Non è più intelligente quando si parla di nervi motori che quando si vuol spiegare l’elasticità di una palla col fatto che si mette all’interno un centro che spinge verso fuori, quando si è spinto verso dentro. È essenzialmente nulla di più che il restauro della forma originaria; è l’effetto che sorge ed a cui non c’è bisogno di particolari nervi, perché l’intero, effetto e contro-effetto, è incorporato nell’Astralità e nell’essenza dell’Io.

Ora immaginate però l’intero processo in modo che proceda attraverso il percorso dell’attività eterica nel liquido tissutale. Un processo sensoriale naturalmente non si svolge in circostanze normali nel liquido tissutale, ma può essere generato da qualcosa come quello che ho appena indicato. Allora sorge una specie di tendenza al contrarsi, all’agire verso l’organismo, che voglio indicare così come qui l’azione nella percezione. Ma questo è un processo che per così dire assale la forza diretta verso fuori nel liquido tissutale. Questa si afferma e agisce contro. Voi spingete quindi un processo sensoriale, una metamorfosi del processo sensoriale, nel liquido tissutale. È straordinariamente interessante osservare come si spinge nel liquido tissutale una metamorfosi del processo sensoriale esterno. Ora si deve osservare dove mai nella vita normale succede qualcosa di simile, cioè che una specie di metamorfosi del processo sensoriale all’interno dell’uomo, per così dire un processo sensoriale condensato nel liquido tissutale, sorga. E sorge mentre si forma la secrezione di latte nella donna. Lì si ha effettivamente una metamorfosi trasferita verso l’interno, condensata, del processo sensoriale esterno: la secrezione di latte della donna. Ora supponiamo che, se dovrebbe essere lì, sia difettosa, così abbiamo tutte le ragioni ora di eseguire questo processo collocato verso l’interno, condensato nel liquido tissutale. E abbiamo proprio nel decotto del seme di cumino quello che ci produce un tale processo che promuove la secrezione di latte.

Queste cose sono state da me citate come esempi di come si possa considerare tutto l’agire e il tessere di questo organismo umano e la sua connessione con quello che è nel mondo esteriore. Considerate solo quello che vi ho presentato qui. Consideratelo, per così dire, precisamente, dicendovi: nel decotto del seme di cumino è resina, è cera, dunque qualcosa che attraverso la sua consistenza produce effetti fisici particolarmente forti. In questo modo questa resina, questa cera diviene straordinariamente simile a quello che, solo condensato verso l’interno, mi colpisce dall’esterno sulla percezione sensoriale.

Di nuovo in questo seme dentro è olio essenziale e sciroppo mucillaginoso. Questo è qualcosa che stimola la reattività dell’Io. Avete lì tutto quello che avete nel processo sensoriale: l’effetto da fuori, la reazione fino all’Io da dentro. Ora metamorfosate questo processo sensoriale per il fatto che effettivamente non fate una percezione sensoriale, bensì trasferite questo scambio reciproco verso l’interno, nel sistema di forze del liquido tissutale, allora avete quello che vi produce un processo sensoriale interno. Poiché un tale è il processo di secrezione di latte. Vedrete come in questo modo l’intera organizzazione è compresa.

Queste sono le considerazioni che si devono effettuare quando si vuole giungere a considerare l’esteriore nella sua efficacia di sostanza all’interno. Supposto quindi che si tenti con rimedi minerali-metallici. Allora potrete comprendere molto facilmente proprio quello che avete già imparato dall’efficacia del vegetale. Ma vi potrete dire ancora qualcosa. Vi potrete dire: è accaduto qualcosa con il minerale, in quanto il minerale si è già continuato nel processo vegetale. E quello che lì è accaduto nella mineralizzazione e nella vegetalizzazione attraversante, è una trasformazione delle forze minerali. Quindi qualcosa nel processo di guarigione si basa sulla trasformazione delle forze minerali. Supposto quindi che organizziamo un ospedale, lo circondiamo di terreno e concimiamo per così dire il terreno con varie cose minerali e lasciamo un terreno efficace, da cui davanti alla nostra conoscenza sta apertamente quello che contiene effettivamente, coltiviamo lì varie piante, da cui ci diciamo, usiamo radice, erba, frutto e così via, allora abbiamo il processo stesso in mano, che consiste nel fatto che la pianta trasforma il minerale per noi in rimedio. Si può allora rinforzare di nuovo, lasciando sorgere tali piante, si possono già come tali piante poi trattare nel modo che abbiamo appena discusso. Questo vogliamo fare nel nostro Istituto di Stoccarda da un lato; così deve essere organizzato anche. Si può però progredire ancora oltre. Si può il rimedio che si è già ottenuto dalla pianta stessa, si può usare di nuovo come una specie di concime e poi acuire ancora la forza. Si otterrà qualcosa che rende la triturazione fisica ordinaria più efficace in grado essenziale, dunque trasforma in qualcosa che è efficace in grado essenziale, in quanto si cede la formazione, la preparazione della natura stessa e le forze che agiscono nella natura. Naturalmente ci si dovrà chiarire su quanto segue. Ci si dovrà dire per esempio: se un rimedio minerale-metallico deve agire, come deve agire? — I sali, che del resto sono anche rimedi minerali, già producono l’effetto più verso l’interno dell’uomo. Le attività più periferiche però vengono influenzate proprio dalle sostanze minerali-metalliche, che sono le più consistenti. Lì dovremo fare una considerazione, però sempre come detto dal fondamento della conoscenza di scienza dello spirito, diversamente i pensieri si disperdono secondo tutti i cammini sbagliati. I pensieri di scienza dello spirito sono quelli che portano tale pensiero nella direzione giusta. Possiamo, diciamo, avere un qualche metallo; sappiamo, un tale metallo è molto debolmente attaccabile dall’interno dell’organismo umano. Là l’attività dell’Io deve essere già molto stimolata, perché è l’Io che afferra verso il basso, penetra verso l’interno della sostanza, ordina l’interno della sostanza secondo il suo scopo e allora chiama all’attività dell’Io nell’organismo, sicché noi — perché l’Io si può lasciar rafforzare in questa attività attraverso il corpo astrale —, quando applichiamo metalli, applichiamo minerali, allora sempre dobbiamo vedere che stimoliamo l’attività dell’Io o l’attività astrale, che poi reagisce di nuovo sull’Io, o l’interazione reciproca di attività astrale e attività dell’Io. Una tale stimolazione può accadere per esempio nel seguente modo:

Facciamo un unguento metallico, lo stendiamo. Lo stendiamo, diciamo, con un’eruzione cutanea. Con questo stimoliamo perifericamente l’attività dell’Io. Questa attività dell’Io viene stimolata per reazione anche all’interno dell’uomo; sorge innanzitutto all’interno dell’uomo attività sensoriale-nervosa acutizzata in un qualche organo, e da lì attività respiratoria acutizzata, in quanto questo passa all’Astrale. E riceviamo un effetto di quelle forze all’interno che contrastano l’eruzione cutanea. Chiamiamo tutto il corpo a contrastare l’eruzione cutanea.

Ora si può dire che da allora si possono studiare le varie sostanze metalliche e minerali in generale. Avete per esempio nel piombo qualcosa che agisce in modo straordinariamente forte sull’attività sensoriale-nervosa, e di nuovo in dipendenza da questo sull’attività respiratoria interna, ma anche su quella attività respiratoria interna che si svolge per esempio negli organi periferici esterni. Se quindi usiamo il piombo, possiamo agire molto quando è necessario produrre qualcosa come appena descritto, quando usiamo il piombo come unguento o anche quando lo somministriamo. Solo che naturalmente dobbiamo essere consci che, quando lo somministriamo, agiamo così che attraverso l’attività degli organi digerenti, che vengono stimolati, produciamo la reazione dell’uomo superiore. Se usiamo nell’uomo superiore stesso certi unguenti di piombo preparati con cura, agiamo direttamente su questo sistema superiore. E avremo proprio, quando abbiamo uomini che soffrono in qualche modo di debolezza della testa, in cui l’uomo superiore non sviluppa corretta attività sensoriale-nervosa e nemmeno corretta respirazione, con tali cure al piombo, se le avanziamo appena tanto che non possono portare a intossicazione, possiamo realizzare molto. In tutte queste cose, che possiamo leggere da quello che gli ultimi giorni e anche il corso precedente ci hanno portato, si tratta che siamo consci di quanto segue.

C’è soprattutto un grande contrasto. Tutto quello che passa più verso l’argento, si comporta in certo senso come metallo polaricamente a tutto quello che passa più verso il piombo. Ora abbiamo naturalmente riguardo a queste cose sistemi minerali straordinariamente difettosi. I nostri sistemi minerali sono fondamentalmente straordinariamente difettosi, perché in un sistema minerale naturale dovrebbero essere considerate queste relazioni di affinità dei metalli, e vedremmo che in un tale sistema da un polo stanno le connessioni di piombo, il piombo stesso, che all’altro polo sta l’argento, che nel mezzo sta per esempio l’Aurum, l’Oro, e gli altri sono ordinati di conseguenza.

Polaricamente, dico, sono argento e piombo per la ragione che l’argento agisce immediatamente sul metabolismo-degli arti, e precisamente assai perifericamente, assai molto su quello che dal sistema metabolico-degli arti è collocato verso fuori; ugualmente il piombo agisce su tutto quello che dall’organismo della testa è collocato verso fuori. Dunque agisce l’argento stimolante sull’attività sensoriale-nervosa nel sistema metabolico-degli arti e promuove da lì allora l’attività che permea tutto il corpo, e che è una stimolazione della respirazione in tutto quello che ieri ho chiamato metamorfosi dell’organo cardiaco centrale.

Al contrario, agisce tutto quello che procede dal piombo sull’attività sensoriale-nervosa della testa, sull’attività respiratoria che viene da lì stimolata. Con questo agisce stimolante su tutto quello che consiste nell’altra metamorfosizzazione, nella formazione della testa, nella formazione del polmone, nella formazione del fegato, dunque di quegli organi che circondano l’altra organizzazione dell’uomo così come il polmone circonda il cuore, e mostra così effettivamente la forma originaria di quello che in certa relazione è l’uomo-circolazione nel suo tutto. Abbiamo il polmone che circonda il cuore, abbiamo il polmone, circondando, abbracciando con l’attività respiratoria l’attività di circolazione. Ma ugualmente abbiamo, quando consideriamo l’uomo riguardante la sua formazione cerebrale, sulla formazione del polmone e sulla formazione del fegato, dunque quando consideriamo l’intero uomo posteriore-superiore, una respirazione che si spinge oltre, abbracciando tutto quello che sono vasi di circolazione con il cuore insieme. Quello che è allora organizzazione digestiva e anche organizzazione sessuale, l’abbiamo in questo modo allora circondato dall’uomo posteriore-superiore. L’organizzazione è così che l’uomo posteriore-superiore circonda propriamente l’uomo anteriore-inferiore.

Se si intende questo pervasivamente e nel convivere, nella sussistenza insieme dell’uomo posteriore-superiore con l’uomo anteriore-inferiore, quello che si vive propriamente principalmente nello scambio reciproco tra cuore e polmone, se lo consideriamo appropriatamente e in questo convivere, in questa vita insieme studiamo il ritmico e allora studiamo l’attività sensoriale-nervosa in quello che è posteriore-superiore, che però naturalmente ha il suo altro polo nell’uomo anteriore-inferiore, e se consideriamo quello che è processi metabolico-degli arti, nell’uomo anteriore-inferiore e di nuovo nella sua altra formazione nell’uomo posteriore-superiore studiamo, allora abbiamo l’uomo intero davanti e possiamo così allora anche controllarlo appropriatamente nei suoi altri processi.

Da questo partendo vogliamo domani allora passare alla discussione speciale dei nostri propri rimedi e considerare in questo modo ancora alcune delle domande che sono state poste, quello che naturalmente potrà risultare organicamente. ## OTTAVA CONFERENZA

8°La terapia con i metalli. Il concetto di veleno. La trasformazione della legge omeopatica

Dornach, 18 Aprile 1921

Oggi avrò da aggiungere al già discusso riguardo ai nostri rimedi terapeutici una grande varietà di considerazioni. Desidero partire dal principio che si possa interpretare in modo analogo a quanto abbiamo tentato ieri riguardo al mondo vegetale, quei processi che agiscono sull’uomo nei confronti dell’elemento minerale. Le concezioni che si devono acquisire risultano più complicate da questo punto di vista, perché, non appena si passa al minerale, non si ha a che fare, come con la pianta e l’uomo, con entità distinte e concluse che stanno una di fronte all’altra, bensì con qualcosa dove un elemento passa direttamente in un altro, e per questo le distinzioni sono difficili. Ora, nella preparazione dei rimedi terapeutici — e questo lo si dovrà cogliere particolarmente bene nel caso dei nostri rimedi — non si tratta soltanto di usare un qualche elemento, ma di cogliere quel processo in cui la sostanza vive dentro un altro processo, così che quando conoscete un rimedio per la sua azione, spesso si tratta di contenere in modo opportuno questa azione che per un verso viene suscitata, per l’altro verso invece viene frenata. Arriviamo per esempio al rimedio che prepariamo dal piombo e da una certa lavorazione con il miele — lo troverete particolarmente registrato —, dove si constata come l’azione del piombo da un lato debba essere tenuta a freno in una certa misura dall’azione del miele. È così: attraverso l’azione del piombo in sostanza si agisce in modo straordinariamente forte su tutto ciò che, partendo dall’Io, costituisce i processi formativi nell’uomo.

Vedete, dovemmo dire che nella formazione della testa dell’uomo, o meglio a partire dalla formazione della testa nell’uomo, sono presenti un’efficacia fisica, poi un’immagine eterica, un’immagine astrale, un’immagine dell’Io. L’Io si forma essenzialmente nel sistema del movimento, abbiamo detto. Ora, su questa immagine dell’Io e in connessione con l’immagine astrale agisce in modo tutto particolare proprio ciò che è l’azione del piombo. Con l’azione del piombo abbiamo essenzialmente a che fare con una potenza naturale straordinariamente nascosta, e per l’osservazione occulta l’esperienza degli effetti del piombo ha un significato straordinariamente profondo. Gli effetti del piombo sono straordinariamente importanti per l’essenza umana, prima ancora che essa si appresti a scendere nella vita fisica. Lì gli effetti del piombo entrano particolarmente in considerazione. Il piombo non ha soltanto quelle azioni che ci sono note, ma ha essenzialmente anche le azioni polaricamente opposte. E queste azioni polaricamente opposte irradiano dal cosmo verso dentro, mentre le azioni a noi note irraggiano dal cosmo verso l’esterno partendo dalla Terra, così che si potrebbe rappresentare schematicamente: se questa è la superficie terrestre, le azioni del piombo a noi note vanno dalla Terra verso l’esterno; quelle che sono polaricamente opposte, invece, confluiscono da tutti i lati, non hanno un centro per le loro irradiazioni, non sono forze centrali, bensì sono forze che agiscono dalla periferia verso il dentro. Queste forze periferiche hanno a che fare particolarmente con la formazione dello spirituale-animico nell’uomo, e il loro dominio deve essenzialmente essere abbandonato quando l’uomo si appresta a scendere nella sfera terrestre. Perciò nella sfera terrestre il piombo è richiamato alle sue forze opposte, che sono allora le forze velenose. E questo è davvero un mistero universale a cui non si può prestare troppa attenzione: che tutto ciò che sta in una connessione spaziale con lo spirituale-animico dell’uomo, di cui quindi si può parlare riguardo allo spazio, è veleno nell’organismo umano, così che proprio da qui deve essere ripresa l’importanza del concetto di veleno. Abbiamo dunque a che fare con un’eccitazione molto forte, uno stimolo, un’incitazione vera e propria di quelle forze che formano l’Io nella natura umana. E tutto ciò che compare negli avvelenamenti da piombo tende essenzialmente a distruggere radicalmente la struttura dell’uomo in quanto è un Io, a deumanizzarlo. È tale che tutti i possibili sintomi, che tutti tendono al fatto che si passa gradualmente nel nulla dal punto di vista corporeo — naturalmente si muore prima — fino al venir meno della voce e così via, fino agli svenimenti e all’intorpidimento e così via, testimoniano che le forze costruttive innate dell’uomo vengono radicalmente distrutte. Ora invece — vedete, dall’uomo superiore viene distrutto ciò che è formazione umana — questo uomo superiore è polaricamente opposto all’uomo inferiore. Ciò che nell’uomo superiore agisce in grandi quantità in modo distruttivo, nell’uomo inferiore in piccole quantità, in diluizioni, costruisce. Qui vorrei osservare parenteticamente che credo che l’interminabile disputa tra l’omeopatia e l’allopatia troverà soluzione soltanto quando si potrà affrontare la strutturazione dell’uomo così come la scienza dello spirito la presenta. Perché se da un lato il principio dell’omeopatia non può, sulla base dei ricchi insegnamenti dell’esperienza, essere messo in dubbio, o almeno non dovrebbe, d’altra parte si nota che presso le persone abituate a non procedere puramente secondo l’esperienza — gli omeopati sono sempre molto più fenomenologi degli allopati, che sempre mischiano nella loro ragione terapeutica tutto il possibile di pregiudizi —, proprio quando si sta da questo lato dove si vuole mescolare tutta un’abbondanza di considerazioni e pregiudizi su concezioni dell’organismo umano, è difficile comprendere la formulazione secondo cui ciò che in grandi quantità agisce come causa di malattia, in piccole quantità agisce come causa di guarigione. Perché i fatti non sono completamente coperti da questa formulazione. I fatti allora sono coperti quando si dice: ciò che in grandi quantità nell’uomo inferiore agisce come causa di malattia, in piccole quantità, quando viene reso attivo partendo dall’uomo superiore, agisce come causa di guarigione e viceversa. Quindi questa trasformazione della regola omeopatica è ciò che potrà solamente essere adatto a mettere pace nella disputa.

Se ora da questa parentesi ritorno a un tale rimedio in cui si cerca di conseguire qualcosa attraverso una certa lavorazione di piombo e miele, potete vedere come dal basso in forte diluizione tramite il piombo si contrasta la forza distruttiva rivolta verso la forma umana. Questo sta nell’azione del piombo. Ora però si cerca di ricostruire la forza formatrice dell’Io nell’uomo. Vedete, allora si trasferisce l’attività dell’Io nell’organismo fisico e si rende l’uomo così: se da un lato lo si rende fisicamente sano, d’altro canto lo si rende psichicamente debole in tutto ciò che invece deve agire dal basso verso l’alto, deve agire anche organicamente. E questo indebolimento può giungere fino al punto che, mentre da una parte si riconduce l’uomo alla formazione umana, se ci si imbatte in certi processi patologici che ci spingono a farlo, perché mancano i processi formativi e richiediamo l’applicazione dell’azione del piombo, è molto facile che, se si induce l’uomo a sviluppare di nuovo i suoi processi formativi, si minino le forze che emanano dal suo Io e dal corpo astrale, in particolare le forze che emanano dall’Io. Si può dire: si guarisce ciò che l’uomo si è acquisito, o propriamente ha acquisito in modo difettoso quando è entrato nella vita, ma lo si rende debole nei confronti di ciò per cui deve lavorare organicamente mentre sta nella vita. Ma a ciò invece contrasta, cioè lo rinforza, le forze che irraggiano dall’Io, ciò che si aggiunge come azione del miele. Vedete dunque, si tratta anche nella formazione di un tale rimedio essenzialmente di penetrare ciò che propriamente accade con l’uomo.

Ora, se si vuol comprendere l’azione del minerale nell’uomo, è già necessario guardare un po’ all’azione generale del minerale sulla Terra. È necessario che ci si familiarizzi dapprima con ciò che nello sviluppo della Terra i sali significano. I sali nello sviluppo della Terra significano essenzialmente ciò che la Terra produce. Ciò che la Terra produce sta nell’azione dei sali. Sviluppando i sali, la Terra si costruisce veramente. E quando passiamo dai sali agli acidi, quando cioè guardiamo in particolare a ciò che nel reame terrestre, nella zona terrestre acquosa e liquida, è presente come acidità, abbiamo ciò che nel reame terrestre, ma polaricamente opposto, corrisponde a ciò che nell’uomo accade nel processo digestivo interno, cioè nel processo digestivo oltre lo stomaco. Se consideriamo tutti questi processi nel divenire terrestre, nella misura in cui rappresentano una relazione tra acidi e sali, cioè ciò che oggi osserviamo esternamente in chimica, vedendo come si sviluppa il processo partendo dalle basi attraverso gli acidi ai sali, se consideriamo questo, allora in questa sequenza, se esprimiamo la cosa così: basi, acidi, sali, abbiamo il processo colto cosicché corrisponde con il processo di formazione della Terra. E questo processo è essenzialmente un processo negativamente elettrico. Detto più esattamente, se si esprime ciò che di esteriormente spaziale ha questo processo, ciò che passa nel fisico, ciò che dallo spirituale passa nel fisico, allora schematicamente si dovrebbe rappresentare così: dalle basi passando attraverso gli acidi ai sali avviene effettivamente un’azione che in sostanza è soltanto indicata nella sua direzione (vedete il disegno a pagina 139, rosso, freccia), ma è propriamente un processo di deposito, schematicamente espresso. E se ora esprimiamo il processo così: sali, acidi, basi, se cioè esprimiamo questo processo nella direzione opposta, allora dovremmo sempre togliere questa linea di deposito. Esse agirebbero come comprimendo, e nascono i raggi opposti, irradia verso l’esterno (vedete il disegno a destra, frecce). E allora abbiamo a che fare con un processo positivamente elettrico. E credo che, guardando a quello che qui viene disegnato come uno schema corretto, difficilmente potete avere ancora dubbi sul fatto che questo schema viene disegnato dalla natura stessa. Guardate gli anodi e i catodi, e avrete semplicemente dalla natura stessa l’immagine disegnata.

Quando ora arriviamo al vero processo metallico, quando cioè arriviamo ai veri metalli, allora abbiamo nei metalli ciò attraverso cui la Terra al massimo — se mi è permesso usare un’espressione che ormai non compare più da lungo tempo nella lingua tedesca, ma che corrisponde a una realtà — viene a decadenza, si dissolve. E i metalli non tendono a conservarsi o a consolidarsi sempre più nel reame terrestre, bensì tendono a disperdersi, a frantumarsi. Così sono propriamente ciò che rappresenta il decadimento della Terra, e per questo sviluppano anche un’azione, nascosta all’osservazione esterna, irradiante. Hanno ovunque l’azione irradiante. Osservare ciò è di un significato tutto particolare ovunque si giunga nell’interpretazione della natura, nella misura in cui essa fornisce rimedi, fino a penetrare il metallico.

Ora è del tutto interessante, da questo punto di vista, considerare singoli metalli, e attraverso questa considerazione sorgono poi quei punti di vista che sono semplicemente registrati come validi per i nostri rimedi minerali in questa tabella qui. Le cose stanno così: bisognerebbe mettere insieme tutto ciò che una corretta interpretazione dell’osservazione fornisce per portare a compimento queste cose, e sarete certi, perché soltanto ciò che si fonda su un’interpretazione comprensiva dell’osservazione è stato finora portato a compimento. Qui posso anche venire in aiuto all’interpretazione. Perché per me non si tratta affatto di ripetervi in qualche modo questa tabella; ciò che deve ancora essere aggiunto a essa può allora, una volta, accadere, certo, in una presentazione scritta della cosa. Mi importa meno di ripetere questa tabella, mi importa di dirigere il vostro pensiero in quella direzione attraverso cui una cosa come questa tabella viene portata a compimento.

Consideriamo ora da questo punto di vista i metalli — vorrei dire meglio la metallicità —, consideriamo la metallicità da questo punto di vista, allora abbiamo ciò che vi ho già caratterizzato come irradiazione, di nuovo presente nelle forme più svariate. Possiamo averla presente nella forma emanante dell’irradiante, di ciò che distrugge il terrestre nel cosmo. Questo è tutto particolare nell’azione del piombo. Si vorrebbe dire: attraverso l’azione del piombo vengono impiantate nell’uomo come organismo quelle forze che lo vogliono semplicemente disperdere nel mondo. Questo è dentro attraverso l’azione del piombo, questa volontà di disperdersi nel mondo, così che si può certo considerare questa azione del piombo nel migliore dei modi come irradiante. E tali azioni irradianti appaiono allora in un modo diverso presso altri metalli, per esempio nel magnesio. Questo è molto notevole, e proprio su questo si fonda ciò che il magnesio fa sui denti. Ora, deve essere portato a compimento dall’organismo umano fino all’azione metallica. Questo accade anche. Si tratta allora che l’irradiazione si possa di nuovo trasformare. E quando l’irradiazione dapprima si trasforma, allora diventa ciò che vorrei chiamare: il raggio è soltanto ancora una direzione, ma ciò che ha luogo è propriamente un oscillare intorno alla direzione, un’oscillazione.

Tali azioni si devono considerare sull’uomo sano e su quello malato. Nell’uomo sano queste azioni irradianti sono presenti, vorrei dire come residui del prenatale, dell’essere in precedenza nello spazio, nelle irradiazioni degli organi di senso. Sono sempre là. Ciò che lì irradia negli organi di senso sono in sostanza effetti residui del piombo, per cui il piombo non è più là. E in tutta l’attività sensoriale attraverso tutto l’organismo si svolgono in sostanza queste irradiazioni. L’attività nervosa, cioè il funzionale nei nervi si fonda essenzialmente su un indebolimento dell’attività sensoriale in questa direzione, così su un raggio più debole.

Potete da questo vedere perché nel mio libro «Dai segreti dell’anima» ho detto che ciò che propriamente è l’attività nervosa sensoriale è difficile da presentare, perché avrebbe dovuto essere premesso tutto ciò che ora è stato prodotto in questo dibattito.

Se però si ha questo ondeggiante, questo oscillante, se l’irradiazione è ancora mantenuta soltanto per quanto riguarda la direzione, allora si ha a che fare con ciò che come funzionale nell’organismo umano sta a fondamento di tutta la respirazione, insomma di tutta l’attività ritmica. L’attività ritmica si fonda su un tale divenire pendolare del movimento, su un tale movimento che rispetto all’irradiante è più consolidato in sé. E un tale movimento ha nel circondario dei metalli o della metallicità essenzialmente per esempio lo stagno. E su questo si fonda l’effetto benefico dello stagno in alta potenzazione, in potenzazione piuttosto alta, su tutto ciò che riguarda il sistema ritmico. Ma allora questo movimento irradiante pendolare si può ancora modificare ulteriormente. Questa terza modificazione è di un significato tutto particolare, questa terza modificazione quindi mantiene la direzione come pure l’oscillazione soltanto per così dire latentemente. Invece consiste in una formazione e dissoluzione continua di sfere, che in qualche modo nella direzione dell’irradiazione diventano e si dissolvono.

Su queste forze riposa propriamente ciò che nell’uomo agisce nel metabolismo. E tra i metalli è il ferro quello che sviluppa appunto queste forze in modo particolare. Quindi il ferro nel sangue si contrappone all’azione metabolica come la terza metamorfosi dell’azione irradiante. Se si ha a che fare con la prima metamorfosi, l’azione va particolarmente su tutto ciò che organicamente riguarda l’Io; se si ha a che fare con la seconda metamorfosi, è l’azione organicamente su tutto ciò che ha a che fare con il corpo astrale, e se si ha a che fare con la terza metamorfosi, è l’azione organicamente su tutto ciò che si riferisce al corpo eterico (vedete il disegno).

Andiamo avanti però. Ciò che si sviluppa come tale irradiazione sferica continua, se posso così chiamarla, deve, perché agisce per così dire dall’uomo superiore all’uomo inferiore, essere continuamente ricevuto. Va soltanto fino all’eterico; va soltanto fino all’eterico! Ora deve pure essere ricevuto dal fisico attraverso una forza che agisce polaricamente, perché a una tale formazione sferica deve venire incontro da fuori qualcosa che avvolga la sfera. La sfera deve essere compresa, avvolta (vedete il disegno a pagina 143).

Ora può essere che questo che avvolge e ciò che forma la sfera si tengano più o meno in equilibrio. Questo è nel caso dell’uomo normale naturalmente perché a tutto ciò che agisce dall’uomo superiore verso il basso, attraverso l’azione che va dall’uomo inferiore verso l’alto, l’equilibrio è mantenuto. E questo equilibrio si realizza particolarmente nel ristagno cardiaco. Ma se proprio questo equilibrio è disturbato, allora il metallo che equilibra è l’oro. Questo ristabilisce di nuovo l’equilibrio di questo che avvolge e di ciò che è in mezzo. Si tratterà di applicare l’oro quando per così dire la cosa è tale nell’uomo che si trovano disturbi della circolazione e disturbi della respirazione, per cui non si ha nessun altro elemento nell’uomo che allora mostra ciò che ne risulta come fenomeni conseguenti. Dove le cause non stanno in un’altra parte dell’organismo, lì si applicherà l’oro. Osserviamo però che le cause vengono da un’altra parte, e cioè da quella che vorrei chiamare il confine tra l’uomo inferiore e quello superiore, allora si deve dire: certo esce dall’uomo insufficientemente il contrapporsi in tali processi sostanziali avvolgenti nei confronti del processo più eterico-spirituale che lì si svolge. E se quella attività che si trova lì e che sta oltre il confine interno, oltre le pareti intestinali nella digestione — e cioè chiaramente dichiarato: oltre le pareti intestinali —, allora si ha questo processo dell’avvolgimento che si deve promuovere nel rame. Questo porta all’applicazione, al modo d’uso del rame, che trovate infatti tra i nostri rimedi, e che lì è indicato per un’insufficiente nutrizione che si manifesta particolarmente in disturbi della circolazione che procedono insieme come conseguenza dell’insufficiente nutrizione. Se si ha a che fare con disturbi della circolazione che non si possono considerare come conseguenza dell’insufficiente nutrizione: oro; se si ha a che fare con disturbi della circolazione che si devono considerare come conseguenza dell’insufficiente nutrizione, allora si ha a che fare con rame.

Ora naturalmente devono anche esserci controprocessi per gli altri processi dell’irradiazione, controprocessi sostanziali per i processi eterico-spirituali. Quel processo che ora dobbiamo considerare come un processo interno, che causa questo ondeggiamento e oscillare, sta, quando diventa anormale, quando diventa troppo forte, essenzialmente così che lo si può osservare in tutto ciò che sta nella digestione, nell’elaborazione dell’assorbito dall’intestino, andando verso l’esterno quindi, sta di qua. Così anche tutto ciò che per esempio si svolge nella sessualità sono irradiazioni dall’uomo verso l’esterno, che procedono in questo modo (vedete il disegno a pagina 142), vorrei dire in modo simile al caduceo di Mercurio. Quindi il caduceo di Mercurio. Questo giocava un ruolo nella formazione degli antichi cosiddetti simboli. A ciò che agisce lì, si devono contrappesare, se non è da degenerare, quelle forze costruttive sostanziali che lo tengono a freno, che non lo lasciano degenerare, e quelle stanno essenzialmente nel mercurio, così che qui poniamo veramente in rilievo un campo dove è straordinariamente importante unire ciò che dissi nel corso precedente con ciò che ora impariamo più andando verso l’interno. Se unite queste due cose insieme, allora avrete già il processo completo. Questo è ora qualcosa che suona completamente nel campo dell’astrale, che nasce attraverso tali movimenti pendolari di raggi e attraverso la corrispondente contrazione. Questo va completamente nel campo dell’astrale (vedete il disegno a pagina 142).

Ora però possiamo anche avere a che fare con il vero processo di irradiazione, che è presente nella forma più varia nell’organismo umano. L’abbiamo da un lato presente in tutto ciò che irradia verso l’esterno attraverso la pelle, che ha anche questa irradiazione direzionale in sé; abbiamo questo processo però anche presente in tutto ciò che è diuretico, che è di svuotamento nell’essere umano. Allo stesso modo come nella, se posso così dire, formazione della gastrula l’esterno si volge verso l’interno nel processo embrionale, così abbiamo anche qui in questa irradiazione a che fare con qualcosa che agisce ugualmente verso l’esterno attraverso la pelle, e che si volge per così dire, così che nel processo diuretico, nel processo di svuotamento per così dire assume una direzione opposta. Mentre di solito si ha a che fare con il polare con ciò che si manifesta nella direzione opposta, qui si ha una volta a che fare con qualcosa che in un certo senso è opposto e tuttavia è di nuovo della stessa natura. Non si deve schematizzare da nessuna parte di fronte al mondo. Non appena cioè ci si basa su teorie, sorgono sempre errori. Non c’è possibilità di basarsi su una teoria senza cadere negli errori. Se quindi qualcuno si dice che nel mondo agisce la polarità — e si costruisce ora uno schema, una formula per la polarità, e dice ora la polarità deve agire così e così —, certo potrà comprendere una serie di fatti, ma rispetto ad altri fenomeni esce di nuovo dal suo schema, lì sarà diverso.

Se si riuscisse una volta a penetrare questa terribile tirannide che la formazione di teorie effettivamente costituisce nella scienza! Si deve certo avere la volontà di formare teorie. Perché se non si potessero formare teorie, non si potrebbe affatto comprendere nessun ambito di fenomeni. Ma si deve anche avere la volontà, sempre al posto giusto, di abbandonare di nuovo la teoria e penetrare là dove la teoria non vale più. Anche nella scienza della natura questo si deve osservare. Se si vuol fare teoria dell’evoluzione nel senso esteriore, allora la si deve fare così da attenersi alla teoria dell’evoluzione esterna, riformandola appropriatamente e così via. Se si vuol comprendere l’uomo da dentro, allora ci si deve attenere a ciò che l’antroposofia fornisce. Né una teoria antroposofica né una teoria antropologica possono essere affrontate in nessun altro modo che abbandonandole nel punto giusto e penetrando nell’altro ambito. Solo che naturalmente con quello che qui chiamiamo antroposofia accade che si penetra nell’ambito spirituale-animico e da lì si ritorna di nuovo alle manifestazioni sensibili-esterne. Questo cammino potete osservare come l’ho percorso nei miei primi scritti, nei miei secondi scritti e come ora provo a comprendere anche l’altro. Gli stupidi naturalmente trovano in questo soltanto contraddizioni e costruiscono da lì i loro attacchi sciocchi. E, non è vero, riviste tedesche, che sono curate da persone che non hanno giudizio su nulla, allora prendono un’aggressione sciocca, un pestaggio sciocco, non è vero, come se fosse una discussione seria sull’antroposofia. Non so se sapete che uno che ha condotto un tale attacco sciocco, un attacco veramente sciocco nella «Tat» di Diederich, cioè si chiama Hauer. — Ora si tratta di considerare ciò che, come un’irradiazione così come l’ho or ora descritto, può essere descritto. E a ciò si deve contrapporsi di nuovo. Ci si contrappone facendo ricorso a tutto ciò che per esempio nell’argento agisce in irradiazione opposta, dove si deve comprendere che l’argento allora deve essere usato in forma di unguento quando vuol colpire l’irradiazione che in qualche modo si manifesta attraverso la pelle, che deve essere iniettato in qualche forma quando si tratta dell’altra attività che procede in qualche modo nella direzione che seguono gli svuotamenti. Lì avete, vorrei dire una regola di direzione per il modo particolare come queste cose devono essere trattate, perché nel trattamento di queste cose sta in sostanza altrettanto quanto nella qualità del rimedio.

Ora vorrei condurre una tale considerazione, attraverso i rimedi, ancora in alcuni complementi che ora aggiungerò riguardanti cose che sono state poste come domande. Se questa volta non ho potuto essere del tutto completo, vi prego di comprenderlo appunto per la brevità del tempo. Credo però che, se considerate il metodo della risposta alle domande che ora darò brevemente, vedrete che ho cercato di ordinare i discorsi degli ultimi giorni già così da portare al cammino verso questa risposta alle domande. Voglio estrarre da qui una domanda molto caratteristica di cui qualcuno ha parlato e che si basa su qualcosa di reale. Qualcuno ha infatti posto la domanda quale fosse la realtà della diffusa opinione popolare — ma si basa veramente su qualcosa di molto reale, che però non è sufficientemente osservato e per questo lo si ignora molto spesso — che donne nel periodo mestruale emanano sui fiori che si trovano intorno una specie di forza appassente, che quindi agiscono così che i fiori vicino a loro appassiscono, particolarmente appassiscono quando li toccano. — Ora, dovete soltanto prendere la concezione dell’uomo come l’abbiamo sviluppata qui, e arriverete alla causa interna di questo fenomeno. Considerate soltanto che ciò che agisce nel fiore e lo spinge alla fioritura, dalla Terra dal basso verso l’alto tende. Ciò che nell’uomo segue questa forza floreale, tende dall’alto verso il basso. Questa è davvero una polarità cosmologicamente-organica. Dovete dunque soltanto immaginarvi che questo normale tendere verso l’alto alla fioritura delle piante è opposto a ciò che nell’uomo tende dall’alto verso il basso (vedete il disegno). Deve esserci un equilibrio, e l’equilibrio è nell’uomo normale. Immaginate ora le forze dall’alto verso il basso rafforzate, ciò che si esprime nel fatto che appunto il periodo si instaura, allora avete le forze nell’uomo rafforzate che si contrappongono alle forze di fioritura della pianta. Quindi avete, se comprendete la connessione fattuale, questa meravigliosa connessione che esiste e che si penetra così procedendo, che appunto in ciò che dalle antiche concezioni istintive si è mantenuto nella concezione popolare appare.

Ora un’altra domanda che mi è stata posta è la seguente: se si ha a che fare con asma che nasce da contrattura, e che nel suo complesso sintomatico ha accumulo di sangue in alto, vuoto di sangue in basso, come si può contrastare un tale asma? — Di che cosa si tratta in un tale asma? In un tale asma si tratta che il processo sensorio-nervoso è scivolato nel processo respiratorio. Non c’è nulla di diverso che un’iper-azione nel processo respiratorio, e cioè una tale iper-azione che il processo sensoriale è scivolato dentro. Ora dovete contrapporvi polaricamente. Dovete venire d’altro canto. Così a ciò che già dalla natura è andato da fuori verso dentro, dovete contrapporvi con forze che hanno l’altra direzione, e le ottenete se ora attraverso la pelle introducete il processo acido, cioè se usate per esempio bagni di anidride carbonica o altri bagni acidi. E questo avrà un’azione del tutto particolarmente benefica per malati d’asma in questa direzione. Molte cose saranno usate insieme in relazione, a cui sarete guidati quando considerate l’altro di cui ho parlato.

Ora è stata posta la domanda come stanno le cose con ciò che — e lo si evidenzia anche nella domanda — ha suscitato una tale meraviglia e gioia terribili nelle cliniche, cioè l’iniezione di latte nella blenorragia. Ora il fatto che questo sia connesso in un gran numero di casi con la secrezione di latte potete leggerlo da ciò che ho presentato anche in questi giorni sulla secrezione di latte. Dovete soltanto immaginarvi ciò che abbiamo presentato sulla secrezione di latte, come c’è anche un processo sensoriale, ma scivolato più profondamente. Tutta l’anomalia che si è instaurata — l’ho esposto, e ora naturalmente rimangono forze direttive nel prodotto separato. Questo è in sostanza ancora un processo in cui continua ciò che si è svolto all’interno dell’organismo. Se ora iniettate, naturalmente potete contrapporvi a un processo che si fonda su cose piuttosto simili. Quindi è qualcosa in cui il caso empirico ha effettivamente agito con straordinaria intelligenza, perché la cosa è emersa soltanto dal caso empirico, cioè dal provare.

In generale questo guardare alle metamorfosi dei processi è di straordinaria importanza. Se l’uomo non riesce a guardare come i processi si trasformano, non potrà valutare correttamente nemmeno le cose più semplici.

È sorta la domanda su quale sia il fondamento dei raffreddori, di tutti i tipi di cose che si comprendono sotto il concetto in realtà piuttosto diffuso dei raffreddori. — È però così che l’attività sensoriale anche qui, se pure in un modo diverso rispetto a ciò che è stato esposto prima, viene spinta giù nell’attività respiratoria. Le separazioni che allora sorgono sono soltanto una reazione a ciò. È qualcosa che accade nell’organismo, più verso la superficie, qualcosa che accade continuamente all’interno dell’organismo attraverso l’interazione dell’attività nervosa-sensoriale e dell’attività metabolica. Accade continuamente all’interno. Di nuovo non potete stupirvi che si contrastino queste cose con cose semplicissime, facendo involucri e simili, dove da fuori si spinge una specie di attività sensoriale-nervosa dove altrimenti non sarebbe. Tutto l’avvolgimento e così via è una spinta di un’attività nervosa-sensoriale nell’organismo, che è una mezza consapevolezza, che però non sarebbe altrimenti presente.

Ora sono ancora stato interrogato su come si comportano le forze muscolari rispetto alle forze ossee. — Riguardo a ciò con cui sono stato interrogato con riferimento all’omeopatico, credo che ciò che ho esposto in sostanza risponde alle domande poste. Ora però mi sono state poste ancora varie altre domande, al che devo un po’ entrare. — Le forze muscolari e le forze ossee si comportano così che questo comportamento si può caratterizzare dicendo: nelle forze muscolari sono gli effetti in pieno movimento che nelle forze ossee sono arrivati al riposo e alla morte, perché le ossa sono — ora non geneticamente, bensì idealmente — propriamente muscoli trasformati, non geneticamente, ma idealmente davvero muscoli trasformati. Cercare una connessione genetica tra ossa e muscoli, sì cercarne addirittura una tra cartilagini e ossa, questo è propriamente assurdo, e giustamente alcune persone hanno segnalato la difficoltà che sorge quando si vuol cercare una connessione genetica lì. Bunge per esempio ha segnalato la difficoltà che sorge quando si vuol guardare la connessione genetica tra cartilagini e ossa, ma naturalmente non ha segnalato da dove viene questa connessione, questa difficoltà. Viene dal fatto che effettivamente esiste una metamorfosi. Ma considerate che, nel tempo in cui tutta la formazione muscolare non è ancora passata all’organicamente-visibile (vedete il disegno, rosso) — e così è essenzialmente, soltanto molto indebolito anche nella formazione cartilaginea —, dove la formazione muscolare e ossea sono ancora indifferenziate (chiaro), se in questo stato di indifferenziazione, nel differenziare, questi processi vengono colti contemporaneamente dalla polarità, allora naturalmente potete constatare la metamorfosi con difficoltà straordinaria. Una metamorfosi genetica esterna potete constatarla soltanto se è tale che nella transizione dell’uno nell’altro nel differenziare, essenzialmente non agisce ancora la polarità, bensì viene mantenuta la direzione. Ma se la polarità interviene subito nel differenziare, naturalmente ne nasce una formazione completamente diversa, che allora non appare più simile alla prima.

Alcune delle domande riceveranno risposta nell’ora che seguirà immediatamente. Una domanda però che vi prego di considerare come tale che conduce nel campo dove la confusione comincia fortemente, dove si dovrebbe evitare di fare analogie, è questa: come si potrebbe costruire lo spettro del gusto attraverso dolce, amaro, acido, alcalino fino al salato, se si potrebbe costruire tale spettro del gusto, forse allora costruire anche uno spettro dell’olfatto. Riguardo a queste cose in realtà è così che si ha troppo poco di sufficientemente oggettivato proprio nel gusto e nell’olfatto di fronte a sé, che potrebbe essere particolarmente utile trovare analogie lì. Queste cose sono nell’applicazione pratica di minore importanza, perché, nel passare dall’ambito dell’occhio e dell’orecchio all’ambito del gusto e dell’olfatto, si entra immediatamente in un ambito del tutto diverso per il fatto che nell’osservare con l’occhio realmente si ha a che fare con ciò che si manifesta del tutto dall’eterico, e che però nel processo di gusto e olfatto si ha a che fare con qualcosa che ora è molto fortemente utilizzato dai processi sostanziali, dagli effetti sostanziali, dagli effetti di ricambio sostanziale, così che, nel passare a questa attività sensoriale, si può attenersi al più robusto, che allora si esprime nel ricambio.

Ora vorrei ancora brevemente evidenziare una domanda che è stata posta — altre domande che sono state poste in relazione a questa domanda saranno affrontate meglio nell’ora che vi si aggiungerà —, una domanda che ha una certa importanza di principio: l’uomo può produrre da sé senza assumere bromo, morfina, iodio, chinina, arsenico e altri rimedi? Ora vedete, è una domanda che porta a fondamenti molto profondi di tutta l’organizzazione umana. Le sostanze non si possono produrre, ma i processi si possono produrre. Ora, si può ben dire che per esempio naturalmente si è completamente incapaci di produrre la sostanza di piombo in sé, ma si è molto bene capaci di produrre il processo del piombo da sé dall’eterico e allora farlo irradiare nel corpo fisico. E allora si può dire: sì, non è possibile omeopatizzare fino al punto che si dica, voglio provare attraverso questo processo a far agire fin nel corpo eterico, così che questo processo di auto-metallizzazione, processo di auto-irradiazione, che corrisponde a un processo di irradiazione metallica, venga suscitato. — In un certo senso questo può accadere. Soltanto si tratta che arriviamo realmente ai processi di irradiazione che emanano dalla metallicità. Se naturalmente si rimane nel pensiero allopatico, naturalmente questi fatti non si avvicinano. Ma se per esempio fate le seguenti considerazioni: nel processo di formazione dei denti stanno le forze irradianti di magnesio. Sono dunque forze che hanno un significato in tutto l’organismo umano, perché i denti sono proprio spinti fuori dall’uomo intero. Usate ora un sale di magnesio, un qualche sale di magnesio, in particolare diciamo magnesio solforico, e usatelo così che guardiate lontano da tutto l’allopatico, che produciate una diluizione particolarmente forte — qui siamo condotti alla necessità di diluizioni forti, cioè straordinariamente forti —, allora avete un duplice: avete anzitutto l’azione del magnesio, che però in sostanza finisce lì dove siedono i denti. Questa regione le forze di magnesio nell’uomo normale non attraversano. Dovete dare loro una specie di impulso rinforzante, così che agiscano ulteriormente, così che attraversino l’uomo intero. E questo si può se usate appunto il sale, il sale solforico in particolare, perché promuove appunto l’irradiazione di magnesio che entra fino alle forze della testa. Da lì lasciate irradiare di nuovo. E lì in realtà viene suscitato questo processo, questo processo che proviene dall’eterico, che rimane omeopatizzato fino nell’eterico, dove si hanno soltanto le forze, dove non si ha affatto la sostanza, dove si è partiti da una sostanza completamente diversa. Sapete che anche lì empiricamente è stato usato magnesio solforico, ma razionalmente lo si potrà usare soltanto se si considera questa connessione, perché allora subito si noterà che si può attenersi al solforico soltanto per metà, non completamente. Ci si deve attenere al magnesio per l’altra metà, così che perciò chi crede che si possa prendere anche un altro sale solforico non colpisce il vero. Questo è ciò che si crede di nuovo quando si parte da considerazioni che si ottengono soltanto con l’aiuto del metodo del mondo sensibile esterno e dell’intelletto combinante.

Ora vorrei solo brevissimamente puntare su che tutte queste cose che sono state esposte qui devono essere considerate assolutamente così che si dica: una volta, per arrivare alle azioni che lì devono essere osservate, si deve estrarre il singolo. Ma allora si deve anche di nuovo tutto considerare insieme. Particolarmente in questi discorsi ho detto che vi ho rivolto la pretesa, per così dire, che consideriate le cose insieme. E ora vorrei indirizzarvi su come questo considerare insieme può accadere. Là sono stato interrogato per esempio sulla malattia di Basedow. Là potete persino guardare a quello che ho esposto nella prima ora di euritmia, dove ho indicato come la ghiandola tiroidea è qualcosa che è un cervello non completato. Se vi dite dunque che la ghiandola tiroidea è un cervello non completato, se cioè siete attenti al fatto che le forze che agiscono anormalmente nella malattia di Basedow, come queste forze tendono verso la ghiandola tiroidea e in questo tendere producono tutte le altre cose che allora appaiono nel complesso sintomatico della malattia di Basedow, allora arriverete a come dovete contrapporvi in tal modo che, vorrei dire, si contrappone a un diventar troppo testa dell’uomo. E lì siamo condotti di nuovo a quello che dirige l’ora prossima, siamo condotti al fatto che a tali cose davvero si può opporre molto beneficamente attraverso il movimento consapevole, in particolare attraverso il movimento consapevolmente consonantizzante. E otterrete buon effetto se con la malattia di Basedow emergente usate in qualche modo radicalmente ciò che abbiamo discusso appena nella divisione euritmia. Così è la connessione.

Ora non vogliamo concludere queste cose, ma speriamo di continuare un’altra volta, ma dobbiamo, fatta eccezione per l’ora prossima che avremo ancora, fermarci.

Dopo una breve pausa continueremo allora, più riferendo all’euritmia.

9°L'euritmia nella sua connessione con l'essere umano come elemento terapeutico (euritmiologia curativa)

Dornach, 18 Aprile 1921

Quello che mi devo dire oggi riguardante l’euritmia è tale che deve essere compreso nel singolo sempre con le conoscenze che avete dal punto di vista fisiologico e altrimenti. Come questo deve accadere, per così dire vi risulterà da sé. Ma appunto quando guardiamo dentro un tale processo spirituale-corporeo come quello che avviene nell’euritimizzare, non possiamo che indirizzare l’attenzione anche su connessioni più profonde spirituale-fisiche. E lì vorrei richiamarvi l’attenzione su quanto segue.

Dobbiamo anzitutto guardare a quel processo mondiale extra-umano, che solitamente si segue soltanto riguardo ai suoi dettagli e che non si segue riguardo a ciò che è propriamente attivo internamente. Considerate soltanto il fatto che la formazione della Terra in realtà significa: agisce una tendenza formativa dalla sfera planetaria verso dentro, e inoltre da quello che ancora sta fuori della sfera planetaria avviene una formazione verso la Terra, forze cosmiche continuamente irradianti, che si esprimono negli enti di forza singoli, irradianti verso la Terra.

Queste forze cosmiche possiamo ora considerarle in questa connessione così — sebbene esse tutto ciò che ho detto prima sui raggi possano comprendere di nuovo in sé —, così considerare che agiscono verso il centro e formano propriamente ciò che è sulla Terra e nella Terra da fuori. È già così che per esempio realmente tutta la metallicità della Terra, tutti i metalli non si formano essenzialmente da alcuna forza da dentro la Terra, bensì realmente vengono inseriti nella Terra dal cosmo. Possiamo ora queste forze, che agiscono attraverso l’etere — non cioè dai pianeti, lì agirebbero di nuovo centralmente, i pianeti sono proprio lì per modificarle, la sfera planetaria è quella —, possiamo chiamare le forze formatrici, le forze formatrici che agiscono da fuori. Appunto in questa connessione vi prego di comprendere la cosa: forze formatrici. Vi si contrappongono quelle forze che nell’uomo e nella Terra ricevono queste forze formatrici e le fissano, le riuniscono per così dire intorno a un centro, così che appunto la Terra può nascere. Queste forze, che fissano, possiamo chiamarle le forze del fissare (vedete il disegno e anche lo schema a pagina 159). Nell’uomo stanno le forze che plasticamente formano gli organi, mentre le altre forze, le forze formatrici, sono quelle che più spingono gli organi dal mondo spirituale-eterico nel mondo fisico. Questo è un processo che nel contrasto tra le forze spingenti del magnesio e le forze di fluoro che arrotondano, vorrei dire è proprio palpabile da maneggiare. Ma di nuovo è un tale processo che si vive dappertutto: nei denti appare dal basso verso l’alto e arrotondandosi in alto, ma appare anche da davanti verso dietro, da dietro verso davanti, dall’alto verso il basso, arrotondandosi verso il basso. E potete questo processo per esempio palpare quando vi immaginate che con la tendenza di spingere qualcosa di sferico davanti, da fuori verso dentro, forma qualcosa, e che a ciò si contrappone un processo di formazione sferica (vedete il disegno, rosso), dal basso verso l’alto. E tra questi due processi dentro sta il mediatore, cioè i processi di secrezione, di nuovo l’assorbimento di ciò che è stato secreto da altri e così via, quello che nel senso più lato si può chiamare processi di secrezione; perché in fondo anche l’assorbimento riposa su una secrezione verso dentro che di nuovo è riassorbita. Così in mezzo sta di nuovo quello che si può meglio chiamare processi di escrezione.

Un tale processo di escrezione potete di nuovo palpare quando vi immaginate che da una parte sta ciò che vuol continuamente escretare il carbonio (vedete il disegno, arancio), e quello che lo riassume di nuovo (arancio) nella formazione di anidride carbonica (bianco) attraverso la respirazione da davanti. Allora giù di lì un tale processo di escrezione prosegue. E se scendete ancora più giù nel ricambio-membro processo, allora avete propriamente un processo di fissazione. Ma questo processo di fissazione è presente anche nell’altra direzione. Lo potete seguire lì dove di nuovo, vorrei dire, potete palpare quando andate a considerare l’occhio, è formato da fuori verso dentro, questo ve lo mostra già l’embriologia, ma è fissato da dentro verso fuori. La formazione è interiorizzata. Su questo riposa l’origine dell’occhio. È interiorizzata (vedete il disegno, arancio), così che questo processo di fissazione, mentre progrediamo verso lo spirituale-animico nell’uomo, verso gli organi dello spirituale-animico, verso gli organi di senso, si spiritualizza, si anima realmente, si spiritualizza nella percezione. Questo è il processo discendente che conduce alla formazione degli organi (vedete il disegno a pagina 156 e schema a pagina 159). Allora troviamo all’estremità inferiore il processo di percezione, il percepire oggettuale (vedete ivi). Se questo si sviluppa ancora, se continua a svilupparsi così, allora il percepire diventa verso il fissare, quando diventa consapevole nel fissare, all’Immaginazione. Se l’Immaginazione si sviluppa ancora e diventa consapevole verso il processo di escrezione, diventa Ispirazione. E se l’Ispirazione si sviluppa ancora verso il processo di formazione e lì consapevolmente urta il processo di formazione, cioè penetra la formazione, allora diventa Intuizione (vedete ivi). Si può sviluppare questa progressione della vita animica dal percepire oggettuale all’Immaginare, all’Ispirare, all’Intuire.

Formazione Intuire Processi di escrezione Ispirare Fissare Immaginazione Percezioni

Ma a questo processo che si sviluppa nell’animico sta il processo del divenire a fondamento. Esso è soltanto, come vedete anche qui, il capovolgimento del processo del divenire. Si incontra il divenuto e si sale di nuovo nel divenire nella direzione opposta. La formazione va nella direzione discendente. Si sale nella direzione opposta, si procede verso il divenire, così che ciò che si sviluppa come percepire e come forze conoscitive in Immaginazione, Ispirazione, Intuizione, ha sempre la sua contrazione nelle forze creatrici che si esprimono nelle forze formatrici, nei processi di escrezione, nei processi di fissazione.

Da questo vedrete che nell’organismo umano quello che è attivo nella direzione opposta nel creare, nel divenire, è quello in cui si entra quando ci si innalza nel conoscere. Vedrete da questo che è realmente così che quello che raggiungiamo nell’Immaginazione sono le stesse forze che senza la nostra consapevolezza si fanno valere nei fenomeni di crescita, nei fenomeni di crescita plastica. Se saliamo all’Ispirazione, arriviamo alle forze che da fuori verso dentro nella respirazione ispirano l’uomo, mentre respira lo formano attraverso, che si inseriscono lì modellando plasticamente le forze lavorandole dentro. E se saliamo all’Intuire, saliamo propriamente all’agente che si affida nelle nostre forme plastiche come l’entità sostanziale dal mondo esterno verso dentro.

Vedete dunque, afferriamo l’uomo formandosi dal cosmo, e se ora applichiamo le nostre conoscenze che ci siamo acquisite in qualche modo attraverso anatomia o fisiologia, e le illuminiamo con quello che ci è dato lì, allora incominciamo a comprendere gli organi e le loro funzioni. Questo è dunque un’indicazione sulla comprensione degli organi e delle loro funzioni, così che in quello che plasticamente agisce sempre nell’uomo, che plasticamente l’uomo normalmente, vorrei dire l’attraversa, d’altro canto — prendete a ausilio il discorso di ieri —, d’altro canto vive nei movimenti consonantizzanti, che appunto, come dissi ieri, sono forze di Immaginazione inconscia, cioè una specie di fluire attraverso l’organismo. Voi penetrate così come il consonantizzare euritimico coglie le forze formatrici insufficienti nell’uomo, le forze plastiche insufficienti e le trasforma nella giusta plastica.

Prendiamo dunque un bambino e vediamo che una plastica insufficiente è presente, che la plastica cresce eccessivamente. Che cosa significa: la plastica cresce eccessivamente? Significa che la plastica agisce centrifugamente, rende la testa grande agendo centrifugamente, e non le permette, perché diventa troppo grande, di venire attraversata nel giusto modo con forze immaginative. Queste si devono fornire. Dunque lasciate il bambino euritimizzare in modo consonantizzante. C’è una domanda sulla situazione di «un bambino di due anni per il resto apparentemente sano con una grande testa, che però non è idrocefalo».

Avete effettivamente nell’euritimizzare consonantizzante, se correttamente applicato, il contromedicamento per contrastare ciò. Qui arriviamo al punto dove un’osservazione attenta del morfologico, del più profondo morfologico appunta sul trattamento euritimico.

Oppure: «Un bambino di dodici anni e tre quarti, il cui allungamento di crescita è rimasto straordinariamente indietro, organicamente senza reperto, però proprietario di vermi, intelligente, ma mentalmente rapidamente affaticabile.» — Un complesso sintomatico straordinariamente interessante, tutto indirizzato al fatto che non ci sono forze immaginative sufficienti, che le forze degli organi plastici crescono eccessivamente perché non ci sono forze plastiche sufficienti interiori, forze plastiche psichiche. Le forze psichiche plastiche sono appunto quelle che distruggono i parassiti. Perciò non è meraviglia che, se sono presenti in quantità insufficiente, sia un proprietario di vermi. Dunque lasciatelo euritimizzare consonantizzante, e avete dato il contromedicamento. Questi casi che appaiono mascherati — qui in qualche modo in maniera mascherata appaiono —, allora persino in tali casi mascherati l’euritmia può agire straordinariamente favorevolmente, particolarmente se allora si viene ancora incontro alla cosa in modo materialmente terapeutico.

Così per esempio mi è stata sottoposta una domanda interessante. È naturale che io debba rispondere a questa domanda in linea di principio. Se qualche complicazione insorge, allora in quella questione specifica le complicazioni potrebbero allora essere considerate particolarmente; ma se anche altro deve essere combinato con la cosa, tuttavia la cosa da un lato con ciò che può essere caratterizzato è propriamente colpita nel segno:

«Ho come paziente un bambino di cinque anni che durante i disordini per ferita da arma da fuoco ha perso molto sangue; due anni fa si è instaurata una deformazione delle articolazioni. Cose che più tardi conducono ad anemia e simili negli adulti. Come si potrebbe venire incontro terapeuticamente a questo?»

Lì avete deformazione articolare. Questo è un agire-verso-fuori già delle forze plastiche, che non possono più restare all’interno, che già irraggiano verso l’esterno, così che rendono l’uomo con la libertà potrebbe fare qualcosa. Deve dunque passare a produrre immaginazioni che sempre si oppongono al deformare.

Ora l’altro, vedete, qui abbiamo a che fare con Immaginazione oggettiva insufficiente; possiamo anche avere a che fare con Ispirazione oggettiva insufficiente, ciò che allora si esprime attraverso — se così posso dire — deformazione del sistema ritmico. Questa deformazione del sistema ritmico, si esprime davvero particolarmente attraverso il fatto che l’Ispirazione oggettiva, che va verso dentro, non viene incontro nel giusto modo al ritmo della circolazione. E agisce normalizzando se si applica l’euritimizzare vocalizzante. Questo euritimizzare vocalizzante agisce allo stesso modo sulle irregolarità all’interno che appunto non sono accompagnate da cambiamenti morfologici come l’euritimizzare consonantizzante agisce sulle deformazioni o su predisposizioni a deformazioni.

Ho detto prima che effettivamente può essere necessario sostenere una tale cosa quando appare in modo particolarmente radicale, come nella deformazione delle articolazioni che abbiamo appena discusso. Lì è allora necessario venire incontro terapeuticamente al processo dell’euritimizzare consonantizzante, che dunque agisce così che attraverso questa Immaginazione particolarmente stimola la respirazione interna di quelle, di fuori verso dentro, che stanno oltrepassando le pareti intestinali verso dentro agli organi: polmone, reni, fegato e così via. È già così che, quando si euritimizza consonantizzante, cominciano particolarmente la parte posteriore della testa, il polmone, il fegato, i reni uno scintillare e uno sprizzare di scintille, che effettivamente è qualcosa che mostra come la reazione, la reazione spirituale-animica è a ciò che è fatto esternamente nel consonantizzare. L’intero uomo in questi organi diventa un essere luminoso, e ai movimenti che sono eseguiti si oppongono sempre movimenti luminosi all’interno, e in particolare con certi movimenti consonantizzanti nasce, vorrei dire, un’intera immagine della luminescenza del processo di escrezione del rene. Si riceve un’immagine dell’intero processo di escrezione del rene in questo processo di luminescenza che sorge attraverso l’euritimizzare consonantizzante. E questo allora agisce verso le Immaginazioni inconsce, e l’intero processo, dove questa parte inizia a brillare, questo è appunto lo stesso processo che ho specificamente descritto come quello sotto l’influenza del rame; è lo stesso processo. E qui è anche il luogo dove si può appunto indirizzare il medico al fatto che ci sono persone che hanno certi quadri morbosi. Ieri mi sono stati portati di nuovo, vorrei dire, questi quadri morbosi dandomi, almeno da un certo lato, disegni ammirati straordinariamente, disegni dipinti, di cui è stato chiesto se fossero particolarmente occultistici. Sono naturalmente occultistici ma è straordinariamente difficile parlare a questa gente di queste cose, perché tali cose sono luminescenza renale fissata oggettivamente, sono processo di urinazione oggettivamente fissato. In questo processo di urinazione, quando diventa in modo anormale un processo di luminescenza in persone disposte patologicamente, quando cioè si instaura un certo ristagno dell’escrezione urinaria — dunque una malattia puramente metabolica —, allora i reni cominciano a brillare, e quando questo particolare hellsehen visto da dentro insorge, allora le persone cominciano a disegnare selvaggiamente. Questo diventa sempre bello, esternamente nel senso formale sempre bello. I colori stesi diventano sempre belli. Naturalmente le persone non sono soddisfatte se gli si dice: sì, hai dipinto qualcosa di molto bello, è appunto la vostra urinazione ristagnata. — Vi posso assicurare che l’urinazione ristagnata e i desideri sessuali trattenuti, che pure in un certo modo sfociano in irregolarità del ricambio, vi vengono presentati dai caratteri particolarmente mistici come disegni profondamente mistici e dipinti, e che in molto di ciò che appare in questo modo nel mondo si devono vedere sintomi di anomalie morbose ancora sopportabili dei fenomeni umani.

Vedete, la scienza dello spirito orientata antroposoficamente non è mistica nel senso come molte persone la comprendono, perché non si fa illusioni su tali cose come sono state caratterizzate. Indaga il contrario appunto di tali cose. Ma la gente se la prende con me. Me la si prende già che nei discorsi pubblici sono andato così lontano da accennare che per esempio — sebbene le cose non siano state disegnate, bensì si sia vissuta poeticamente —, la bella poesia della Mechthild di Magdeburgo o della santa Teresa sono le immagini, cioè sono i riflessi di Ispirazione di quello che sono processi che nascono da una sessualità trattenuta. Naturalmente non è piacevole alla gente quando si descrive loro una Mechthild di Magdeburgo o una santa Teresa: sì, sono personalità con una sessualità forte, che però proprio perché è diventata loro troppo forte, hanno trattenuto; attraverso questo nascono certi processi di ricambio-circolazione, reazioni avvengono, che si presentano così che allora vengono fissate in poesie molto belle. Sì, il fenomeno considerato in un senso più elevato, conduce straordinariamente profondamente nei misteri dell’esistenza. Ma si deve riuscire a innalzarsi a una tale concezione. E per questo si deve almeno presentire qualcosa di questi processi particolari che si accendono come processi interni quando esternamente si euritimizza. E particolarmente allora quando ciò che è nascosto internamente nella poesia euritimizzato come l’ho mostrato ieri, quando viene letto un bel poema, dopo di che si euritimizza in maniera appropriata, così come l’abbiamo visto ieri, consonantizzante o vocalizzante, allora questo si incrocia appunto con l’altro, allora vi si aggiunge a quello che è eseguito esternamente in movimenti, anche durante l’euritimizzare una parlata interna muta. E se il processo allora non si svolge in poesie umide e sudaticce, ma se il processo semplicemente procede così che è il compagno, il processo euritimico di accompagnamento di belle poesie, allora ciò che accade nell’uomo non è un tale scrivere di Mistica, bensì è un processo che guarisce l’uomo, così che si può dire: se si fa euritimizzare cosicché si rende sempre il paziente attento, ascolta bene, portati fortemente alla consapevolezza il suono sentito, la connessione della frase sentita, dopo che fai l’euritmia — allora lo farete salire appunto alle forze formatrici esterne, alle forze che oggettivamente intuiscono. E farete bene se vorrete agire su tutto ciò che si trova nell’uomo come residuo di ciò che non si è più svolto tra la nascita e la morte, ma che il materialismo chiama eredità, di cui però una gran parte è portata dalla vita spirituale-animica preesistente, se cioè volete agire su ciò che si chiama difetti innati, difetti e così via, allora farete bene, particolarmente in età giovanile ripetutamente di agire attraverso l’euritmia in modo che invitate sempre di nuovo l’euritimizzante a rendere completamente chiaro a sé quello che sentite esteriormente. Attraverso questo vengono scacciate anche tutte quelle tendenze che lo vogliono fissare interiormente, ciò che potrebbe nascere in qualcosa come il disegno mistico o la poesia mistica. Viene appunto aggiunto al bel poema esterno. È il processo opposto. Un vero mistico sa che ciò che l’uomo riflette come appunto Anomalo come Bello ha sempre un lato preoccupante. Invece quando ciò che è bello nel mondo esterno è vissuto interiormente, allora non si può dire che si presenti a uno come una formazione straordinariamente bella; al contrario, si schematizza, diventa astratto attraverso questo, però astratto come disegno, così come un disegno è astratto. Ma questo è appunto il Sano, è il Desiderato. E non è vero, questo bel processo storico non sarebbe sorto — ma se per esempio Mechthild di Magdeburgo fosse stata indotta a euritimizzare secondo buoni poemi, allora sarebbe stata preservata da tutto il suo destino mistico. Naturalmente quando si arriva a questo punto si può dire: qui si arriva a un punto dove il Bene e il Male cessano. Qui si arriva nella sfera amorale di Nietzsche, al di là del Bene e del Male, e naturalmente non si può essere così filistei da dire che tutte le Mechthild di Magdeburgo devono essere sterminate con radice e rami. Ma d’altro canto potete essere certi che dai mondi soprasensibili è ben provveduto che, anche se l’uomo non la lascia crescere eccessivamente, restano comunque le corrispondenti connessioni con il mondo soprasensibile.

Ora vorrei ancora trattare un paio di cose che forse possono ancora chiarire qualcosa, nonostante il nostro tempo sia già molto avanzato. Vorrei anzitutto particolarmente affrontare la domanda:

«Non potrebbero gli esercizi terapeutici di euritmia essere sostenuti da esercizi razionali di respirazione? Non deve essere subito Hatha-Yoga.»

Ora ho il seguente da osservare: esercizi razionali di respirazione a sostegno degli esercizi di euritmia devono essere affrontati per il nostro tempo, alla luce della direzione già intrapresa della natura umana, soltanto nel modo seguente. Si osserverà infatti che sotto l’influenza particolarmente dell’euritimizzare vocalizzante di per sé emerge una tendenza al cambiamento del ritmo respiratorio. Lo osserverete. E ora siete di fronte all’inconveniente che qui non dovete schematizzare, non dovete dire qualcosa in generale, bensì dovete osservare dapprima nel singolo caso individuale ciò che dovete fare. Dovete occuparvi nel singolo caso individuale di osservare la respirazione di una persona, al che secondo altri reperti volete aiutare con guarigione dell’euritimizzare vocalizzante, questo cambiamento respiratorio, e allora dovete fargli notare che consapevolmente continui questa tendenza. Perché non siamo più uomini come lo erano gli antichi orientali, che potevano percorrere la via opposta, attraverso respirazione prescritta di influenzare di nuovo l’uomo intero. Questo è qualcosa che, comunque sia prescritto così o così, conduce a shock interni, e che propriamente dovrebbe essere evitato. Dobbiamo imparare a osservare ciò che l’euritmia, particolarmente l’euritmia vocalizzante insegna sulla sua propria influenza nel processo respiratorio. E allora possiamo consapevolmente continuare ciò che nel singolo caso emerge euritimicamente. Lì vedrete infatti che questo processo, questo processo respiratorio in un certo modo è individuale, cioè diverso per le diverse persone, è appunto continuato.

Ora questo, miei cari amici, sono più o meno le cose che ancora si possono rispondere. Non c’è una vera possibilità di affrontare qualcosa, che davvero ancora rimane insoluto, per la brevità del tempo. Alla fine vorrei soltanto dire a voi con un paio di parole, miei cari amici, che vi dovete preparare al fatto che dai vostri colleghi medici nel mondo non meno combattimento sorgerà non appena si accorgono fortemente che qui qualcosa della nostra specie si fa valere, e che avete bisogno della forza di convinzione dirompente che ciò che vi si opporrà riuscirà a paralizzare. Naturalmente non dovrebbe mai indurvi a ciò che vi si oppone a omettere le cose, ma non dobbiamo nemmeno farci illusioni su tutte le forze che invochiamo come antagoniste.

Anche alla fine di questo corso vorrei dire di nuovo che è propriamente sempre mantenuto da me che, per rendere possibile il movimento così come ora deve essere inaugurato nel campo medico, io stesso di fronte ai pazienti non mi immergerò direttamente nei processi di guarigione, bensì soltanto parlando, discutendo, consigliando con i medici stessi, così che rimaniate sempre nella posizione di poter rifiutare ciò che potrebbe tendere al fatto che io stesso volessi immergermi in qualche modo nel curare in modo ingiustificato. Questo è ciò che ho già detto alla fine dell’ultimo corso. Vi viene reso difficilissimo da questo, particolarmente — questo non può certo essere taciuto — dal lato antroposofico, perché naturalmente le persone vengono con tutte le possibili richieste in questa direzione. È davvero anche il caso che negli antroposofi giace anche la tendenza di non andare oltre l’egoismo, bensì talvolta diventare ancora più egoistici delle persone normali, e allora vi diventa in certa misura realmente del tutto indifferente, estremamente indifferente, qual è il bene del movimento, che il bene del movimento riposa sul fatto che nel singolo caso non debba essere eseguito ciò che il mondo esterno chiama «medicina irregolare», bensì che il processo di guarigione di tutta la medicina debba procedere, e che non debba essere disturbato da ciò che il singolo forse talvolta dalle sue aspirazioni personali pone come esigenze. Vi diventa molto difficile, ma deve essere eseguito in questa direzione, perché potremo uscire vittoriosi soltanto allora appunto in questo campo, se possiamo contrapporvi al mondo esterno ciò che altrimenti è il caso nel nostro movimento antroposofico, nella misura in cui è condotto con comprensione, non è contaminato da coloro che lo comprendono male —, dobbiamo essere nella posizione di poter dire semplicemente dal fatto che sappiamo ciò che accade nel movimento antroposofico: ciò che è detto lì è certamente una menzogna, è certamente inventato. — Questo dobbiamo poter dire in certi casi semplicemente sempre. Possiamo dirlo però se internamente in tutto ciò che, vorrei dire, siamo iniziati, ciò che esiste in tali cose, su cui ho qui richiamato l’attenzione, che non intervengo direttamente in processi di guarigione, bensì che a guarire di fronte ai pazienti sono quelli che funzionano come medici all’interno del nostro movimento antroposofico.

Nel detto ancora questo, non vorrei aggiungere nient’altro se non che appunto in voi questi stimoli, che effettivamente in questo corso spesso sono rimasti soltanto in accenni per brevità del tempo, che questi stimoli in voi si lavorino ulteriormente, e che si facciano effettivi nel modo corrispondente al bene dell’umanità. Avremo sperabilmente l’occasione di continuare ciò che abbiamo iniziato due volte ora in qualche modo, e vogliamo almeno cercare di continuarlo in qualche modo. Con questo augurio concludo queste considerazioni, miei cari amici, e spero che in tutte queste direzioni i nostri fatti possano corrispondere ai nostri desideri. È stato un sentimento molto gratificante vedervi qui. Sarà un sentimento gratificante ricordare i giorni che avete voluto trascorrere qui per l’arricchimento della scienza medica, e i pensieri che ci dovranno tenere insieme vi accompagneranno sui cammini che percorrerete, miei cari amici, per realizzare nella pratica ciò che qui abbiamo tentato, inizialmente in pensieri, di stimolare. ## Annotazioni

10°Sugli stenogrammi delle conferenze

Ora sono due i risultati del mio lavoro antroposofico: innanzitutto i miei libri pubblicati al mondo intero, in secondo luogo una grande serie di corsi che inizialmente erano destinati a essere stampati in edizione privata e vendibili solo ai membri della Società Teosofica (più tardi Antroposofica). Questi erano stenogrammi che furono presi più o meno bene durante le conferenze e che — per mancanza di tempo — non potei correggere. Mi sarebbe piaciuto di più se la parola parlata fosse rimasta parola parlata. Ma i membri volevano la stampa privata dei corsi. E così venne realizzata. Se avessi avuto il tempo di correggere le cose, fin dall’inizio la limitazione «Solo per i membri» non sarebbe stata necessaria. Ora è stata abbandonata da più di un anno.

Qui nel mio «Corso di vita» è necessario dire soprattutto come i due — i miei libri pubblicati e questi manoscritti privati — si inseriscono in quello che ho elaborato come antroposofia.

Chi vuole seguire il mio personale sforzo interno ed il mio lavoro per presentare l’antroposofia alla consapevolezza dell’epoca contemporanea, deve farlo attraverso gli scritti generalmente pubblicati. In essi mi sono anche confrontato con tutto ciò che esiste come ricerca della conoscenza nell’epoca. Lì è dato ciò che si è venuto sempre più formando in me in «visione spirituale», ciò che divenne l’edificio dell’antroposofia — certamente in molti aspetti in forma incompleta.

Accanto al compito di costruire l’«antroposofia» e di servire in questo solo a ciò che risultava nel trasmettere comunicazioni dal mondo spirituale al mondo dell’educazione generale odierna, però, si presentò un’altra richiesta: accogliere pienamente ciò che emergeva dai membri come esigenza dell’anima, come nostalgia spirituale.

C’era innanzitutto una forte inclinazione a sentire i Vangeli e i contenuti della Bibbia in generale illustrati alla luce che si era rivelata come quella antroposofica. Si voleva sentire in corsi queste rivelazioni date all’umanità.

Nel momento in cui corsi di conferenze interne furono tenuti secondo questa richiesta, accadde qualcos’altro. Queste conferenze avevano solo membri. Essi erano familiari con le comunicazioni iniziali dall’antroposofia. Si poteva parlare loro proprio come a coloro che erano avanzati nel campo dell’antroposofia. L’atteggiamento di queste conferenze interne era tale da non poter essere lo stesso in scritti che erano interamente destinati al pubblico.

Potevo parlare in circoli interni in modo che in una presentazione pubblica, se fosse stata destinata a essa fin dall’inizio, avrei dovuto formularlo diversamente.

Così nella dualità, negli scritti pubblici e privati, c’è davvero qualcosa che proviene da due fondamenti diversi. Gli scritti completamente pubblici sono il risultato di ciò che in me lottava e lavorava; negli stampati privati, la società lotta e lavora con me. Ascolto le vibrazioni della vita dell’anima dei membri e nella mia vita interiore vivente in ciò che sento, sorge l’atteggiamento delle conferenze.

Non è detto da nessuna parte, neppure nel minimo grado, nulla che non fosse il risultato più puro dell’antroposofia che si sta costruendo. Non può essere assolutamente questione di qualche concessione ai pregiudizi o ai presentimenti dei membri. Chi legge questi manoscritti privati può prenderli nel senso più pieno proprio come quello che l’antroposofia ha da dire. Perciò poteva senza dubbio, quando gli attacchi in questa direzione divennero troppo pressanti, essere abbandonato l’istituto di diffondere questi stampati solo nel circolo dei membri. Dovrà solo essere tollerato il fatto che in questi testi che non ho revisionato, si trovino errori.

Un giudizio sul contenuto di un tale manoscritto privato potrà davvero essere riconosciuto solo a colui che conosce ciò che viene assunto come presupposto del giudizio. E questo per la grande maggioranza di questi stampati è almeno la conoscenza antroposofica dell’uomo, del cosmo, nella misura in cui il suo essere è rappresentato nell’antroposofia, e di ciò che si trova nelle comunicazioni dal mondo spirituale come «storia antroposofica».

11°Appendice: annotazioni dal quaderno di Rudolf Steiner (NB 610)

RUDOLF STEINER

Appendice al volume

ANNOTAZIONI DAL QUADERNO DI RUDOLF STEINER relative alle conferenze del secondo corso medico a Dornach dall’11 al 18 aprile 1921 (Quaderno archivio nr. NB 610)

Appendice al volume «Geisteswissenschaftliche Gesichtspunkte zur Therapie» 5. edizione, Dornach 2001 Rudolf Steiner Gesamtausgabe, numero di bibliografia 313

RUDOLF STEINER

CASA EDITRICE

DORNACH / SVIZZERA

Diritti d’autore amministrazione dell’eredità di Rudolf Steiner

11 aprile 1921

Organizzazione della testa: è un’impronta dell’Io, dell’Astrale, dell’Eterico e un’azione nel Fisico: così, che l’azione fisica è opposta alla formazione della Terra, quindi dissolve il terrestre; ma allo stesso tempo, in esso è contenuto ciò che forma la Terra. -

Capelli

Silicio -: dissolve il vegetale -

Sangue quando viene introdotto, agisce mineralizzante

Urina formante - differenzia l’uomo fornisce la formazione ai singoli arti - nel sangue è perché altrimenti l’uomo sarebbe Uno nell’urina è perché altrimenti un egoismo senza misura

[Facsimile del manoscritto originale di Rudolf Steiner] starebbe accadendo Nella testa l’intermedia la De-centralizzazione quando si introduce silice, allora si aumenta così è appropriato stimolare l’uso dei sali la digestione - allora la formazione eterica - che poi viene agisce sulla formazione dell’organismo riassorbita e l’Io che esercita la sua azione da esso e dai singoli ha un effetto vivificante -

Silice: capelli, sangue, urina / estrae l’eterico Acido silicico: capelli, ossa -

Calcio in senso opposto: estrae l’astrale. L’organizzazione ritmica: (il silicio agisce più fortemente) quando si aggiunge calce, si stimola l’azione astrale e così il ritmo respiratorio. -

C’è un’impronta dell’Io e dell’Astrale

Quando con anidride carbonica - agendo così che il calcio estrae l’astrale - viene stimolato il ritmo cardiaco; con fosforo, così che la sua azione diviene più forte ~ essa è il ritmo respiratorio viene stimolato - esternamente (libera) -

[Facsimile del manoscritto originale di Rudolf Steiner]

Nella testa:

Fluoro: Ossa, smalto dei denti, urina dell’uomo

Nel più denso fisico arrotondante =

Magnesio Ossa, denti, urina, succo gastrico Saliva, latte. -

[Facsimile del manoscritto originale di Rudolf Steiner]

O: 1/3 del peso della terra: in tutto ciò che è solido e liquido serve nella separazione e combinazione di sostanze non prepara più sostanze utilizzabili all’eliminazione

H: nell’acqua, nella proteina, nella bile, nel grasso eliminato attraverso il sudore, l’urina, la bile. L’aria

N: Azoto: Soffocatore della vita

Fondamento del regno animale

nell’Io uscito - attività del corpo astrale Esso spiana il percorso.

Corpo astrale - come uccide il corpo eterico Io nel corpo astrale - altrimenti: corpo astrale eccetto i grassi e lo zucchero del latte libero in tutte le parti

raccoglie [?]

Fibre, urea, acido urico

C:

Distruzione delle piante

Carbone di legna

da colorante nella bile, muco, gelatina, grasso prodotto nei processi vitali

[Facsimile del manoscritto originale di Rudolf Steiner]

da colorante: scolorante. «Io» Io

[Facsimile del manoscritto originale di Rudolf Steiner]

Cloro:

C H Acido cloridrico distrugge i miasmi

Zolfo:

Cervello, proteine, fibre, caseina, capelli Unghie, epidermide, (si brucia per formare il soffocante acido solforoso) Gas solfidrico velenoso. -

Fosforo:

fosfato di calce: cervello, proteina, fibra, come sostanza fosforica

[Facsimile del manoscritto originale di Rudolf Steiner]

Ossa legate alla calce come acido fosforico

Fluoro:

Ossa, smalto dei denti, urina

Calcio:

Terra calcarea - ossa

Potassio:

(Sale di cenere) nelle piante e negli animali nei fluidi.

Sodio:

Magnesio:

Ossa, denti, urina, succo gastrico, saliva, latte.

Silicio:

Terra di silice: capelli, sangue, urina.

Ferro:

Materia colorante, capelli, cartilagine, fibra del sangue. Cloruro nel succo gastrico ossido fosforico

Latte vitale

legame organico Ematina: globuli del sangue.

[Facsimile del manoscritto originale di Rudolf Steiner]

La composizione si basa sull’origine del Calore eterico Aria Fisico

-Aria: Animico

Acqua Sulla separazione, l’apparizione Terra Elementi si basa lo Spirituale

CO N

Nutrizione:

Nei formare che sono formati dall’ Respirazione - Eterico: quello Dissoluzione della nutrizione: N Meccanico: nella sostanza Fisico: nella sostanza Chimico: nella forza Organico: dalla forza Animico: dalla sostanza Spirituale: al di fuori della sostanza incarnato Nell’acqua: l’eterico meccani animato Attraverso l’aria: l’astrale N: l’anima attraverso il calore: l’Io Freddo: lo spirito

La morte: la malattia: Io Astrale. Nella nutrizione eterizzare Salute. Nascita: Eterico - Fisico Nella respirazione Astralizzazione La guarigione è un rafforzamento dell’eterico L’astrale giunge prima dell’astralizzazione all’eterico: la nutrizione è eterizzazione esso incassa Si incassa qualcosa di estraneo-animico. Se prima dell’eterizzazione l’etere esterno attraverso l’organizzazione della testa viene all’etere interno - urta nel fisico: malattia

[Facsimile del manoscritto originale di Rudolf Steiner]

Se uno guarda una persona denutrita, manca la liberazione dell’eterico; la sostanza tiene l’etere prigioniero - la persona viene avvelenata dall’eterico esteriore. -

Il fosforo e lo zolfo spingono il corpo astrale fuori dall’organizzazione fisica-eterica finendo nell’indurimento L’arsenico - attira il corpo astrale dentro l’organizzazione fisica. finendo nell’ammorbidimento -

Se uno guarda una persona aritmica, allora un’astrale interna non si separa dalla L’antimonio neutralizza - organizzazione - questa la trattiene nel processo respiratorio - la persona viene avvelenata dall’astrale esteriore - che vive nell’aria, si ammorbidisce.

Dall’etere esteriore agiscono gli eteri di calore e di luce All’interno viene liberato attraverso l’eterizzazione l’etere chimico e l’etere vitale -

Nell’uomo ritmico l’etere di calore arriva direttamente all’etere vitale - allora deve esservi equilibrio tra i processi interni e la questi sono mantenuti in equilibrio vita del cosmo, oppure: subentra un disturbo dell’equilibrio: l’etere di calore e di luce avvelenano l’etere chimico e vitale

[Facsimile del manoscritto originale di Rudolf Steiner]

8 aprile 1921

L’elemento di attacco del corpo astrale è quello simile all’aria La testa è trasparente all’astrale - ma anche chiusa in sé nel sistema dei quattro arti si separa l’astrale -

Nel sistema ritmico: trasparente all’astrale colpisce insieme con quello liberato dall’eterico vivente astrale - guarigione continua =

La pianta divenire procede dal basso verso l’alto - viene frenata - dal processo astrale.

Lì è la sede dell’ammalarsi Il mondo situato sopra la superficie terrestre: Animale - Uomo come immagine - Deve perciò tutto ciò che è sopra/sotto astrale deve essere considerato come proveniente da dentro; tutto ciò che è sotto/sopra astrale come proveniente da fuori - mantenuto attraverso il processo respiratorio

[Facsimile del manoscritto originale di Rudolf Steiner]

1.) Disposizioni ereditarie: Testa

Si respira: il cosmo attenuato così che solo Perciò è salutare: tutto ciò che mantiene Immagine della l’ambiente così che Pianta, non la pianta stessa non diventa

Cause di malattia: 2.) l’ambiente respirando 3.) la composizione terrestre

Possibilità di sfruttare la notte (estate) - Deve essere quindi dormito così che questo sonno sia un’estate interiore - Il corpo deve essere liberato da quello che lo stimola astralmente deve stare sotto l’influenza di: 1.) dell’equilibrio spirituale-animico

2.)

i rapporti respiratori devono essere adeguati così da non essere percepiti 3.)

Se estraiamo il corpo centrale del sole, allora in esso stimoliamo La fame - la sete non devono agire il paralizzamento degli effetti delle cause di malattia. Facciamo salubre ciò che da basso verso l’alto agisce sul vegetal-essere Se si studiano le condizioni sotto cui il mondo vegetale prospera, allora si hanno quelle sotto cui l’uomo deve respirare,

Devono causare effetti che forzino l’uomo questo è salutare, è estraneo a tutto il parassitario - a portare il suo essere eterico in evidenza, però così che le sue esperienze dell’inconscio siano distrutte [ciò che elabora il passato = - il sistema ritmico non deve cominciare a pensare - Ambiente: così che sopra il terrestre, Sintomi più importanti: Difficoltà di addormentamento - non ordinario l’ultraterrestre ancora «splende» - Nevrosi d’altitudine - risveglio - Nevrosi solari

[Facsimile del manoscritto originale di Rudolf Steiner]

Difficoltà di addormentamento: il corpo astrale è troppo fortemente legato agli organi -: bisogna liberarlo - lo si farà attraverso tutto ciò che è sopra la terra, non ad essa appartiene =

La guarigione sta nell’eccitazione di processi che pongono maggiori richieste all’organismo inferiore rispetto alla norma - Lo spiacevole corporeo deve essere provato -

Difficoltà di risveglio: il corpo astrale è ostile agli organi - Il risveglio dell’anima - l’Attivo deve essere promosso Lo si dovrà spingere verso di loro Lo si farà attraverso una sana influenza spirituale -

Nelle malattie del sistema ritmico si contrappone il cooperare dell’Io e dell’astrale da un lato - dell’Eterico e del fisico dall’altro non si ha più come nel sistema della testa la Possibilità - attraverso il sonno e la veglia di regolamentare molto perché il sonno gioca nel veglia - si deve riconoscere le altre malattie da lì si ha bisogno di una raccolta dei sintomi: i peccati nel rapporto

[Facsimile del manoscritto originale di Rudolf Steiner] all’ambiente - Respirazione - quelli nel rapporto alla propria armonia corporea - Circolazione - Disturbi cardiaci appartengono qui - ma anche il ritmo della nutrizione e dell’escrezione - Milza - Stomaco = Si avrà con il cronico ancora poco con rimedi, con l’acuto solo così se si applicano quelli molto modificati dall’ultraterrestre - quindi quello nel cucinare, bruciare, traslucenza - magnetizzazione =

[Culto fanatico del cibo crudo: solo riguardo ai frutti ecc, invece sono proprio le decozioni di radici importanti da applicare]

Ciò che è passato attraverso l’azione terrestre - poi ancora modificato attraverso cucinare, bruciare ecc stimola la respirazione normalizza - ciò che rimane sopra la terra - Calore, luce, magnetismo stimola anche la respirazione, =

[Facsimile del manoscritto originale di Rudolf Steiner]

L’«Io» è efficace nella formazione del sangue - bisogna distinguere dal ritmo del sangue - nel passaggio

Bisogno: la sensazione che il dal retto nel sistema vascolare.

mondo interiore stimola - il Ritmo viene messo nel buio -

Il sistema intestinale è per questo la preparazione - è l’Io si ritira dall’organizzazione fisica costruito nell’organismo - come sistema sensoriale all’indietro = trasformato - risulta da assaporare, come la respirazione riguarda l’odorato ed il sistema della testa riguarda la vista -

Sensazione: il mondo esterno stimola; il ritmo viene eccitato -

C’è un nesso il rapporto stat-dinamico alla terra con il sistema di formazione del sangue Il rapporto chim-fisico al piano orizzontale cosmico con il sistema ritmico Il rapporto organico-vegetativo al cosmo con il sistema della testa (verticale)

[Facsimile del manoscritto originale di Rudolf Steiner]

[Facsimile del manoscritto originale di Rudolf Steiner]

Stanchezza - Spossatezza - quando si sale le scale riluttanza al lavoro alle ricreazioni - inclinazione alla solitudine inclinazione al sonno ~ Pallore della pelle e delle mucose - aspetto ceroso ~ verdiccio

Dal 9º anno e mezzo si ha a che fare con l’azione dell’Io nel

Tinta delicata dei biondi - Labbra

testa - viene allora tutto questo sopra-sotto di

Gengive - mucosa orale - superficie interna delle palpebre Mani - Piedi - brividi. (Mancanza di globuli rossi)

Il bianco negli occhi bluastro Sulle mani e sul busto le vene brillano di colore violetto

Diagnosi attraverso il rumore nelle vene giugulari - lato destro e sinistro del collo succede anche con forte movimento laterale

del collo dietro l’articolazione sterno-clavicolare.

Dispnea, Sbadiglio, Sospiro - #: c’è troppo poca azione da parte dell’Io attraverso il sonno attraverso le sostanze - l’Io non ha acquisito abbastanza potere sulle sostanze

[Facsimile del manoscritto originale di Rudolf Steiner]

«Io» sviluppato -

Desiderio di gesso, chicchi di caffè -

(Produzione di acidi) Catarro gastrico Vomito di muco Stitichezza Crampi Isteria, Ballo di San Vito.

a seconda che ora troppo poca Periodo

[Facsimile del manoscritto originale di Rudolf Steiner] o troppo la testa indica la testata rigetta l’azione dell’Io - oppure l’addome non l’esegue # guaribile, se non passa al torace, quindi il corpo astrale è stato colpito.

Ferro - clorosi florida: 1-2 dic. ???

Riposo corporeo

aria fresca

Evitamento del lavoro ordinario, passeggiate

energico, non

sonno sufficiente

nutrimento abbondante

attività piacevole, appropriata

[Facsimile del manoscritto originale di Rudolf Steiner]

[Facsimile del manoscritto originale di Rudolf Steiner]

Un rimedio è davvero solo quello che l’Io dormiente e il corpo astrale non riescono a raggiungere, che si oppone a loro - lì agisce come minerale -

15 aprile 1921

Arsenico - porta il corpo astrale agli organi fisici. Riscaldamento - nella regione dello stomaco Abituazione. - respirazione leggera. miglior nutrimento.

Metabolismo limitato

[per persone che hanno bisogno di una separazione del corpo astrale dall’Io]

[Facsimile del manoscritto originale di Rudolf Steiner]

Buona conservazione dei cadaveri.

[Facsimile del manoscritto originale di Rudolf Steiner]

L’Io rimane solo con il rapporto di scambio con il mondo esteriore - Si è smontato il processo di mineralizzazione. -

[Facsimile del manoscritto originale di Rudolf Steiner]

Magnesia calcinata #

È un processo di irradiazione - che annulla il processo di mineralizzazione

[Facsimile del manoscritto originale di Rudolf Steiner]

Dissenteria:

[Facsimile del manoscritto originale di Rudolf Steiner]

Diarrea, febbre

[Facsimile del manoscritto originale di Rudolf Steiner]

Tenesmo:

Evacuazione: mucosa - nodosa - con striature di sangue gelatina rossastra - liquido simile all’acqua di carne con grattamento intestinale - grave: sangue puro =

[Facsimile del manoscritto originale di Rudolf Steiner]

grandi quantità di proteine =

[Facsimile del manoscritto originale di Rudolf Steiner]

Acqua (da bere): c’è nell’organismo un’attività dell’Astrale-Io minata.

[Facsimile del manoscritto originale di Rudolf Steiner]

Dieta. Arsenicum album 3-5.

[Facsimile del manoscritto originale di Rudolf Steiner]

Difterite

Nell’arsenicizzazione gli organi le manifestazioni concomitanti

Bambini da 2 - 4 anni - #

vengono attraversati dall’astrale perciò

della formazione del linguaggio. L’astrale

mineralizzano e vegetalizzano viene dal basso verso l’alto.

formano

Gli organi superiori vengono atro- versati dal corpo astrale.

La faringe viene astralistico. La gola dal corpo astrale percorso.

Si affronta ciò quando si rigettato - mineralizziamo il Mercurio cianato 4. - 6. attraverso la magnesia si aumenta, - facciamo di tutto l’essere umano uno ricco di denti -

Formazione di funghi -

[ai posti dove i funghi si formano]

Nel processo di maturazione l’eterico si sottrae all’ Astrale-Io - perciò si viene a capo attraverso l’arsenico - e soprattutto in impacchi.

Il mercurio trattiene l’astrale basso nell’uomo inferiore Difterite nel processo di accompagnamento della dentizione - il L’infezione: le persone diventano particolarmente inclini L’attività astrale dal basso si intensifica # a reagire su loro nella qualità astrale

Nella fosforazione: l’attività dell’Io porta il fosforo - non deve mancare, altrimenti l’organismo è distrutto

[Facsimile del manoscritto originale di Rudolf Steiner]

Fosforo:

solo come tale velenoso non come acido Disfacimento dell’epitelio. Degenerazione grassa delle fibre muscolari striate Dissoluzione dei globuli del sangue

Globuli rossi: contenenti immagini dell’«Io» - Anemia

Necrosi della mandibola inferiore.

Miglioramento in 24 - 36 ore. - ma nonostante allora ripetizione -

Ittero, manifestazioni cerebrali

(Mal di testa, insonnia Deliri o sonnolenza Paralisi) Anemia

[Facsimile del manoscritto originale di Rudolf Steiner]

[Facsimile del manoscritto originale di Rudolf Steiner]

Dopo l’immagine

Si deve lì Sfera della volontà

realizzare effetti

scompare nella con il [Minerale] dopo la realtà immediata

Sfera sensoriale

vicina al sul sangue

Nel nutrimento l’uomo viene continuamente inserito senza Metabolismo diviene gli altri due sistemi superiori - nella riproduzione il elevato a cui l’immagine si oppone - di solito però solo Fisico./Eterico

Io As.[trale]

Sfera della volontà rimane nella sfera sensoriale

il sistema respiratorio - attraverso O

presente Si deve lì realizzare effetti con il [animale naheliegenden]

Potentilla formosa conduce l’interazione tra Io ed immagine dell’Io (globuli rossi) nei Sui nervi La sensorialità esterni organici parti dove il corpo astrale può agire dall’Io.

La sensorialità viene abbassata

I succhi vegetali fanno ciò tanto più, quanto più contengono forze terrestri

[Facsimile del manoscritto originale di Rudolf Steiner]

HCl: 0,1% - 0,3%

[Facsimile del manoscritto originale di Rudolf Steiner]

H₂O HCl:

Succo gastrico 0,2% - 0,3%

NH₃:

Sangue (poco), urina, aria espirata

H₂S:

Gas intestinali

NaCl:

Sangue, fluidi tissutali, urina

KCl:

Sangue, muscoli, latte, urina.

Salmiak NH₄Cl:

S

attraverso l’astrale in

“magnesio nelle ossa”

"

"

I composti inorganici: Io. -

Urina Urina, forse ossa

CaFl₂:

Ossa, denti

KH₂PO₄

CaSO₄:

Fluidi tissutali

K₂HPO₄

Na₂SO₄:

Fluidi tissutali

K₃PO₄

NaH₂PO₄:

(Urina)

Ca(H₂PO₄)₂

Na₂HPO₄:

Fluidi tissutali

CaHPO₄

Na₃PO₄:

Ossa

Ca₃(PO₄)₂ Mg(PO₄)₂

Ossa

NH₄MgPO₄ Urina ????? Capelli

attraverso l’«Io» nei fluidi tissutali

Il calcio

CaCl₂:

[Facsimile del manoscritto originale di Rudolf Steiner]

Al N è legato il soffocamento della vita

Elementi:

O

Causa dei processi di combustione-fermentazione -

H

Prodotto di decomposizione degli alimenti

N

Soffocatore della vita

C

come carbone di legna nella distruzione vegetale

Cl S P Fl Ca K Na Mg Si Fe

[Facsimile del manoscritto originale di Rudolf Steiner]

[Facsimile del manoscritto originale di Rudolf Steiner]

Corpi proteici Sostanze proteiche = rapidamente decomposti come sostanza nutritiva – a quale scopo? Liquido tissutale - proteine mutevoli - N

stabile la proteina vivente

Nfr

Grassi: materiale di riscaldamento - Combustione = Carboidrati - solo per la costruzione Glicogeno nel fegato

Dosaggi: inferiore :

Materiale di riscaldamento -

Metabolismo.

medio : Ritmo.

Sali "

Acqua 2/3 del corpo

alto

Uomo nervoso-sensoriale = le forze esterne

Clorofilla

Formazione di proteine # l’etere vitale

Iniezioni:

introdotto — ringiovanente dissolve la proteina; da esso viene attraverso l’etere chimico estracoagulata le forze tagliate vengono Sfregamenti: Grasso e attraversate da luce e calore, i grassi e i carboidrati con calore la proteina - con luce -

Gli organi interni respirano: il liquido tissutale è portatore del metabolismo Aria il movimento dell’etere verso le cellule dal #

liquido tissutale -

N O

le sostanze introdotte tramite nutrizione Vapore acqueo C quindi depositate Il polmone minaccia di diventare testa: predominio dell’Io Si deve contrastare attraverso sfregamenti di sali all’esterno - Hg all’interno

[Facsimile del manoscritto originale di Rudolf Steiner]

Rammollimento cerebrale - Paralisi casi psichiatrici = Metabolismo 2 Non fino all’Immaginazione - Ispirazione anche lì Corporale

L’interna capacità di formazione diminuisce -: Iniezioni, Sfregamenti. Altro ambiente. -

Malattie in cui cervello e fegato sono colpiti: #

L’interazione tale che fegato minaccia di diventare cervello, l’occupa troppo - Hg internamente: sfregamenti di sali all’esterno (sali calcarei) -

[Facsimile del manoscritto originale di Rudolf Steiner]

L’azoto che viene espirato? #

Mantenimento della sensorialità e dell’attività spirituale interna

dei vari organi -

[Facsimile del manoscritto originale di Rudolf Steiner]

? Fosforo Zolfo: la transizione quando diventano elementari

? Carboidrati, grassi, proteine -

[Facsimile del manoscritto originale di Rudolf Steiner]

? Mancinismo - Corpo eterico uomo, donna

[Facsimile del manoscritto originale di Rudolf Steiner]

Corpo astrale più sviluppato nei mancini.

[Facsimile del manoscritto originale di Rudolf Steiner]

? Visione dei colori alle vocali. = # L’unità interna del sensibile

Visione popolare ? I fiori appassiscono durante il periodo: # aumento dell’interno attività della parte inferiore dell’uomo.

Asma, che sorge da crampi: sovrapienezza sanguigna sopra, insufficienza sanguigna sotto Bagni di anidride carbonica

[Facsimile del manoscritto originale di Rudolf Steiner]

Iodio - Hg - P - As Sopra il Dr. Rosenbach: combattente della raccolta incompleta di fatti. Ricercatori di fatti.

1851 - 1888 Breslavia - 96 Ufficio abbandonato Berlino + 1907

Per la teoria dei colori di Goethe - Movimento sanguigno - Infezioni e malattie da ingestione =

Idea direttrice: pensiero energetico-patologico. -

Giambattista della Porta =

Cohnheim. = x = cioè Stimolazione Disposizione

Forme energetiche cosmiche - nel corpo a forme più grezze

[Facsimile del manoscritto originale di Rudolf Steiner]

Energie cosmiche durante il sonno, =

Religione ????

Bioenergetica =

Davanti alle porte dell’Antrop.

[Facsimile del manoscritto originale di Rudolf Steiner]

Radice

Radice di genziana (Gentiana lutea):

stimolante per la respirazione inferiore fortifica lo stomaco,

Perdita di appetito

agisce mineralizzando

Dispepsia

forte reazione degli organi anteriori

elimina i parassiti intestinali

Congestioni addominali

stimolazione astrale

grandi dosi Mal di testa

Gotta, reumatismo

(Decozione)

gusto amaro

attratto dalla testa

odore forte

spingente

antifebbrile contenente zucchero

stimolazione dell’Io

olio grasso

Radice del garofano (Geum urbanicum) (Decozione)

dalla testa

attratto

stimolante alla parte inferiore

Diarrea

antifebbrile

Apparato nervoso-sensoriale:

Catarri mucosi dell’intestino così l’attività intestinale Gusto amaro forte stimolazione dell’Io - che le olio eterico

sostanze nutritive vengono affrontate presto

Amido

stimolante

in attacco

Tannino

[Facsimile del manoscritto originale di Rudolf Steiner]

[Facsimile del manoscritto originale di Rudolf Steiner]

Iride (Iris germanica): Decozione di radice):

porta l’Io fortemente in

diuretico

odore ripugnante

azione

purgante

Idropisia

sudorifico

Catarri

riscalda:

agisce su

Raffreddori

corpo astrale

la respirazione

Debolezza uterina

gusto amaro Resina Amido Tannino

Erba (Herba): Maggiorana (Majorana Origanum) Infuso: riscaldante Sapore acuto amaro " dell’interno aroma aromatico organi anteriori

olio eterico Sali

[Facsimile del manoscritto originale di Rudolf Steiner]

[Facsimile del manoscritto originale di Rudolf Steiner]

Fiori (Flores):

Anziano Lillà (Sambucus nigr. agisce sulla respirazione Infuso stimola l’etere-L. (negli al di sotto-posteriore [inferiore] Catarri olio eterico Organi di interazione trattenuto Zolfo sudorifico Dal corpo astrale. purgante Sudorazione depurativo del sangue Raucedine, tosse (Reumatismo!)

Semi (Semen) Cumino (Carum carvi) Decozione olio eterico stimola fortemente Sostanza speziante Cera l’Io dalla testa. - Odore Sciroppo di zucchero Resina in clisteri Crampi allo stomaco Colica verdauungsstärkend Gonfiore insufficiente promuove l’attività della formazione del liquido tissutale nella testa

[Facsimile del manoscritto originale di Rudolf Steiner]

Secrezione lattea

Primavera

[Facsimile del manoscritto originale di Rudolf Steiner]

Piombo: dolori gastrici, nausea, vomito di massa bianca lattea

Pb

accelera la moltiplicazione energica della testa L’Io - attività di formazione: imag. - fuori

Rallentamento del polso - faccia pallida - Labbra bluastre, perdita della voce - Singhiozzo; Sordità Paralisi degli arti inferiori Piombo: raggia l’attività di formazione impiccata - consuma molto

Svenimenti, stordimento

Stagno:

pende: astrale - l’attività ispirante - Respirazione

Convulsioni

Ferro: arrotonda: eterico - l’attività intuitiva - circ. intuit.

Stitichezza

(raramente diarrea)

Antidoti: solfato di sodio - solfato di magnesio

Rame: eterico: attività di escrezione all’interno

attraversare il corpo

Colica da piombo -

dolore contrazione nella regione ombelicale

Hg:

astrale: attività di escrezione verso l’interno

Volontà

addome teso

Ag:

Io.

provoca vigorosa attività di escrezione dal basso su avanti verso l’alto

polso rallentato

Un sale: è così che esso le feci trattenute Acidi Escrezione urinaria impedita Cachessia da piombo: assorbimento di vapori di piombo Gengive color ardesia Orlo Dimagrimento

Sali Il metallo - è alla terra Assottigliamento Perdita di tono della muscolatura Denti blu-grigi Decolorazione Deperimento

Azione terrestre conservata

Acidi neg. elettr: portano Basi pos. elettr: scaricano

molto lontano - appartiene alla sfera planetaria.

[Facsimile del manoscritto originale di Rudolf Steiner]

Domande

? Esercizi respiratori razionali a sostegno degli Esercizi di euritmia

Formazione: eu.

Escrezione: Fissazione:

? Raffreddori (Catarri):

Origine: la sensorialità viene spinta nella respirazione attività. (Escrezione) -

? Iniezione di latte nella blenorragia. - Guarigione: è il Prodotto di escrezione contro l’escrezione

? Rimedi omeopatici. Si deve prestare attenzione all’azione polare da sopra e sotto.

? Forze muscolari - forze ossee. ? Spettro al gusto - olfatto.

[Facsimile del manoscritto originale di Rudolf Steiner]

[Facsimile del manoscritto originale di Rudolf Steiner]

formante: sottraente:

Ag

Hg

avvolgente:

Cu

[Facsimile del manoscritto originale di Rudolf Steiner]

? Bambino che ha perso molto sangue da ferita da sparo

eu

Deformità delle articolazioni.™

°>

Cu

[Facsimile del manoscritto originale di Rudolf Steiner]

Fine dell’appendice.


In memoria di Frater Stefano Ravaglia

anima raggiante che ha donato armonia e nuovi inizi.

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